marzo,2022

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Grazie al Contratto Collettivo di 2° livello firmato l’8/12/2021, per ricordare la possibile attivazione di un riconoscimento di uno specifico “contributo welfare”, di cui avevamo parlato qui e qui, ai dipendenti con figli a carico fino a 24 anni per un importo pari a 120 euro per ogni figlio a carico e sino all’anno solare in cui è compiuto il 24° anno di età.

Si precisa che:

– I colleghi Intesa Sanpaolo iscritti al Fondo Pensioni di Gruppo, già per il 2022 potranno optare fra versamento alla Posizione Previdenziale del figlio e il versamento sul Conto sociale.

– I colleghi Intesa Sanpaolo iscritti al Fondo Pensioni Cariplo non possono aprire una Posizione Previdenziale per i figli e per loro l’erogazione sarà possibile solo sul Conto sociale.

– Per i colleghi di provenienza UBI, ancora per quest’anno, verrà mantenuta in via transitoria la normativa prevista per l’erogazione delle borse di studio in essere presso UBI.

A partire dal 2023 sia i colleghi ISP “storici” che i colleghi ex UBI usufruiranno del Contributo Welfare per i figli a carico fino a 24 anni. Tale contributo potrà essere versato sulla posizione di previdenza integrativa a favore del figlio, oppure destinata a conto sociale per rimborso spese sostenute a favore del figlio.

Allo scopo di darne la massima diffusione, come d’uso vi riportiamo un estratto relativo alla news aziendale.

Con il rinnovo del Contratto Collettivo di Secondo Livello del Gruppo sottoscritto lo scorso 8 dicembre 2021 è stato previsto, a partire dal 2023 il riconoscimento di uno specifico “contributo welfare” ai dipendenti con figli a carico fino a 24 anni per un importo pari a 120 euro per ogni figlio a carico e sino all’anno solare in cui è compiuto il 24° anno di età, sotto forma di contribuzione a previdenza complementare sulla posizione, che sia stata aperta dal dipendente per i propri figli presso il Fondo Pensione Intesa Sanpaolo.

Tenuto conto del mantenimento in via transitoria per il 2021 nei confronti del personale di provenienza ex Gruppo UBI delle borse di studio dei figli (sostitutive di quelle CCNL che saranno invece applicate a partire dall’anno scolastico 2022/23) e del contributo per famiglie monoreddito, per il restante personale del Gruppo è stata prevista l’erogazione una tantum del medesimo contributo per il 2021 a condizione che ne sia fatta richiesta entro il 30 aprile 2022 tramite la procedura che sarà a breve disponibile in #People.

In alternativa, attraverso la procedura disponibile in #People il Personale destinatario potrà richiedere tale contributo sotto forma di rimborso delle spese sostenute per i medesimi figli ex articolo 51, comma 2, lett. f-bis del TUIR. In tal caso, il rimborso sarà effettuato attraverso il c.d. “Conto Sociale Figli”, in cui l’Azienda provvederà ad accreditare l’importo entro il mese di giugno dell’anno di competenza.

Il versamento del “contributo welfare” sarà effettuato entro il mese di maggio 2022 a condizione che risulti aperta, entro il 31 marzo 2022 presso il Fondo Pensione a contribuzione definita del Gruppo Intesa Sanpaolo, la posizione previdenziale per i figli a carico nati nel periodo dal 1° gennaio 1997 al  31 dicembre 2021.

Gli iscritti al Fondo Intesa Sanpaolo che non avessero ancora provveduto ad effettuare l’adesione dei figli sono pertanto invitati:
a) a prendere visione del Regolamento e della modulistica presenti sul sito internet del Fondo www.fondopensioneintesasanpaolo.it, raggiungibile anche da #People> Servizi alla persona e Welfare> Fondo pensione a contribuzione Intesa Sanpaolo;
b) a compilare, firmare e trasmettere in originale la modulistica entro il 31 marzo 2022 – all’indirizzo indicato sul modulo (è possibile utilizzare la lettera di vettura della posta interna n° 14146 >FONDO PEN CON DE ISP c/o PREVINET-via Enrico Forlanini, 24 Loc. Borgoverde 31022 Preganziol – TV).

L’adesione dei figli a carico può essere effettuata anche in assenza di versamenti individuali.

Il “contributo welfare” una tantum, in quanto versato a forme di previdenza complementare, usufruisce della deduzione dal reddito operata direttamente dal datore di lavoro nel limite massimo di deducibilità annua di euro 5.164,57.

 

 

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