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Tfr2Parte oggi la procedura aziendale per chiedere l’erogazione del TFR in busta paga. Vi avevamo anticipato i termini e le pesanti ricadute fiscali per chi intendesse avvalersi di tale possibilità. Nel riportarvi qui di seguito la comunicazione aziendale vi rimandiamo comunque alla nostra comunicazione tecnica in merito (click qui)

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM 29/2015), la possibilità di richiedere in via sperimentale l’erogazione del TFR ad integrazione della busta paga, introdotta dalla Legge di Stabilità 2015, è diventata esecutiva.
I destinatari di questo provvedimento sono impiegati nel settore privato con un’anzianità di servizio pari almeno a 6 mesi. Possono farne richiesta anche se hanno già deciso di destinare il proprio TFR ai fondi di previdenza complementare.
Caratteristiche della richiesta – Una volta manifestata la volontà di ricevere il TFR in busta paga, la scelta è irrevocabile fino al 30 giugno 2018 – Il versamento dell’anticipo decorrerà dal mese successivo a quello di presentazione della richiesta – La richiesta può essere presentata fino al 31 maggio 2018 – La quota di TFR erogata mensilmente in busta paga (“Qu.I.R”, ovvero ‘Quota maturanda del Trattamento di fine rapporto come parte integrativa della Retribuzione’) è assoggettata a tassazione ordinaria IrpefÈ cumulabile con gli altri redditi percepiti nell’anno, ad eccezione del computo per la concessione del bonus di 80 euro, e non è imponibile ai fini previdenziali – L’anticipo del TFR incide sulle detrazioni per lavoro dipendente o familiari a carico e su eventuali prestazioni legate all’Isee e sugli importi relativi agli assegni per il nucleo familiare.
I colleghi che intendono ricevere mensilmente il proprio TFR in busta paga devono presentare la richiesta, debitamente compilata e sottoscritta, seguendo il percorso: Persona > Presenze e retribuzioni > Accesso rapido > Anticipo TFR maturando in busta paga.

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