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A poco più di 72 ore dall’integrazione di UBI in ISP, il segnale che l’azienda lancia ai dipendenti è quello di una profonda e radicale disorganizzazione, oltre che di una scarsa attenzione alla salute delle risorse. Un anno di pandemia e di morti per Covid nel settore bancario avrebbe dovuto insegnare qualcosa a questa azienda, che invece sembra interessata più agli aspetti di facciata, all’andamento dei mercati e dei profitti, che a proteggere i propri dipendenti dal rischio di contagio per coronavirus. A oggi, infatti, a oltre un anno dall’inizio della pandemia, la maggior parte delle filiali e le sedi di lavoro risultano essere ancora sprovviste dei pannelli plexiglass e dei termoscanner promessi. Probabilmente l’obiettivo del management, in un’ottica di contenimento dei costi, è quello di aspettare l’immunità di gregge o magari la fine della pandemia, piuttosto che investire nell’acquisto di schermi protettivi!! L’assenza dei plexiglass e la scarsa igienizzazione dei luoghi di lavoro sono però solo la punta di un iceberg di problemi che interessano il nostro territorio e che come OO.SS non siamo più disposte a tollerare.

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