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La fase di lock down e di Smart Working generalizzato ha fatto sì che un gran numero di riascolti in FOL seguenti a reclami non siano stati ancora svolti, creando una situazione di potenziale rischio per i colleghi. Nei giorni scorsi l’azienda ha proposto di attivare una nuova metodologia di tutti i riascolti da remoto, con l’utilizzo di una piattaforma online, in modo da non rendere necessario il rientro in sala del collega interessato.

Riteniamo positivo non obbligare il collega a rientrare in sala appositamente in questo momento di aggravamento della situazione sanitaria, ma nel contempo riteniamo che i processi di digitalizzazione del  lavoro vadano affrontati in modo organico e tutelante per i colleghi.

Come FISAC-CGIL ci siamo quindi fortemente impegnati affinché non si introducesse il riascolto a distanza come nuova e unica metodologia valida anche dopo la fase di emergenza.

Unitamente alle altre OO.SS abbiamo quindi stabilito limitatissime modifiche all’accordo di Gruppo per l’applicazione dell’art. 4 della legge 300 in tema di controlli a distanza, in modo da garantire ai colleghi le massime tutele anche a fronte dell’utilizzo di questo nuovo strumento.

Abbiamo ottenuto che:

  • Si ricorra al riascolto a distanza unicamente in caso di condizioni tecnico-procedurali e organizzative che non lo consentano in presenza, che rimane la regola.
  • Tutte le persone coinvolte nel processo di riascolto devono garantire la massima riservatezza ed hanno l’obbligo di non registrare né diffondere le informazioni ottenute.

Con queste previsioni, di fatto l’utilizzo della nuova metodologia viene ampiamente ristretto.

Rileviamo inoltre che tutto l’accordo, come ogni altra normativa in vigore nel Gruppo, dovrà essere interamente ridiscusso nella trattativa di armonizzazione con UBI.

La Segreteria di Gruppo

 

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