Archivio Documenti dalle Segreterie Nazionali

Campagna raccolta fondi per la popolazione ucraina

COMUNICATO STAMPA

Iniziativa di solidarietà per la popolazione ucraina: sottoscritto un accordo da Fabi, First/Cisl, Fisac/Cgil, Uilca e Unisin con Abi. 

Roma, 24 marzo 2022. Una campagna straordinaria di raccolta fondi per la popolazione ucraina colpita dalla guerra: le lavoratrici e i lavoratori delle banche italiane potranno donare, su base volontaria, 10 euro a testa e le banche, al termine della raccolta, contribuiranno con una somma equivalente. È quanto è stato concordato oggi dai sindacati bancari Fabi, First/Cisl, Fisac/Cgil, Uilca e Unisin con l’Abi che hanno espresso solidarietà e vicinanza all’Ucraina e ai suoi cittadini. L’accordo è stato firmato dai segretari generali della Fabi, Lando Maria Sileoni, della First Cisl, Riccardo Colombani, della Fisac Cgil, Nino Baseotto, della Uilca, Fulvio Furlan, e di Unisin, Emilio Contrasto. Le somme raccolte saranno destinate alla fondazione Prosolidar-Onlus, ente bilaterale costituito dalle parti sociali.

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INSIEME PER L’EQUITA’ E LA GIUSTIZIA SOCIALE: Sciopero generale di 8 ore giovedì 16 dicembre 2021

 

La pandemia ha colpito duramente il nostro Paese, da un punto di vista economico e sociale.

Si sono persi un’enorme quantità di posti di lavoro, tante imprese sono state costrette a chiudere, sono cresciute precarietà e povertà, si sono approfondite vecchie e nuove disuguaglianze.

I dati ufficiali dicono che i più colpiti sono stati il lavoro dipendente e le pensioni.

Il Parlamento sta discutendo la Legge di Bilancio predisposta dal Governo.

Alcune proposte avanzate dal Sindacato confederale sono state recepite, ma l’intervento più importante – quello in materia fiscale – è pericoloso nell’impostazione e sbagliato nel merito e non coglie il profondo disagio che si vive nel Paese, in particolare da parte di chi è più debole e più fragile.

Infatti, mentre sono stati destinati a sostegno delle imprese 170 miliardi, vengono destinati alla riduzione delle tasse solo 8 miliardi di euro, secondo questa logica:

  • 1 miliardo va a diminuire l’IRAP a carico delle imprese (il che equivale a 1 miliardo in meno per il Sistema Sanitario Nazionale)
  • 7 miliardi sono destinati alla riduzione della pressione fiscale per le persone fisiche.

In tale ambito la manovra fiscale produce inoltre l’effetto di favorire notevolmente meno chi ha più bisogno infatti:

Con un reddito tra i 20 e i 35.000€ lordi annui, si avrà un beneficio fiscale medio di 115€ all’anno. Per i redditi più bassi poco o nulla.

Inoltre:

  • Vengono ridotte da cinque a quattro le aliquote IRPEF con l’effetto che si andrà a premiare chi dispone dei redditi più alti, indebolendo ulteriormente il criterio della progressività della tassazione;
  • nulla è previsto per la lotta all’evasione e all’elusione fiscale.

Questo vuol dire non dare risposta alle attese di gran parte del lavoro dipendente e delle pensioni, con la conseguenza di aggravare le disuguaglianze.

È una legge di bilancio che va cambiata, va resa più giusta.

Il Paese ha bisogno di un fisco giusto, di una lotta concreta all’evasione fiscale, di soluzioni che puntano all’inclusione e alla giustizia sociale e di supportare concretamente tutto il lavoro dipendente e le pensioni, che garantiscono da sempre il pagamento puntuale delle tasse e il sostegno ai consumi.

Dobbiamo uscire al più presto dalla pandemia e riprendere la via della crescita: lo dobbiamo fare unendo il Paese, riducendo precarietà e disuguaglianze, investendo sullo sviluppo dell’occupazione e su un lavoro dignitoso per tutte e tutti.

Per tutti questi motivi CGIL e UIL hanno deciso di proclamare lo sciopero generale nella giornata di giovedì 16 dicembre, e Fisac Cgil e Uilca sostengono la mobilitazione che riguarderà anche il settore del credito (Banche, BCC, Banca d’Italia, Authorities), tutto il comparto assicurativo e la riscossione.

Le iniquità delle misure fiscali previste e le incertezze che gravano sul futuro dei criteri pensionistici impattano in modo diretto anche sui nostri settori e serve un segnale chiaro di contrarietà a tale situazione.

Partecipiamo convinti portando le attese e le richieste delle lavoratrici e dei lavoratori dei settori finanziari italiani.

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Pressioni commerciali malate: come difendersi efficacemente

LE PRESSIONI COMMERCIALI INDEBITE SONO UN MALE PER I CLIENTI, LE BANCHE E I DIPENDENTI

L’ultima frontiera di questo fenomeno sono le pressioni malate, cioè vendere a tutti i costi prodotti finanziari e assicurativi, violando direttive interne ed esterne alla banca. Le pressioni, le vessazioni, gli attacchi servono anche a questo.

In questa nota una sintesi di cosa possono e soprattutto che cosa NON POSSONO chiederci. E i suggerimenti su come difenderci. Ricordandoci che nessuno è solo e tutti possono contare sull’appoggio e l’intervento dei sindacalisti della FISAC.

Diffondiamo queste informazioni e organizziamoci per difenderci insieme.

Scarica qui la nota in pdf
(può anche essere stampata e distribuita “manualmente” e appesa nelle bacheche)

FONDO DI SOLIDARIETA’: COME OTTENERE I RIMBORSI DI QUANTO EVENTUALMENTE VERSATO ALL’AGENZIA ENTRATE

Con riferimento agli assegni straordinari del Fondo di solidarietà del credito ordinario e di quello cooperativo, l’approvazione del Decreto Sostegni bis ha con una specifica norma interpretativa definitivamente escluso la riliquidazione degli importi a favore delle esodate e degli esodati.
Pertanto, nulla è dovuto su tali somme e l’Agenzia delle Entrate provvederà all’annullamento formale degli avvisi bonari inviati in precedenza e provvederà altresì al rimborso delle somme pagate dalle esodate e dagli esodati che hanno scelto la rateizzazione. Si precisa che per coloro che hanno scelto la rateizzazione degli importi in precedenza richiesti nessuna altra rata in scadenza è dovuta.
L’Agenzia delle Entrate, presumibilmente dal prossimo mese di settembre, avvierà la procedura automatica per l’accredito dei rimborsi direttamente sul conto corrente delle esodate e degli esodati dei quali è già in possesso del codice IBAN.
Coloro che invece non hanno in precedenza comunicato all’Agenzia delle Entrate il proprio codice IBAN dovranno comunicarlo, al più presto, collegandosi a questo indirizzo: www.agenziaentrate.gov.it
Occorre digitare “Area riservata” ed accedere ad “Entratel/ Per l’identificazione si può utilizzare SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta di Identità Elettronica), CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Quando si è entrati nell’Area riservata, sulla sinistra dello schermo appare un menù, nel quale occorre seguire il percorso: Servizi Fisconline Servizi per Richiedere Accredito rimborso e altre somme su c/c. L’IBAN comunicato sarà utilizzato dall’Agenzia delle entrate per effettuare i rimborsi.
Infine, per coloro che non hanno comunicato e non comunicheranno il proprio codice IBAN tramite le modalità di cui sopra, potranno comunicare l’IBAN su cui fare accreditare il rimborso delle somme pagate utilizzando il modello allegato, compilato in tutte le sue parti e contenente i dati relativi a un conto corrente intestato al soggetto beneficiario del rimborso, che può esser e presentato a un qualsiasi Ufficio Territoriale dell’Agenzia delle Entrate esibendo un documento d’identità in corso di validità.

qui il comunicato in pdf

Avvisi di pagamento: approvata la norma interpretativa proposta, ora la cancellazione degli avvisi

Avvisi di pagamento: approvata la norma interpretativa proposta, ora la cancellazione degli avvisi

Con riferimento all’iniziativa dell’Agenzia delle Entrate di procedere alla riliquidazione dell’assegno straordinario del Fondo di Solidarietà, da noi giudicata infondata e sbagliata, FABI, FIRST, FISAC, UILCA e UNISIN hanno da subito posto in atto le necessarie iniziative affinché si giungesse al ripristino di quanto definito nell’Accordo istitutivo del Fondo e dei susseguenti provvedimenti legislativi. In … Leggi tuttoAvvisi di pagamento: approvata la norma interpretativa proposta, ora la cancellazione degli avvisi

Idee per una finanza sostenibile: la due giorni della FISAC/CGIL

 

 

Idee per una finanza sostenibile

17 e 18 Febbraio 2021 – Diretta Streaming

L’evento sarà trasmesso in streaming sul sito della Fisac Cgil e su www.collettiva.it

L’economia reale, quella fatta da donne e uomini che lavorano, ha bisogno di un sistema bancario e assicurativo efficiente. Un sistema finanziario che sia al servizio del lavoro, in grado di supportare le buone idee, di dare credito a chi lo merita perché ha una proposta valida, sostenibile e in grado di generare nuovo lavoro. 

In questo modo si sosterrebbe la crescita economica del paese includendo la dimensione meritocratica, contribuendo anche a contrastare la dinamica perversa che oggi premia chi ha già denaro e ne vuole altro e non chi ha determinazione e propone progetti che abbiano anche un’utilità sociale e che siano sostenibili sul piano ambientale. 

Gli ultimi vent’anni hanno mostrato un sostanziale fallimento del credito erogato in modo standardizzato: la stessa esplosione dei crediti deteriorati è diretta conseguenza di un certo modo di fare banca che va superato. Le banche devono agire per quello che sono: soggetti privati che svolgono un’attività di interesse pubblico a partire da un bene, il risparmio, costituzionalmente garantito. Non sono aziende come le altre e non possono guardare alla mera efficienza microeconomica (profitti e perdite) ma devono assumersi l’onere di considerare la sfera macroeconomica. Non basta definire quanto credito è stato erogato durante l’anno, ma è necessario considerare a chi è stato concesso, dove e a quali condizioni. 

Considerando in questa panoramica il settore assicurativo, osserviamo che è caratterizzato da alcuni grandi gruppi che svolgono un ruolo di primario interesse nel capitalismo italiano. Le grandi compagnie svolgono una funzione che minimizza il rischio d’impresa, oltre a detenere quote importanti del debito pubblico italiano.  Una maggiore ed omogenea efficienza a livello nazionale del settore potrebbe contribuire in misura decisiva al benessere economico e sociale del Paese. 

La Fisac e la Cgil, a partire da queste considerazioni, avanzeranno una serie di proposte con lo scopo di rendere il settore finanziario efficiente anche sul piano sociale e ambientale. Il fine ultimo è riconducibile alla parola “lavoro”. Quanto nuovo lavoro? Quale lavoro? Dove? E ambiente, quindi, futuro.

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ISP – BPPB : UN ACCORDO DI GARANZIA PER LE PERSONE E PER IL SETTORE

Nella serata di ieri è stato raggiunto l’Accordo per la cessione alla Banca Popolare di Puglia e Basilicata di 17 filiali, 9 punti operativi e delle 148 persone del relativo ramo di azienda, provenienti da UBI (e oggi rientranti nel nuovo perimetro di ISP).

L’operazione di cessione, così come la precedente dello scorso dicembre, che vedeva come cessionaria BPER, attua le precise indicazioni dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che vincolavano Intesa Sanpaolo a cedere alcune filiali rivenienti dall’acquisizione del Gruppo UBI.

L’accordo, benché connotato da aspetti dimensionali marcatamente diversi rispetto al precedente, ha recepito sostanzialmente le tutele  già  riconosciute  nell’accordo  BPER. L’intesa sancisce che non si produrranno né esternalizzazioni, né riduzione di personale. L’efficacia giuridica dell’operazione è prevista, indicativamente, entro il mese di giugno 2021, ed avverrà con piena salvaguardia dei rapporti di lavoro, dei percorsi di sviluppo professionale e di carriera. Il personale sarà nel frattempo conferito, nel corso del mese di aprile 2021, in Intesa Sanpaolo per effetto della prevista fusione per incorporazione di UBI in ISP.

Vengono riconosciuti i diritti individuali delle persone comprese nel ramo ceduto; in particolare sono “consolidati” quelli di natura retributiva e quelli legati al valore della contribuzione aziendale per previdenza e assistenza, così come l’ammontare del buono pasto; sono inoltre applicati, fino a nuova regolamentazione pattizia o, in mancanza, almeno fino al 28 febbraio 2022, i diritti collettivi rivenienti dagli istituti della contrattazione integrativa di UBI, con l’impegno della banca cessionaria a trattare i relativi capitoli negoziali nella prossima procedura di rinnovo del CIA in BPPB: in particolare, mobilità territoriale, banca del tempo, percorsi professionali.

In dettaglio, l’Accordo prevede che, per le lavoratrici e i lavoratori ceduti:

  • saranno garantiti nel tempo i trattamenti economici individuali acquisiti, le pattuizioni individuali, gli assegni ad personam, i trattamenti di varia natura stabili, con la loro dinamicità, indicizzazione, rivalutazione;
  • è mantenuto il valore del buono pasto (ad eventuale “assorbimento”, fino alla piena concorrenza di valore, nel nuovo CIA);
  • saranno mantenute le previsioni relative al Conto Welfare. Gli importi, fruibili quali prestazioni in welfare, saranno resi disponibili mediante utilizzo di apposita piattaforma;
  • il part-time manterrà le medesime condizioni di provenienza; i contratti in scadenza entro il 31.12.2021 saranno rinnovati, ovviamente salva diversa volontà dei beneficiari, per ulteriori 24 mesi;
  • per i 12 mesi successivi all’integrazione BPPB terrà in considerazione sia le possibili disfunzioni organizzative, sia le carenze formative ed eventuali connesse situazioni problematiche, a giustificazione e tutela delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti nelle attività e nelle relative responsabilità e rischi professionali;
  • lo smart working potrà essere utilizzato con le modalità adottate nella banca cedente;
  • saràriconosciutoilpremioaziendale2020pattuitoinUBI;
  • il credito welfare sarà trasferito e gestito con la piattaforma informatica UBI;
  • per l’anno 2021 sarà garantito il PVR e i riconoscimenti derivanti dai sistemi incentivanti saranno garantiti pro quota, cioè per i mesi di imputazione antecedenti

 

alla cessione;

  • le eventuali giornate di permesso non fruite, derivanti dalla definizione del Premio aziendale 2019 di UBI saranno oggetto di monetizzazione da parte di BPPB;
  • in materia di Previdenza Complementare sono definitivamente consolidate, cioè mantenute “sine die” le contribuzioni aziendali di provenienza; per l’anno 2021 BPPB verserà la contribuzione agli attuali fondi di provenienza. Coloro che non sono iscritti ad alcun fondo complementare potranno dalla data di cessione iscriversi alle forme di previdenza complementare previste in BPPB;
  • anche in materia di assistenza sanitaria integrativa per l’anno 2021 continueranno a trovare applicazione le forme di assistenza sanitaria (assicurative e non) in essere; dal 1’ gennaio 2022 sarà parimenti da ritenersi consolidata l’attuale contribuzione aziendale, con eventuale riconoscimento, in capo alle singole posizioni individuali, di eventuali differenziali economici positivi non assorbiti dalle previsioni CIA di BPPB in materia;
  • al personale ceduto che andrà in esodo o in pensione in base all’Accordo ISP 29 settembre 2020 sarà garantita la copertura sanitaria in essere tempo per tempo nell’azienda cedente;
  • al personale non iscritto ad alcuna forma assistenziale sarà garantita la possibilità di iscrizione alle speculari forme previste in BPPB;
  • finoal31dicembre2021saràgarantital’iscrizioneaicircoliricreatividiprovenienza
  • Le condizioni economiche agevolate in essere presso UBI saranno mantenute per tutti i rapporti bancari trasferiti, compresi, a titolo esemplificativo, i finanziamenti, i mutui ipotecari, gli affidamenti, ecc. Le concessioni creditizie transiteranno in BPPB, in continuità con quelle in essere. Qualora dovesse venire meno la possibilità di mantenerle, BPPB ricercherà una soluzione che contempli le esigenze del dipendente, coerentemente con la sua capacità di reddito. Ai nuovi rapporti bancari attivati successivamente al trasferimento, sarà applicato quanto previsto in
  • le previsioni attualmente in essere in UBI riferite alla mobilità territoriale, continueranno ad essere applicate al personale trasferito in vista della definizione di apposita previsione nell’accordo CIA in BPPB. Inoltre BPPB si impegna a valutare le richieste di trasferimento già in essere, per trasferimenti che saranno disposti successivamente all’ingresso in BPPB, con attenzione alle richieste di avvicinamento al domicilio e/o alla residenza, con particolare riguardo a quelle provenienti dalle categorie più disagiate. Le OO.SS., hanno inoltre raccomandato a BPPB di ridurre al minimo la mobilità geografica diretta e indiretta per tutto il periodo di attuazione del presente

Abbiamo inoltre ottenuto l’impegno di BPPB ad assumere un numero di risorse pari – almeno- al 50% delle Colleghi e dei Colleghi che cesseranno dal servizio per accedere all’esodo o al pensionamento.

Si tratta indubbiamente di un accordo di qualità, frutto del lavoro sinergico del tavolo unitario: delle Segreterie Nazionali e delle delegazioni sindacali aziendali coinvolte. L’Accordo valorizza le disponibilità delle Controparti firmatarie e pone così solide basi normative ed economiche anche per i trattamenti collettivi che saranno definiti dalla contrattazione integrativa, a beneficio dell’intera platea delle lavoratrici e dei lavoratori di BPPB.

Milano, 11 febbraio, 2021

Segreterie Nazionali ISP – UBI – BPPB

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

 

Primo incontro cessione 26 sportelli UBI a BPPB

La bussola sia l’accordo della cessione a BPER.

Nella giornata di oggi si è svolto il primo incontro relativo al trasferimento del ramo d’azienda, da UBI Banca Spa alla Banca Popolare di Puglia e Basilicata (BPPB) Scpa, composto da 26 sportelli (di cui 17 filiali con autonomia contabile e 9 punti operativi senza autonomia contabile), che vede interessati 148 lavoratrici e lavoratori distribuiti in 4 regioni italiane. L’operazione si è resa necessaria a seguito della decisione assunta dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nell’ambito dell’OPAS di Intesa Sanpaolo su UBI dello scorso anno.

In apertura dei lavori l’Amministratore Delegato di BPPB, dr. Piozzi, ha delineato la storia e il percorso compiuto nel corso degli anni dalla Banca, sottolineando il fatto che la stessa ha già realizzato operazioni di aggregazione e concluso con successo un importante percorso di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale orientato sempre alla piena integrazione del personale.

Partendo da questo assunto, l’AD ha rappresentato le ragioni che hanno motivato la volontà aziendale di compiere l’operazione in oggetto, tra queste l’interesse della banca a volersi radicare con maggiori quote di mercato sui territori interessati dalla cessione degli sportelli, puntando sull’acquisto di filiali che possano rappresentare quei valori e tradizioni di banca popolare su cui si fonda la BPPB.

Come Organizzazioni sindacali abbiamo registrato quanto dichiarato dal dr. Piozzi, e valorizzato il percorso, anche sindacale, compiuto dalla banca per raggiungere i suoi obbiettivi, ribadendo altresì che la cultura dell’integrazione, cui la banca ha fatto riferimento, dovrà essere l’elemento portante anche per questa operazione e dovrà comunque essere agita dalle Parti attraverso garanzie e certezze per l’avvenire delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti in questo delicato processo, rispetto a temi quali la tenuta occupazionale e la valorizzazione delle professionalità.

Abbiamo inoltre ricordato alla controparte tutte le sfide già affrontate, tempo per tempo, dalle lavoratrici e lavoratori impattati da questo nuovo processo di acquisizione, in occasione delle quali i colleghi hanno sempre saputo fronteggiare i cambiamenti, anche significativi, con spirito di responsabilità e dedizione alla professione. Per queste ragioni, riteniamo indispensabile il supporto della Banca cessionaria per affrontare l’impatto con il nuovo contesto lavorativo.

A tal proposito, l’AD ha rassicurato circa il fatto che è loro ferma intenzione integrare le colleghe e i colleghi coinvolti, riconoscendone il patrimonio professionale e valoriale.

Come OO.SS. abbiamo chiesto alle aziende di adoperarsi al fine di evitare la “doppia migrazione informatica: UBI-ISP e successivamente ISP-BPPB”. Pur rendendosi conto della difficoltà, Intesa Sanpaolo ha però descritto questo percorso come “passaggio obbligato”.

Considerata la particolarità dell’operazione, abbiamo chiesto riscontri rispetto alla salvaguardia dei territori in cui operano le strutture oggetto della presente cessione, e che siano assicurate alle colleghe e colleghi che operano nelle filiali interessate risposte certe in merito sia al futuro lavorativo e professionale sia al mantenimento dei diritti collettivi e individuali conquistati nel tempo.

Lo scorso 30 dicembre 2020 è stato siglato un importante accordo di  cessione rami d’azienda da ISP a BPER. In tal senso, riteniamo che tale intesa debba rappresentare anche in questo contesto la base di riferimento normativo delle tutele da garantire.

Milano, 26 gennaio 2021

Segreterie Nazionali e Delegazioni Sindacali Aziendali ISP – UBI – BPPB

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

 

QUI IL DOCUMENTO IN PDF

 

Siglato accordo sulla cessione dei rami di azienda ISP e UBI a BPER

Nelle primissime ore di oggi è stato siglato l’accordo per la cessione di 5.107 lavoratori provenienti da UBI e da ISP a BPER. Si tratta di un’intesa che è rilevante, in termini di dimensioni, perimetro e riflessi occupazionali, per l’intero settore bancario, e soprattutto per le sue immediate prospettive di consolidamento e sviluppo, e che ha impegnato le Parti ad un confronto difficile e serrato, persino aspro, ma alla fine fruttuoso.

L’accordo prevede garanzie e tutele economiche e professionali, attraverso una normativa che:

  1. consolida diritti individuali (retributivi e no);
  2. mette in sicurezza temporanea i diritti collettivi garantiti dagli accordi delle banche di provenienza;
  3. individua tempi e modalità per armonizzare la contrattazione di secondo livello in BPER che, per effetto della incorporazione del personale ceduto, consentirà di acquisire ulteriori diritti e garanzie economiche.

In particolare, in ambito BPER, nel corso del 2021 saranno negoziati con le OO.SS. aziendali accordi su ulteriori temi, tipici della contrattazione integrativa, quali: inquadramenti, permessi, buoni pasto, ecc. Quello sottoscritto oggi può definirsi “accordo ponte”, poiché consente il passaggio dalle attuali normative aziendali ISP e UBI al contratto aziendale BPER in fase di successiva e progressiva contrattazione.

Nel prendere atto della definizione dei “rami d’azienda”, abbiamo contestato l’esclusione -dai rami oggetto della cessione- di personale assegnato amministrativamente ad altre strutture, nonché l’inserimento di lavoratori appartenenti a UBIS ma distaccati presso le filiali cedute.

Abbiamo ottenuto inoltre la conferma da BPER che l’operazione non determina né riduzioni né esternalizzazioni di personale.

L’accordo prevede in particolare:

  • mantenimento e consolidamento, in via definitiva, di tutte le voci di retribuzione presenti in busta paga e dei livelli di contribuzione aziendale ai Fondi pensione e ai Fondi Sanitari di provenienza del personale ceduto;
  • salvaguardia dei part time in essere fino alla scadenza prevista, con mantenimento dell’orario di lavoro e della durata. I part time in scadenza nel 2021 saranno rinnovati per 2 anni;
  • corresponsione del premi variabili (Premi aziendali – Premio Variabile di Risultato) al personale ceduto sulla base degli accordi delle aziende di provenienza per il 2020;
  • trasferimento alle modalità operative di BPER del credito welfare residuo compreso il riconoscimento degli importi eventualmente spettanti a titolo di sistemi incentivanti (tra cui, ad esempio Olympics e Premio SET);
  • riconoscimento “pro-quota” per il 2021 di premio aziendale, PVR e degli eventuali sistemi incentivanti delle rispettive aziende;
  • mantenimento dell’iscrizione ai Fondi pensione e ai Fondi sanitari di provenienza per tutto il 2021;
  • dal 2022 adesione alle forme di assistenza e previdenza previste in BPER, salvaguardando la contribuzione aziendale di provenienza, che sarà riconosciuta, negli eventuali differenziali positivi, direttamente in capo alle posizioni individuali delle Lavoratrici e dei Lavoratori interessati;
  • i rapporti di cc, fidi, prestiti e mutui preesistenti e ancora in essere transiteranno in BPER in continuità alle attuali condizioni, fatto salvo il merito creditizio. Ai nuovi rapporti saranno invece applicate, dalla data della cessione a BPER, le condizioni di agevolazione previste in BPER;
  • per tutto il 2021 rimarranno in vigore le attuali previsioni ISP e UBI relative al contratto di secondo livello (permessi, turni, reperibilità, ruoli, ticket, ecc.);
  • per il personale proveniente da ISP è sancita la salvaguardia dei percorsi professionali in essere per il 2021, se migliorativi delle analoghe previsioni vigenti in BPER, e l’inserimento immediato nei ruoli e percorsi professionali di BPER per il personale proveniente da UBI e per il personale proveniente da ISP non “in percorso”. Gli automatismi economici e inquadramentali di ISP saranno mantenuti sino al 31 dicembre 2021, successivamente saranno oggetto di contrattazione nell’accordo di armonizzazione.
  • Abbiamo ottenuto da ISP una dichiarazione in cui l’azienda si impegna a porre particolare attenzione nelle assegnazioni delle colleghe in maternità e del personale lungo assente che non è stato ricompreso nel “ramo” ceduto.
  • Verranno garantiti percorsi formativi per il consolidamento e lo sviluppo delle competenze professionali maturate e per l’acquisizione di nuove conoscenze.
  • Verranno mantenute sino alla scadenza dell’accordo le regole vigenti in tema di mobilità territoriale nell’azienda di provenienza. Per il personale di BPER soggetto a mobilità territoriale direttamente impattato dalla riorganizzazione saranno applicati i trattamenti di mobilità straordinaria previsti dall’accordo 29.10.2019 – Piano Industriale Gruppo BPER; inoltre c’è l’impegno dell’azienda a valutare eventuali modalità di intervento in presenza di situazioni di disagio di organico/organizzativo nelle strutture di provenienza degli “allineatori”;
  • per tutto il personale, in relazione ad eventi correlati ad attività svolte nel periodo dell’armonizzazione e per i 12 mesi successivi, BPER terrà conto delle eventuali disfunzioni organizzative, delle modalità operative/normative differenti, delle necessità formative, di episodi e/o situazioni problematiche che coinvolgano le/i colleghe/i. Tutto ciò al fine di salvaguardare le lavoratrici e i lavoratori e con l’obiettivo di tutelare gli stessi da rischi patrimoniali e/o disciplinari.
  • L’accordo prevede inoltre un importantissimo impegno di BPER non solo alla salvaguardia occupazionale del personale ceduto, ma anche alle nuove assunzioni: si tratta di un numero di risorse pari almeno al 50% delle Colleghe e dei Colleghi che usciranno per esodo/pensione.

Indichiamo per ultimo un tema che è stato particolarmente a cuore del tavolo sindacale unitario, e che ha visto impegnato in un clima di grande coesione Segreterie Nazionali e Delegazioni aziendali/di Gruppo: le tutele professionali. Abbiamo rivendicato e ottenuto certezza e stabilità di tutele, già garantite dalle Aziende di provenienza, anche da parte di BPER per le Lavoratrici e i Lavoratori acquisiti. Esse riguardano sia le delicate problematiche delle responsabilità penali, civili e disciplinari relative a vicende pregresse, sia le responsabilità giuridiche che potranno registrarsi nella fase successiva al passaggio in BPER.

Le Organizzazioni Sindacali hanno voluto richiamare all’interno dell’accordo la necessità di valorizzare i contenuti espressi nell’accordo nazionale e in quelli ISP/UBI/BPER sulle politiche commerciali.

In concomitanza con l’accordo sulla cessione di ramo d’azienda è stato sottoscritto un ulteriore accordo che riconosce alle/ai colleghe/i provenienti dal Gruppo UBI quanto previsto dal contratto di secondo livello di ISP “Conciliazione tempi di vita tempi di lavoro” in materia di: “Banca del tempo” e “Sospensione volontaria attività lavorativa”.

Come OO.SS. riteniamo si tratti di un accordo indubbiamente positivo, che offre garanzie e tutele a tutte le/i lavoratrici/tori e traccia un percorso per l’armonizzazione futura, consentendoci di negoziare in serenità i trattamenti normativi collettivi nella nuova azienda, con un occhio rivolto all’occupazione e al radicamento delle filiali nei territori.

In una situazione di preoccupazione generale per l’intera popolazione, durante la quale le lavoratrici e i lavoratori bancari si sono adoperati con spirito di servizio per risolvere tutte le problematiche di una clientela frastornata dagli eventi, resa ancora più complicata da un operazione societaria di sviluppo -unica nel settore e che da anni non si vedeva- l’aver concretizzato un accordo che allevia, almeno in parte, le preoccupazioni delle lavoratrici e dei lavoratori crediamo possa rappresentare un presidio valido per superare le ulteriori difficoltà di integrazione.
Auguriamo a tutti un 2021 sereno, in cui siano al più presto soddisfatte le aspettative di un ritorno a condizioni di vita normali e a una socialità piena e appagante.

qui il documento delle Segreterie nazionali in pdf

QUARTO INCONTRO CESSIONE RAMI D’AZIENDA: REPETITA IUVANT

Si è svolto quest’oggi un nuovo confronto con le Società interessate dalla cessione a BPER dei rami d’azienda di Intesa Sanpaolo, UBI Banca e UBISS, durante il quale si è continuato ad approfondire i temi legati al passaggio delle lavoratrici e dei lavoratori alla nuova azienda.

In particolare, BPER ha illustrato alle OO.SS. un documento, ancora insufficiente e incompleto, nel quale identifica gli istituti e le temporalità che, al momento, non permette di realizzare un accordo volto a garantire un ingresso sereno alle lavoratrici e lavoratori oggetto di cessione a BPER Banca.

Da una prima attenta lettura del documento da parte del Sindacato, sembra che, per ora, non ci siano sufficienti elementi né dal punto di vista delle tutele né da quello dell’impianto stesso della proposta, per costituire la base di un percorso “che dovrà fondere culture sindacali e contrattuali” come più volte dichiarato dalle aziende.

Nel corso dell’incontro, BPER ha ribadito che, considerando le differenti normative rivenienti dai Gruppi coinvolti, risulta complesso completare un’armonizzazione nei termini previsti dalla procedura, confermando l’intenzione di voler avviare un percorso di armonizzazione in un secondo tempo. Tale percorso di armonizzazione dovrà impegnare le Parti aziendali di BPER entro il 30/9/2021 (con valenza quindi per tutto il personale facente parte del nuovo perimetro BPER Banca), mantenendo, fino ad allora, le previsioni normative e contrattuali rivenienti dalle aziende di provenienza.

Anche quest’oggi le Organizzazioni Sindacali hanno ribadito con forza la necessità di non fondare il dialogo negoziale su meri elementi di rimando che ne sminuirebbero l’importanza e il valore, evidenziando, di conseguenza, la necessità di entrare nel merito delle questioni, rispetto ad alcune importanti previsioni che devono essere garantite:

  • mantenimento dei trattamenti economici con salvaguardia degli intangibili diritti individuali di natura retributiva, rappresentati, ad esempio, dal valore del contributo aziendale ai Fondi previdenziali e assistenziali, e dagli assegni ad personam.
  • tutela e valorizzazione delle professionalità acquisite
  • mantenimento delle tradizioni consolidate negli ultimi anni e frutto di accordi consolidati nel tempo attraverso lo strumento dei congedi straordinari, i permessi social days, gli accordi sulle pressioni commerciali, etc.
  • mantenimento delle misure adottate per la conciliazione dei tempi di vita e lavoro: rilevanza del rapporto di lavoro part-time e incentivazione all’utilizzo dei congedi parentali
  • conferma di importanti istituti socialmente qualificanti di politica sociale quali, ad esempio, il contributo economico per figli, coniuge e genitori disabili
  • tutele sulla mobilità territoriale.

Particolare attenzione dovrà inoltre essere prestata a tutto il welfare aziendale con particolare riferimento ai Fondi pensione, alla loro contribuzione alle coperture sanitarie.

Tenuto conto che le Parti hanno riconosciuto l’importanza e la rilevanza sistemica di questa operazione, come Sindacato riteniamo necessario iniziare con grande senso di responsabilità ed altrettanto pragmatismo, ad approfondire le analisi e le riflessioni su alcuni istituti fondamentali per garantire effettive tutele attraverso l’individuazione di soluzioni straordinarie.

Per raggiungere questo obiettivo occorrerà affrontare e trovare adeguata soluzione alle istanze che le Organizzazioni Sindacali considerano fondamentali: concrete previsioni di tutela occupazionale, garanzie sia nell’ambito delle previsioni economiche e normative collettive sia in quelle dei diritti individuali.

Il confronto sulla procedura proseguirà, quindi, nelle giornate del 17 e 18 dicembre p.v.

qui il documento in pdf

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TERZO INCONTRO CESSIONE RAMI D’AZIENDA

In data odierna, alla presenza delle Segreterie Nazionali e delle Delegazioni di Gruppo, è proseguito il confronto della procedura riguardante la cessione dei rami di azienda di Intesa Sanpaolo, UBI Banca e UBISS a BPER, che interessa complessivamente 5.107 persone.

Le parti aziendali hanno comunicato alle OO.SS. di aver ricevuto dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato la richiesta di perfezionare la cessione delle Filiali di ISP a BPER entro febbraio 2021, anziché nel mese di giugno del 2021 come inizialmente previsto Al riguardo sono in corso alcuni approfondimenti tra i Gruppi coinvolti e l’Antitrust, al fine di chiarire la data effettiva del passaggio delle unità ISP: non appena possibile sarà data notizia alle OO.SS..

A seguito delle nostre richieste sono stati forniti ulteriori dati e informazioni in merito alle colleghe e ai colleghi rientranti nel perimetro oggetto di cessione, più in dettaglio:

  • suddivisione per provincia dei colleghi ceduti;
  • distribuzione per figura professionale “normata” e relativo inquadramento (colleghi ISP);
  • focus sull’assistenza sanitaria e sulla previdenza complementare.

Sono state inoltre fornite informazioni concernenti la programmazione delle attività di supporto e gli interventi formativi previsti per i colleghi coinvolti nell’operazione.

La formazione inizierà il prossimo 9 dicembre e riguarderà i processi, le procedure, i ruoli/figure professionali e i prodotti previsti in BPER.

L’Attività di sostegno che accompagnerà il passaggio dei lavoratori nel Gruppo BPER, vedrà la partecipazione di oltre 2.500 risorse impegnate negli affiancamenti (a distanza) ai colleghi delle filiali cedute, con una durata prevista in 3 mesi circa BPER ha chiarito che alle filiali oggetto di cessione sarà da subito applicato il loro modello distributivo.

E’ stato anche consegnato un documento che raffronta i diversi trattamenti economici e normativi applicati alle Lavoratrici e ai Lavoratori nei tre Gruppi (ISP – UBI – BPER), utile per la successiva fase di trattativa.

BPER, nel riconfermare la salvaguardia occupazionale delle 5.107 risorse interessate alla cessione, ha dichiarato la propria disponibilità a raggiungere un’intesa che preveda:

  • mantenimento fino al 31 dicembre 2021 delle condizioni e dei trattamenti disciplinati dalla contrattazione di secondo livello (CIA) vigenti nelle Banche di provenienza;
  • impegno ad arrivare ad un accordo di armonizzazione entro il 30 settembre 2021, valido per tutto il personale del Gruppo (compresi i lavoratori ex Unipol Banca).

Le OO.SS., visti i criteri non omogenei utilizzati per l’individuazione del ramo ceduto, hanno ribadito la loro contrarietà in merito all’indisponibilità dell’azienda ad adeguare il perimetro di cessione definito alla data del 12/11/2020 (con riferimento, in particolare, al personale lungo assente: maternità, aspettative, distacchi).

Le OO.SS. hanno nuovamente evidenziato che, oltre alla tutela della professionalità dei soggetti coinvolti, il rispetto dei diritti e delle tutele individuali rivenienti dalla complessiva contrattazione collettiva aziendale di provenienza, con particolare riferimento a quelli riferibili alla retribuzione diretta, indiretta e differita, nonché il mantenimento dei livelli occupazionali in BPER, costituiscono elementi imprescindibili della trattativa.

qui il documento in pdf

SECONDO INCONTRO CESSIONE RAMI D’AZIENDA

Oggi 24 novembre, alla presenza delle Segreterie Nazionali e delle Delegazioni di gruppo, si è svolto il secondo incontro della procedura di cessione di rami d’azienda tra Intesa Sanpaolo, UBI e BPER. L’operazione di cessione, che interessa complessivamente 5.107 lavoratrici e lavoratori provenienti dai perimetri UBI (4.812) e ISP (295) e destinati all’ingresso nel “mondo” BPER, richiede un adeguato presidio dei processi, che garantisca, ad un tempo, efficacia, efficienza operativa e, come dichiarato da controparte, pace sociale.

Tale equilibrata sintesi può avvenire solo dopo un positivo confronto sindacale che definisca un soddisfacente accordo collettivo.

L’informativa aziendale, che esclude tensioni occupazionali, è stata integrata a cura delle parti aziendali che, su richieste del tavolo sindacale, hanno fornito alcuni ragguagli e chiarimenti precisando i criteri d’individuazione del ramo di azienda oggetto di cessione. Al riguardo, è stato affermato che la scelta aziendale è stata ispirata dall’esigenza di assicurare oggettività, utilizzando criteri omogenei e uniformi, nella definizione del perimetro di cessione, tradottasi, in estrema sintesi, nel criterio-guida della “assegnazione dei lavoratori alla filiale di pertinenza”. Ricordiamo, al riguardo, che oltre alle filiali di UBI e ISP, è oggetto di cessione anche il “perimetro strumentale” funzionale alle stesse: lavoratrici e lavoratori del perimetro UBI che, pur non appartenendo alle filiali, sono stati ritenuti – per tipo di attività – “funzionali” alla clientela di riferimento delle filiali cedute.

Come OO.SS. delle rappresentanze aziendali ISP, UBI e BPER abbiamo congiuntamente rimarcato che l’applicazione pratica del criterio adottato sconta però evidenti differenze applicative nei due bacini da cui provengono le lavoratrici e i lavoratori.

In particolare, è stata evidenziata la criticità derivante dalla mancata assegnazione alle filiali “UBI” oggetto di cessione di personale che, pur rientrando nelle filiali, non è stato ceduto. Si tratta di personale “lungo assente” per ragioni varie (maternità, aspettativa, distacchi), per il quale la parte aziendale ha escluso la possibilità di riadeguamento del perimetro di cessione, giuridicamente definito il 12 novembre 2020.

A questo proposito le OOSS verificheranno che siano garantiti i diritti soggettivi individuali.

Temi particolarmente “sensibili” per il tavolo sindacale unitario, e obiettivi della trattativa e dei suoi esiti, sono i seguenti:
• salvaguardia occupazionale di tutti i 5.107 colleghi anche dopo il loro “traghettamento” in BPER (che peraltro ha dichiarato anche oggi di averne bisogno);
• tutela della professionalità acquisita;
• garanzia di applicazione di processi formativi adeguati ed efficaci per l’ulteriore professionalizzazione, in vista anche dell’assegnazione alle funzioni operative in BPER;
• rispetto di diritti e tutele individuali, rivenienti dalla contrattazione collettiva aziendale di provenienza.

Definire soluzioni adeguate mediante un accordo collettivo omnicomprensivo è condizione di garanzia per le lavoratrici e i lavoratori che è anche l’obiettivo oggi, più volte, dichiarato da Bper!

Il confronto sindacale proseguirà il prossimo 2 dicembre.

qui il documento in pdf

I SEGRETARI GENERALI SCRIVONO AL PRESIDENTE CONTE DOPO LA RISPOSTA DI ABI

Oggetto: Emergenza Covid-19 – Misure urgenti a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e della clientela

In questi giorni così delicati per il Paese, giorni di decisioni anche difficili prese al fine di tutelare nella misura massima la salute e la sicurezza di tutte le cittadine e i cittadini non possiamo non apprezzare l’impegno del Suo Governo nella gestione di questa così delicata ed inaspettata contingenza.

Come Organizzazioni Sindacali abbiamo gestito sino ad ora l’emergenza di concerto con ABI, sollecitando in misura massima il pieno utilizzo degli strumenti di lavoro alternativi come lo smart working, tuttavia ad oggi, considerate anche le decisioni assunte ai vari livelli anche circa l’interpretazione della mobilità abbiamo diverse e forti perplessità circa l’impatto che queste decisioni potrebbero avere rispetto al contenimento o l’incentivazione dei contagi.

Nella giornata del 12 Marzo ci siamo unitariamente rivolti al Ministro dell’Interno denunciando la massiccia affluenza di clientela presso gli sportelli bancari, anche per svolgere operazioni non urgenti, segnalando le code di anziani che come a tutti noto tra le categorie più fragile e a maggior rischio di contagio.

A tal punto, pur rientrando il settore bancario nel novero dei “servizi pubblici essenziali” ad oggi la situazione in tutte le agenzie bancarie risulta di assoluta emergenza, non solo per il numero di contagi che via via riscontriamo fra le lavoratrici e lavoratori ma per l’afflusso continuo di clientela che giornalmente le agenzie si trovano a dover gestire.

ABI ha raccolto il nostro appello, invitando con comunicato stampa del 15 Marzo tutta la clientela a recarsi in filiale solo se necessario ed indispensabile.

Nell’incontro in videoconferenza del 16 Marzo finalizzato a stilare un Protocollo di settore in materia di salute e sicurezza abbiamo altresì richiesto la chiusura per 15 giorni di tutti gli sportelli bancari su tutto il territorio nazionale, questo per massimizzare gli effetti di distanziamento sociale al fine di arginare il diffondersi dell’epidemia da Covid- 19 e tutelare massimamente lavoratrici, lavoratori e clientela evitando che le filiali si trasformino in luoghi di contagio e propagazione del virus.

All’esito della consultazione del Comitato Esecutivo del 18 Marzo ABI ha respinto la nostra richiesta invocando il rispetto della normativa in materia di servizi pubblici essenziali.

Riteniamo dunque necessario e non più procrastinabile rivolgerci direttamente a Lei rispetto alla perplessità e al dissenso che unitariamente manifestiamo rispetto alla interpretazione del DPCM 11 Marzo 2020.

Chiediamo pertanto al Suo Ufficio di procedere con l’adozione di un provvedimento straordinario in accoglimento della richiesta già formulata ad ABI, ovvero la chiusura per 15 giorni di tutti gli sportelli bancari su tutto il territorio nazionale.

In qualità di Segretari Generali delle categorie produttive del credito, siamo totalmente a disposizione nel contribuire a favorire la piena applicazione delle disposizioni governative e chiediamo a Lei ed al Suo Governo convinti però che in questa particolare fase la salute e la sicurezza del Paese sia di assoluta priorità.

Questo a tutela della salute e sicurezza delle lavoratrici dei lavoratori e della clientela tutta.

I Segretari Generali

Fabi – First Cisl – Fisac Cgil – Uilca – Unisin
Lando Maria Sileoni – Riccardo Colombani – Giuliano Calcagni – Massimo Masi – Emilio Contrasto

 


Di seguito la risposta di ABI ai Segretari Generali

Il Comitato esecutivo odierno ha rivolto la massima attenzione all’attuale situazione di emergenza correlata alla diffusione del virus COVID-19 ed ha confermato la priorità della tutela della salute delle persone interessate, lavoratrici/ lavoratori e clienti, per garantire la quale si stanno adottando anche misure ulteriori rispetto a quanto necessario per adempiere alle disposizioni delle Autorità, al fine di contenere i rischi di contatto agendo sulle diverse leve a disposizione, alla luce di quanto disposto nel DPCM 11 marzo 2020 in ordine alla prosecuzione dei servizi bancari.

Il Comitato esecutivo ha approvato all’unanimità, esprimendo pieno apprezzamento, il Protocollo ”Misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del virus COVID-19 nel settore bancario” condiviso da ABI con Fabi, First­ Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin il 16 marzo 2020, che – alla luce di quanto disposto dal Dpcm 11 marzo 2020 in ordine alla prosecuzione dei servizi bancari – contiene le misure che devono essere rispettate per operare tutelando la sicurezza delle lavoratrici/lavoratori e dei clienti.

Tenuto anche conto di quanto da Voi rappresentato, il Comitato esecutivo ha condiviso che la situazione nelle aree caratterizzate da un elevatissimo livello di contagio pur senza essere qualificate come “zone rosse”, richiedano l’adozione di misure straordinarie ed eccezionali per la tutela delle persone con il massimo senso di responsabilità.

In aggiunta ai piani in corso di realizzazione di riduzione dell’operatività delle reti fisiche correlati all’emergenza sanitaria, le banche si impegnano ad adottare tutte le misure idonee a limitare l’accesso alle filiali da parte di clientela ai soli casi delle operazioni urgenti non realizzabili attraverso i canali remoti e gli sportelli automatici che offrono amplissime operatività, così da poter ridurre ulteriormente e drasticamente la presenza delle colleghe e dei colleghi all’interno delle stesse e ridurre il rischio di contagio. Nel contempo il personale presente – nel rispetto di tutte le prescrizioni igieniche sanitarie – assicurerà alla clientela l’erogazione dei servizi essenziali che non possono essere soddisfatti attraverso i canali “remoti” e gli sportelli automatici, attraverso anche l’attenta gestione del relativo accesso fisico alla filiale.

Il Comitato esecutivo, rappresentato dal Presidente Antonio Patuelli, rinnova il forte invito rivolto a tutti i cittadini a contribuire al massimo alla lotta al coronavirus evitando il rischio di contagio, utilizzando per  le operazioni bancarie ‘i canali che non richiedono presenza fisica – disponibili da casa tramite computer  e telefono – nonché i bancomat all’esterno delle filiali. Per le inderogabili esigenze che richiedono di recarsi comunque in filiale, l’invito è a telefonare prima alla propria banca per ricevere tutto il supporto necessario.

Con i più cordiali saluti.

Antonio Patuelli

LETTERA INVIATA ALLE ASSOCIAZIONI DATORIALI

Nella serata di ieri mercoledì 11 marzo sono state istituite dal Governo nuove misure per contenere la diffusione del contagio del virus Covid-19, che, tra l’altro, limitano ulteriormente la mobilità delle persone nel Paese e determinano la chiusura di varie attività commerciali e di servizio al pubblico.
In tale atto è stabilito che rimarranno attivi i servizi bancari, postali, finanziari e assicurativi, in quanto essenziali.

Ribadiamo quindi con forza che il prosieguo dell’operatività nelle aziende vostre
associate debba proseguire solo e soltanto limitandosi a svolgere le funzioni indispensabili al servizio dei cittadini e del Paese, in linea con queste disposizioni.

È fondamentale e indifferibile che vengano adottate soluzioni coerenti, in modo
da uniformare lo svolgimento del servizio di attività di banche e assicurazioni, che
in questo momento, come indicato dal Decreto, non possono considerarsi aziende
che operano sul mercato, ma soggetti sociali che svolgono una funzione
essenziale al servizio dei cittadini e a quella si devono limitare, a tutela delle
lavoratrici e dei lavoratori e dei cittadini.

Chiediamo pertanto che sia contenuto in modo sistematico lo spostamento dei
dipendenti e la loro presenza in servizio con permessi retribuiti ulteriori rispetto a
quelli contrattualmente previsti, che siano ridotte le aperture degli sportelli in
termini territoriali e di orario, in modo compatibile con lo svolgimento dei servizi
essenziali, che siano sospese le attività che non rientrano in tale fattispecie e che
tutto il personale sia dotato di mascherine a norma e di ogni altro presidio di
prevenzione utile a salvaguardate la sua salute.

In tale ambito denunciamo come del tutto inaccettabile e irresponsabile il
persistere di continue richieste alle lavoratrici e ai lavoratori di perseguire
obiettivi di carattere commerciali, con pressioni fuori da qualsiasi logica rispetto
alla gravità della situazione e all’emergenza che sta attraversando il Paese.

Non siamo più disposti a tollerare alcun episodio di tale natura e valuteremo
qualsiasi azione conseguente nei confronti dei casi che ci saranno segnalati.

In questo momento di enorme difficoltà per tutto il Paese è l’ora della
responsabilità e siamo pronti, in tale spirito, a concordare e supportare iniziative
conseguenti.

Roma, 12 marzo 2020

I segretari generali
Fabi – First Cisl – Fisac Cgil – Uilca – Unisin
Lando Sileoni – Riccardo Colombani – Giuliano Calcagni – Massimo Masi – Emilio Contrasto

 

Chiesto ad ABI il massimo rispetto del DPCM a tutela della salute dei lavoratori

Considerate le previsioni del DPCM 8 Marzo 2020  finalizzate al contenimento epidemiologico, i Segretari Generali delle Organizzazioni Sindacali di settore chiedono lo sospensione di tutte le trattative sino ad oggi aperte ed il rinvio delle stesse a data successiva al 3 aprile.
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Si richiede inoltre che venga data pedissequa esecuzione al DPCM in relazione alla mobilità di lavoratrici e lavoratori in entrata e in uscita e all’interno dei  territori circoscritti.
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Si rammenta che la ratio del DPCM sia la limitazione massima degli spostamenti ad eccezione necessità familiari indifferibili o comprovate esigenze lavorative che certamente non possono assimilarsi ad attività lavorativa ordinaria.
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Qualora non dovesse procedersi in ottemperanza del dettato governativo saremo sin da ora pronti a ritenervi corresponsabili di danni alla salute per lavoratrici  e lavoratori che per effetto di una vostra interpretazione capziosa e fuorviante dovessero contrarre il Covid-19.
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I Segretari Generali
Fabi- First CISL- Fisac CGIL- Uilca- Unisin
Lando Maria Sileoni- Riccardo Colombani -Giuliano Calcagni -Massimo Masi -Emilio Contrasto

Segretari Generali chiedono sospensione di tutte le trattative

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QUI DI SEGUITOLA LETTERA AD  ABI / FEDERCASSE CON LA RICHIESTA DI MISURE IDONEE ALLA TUTELA DELLA SALUTE DI COLLEGHI E CLIENTI
ABI – Piazza del Gesù, 49 00186 Roma
Alla cortese attenzione del presidente Antonio Patuelli
p.c tutte le banche associate ABI FEDERCASSE
Alla cortese attenzione del presidente Augusto Dell’Erba

Oggetto: misure a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori bancari e della clientela

In un momento particolarmente difficile per l’intera Nazione, e alla luce dell’ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dell’8 marzo 2020, chiediamo che ABI e FEDERCASSE – d’intesa con tutte le banche associate operanti nel territorio nazionale – si assumano per intero le loro responsabilità comunicando quali misure di prevenzione e sicurezza sono state o saranno adottate da tutti i grandi gruppi e le aziende bancarie a tutela delle lavoratrici, dei lavoratori bancari e della stessa clientela.

Chiediamo, pertanto, che venga al più presto comunicato, per iscritto, alle scriventi organizzazioni sindacali nazionali e ai sindacati aziendali o di gruppo, come si comporteranno gli istituti di credito nei territori – in quelli delle zone nelle quali sono previste misure più restrittive dal citato dpcm, ma anche nel resto del Paese – sia per quanto riguarda l’utilizzo di forme alternative di lavoro come lo smart working sia per quanto riguarda la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro di tutte le lavoratrici e i lavoratori bancari (uffici interni e agenzie bancarie) che quotidianamente sono a contatto con la clientela e con il pubblico.

Le scriventi organizzazioni sindacali si riservano comunque di valutare tutte le iniziative adottate dalle banche.

Questa lettera sarà immediatamente diffusa a tutti gli organi di informazione.

Roma, 8 marzo 2020

I Segretari Generali
Fabi – First Cisl – Fisac Cgil – Uilca – Unisin
Lando Maria Sileoni – Riccardo Colombani – Giuliano Calcagni – Massimo Masi – Emilio Contrasto

 

I Segretari Generali ad Abi e Federcasse: misure a tutela di lavoratori e clienti

CCNL ABI: I SEGRETARI GENERALI, SUBITO L’APPLICAZIONE DEL NUOVO CONTRATTO – LETTERA AD ABI

La presente per comunicarvi che sciogliamo la riserva sulla ipotesi di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei Bancari, firmata dalle scriventi Organizzazioni Sindacali in data 19 dicembre 2019, che è stata approvata a larghissima maggioranza dalle assemblee dei lavoratori fin qui svolte.

In considerazione del particolare momento che il Paese sta vivendo e del decreto del governo che vieta attualmente assembramenti di persone, vi comunichiamo altresì che le consultazioni informative ai lavoratori sul rinnovo del Ccnl proseguiranno non appena possibile.

Vogliate pertanto procedere da subito all’applicazione del nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro compresa la parte economica prevista e relativi arretrati.

Roma, 5 marzo 2020

I Segretari Generali
Fabi – First Cisl – Fisac Cgil – Uilca – Unisin
Lando Maria Sileoni – Riccardo Colombani – Giuliano Calcagni – Massimo Masi – Emilio Contrasto

Riprendono le assemblee CCNL dal 9 marzo

Roma, 28 febbraio 2020.

In data odierna le Segreterie Generali di FABI, FIRST/CISL, FISAC/CGIL, UILCA e UNISIN, valutata la situazione che si è determinata in riferimento agli accadimenti delle ultime settimane, anche per favorire il ritorno alla normale attività sindacale, ritengono di riavviare il percorso assembleare per l’approvazione dell’accordo sul rinnovo del CCNL a partire dal prossimo 9 marzo.

I Segretari Generali
Fabi ‐ First Cisl ‐ Fisac Cgil ‐ Uilca ‐ Unisin
Lando Maria Sileoni ‐ Riccardo Colombani ‐ Giuliano Calcagni ‐ Massimo Masi ‐ Emilio Contrasto

qui il comunicato in pdf

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Aggiornamento emergenza Coronavirus: comunicato sospensione assemblee fino al 6 marzo

Comunicato Stampa dei Segretari Generali

Osservato il propagarsi della diffusione dei casi di contagio del Covid-19, in ottica di prevenzione e tutela della salute e sicurezza delle colleghi e dei colleghi tutti, i Segretari Generali a far data da oggi dichiarano la sospensione delle assemblee dei lavoratori per la votazione dell’ipotesi in rinnovo del Ccnl ABI su tutto il territorio nazionale sino al 6 marzo 2020.

I Segretari Generali 
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Fabi -First CISL- Fisac CGIL- Uilca – Unisin
Lando Maria Sileoni- Riccardo Colombani – Giuliano Calcagni- Massimo Masi – Emilio Contrasto
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Aggiornamento emergenza Coronavirus: sospensione Assemblee Piemonte ed Emilia Romagna

Comunicato Stampa dei Segretari Generali
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In conseguenza degli ultimi aggiornamenti  rispetto alla diffusione del Covid-19 i Segretari Generali delle Organizzazioni Sindacali di settore nel recepire le ordinanze territoriali regionali emanate di concerto con l’unità di crisi del Ministero della Salute estendono la sospensione delle Assemblee per la votazione dell’ipotesi in rinnovo del Ccnl ABI anche alle regioni Emilia Romagna e Piemonte.
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I Segretari Generali 
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Fabi -First CISL- Fisac CGIL- Uilca – Unisin
Lando Maria Sileoni- Riccardo Colombani – Giuliano Calcagni- Massimo Masi – Emilio Contrasto
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UBI – INTESA SANPAOLO: I SEGRETARI GENERALI, VIGILEREMO SUGLI EFFETTI PER I LAVORATORI

«L’offerta di Intesa Sanpaolo su Ubi ci ha colto di sorpresa, anche perché segue la presentazione del nuovo piano industriale del gruppo Ubi che andava nella direzione di una crescita stand alone della banca. Probabilmente, le dichiarazioni del presidente della Commissione di vigilanza della Bce, Andra Enria, rafforzate recentemente al Forex dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, rappresentavano qualcosa di più di una semplice analisi del settore. La fusione crea valore per gli azionisti? Probabilmente sì. Crea valore per il Paese? Probabilmente sì, considerato che nascerebbe un gruppo italiano di dimensioni europee. Quello che ci preme di più però sono i riflessi che l’operazione potrebbe avere sui 110.000 lavoratori interessati. La nostra attenzione su questo argomenti è massima, anche se le prime dichiarazioni del gruppo Intesa sono volte a rasserenare il clima e la storia del gruppo Ubi è stata sempre improntata alla massima attenzione per il personale. Le nostre organizzazioni sindacali vigileranno attentamente su tutte le dinamiche occupazionali, organizzative e gestionali che riguarderanno le lavoratrici e i lavoratori. Valuteremo esclusivamente i fatti». Lo dichiarano i segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin, Lando Maria Sileoni, Giuliano Calcagni, Riccardo Colombani, Massimo Masi ed Emilio Contrasto.

I Segretari Generali

FABI | FIRST CISL | FISAC CGIL | UILCA | UNISIN

 

Link Articolo sul sito Nazionale Fisac

 

 

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