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Cosa succede il 16 dicembre? Uno sciopero?
Sì. Cgil e Uil chiamano tutti i settori produttivi ad astenersi dal lavoro, contro le politiche del Governo.

E perchè? Cosa c’entra il Governo con il lavoro in Banca?
C’entra eccome: tra le molte crisi industriali in stallo ormai da troppo tempo, ce ne sono diverse che riguardano il nostro settore: Carige e Monte dei Paschi in primis. E Bnl, che gode di ottima salute, ha appena presentato un piano industriale che prevede l’esternalizzazione di 850 lavoratori mediante cessione di ramo d’azienda a multinazionali nelle quali Bnl non avrà alcuna partecipazione. Inoltre è prevista la chiusura di circa 130 agenzie e la loro sostituzione con uffici finanziari e promotori che da liberi professionisti opereranno nelle strutture dell’azienda, andando così a colpire e a erodere le basi stesse del contratto nazionale di categoria.

Ma la mia Banca non è in crisi, anzi dichiara ottimi risultati.
Ragione in più per partecipare. Noi lavoratori, dobbiamo avere coscienza che tutto si tiene insieme, che non esistono isole a sé stanti, che c’è una connessione tra tutte le cose che accadono. Ed i licenziamenti che ogni giorno vengono annunciati da multinazionali in ottima salute, che semplicemente delocalizzano la produzione, devono mettere allerta anche i bancari.

Ma ho sentito dire che ci abbasseranno le tasse. Non è una buona cosa?
Certo, ma la riduzione è iniqua, perchè esclude quasi totalmente chi ha un reddito sotto i 25mila euro, andando invece a ridurre le tasse anche a chi guadagna più di 75.000 euro. Lottare per una riforma fiscale più equa vuol dire occuparsi anche di chi ha un lavoro precario, mal pagato, dei giovani, dei nostri figli e delle nostre figlie.

Ma non è mica colpa del governo se aumentano i prezzi dei carburanti e, di conseguenza,
delle bollette.
Vero. Ma il Governo può decidere di stanziare una maggior parte delle risorse per calmierare gli aumenti, aiutando magari le sole aziende in crisi, e non diminuendo l’IRAP a chi fa utili eccezionali. E guarda caso, dopo l’annuncio dello sciopero, ha “trovato” un Miliardo aggiuntivo da destinare a tale scopo. Ma è ancora poco.

E sulle pensioni? Non farete niente neanche questa volta ?
È anche per questo che chiamiamo i lavoratori allo sciopero. Dobbiamo superare la Legge Fornero, che ha bloccato l’uscita dal lavoro di tanti amici e colleghi, ed arrivare ad una riforma giusta, che non penalizzi chi va in pensione.

Detta così è un po’ troppo semplicistica. Come faccio a capire qualcosa in più?
Mercoledì pomeriggio, il giorno prima dello sciopero, abbiamo indetto un’assemblea a distanza, alla quale parteciperà il Segretario Generale della CGIL di Imperia, che approfondirà maggiormente tutti questi concetti. Puoi comunicare al tuo Direttore che vuoi partecipare e andare a casa con il tuo PC oppure chiedere di essere collocato in un ufficio non aperto al pubblico.

Ma come faccio con i clienti? A fine anno ci sono mille incombenze e mi dispiace assentarmi.
Hai ragione. Ma chiediti se la responsabilità dei carichi operativi sempre maggiori che ti piovono addosso è tua, o della tua banca che continua a chiudere sportelli, ad abolire (da oggi Porto e Dolceacqua) o ridurre (Arma e Diano) il servizio di cassa, a non assumere nuovi colleghi. La responsabilità del pessimo servizio che diamo al cliente è una precisa scelta del tuo datore di lavoro, non certo della tua assenza di Giovedì prossimo.

E per lo sciopero? Devo comunicare in anticipo che aderirò?
No. Non sei tenuto a farlo. Se ritieni di comunicarlo, in un’ottica di collaborazione, fallo tranquillamente. Ma è vietato ai tuoi responsabili chiedertelo, rischiano una denuncia per comportamento anti sindacale.

Ma possono partecipare ad assemblea e sciopero anche colleghi che non sono iscritti con le vostre due sigle.
Allo sciopero ovviamente sì. È un diritto individuale, riconosciuto dalla Costituzione, e la sua convocazione da parte nostra ne allarga la partecipazione a tutti i lavoratori. Per l’assemblea purtroppo il discorso è diverso. In questo periodo le assemblee si svolgono solo a distanza e, se non sono convocate da tutte le sigle, solo gli iscritti possono partecipare. È una regola che non ci piace, ma al momento è così.

Grazie. Speriamo che serva a qualcosa.
Servirà nella misura in cui ci sarà un’adesione massiccia alla nostra protesta. I diritti e le conquiste si ottengono e difendono sul lavoro, anche per chi un lavoro non ce l’ha. Essere un sindacato confederale significa occuparsi di ciò che accade nella realtà, dentro e fuori il proprio posto di lavoro.

Imperia, 13 dicembre 2021
FISAC CGIL IMPERIA
Rsa Fisac ISP Arma di Taggia Imperia e Sanremo

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