Nel corso dell’ultimo mese l’azienda, su richiesta delle Organizzazioni Sindacali, ha fornito in successive occasioni numerosi dati relativi agli hub messi a disposizione per il Lavoro Flessibile.
Il tema è fra quelli che più suscitano aspettative e frustrazione da parte di colleghe e colleghi.
Nella nota che abbiamo predisposto come FISAC CGIL (scaricabile da qui) le nostre considerazioni accompagnano la presentazione e la rielaborazione dei dati forniti dall’azienda.




Tra i vari problemi che affliggono i GA, oggi si torna ad affrontare quello annoso della portafogliazione e, in particolare, degli allineamenti familiari.
Il termine per la registrazione e la sottoscrizione della polizza volontaria Long Term Care è stato prorogato al
Il nostro esperto Raffaele Bosco ha aggiornato la
Il nostro esperto Edoardo Lagatta ha aggiornato la Guida 
E’ evidente che la situazione di Roma, che ha i ben noti problemi di mobilità, è a dir poco ridicola, anzi offensiva. Che cosa fate in proposito?
Buongiorno Antonella,
considerato che oggi a Roma si terrà l’assemblea per l’illustrazione della piattaforma di rinnovo del CCNL ABI, ti invitiamo a essere presente e a rappresentare in tale sede osservazioni e domande, allo scopo di farne un momento di condivisione e scambio collettivo.
Buongiorno, non è tanto gli HUB che intende aprire l’azienda ma i posti che intende rendere disponibili in base alla residenza dei colleghi che vivono in zona e che cercano di non andare in città a lavorare (Milano) o nelle immediate vicinanze (Assago). HR conosce chiaramente le residenze e chi lavora in uffici di Direzione. Ma ipotizzare una gestione delle prenotazioni a cura di HR in base ad una lista di colleghi che intendono prenotare presso un determinato HUB? in modo da consentire un equo utilizzo da parte di tutti?
Buongiorno Mariano,
le proposte che abbiamo unitariamente avanzato all’azienda vanno nella stessa direzione da te indicata: l’obiettivo è l’effettiva disponibilità (nonché l’equa accessibilità) di postazioni hub, disponibilità e accessibilità definite in base a parametri che tengano conto di elementi oggettivi quali:
– numero dipendenti residenti nel territorio,
– distanza media tra residenza e sede di lavoro,
– tempi effettivi di percorrenza,
– presenza di aree metropolitane caratterizzate da elevati tempi di spostamento,
– particolari condizioni di disagio territoriale.
Purtroppo, ad oggi, le risposte fornite da parte aziendale sono del tutto insufficienti.
Alla luce dei dati forniti dall’azienda, colpisce il fatto che siano ormai presenti hub in ben 77 province italiane, mentre la provincia di Sondrio continua a non disporre di alcuna struttura dedicata.
Avrei piacere di sapere se, nei confronti dell’azienda, siano già stati effettuati tutti i passaggi formali necessari per avanzare la richiesta di apertura di almeno un hub in provincia di Sondrio e quali riscontri siano eventualmente pervenuti.
Buongiorno Elena,
come Organizzazioni Sindacali abbiamo avanzato la richiesta di un numero minimo di postazioni hub per ciascuna provincia, intervenendo pertanto sui territori che ad oggi ne sono completamente privi.