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FONDO SANITARIO: SOTTOSCRITTO UN POSITIVO ACCORDO

Nella serata di ieri, venerdì 5 novembre, è stato raggiunto un importante accordo relativo alla copertura sanitaria integrativa valido per tutte le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo, che introduce significative novità riguardanti il Fondo Sanitario Integrativo (FSI) e che norma l’ingresso dei colleghi ex UBI.

Le principali novità saranno:

  • Abolizione quota differita
  • Miglioramento delle prestazioni per il personale in servizio e in quiescenza:
    • aumento dei massimali per prestazioni ospedaliere, trattamenti fisioterapici, trattamenti psicoterapeutici e spese dentistiche, occhiali/lenti;
    • riduzione al 10% della franchigia in assistenza convenzionata per visite specialistiche, alta diagnostica, accertamenti diagnostici, fisioterapia e analisi di laboratorio.
  • Istituzione di un “Fondo Protezione” finanziato con un contributo straordinario dell’azienda e una quota del patrimonio del Fondo, destinato a:
    • consentire l’azzeramento di franchigie e scoperti per le prestazioni di prevenzione che verranno definite dal CdA del Fondo Sanitario;
    • garantire una copertura di Long Term Care (LTC) aggiuntiva a quella prevista dal CCNL, per dipendenti e familiari, per la quale è stato stabilito, oltre al contributo prevalente
      dell’azienda, anche un contributo di € 10 da parte dell’iscritto beneficiario di LTC nazionale (€30 da parte dei non beneficiari LTC CCNL).
  • Istituzione di una terza sezione a cui potranno iscriversi su base volontaria i Pensionati e gli Agenti, con costi e prestazioni inferiori a quelli della ordinaria Gestione Quiescenti, per il tramite di una polizza assicurativa.
  • Semplificazione amministrativa: i figli fino a 24 anni saranno automaticamente considerati a carico (fermo restando che l’assenza di carico fiscale va comunicata al Fondo), mentre occorrerà documentare la condizione di carico fiscale dei figli maggiori di 24 anni.
  • Possibilità di iscrizione per i dipendenti attualmente non iscritti al Fondo, anche di provenienza ex UBI, con le medesime regole e oneri già utilizzati in passato.

Il miglioramento delle prestazioni sarà finanziato dall’incremento (aggiuntivo rispetto alle rivalutazioni ISTAT) del contributo aziendale per ogni dipendente di € 20 a partire dal 01.01.2022 e di ulteriori € 20 a partire dal 01.01.2024 e dal contestuale aumento della contribuzione a carico del lavoratore/lavoratrice per i familiari non fiscalmente carico dello 0,10% a partire dal 01.01.2022 e di un ulteriore 0,10% a partire dal 01.01.2024.

Ingresso del Personale ex UBI

Tutti i dipendenti in servizio e gli esodati di provenienza ex UBI saranno automaticamente iscritti al Fondo Sanitario a partire dal 1° gennaio 2022 (salvo revoca entro il 30 aprile 2022).
I familiari invece dovranno essere iscritti d’iniziativa del dipendente (dal 1° gennaio ed entro il 30 aprile 2022).
Si delineano percorsi differenti di ingresso in base alle coperture di provenienza.

Ex UBI coperti da “polizzone” Cargeas

In coerenza con lo Statuto del Fondo per il 2022 e 2023 è prevista una copertura mediante una nuova polizza, le cui caratteristiche, sostanzialmente in linea con le attuali, saranno definite nelle prossime settimane. Dal 2024 le prestazioni saranno quelle previste direttamente dal Fondo.

Ex UBI iscritti al Fondo Assistenza di Società del Gruppo UBI

Gli iscritti al Fondo Assistenza UBI (ex Banca Lombarda), successivamente all’approvazione di specifico referendum per il conferimento del patrimonio, potranno accedere alle prestazioni del Fondo Intesa Sanpaolo già dal 1° gennaio 2022.

Ex UBI iscritti all’Associazione Assistenza Sanitaria Integrativa Banca delle Marche

Il patrimonio dell’Associazione BM non è sufficiente a garantire le condizioni di cui al paragrafo precedente: gli iscritti (una volta deliberato il conferimento del patrimonio residuo) potranno comunque accedere fin dal 1° gennaio 2022 alle prestazioni del FSI ISP versando in aggiunta al contributo ordinario il contributo di ingresso per 12 mesi.
Confermiamo il giudizio positivo sull’accordo che assicura vantaggi per tutte le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo con un importante incremento della contribuzione aziendale e il miglioramento delle prestazioni; riteniamo inoltre di assoluto valore l’inclusione dei colleghi ex UBI nell’unica forma di assistenza prevista nel Gruppo.

qui il documento unitario in pdf

GREEN PASS: AL VIA LE MODALITA’ APPLICATIVE PER LA VERIFICA

Nel corso dell’incontro odierno l’Azienda ha illustrato verbalmente le modalità applicative del provvedimento legislativo che ha introdotto l’obbligo del Green Pass in ambito lavorativo e le conseguenti verifiche in capo ai datori di lavoro.

Quanto rappresentato sarà oggetto di una Circolare Aziendale e di Faq in corso di emanazione.

Siamo in un ambito di mera applicazione di legge e di prescrizioni della Presidenza del Consiglio.

In caso di mancata esibizione del green pass è prevista la sospensione del trattamento economico, mentre “Nel caso in cui il lavoratore acceda al luogo di lavoro senza green pass, il datore di lavoro deve poi effettuare una segnalazione alla Prefettura ai fini dell’applicazione della sanzione amministrativa. Infatti il lavoratore che accede al luogo di lavoro senza green pass è soggetto, con provvedimento del Prefetto, a una sanzione amministrativa che va da 600 a 1.500 euro. Vengono poi applicate anche le sanzioni disciplinari eventualmente previste dai contratti collettivi di settore.” (Faq Governo 12 ottobre)

https://www.governo.it/it/articolo/green-pass-faq-sui-dpcm-firmati-dal-presidente-draghi/18223

 La platea tenuta all’esibizione nei locali aziendali del green pass è costituita da: 

  • tutti i Dipendenti del Gruppo;
  • coloro che svolgono un lavoro nell’interesse del Gruppo: Agenti, Consulenti, Lavoratori Autonomi e Professionisti;
  • tutti coloro che svolgono attività nei locali del Gruppo: manutenzione, pulizie, ecc.;
  • coloro che svolgono attività lavorativa, di formazione (es. stagisti) o volontariato nei luoghi ove si svolge l’attività lavorativa anche in base a contratti esterni;
  • i componenti degli Organi Collegiali e degli Organismi di Vigilanza.

L’Azienda ha dichiarato che, nel rispetto di quanto previsto dal Garante della Privacy, non sarà effettuata alcuna raccolta di dati e che l’applicativo adottato per le verifiche sarà esclusivamente quello previsto dal Ministero (App. “VerificaC19”), conseguentemente saranno previsti controlli periodici.

Invitiamo tutti i Colleghi a prendere attenta visione delle normative aziendali che verranno emanate e evidenziamo fin d’ora che vigileremo affinché non ci siano abusi e applicazioni distorte delle disposizioni di legge.    

qui il documento in pdf

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Contratti misti: occorre il rispetto delle persone

Abbiamo ricevuto in questi giorni numerose e preoccupanti evidenze da parte di giovani colleghe e colleghi a contratto misto che hanno richiesto, come previsto dagli accordi vigenti, la trasformazione del loro rapporto di lavoro in contratto a Tempo Pieno. In molti casi, segnalati da diverse regioni (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Campania, Abruzzo) l’Azienda ha proposto assegnazioni a centinaia di chilometri dall’attuale filiale di appartenenza, sempre in altre regioni, in alcuni casi neppure confinanti.
Così non va!
Il contratto misto è stato istituito con il Protocollo per lo Sviluppo Sostenibile del Gruppo Intesa Sanpaolo sottoscritto con l’Azienda il 1° febbraio 2017, nelle cui premesse è precisato che “le Parti intendono continuare a coniugare in un’ottica socialmente responsabile la realizzazione delle strategie di impresa e la valorizzazione delle persone”, mentre più oltre si richiama l’importanza della “valorizzazione e motivazione delle persone” e la “centralità delle persone e attenzione alle esigenze dei colleghi”. Il Protocollo, oltre al contratto misto, individua in un’ottica, appunto di sostenibilità, valorizzazione e sviluppo, anche altri ambiti – la conciliazione tempi di vita e di lavoro, il part time, il lavoro flessibile, iniziative di ascolto strutturato – in cui costruire azioni positive.
Il Protocollo stabilisce che, decorso due anni dall’assunzione, a fronte della richiesta di trasformazione del contratto misto a tempo pieno:
“l’Azienda propone entro 9 mesi una posizione professionale ed un ambito geograficoall’interno della regione di assunzione, ovvero in regioni ad essa limitrofe, coerenti con le esigenze tecniche e produttive aziendali per assecondare tale richiesta”.
È di tutta evidenza che questa regola, peraltro esplicitata nell’accordo, non sia stata rispettata dalle proposte aziendali ogni volta in cui le assegnazioni sono relative a regioni non limitrofe e neppure in coerenza con le esigenze produttive, come è accaduto in regioni come Lombardia o Piemonte per le quali sono appena state annunciate svariate assunzioni, a riprova delle carenze di organico nelle filiali che il Sindacato denuncia da tempo, ma non si è ritenuto di proporle come sedi di lavoro in occasione della trasformazione a tempo pieno coloro che già lavoravano con contratto misto!
Riteniamo che questo modo di operare costituisca una mancanza di rispetto e di considerazione per il lavoro che hanno svolto fino a oggi le colleghe e colleghi a contratto misto, oltre che per nulla in linea con le premesse e lo spirito del Protocollo, oltre che con il tipo di rapporto con il personale che fino a oggi ha connotato il nostro Gruppo.
Auspichiamo che si tratti di un errore di gestione e non invece di una volontà punitiva nei confronti delle colleghe e dei colleghi che intendono esercitare il loro diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro.
Chiediamo pertanto che le assegnazioni proposte vengano riviste in modo coerente con i principi sempre affermati da Intesa Sanpaolo e che trovano chiara esplicitazione nel Protocollo Sviluppo Sostenibile.

qui il documento in pdf

AVVIO DEL CONFRONTO SUL FONDO SANITARIO INTEGRATIVO

Si è tenuto oggi un primo incontro per definire le modalità di ingresso dei colleghi ex UBI nel Fondo Sanitario Intesa Sanpaolo (FSI), in conformità all’accordo 14 aprile 2021.

Il Fondo ISP, fondato nel 2010 su principi di mutualità, sostenibilità e solidarietà, conta oltre 210.000 iscritti tra attivi, pensionati e familiari, con un patrimonio di oltre 150 milioni di euro.

Il confronto è l’occasione per intervenire su alcune regolamentazioni del Fondo, dando seguito ad approfondimenti

sull’andamento economico e sulle prestazioni che avevamo iniziato nel 2019 e interrotto a seguito della pandemia.

L’Azienda ha presentato una prima proposta che già tiene conto di alcune richieste di miglioramento avanzate nel tempo sia dalle OO.SS. che dai Consiglieri Elettivi del Fondo Sanitario, quali l’eliminazione della quota differita (rimborso di una % successivo alla chiusura del bilancio), utilizzo più flessibile del patrimonio, miglioramento delle previsioni del CCNL sulla Long Term Care e semplificazione amministrativa.

 Il percorso avviato oggi dovrà altresì comportare un innalzamento complessivo della qualità del servizio offerto dal Fondo Sanitario Intesa Sanpaolo, rimuovendo gli attuali disagi creati dal service.

Nel corso dell’incontro, di carattere introduttivo, abbiamo dichiarato che il passaggio dei colleghi ex UBI dovrà avvenire in un clima di consenso e nel rispetto delle previsioni statutarie dei Fondi preesistenti.

Abbiamo inoltre chiesto ulteriori dati per approfondire il raffronto tra le attuali forme di assistenza ex UBI (Polizzone Cargeas, Fondo Assistenza di Società del Gruppo UBI e Associazione per l’Assistenza Sanitaria Integrativa ai Lavoratori della Banca delle Marche) e le prestazioni del Fondo Sanitario Intesa Sanpaolo.

Il confronto proseguirà nel corso della prossima settimana.

Milano, 22 settembre 2021

Delegazioni Trattanti Gruppo Intesa Sanpaolo FABI – FIRST/CISL FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

Accenture Services and Technology RIENTRO IN ISP: IL VALORE DI UN ACCORDO

In data odierna abbiamo sottoscritto l’accordo per il rientro nel Gruppo Intesa Sanpaolo delle lavoratrici e dei lavoratori esternalizzati a inizio 2020 dal Gruppo UBI alla società Accenture Services and Technology S.r.l. (AST).

L’intesa riprende quanto stabilito dall’accordo sottoscritto in UBI il 28 novembre 2019, che prevedeva il rientro dei lavoratori ceduti al verificarsi di determinate circostanze tra cui la reinternalizzazione da parte della banca delle attività e dei servizi a suo tempo ceduti ad AST, condizione che si è realizzata a seguito della positiva decisione assunta da ISP e comunicata alle OO.SS..

Di seguito sintetizziamo gli aspetti salienti dell’accordo sottoscritto oggi, che non solo conferma le previsioni dell’intesa sopracitata, ma introduce ulteriori elementi di garanzia:

  • Sono assicurati i diritti e i trattamenti economici individuali maturati (inquadramento, RAL, anzianità e previsioni connesse).
  • Su richiesta delle OO.SS. l’accordo prevede che l’assunzione avverrà sulla piazza di attuale assegnazione in AST, in significativo miglioramento rispetto alle garanzie pur previste dal precedente accordo UBI (provincia o province limitrofe, nel limite massimo di 75 km dalla sede attuale).
  • Analoga previsione relativa alla ricollocazione su piazza varrà per i colleghi attualmente distaccati.
  • Con riferimento alla contrattazione di secondo livello saranno applicate le previsioni valide per il personale di provenienza UBI, stabilite dall’accordo di integrazione del 14 aprile 2021.

Le domande di rientro da parte dei colleghi ceduti dovranno essere presentate entro il 17 settembre 2021 (tramite apposito modulo).

L’assunzione nel Gruppo ISP avverrà con decorrenza 1° ottobre 2021 senza soluzione di continuità, anche in relazione alle connesse tutele di legge.

La stessa data del 1° ottobre è prevista per il rientro in ISP dei colleghi in regime di distacco.

Come OO.SS. esprimiamo piena soddisfazione per l’accordo che conferma l’importanza e il valore della contrattazione nei Gruppi, messa in campo anche in occasione delle operazioni di esternalizzazione, a cui da sempre siamo contrari, ma che responsabilmente affrontiamo per ricercare intese che sanciscano tutele e garanzie adeguate.

qui il comunicato in pdf

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UN ACCORDO DI VALORE SOCIALE

Ieri, 4 agosto 2021, abbiamo sottoscritto l’Accordo di sostegno dell’occupazione a fronte della cessazione dell’attività aziendale in Italia di RBC Investor Services Bank S.A., derivante anche dalla “decisione strategica di ISP, conseguente all’ingresso del Gruppo UBI nel Gruppo ISP, di recedere dal contratto in essere tra RBC e Pramerica, principale cliente di RBC”.

Detta Azienda occupa attualmente 78 lavoratrici e lavoratori, dei quali 32 provenienti dalla cessione di ramo d’azienda della Banca Depositaria effettuata nel 2009 da UBI Banca a RBC, operazione regolata da specifico Accordo sindacale che prevedeva garanzie di rientro in caso di tensioni occupazionali.

Nella giornata di ieri è stata sottoscritta un’intesa tra RBC e le OO.SS. per gestire le ricadute occupazionali su tutti i dipendenti. L’accordo prevede il ricorso al Fondo di Solidarietà per coloro che matureranno il requisito pensionistico entro e non oltre 60 mesi. I restanti colleghi, a fronte della cessazione del rapporto di lavoro, saranno inseriti nella Sezione Emergenziale del Fondo, dove potranno rimanere fino a 24 mesi.

L’Accordo siglato successivamente in Intesa Sanpaolo prevede:

  • Applicazione delle garanzie di cui al Protocollo d’intesa sindacale UBI 9 dicembre 2009

I lavoratori ex UBI che faranno pervenire richiesta entro il 31 ottobre 2021 saranno assunti in Intesa Sanpaolo senza soluzione di continuità con salvaguardia dell’inquadramento, della retribuzione individuale annua e dei diritti soggettivi acquisiti presso RBC.

L’assunzione, che avverrà nell’ambito della provincia o delle provincie limitrofe all’attuale sede di lavoro (Milano), assicurerà il riconoscimento della contrattazione collettiva di secondo livello del Gruppo Intesa Sanpaolo.

  • Restante Personale
    Intesa Sanpaolo si impegna:

    • ad assumere direttamente 25 persone dalla Sezione Emergenziale del Fondo di Solidarietà.
      L’assunzione nel Gruppo ISP avverrà con contratto a tempo indeterminato e con l’inquadramento correlato alle mansioni che saranno attribuite. Anche a questi colleghi sarà riconosciuta la contrattazione di secondo livello in essere nel Gruppo.
    • – ad attivarsi per l’intervento di Società terze per l’assunzione delle ulteriori risorse.

Come OO.SS. riteniamo di grande valore sociale l’accordo che salvaguarda l’occupazione per tutti i lavoratori coinvolti e, in linea anche con l’Avviso Comune tra Governo e Parti Sociali del 29 giugno scorso, riafferma la centralità della contrattazione quale strumento essenziale per affrontare le riorganizzazioni e le ristrutturazioni nel settore, contrastando il rischio di licenziamenti in un Paese con forti tensioni occupazionali.

Milano, 5 agosto 2021

Delegazioni Trattanti Gruppo Intesa Sanpaolo
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

SOTTOSCRITTO ACCORDO PER L’INTEGRAZIONE DEI FONDI PENSIONE UBI

Ieri, 3 agosto 2021, abbiamo sottoscritto l’Accordo Quadro per il trasferimento collettivo delle posizioni dei Fondi di Previdenza Complementare dell’ex Gruppo Ubi al Fondo Pensione del Gruppo ISP.

Contestualmente sono stati sottoscritti anche gli Accordi attuativi relativi ai singoli Fondi:
• Fondo Pensione del Gruppo UBI Banca della Banca Popolare di Bergamo e delle altre Società controllate
• Fondo Pensione Complementare dei Lavoratori di Società del Gruppo UBI aderenti
• Fondo Pensione per il personale della Banca Popolare di Ancona e delle Società Controllate
• Fondo Pensione Complementare per i dipendenti della Banca Regionale Europea S.p.A.
• Fondo Pensioni Banca Marche

FONDI A CONTRIBUZIONE DEFINITA

Il trasferimento collettivo delle posizioni avverrà con decorrenza contabile 1 gennaio 2022

Saranno trasferiti, senza soluzione di continuità, gli interi comparti riferiti a:
❖ le linee assicurative
❖ i comparti finanziari che presentano almeno 60 milioni di euro di patrimonio gestito o almeno 1500 iscritti. Il Consiglio di Amministrazione del Fondo Isp potrà agire sulla razionalizzazione di detti comparti.

Le posizioni in comparti finanziari che non rientrano tra i precedenti saranno trasferite nei comparti di investimento del Fondo Pensione del Gruppo ISP che presentano analoghe caratteristiche.

Nella versione in pdf del volantino riportiamo in dettaglio le destinazioni.

L’accordo garantisce:
➢ la piena salvaguardia della contribuzione aziendale (sia base di calcolo che percentuale)
➢ l’aliquota minima di contribuzione aziendale del 3,5%
➢ il mantenimento dell’anzianità di iscrizione
➢ la possibilità di variare di massima entro il mese di gennaio 2022 le linee di investimento

FONDI A PRESTAZIONE DEFINITA

Le sezioni a prestazione definita verranno parimenti trasferite al relativo Fondo Pensione a prestazione definita ISP con decorrenza 1 marzo, garantendo piena continuità delle contribuzioni,
delle prestazioni e delle garanzie. Verranno effettuate, prima del trasferimento, offerte individuali di capitalizzazione ai singoli iscritti alle quali si potrà aderire su base volontaria.

PRESTAZIONI ACCESSORIE

L’ Accordo assicura a tutti gli iscritti la possibilità di aderire volontariamente alle coperture accessorie previste dal Fondo Pensione Intesa Sanpaolo (polizze morte e invalidità permanente).
Sino a tutto il 2022 resteranno in essere le attuali polizze a carico dell’Azienda per il tramite dei Fondi ex UBI; successivamente l’Azienda garantirà l’individuazione di analoghe coperture.
Con riferimento alle polizze LTC ad adesione volontaria in capo al Fondo BRE, l’Accordo prevede che a partire dal prossimo anno tale prestazione venga garantita con modalità da definire entro l’anno.

ANTICIPAZIONI E RISCATTI A VALERE SUI FONDI EX UBI

A partire dal 15 novembre 2021 e fino a gennaio 2022, le anticipazioni ed i riscatti saranno sospesi per consentire le operazioni di trasferimento.
Raccomandiamo pertanto ai colleghi di anticipare eventuali richieste. L’Azienda, a seguito di nostra istanza, si è impegnata a valutare situazioni di particolare urgenza.
Il Fondo Pensione Intesa Sanpaolo a contribuzione definita, a seguito dell’intesa raggiunta, avrà in gestione un patrimonio di 9 miliardi di euro in capo a 100.000 iscritti ponendosi così ai vertici tra i Fondi Negoziali Italiani.

Valutiamo positivamente l’importante accordo sottoscritto che aggiunge un altro tassello al percorso di integrazione del Gruppo UBI.

A partire da settembre proseguirà il confronto per la piena armonizzazione e il rinnovo della contrattazione di secondo livello.

LE NOSTRE RICHIESTE SULLE COMPLESSITA’  – AVVIO INTEGRAZIONE FONDI UBI

Nel corso dell’incontro odierno abbiamo chiesto chiarimenti e presentato delle richieste in merito alla recente comunicazione delle complessità riferite a 14.000 gestori, calcolate con i nuovi criteri.

Abbiamo rilevato numerosi casi di riduzione di complessità che hanno comportato interruzioni/blocchi di percorsi professionali, il venir meno di indennità e i conseguenti conguagli negativi in busta paga.

Il tutto con una comunicazione tardiva della complessità rispetto alla decorrenza e senza indicazione dei pesi singoli degli indicatori che stanno alla base (TETI, Formazione, Valutazione e Servizi alla Clientela). L’Azienda ha evidenziato che sono ancora in corso i calcoli per i consolidamenti e che una valutazione puntuale si potrà fare solo a conclusione della complessiva applicazione dell’accordo, i cui termini sono stati ritardati anche a causa dell’integrazione UBI.

In relazione alla situazione che si è venuta a creare abbiamo richiesto che l’Azienda attivi un meccanismo di salvaguardia a tutela dei colleghi penalizzati da un’applicazione tardiva e poco chiara della normativa che ha portato addirittura alla mancata valorizzazione di alcuni indicatori: es. TETI.

Abbiamo pertanto proposto una moratoria dei conguagli e una decorrenza della nuova complessità che permetta il consolidamento, anche tenendo conto dei 4 mesi di anticipo previsti dall’accordo 14 aprile u.s.

L’Azienda nel confermare l’applicazione dei contenuti dell’accordo, si è dichiarata disponibile, in conformità alle a fronte della nostra richiesta, a una complessiva verifica dell’impianto dopo la pausa estiva.

In questi giorni saranno comunicati su People 987 consolidamenti in sospeso, già maturati nel 2020, mentre i consolidamenti in maturazione nel 2021 saranno oggetto di un prossimo esame.

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Sempre nel corso della riunione odierna, facendo seguito ai Lavori della Commissione Tecnica istituita tra le Parti, è stato esaminato un percorso di integrazione dei Fondi ex UBI nel Fondo Pensione  ISP attraverso un Accordo Quadro e un successivo Accordo attuativo per ciascun Fondo, in modo tale da tener conto delle singole specificità.

Obiettivo degli Accordi è assicurare continuità nella Previdenza Complementare dei colleghi ex UBI, salvaguardando le previste prestazioni accessorie e realizzando dal 1° gennaio 2022 il trasferimento delle posizioni individuali degli iscritti nel Fondo di Gruppo, nel rispetto delle previsioni statutarie di ciascun Fondo.

qui il comunicato in pdf

FONDO PENSIONE: APPROVATO IL BILANCIO AL 31 DICEMBRE 2020

Nell’Assemblea che si è svolta attraverso mezzi di comunicazione a distanza venerdì 25 giugno u.s., le Delegate e i Delegati hanno approvato – all’unanimità – il bilancio consuntivo del Fondo relativo all’anno 2020.

L’anno trascorso è stato un anno particolarmente duro e difficile, segnato dal lockdown e da misure restrittive che hanno profondamente inciso – e talvolta modificato – le consuetudini di molti di noi, con risvolti tragici che hanno inciso severamente anche sulle attività economiche e produttive del mondo intero.

La diffusione della pandemia ha colto di sorpresa gli operatori economici e si è tradotta, a partire dal mese di febbraio dello scorso anno, in una violenta caduta delle quotazioni sui mercati finanziari.

L’eccezionalità della situazione che si è venuta a creare ha reso necessaria l’attivazione da parte delle autorità, di politiche economiche, monetarie e fiscali straordinarie, sia nelle quantità che nelle forme utilizzate.

Queste hanno progressivamente portato ad un recupero delle quotazioni che, in diversi casi, ha consentito a fine anno di recuperare integralmente le perdite accumulate in precedenza, sia pure in un contesto strutturalmente estremamente complesso.

Di fronte all’emergenza della situazione, la priorità del Fondo non poteva che essere quella di attrezzarsi adeguatamente per affrontarla, dal punto di vista amministrativo oltre che finanziario.

Mentre da febbraio Colleghe e Colleghi hanno adottato la modalità lavorativa a distanza (e così pure i Consigli e le Commissioni), il Fondo ha continuato ad operare con efficacia ed efficienza, senza che alcuna particolare criticità sia stata rilevata, benché l’anno 2020 abbia portato con sé anche importanti e onerosi impegni derivanti dall’implementazione delle normative europee.

Il Fondo ha chiuso il bilancio del 2020 con un patrimonio di oltre 7 miliardi di Euro (7.117 milioni contro 6.869 milioni di fine 2019). La crescita è il risultato dei rendimenti realizzati (151 milioni) e della differenza positiva tra entrate e trasferimenti in uscita 97 milioni.

Le iscritte e gli iscritti al Fondo sono ormai più di 75.000 (75.087 contro i 74.994 dello scorso anno) pur con un’ampia mobilità in entrata (1.331 nuovi aderenti) e in uscita (1,238 cessazioni).

Il Fondo si conferma così tra le più importanti realtà di gestione del risparmio previdenziale collettivo a livello nazionale e al primo posto tra i fondi di matrice bancaria.

E’ inoltre proseguita l’opera di implementazione e semplificazione del sito internet, per consentire agli aderenti di consultare da remoto tutta la documentazione necessaria ed effettuare le proprie scelte in maniera informata, ampliando anche la fruibilità da parte degli iscritti: dal 3 maggio 2021, anche la richiesta di anticipazione per acquisto/ristrutturazione della prima casa e per spese sanitarie, può essere effettuata online. Per quanto concerne l’area finanza, il 2020 ha visto il Fondo coinvolto in processi di revisione strutturali e, nel contempo, fronteggiare una congiuntura di mercato già richiamata, resa estremamente complicata dallo scoppio della pandemia. Nonostante che la condizione esterna non fosse favorevole, il Consiglio di Amministrazione ha proseguito nel percorso di attenzione alla sostenibilità degli investimenti del Fondo, approfondendo e sviluppando le linee già intraprese nella precedente consigliatura.

Non solo il nuovo comparto Futuro Sostenibile ha ottenuto ottimi risultati, ma sostanzialmente tutti i comparti hanno riportato performance positive e superiori ai benchmark di riferimento. Collegandosi al sito web del fondo e selezionando dal menù “Comparti” la voce “Rendimenti annui”, oppure cliccando su questo link, è possibile recuperare i rendimenti netti dei comparti aggiornati al 30/06/2021.

Si è previsto inoltre, a partire dal 1° luglio di quest’anno, di unificare i due Comparti Bilanciati; così operando gli iscritti interessati beneficeranno delle corpose economie di scala raggiungibili con le nuove importanti masse attribuite al nuovo comparto e si troveranno, allo stesso tempo, sulla frontiera più efficiente per l’orizzonte temporale di medio/lungo periodo prescelto.

Con il mero intendimento di rendere più chiara la percezione del profilo di rischio/rendimento e mantenendone quindi le attuali caratteristiche, il Consiglio di Amministrazione del Fondo ha anche deciso di ridenominare il Comparto “Finanziario Garantito” in “Finanziario Conservativo”.

L’obiettivo del 2021 sarà quello di implementare al meglio la nuova asset allocation strategica, enfatizzando il profilo di sostenibilità negli investimenti del Fondo, strada maestra per combinare efficientemente l’ottimizzazione del rendimento con la minimizzazione del rischio, nell’ottica di medio periodo che caratterizza gli investimenti previdenziali, nell’esclusivo interesse delle iscritte e degli iscritti.

I risultati conseguiti in un anno estremamente difficile, sia dal punto di vista della difesa e dell’incremento del patrimonio che dal punto di vista organizzativo, ci confortano rispetto alla capacità del Fondo di fare fronte ai propri impegni, immediati e futuri.

qui il documento in pdf

NEXT WAY OF WORKING: TANTE PERPLESSITÀ

Si è tenuto oggi l’incontro di aggiornamento sul Progetto Next Way of Working, facendo seguito a quanto rappresentato nel febbraio scorso.

Il progetto dell’Azienda, che parte dalla Governance, prevede la riduzione delle postazioni di lavoro individuali a favore di postazioni utilizzabili a rotazione e spazi comuni e si accompagna a investimenti in tecnologia per la condivisione della documentazione e degli altri strumenti informatici a supporto dell’attività lavorativa. E’ conseguentemente necessaria la prenotazione della postazione.

L’Azienda ha rappresentato degli interventi “Pilota” su 6 aree con nuovi layout che coinvolgono 2000 persone.

Sono interessati gli immobili di Milano Piazza Ferrari, Viale Stelvio e Via Mercato, di Mestre, di Roma Douhet e dei piani 22, 23 e 24 del grattacielo di Torino.

Inoltre l’integrazione del personale ex UBI delle Strutture Centrali di Milano viene effettuata liberando 7 edifici di Milano ex UBI entro novembre, facendo convergere i colleghi su una serie di palazzi in Milano, Sesto San Giovanni e Assago. Su buona parte degli edifici sono previsti interventi immobiliari “Light”.

Rispetto al progetto presentato nutriamo forti perplessità:

  • Modifica radicalmente l’Organizzazione del lavoro
  • Sposta la centralità dell’attività lavorativa dalla prestazione agli obiettivi, caricando di eccessive responsabilità i colleghi.
  • Rischia di comportare uno sbilanciamento eccessivo verso lo smart working a fronte della scarsità di postazioni, è pertanto necessario monitorare attentamente la programmazione e la pianificazione.
  • Comporta rischi sul confine tra tempi di lavoro e tempi di vita.
  • Nella Rete si sta traducendo in una mera riduzione di postazioni, con conseguente affollamento delle Filiali, che andrà monitorata per verificare che lo smart working venga concesso ai colleghi che lo richiedono.

 

Come OO.SS. riteniamo fondamentale che l’Azienda si renda disponibile a un reale confronto su un progetto che potrebbe cambiare in modo incontrollato le condizioni di vita e di lavoro dei colleghi.

Conseguentemente sarà importante l’analisi condivisa di quanto avviene nel progetto pilota.

Milano,1 luglio 2021

Delegazioni Trattanti Gruppo Intesa Sanpaolo
FABI – FIRST/CISL FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

 

INCONTRO FILIALE ON LINE: MOLTE CRITICITÀ

Si è tenuto oggi l’incontro di aggiornamento sulla Filiale on Line con Cristina Motta, Responsabile della Direzione Controlli, Reclami, Monitoraggio Costi e Investimenti, nell’ambito della quale è inserita la Filiale on Line.
L’Organico attuale della FOL è composto da 2042 colleghi, dei quali 1925 nella Filiale, 79 in Control Room e 38 in Sales Support. Sono presenti 152 distaccamenti con 164 colleghi.
La FOL occupa complessivamente 19 Direttori, 131 Coordinatori e 1774 Gestori.
Nel corso del 2020 ha gestito un totale di 13 Mln di richieste, di cui 9.5 mln di chiamate.
L’Azienda ha dichiarato un buon livello di soddisfazione della Clientela, in progressivo miglioramento. Nel 2020-2021, sia a causa della pandemia che dell’integrazione con UBI, i volumi sono fortemente aumentati con un incremento del 40% nel 2020 sul 2019 e un’ulteriore crescita stimata del 26% del 2021 sul 2020.

Come OO.SS. abbiamo peraltro evidenziato numerose criticità:

  • Le nuove sale ex UBI attraversano tuttora una fase di difficoltà e necessitano di un maggior supporto ai fini dell’integrazione.
  • Il nuovo modello organizzativo, basato su sale e distaccamenti, sta comportando una concentrazione di turni estremi sulle sale.
  • Le postazioni di lavoro nei distaccamenti sono state allestite frettolosamente, all’interno di spazi con problemi di privacy sia acustica che visiva. Spesso sono collocate in locali promiscui, dove è difficile anche comunicare con il cliente.
  • La nuova procedura di cambio turni non risulta ancora ben tarata e molte richieste rimangono insoddisfatte.
  • Il “Portale k”, seppure molto utile, continua ad essere gestito in modo artigianale, mentre le dimensioni della FOL richiederebbero uno strumento più strutturato.
  • Continua ad essere estremamente difficile l’accoglimento delle richieste di uscita dalla FOL. Tutto questo è in contrasto con il dichiarato obiettivo di scambio e integrazione tra Rete e FOL. L’Azienda tende a subordinare l’uscita alle richieste di ingresso o alle assunzioni che, come OO.SS., continuiamo a chiedere a gran voce da tempo.
  • I colleghi provenienti da ISP Casa chiedono il rientro a tempo pieno, peraltro raccomandato nell’accordo di ingresso, che consentirebbe anche il rientro nella normale turnazione.
  • E’ stato evidenziato che dalle sale arriva la segnalazione di un diffuso ricorso allo straordinario oltre le 22.
  • I colleghi vivono con preoccupazione la disposizione aziendale di giustificare la sospensione di attività telefonica con la clientela con specifiche causali che vengono percepite come una forma di indebito controllo. L’Azienda ha dichiarato che i dati sono raccolti su base settimanale, per team e non individuale, sono a disposizione solo della Control Room che li utilizza a fini statistici e organizzativi, non sono accessibili ai Responsabili e non possono essere utilizzati ai sensi della normativa sul controllo a distanza.
  • I lavoratori devono essere informati in modo esplicito e chiaro che il servizio con videochiamate è subordinato all’adesione volontaria. Come OO.SS. sottolineiamo che tale consenso deve essere attentamente valutato in tutte le sue possibili conseguenze, abbiamo inoltre sollecitato la Banca a tutelare la privacy dei colleghi che aderiscono con tutti gli accorgimenti tecnologici necessari.
  • Non rileviamo ancora un progetto organico e definito di crescita della FOL e dei distaccamenti, nonostante la Banca abbia previsto un ulteriore significativo incremento dell’attività.
  • All’avvicinarsi della fine della pandemia riteniamo importante mettere in campo strumenti di conciliazione vita lavoro, soprattutto in relazione ai turni estremi.

Nell’incontro odierno l’Azienda ha dato risposte che non riteniamo pienamente soddisfacenti rispetto alle molte questioni poste, riteniamo invece che una struttura dinamica ed importante come la FOL debba tenere in grande considerazione le istanze dei lavoratori al fine di migliorarne la qualità della vita e, di conseguenza, il servizio alla clientela.

Milano,1 luglio 2021

Delegazioni Trattanti Gruppo Intesa Sanpaolo
FABI – FIRST/CISL FISAC/CGIL – UILCA UNISIN

INCONTRO CON MAURO MICILLO RESPONSABILE DIVISIONE IMI C.I.B.

Oggi abbiamo incontrato il Responsabile della Divisione IMI Corporate & Investment Banking del Gruppo nell’ambito degli incontri programmati tra Delegazioni Trattanti e i Capi Divisione.
Mauro Micillo ha presentato clientela, struttura e risultati 2020 della Divisione:

  • 2.000 Clienti Corporate e Public di cui il 50% internazionali;
  • 1.300 Clienti Financial Institutions di cui il 75% internazionali;
  • 4.380 occupati, dei quali circa 2.300 in Italia e 1.000 in Russia;
  • in Italia 6 Aree Corporate con 20 sedi locali nelle principali città;
  • presenza Internazionale in 25 Paesi;
  • € 135 Mld di impieghi alla Clientela;
  • € 1,9 Mld di Risultato Netto.

La Divisione mette a disposizione del Gruppo prodotti e servizi di Commercial & Transaction Banking, Capital Market,
Investment Banking e Finanza Strutturata.
A fronte dell’emergenza Covid sono stati erogati
10 mld con garanzia SACE, in applicazione del Decreto Liquidità,
28 mld di crediti garantiti dal Fondo Centrale per le PMI; sono state concesse moratorie per 101 mld e messi a disposizione 50 mld di nuovi crediti, fornendo un supporto alla clientela nel corso della crisi e per la ripartenza.
Nel periodo di maggior criticità Covid il 99% dei colleghi italiani ed il 78% dei colleghi esteri ha lavorato da remoto.
I ricavi della Divisione la pongono al primo posto in Europa per ricavi e risultato netto.
Fin dal 2015 ha sviluppato soluzioni finanziarie e di prodotto per la clientela in ambito ESG (investimenti caratterizzati
da sostenibilità ambientale e sociale) e Circular Economy (economia orientata al risparmio energetico e alla riduzione
degli sprechi), iniziative che la pongono ai primi posti in Europa, con l’obiettivo dichiarato di coniugare le esigenze
di business con quelle di sostenibilità.

Come OO.SS. abbiamo segnalato e richiesto quanto segue:

  • E’ necessaria la massima attenzione da parte della Divisione, non solo rispetto a moratorie e finanziamenti,
    ma soprattutto alla concessione del credito a valere sui Fondi PNRR quale leva per una ripresa dell’economia
    del Paese.
  • Al nostro quesito sulle linee strategiche del nuovo Piano Industriale e sull’occupazione, il Responsabile ha
    risposto che sono in corso valutazioni e approfondimenti sulle prospettive di crescita del Paese che, se
    confermate, comporterebbero uno sviluppo per il Gruppo e per la Divisione, con investimenti in persone e
    tecnologia.
  • In merito alla tendenza a mantenere nei conti correnti la liquidità, acuitasi nel periodo Covid, Micillo ha
    confermato il supporto e l’impegno della Divisione nel suo trasferimento verso investimenti profittevoli per
    la Clientela e utili al rilancio economico del Paese.
  • Abbiamo sollecitato una mobilità professionale che possa consentire a colleghi di altre Divisioni/Strutture di
    acquisire la professionalità e le competenze che caratterizzano la Divisione.
  • Rispetto all’inserimento dei colleghi di provenienza Ubi, Micillo ha dichiarato che l’integrazione sta avvenendo
    nel rispetto delle professionalità già presenti e con l’intento di valorizzare le seniority acquisite.

Come Organizzazioni Sindacali riteniamo importante questo primo incontro con una realtà strategica per
il Gruppo e auspichiamo che questo confronto continui nelle fasi significative della vita d’impresa, a
partire dalla presentazione del prossimo Piano Industriale.

Milano, 24 giugno 2021

Delegazioni Trattanti Gruppo Intesa Sanpaolo
FABI – FIRST/CISL FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

INCONTRO CON MASSIMO PROVERBIO RESPONSABILE IT, DIGITAL AND INNOVATION OFFICER

Si è tenuto oggi l’incontro con il Responsabile della Struttura di Governo Chief IT, Digital and Innovation Officer.
Massimo Proverbio ha presentato i risultati e i progetti degli ultimi due anni, l’integrazione delle persone UBI e ha anticipato, per quanto possibile, il prossimo futuro.
A fianco del mondo reale sta prendendo forma un mondo digitale delle persone e delle cose che richiede un modello di banca integrato tra digitale e fisico.
Detto modello è in fase di realizzazione e sono stati presentate le principali iniziative degli ultimi due anni:

  • Cyber Security: messe in sicurezza 42 società del Gruppo, attivi 66.700 utenti in Strong Auth.
  • Canali Digitali su tutti i segmenti: oltre 10 mln di clienti multicanali, 25% di vendite digitali in più, oltre 208% (rispetto al 2019) di incremento Offerte a Distanza, nuova piattaforma per la vendita di prodotti assicurativi.
  • Operations: 60 processi robotizzati, utilizzo di Intelligenza Artificiale con 78% di controlli manuali evitati, 109 processi ulteriormente digitalizzati.

Questi risultati sono stati raggiunti in parallelo all’integrazione di IMI, all’integrazione UBI e alle cessioni degli sportelli nonchè alla gestione della pandemia e alla cessione degli NPL.
Durante il periodo di emergenza Covid-19 sono stati realizzati con urgenza interventi per abilitare 65.000 colleghi allo smart working, portando a 62.000 le dotazioni di p.c. portatili, gestendo un incremento di oltre il 40% di operazioni su Internet Banking e App, con contestuale diminuzione delle operazioni effettuate su Sportello e ATM imputabile anche alla pandemia. Sono quasi triplicate le vendite digitali con Offerta a Distanza e in self rispetto allo stesso periodo prepandemia. Inoltre le operazioni dispositive autorizzate da App InBiz nel 2020 sono aumentate del 44%.
Il Gruppo sta accelerando il percorso di spostamento dei dati IT verso il Cloud attraverso due nodi Cloud, a Torino e a Milano, in partnership con Tim e Google. La scelta del Gruppo di allocazione in Italia genererà forti investimenti dei tre partner e nuova occupazione.
Il Responsabile ha evidenziato che l’inserimento dei colleghi UBI nelle strutture IT e Operations è stato effettuato anche attraverso un piano di onboarding e di valorizzazione delle competenze.
Con l’integrazione del Gruppo UBI nel Gruppo Isp la DSI passerà da 2300 persone distribuite su 9 città italiane a 2750 in 13 città italiane. Operations passerà da 38 a 50 sedi e da 3.000 persone a 4000.
In relazione al prossimo futuro e al nuovo piano industriale, che sarà presentato a inizio 2022, Proverbio ha ribadito che la struttura del mercato in cui opera il Gruppo è in continua evoluzione e con sempre nuovi concorrenti: Neobanks (Illimity, Revolut, ecc), Fintech e Bigtech (Amazon, Facebook, Apple, ecc….). La pandemia ha messo in moto un cambiamento profondo nelle abitudini e nei comportamenti dei consumatori e per fronteggiare il cambiamento il Responsabile ritiene necessarie scelte anticipate rispetto ai concorrenti rispetto alla trasformazione digitale.

Le OO.SS. hanno presentato una serie di quesiti e di considerazioni riguardanti le ricadute sui colleghi e sul futuro del lavoro nella Struttura, rispetto alle quali l’Azienda ha espresso le proprie valutazioni e intendimenti.

  • L’area digital racchiude competenze core per il Gruppo, che andranno ulteriormente rafforzate coerentemente con i contenuti del prossimo Piano Industriale.
  • I Responsabili di DSI e di Operations hanno confermato la struttura degli attuali poli territoriali. In Operations la digitalizzazione ha portato a individuare nuovi mestieri (es. Disconoscimenti, gestione digitale garanzie, investigations, ecc….), in sostituzione di altri venuti meno per effetto della tecnologia.
  • A fronte delle perplessità espresse in merito a Next Way of Working, l’Azienda ha dichiarato la volontà di ricercare un equilibrio tra le proprie esigenze e quelle del Lavoratore.
  • Sollecitato sulla necessità di valorizzare e far crescere professionalmente i colleghi della struttura, il Responsabile ha dichiarato che nel piano d’impresa saranno ricercati strumenti, tra i quali il titling per offrire sviluppi di carriera non solo di tipo gerarchico.
  • I forti processi di cambiamento dovranno essere supportati da un’adeguata e costante formazione.

Come Sindacato riteniamo che l’evoluzione culturale e organizzativa messa in atto nel Gruppo debba essere accompagnata dalla creazione di occupazione diffusa, dalla valorizzazione delle persone anche attraverso la contrattazione di nuovi percorsi professionali e di carriera e da condizioni di lavoro sostenibili.

Milano, 16 giugno 2021

Delegazioni Trattanti Gruppo Intesa Sanpaolo

FABI – FIRST/CISL FISAC/CGIL – UILCA UNISIN

 

INCONTRO CON TOMMASO CORCOS RESPONSABILE DIVISIONE PRIVATE BANKING

Ieri, 10 giugno, abbiamo incontrato il Responsabile della Divisione Private Banking del Gruppo nell’ambito degli incontri programmati tra Delegazioni Trattanti e i Capi Divisione.

Tommaso Corcos ha rappresentato le linee strategiche e l’evoluzione organizzativa della Divisione:

  • Revisione dell’assetto organizzativo finalizzata a integrare le fabbriche prodotto di Fideuram e Intesa Sanpaolo Private Banking creando un unico polo delle gestioni patrimoniali individuali, un’unica struttura di governo e sviluppo del credito, accentrando a livello di Divisione del marketing e dello sviluppo prodotti per un miglior servizio alla clientela
  • Creazione di un’unica struttura dedicata al personale per gestire l’integrazione di tutte le società appartenenti alla divisione, con focus sulla trasformazione degli spazi e del modo di lavorare (Next Way of Working).
  • Sviluppo della presenza internazionale attraverso la partnership con REYL che darà origine a un gruppo bancario privato internazionale con sede a Ginevra con circa 400 collaboratori.
  • Creazione di un polo lussemburghese di Private Banking per la
  • Incorporazione del segmento UBI Top Private in ISPB che ha portato ad un incremento di 320 persone, 21 nuovi punti operativi e a un aumento delle masse.
  • La complessa operazione di integrazione IW Bank che ha generato un apporto di circa 290 dipendenti e di 700 promotori finanziari e che consentirà a Fideuram di sviluppare le attività di trading evoluto e di banca diretta, rivolgendo attenzione alla clientela attraverso canali digitali.
  • Messa in campo dei progetti finalizzati alla creazione di un ’identità valoriale della Divisione e di evoluzione delle conoscenze digitali del personale.

Come OO.SS. abbiamo segnalato e richiesto quanto segue:

  • Una maggiore attenzione ai promotori finanziari rispetto al Welfare di Gruppo c on l’obiettivo di una miglior integrazione e fidelizzazione.
  • Il reclutamento di nuovi Private Bankers dipendenti deve tener conto delle competenze e delle esperienze già esistenti nel Gruppo.
  • Su nostra domanda il Capo Divisione ha dichiarato che allo stato attuale non sono previste significative modifiche organizzative nella rete Filiali a fronte delle riorganizzazioni in atto.
  • Maggiore attenzione al Personale nella prossima trattativa sui ruoli professionali e sui sistemi incentivanti al fine di prevenire le tensioni ed il malcontento registrati recentemente.
  • In tema di assunzioni e turnover l’Azienda ha risposto che saranno effettuate in stretto raccordo con le politiche occupazionali del Gruppo.
  • sull’integrazione delle Colleghe e dei Colleghi ex Ubi, il Responsabile ha confermato esserci la massima attenzione della banca e la volontà di creare un valore e un’identità comune per tutta la Divisione.

 

Le Organizzazioni Sindacali ritengono che le Relazioni Industriali finora poste in essere per le società della Divisione debbano avere continuità e tradursi in una completa valorizzazione del contributo dei Colleghi a partire dalla prossima contrattazione sui ruoli di Fideuram e Intesa Sanpaolo Private Banking che dovrà tener conto delle specificità e delle professionalità dei colleghi.

Milano, 11 giugno 2021

Delegazioni Trattanti Gruppo Intesa Sanpaolo
FABI – FIRST/CISL FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

POSTICIPATI I TERMINI PER L’ACCORDO POLITICHE COMMERCIALI ANTICIPATE ALCUNE ASSUNZIONI

Dopo un mese di trattativa per il nuovo Accordo sulle Politiche Commerciali e Clima Aziendale, il confronto attraversa una fase di grande difficoltà.

Ricordiamo che con l’Accordo 14 aprile 2021 abbiamo stabilito che all’interno della nuova intesa sulle politiche Commerciali andrà ricercata “la migliore soluzione possibile tra i due precedenti Accordi esistenti nei Gruppi UBI e ISP…con una caratteristica di esigibilità, nel solco di quanto previsto in materia dall’Accordo Nazionale”.

L’Azienda, pur facendo dei passi avanti su alcuni temi, sugli aspetti centrali della trattativa, collegati alle vendite, ha continuato a limitarsi ad una elencazione di principi e valori che non si traducono in azioni ed interventi concreti volti a migliorare il clima aziendale, come richiesto a gran voce dai colleghi.

Stante l’attuale stato della trattativa, imputabile alla chiusura aziendale, abbiamo condiviso di proseguire il confronto, allineando la scadenza a fine ottobre, termine già previsto per la complessiva armonizzazione, con l’obiettivo di salvaguardare il percorso negoziale sin qui compiuto.

 In questo intervallo di tempo la nuova Commissione Politiche Commerciali e Clima Aziendale, istituita con gli accordi del 14 aprile 2021, continuerà la sua attività, svolgendo un ruolo attivo rispetto ai comportamenti non conformi che vengono segnalati; fungerà inoltre da “laboratorio”, ricercando ed individuando soluzioni utili anche ai fini della negoziazione dell’Accordo stesso.

Come ripetutamente richiesto per consentire di ridurre i carichi di lavoro e per contenere le pressioni commerciali, abbiamo chiesto e ottenuto l’impegno della banca ad anticipare 200 assunzioni in Rete nei mesi di ottobre e novembre 2021, rispetto ai tempi inizialmente previsti.

Alla luce della delicata situazione rappresentata invitiamo i colleghi a continuare a segnalare i comportamenti difformi alla casella mail:

iosegnalo@intesasanpaolo.com direttamente o tramite le strutture sindacali.

 

Milano, 10 giugno 2021

Delegazioni Trattanti Gruppo Intesa Sanpaolo

FABI – FIRST/CISL • FISAC/CGIL – UILCA • UNISIN

 

ISP: ESCLUSA AL MOMENTO “LA POSSIBILITÀ DI UTILIZZO DI SITI AZIENDALI COME PUNTI VACCINALI” CONTRO IL COVID-19

L’azienda ha pubblicato oggi la news in cui comunica che a fronte di un interesse verso una possibile campagna vaccinale anti-Covid-19 nei siti aziendali giudicato “contenuto” (circa il 26% dei colleghi) “il Gruppo al momento ha escluso la possibilità di utilizzo di siti aziendali come punti vaccinali”.

Per parte nostra rileviamo che la percentuale indicata corrisponde a un numero di dipendenti che si avvicina a 20.000, cifra molto superiore agli organici complessivi di molte aziende che intendono consentire la vaccinazione presso i luoghi di lavoro: tale circostanza ci fa considerare che un tale numero potrebbe rappresentare – salvo ulteriori approfondimenti sulla loro distribuzione a livello locale – “una sufficiente massa critica sui singoli territori” (secondo quanto richiesto dalle Regioni).

Osserviamo inoltre che la vaccinazione nei luoghi di lavoro deriva da un Protocollo nazionale sottoscritto da Organizzazioni sindacali e Associazioni datoriali (tra cui l’ABI): trattandosi di materia condivisa ci aspettiamo che una ipotesi di sospensione dell’iniziativa  sia discussa con le OO.SS. al fine di valutare le possibili soluzioni rispetto alle specifiche situazioni, anche alla luce dell’esito della campagna vaccinale antinfluenzale organizzata alcuni mesi fa.

31 maggio 2021

Delegazioni Trattanti Gruppo Intesa Sanpaolo

FABI – FIRST/CISL ­ FISAC/CGIL – UILCA ­ UNISIN

POLITICHE COMMERCIALI E CLIMA AZIENDALE: POSIZIONI MOLTO LONTANE

Nel corso di questa settimana la trattativa per il nuovo Accordo sulle Politiche Commerciali e Clima Aziendale è entrata in una fase delicata.

Continuiamo a ricevere segnalazioni di disagio generalizzato su tutti i territori rispetto alle pressioni commerciali, che pertanto non si possono ricondurre esclusivamente a comportamenti individuali e/o a casi isolati come sostenuto dall’Azienda. Riteniamo necessario che anche l’Azienda riconosca a pieno titolo la criticità della situazione e l’urgenza di definire principi e regole che assicurino condizioni migliori nella Rete.

Con l’Accordo 14 aprile 2021 abbiamo stabilito che all’interno della nuova intesa sulle politiche Commerciali andrà ricercata “la migliore soluzione possibile tra i due precedenti Accordi esistenti nei Gruppi UBI e ISP….con una caratteristica di esigibilità, nel solco di quanto previsto in materia dall’Accordo Nazionale”.

 L’ Azienda ha presentato delle proposte lontane dalle richieste da noi avanzate e da quanto vissuto quotidianamente dai lavoratori, limitandosi ad una elencazione di principi e valori che, seppure condivisibili, non si traducono in azioni ed interventi concreti.

Come OO.SS. intendiamo invece sottoscrivere un Accordo che contenga misure efficaci e realmente esigibili, che porti soprattutto un miglioramento concreto del Clima Aziendale.

Il confronto riprenderà il 9 giugno p.v.

Milano, 27 maggio 2021

Delegazioni Trattanti Gruppo Intesa Sanpaolo

FABI – FIRST/CISL • FISAC/CGIL – UILCA • UNISIN

INCONTRO CON STEFANO BARRESE, RESPONSABILE BDT: Ottimi risultati, ma c’è un’altra faccia della medaglia…

Si è tenuto oggi l’incontro con il Responsabile della Divisione Banca dei Territori.

Stefano Barrese ha aperto la riunione dichiarando di essere a conoscenza dei numerosi comunicati sindacali degli ultimi mesi che rappresentano criticità nella Rete, che sarebbero state sicuramente al centro del successivo dibattito della giornata.

Ha illustrato una serie di dati, a partire dal modello di servizio, ritenuto alla base dei risultati economici della Divisione che hanno consentito al Gruppo Intesa Sanpaolo di posizionarsi ai vertici del settore in Italia e in Europa.

Ha ricordato i numerosi riconoscimenti internazionali, così come il livello di soddisfazione della clientela, che collocano ISP al primo posto tra le Aziende Bancarie (incluse Poste Italiane).

Ha altresì sottolineato che il Gruppo è ai vertici in Europa per efficienza e redditività, grazie alla “qualità delle persone e alla qualità del credito”.

Ha ribadito la centralità della Filiale fisica, la conferma del metodo di lavoro basato sugli incontri con la clientela, nel rispetto della dignità dei lavoratori e improntato a comportamenti corretti.

Barrese ha sottolineato inoltre gli importanti investimenti informatici effettuati, non ultimo l’acquisto di 40.000 p.c. portatili assegnati ai lavoratori, con l’intento di preservare l’occupazione anche in un contesto di digitalizzazione.

Se la tutela occupazionale ci vede del tutto concordi, sul clima aziendale, invece, come Organizzazioni Sindacali abbiamo rappresentato una visione del tutto diversa a partire dalle molteplici criticità e dalle forti pressioni commerciali che perdurano sul Territorio. Ne consegue l’assoluta necessità di ripristinare la fiducia dei colleghi, che devono poter operare in un clima migliore. I risultati commerciali, inoltre, debbono essere raggiungibili e sostenibili nel medio periodo.

Abbiamo inoltre ribadito quanto segue: 

  • La rete di Filiali è strategica per tutto il Gruppo e va salvaguardata per sostenere l’economia del Paese, evitando la desertificazione del territorio.
  • Le assunzioni stabili e in tempi rapidi, già sollecitate per la Rete e per le Aree disagiate del Paese, sono importanti per consentire di ridurre i carichi di lavoro (ci sono portafogli sovradimensionati), e per contenere le pressioni commerciali.
  • E’ necessario un messaggio uniforme, a tutti i livelli, di rispetto e attenzione ai colleghi e ai clienti in relazione ai processi di vendita.
  • In considerazione della forte crescita di numeri e punti operativi (distaccamenti) nell’ambito della Fol, è urgente l’illustrazione di un progetto organico e ben definito.
  • Le postazioni di lavoro sono essenziali anche per garantire la volontarietà nel lavoro flessibile.

Riteniamo importante, in conclusione, alla luce del difficile contesto rappresentato, l’effettiva disponibilità aziendale alla sottoscrizione di un accordo sulle Politiche Commerciali efficace e realmente esigibile.

qui il documento in pdf

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INCONTRO CON IL CHIEF OPERATING OFFICER PAOLA ANGELETTI

Si è tenuto oggi l’incontro con Paola Angeletti, C.O.O. del Gruppo Intesa Sanpaolo. E’ il primo di una serie di incontri che si svolgeranno nel corso delle prossime settimane con altri Responsabili di Divisione/Chief.

Angeletti ha brevemente ripercorso le tappe fondamentali del 2020 e del 2021, ringraziando le Lavoratrici e i Lavoratori per il grande impegno profuso in un contesto difficile, segnato dalla pandemia.

Ha richiamato le iniziative adottate a favore dei colleghi a partire dalle 6 giornate di ferie aggiuntive per il 2020 per il vecchio perimetro Isp, dall’accordo sulla genitorialità, e per finire alla possibile Campagna vaccinale anti covid-19 sui luoghi di lavoro, sulla quale è stata pubblicata una news odierna [ne abbiamo parlato qui].

Angeletti ha voluto evidenziare come “i risultati eccellenti del 2020 e del primo trimestre 2021 costituiscano la miglior garanzia di autonomia e indipendenza del Gruppo, che si traduce in vera tutela del lavoro” e come “senza risultati è impossibile garantire tutela”.

Il prossimo anno, subito dopo i risultati di bilancio 2021, sarà presentato il nuovo Piano Industriale per il quale ha confermato tra gli elementi caratterizzanti “la valorizzazione delle persone del Gruppo” e “la digitalizzazione”.

La C.O.O. ha ripercorso gli ultimi accordi sottoscritti, evidenziando in particolare le tre intese del 14 aprile u.s., relative all’integrazione del Gruppo UBI in ISP, alle Relazioni Industriali e al Premio Variabile di Risultato 2021. Si è trattato di una prima armonizzazione, alla quale seguirà un ulteriore percorso negoziale. Angeletti ha ribadito la centralità delle Relazioni Industriali per il Gruppo e ha evidenziato l’incremento del bonus pool del PVR in un contesto di riduzione del sistema incentivante per il management.

Le OO.SS. hanno evidenziato quanto segue:

  • Ai risultati, indubbiamente positivi, si contrappone la situazione di criticità vissuta dalle lavoratrici e dai lavoratori, in particolare rispetto al clima aziendale, alle pressioni commerciali, all’insufficienza degli organici e ai rilevanti problemi organizzativi collegati all’integrazione del Gruppo UBI.
  • L’integrazione, pur completata dal punto di vista informatico, presenta a tutt’oggi situazioni di grande difficoltà, per i colleghi e per la clientela. La formazione e l’affiancamento non sono sufficienti, i colleghi non riescono a fruirne e gli affiancatori in remoto non possono supportarli, dovendo già svolgere comunque il proprio lavoro (appuntamenti, budget, ecc…).
  • Lo sviluppo dei processi organizzativi attuali e futuri va gestito in modo ordinato, garantendo ai colleghi certezze e punti di riferimento.
  • Il dato sul cost/income, in forte riduzione e tra i più bassi d’Europa, pone all’attenzione delle Parti il tema dell’equità distributiva degli utili conseguiti e del riconoscimento al fattore lavoro, anche in relazione al nuovo Piano Industriale.
  • Le assunzioni stabili e in tempi certi, più volte sollecitate, sono importanti per affrontare le situazioni evidenziate e per dare risposte alla crisi occupazionale del Paese, in particolare alle zone
    disagiate e alla rete.
  • Il contributo dei colleghi andrebbe riconosciuto, in continuità con il 2020, anche attraverso ulteriori ferie aggiuntive per tutti.
  • La rete di Filiali è strategica per tutto il Gruppo e va salvaguardata per sostenere l’economia del Paese, evitando la desertificazione del territorio.

Riteniamo, in conclusione, importante avere un tempestivo riscontro rispetto alle questioni poste e siamo convinti che i buoni accordi sottoscritti, per essere percepiti come tali, debbano essere accompagnati da attenzione alle condizioni di lavoro nel Gruppo, a partire dal confronto già avviato sulle Politiche Commerciali e Clima Aziendale.

qui il documento in pdf

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INSEDIAMENTO COMMISSIONE POLITICHE COMMERCIALI

Ieri si è tenuto il primo incontro della commissione politiche commerciali, come previsto dall’accordo “integrazione UBI“ del 14 aprile scorso.

La commissione, pariteticamente composta da OOSS e Azienda, si è insediata in attesa della definizione del nuovo accordo sulle politiche commerciali, che si dovrà raggiungere entro la fine del mese di maggio p.v.

Ricordiamo che la commissione opera in conformità a quanto previsto nell’accordo nazionale del 8/02/2017 e ha il compito di esaminare le segnalazioni pervenute dai territori su comportamenti non coerenti con la normativa e con i valori del Gruppo (dignità delle persone, responsabilità, fiducia, integrità e trasparenza).

Abbiamo ribadito all’Azienda che tutte le segnalazioni dovranno essere prese in considerazione dalla commissione che valuterà quelle pertinenti con il tema delle politiche commerciali e clima aziendale.

Nella riunione di ieri la commissione ha analizzato tutte le segnalazioni a far tempo dal 12/04/2021. Pur nel poco tempo hanno superato la decina e si riferivano alle zone di Toscana/Umbria, Piemonte, Veneto, Liguria ed Emilia Romagna. Per ciascuna si sono presi in esame mail e documenti relativi, ovviamente resi anonimi nel rispetto della riservatezza di segnalato e segnalante e della privacy, entrando nel dettaglio nei comportamenti oggetto di segnalazione.

Per ogni situazione abbiamo chiesto alla Banca di fornirci contezza degli interventi effettuati per ricondurre i comportamenti ai principi sanciti dagli accordi nazionali e di secondo livello sulle politiche commerciali.

Per le OOSS è essenziale che l’Azienda illustri gli interventi concreti, ad oggi insufficienti e generici per determinare un cambiamento nelle gravi situazioni evidenziate, in una riunione da tenersi a breve:

  • coinvolgimento delle altre funzioni aziendali – quali la Compliance – riportandone l’esito alla commissione: è necessario valutare la coerenza delle indicazioni della struttura aziendale e ricondurre i comportamenti a valori condivisi ed alle normative in vigore, sia nei confronti dei colleghi che della clientela;
  • definizione di interventi mirati ed individuali per risolvere le negative situazioni riportate, dei quali deve essere dato conto alla commissione.

Tutti gli esiti devono essere riportati nel dettaglio alla commissione che valuterà le evoluzioni dei casi esaminati nelle riunioni precedenti.

L’azienda ieri ha anche rassegnato i dati aggregati delle segnalazioni ante 12/4/2021. Richiediamo che nel prossimo incontro vengano esplicitati – anche suddividendoli per classi omogenee – casi, interventi e correttivi addottati.

Rammentiamo che le segnalazioni possono pervenire all’apposita casella mail io segnalo direttamente dal Dipendente ma anche per il tramite delle OOSS. Invitiamo pertanto a segnalare tempestivamente ogni comportamento difforme ricordando che le segnalazioni anonime non saranno prese in considerazione.

qui il documento in pdf

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INCONTRO 20 APRILE 2021: Integrazione, Premio ex UBI, Sistema incentivante Fideuram, Rilevazione Presenze, Iosegnalo, IW Bank

INTEGRAZIONE UBI ISP

Nel corso dell’incontro l’Azienda ha illustrato lo stato avanzamento lavori del progetto on boarding, volto a supportare tramite una piattaforma informatica dedicata, l’integrazione e la valorizzazione professionale dei lavoratori UBI.

Purtroppo, al di là delle buone intenzioni aziendali, allo stato attuale l’integrazione sta creando momenti di criticità, in particolare nella rete ex UBI.

Come OO.SS. abbiamo pertanto sollecitato la risposta alle seguenti richieste:

  • proroga dei periodi di affiancamento
  • adozione di un programma di “contingency
  • rafforzamento dei numeri verdi a disposizione della clientela, soprattutto per le Imprese;
  • STOP immediato agli obiettivi commerciali
  • dotazione di steward sensibilmente allargata e maggiore attenzione agli spazi

Attendiamo interventi concreti, in coerenza con le dichiarazioni di attenzione alle persone dei vertici aziendali.

 

PREMIO AZIENDALE UBI 2020

Nel corso dell’incontro è stato sottoscritto l’accordo applicativo del premio aziendale UBI 2020, in base ai risultati del bilancio UBI 2020, così come stabilito dall’Accordo 06.07.2020.

Gli importi, per i diversi livelli, sono riportati nella seguente tabella (per colleghe/i a part time i valori sono da riproporzionare in base alla durata dell’orario di lavoro)

Inquadramento Importo

100% welfare

Importo

100% cash

Importo misto quota cash Importo misto quota welfare Giorni permesso
Area unica 579 467 257 210 6
3 area 1 livello 598 482 265 217 6
3 area 2 livello 608 490 270 221 6
3 area 3 livello 620 500 275 225 6
3 area 4 livello 642 518 285 233 6
QD 1 livello 668 539 296 243 5
QD 2 livello 685 552 304 249 5
QD 3 livello 719 580 319 261 4
QD 4 livello 775 625 344 281 4

I tempi determinati che hanno lavorato per meno di 12 mesi riceveranno un importo parametrato al periodo di lavoro svolto, con un minimo di 413 euro (welfare).

Si potrà scegliere tra:

  • Welfare
  • Cash, sul quale sarà applicata una tassazione ridotta del 10% in luogo delle consuete aliquote IRPEF per redditi inferiori agli 80.000 euro
  • Formula mista welfare/cash
  • Giorni di permesso retribuiti: 6 gg per le Aree professionali, 5 gg per QD1 e QD2, 4 gg per QD3 e QD4.

La scelta dovrà essere effettuata entro il 30 giugno 2021, con pagamento nel mese di luglio.

La liquidazione potrà essere anticipata, compatibilmente con i tempi di lavorazione dei cedolini, se la scelta sarà fatta rapidamente.

E’ di prossima emissione la Circolare con le istruzioni operative.

 

SISTEMA INCENTIVANTE 2020 FIDEURAM INTESA SANPAOLO PRIVATE BANKING 

Nel corso dell’incontro abbiamo rappresentato all’Azienda l’insoddisfazione dei colleghi della Divisione Fideuram Private rispetto alla paventata riduzione degli importi del Sistema Incentivante 2020.

Ricordiamo peraltro che detto Sistema Incentivante non è stato oggetto di condivisione col Sindacato.

Su questo argomento abbiamo sollecitato l’incontro già richiesto dalle strutture sindacali aziendali. 

 

RILEVAZIONE PRESENZE E PRESTAZIONI AGGIUNTIVE 

Dal 26 aprile i colleghi UBI avranno accesso a Intesap e ad #People per le funzioni di rilevazione della presenza.

L’Azienda ha comunicato che:

  • dal 12 aprile u.s. non ha più rilievo la timbratura quale modalità di rilevazione della presenza in tutto il Gruppo Isp
  • Sarà prossimamente emessa un’apposita Circolare sulla materia con indicazioni operative relative alla rilevazione della presenza e delle prestazioni aggiuntive.

Come OO.SS. riteniamo indispensabile un sistema chiaro di rilevazione delle prestazioni straordinarie. 

Invitiamo i colleghi, in attesa di precise indicazioni operative, a prendere buona nota degli effettivi orari di lavoro in queste settimane di migrazione, al fine del riconoscimento delle prestazioni straordinarie effettuate.

 

CASELLA SEGNALAZIONE PRESSIONI COMMERCIALI 

In relazione all’immediato insediamento della Nuova Commissione per le Politiche Commerciali e Clima Aziendale, le segnalazioni di eventuali comportamenti non conformi agli accordi sottoscritti (in UBI ed in ISP) dovranno essere inviate, anche per il tramite delle Organizzazioni Sindacali, esclusivamente alla casella:

iosegnalo@intesasanpaolo.com

La segnalazione sarà visionata nel rispetto del principio di riservatezza previsto. 

 

ATTIVAZIONE PROCEDURA IW BANK 

In data odierna è stata consegnata la lettera di avvio procedura per il trasferimento di rami d’azienda da IW Bank a Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking e a Isp.

In conseguenza della trasformazione di IW Bank in Sim, saranno ceduti circa 200 colleghi a Fideuram.   L’intera operazione si configura come cessione infragruppo con le tutele contrattuali previste.

Il confronto inizierà nelle prossime settimane.

 

qui il documento in pdf

UN SUCCESSO? SE SÌ, A CHE PREZZO? Chiediamo interventi immediati

La migration è stata un successo. Le dichiarazioni trionfalistiche hanno un sapore amaro per chi opera nelle Filiali interessate.

I colleghi dell’IT sia ISP che UBI si sono prodigati con grande abnegazione, lavorando giorno e notte, sabati e domeniche comprese, per garantire un avvio positivo il 12 aprile, ma nelle Filiali la situazione è molto difficile, per i lavoratori e per i clienti. Ci vengono segnalate aggressioni verbali e colleghi che non reggono più allo stress accumulato in questi passati mesi di pandemia e richiesta costante di risultati.

Le procedure sono lente e gli affiancatori in numero non sufficiente per dare supporto ai colleghi UBI. Anche quelli “da remoto” non riescono a operare perché sono pressati – come se nulla fosse – dalla assillante richiesta di risultati commerciali (il budget va sempre raggiunto e superato).

Spesso gli affiancatori, ai quali viene riconosciuta grandissima disponibilità, non conoscono la tipologia di lavoro dei colleghi che devono supportare.

Le Filiali – come più volte denunciato dal Sindacato – hanno estremo bisogno di nuove assunzioni. Nelle zone disagiate la situazione è ancora più grave e le assunzioni in FOL sono del tutto insufficienti. Le chiamate in attesa e inevase alla FOL stanno raggiungendo livelli preoccupanti nonostante le numerose ore di straordinario profuse.

I colleghi in malattia non vengono sostituiti; talvolta nelle zone rosse il servizio per appuntamenti salta; i clienti in attesa all’esterno della Filiale, in soprannumero sono ammassati, e ciò comporta un aumento del rischio epidemiologico.

Per chi vive nelle Filiali, l’integrazione non sembra un successo. Nella comunicazione dei trasferimenti, nelle assegnazioni i lavoratori sono stati troppo spesso considerati numeri, non persone.

Come se non bastasse, anche nei territori meno interessati dalla fusione del Gruppo UBI in ISP, c’è una riorganizzazione in atto che ha visto il cambiamento di mansione e lo spostamento,
nonostante il Covid, di un gran numero di colleghi con il risultato che molti gestori non hanno ufficialmente un portafoglio, oppure sono divenuti gestori base. Registriamo una diminuzione del numero di gestori, un aumento smodato del portafoglio dinamico, in alcune realtà i 5.000 clienti assegnati sono diventati 12.000 e tutti i clienti hanno una lettera con riferimento il direttore di filiale!

Gravissima la pressione per le telefonate non risposte: ci risulta vi siano richieste di stampo inquisitorio ai gestori: “come mai non hai risposto alla telefonata delle ore 12.35 e a quella delle ore 13.05…?”

Questi comportamenti sono inaccettabili!

Come Organizzazioni Sindacali chiediamo alla Banca un intervento per:

  • rivedere in aumento il piano complessivo di assistenza alle Filiali, nel numero delle persone coinvolte sia in presenza, sia in remoto, andando oltre alle tempistiche temporali inizialmente previste Chiediamo una proroga dei periodi di affiancamento, in particolare di quello fisico;
  • adottare un programma di “contingency” immediatamente fruibile dal personale di rete che consiste in una sorta di manuale di istruzioni su cosa fare nel caso si verifichino situazioni particolari (ad esempio, cosa fare se un F24 viene respinto, oppure uno stipendio non va a buon fine, un bonifico risulta disguidato, una bolletta ritorna impagata);
  • rafforzare i numeri verdi a disposizione della clientela, soprattutto per le Imprese;
  • dare indicazioni di STOP immediato agli obiettivi commerciali fino quando non sarà superata l’attuale situazione di emergenza;
  • fare in modo che gli appuntamenti siano fissati direttamente dalla clientela con il proprio Gestore o che quelli fissati via app o web siano assoggettati ad una conferma da parte del Gestore stesso onde evitare spiacevoli inconvenienti e malintesi con il cliente;
  • una maggiore attenzione alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori con dotazione di steward sensibilmente allargata e maggiore attenzione agli spazi;
  • un incontro a breve con le OOSS per fornire i numeri aggiornati dei Gestori Privati, base e sulle dimensioni dei portafogli. Rileviamo una riduzione dei Gestori Privati (in molte Filiali da 5 sono stati ridotti a 2/3) e di conseguenza temiamo un blocco della crescita e dei percorsi professionali, nonché un depauperamento della rete.

Rimane fermo il fatto che eventuali errori contabili/amministrativi che possono determinare anche ammanchi di cassa imputabili all’assenza della necessaria formazione o di affiancatori fisici – come sta avvenendo – non debbano essere posti a carico del lavoratore.

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Raggiunto il primo accordo per l’integrazione del Gruppo Ubi nel Gruppo Intesa Sanpaolo

Dopo una lunga e difficile trattativa, questa notte è stato raggiunto il primo accordo per l’integrazione dei 15.000 Dipendenti del Gruppo UBI nel Gruppo Intesa Sanpaolo.

Armonizzazione dei trattamenti economico/normativi 

Considerando la complessità dell’operazione, la volontà è quella di definire un’unica disciplina di secondo livello da applicare a tutto il personale del nuovo Gruppo ISP. Il percorso si articolerà in tre fasi: la prima conclusa questa notte e le ulteriori due da concludersi rispettivamente entro il 31/ 05/2021 e il 31/12/2021.

Quanto sottoscritto consente ai Colleghi ex UBI di mantenere i trattamenti individuali e collettivi acquisiti nel corso degli anni. Per le parti non ricomprese nel presente accordo e fino alla ridefinizione del nuovo Contratto di secondo livello del Gruppo (entro il 31/12/2021), ogni Dipendente manterrà tutte le previsioni della propria contrattazione integrativa.

Le materie normate in questa prima fase che troveranno immediata applicazione per tutti i Colleghi sono le seguenti:

  • Estensione all’intera platea dei Colleghi del nuovo gruppo delle normative in materia di Ruoli e Sviluppo professionale già presenti in ISP, compreso l’automatismo economico al 3A4L al compimento del 32° anno di servizio. Impegno alla definizione delle nuove figure professionali in Agribusiness e anche nella Governance. Riduzione di 4 mesi per il completamento dei Percorsi professionali in corso.
  • Ampliamento dal 2021 della possibilità di fruire della Banca del Tempo e della Sospensione Volontaria Attività Lavorativa previste dalla contrattazione di secondo livello con qualche miglioramento, con corrispondente incremento della dotazione iniziale per complessive 65.000 ore.
  • Dal 12 aprile 2021 riconoscimento / raddoppio dei permessi aziendali concessi al padre per nascita figlio e riconoscimento / introduzione di permessi per l’accompagnamento al Pronto soccorso di figli e/o coniuge/unito civilmente/convivente di fatto.
  • Le nuove trasformazioni e i rinnovi di rapporti di Lavoro a Tempo Parziale saranno concesse con durata compresa tra i 12 e i 24 mesi. Nel caso in cui il Part Time sia richiesto in occasione di rientro da maternità ovvero entro il terzo anno di vita del bambino per i genitori la durata prevista sarà di 24 mesi.
  • A decorrere dal 1° luglio 2021 innalzamento a 7,00 € del buono pasto elettronico. Riconoscimento del buono pasto elettronico per tutto il personale a tempo parziale che non effettua l’intervallo meridiano (5,29 €).
  • Riconoscimento dell’importo di 5.000 € previsto per i familiari a carico portatori di handicap grave.
  • A tutti i Colleghi assunti entro il trentesimo anno di età, viene applicato il “Pacchetto Giovani” che prevede una contribuzione previdenziale del 6% per 5 anni, un contributo di 1.750 € in caso di acquisto prima casa e un bonus di 1.000 € per ciascun figlio nato entro il decimo anno dall’assunzione.
  • Tutela per i colleghi: impegno dell’azienda a valutare con particolare attenzione le circostanze collegate all’integrazione informatica e organizzativa nel corso del periodo di emergenza Covid in caso di contestazioni disciplinari.
  • Con l’accordo è anche stata definita l’iscrizione al Circolo ALI per i colleghi ex UBI con decorrenza dal 12/04/2021.

Entro maggio verrà negoziato l’accordo relativo alle pressioni commerciali. Entro il 31 ottobre 2021 e comunque entro fine anno completeremo l’accordo di integrazione con la volontà di ottenere un miglioramento anche economico delle condizioni per tutti i colleghi del Gruppo e in particolare:

  • Assistenza Sanitaria Integrativa
  • Previdenza Complementare
  • Buono pasto
  • Borse e permessi di Studio
  • Contributo monoreddito
  • Mobilità territoriale e professionale
  • Ruoli e Percorsi di sviluppo professionale
  • Permessi retribuiti
  • Indennità di turno
  • Condizioni agevolate.

 

Commissione Politiche Commerciali 

Abbiamo ottenuto l’immediato insediamento della Commissione Politiche Commerciali e Clima Aziendale che, in quanto composta sia delle OO.SS. che dall’Azienda ed in forza della definizione di un nuovo e più stringente accordo da raggiungere entro maggio, interverrà sui comportamenti non coerenti con i valori del gruppo (dignità, integrità delle persone, responsabilità, fiducia e trasparenza) a partire dall’analisi dei comportamenti difformi già segnalati.

Questo è un importante passo per costringere l’azienda ad affrontare con il sindacato l’annoso e grave problema delle pressioni commerciali. 

 

Accordo PVR

Contestualmente è stato anche firmato l’accordo sul Premio Variabile di Risultato 2021 ottenendo l’accorpamento del Premio Base e del Premio Aggiuntivo in un‘unica voce non soggetta al raggiungimento dei risultati delle singole divisioni. Si è anche ottenuto un significativo incremento di questa quota.

Anche quest’anno abbiamo deciso di non sottoscrivere l’accordo sul SET perché a nostro giudizio si tratta di un sistema che favorisce le pressioni commerciali.

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Lettera RLS in relazione al New Way of Working

Al Datore di Lavoro di Intesa Sanpaolo S.p.A.

Al R.S.P.P. Intesa Sanpaolo S.p.A.  

A Medicina del Lavoro

 

Smart Working e scenari afferenti il c.d. New Way of Working

Facciamo seguito alla nostra precedente lettera del 16 marzo 2021 sullo stesso tema, che si intende qui richiamata in toto.

Rimarchiamo che la principale criticità appare l’assunto dichiarato di ottimizzazione degli spazi attraverso la messa in sharing di gran parte delle postazioni. Leggendo le scarne informazioni fornite ci pare che il nuovo modello lavorativo risponda prioritariamente a criteri di economie di scala e di massimizzazione dei risultati economici, mentre è nostro interesse, e obbligo aziendale, porre in primo piano un’approfondita e corretta valutazione dell’impatto sulla salute delle persone.

A nostro avviso, come dimostra l’esperienza dell’ultimo anno, i luoghi di lavoro devono essere pensati strutturalmente in modo da presidiare efficacemente il rischio biologico (sia quello legato all’attuale periodo pandemico, sia quello possibile per nuove epidemie). Sotto questo aspetto, particolarmente critica nel New WOW appare la gestione ipotizzata per le aree comuni (cit. riquadro sottostante). Risulta evidente in tal caso, l’impossibilità di garantire sempre un’efficace sanificazione, vista la costante alternanza degli occupanti, a maggior ragione nell’ipotesi di occupazioni per fasce orarie: soluzione che rigettiamo e non condividiamo.

Ribadendo il concetto già espresso nella nostra precedente lettera sul New WOW (una PDL per ciascun lavoratrice/lavoratore), esprimiamo la nostra più netta contrarietà, anche per la difficoltà di gestione, da un punto di vista dei contagi, a perseguire la condivisione delle postazioni ed a realizzare un aumento delle aree di co-working, comuni persino a strutture diverse. 

Relativamente alle postazioni di lavoro che l’azienda sta predisponendo, operative dal 12 aprile 2021 negli uffici Direzionali, ad esempio sulla piazza di Pavia, esprimiamo forti perplessità in merito alle stesse che non rispettano le distanze minime previste, considerando lo spazio tra lo schermo e la seduta.

Permane, comunque, la valutazione da effettuare relativamente alla conformità della tutela dei videoterminalisti.

Riteniamo, quindi, non idonee le scrivanie fornite in attinenza all’operatività prevista per quelle Strutture. Si evidenzia la necessità di adeguati spazi per riporre le pratiche in lavorazione, vista la costante permanenza del materiale cartaceo; da considerare, inoltre, il maggior rischio procurato alla vista dalla visione di un documento a video piuttosto che su carta.    

Il modello presentato appare evoluzione dell’attuale New Concept di cui abbiamo più volte rimarcato la palese inadeguatezza relativamente alla pandemia in atto. D’altra parte, anche Tutela Aziendale in una slide consegnateci ha dichiarato quanto segue:

Rimaniamo pertanto particolarmente perplessi nel constatare che i “problemi nell’utilizzo dinamico degli spazi” diverrebbero con il New WOW patrimonio dell’intera Rete. Tutto ciò ci appare senza senso, quindi, chiediamo che venga meno l’idea di basare il New WOW su postazioni condivise.

L’osservazione dell’applicazione dello smart working nel nostro Gruppo, ove è regolato da ormai alcuni anni, in particolare in questo periodo pandemico, ha evidenziato a nostro avviso un problema di stress lavoro correlato che temiamo possa essere acuito dall’introduzione di New WOW. I numerosissimi accorpamenti, già preannunciati, aumenteranno il sovraffollamento delle strutture residue e la soluzione individuata (prenotazione della postazione) potrà introdurre un’ulteriore aliquota di stress lavoro-correlato per vari motivi concomitanti, ineliminabili, tutti ben osservati sinora nelle Filiali New Concept.

Queste problematiche sono ben conosciute dall’Azienda, rilevabili dal seguente messaggio rivolto ai colleghi degli Uffici Direzionali:

“nell’ottica di gestire una maggiore presenza in sede/ufficio che possa riattivare la socialità, evitando il rischio di isolamento da ‘smart working continuo’, senza alcun obbligo e nel rispetto delle indicazioni per la salute e sicurezza dei colleghi, si invita a: trovare il giusto equilibrio fra lavoro a distanza e in presenza, evitando di isolarsi troppo; considerare che ‘tornare’ può far bene a equilibrio e benessere; valorizzare le occasioni di incontro con i colleghi e con il Responsabile, sempre nel rispetto delle norme di sicurezza; ricordare di utilizzare le postazioni igienizzate e che consentono il distanziamento sociale (a prescindere da quella abituale) e poi lasciarle in ordine”. 

Parole condivisibili, che devono valere per tutti, nell’ottica di contenere lo stress.

Altro elemento di SLC da noi osservato è la difficoltà da parte dei colleghi al rispetto degli orari di lavoro; moltissime sono le segnalazioni a noi pervenute in cui i colleghi lamentano di lavorare ben oltre le 7:30 contrattuali con conseguenze sull’equilibrio psicofisico. Sul punto chiediamo di poter avere un incontro tramite Tutela aziendale col gruppo aziendale di psicologi del lavoro per un’analisi del fenomeno, al fine di valutare una specifica rilevazione del livello di SLC in occasione del lavoro in smart working ma anche per valutare l’utilità di specifici percorsi formativi.

Infine, l’esperienza di questi anni ci ha consentito di rilevare problemi ergonomici durante lo svolgimento di questa modalità operativa. Dolori muscoloscheletrici, sciatalgie, arrossamento degli occhi appaiono in aumento. Poiché il ricorso allo smart working si va estendendo ad una platea crescente di lavoratori, in coerenza con il combinato disposto dell’art. 2087 c.c. e del Dlgs. 81/08, proponiamo di fornire ai colleghi strumenti di lavoro che contrastino e riducano i rischi evidenziati. Segnaliamo le difficoltà di chi lavora normalmente con due schermi (FOL ed altre strutture). Non sono pochi i colleghi che hanno acquistato a spese proprie un secondo schermo. Anche su questo tema riteniamo utile un confronto con Medicina del Lavoro.

GLI RLS DI GRUPPO INTESA SANPAOLO

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LA TRATTATIVA CONTINUA, MA LE POSIZIONI SONO LONTANE

Nei giorni scorsi è proseguito il confronto negoziale per l’integrazione del Gruppo UBI in ISP.

Come OO.SS. abbiamo completato la presentazione delle nostre richieste, nel contempo l’Azienda ha presentato in dettaglio la sua posizione.

Riteniamo che la proposta aziendale sia, allo stato attuale, molto distante dalle attese dei lavoratori e dalle rivendicazioni del Sindacato.

Stiamo pertanto lavorando sui temi già citati nella precedente nostra comunicazione che riguardano i trattamenti economici e normativi relativi a: applicazione regole sui ruoli professionali, mobilità, part time, buono pasto, contributo economico familiari disabili, orario di lavoro e conciliazione tempi di vita e di lavoro, Circoli Ricreativi, Previdenza Complementare, Assistenza Sanitaria, Pacchetto Giovani, Agevolazioni Finanziarie.

Abbiamo altresì avviato la negoziazione del Premio Variabile di Risultato 2021 che riteniamo particolarmente importante quale riconoscimento del grande impegno dei lavoratori in un contesto complesso quale l’attuale, considerato anche il fatto che i colleghi nel corso del 2021 dovranno gestire la migrazione nonché la conseguente riorganizzazione.

Il confronto continuerà, a ritmo serrato, già a partire da martedì 6 aprile.

 

PVR 2020 – ACCORDO ATTIVAZIONE CONTO SOCIALE
In data odierna è stato sottoscritto l’accordo utile a beneficiare delle agevolazioni fiscali collegate al Premio Variabile di Risultato 2020.
L’Azienda ha comunicato che si sono verificate le condizioni per fruire della tassazione agevolata, in particolare si è registrato un significativo incremento delle nuove erogazioni di crediti a medio e lungo termine.
Conseguentemente, entro il 14 aprile p.v. dovrà essere effettuata l’eventuale richiesta di destinazione al Conto Sociale, in assenza della quale il PVR verrà erogato nel mese di maggio.
Rimangono confermate le soglie di 3000 euro di premio e di 80.000 euro di reddito individuale per poter beneficiare della tassazione agevolata.
Quale elemento di novità segnaliamo che l’adesione e la gestione del Conto Sociale avverranno tramite People e la scelta potrà essere rivista periodicamente già a partire dal mese di giugno, con opzione per la liquidazione in busta paga. Eventuali quote non utilizzate nel Conto Sociale saranno liquidate nel cedolino di Febbraio 2022.
I colleghi Isp ceduti a Bper potranno fruire degli importi del Conto Sociale anche successivamente al passaggio tramite piattaforma Bper.
I colleghi ceduti a Pronto Pegno e a Nexi potranno optare per il Conto Sociale che sarà gestito dalla nuova Azienda.
Nel corso del mese di aprile, poiché dalle prime verifiche risultano raggiunti gli obiettivi utili all’agevolazione previdenziale, sarà completato quanto necessario per beneficiare della decontribuzione.

ACCORDO FINSUD – EURIZON CAPITAL
In data odierna è stato sottoscritto l’accordo per l’incorporazione di un ramo d’azienda FinanzaSud Sim S.p.A. in Eurizon Capital S.p.A. I colleghi interessati beneficeranno di tutta la Contrattazione di Secondo Livello del Gruppo Intesa Sanpaolo.

 

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Seconda lettera RLS su Coronavirus e misure di mitigazione dei rischi

Al Datore di Lavoro di Intesa Sanpaolo S.p.A.

Al RSSP di Intesa Sanpaolo S.p.A.

Al Medico Coordinatore Intesa Sanpaolo S.p.A. 

 

Oggetto: Coronavirus e misure di mitigazione dei rischi

In relazione all’oggetto i RLS sottolineano come l’evoluzione pandemica in atto richieda significativi rafforzamenti delle misure di tutela. A nostro avviso è necessario:

  • potenziare il ricorso allo smart working, limitatamente all’attuale fase pandemica, come fortemente raccomandato dalla decretazione d’urgenza, sia nazionale sia regionale estendendolo a tutte le filiali sulla falsariga di quanto già predisposto durante la cosiddetta “prima ondata”;
  • continuare con la turnazione anche nel caso si verifichi un caso di contagio per le filiali in zona rossa sopra le 12 persone, ove si lavora divisi in squadre a giorni alterni; la scelta di far operare la squadra superstite tutti i giorni appare a nostro avviso totalmente irrazionale da un punto di vista del contenimento del rischio, e funzionale più che altro alla continuità del servizio;
  • definire nuovamente una lista di operazioni eseguibili nelle zone rosse, non derogabile. Riteniamo infatti che debbano cessare le sollecitazioni alla clientela a recarsi in filiale per operazioni che non siano comprese tra quelle ammesse;
  • ribadire con nettezza che vengano ammessi alle Filiali solo i clienti direttamente interessati, non accompagnati da altri se non in caso di necessità per non autosufficienza;
  • intervenire al fine di contenere la mobilità prevista con la ristrutturazione susseguente alla fusione con UBI. Riteniamo che tale interscambio, in questo periodo, rappresenti un forte aumento del rischio di contagio sul luogo di lavoro e chiediamo che venga congelato e rimandato al termine dello stato di emergenza. Riteniamo comunque necessario che i colleghi trasferiti, prima dell’effettivo trasferimento siano sottoposti a tampone antigenico;
  • valutare con attenzione l’assegnazione di tutor in presenza durante la citata fusione, anche considerato che sarebbe impossibile il mantenimento del distanziamento sociale. Tutte le attività connesse al tutoraggio possono essere efficacemente svolte anche in remoto, con condivisione degli schermi di lavoro;
  • intervenire al fine di trovare modalità che consentano la stipula dei mutui senza rischi per la salute di colleghi e clienti. Continuiamo infatti a registrare la stipula dei mutui all’interno delle filiali, molto spesso in locali non adeguati per volumetria;
  • accelerare la distribuzione dei termoscanner a piantana, ancora molto diseguale fra i vari territori, e organizzare la rilevazione della temperatura all’ingresso in modo da garantire sempre un controllo costante ed efficace;
  • considerare i plexiglass un apprestamento necessario, strutturale e permanente, e pertanto chiediamo un articolato intervento per progettare e porre in opera delle barriere che, per forma e capacità di resistenza agli urti e alla caduta, siano idonee a ciascuna specifica tipologia di PDL alle quali saranno destinate (ad es. per i tavolini low privacy in filiali New Concept dovranno essere particolarmente stabili e garantire protezione anche laterale);
  • completare la campagna di screening in atto attraverso i tamponi antigenici mediante la stipula di convenzioni che consentano, nei casi dubbi e/o positivi, di effettuare una verifica con tampone molecolare come, da quanto ci hanno comunicato alcuni colleghi, avviene sulla piazza di Milano presso i Centri Synlab.

Si chiede, infine, di essere informati sullo stato di approvvigionamento e distribuzione dei plexiglas e delle mascherine FFP2; ci risulta che tali apprestamenti, salvo ove fossero già stati imposti dalle autorità a livello territoriale, non siano ancora arrivati da nessuna parte.

Milano, 29 marzo 2021

I RAPPRESENTANTI PER LA SICUREZZA DEI LAVORATORI

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Lettera degli RLS sulle misure di prevenzione Coronavirus

Al Datore di Lavoro di Intesa Sanpaolo S.p.A.

A Medicina del Lavoro di Intesa Sanpaolo S.p.A

Emergenza Coronavirus

Gli scriventi RLS rimarcano come le indicazioni delle Istituzioni per una corretta gestione del rischio pandemico abbiano subìto negli ultimi tempi delle importanti modificazioni, considerata l’insorgenza dell’aggravamento del rischio contagio per via delle nuove e più aggressive varianti del virus.

Riteniamo pertanto opportuno sollevare alcuni temi, che a nostro avviso devono trovare immediata risposta in un commisurato innalzamento delle misure precauzionali prese in azienda, anche in ottica predittiva e preventiva.

La Circolare n. 3787 del 31/01/2021 del Ministero della Salute, con riguardo alle varianti del Regno Unito, Sudafrica e soprattutto Brasile, suggerisce le seguenti cautele rafforzate:

– ricerca e alla gestione dei contatti di casi COVID-19 sospetti/confermati da variante e tempestiva identificazione sia i contatti ad alto rischio (contatti stretti) che quelli a basso rischio di esposizione, come ad es. una persona che si è trovata in un ambiente chiuso, quali aule, sale riunioni, per meno di 15 min.;
– ricerca retrospettiva dei contatti (fino a 14 giorni prima dell’insorgenza dei sintomi del caso, o di esecuzione del tampone se il caso è asintomatico), al fine di identificare la possibile fonte di infezione ed estendere ulteriormente il contact tracing ai casi eventualmente individuati;
– esecuzione di test molecolare ai contatti (sia ad alto che a basso rischio) il prima possibile dopo l’identificazione e al 14° giorno di quarantena, al fine consentire un ulteriore rintraccio di contatti, considerando la maggiore trasmissibilità delle varianti;
– quarantena ininterrotta al decimo giorno.
– gestione più rigorosa dei contatti, comunicando loro, nella settimana successiva al termine della quarantena, di osservare rigorosamente le misure di distanziamento fisico, di indossare la mascherina e in caso di comparsa di sintomi isolarsi e contattare immediatamente il medico curante.

La gravità della nuova situazione è assai chiaramente delineata, fra l’altro, dai comunicati stampa dell’Istituto Superiore di Sanità (si vedano il n. 11, il 12 e il 15), che documentano con grande evidenza come la variante inglese stia diventando di gran lunga quella prevalente nel paese; stando ad uno studio CNR, “senza alcun’altra misura di contenimento dei contagi di Sars-Cov-2, nelle Regioni che si trovano già ad avere il virus variato almeno al 50%, la variante a maggiore contagiosità sostituirà pressoché totalmente la versione ‘standard’ nell’arco di un mese e mezzo a partire da oggi. Dunque, a fine marzo”.

Per le varianti sudafricana e brasiliana, l’ISS evidenzia non solo una trasmissibilità più elevata ma anche la possibilità che i vaccini possano risultare inefficaci o solo parzialmente efficaci.

ISS afferma che la diffusione delle varianti comporta un aumento della gravità della malattia, maggior rischio di ospedalizzazione, maggior trasmissibilità, aumento delle infezioni e dei casi gravi, e che per questi motivi occorre innalzare le misure di mitigazione, per contenere e ridurre la diffusione del virus.

Gli attuali dati di contagio, ai massimi da inizio pandemia, ed il dilagare delle zone rosse confermano le preoccupanti previsioni CNR e ISS.

Il Rapporto Covid n. 4/2021 del ISS indica che la presenza delle varianti comporta un “rischio di trasmissione molto alto”, e rileva che “l’individuazione delle zone geografiche in cui sia documentata la circolazione delle varianti diventerà presto inefficace per il contenimento della trasmissione, vista la rapidità con cui in genere avviene la sostituzione del virus circolante con la nuova variante virale”; data la “maggiore carica virale nelle vie aeree superiori delle persone infettate da queste nuove varianti”, raccomanda il “rispetto di tutte le misure di controllo non farmacologiche, oltre a evitare gli spazi chiusi e, nel caso di lavoratori, rispettare tutte le ulteriori misure di prevenzione eventualmente prescritte” ed il mantenimento in essere dei “programmi per l’implementazione delle precauzioni standard e aggiuntive (da contatto, droplet e aerea) validi per la prevenzione e il controllo di tutte le infezioni”, indicando tassativamente che “il rafforzamento delle misure di prevenzione, per essere efficace, deve essere immediato”.

Per adeguarsi rapidamente al peggiorato contesto, il modello predittivo elaborato ed utilizzato dall’Azienda deve essere volto a prevenire in modo lungimirante l’andamento dei contagi, innalzando drasticamente e in anticipo le contromisure, in modo da avere nel tempo meno danni possibile.

Inoltre, considerata la massima attenzione da porre al contagio per via aerea, particolarmente critico per le varianti, si chiede nuovamente di innalzare il livello di guardia sugli impianti aeraulici, verificando nuovamente che in ogni luogo di lavoro siano state adottate tutte le cautele previste (eliminazione ricircolo, massimo potenziamento immissione aria fresca) e attenendosi alla raccomandazione di pulizia settimanale dei filtri come da indicazioni ISS, ecc. La decisione comunicata agli RLS della Lombardia (nelle filiali con casi multipli verrà fatta una sistematica valutazione della qualità dell’areazione) va in questa direzione, e chiediamo che tale cautela venga estesa a tutto il territorio nazionale.

Abbiamo preso visione della documentazione consegnataci il 24/2/21, ove sono riportati fra l’altro a pag. 61 i contenuti della sopra citata Circolare 3787 del Ministero della Salute; in base a tali assunti, in riguardo ai casi riscontrati o sospetti di infezioni da variante del Sars-Cov2, ISP dichiara di applicare gli scenari descritti alle pagg. 65 e 66 delle slides.

L’approccio è condivisibile, tuttavia, considerato che il quadro descritto dalle Autorità Sanitarie è estremamente preoccupante e impone uno scatto in avanti delle contromisure, chiediamo che, in un lasso di tempo il più breve possibile,vengano ovunque adottate come procedure standard, per tutti i casi conclamati o sospetti (senza attendere i tempi del tampone molecolare che certifichi il contagio da variante), le precauzioni rafforzate elencate dalla predetta Circolare.

Vi chiediamo, inoltre, di fornire un quotidiano report agli RLS competenti per ciascun territorio, ove siano evidenziati tutti i casi di contagio riscontrati, indicando quali di questi siano ascrivibili a variante, e luogo per luogo quali precauzioni siano state prese, il livello di profondità del contact tracing, le sanificazioni effettuate, le eventuali verifiche dell’efficacia della ventilazione dei locali, ed ogni altra informazione utile affinché possiamo renderci conto dell’efficienza delle contromisure adottate, e aver così modo di fornire il nostro contributo di proposte e di verifiche, in osservanza alle prerogative a noi concesse dal D.Lgs. 81/2008. Per consentirci di svolgere in pienezza di funzioni il nostro ruolo e per risolvere le asimmetrie informative che riscontriamo fra le diverse regioni, chiediamo che tale metodologia di report venga adottata su tutto il territorio nazionale con pari puntualità e ampiezza di dati forniti.

Registriamo, in ultimo, che La Conferenza Stato-Regioni, nella seduta del 25 gennaio 2021, ha sancito l’accordo, ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, sul Piano strategico-operativo nazionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale (PanFlu 2021-2023).

Non concordiamo con le valutazioni espresse durante le consultazioni del 24/2/21 dal RSPP riguardo la presunta non cogenza di tali disposizioni (a suo dire non operative, in mancanza di ulteriori passaggi approvativi), in quanto è proprio il richiamato art. 4 del D.Lgs 281/97 a precisare che questi “accordi si perfezionano con l’espressione dell’assenso del Governo e dei Presidenti delle regioni e delle province”; assenso che è stato concesso, e, pertanto, gli obblighi chiaramente indicati a carico dei Datori di Lavoro devono essere immediatamente adottati, nel rispetto dello spirito dell’intero testo, che non si pronuncia indicando opzioni o priorità, ma ben determinati doveri.

Rimarchiamo in particolare gli obblighi introdotti dall’appendice A1 “Sicurezza sul Lavoro” del PanFlu 2021 – 2023, ove sono disposte alcune nuove direttive che ogni Datore di Lavoro deve immediatamente adottare, ossia:
– “riorganizzazione dei processi di lavoro “(…rinuncia alle attività non urgenti e non assolutamente necessarie, adozione di smart-working)”;
– “L’azienda deve quindi mettere in atto misure organizzative quali: sospendere tutte le attività aziendali che prevedono assembramento di persone; adottare misure sulla base degli aspetti epidemiologici della pandemia (teleconferenze, telelavoro, modifiche degli spazi di lavoro, installazione di barriere di protezione impermeabili tra i clienti e il personale); provvedere alla disinfezione delle superfici contaminate con detergenti normalmente reperibili in commercio con una formulazione attiva nei confronti del patogeno responsabile della pandemia; programmare sanificazioni ordinarie e/o straordinarie degli ambienti; garantire la permanenza in sicurezza dei lavoratori presso la struttura e contestualmente limitare l’esposizione al rischio di contagio; in fase di organizzazione dei processi di lavoro, tenere conto della situazione familiare dei collaboratori e dei possibili obblighi di assistenza che ne possono derivare (p. es. cura di familiari malati, custodia di figli in età prescolastica e scolastica in caso di chiusura di asili o scuole ecc.).”

Abbiamo registrato con grande favore l’intenzione espressa dall’Azienda di voler dotare di plexiglas tutte le postazioni al pubblico, di fornire nuovamente le mascherine FFP2, e di dotare ogni luogo di lavoro di termoscanner: nel chiedere la massima rapidità nella fornitura di tali apprestamenti, alla luce di quanto sopra ed a mente anche vari pronunciamenti in merito già espressi da varie Autorità, Sanitarie e non, chiediamo di:

– organizzare la rilevazione della temperatura all’ingresso in modo da garantire sempre un controllo costante ed efficace, con l’effettiva e costante possibilità di escludere l’ingresso di chi – collega o cliente o fornitore – risulti avere una temperatura corporea superiore a 37,5°;

– adottare i kit individuali di sanificazione, affinché ogni lavoratore/lavoratrice possa provvedere in assoluta autonomia alla sanificazione della postazione di lavoro dopo ogni cliente e modificare l’organizzazione del lavoro, in modo che tale obbligo sia esigibile effettivamente e con certezza, avendo anche cura di controllare il puntuale rispetto della misura precauzionale;

– curare particolarmente la “messa a terra” di ogni disposizione aziendale, richiamando tutti i Responsabili di ogni luogo di lavoro ad una scrupolosaosservanza della normativa aziendale di contrasto al virus. Registriamo infatti che molto spesso soggetti con sintomi non vengono immediatamente individuati ed allontanati, che si continua a consumare il pasto in ambienti in comune, che continuano riunioni in presenza o affiancamenti, ecc.

 adottare nuovamente anche nella Rete Filiali un maggiore ricorso allo smart working, al momento praticamente inesistente; considerata l’imminente fase di accorpamenti filiali, l’adozione permanente della modalità di lavoro agile appare non solo necessaria a termini di legge, al fine della riduzione del rischio pandemico, ma è diventata anche una stringente necessità organizzativa: non possiamo neppure ipotizzare che i luoghi di lavoro possano essere affollati, tantomeno se si trattasse di colleghi alla disperata ricerca di una postazione libera;

 mantenere, in via preferenziale, gli appuntamenti anche per il servizio di cassaper tutto il periodo di vigenza dello stato pandemico sull’intero territorio nazionale, al fine di evitare il disorientamento della clientela e le possibili code e/o eventuali aggressioni, fisiche e verbali, riconducibile alla gestione degli ingressi dell’utenza;

 per le attività non remotizzabili, ubicate in zone arancioni, arancioni scure e rosse, in analogia con quanto già accade nelle zone bianche/gialle), prevedere l’introduzione di una percentuale massima di presenza, allo scopo di ridurre gli spostamenti, adeguare il numero di presenze e contrastare così l’aumento del rischio contagio.

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Infine, dalle slides presentateci il 12/02/2021 circa la preparazione degli accorpamenti e l’attività di DCIL per modifiche nelle strutture delle Filiali conseguente all’ingresso di UBI, apprendiamo che è giustamente prevista una attività di illustrazione dei progetti e di informativa agli RLS, a cura della Direzione Tutela Aziendale. Ci preme sottolineare che gli RLS dovranno essere informati su tutti i dettagli, inclusa la messa a disposizione dei progetti e dei DUVRI, e auditi con congruo preavviso prima dell’inizio dei lavori, al fine di poter esporre le nostre osservazioni.

In attesa di seguito, e di discutere i temi trattati in incontro, cordiali saluti.

Milano, 26/3/2021

Gli RLS di Gruppo Intesa Sanpaolo

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ARMONIZZAZIONE: PROSEGUE LA TRATTATIVA

Nel corso dell’incontro odierno è proseguito il confronto negoziale per l’integrazione del Gruppo UBI in ISP.

In apertura dei lavori le OO.SS. hanno presentato le richieste in materia di agevolazioni finanziarie, completando così il quadro delle rivendicazioni sindacali.

Riteniamo di particolare rilievo l’accoglimento della nostra richiesta di costituzione della nuova Commissione Politiche Commerciali, con insediamento a breve, in previsione della revisione dell’accordo.

In merito al prosieguo della trattativa si è condiviso un percorso in tre fasi, la prima delle quali che dovrà concludersi entro il 12 aprile p.v. e a tal fine abbiamo sottoscritto un accordo di proroga della procedura sindacale.

  • Nella prima fase saranno affrontati gli aspetti normativi delle seguenti materie: applicazione regole sui ruoli professionali, mobilità, part time, contributo economico familiari disabili, orario di lavoro e conciliazione tempi di vita e di lavoro, Circoli Ricreativi, previdenza complementare (limitatamente ai principi), pacchetto giovani, Premio Variabile di Risultato 2021, con erogazione 2022
  • Nella seconda fase, entro maggio, saranno presi in esame il nuovo accordo sulle Politiche commerciali
  • Nella terza fase, da giugno fino al 31 dicembre 2021, saranno negoziati l’Assistenza Sanitaria, le Borse di Studio, il Contributo Monoreddito, il Buono pasto e completati gli accordi di cui alla prima fase.

Conseguentemente, anche se la normativa in essere prevede il completamento dell’armonizzazione entro il 12 aprile, grazie al percorso condiviso, rimangono in essere i preesistenti trattamenti fino alla sottoscrizione di un nuovo accordo o fino al 31 dicembre. 

Nel prosieguo del confronto valuteremo le effettive disponibilità aziendali su tutte le materie oggetto di trattativa.

Il confronto continuerà, a ritmo serrato, nelle prossime settimane.

 

VARIE 

Presenza nelle Strutture di Governance
L’Azienda ha confermato le attuali linee di indirizzo sulla presenza nelle Strutture di Governance per tutto il mese di aprile.

Hub nelle zone rosse e arancion
Sarà possibile il lavoro negli Hub Aziendali, previa prenotazione, nelle zone arancioni/rosse, solo per operazioni non remotizzabili e che richiedono la presenza e con la finalità di contenere la mobilità.

Applicativo presenze Ubi
L’applicativo Geripweb sarà attivo fino al 2 aprile per gestire le presenze/assenze sino al 31 marzo, mentre l’applicativo missioni sarà operativo fino al 31 marzo.

Erogazione Sistema Incentivante Ubi
Per le Società del Gruppo Ubi si sono realizzate le condizioni per l’attivazione del Sistema Incentivante, con erogazione in linea di massima entro il mese di maggio.

Conto Welfare
L’Azienda ha confermato la possibilità di fruire degli importi versati nella Piattaforma Ubi for You fino al 31.12.2022.

qui il documento in pdf

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ARMONIZZAZIONE: PRESENTATE LE NOSTRE RICHIESTE

Nel corso della settimana è proseguito il confronto negoziale per l’integrazione del Gruppo UBI in ISP.

Abbiamo richiesto l’immediata costituzione della Commissione Politiche Commerciali che dovrà affrontare, fin da subito, le tematiche relative alle pressioni commerciali.

Riteniamo che detta Commissione debba avere la finalità di impedire gli effetti distorsivi delle politiche commerciali e debba intervenire sui comportamenti lesivi della dignità dei lavoratori e non conformi ai principi sanciti dal CCNL e dagli accordi di Gruppo in essere.

La Commissione, in base alla nostra richiesta, dovrà esaminare le segnalazioni di comportamenti difformi pervenute e che perverranno dai territori, con interventi rapidi ed incisivi.

Per le OO.SS. resta improcrastinabile un intervento aziendale che faccia cessare le attuali gravi pressioni sui colleghi.

Nel corso degli incontri abbiamo rappresentato le nostre richieste volte ad armonizzare i trattamenti economici e normativi, costituendo un nuovo e migliore impianto di regole, già a partire dal 12 aprile, per tutte le colleghe e i colleghi del Gruppo.

Abbiamo lavorato sulla sintesi dei migliori trattamenti normativi ed economici Isp e Ubi, nel contesto di un rinnovo anticipato del Contratto di Secondo Livello, in scadenza al 31 dicembre 2021.

La presentazione dettagliata delle richieste è stata effettuata sulla base della necessità di affrontare in prima istanza le materie strettamente collegate alla fusione tra le quali mobilità, ruoli, orari di lavoro, conciliazione tempi di vita e di lavoro, part time e Premio Variabile di Risultato.

La trattativa riprenderà il 25 marzo p.v. con il completamento delle nostre richieste e le prime risposte da parte dell’Azienda.

PROCESSO DI INTEGRAZIONE

Come OO.SS. abbiamo segnalato le diverse criticità collegate al processo di integrazione, sia rispetto alle modalità di gestione dei colloqui, sia rispetto alla formazione, richiedendo alla Banca un intervento in linea con l’odierna comunicazione aziendale che recita: “Valori dell’Integrazione: non parole, ma fatti concreti”.

GIORNATA NAZIONALE VITTIME DEL CORONAVIRUS

Nel corso della riunione è stato osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime del Coronavirus, tra le quali colleghi e familiari. Riteniamo sia stato un doveroso omaggio a chi ha sofferto e continua a soffrire per l’epidemia. Consideriamo indispensabile continuare a mettere in campo nuove iniziative per la prevenzione e la campagna vaccinale.

 

Milano, 18 marzo 2021

Delegazioni Trattanti Gruppo Intesa Sanpaolo  FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA -UNISIN

 

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