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Il 2 luglio è stata pubblicata su #People una comunicazione indirizzata a tutte le/i colleghe/i avente a oggetto
Misure di sicurezza per la protezione dei dati aziendali e corretto utilizzo degli strumenti di collaboration”.

Nel testo si fa “riferimento allo scambio, alla condivisione e al trattamento di dati, informazioni e file aziendali, si richiama l’attenzione sull’obbligo di utilizzare esclusivamente” strumenti aziendali, quali per esempio, Microsoft Teams, OneDrive, SharePoint e Outlook.

Rispetto ad altre piattaforme di messaggistica e ai social (quindi WhatsApp, Telegram, Signal, Instagram, Facebook, X, ecc.) l’azienda segnala i potenziali rischi connessi a tentativi di frode e truffe o attacchi informatici ai danni della banca, veicolabili anche attraverso dispositivi personali.

Pertanto, l’utilizzo di tali piattaforme e social in ambito lavorativo viene “consentito esclusivamente per telefonate e/o scambi di informazioni non riservate tramite messaggi”. Non è invece ammesso l’utilizzo di questi ultimi strumenti per scambiare o condividere documenti o dati aziendali, né per impartire o ricevere disposizioni di carattere commerciale o operativo (finalità per le quali è disponibile Microsoft Teams).

La comunicazione prosegue informando che vi saranno ulteriori potenziamenti delle misure di sicurezza relative agli strumenti informatici utilizzati durante l’attività lavorativa che verranno applicate ai dati e ai contenuti in essi trattati. In conclusione la comunicazione indica la necessità di adattare da subito i propri comportamenti lavorativi alle Regole comportamentali di Cybersecurity e al Codice Interno di Comportamento del Gruppo.

Le nostre raccomandazioni e considerazioni

Il rispetto della normativa aziendale non deve mai passare in secondo piano.

Quotidianamente giungono a lavoratrici e lavoratori sollecitazioni che danno la priorità a vari aspetti dell’attività quotidiana (ultimare un lavoro, collocare un prodotto, soddisfare l’esigenza di un cliente ecc..). In nessun caso tali richieste devono portare a un mancato rispetto delle normative e delle regole vigenti anche se, per rispettare gli adempimenti richiesti, si rende necessario un adattamento dei tempi dell’attività commerciale.

Se per oggettive difficoltà non si corrisponde alle aspettative (talvolta ingiustificate) del responsabile di turno non si devono temere ripercussioni di natura disciplinare.

Al contrario, non rispettare la normativa può far incorrere in contestazioni disciplinari che possono avere effetti anche molto gravi (e purtroppo essere stati portati in “palmo di mano” fino al giorno prima non assicura maggiore comprensione da parte dell’azienda, che sul rispetto della normativa è inflessibile).  E ci sono molti casi accaduti che lo stanno a dimostrare.

Questo è un principio generale che non ci stancheremo mai di ribadire.

Venendo al caso in questione, anche le restrizioni sull’uso di piattaforme e canali non aziendali (o anche sull’utilizzo del proprio computer, tablet o smartphone personale per finalità lavorative) vanno rigidamente osservate.

Per esempio, condividere con un cliente informazioni e foto di documenti tramite WhatsApp è certamente veloce, ma può essere molto rischioso e va quindi tassativamente evitato.

Meglio evitare che il tempo “risparmiato” debba successivamente essere impiegato per difendersi da una contestazione disciplinare.

Ma quindi le sollecitazioni commerciali che arrivano tramite messaggi via WhatsApp sono ammesse?

La comunicazione aziendale lo indica in maniera molto chiara: l’uso di WhatsApp non è consentitoper scambiare o condividere documenti o dati aziendali, né per impartire o ricevere disposizioni di carattere commerciale o operativo.

Quindi (ed è un paradosso) la stessa ricezione di richieste di dati o sollecitazioni commerciali è un comportamento, seppure passivo, che contribuisce alla violazione della norma.

Ricordiamo la possibilità di segnalare ogni forma di pressione che induce a infrangere le tassative regole aziendali scrivendo a IOSEGNALO (iosegnalo@intesasanpaolo.com), ovverosia alla casella a cui vanno denunciati tutti i comportamenti impropri e le pressioni commerciali indebite (indipendentemente dal canale da cui arrivano).

Nel comunicato scaricabile da qui forniamo alcuni consigli utili per le segnalazioni.

7 luglio 2026
La Segreteria FISAC CGIL Gruppo Intesa Sanpaolo

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