Roma, 2 febbraio – “I notevoli numeri comunicati oggi da Intesa Sanpaolo confermano la solidità del Gruppo e la sua capacità di generare valore, risultati che sono stati resi possibili anche grazie al determinante contributo delle lavoratrici e dei lavoratori, dalla loro professionalità e dalla capacità di sostenere profondi processi di trasformazione organizzativa e digitale”. Così la segretaria generale della Fisac Cgil, Susy Esposito, commenta i risultati economici e il nuovo piano di impresa del gruppo guidato dal Ceo, Carlo Messina.
“Registriamo risultati di assoluto rilievo – commenta la dirigente sindacale – messi a segno da quello che è a tutti gli effetti il principale gruppo bancario del Paese e primo datore di lavoro privato in Italia, consapevole del ruolo e della responsabilità sociale che questa dimensione comporta e che devono continuare a tradursi in scelte coerenti con il contributo determinante delle lavoratrici e dei lavoratori. Il valore prodotto dal Gruppo è infatti il frutto diretto del lavoro, delle competenze e della disponibilità delle persone ad accompagnare il processo di trasformazione continua che il settore attraversa. Il forte sviluppo tecnologico previsto dal piano e i conseguenti investimenti richiedono l’apporto delle lavoratrici e dei lavoratori e non possono tradursi nella loro sostituzione: tecnologia e digitalizzazione devono sostenere il lavoro, non sostituirlo”.
Nel nuovo piano, aggiunge la segretaria generale della Fisac Cgil, “trova riscontro l’ottimizzazione dei costi dei contratti esterni attraverso operazioni di insourcing di personale specializzato. È un segnale importante, così come è ormai necessario che si chiuda la stagione delle cessioni di ramo d’azienda e delle operazioni societarie che hanno prodotto un arretramento di valore e diritti del lavoro”.
Inoltre, prosegue, “i temi del ricambio generazionale, degli esodi e delle assunzioni rappresentano un passaggio decisivo. Per la Fisac Cgil il confronto sindacale, come è sempre stato nel Gruppo, non è un elemento accessorio ma una condizione necessaria, per garantire che tutte le uscite avvengano su base esclusivamente volontaria e che le assunzioni previste si traducano in larga parte in occupazione stabile e di qualità, nel pieno dei diritti, delle tutele e del contratto nazionale. In ragione della vocazione internazionale del Gruppo è inoltre tempo che si costituisca il Comitato aziendale europeo, per governare in modo condiviso le ricadute del piano sulle lavoratrici e sui lavoratori anche delle banche estere. È su questi elementi che una grande banca, forte di risultati così rilevanti, è chiamata a misurare concretamente la propria responsabilità sociale e la coerenza tra valore economico prodotto e valore restituito al lavoro”, conclude Esposito.





Il termine per la registrazione e la sottoscrizione della polizza volontaria Long Term Care è stato prorogato al
Il nostro esperto Antonio Gallucci ha aggiornato la
Il nostro esperto Raffaele Bosco ha aggiornato la
Il nostro esperto Edoardo Lagatta ha aggiornato la Guida 
Atteso quanto sopra, dimostriamo di riuscire a chiedere di più in busta paga: senza se e senza ma! Altrimenti si può fare di meno.
Condivido pienamente. Il piano non deve solo occuparsi di chi va in esodo e di chi entra. MA ANCHE di chi, nel frattempo, sopperisce al ricambio generazionale, mettendo in campo il proprio sforzo per imparare nuove procedure e lavori ed allinearsi ai tempi che corrono. Vedremo, ma nutro seri dubbi.
I risultati ottenuti rafforzano il ruolo centrale del lavoro nella creazione di valore e costituiscono una base importante per affrontare il
il nuovo Piano di Impresa, che si presenta come ambizioso ma complessivamente credibile.
Anche se riconosce la centralità delle persone, ponendo attenzione a formazione, sviluppo delle competenze, inclusione e benessere
organizzativo, elementi ovviamente positivi ma che che devono tradursi in impegni concreti e verificabili.
Al tempo stesso, gli obiettivi di efficienza, crescita della produttività e forte distribuzione di valore agli azionisti richiedono un presidio
attento degli effetti organizzativi, dei carichi di lavoro e dei processi di riorganizzazione, affinché l’innovazione non ricada
negativamente sulle condizioni di lavoro.
Alla luce degli eccellenti risultati economici, sarebbe legittimo e necessario che una parte significativa del valore
prodotto venga redistribuita anche alle lavoratrici e ai lavoratori, attraverso salario, welfare, tutele occupazionali e qualità del lavoro.
Percorso ovviamente tortuoso , in quanto l’azienda ha un concetto di valorizzazione delle SUE PERSONE che spesso cozza con l esigenze reali oltre ai complessi processi dei sistemi incentivanti. più vicini ad un percorso ad ostacoli che ad un concreto meccanismo premiante.
Apprezziamo e condividiamo l’analisi e le conclusioni che ne trai.
Il nostro impegno come FISAC CGIL sarà volto al raggiungimento degli obiettivi da te indicati, nonché a contrastare l’impatto negativo sulle condizioni di lavoro delle persone che la crescente e spesso esasperata tensione al risultato economico rischia di determinare.