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Ieri mattina IntesaSanpaolo, ha assunto la gravissima decisione di non confermare i contratti agli apprendisti ed ai lavoratori in inserimento la cui scadenza è successiva al 01 ottobre 2012!

La “banca per il Paese”, autodefinita così nelle convention aziendali, negli slogan pubblicitari e in tutte le iniziative ufficiali, nonostante dichiarazioni roboanti del proprio management sulla responsabilità sociale dell’azienda all’interno del sistema economico e produttivo nazionale, ha assunto la determinazione di avviare un taglio immediato sugli organici, espellendo dal ciclo produttivo giovani lavoratori appena formati, non prolungando il contratto a ragazzi di venti/trent’anni, dotati di grandi professionalità e grande impegno, interrompendo così bruscamente le loro aspettative di reddito, mortificando le loro future speranze di vita e incrementando il tasso di disoccupazione giovanile già a livelli del 36%.

Il comportamento della banca, ancora una volta, sta a dimostrare come sia imprescindibile la ricomposizione di un impianto normativo di tutele per tutti i lavoratori del Gruppo, che consenta il mantenimento dei trattamenti economici e contrattuali e la difesa dell’occupazione.

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