image_pdfimage_print

È nei momenti di emergenza che si vede la grandezza e la serietà di un’azienda. È nei momenti di difficoltà che con umiltà ci si mette al servizio dei clienti e dei colleghi che vivono momenti di sconforto e disagio vedendo minata la sicurezza propria e dei propri affetti.
Così purtroppo non è stato:

  • Filiali chiuse con avvisi tardivi che giungono anche a sera inoltrata (quasi sempre dopo l’orario d’ufficio) che prescrivono in maniera poco chiara cosa fare nelle ore immediatamente successive demandando alla creatività dei colleghi l’organizzazione delle attività;
  • Clienti sbandati che giorno per giorno si recano presso i nostri sportelli leggendo cartelli fuorvianti e senza date certe di possibili riaperture, che si vedono precluse da troppo tempo operazioni quali versamenti, prelevamenti (anche su atm e mta spesso fuori servizio da giorni) e soprattutto servizi essenziali come il riscuotimento delle pensioni e il pagamento di effetti, ritiro carte di pagamento giacenti presso le filiali…;
  • Colleghi in attesa di triage da giorni che non sanno cosa fare e se devono considerarsi o meno contatti di positivi e dunque pericolosi per sé e per gli altri, aspettando provvedimenti di rientro/astensione che tardano ad arrivare.
  •  Le poche Filiali rimaste aperte sono allo stremo: pochissimi colleghi in sede, oramai esausti e sfiniti, devono immolarsi per tutti, a causa dell’organico esiguo determinato dalle ferie imposte (magari non necessarie ma da smaltire improrogabilmente) e dal diffondersi dei contagi; nonostante le attività operative vengano distribuite ai pochi rimasti, la PRIORITÀ ALTA rimane comunque il budget, da ottenere con ogni mezzo possibile, a dispetto delle reali e contingenti esigenze dei clienti.

Purtroppo molto è lasciato all’IMPROVVISAZIONE.
Non ci si improvvisa medici quando non si hanno i titoli; non ci si improvvisa specialisti e si interpretano norme a proprio piacimento rischiando di far commettere errori; non si obbligano i colleghi ad effettuare tamponi molecolari a proprie spese per poter rientrare in luoghi di lavoro che non si sa quanto siano sicuri.
Come spesso accade quando mancano conoscenze e competenze, si sfocia nella presunzione e nella minaccia: comportamenti inaccettabili da parte di chi ha la responsabilità di vite umane.
L’unica priorità in questa azienda rimane lo smaltimento delle ferie residue entro i 12 mesi: tale deroga ai 18 mesi decorrenti dall’anno di maturazione previsti dai diritti del lavoratore, era stata concessa per accordo a fronte di una flessibilità gestionale che nei fatti i colleghi non hanno mai
ottenuto. Dunque a fronte delle minacce perpetrate e dei comportamenti altezzosi, tutti i lavoratori non ci stanno più a dover sopperire a proprie spese e ponendo a serio repentaglio la propria integrità fisica e morale, mettendo la faccia a scelte aziendali APPROSSIMATIVE e di dubbio gusto, la cui legittimità anche normativa rimane poco chiara.
Era il momento opportuno di costringere i colleghi a fruire di ferie non richieste continuando a dare disservizi alla clientela? Era il momento opportuno di lasciare vuoti gli uffici a supporto delle filiali?
Un’azienda come la nostra non riesce a spesare neanche i pochi centesimi di accantonamenti per ferie non fruite? Siamo alla canna del gas e nessuno ce lo dice? È giusto che clienti e media lo sappiano se è così… Altrimenti non sarebbero giustificabili gli utili conseguiti anno su anno: sacrificarne qualcosa per il benessere di lavoratrici e lavoratori e soprattutto per un livello di servizio alla clientela ADEGUATO al blasonato nome dell’istituto sarebbe auspicabile!
E le pressioni commerciali al rientro aumentano: come si fa da casa a contattare clienti inferociti e proporre servizi e prodotti aggiuntivi quando vengono negati loro quelli essenziali e di base?
Continuano a giungere con tutti i mezzi aziendali disponibili ai lavoratori (e a tutte le ore) avvisi che ricordano le priorità, le iniziative da lavorare che prescindono dai bisogni dei clienti e non calati nella realtà economica e nel tessuto sociale ed emergenziale che stiamo vivendo! La priorità DEVONO RIMANERE i nostri clienti e le loro esigenze: sono loro che scegliendoci contribuiscono alla sopravvivenza nel mercato della nostra Azienda!
E alla luce della nuova normativa sugli ingressi, chi sarà deputato al controllo degli ingressi con green pass valido dei clienti? Sarà adeguatamente messo in sicurezza? Tale compito sarà affidato come sarebbe auspicabile a un servizio di piantonamento permanente da istituire all’ingresso dei locali aziendali o, per risparmiare, si richiederà di provvedere ai colleghi TUTTOLOGI? Nelle loro mansioni sarà prevista anche la guardiania e il servizio di supporto psicologico ai clienti inferociti per le nostre inefficienze? Faremo anche i MENTAL COACH improvvisati?
In questa azienda purtroppo lavoratrici e lavoratori si riconoscono sempre meno: basta leggere BENE i dati degli ultimi questionari di clima (ancorché con quesiti alquanto pilotati), la cui anche partecipazione ed adesione nei numeri va scemando anno dopo anno.
Le lavoratrici e i lavoratori fanno appello al Nostro Presidente Gros Pietro, quale rappresentante di garanzia anche nei confronti dei media e degli shareholders: la linea dirigenziale di primo livello va ripensata con personalità che abbiano umiltà, integrità morale, ma soprattutto conoscenze e competenze. NON ACCETTIAMO Più che l’IMPROVVISAZIONE e le MINACCE prendano il sopravvento in un’azienda così grande e con professionalità ampiamente riconosciute da tutti, clienti che ci scelgono ancora e nonostante tutto, in primis.
Che si ponga fine a questa CORRIDA! Con la salute e sicurezza di colleghi e clienti NON SI SCHERZA: ci sarà tempo per l’ilarità, adesso abbiamo bisogno di SERIETÀ E RESPONSABILITÀ a tutti i livelli.

PALERMO, 10/01/2022

X