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Se fossimo l’azienda, in questa delicata fase di integrazione, saremmo concentrati sulle soluzioni necessarie per determinare DAVVERO un clima aziendale sereno e proficuo per le lavoratrici ed i lavoratori della nostra azienda.

Se fossimo l’azienda sapremmo che da troppo tempo non sono comprensibili alcune scelte, in particolare sull’organizzazione del lavoro. I Gestori Aziende Retail sono investiti loro malgrado da queste scelte.

Se fossimo l’azienda avremmo gestito la fusione con più attenzione, soprattutto nel passaggio dei clienti presenti nei portafogli aziende ex UBI, girati senza valutarne la complessità.

Se fossimo l’azienda da tempo ci saremmo accorti che la professionalità necessaria per fare il GAR non si impara per unzione con l’attribuzione del ruolo, ma necessita di tempo e di esperienza e di affiancamento sul campo. Affiancamento vero, pianificato e strutturato e non fatto quando hai già un portafoglio assegnato e appuntamenti da fare e numeri da produrre.

Se fossimo l’azienda ci renderemmo conto che l’allocazione dinamica della clientela nei portafogli è uno scellerato tentativo di mascherare i numeri ingestibili di clienti che in questo momento compongono i portafogli. A conti fatti anche se la metà dei clienti sono assegnati al direttore, devono comunque essere gestiti dai GAR, e parliamo di centinaia di clienti.

Se fossimo l’azienda sapremmo che anche quest’anno i GAR sono sottoposti a un iper lavoro: i condomini ad esempio (considerati clienti residuali), sparsi nei vari portafogli (anche privati), richiedono attività particolari legate al momento economico (es. bonus fiscale) non affrontabili senza competenze appropriate per le note difficoltà a reperire info e la formazione approssimativa sull’argomento, conseguenza: pesano sui GAR sempre e comunque.

Se fossimo l’azienda ci renderemmo conto di quanto sia difficile per un GAR riuscire a gestire la quantità e la delicatezza di tutte le cose che ci sono da fare senza fare errori, perché le cose da fare sono tante, senza contare tutte le richieste che arrivano da vari uffici: controlli, legale, antiriciclaggio, reclami, frodi, in tempi brevissimi e con richiesta di contatto cliente e gestione del carteggio e acquisizione di documentazione. E quando un GAR fa un errore può essere molto serio.

Se fossimo l’azienda avremmo bene in testa che le pressioni commerciali sono da stigmatizzare sempre, a maggior ragione se accompagnate da inefficienze organizzative e gestionali.

Se fossimo l’azienda sapremmo che da troppo tempo si sottovalutano e si rimandano attività necessarie ed essenziali.

Ma noi non siamo l’azienda, e tutte queste cose le vediamo!

Noi non siamo l’azienda e chiediamo un intervento urgente per ridurre il numero dei clienti all’interno dei portafogli ad un livello accettabile.

Noi non siamo l’azienda e pretendiamo una formazione adeguata e pianificata per tempo. Noi non siamo l’azienda e vogliamo che alle parole seguano i fatti, adesso.

COORDINAMENTO DELLE RSA AREA TORINO E PROVINCIA
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA -UNISIN

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