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LA TRASFORMAZIONE DIGITALE IN INTESA SANPAOLO

Il giorno 28 marzo abbiamo incontrato il Chief IT, Digital e Innovation Officer Massimo Proverbio che ci ha fornito una esaustiva illustrazione dei progetti di evoluzione digitale in Intesa Sanpaolo. Alle informative hanno contribuito anche i Responsabili della Direzione Centrale Sistemi Informativi Enrico Bagnasco e della Direzione Centrale Operations Luca Faussone, per le parti di loro competenza.

L’ingegner Proverbio ha rappresentato che oggi l’Italia si trova al 26° posto fra i Paesi europei per l’utilizzo dell’economia digitale con un 30% di popolazione che utilizza Internet banking, a fronte di percentuali doppie / triple degli altri paesi più industrializzati dell’Area. La tendenza della clientela è però di avvicinarsi alla situazione degli altri Paesi: per questo motivo il Gruppo ha posto la digitalizzazione come uno dei fattori chiave del Piano di Impresa.

Intesa Sanpaolo ritiene che occorra muoversi rapidamente su questo terreno per “anticipare” il futuro e prepararsi ad affrontare la concorrenza di Apple, Google, Amazon ed altri soggetti di enormi dimensioni che – per quanto le attività finanziarie non rappresentino il loro core business – stanno iniziando a proporsi come intermediatori creditizi e dei sistemi di pagamento e saranno in grado di erodere quote importanti di redditività alle Banche. Per fare questo si sta sviluppando un modello di Banca che farà coesistere il mondo fisico, che conosciamo, con quello digitale costituito da nuovi canali e prodotti per tutte le tipologie di clientela.  Occorre costruire il nuovo scenario preservando nel contempo l’attuale realtà, garantendo anzitutto la continuità del servizio. Un presupposto di questo sviluppo è che clienti e colleghi operino nel mondo digitale in modo sicuro, conoscendone i rischi.

L’architettura tecnologica verrà progressivamente trasformata in modo che diventi più flessibile e consenta di soddisfare “istantaneamente” tutte le esigenze del cliente digitale: si passerà quindi dalla situazione attuale che vede le decisioni guidate da regole, analisi e interazioni con il cliente ad una situazione multicanale e mobile in cui le decisioni saranno guidate dai dati interpretati “istantaneamente” e indipendentemente dalla location. Questo modello operativo richiede ai colleghi nuove competenze e nuovi mestieri. Le soluzioni di business e tecnologiche verranno sviluppate utilizzando stabilmente la metodologia “agile”, che si era utilizzata sperimentalmente per l’esperienza della Digital Factory: lavoro interdisciplinare in gruppi costituiti da colleghi provenienti da diverse funzioni aziendali in modo da unire nella la progettazione tutti i punti di vista (IT, Business, Compliance ecc.).

Tutto il piano, che è attivo già dallo scorso anno, avrà una durata complessiva di 8 anni.

Per quanto riguarda nello specifico la DSI, che è pesantemente impattata da tutte le esigenze inerenti il Piano di Impresa, deve assicurare la trasformazione dell’architettura applicativa secondo il modello digitale, sopra descritto. Per migliorare i livelli di servizio attuali si sono adottate una serie di misure organizzative che stanno riducendo i disservizi: ad esempio gli Incidenti su BdT si sono ridotti di circa il 30%. Inoltre nell’ultimo anno è stato avviato un progetto che prevede che in una filale per ciascuna Direzione regionale si alterni un collega di DSI (con avvicendamenti ogni due o tre mesi) per verificare sul campo le esigenze della rete e gli impatti sull’operatività delle procedure e – al rientro nell’ufficio di provenienza – favorire la diffusione della conoscenza delle concrete specificità operative riscontrate durante la permanenza in filiale.

Si sta inoltre lavorando su:

  • utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nelle aree di Business del Gruppo: sono state avviate alcune sperimentazioni e testate diverse tecnologie di mercato per definire il modello da adottare;
  • applicazione della Robotica – intesa come utilizzo di software “intelligenti” in grado di applicare schemi algoritmici a lavorazioni massive e standardizzate oppure di eseguire procedure di controllo – su 13 processi di varie Direzioni, in particolare delle Operations.

L’Azienda ha annunciato la decisione di internalizzare e aumentare le competenze interne per quanto riguarda le attività con maggiore contenuto. A tal fine si procederà ad un ulteriore rafforzamento dell’organico con 300 assunzioni nell’arco del Piano di Impresa, di cui 107 già effettuate.

Per quanto attiene la DCO, l’organico della Direzione sta pesantemente diminuendo per effetto delle uscite per esodo e vedrà a giugno 2020 una diminuzione stimata di circa 800 persone, a fronte di circa 50 assunzioni. Le lavorazioni di natura transazionale stanno nel frattempo diminuendo considerevolmente, per garantire comunque lo svolgimento dell’attività a fronte della contrazione dell’organico si farà ricorso a:

  • riorganizzazione delle attività sulle piazze e semplificazioni immobiliari, nei termini già illustrati lo scorso anno, per efficientare le lavorazioni;
  • processi di revisione dei processi e di dematerializzazione;
  • ricorso alla robotica che ha già consentito il recupero di 50 FTE e si prevede di recuperarne almeno altri 60;
  • ringressi di personale proveniente da altre Strutture del Gruppo a seguito di processi di riorganizzazione.

Per supportare questo percorso di efficientamento l’Azienda per il periodo del Piano di Impresa utilizzerà maggiormente Exelia, società del Gruppo con sede a Brazov.

L’azienda ha anche chiarito che per le Operations la rilevazione delle conoscenze svolta attraverso Teti Competenze è stata volutamente ampia e riferita a tutti i mestieri presenti nel Gruppo, in quanto la Direzione è trasversale a tutte le attività.

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IL GIUDIZIO DELLA FISAC

Riteniamo che l’incontro sia stato di assoluto valore in quanto ha fornito una visione strategica per tutto il Gruppo che va anche oltre l’orizzonte del Piano di Impresa.

La trasformazione digitale della Banca, che è già avviata e sta concretamente procedendo, non potrà non avere ricadute sulle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori di Intesa Sanpaolo.

Come FISAC/CGIL abbiamo evidenziato, come stiamo facendo da mesi, che un processo di questa portata, che cambierà il modo svolgere il lavoro del Bancario, può essere affrontato solo con una Formazione adeguata e realmente fruibile per tutti, in quanto le persone sono tutelate nel cambiamento principalmente dalle loro competenze.

La rilevazione delle conoscenze e la certificazione delle competenze stesse diventano un momento molto importante del processo in atto. Al riguardo ribadiamo che l’Azienda ha avviato la rilevazione attraverso “Teti Competenze” con una comunicazione lacunosa ai colleghi e attraverso un processo molto pesante da gestire, a fronte dei carichi di lavoro presenti in Azienda, in particolare nella Rete.

Abbiamo rilevato che alcune Strutture, la DSI in particolare, gestiscono da anni il cambiamento in una situazione di stress continuo che richiede ai colleghi una presenza e disponibilità che ormai si avvicina alla copertura del servizio 7×24. Abbiamo richiesto interventi non solo sugli organici ma anche in questo caso sulla formazione nonché sui regimi di orario, nel pieno rispetto delle previsioni in essere del CCNL.

Le trasformazioni che sono in atto in Intesa Sanpaolo riguardano l’intero Settore e saranno argomenti portanti del rinnovo del Contratto di Categoria, la cui piattaforma rivendicativa sarà portata al vaglio delle Assemblee nel corso delle prossime settimane.

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