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Ieri e questa notte alcune filiali di ISP sono state oggetto di atti vandalici da parte di un’organizzazione ambientalista che anche attraverso queste azioni intende portare l’attenzione sulla grave situazione ambientale generale e sul perdurare di politiche di finanziamento delle fonti di energia fossile da parte di molte istituzioni finanziare tra cui appunto ISP.

Il tema ambientale è assolutamente centrale nel percepito sociale e la FISAC stessa, in coerenza con le scelte della CGIL, ha assunto da tempo un preciso, pubblico e concreto impegno rispetto alle questioni del rinnovamento energetico. A partire – ad esempio – dal farsi promotrice di specifiche linee di investimento sostenibile nell’ambito dei fondi previdenziali per i colleghi del Gruppo.

Tuttavia non possiamo che prendere le distanze da iniziative come quelle che hanno coinvolto le filiali dove lavorano i nostri colleghi. Per quanto si sia trattato di atti sostanzialmente non violenti e che non hanno coinvolto direttamente i dipendenti, questo tipo di iniziative aumenta inevitabilmente il clima di tensione in cui i lavoratori delle banche sono costretti a garantire il servizio essenziale che hanno svolto quotidianamente, anche nei momenti più duri della diffusione del virus, peraltro – è doveroso ricordarlo sempre – con gravi rischi per la salute personale.

Le sempre più difficili condizioni sociali ed economiche determinate dalla pandemia, unite a politiche aziendali di gestione del servizio improntate al più estremo contenimento dei costi rendono il lavoro dei colleghi estremamente difficile, stressante e pericoloso. In questo clima non c’è causa che possa giustificare un’ulteriore innalzamento della tensione. Così come è necessario che l’azienda ripensi radicalmente le proprie modalità di erogazione del servizio.

FISAC/CGIL Area Torino Intesa Sanpaolo

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