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L’Assemblea dei Delegati, riunita nella giornata di oggi, ha approvato il Bilancio del Fondo Sanitario Integrativo relativo al 2019.

Pertanto il FSI potrà procedere alla liquidazione dell’intera quota differita sia per gli attivi che per i pensionati.

La gestione complessiva del Fondo si è infatti chiusa con un avanzo di 7,2 milioni di euro, con un significativo miglioramento rispetto all’esercizio 2018 che si era chiuso con un disavanzo di 4,5 milioni di euro. Si è registrato un risultato finanziario positivo per complessivamente 8 milioni di euro (6 milioni imputabili alla gestione attivi e 2 milioni imputabili alla gestione pensionati) dovuto alla gestione del patrimonio che ha beneficiato di un positivo andamento dei mercati finanziari.

Per quanto riguarda in particolare i risultati operativi delle due gestioni, per i lavoratori in servizio si rileva un aumento della spesa per prestazioni di circa 1,8 milioni di euro, dovuta all’inflazione del costo delle prestazioni sanitarie ed alla crescita dell’età media degli iscritti. La spesa pro capite è quindi cresciuta del 1,88% passando dai 687 euro del 2018 ai 700 del 2019.

Per la gestione pensionati si registra un aumento delle prestazioni erogate correlato all’aumento del numero di iscritti del 3,2%. Analogamente ai lavoratori in servizio, anche in questo caso l’inflazione sanitaria, l’aumento dell’età media e la maggiore propensione al consumo hanno innalzato la spesa pro capite del 3,8% passando dai 1.018 euro del 2018 ai 1.057 euro del 2019.

Anche per il 2019 l’andamento operativo del Fondo registra quindi un progressivo innalzamento della spesa per prestazioni sul quale occorre riflettere per il futuro, al fine di garantire la sostenibilità delle prestazioni nel tempo e la solidarietà generazionale.

La drammatica emergenza sanitaria di questi mesi dovuta al Covid 19 non ha ovviamente avuto effetti sul bilancio del 2019, ma impone a tutti noi delle attente valutazioni sulle criticità emerse nel Servizio Sanitario Nazionale. Le politiche di taglio dei costi della sanità pubblica perseguite nell’ultimo decennio, il mancato rinnovamento del personale medico ed infermieristico, l’autonomia sanitaria ed il favore concesso alla sanità privata hanno dilatato le conseguenze della pandemia, facendo emergere tutte le fragilità e le diseguaglianze. Insieme alla CGIL chiediamo al Governo di investire sul servizio sanitario nazionale, sulla presenza nel territorio della sanità pubblica e dell’assistenza socio-sanitaria,  per garantire la tutela sanitaria a tutte le fasce della popolazione.

In questo quadro sempre più imprevedibile e complesso, come FISAC CGIL non possiamo che ribadire l’importanza del Fondo Sanitario nel Welfare del Gruppo, quale indispensabile strumento integrativo al Sistema Sanitario Nazionale.

 

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