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La Banca ha prospettato, per tutti i lavoratori che non dovessero trovare una riallocazione, misure pesantissime: la sospensione dell’attività a zero ore, fino all’individuazione di una soluzione lavorativa, anche con mobilità territoriale, in deroga all’articolo 2103 del codice civile in termini di mansioni e professionalità con interventi anche sulle retribuzioni.

Per la Fisac CGIL, le ipotesi formulate dalla Banca sono inaccettabili: BIIS, nata dopo la fusione tra Banca Intesa e Sanpaolo Imi, è stata, per pochi anni, la Banca del Public Finance del gruppo fino alla decisione di scinderla tra ISP e Leasint, ma le conseguenze di questa scelta aziendale non possono ricadere sui lavoratori.

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