Nei giorni scorsi, in occasione dell’accordo che ha consentito l’applicazione della tassazione di favore al PVR riferito al 2024 o la sua eventuale destinazione a conto sociale sono stati analizzati vari dati sull’evoluzione del lavoro flessibile e della settimana corta all’interno del Gruppo ISP fino al 31 dicembre 2024.
Lavoro Flessibile
- Abilitazione: Il 90% dei dipendenti del Gruppo ha richiesto l’abilitazione al lavoro flessibile, con percentuali diverse per Governance (98%) e Rete (83%).
- Utilizzo: Nel 2024, il 20,1% delle giornate lavorative è stato svolto in modalità flessibile.
- Governance: 38,4% dei giorni lavorabili
- Rete: 3,2% dei giorni lavorabili (il ricorso allo SW è sostanzialmente uguale nelle filiali in sperimentazione e nelle altre)
- Distribuzione di genere: Il 92% delle donne e l’88% degli uomini abilitati al lavoro flessibile lo hanno utilizzato.
- Fruizione per difficoltà personali: 507 dipendenti della Governance e 58 della Rete hanno richiesto un aumento del plafond per esigenze personali.
Settimana Corta (4×9)
- Abilitazione: Il 66% del personale full-time ha richiesto l’abilitazione alla settimana corta, con percentuali diverse tra Governance (67%) e Rete (62%).
- Utilizzo: Nel 2024, 11.673 dipendenti hanno fruito complessivamente di 83.248 settimane corte.
- Governance: 59.326 settimane fruite da 9.465 dipendenti.
- Filiali in sperimentazione: 23.922 settimane fruite da 2.208 dipendenti.
- Distribuzione territoriale: La maggior parte delle settimane fruite si è concentrata nel Nord Italia (52%) seguito dal Sud e Isole (11%).
- Differenze di genere: Gli uomini hanno tendenzialmente usufruito di più settimane corte rispetto alle donne.
Formazione Flessibile
- Ore di formazione: Nel 2024, sono state fruite 96.797 giornate di formazione flessibile, con un incremento del 53% rispetto al 2023.
- In rete sono state fruite 64.986 giornate da 20.671 colleghi.
- Modalità di fruizione: 79.060 giornate sono state svolte a giornata intera, mentre 17.737 a ore.
Le nostre considerazioni
Le innovazioni introdotte nel modello di lavoro in ISP rappresentano un’opportunità per una maggiore flessibilità e conciliazione vita-lavoro, ma presentano anche elementi critici:
- Disparità di accesso tra le diverse categorie di lavoratori (Governance vs. Rete, uomini vs. donne, Nord vs. Sud).
- In particolare continua ad essere
- assolutamente sproporzionata la possibilità di fruire dello SW tra Rete (3,2%) e Direzioni (38,4%)
- insoddisfacente la fruizione della formazione flessibile in Rete che viene garantita solo a una parte della platea e in misura del tutto residuale (3 giorni medi pro capite tra i fruitori)
- insufficiente la fruizione della formazione flessibile
- Rischio di intensificazione dei carichi di lavoro, soprattutto con la settimana corta.
- Necessità di un monitoraggio sindacale per garantire che questi strumenti diventino diritti garantiti a tutti.
Sarà necessario affinare questi modelli a partire dal superamento della fase sperimentale in Rete per l’utilizzo dello SW la cui fruizione volontaria deve essere garantita e implementata e dal superamento delle resistenze alla concessione della Formazione Flessibile. In generale occorre assicurare che le innovazioni organizzative non si traducano in privilegi per alcuni o in nuove forme di pressione per altri.




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