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L’Assemblea dei Delegati del Fondo Sanitario Integrativo, riunita in data odierna, ha approvato il bilancio relativo al 2020.

L’emergenza sanitaria che ha imperversato fino ad oggi ha comportato in tutto il Paese una significativa riduzione del ricorso alle spese sanitarie, dovuta in parte alle difficoltà delle strutture sanitarie sovraccaricate dalla gestione della pandemia, in parte alla scelta dei cittadini di non ricorrere alle cure se non costretti da patologie acute.

L’effetto della pandemia ha avuto un impatto anche sul Fondo Sanitario determinando un forte rallentamento dell’erogazione di prestazioni. A fronte di questo andamento, i Consiglieri di Amministrazione di parte elettiva avevano richiesto, già a fine 2021, che il prevedibile avanzo di gestione non venisse destinato al Patrimonio del Fondo ma fosse utilizzato per la copertura delle prestazioni sanitarie che gli iscritti non erano stati in grado di fruire.

I dati definitivi del Bilancio hanno confermato le nostre previsioni: le due gestioni, attivi e quiescenti, per l’esercizio 2020 presentano complessivamente un avanzo di 16,7 milioni di euro, con un aumento di circa 9,5 milioni di euro rispetto all’avanzo di 7,2 milioni registrato nel 2019. Il risultato operativo registra un miglioramento di 15 milioni di euro rispetto al 2019, in conseguenza alla diminuzione delle spese.

A fronte di questo risultato di gestione il Consiglio di Amministrazione ha disposto la creazione di un accantonamento straordinario, definito “accantonamento straordinario Covid19”, da utilizzarsi a fronte del prevedibile recupero di prestazioni sanitarie che si potrà registrare nel corso del biennio 2021 – 2022. L’ importo è stato stimato valutando le possibilità di recupero sulle principali prestazioni (ricoveri, diagnostica, visite specialistiche, terapie, cure dentarie, protesi e mezzi correttivi oculistici) separatamente per le due gestioni. La somma complessiva accantonata risulta di 15,4 milioni, di cui 8,2 milioni per la gestione attivi e 7,2 milioni per la gestione quiescenti.

L’emergenza sanitaria causata dal Covid19 ha rafforzato a tutti i livelli la consapevolezza della centralità della salute e della sua natura di bene pubblico, che vanno preservati attraverso il rafforzamento e la modernizzazione del servizio sanitario pubblico.

Come FISAC CGIL crediamo da sempre che anche il Fondo Sanitario possa svolgere un ruolo molto importante, attraverso la sua natura di Ente integrativo alla sanità pubblica.

Con l’accordo di armonizzazione   del 14 aprile abbiamo sancito che entro il 31 ottobre verranno definite le modalità per far confluire nel Fondo Sanitario le colleghe ed i colleghi ex UBI. Nel corso di quel confronto ricercheremo tutti gli interventi necessari per continuare a garantire nel tempo gli elementi fondanti del Fondo Sanitario: mutualità, solidarietà e sostenibilità.

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