Archivio Previdenza Complementare

PREVIDENZA EX INPDAP: POSTO IL PROBLEMA ALL’AZIENDA E PRIMI INTERVENTI

Nel corso degli incontri che si sono tenuti il 13 dicembre e nella giornata di ieri con la Delegazione Aziendale di Relazioni Industriali, abbiamo posto all’azienda la problematica che riguarda le lavoratrici ed i lavoratori del Gruppo ISP che hanno la contribuzione previdenziale versata presso la gestione pensionistica ex Inpdap (ex Cpdel ecc…), in particolar modo provenienti da ex Banca Monte Parma e da ex Banca Nazionale delle Comunicazioni.

A causa delle decisioni che sta assumendo il Governo Meloni, che ha inserito all’interno della Legge di Bilancio attualmente in discussione in Parlamento una serie di interventi legislativi riguardanti le pensioni, si determina un peggioramento delle condizioni di accesso e dei trattamenti pensionistici futuri per un’ampia platea di lavoratrici e lavoratori; tra i vari provvedimenti ve ne è uno che ha introdotto una revisione delle aliquote di rendimento pensionistico per le gestioni pensionistiche ex Inpdap, per coloro che hanno meno di 15 anni di contribuzione al 31/12/1995, con effetto dal 1.1.2024, tale da determinare un taglio sull’importo del trattamento pensionistico che può arrivare fino a diverse centinaia di euro in meno al mese.

Come CGIL e FISAC CGIL stiamo contrastando questa iniziativa sbagliata e penalizzante del Governo attraverso un percorso di mobilitazione che ha già portato ad uno Sciopero Generale e valuteremo tutte le possibili iniziative vertenziali di tutela qualora diventasse provvedimento di legge definitivo.

Se questo provvedimento, come è più che probabile, entrasse in vigore (si saprà con certezza e se ne conosceranno tutti i dettagli definitivi solo dopo la votazione in Parlamento, nei prossimi giorni, della Legge di Bilancio), le negative conseguenze  riguarderanno le colleghe e i colleghi ex Inpdap che hanno aderito agli accordi di esodo di Gruppo del 2020 e del 2021, sia coloro che sono già usciti in esodo e stanno percependo l’assegno di esodo in attesa di maturare il requisito pensionistico post 2024, sia coloro che sono ancora al lavoro e attendono di uscire in esodo o pensione.

Ci siamo attivati fin da subito con l’Azienda per valutare lo stato attuale della situazione al fine di verificare i possibili interventi a tutela delle colleghe e i colleghi interessati, consapevoli del fatto che sarà possibile valutare la situazione in modo compiuto e su presupposti definiti solo nei prossimi giorni, una volta che la normativa sarà formalmente approvata e diventerà Legge dello Stato.

Proprio per questa ragione abbiamo convenuto di incontrarci con l’azienda immediatamente dopo tale momento per approfondire tutti gli aspetti della complessa situazione ma, nello stesso tempo, abbiamo fin da subito richiesto e ottenuto da parte dell’Azienda che per coloro che non sono ancora usciti in esodo e la cui uscita sia prevista al 31.12.2023 sia possibile richiedere (in tempi rapidissimi, ovviamente) di posticipare l’uscita in esodo e l’accesso al Fondo di Solidarietà alla finestra successiva (prevista al 31.03.2024), al fine di soppesare al meglio le possibili ricadute sulla loro posizione individuale e richiedere eventualmente, anche la revoca dell’adesione. 

Anche per tutte le altre colleghe e colleghi che hanno aderito all’esodo (accordo 16.11.2021) e la cui uscita sarà prevista nelle prossime finestre fissate in accordo, sarà garantita la stessa possibilità di revoca dell’adesione, avendo in ogni caso tempo nei prossimi mesi di valutare bene la situazione che si sarà nel frattempo definita dal punto di vista normativo. 

Certamente da parte nostra, come FISAC CGIL, valuteremo tutte le possibili azioni e interventi, anche oltre il livello di Gruppo, per garantire la massima tutela per le colleghe e i colleghi interessati che sono inseriti nel percorso di esodo, in attesa anche di eventuali ulteriori azioni che come CGIL si valutasse di intraprendere. 

Come FISAC CGIL con i nostri Rappresentanti Sindacali siamo come sempre a disposizione per informazioni e chiarimenti e per offrire la massima assistenza e supporto alle lavoratrici e ai lavoratori.

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Posticipata a marzo 2024 l’apertura della finestra di variazione percentuale di contribuzione volontaria al Fondo pensione

L’azienda ha comunicato formalmente lo spostamento a marzo 2024 della finestra per la variazione della contribuzione volontaria al Fondo Pensione. Questo per consentire ai colleghi una migliore valutazione degli effetti del rinnovo del CCNL che – come noto (ne avevamo parlato qui – ha comportato il ricalcolo (migliorativo) della base del TFR e, di conseguenza e in generale, dei contributi aziendali alla Previdenza Integrativa, con il correlato pagamento dei contributi arretrati a partire da luglio 2023. Ovviamente si tratta di un’ottima notizia, ma che potrebbe comportare l’esigenza di rivedere la propria contribuzione volontaria per non superare il limite di deducibilità fiscale e correre il rischio di perdere parte dei benefici fiscali. Proprio per evitare questo rischio è stato sottoscritto un accordo che a marzo 2024  permette di fare un punto e decidere individualmente quale percentuale versare al Fondo Pensione. Di seguito vi forniamo un estratto della news aziendale in proposito.

Informiamo gli Iscritti dipendenti del Gruppo Intesa Sanpaolo che l’apertura della finestra di variazione della percentuale di contribuzione volontaria di dicembre è posticipata a marzo 2024, con effetto da aprile 2024.

Quanto sopra al fine di permettere agli Iscritti interessati dall’aumento della retribuzione e dal ricalcolo della contribuzione sulla nuova base imponibile TFR – previsti dall’Accordo del 23 novembre 2023 per il rinnovo del CCNL, sottoscritto da Intesa Sanpaolo congiuntamente ad ABI ed alle Segreterie Nazionali delle OOSS per il personale delle aree professionali e dei quadri direttivi – di effettuare le opportune valutazioni sulla percentuale già destinata/da destinare al Fondo, tenendo conto che il limite di deducibilità annuale, tra contributo datore e lavoratore (escluso TFR), è pari a 5.164,57 euro.

Inoltre, per mitigare gli effetti della tassazione dei contributi eccedenti il plafond di deducibilità in cedolino, è stato sottoscritto in data 1° dicembre 2023 da Intesa Sanpaolo e le Delegazioni di Gruppo delle OO.SS. un accordo che sospende i versamenti volontari a previdenza (non anche il contributo datore ed il TFR) nel periodo gennaio – marzo per tutto il personale la cui contribuzione è calcolata sulla base dell’imponibile TFR.

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Importante novità sui contributi volontari alla Previdenza Integrativa alla luce del rinnovo del CCNL

Come noto, il recentissimo rinnovo del CCNL tra le altre cose ha previsto che:

  • gli aumenti contrattuali decorrono del 1° luglio 2023
  • il TFR dal 1° luglio 2023 torna ad essere calcolato sulla base delle voci stipendio, scatti di anzianità, importo ex ristrutturazione tabellare e anche su tutte le altre voci retributive purché a titolo non occasionale ed esclusi i trattamenti correlati alle missioni.

Questo significa, tra l’altro, che anche per i contributi aziendali al Fondo Pensione verranno riconosciuti gli arretrati e in misura maggiorata rispetto al calcolo precedente (ricordiamo che in ISP la base di calcolo del TFR è generalmente la stessa presa a riferimento per i contributi al Fondo Pensione).

Il riconoscimento degli arretrati potrebbe però comportate in taluni casi il superamento del limite annuo di deducibilità per i contributi al Fondo Pensione (attualmente fissato a 5.164,57€) con la conseguente perdita dei benefici fiscali per gli eventuali versamenti superiori al limite.

Per permettere ai colleghi di valutare la convenienza individuale a variare o meno la propria contribuzione volontaria al Fondo, in ISP è stato sottoscritto oggi un accordo che:

  • sposta il pagamento dei contributi arretrati a gennaio 2024
  • sospende d’ufficio la contribuzione individuale volontaria dei singoli colleghi da gennaio a marzo 2024 e ripristina la contribuzione precedente da aprile 2024
  • conferma la contribuzione aziendale già a partire da gennaio con la nuova base di calcolo
  • prevede una finestra straordinaria di variazione della contribuzione volontaria individuale a marzo a valere da aprile a dicembre 2024.

Al più presto vi forniremo le modalità con cui chiederci informazioni e consulenze individuali su questa materia che può non essere immediatamente intuitiva e che per contro è necessario approfondire per evitare il rischio di perdere una parte dei benefici fiscali derivanti dalla contribuzione alla Previdenza Integrativa.

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Fondo Pensione ISP – Coperture assicurative accessorie 2024: novità e apertura adesione on-line

Elipslife e Fideuram Vita in coassicurazione gestiranno dal 2024 la Convenzione per l’erogazione delle prestazioni di Premorienza o Premorienza e Invalidità permanente, a conclusione del processo pubblico di selezione avviato dal Fondo Pensioni a Contribuzione Definita del Gruppo Intesa Sanpaolo.

La selezione pubblica ha consentito di ottenere tariffe in riduzione rispetto alle attuali, già molto competitive rispetto a quelle di mercato, di circa il 10% oltre ad un miglioramento delle condizioni di copertura.

Dal 27 novembre è attiva – all’interno della propria Area Riservata, alla voce “Coperture Assicurative” – la procedura web di adesione alle prestazioni assicurative accessorie contro il rischio Premorienza o Premorienza ed Invalidità Permanente.

L’applicativo sarà disponibile fino al 22 dicembre compreso. Gli iscritti già assicurati per l’anno 2023 che non intendono variare la propria copertura, non sono chiamati ad alcuna incombenza ed il rinnovo avverrà tacitamente.

Durante tale periodo:

–  gli iscritti che non hanno ancora aderito possono chiedere l’attivazione della prestazione assicurativa, con effetto dal 1/1/2024, secondo le modalità indicate in Circolare;

–  gli iscritti già assicurati per l’anno 2023 che intendono variare, sempre con effetto dal 1/1/2024, l’importo del capitale assicurato e/o la tipologia (senza possibilità di ripristinare la precedente copertura):

  • in caso divariazione della tipologia di copertura (da caso Morte a Morte e Invalidità Permanente o viceversa), a prescindere dal capitale assicurato, devono ritrasmettere tutta la modulistica prevista come se fosse una nuova adesione (secondo le istruzioni operative della Circolare).
  • in caso d­­i aumento del capitale assicurato fino a € 250.000, devono inserire la variazione del massimale all’interno dell’applicativo web, senza alcun ulteriore adempimento;
  • in caso diincremento del capitale assicurato oltre € 250.000 e fino ad € 400.000 devono inserire la variazione del massimale all’interno dell’applicativo web, con obbligo compilazione del “Questionario Anamnestico”, a prescindere dallo stato di buona salute (secondo le istruzioni operative della Circolare);

IMPORTANTE: Nel caso la Compagnia non consenta, sulla base dell’esame del “Questionario Anamnestico”, la variazione richiesta, o nel caso l’Iscritto/a non accetti l’eventuale sovrappremio comunicato dalla Compagnia stessa, non sarà in alcun caso possibile ripristinare i massimali e/o la tipologia della copertura precedentemente in essere, perché automaticamente e in modo definitivo disdettata al momento dell’inserimento della variazione in procedura.

Prima di accedere all’applicativo si consiglia di:

  • prendere visione delle Convenzioni, dei fascicoli informativi e delle tabelle dei premi disponibili alla voce Moduli> Coperture assicurative;
  • leggere attentamente le principali informazioni e istruzioni operative riportate nella Circolare n° 4 del 27 novembre 2023

 

In base queste novità il nostro esperto Giampiero Reccagni ha aggiornato la Guida alla Previdenza Complementare.

Come sempre le parti variate sono evidenziate in giallo in questo modo e Giampiero è a vostra disposizione per chiarimenti e consulenze.

Vi ricordiamo che potete contattare anche i nostri sindacalisti sul territorio (qui trovi tutti i loro riferimenti).

 

Linea Diretta con il CdA del Fondo Pensioni

Parte oggi la nuova newsletter redatta dai Consiglieri FISAC che fanno parte del CdA del Fondo Pensioni di Gruppo ISP. Qui troverete aggiornamenti e approfondimenti, ma anche l’occasione per interloquire direttamente con il CdA facendo commenti e richieste.  Vi ricordiamo che i nostri consiglieri e autori della newsletter sono Stefano Casati stefano.casati@intesasanpaolo.com e Laura Sostegni lauravitt@gmail.com 

Situazione e analisi Mercati

A partire dall’estate, c’è stata un’ulteriore riduzione dell’appetito al rischio sui mercati finanziari, per il timore che l’andamento dell’inflazione possa mantenere i tassi di policy alti per un tempo più prolungato.

In merito alle politiche monetarie, la FED, a settembre, ha mantenuto i tassi inalterati, ma si attende un ulteriore incremento di qui a fine anno, vista la crescita economica robusta.

Nella riunione di settembre, la BCE ha aumentato i tassi di riferimento di 25pb, con il Refi ora al 4.5%, giudicando il livello raggiuto sufficiente a contrastare l’inflazione fino al target, ma senza escludere ulteriori rialzi.

Sul versante obbligazionario, il Treasury US ha registrato un aumento di quasi 40pb (4.48%); il Bund è in rialzo di quasi 30pb (2.75%); e il BTP al 4.55%, con lo spread BTP/Bund che si è portato sopra i 180pb.

Sull’azionario, le quotazioni sono calate in molti paesi, penalizzate dal rialzo dei tassi, in particolare negli USA e negli Emergenti, con perdite più significative tra i ciclici, soprattutto per il comparto tecnologico, mentre è aumentato il settore energetico.

Permangono, poi, le preoccupazioni per l’economia cinese, ancora sostanzialmente in contrazione e caratterizzata da una profonda crisi del mercato immobiliare, che ha evidenziato difficoltà di liquidità e redditività di “Evergrande” e di “Country Garden”, società attive nel real estate cinese, e che hanno portato gli investitori istituzionali a rivedere le proprie strategie di Asset Allocation, incrementando la quota USA a scapito di quella sull’equity emerging. Per quanto riguarda il mercato azionario UEM, il forte rialzo del petrolio, ha portato il segmento energy a sovraperformare l’indice STOXX Europe 600 di oltre il 10%, da luglio a settembre.

Ad aggravare il quadro ha contribuito l’incremento del prezzo del petrolio, dovuto dalla decisione di nuovi tagli alla produzione da parte dell’OPEC (nonostante una buona domanda) e dall’esplosione del recente conflitto israelo-palestinese, con la possibilità che l’inflazione torni quindi a salire, mantenendo prudenti le Banche Centrali.

In sintesi, lo scenario centrale mostra dati di inflazione in via di controllo (si stima un’inflazione al 3% nel 2024 e al 2% target nel 2025), con riflessi positivi sia sull’obbligazionario sia sull’equity, considerata la situazione economica ancora solida. In linea generale, si osserva che le performance degli indici di mercato considerati, da inizio anno, sono positive, anche in misura significativa soprattutto nei casi dei listini azionari dei paesi sviluppati; soffrono invece alcuni mercati emergenti. Il quadro generale resta comunque assai complesso, caratterizzato da elementi di instabilità finanziaria (possibile effetto contagio della crisi immobiliare cinese), economica (incertezza sulle politiche monetarie, che potrebbero portare ad ulteriori rialzi o comunque ad un mantenimento prolungato di alti livelli di tasso) e geopolitica (esplosione di nuovi conflitti bellici).

Andamento del settore e del nostro Fondo.

I Fondi Pensione italiani si riprendono dopo l’annus horribilis 2022, con il patrimonio gestito che raggiunge i 214 miliardi di euro nel primo semestre.

Il patrimonio gestito (AUM) dei fondi pensione italiani ha registrato un deciso aumento alla fine del primo semestre di quest’anno a 214 miliardi di euro, rispetto ai 205 miliardi di euro registrati alla fine di dicembre dello scorso anno, sulla scia di rendimenti positivi, in ripresa dalle perdite dello scorso anno, secondo i dati pubblicati dall’ente regolatore dei Fondi Pensioni COVIP.

I piani pensionistici italiani hanno registrato rendimenti complessivamente positivi nei primi sei mesi del 2023, ma i risultati sono aumentati soprattutto per i comparti con una maggiore esposizione agli investimenti azionari, sempre secondo l’Autorità di Regolamentazione, mentre il numero degli iscritti è cresciuto del 2%, raggiungendo i 10,5 milioni.

Nello specifico, il Fondo Pensioni a Contribuzione Definita di IntesaSanpaolo ha mostrato solide performances, trainate al rialzo in particolare dagli azionari, positive e “ordinate”, cioè crescenti all’aumentare del profilo di rischio dei vari comparti, in linea con quanto osservato nel lungo periodo: allargando infatti l’orizzonte agli ultimi dieci anni, si nota infatti come le performance positive dei suoi vari Comparti siano appunto state trainate al rialzo dalla parte equity, in linea con quanto avvenuto più in generale nell’intero settore.

La tabella successiva riporta i rendimenti da inizio anno dei comparti finanziari del Fondo e dei rispettivi benchmark, ed evidenzia le variazioni rispetto al mese precedente (dati sono aggiornati all’ultimo NAV mensile del 31/10/2023):

News dai mondi della Previdenza Complementare e Generale.

Il governo italiano deve affrontare reazioni negative sulle modifiche delle pensioni.

Il governo italiano si trova ad affrontare una crescente reazione negativa nei confronti dei cambiamenti mirati che intende apportare alle prestazioni pensionistiche e al pensionamento anticipato, abbandonando, per ora, i piani di riforma strutturale del sistema pensionistico del paese e di espansione del suo secondo pilastro: il progetto è infatti quello di modificare i tassi di conversione utilizzato per calcolare i pagamenti delle pensioni.

La CGIL ha accusato il governo di peggiorare la situazione dei dipendenti pubblici rispetto alla legge Fornero del 2011. Anche gli altri Sindacati e la CIDA hanno tenuto incontri con il governo sulle modalità di riforma del sistema pensionistico, sostenendo la necessità di sviluppare il c.d. secondo pilastro (previdenza complementare). per colmare le carenze del primo, e aggiungendo anche che sono estremamente favorevoli a “riaccendere la luce sulla previdenza complementare” attraverso una campagna informativa per aumentare il numero degli iscritti ai Fondi Pensione.

La CGIL, con Lara Ghiglione, ha inoltre ribadito l’importanza di riportare la tassazione sui rendimenti a “parametri precedenti e più vantaggiosi” per coloro che aderiscono ai regimi pensionistici. Inoltre, il Governo dovrebbe creare le giuste condizioni affinché i regimi pensionistici possano investire nell’economia reale: fondi di fondi in private equity, debito privato e infrastrutture sono solo i primi passi per investire nell’economia reale, ha affermato sempre Ghiglione, affermando che “occorre fare di più” in questo campo.

Le pillole/parole della Previdenza.

Asset Allocation

L’Asset Allocation è il processo con cui si decide in che modo distribuire, in maniera ottimale, le risorse finanziarie del fondo pensione fra i diversi possibili investimenti (ad es. azioni, obbligazioni, fondi comuni di investimento, altri titoli).

Tassi di Conversione

Sono i valori che concorrono al calcolo della pensione con metodo contributivo. Grazie a questi valori il montante contributivo versato dal lavoratore durante la sua vita lavorativa viene trasformato nella pensione annua, e variano in base all’età anagrafica del lavoratore, a partire dall’età di 57 anni fino ai 70 anni: maggiore è l’età del lavoratore, più elevati risulteranno anche questi valori.

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Approvato il Bilancio Fondo Pensione: analisi e prospettive

Il 28/06/2023 si è tenuta l’Assemblea dei Delegati per l’approvazione del Bilancio consuntivo al 31.12.2022 del Fondo pensione a contribuzione definita del Gruppo ISP.

Durante l’Assemblea il Presidente Graziano, Il Direttore Botta e il Vicepresidente Bossola hanno illustrato i punti principali che hanno caratterizzato lo scenario generale, le attività del Fondo e le prospettive future.

Le relazioni hanno riguardato principalmente i seguenti punti:

  • Nel 2022 si sono verificati una serie di eventi eccezionali in grado di condizionare in modo fortemente negativo le condizioni macroeconomiche quali il conflitto tra Russia e Ucraina, il ritorno dell’inflazione in Europa e Stati Uniti su livelli che non si vedevano da diversi decenni; il cambio delle politiche monetarie in senso restrittivo che hanno innescato un significativo rialzo dei tassi di interesse, la sensibile contrazione, rispetto al 2021, nella crescita del PIL (dal 6,3 al 3%) e del commercio mondiale (da 9,5 a 3,8%). Le condizioni macroeconomiche avverse non sembrano destinate a una rapida evoluzione positiva, ma nonostante questo le politiche gestionali del Fondo hanno prima contenuto le perdite e stanno dando segnali di recupero già a partire dai primi mesi del 2023. Il Fondo ha chiuso il bilancio del 2022 con un attivo netto destinato alle prestazioni di oltre 8,7 miliardi di Euro. La variazione rispetto al 2021 è pari a 1.230 milioni.
  • Il totale degli aderenti al Fondo supera i 121.000 al 12/2022 e fa segnare al 05/2023 un incremento a 126.389. In particolare nell’ultimo anno si sono registrati 44.785 nuovi aderenti soprattutto per effetto del trasferimento del personale ex UBI e della significativa crescita dei familiari a carico a seguito dell’accordo sindacale sul “contributo welfare”, che ha offerto ai dipendenti la possibilità di versare 120 euro all’anno in presenza di figli a carico. Nel periodo le uscite complessive ammontano a 2.604.
  • Le prestazioni previdenziali in conto capitale erogate sono state pari a quasi 66 milioni mentre le erogazioni legate alle rate della RITA sono state complessivamente oltre 296 milioni.
  • Ci sono state 4.267 richieste di anticipazioni per totali 82,8 milioni.
  • Un numero sempre maggiore di iscritti aderisce alle coperture accessorie offerte dal Fondo, nel 2022 sono state attivate oltre 40.000 polizze con un ammontare premi superiore ai 6.154 milioni. A questo proposito è stato comunicato che il contratto sottoscritto nel 2019 con Elips Life, la compagnia che fornisce le coperture assicurative contro rischio premorienza e/o invalidità permanente è in scadenza nel 2023 e a fine anno si procederà ad una nuova gara di assegnazione.
  • Il Fondo – anche nell’ottica di diminuire i rischi, aumentando/stabilizzando i rendimenti – sta attuando diversificate strategie di investimento: investimenti alternativi (Private Equity), investimenti nell’economia reale (il 50% in realtà italiane soprattutto piccole medie imprese), investimenti ESG.
  • ESG: nel 2022 è stato costituito L’Ufficio Politiche ESG che si occupa di curare la Politica di impegno del fondo, la partecipazione alle assemblee delle società, il presidio delle valutazioni ESG dei comparti e mandati, proporre interventi atti a migliorare gli indicatori di stabilità e partecipare alle iniziative PRI.
  • Progetti e iniziative:
    • Razionalizzazione e accorpamento comparti esistenti.
    • Il comparto Futuro sostenibile verrà ridenominato Dinamico Futuro Responsabile.
    • Ulteriore miglioramento della relazione tra Aderente e Fondo Pensione mediante lo sviluppo di tutte le procedure on-line e l’invio direttamente agli iscritti di news, circolari, newsletter.
  • Entro settembre verrà rilasciato canale di assistenza aggiuntiva tramite chatbot – denominato Luna – accessibile sul sito sia in Area Pubblica che Riservata. Il profilo delle risposte terrà in considerazione se l’utente ha effettuato l’accesso all’area riservata o meno.

Al termine delle relazioni e dell’analisi delle voci principali del Bilancio, l’Assemblea dei Delegati lo ha approvato all’unanimità.

Come Delegati della FISAC in particolare abbiamo ritenuto apprezzabili gli sforzi del Consiglio di Amministrazione per gestire una fase congiunturale particolarmente avversa, così come gli impegni a migliorare la qualità e l’accessibilità delle informazioni a disposizione degli Aderenti, nonché delle procedure per la gestione della propria Posizione Previdenziale. Naturalmente, proprio perché la fase macroeconomica continua a presentare forti incertezze e rischi, raccomandiamo al CdA la massima attenzione nella ricerca di investimenti che garantiscano il miglior equilibrio tra redditività e sicurezza degli investimenti.

Proprio perché la Previdenza Complementare è uno degli strumenti fondamentali per garantirsi nel tempo un adeguato tenore di vita, cogliamo l’occasione per ricordare a tutti i colleghi l’importanza di seguire da vicino e con continuità le informazioni sulla propria posizione, di consultare il sito e verificare gli andamenti, di procedere con le scelte di investimento più adeguate per il proprio orizzonte temporale (la distanza dal momento del pensionamento), di approfondire le varie possibilità di anticipazione e così via. Vi ricordiamo che siamo a disposizione di tutti voi per eventuali dubbi o richieste: non esitate a contattarci. Cliccando sui nostri nomi verrete reindirizzati alla nostra mail.

I componenti FISAC dell’Assemblea dei Delegati:

Raffaele Bosco

Paolo Bucci

Pasquale Montella

Francesca Salviato

Claudia Stoppato

 

Qui il comunicato in pdf

Qui il bilancio del 2022

VARIAZIONE DELLA PERCENTUALE DI CONTRIBUZIONE VOLONTARIA AI FONDI DI PREVIDENZA COMPLEMENTARE

Dal 1° al 13 giugno e dal 19 al 30 giugno 2023 sarà disponibile l’applicativo per modificare la percentuale di contribuzione volontaria, che avrà decorrenza 1° luglio 2023.
L’applicativo sarà disponibile per i colleghi iscritti a uno dei seguenti Fondi:
– Fondo Pensione a contribuzione definita del Gruppo Intesa Sanpaolo
– Fondo Pensioni Cariplo

Ecco il percorso per accedere tramite #People:
#People > Servizi Amministrativi > Richieste > Previdenza Complementare > “Variazione Percentuale contributo volontario a fondo pensione”.
 
Una volta effettuata la variazione sarà possibile stampare una ricevuta da conservare.
Per annullare la variazione già inserita sarà necessario seguire il medesimo percorso e annullare la pratica.
Per modificare quanto già inserito, si dovrà procedere all’annullamento come sopra descritto e riproporre la variazione come desiderato.
 
Sono esclusi dalla compilazione online e dovranno quindi utilizzare i moduli cartacei, disponibili sui siti del Fondo di competenza, da inviare all’Amministrazione del Personale entro il 19 giugno 2023:
– i colleghi lungo assenti
– gli iscritti provenienti dalla Cassa ex-IBI
– i colleghi che non hanno accesso a #People.

AGGIORNAMENTO GUIDA PREVIDENZA GENERALE

Il nostro esperto Giampiero Reccagni ha provveduto ad aggiornare  la GUIDA alla PREVIDENZA GENERALE la variazione riguarda in particolar modo le novità introdotte con la Legge di Bilancio 2023, l’adeguamento annuo di alcuni valori di riferimento e una lieve variazione degli incrementi della speranza di vita stimati dall’ISTAT per gli anni successivi al 2026

Come sempre le parti variate sono evidenziate in giallo in questo modo e Giampiero è a vostra disposizione per chiarimenti e consulenze.

Vi ricordiamo che potete contattare anche i nostri sindacalisti sul territorio (qui trovi tutti i loro riferimenti).

 

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