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Esposito Fisac Cgil: risultati ISP frutto del lavoro, ruolo sindacato centrale su esodi e assunzioni

Roma, 2 febbraio – “I notevoli numeri comunicati oggi da Intesa Sanpaolo confermano la solidità del Gruppo e la sua capacità di generare valore, risultati che sono stati resi possibili anche grazie al determinante contributo delle lavoratrici e dei lavoratori, dalla loro professionalità e dalla capacità di sostenere profondi processi di trasformazione organizzativa e digitale”. Così la segretaria generale della Fisac Cgil, Susy Esposito, commenta i risultati economici e il nuovo piano di impresa del gruppo guidato dal Ceo, Carlo Messina.

“Registriamo risultati di assoluto rilievo – commenta la dirigente sindacale – messi a segno da quello che è a tutti gli effetti il principale gruppo bancario del Paese e primo datore di lavoro privato in Italia, consapevole del ruolo e della responsabilità sociale che questa dimensione comporta e che devono continuare a tradursi in scelte coerenti con il contributo determinante delle lavoratrici e dei lavoratori. Il valore prodotto dal Gruppo è infatti il frutto diretto del lavoro, delle competenze e della disponibilità delle persone ad accompagnare il processo di trasformazione continua che il settore attraversa. Il forte sviluppo tecnologico previsto dal piano e i conseguenti investimenti richiedono l’apporto delle lavoratrici e dei lavoratori e non possono tradursi nella loro sostituzione: tecnologia e digitalizzazione devono sostenere il lavoro, non sostituirlo”.

Nel nuovo piano, aggiunge la segretaria generale della Fisac Cgil, “trova riscontro l’ottimizzazione dei costi dei contratti esterni attraverso operazioni di insourcing di personale specializzato. È un segnale importante, così come è ormai necessario che si chiuda la stagione delle cessioni di ramo d’azienda e delle operazioni societarie che hanno prodotto un arretramento di valore e diritti del lavoro”.

Inoltre, prosegue, “i temi del ricambio generazionale, degli esodi e delle assunzioni rappresentano un passaggio decisivo. Per la Fisac Cgil il confronto sindacale, come è sempre stato nel Gruppo, non è un elemento accessorio ma una condizione necessaria, per garantire che tutte le uscite avvengano su base esclusivamente volontaria e che le assunzioni previste si traducano in larga parte in occupazione stabile e di qualità, nel pieno dei diritti, delle tutele e del contratto nazionale. In ragione della vocazione internazionale del Gruppo è inoltre tempo che si costituisca il Comitato aziendale europeo, per governare in modo condiviso le ricadute del piano sulle lavoratrici e sui lavoratori anche delle banche estere. È su questi elementi che una grande banca, forte di risultati così rilevanti, è chiamata a misurare concretamente la propria responsabilità sociale e la coerenza tra valore economico prodotto e valore restituito al lavoro”, conclude Esposito.

 

AUDIZIONE DELLA SEGRETARIA GENERALE DELLA FISAC CGIL SUSY ESPOSITO PRESSO LA COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SUL SISTEMA BANCARIO, FINANZIARIO E ASSICURATIVO

Giovedì 25 settembre 2025, presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo, si è svolta l’Audizione dei Rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali del settore, con la partecipazione della Segretaria Generale della FISAC CGIL Susy Esposito.

Nel corso della sua relazione, Susy Esposito ha ricordato come in Italia gli extra-utili del settore bancario e assicurativo e il sistema finanziario nel suo complesso, abbiano conosciuto «negli ultimissimi anni, risultati di straordinaria rilevanza».

Come sottolineato dalla Segretaria Generale della FISAC, «essi sono stati determinati prevalentemente, da un lato, dall’andamento dei tassi di interesse, che ha inciso in misura significativa sulla redditività degli intermediari, e dall’altro, dal contributo instancabile e qualificato delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, che hanno saputo garantire continuità operativa, capacità di innovazione e qualità dei servizi in un contesto di grande complessità.»

«Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi della FISAC CGIL su dati Banca d’Italia (…), nel periodo 2022-2025 il settore bancario italiano avrà registrato utili netti cumulati pari a circa 120 miliardi di euro e non meno di 57 miliardi di dividendi distribuiti agli azionisti.»

Susy Esposito ha poi considerato come questi risultati si collochino in un quadro internazionale attualmente caratterizzato da una perdurante instabilità dovuta ai conflitti in corso, e dall’incertezza delle politiche commerciali, in cui tuttavia il sistema bancario deve abbandonare la «“costante ossessione” per la riduzione dei costi (soprattutto del lavoro)» che lo ha caratterizzato «nelle fasi cicliche avverse come in quelle positive».

«La solidità patrimoniale e reddituale raggiunta deve tornare ad essere funzionale all’economia reale, non solo perché frutto di un impegno collettivo che ha visto imprese del settore e lavoratrici e lavoratori concorrere al rafforzamento di un comparto essenziale per la crescita economica del Paese, ma anche e soprattutto per il potenziale orientamento e sostegno allo sviluppo sostenibile, alla trasformazione strutturale del sistema delle imprese, alla riduzione delle diseguaglianze, all’inclusione sociale nonché all’economia e alla finanza pubblica, dell’Italia e dell’Europa» nel rispetto dei principi sanciti dalla «nostra Costituzione, che riconosce la funzione essenziale del credito e della disciplina dell’attività bancaria nell’ambito dell’economia nazionale».

Con riferimento all’ipotesi di un contributo straordinario da parte del sistema bancario, la Segretaria Generale ha dichiarato – «sempre con riferimento ai principi costituzionali, e in particolare alla progressività fiscale» – che «come FISAC CGIL riteniamo che occorra una riforma dell’intero impianto tributario all’insegna dell’equità orizzontale e verticale, in cui occorrerebbe una maggiore tassazione dei profitti (extra e non) di tutti i settori, incluso quindi quello finanziario, al fine di orientare il risparmio e generare nuove entrate strutturali nel bilancio dello Stato. Non misure straordinarie, palliativi o surrogati di misure fiscali».

«Ci troviamo in una fase nella quale il sistema bancario italiano è chiamato ad affrontare, da oggi e per i prossimi anni, sfide di particolare rilievo, legate a processi di trasformazione tecnologica e a profondi mutamenti della rete territoriale, già in sofferenza vista la tendenza generale del sistema bancario ordinario a ridurre sportelli e posti di lavoro (la cosiddetta “desertificazione”), soprattutto nei piccoli centri e nelle zone periferiche. In altre parole, il sistema tende a concentrarsi geograficamente nelle aree metropolitane e nelle zone ad alta intensità produttiva», con conseguenti «rischi di marginalizzazione per le comunità meno digitalizzate, per le persone anziane e per le piccole imprese che ancora necessitano di un rapporto diretto con gli sportelli bancari, nonché effetti negativi sull’andamento dell’occupazione» all’interno delle banche.

Al contrario «Occorre investire in nuova e buona occupazione affinché il sistema tutto possa ancora fondarsi sul fattore umano come elemento primario e insostituibile per lo sviluppo del settore.»

«Appare sempre più urgente la necessità di sviluppare una vera politica industriale che includa anche il settore finanziario». Questo non significa che lo Stato deve «partecipare direttamente alle operazioni di mercato, tantomeno con l’utilizzo improprio del golden power, che al contrario può rappresentare un elemento distorsivo e potenzialmente pericoloso», ma, al contrario, che lo Stato deve svolgere un’azione di indirizzo che garantisca «coerenza tra interessi pubblici e privati, evitando che sia solo la logica di breve periodo della remunerazione agli azionisti ed al top management a orientare le scelte».

«Più in generale” ha concluso Susy Esposito «siamo convinti che la contrattazione collettiva, le relazioni industriali, il dialogo sociale e il ruolo dei corpi intermedi e del sindacato vada sostenuto e supportato anche dalle istituzioni pubbliche poiché rappresentano non soltanto uno strumento di tutela dei diritti e di regolazione dei rapporti di lavoro, ma assumono il valore di una vera e propria leva strategica di politica economica e sociale, in grado di orientare l’economia e la finanza verso obiettivi di lungo periodo che rispondano agli interessi generali del Paese».

 

Il testo integrale della memoria consegnata alla Commissione è scaricabile al seguente link:  https://drive.google.com/file/d/12DfCgADNQhtuW2FX3_qAHN3sIiFs5lWd/view

 

LA CGIL PER GAZA

L’invasione e la distruzione in corso di Gaza City da parte dell’esercito israeliano sono l’ennesimo crimine contro l’umanità, che si sta perpetrando ai danni della popolazione civile palestinese.

La Commissione d’inchiesta dell’ONU ha sancito che quello che si sta compiendo a Gaza è un genocidio.

La conclusione della Commissione si basa sui principi della Convenzione sul Genocidio, il trattato ONU del 1948 adottato proprio in seguito all’omicidio di massa degli ebrei da parte della Germania nazista.

Secondo la Commissione, le decine di migliaia di morti non possono essere considerate solo conseguenze collaterali del conflitto.

Al contrario le autorità israeliane intendevano (e intendono) uccidere il maggior numero possibile di palestinesi attraverso le operazioni militari e le strategie di guerra impiegate.

Il rapporto evidenzia che le vittime non sono state selezionate come singoli individui, ma sono state prese di mira collettivamente in quanto palestinesi.

La CGIL ha ripetutamente preso posizione contro quanto stava accadendo nella Striscia, in continuità con il suo costante impegno per la Pace, in Palestina come in Ucraina, e contro tutte le guerre.

Di fronte all’ulteriore aggravarsi di una situazione di feroce barbarie di cui i bambini e le donne sono le principali vittime, la CGIL ha organizzato per venerdì 19 settembre 2025 una giornata di mobilitazione nazionale, proclamando in molti comparti, per la stessa giornata, lo sciopero di almeno di 2 o più ore a fine turno.

Il settore delle banche, a cui si applica la legge che regolamenta l’esercizio del diritto di sciopero (che impone tra l’altro termini di preavviso molto ampi) non potrà aderire a

llo sciopero di venerdì.

Tuttavia, come FISAC CGIL invitiamo le lavoratrici e i lavoratori ad aderire alle altre iniziative che si svolgeranno sui vari territori, partecipando alle assemblee e ai presidi che vengono organizzati in queste ore.

Attraverso la mobilitazione la CGIL ribadisce la necessità di fermare ogni intervento militare nella Striscia, garantire corridoi umanitari, mettere in sicurezza la popolazione civile, sostenere e garantire la sicurezza di tutte le missioni umanitarie in corso, compresa la Global Sumud Flottilla, come priorità immediate.

Chiediamo che venga sospeso ogni accordo di cooperazione commerciale e militare con Israele finché non si ferma la guerra a Gaza e l’occupazione della Cisgiordania.

È necessario mettere in campo azioni concrete per rimuovere l’embargo umanitario e riconoscere lo stato di Palestina. I governi e le istituzioni internazionali si adoperino immediatamente per fermare ciò che sta accadendo, fino ad arrivare alla convocazione di una conferenza di Pace sotto egida ONU.

RINNOVO CCNL CREDITO: IN VIA DI DEFINIZIONE LA PIATTAFORMA SINDACALE E RICHIESTA INCONTRO SU FRINGE BENEFIT.

Lo scorso 28 febbraio abbiamo sottoscritto con Abi un Verbale di sospensione dei termini di scadenza del Contratto Nazionale al prossimo 30 aprile, per favorire un percorso di rinnovo condiviso e utile a raggiungere soluzioni costruttive e di prospettiva per garantire l’unità della categoria dei bancari e valorizzarla sotto il profilo economico, normativo e occupazionale.

In piena sintonia con questa impostazione è proseguito con ulteriore intensità e costanza il lavoro delle Commissioni costituite dalle Segreterie Nazionali, per elaborare le proposte di rinnovo. La Piattaforma rivendicativa Sindacale è quindi in via di definizione e sarà portata all’approvazione delle lavoratrici e dei lavoratori con il percorso assembleare, che avremmo intenzione di avviare entro aprile.

In quest’ambito abbiamo inoltre chiesto ad Abi di svolgere al più presto un incontro in merito ai Fringe Benefit, per valutare le implicazioni legate a questo tema e alle scelte del Governo in merito, che stanno producendo e potranno ulteriormente creare forti impatti negativi dal punto ti vista economico e fiscale alle colleghe e ai colleghi.

qui il comunicato delle Segreterie nazionali in PDF

qui la richiesta di incontro sui Fringe Benefit

Campagna raccolta fondi per la popolazione ucraina

COMUNICATO STAMPA

Iniziativa di solidarietà per la popolazione ucraina: sottoscritto un accordo da Fabi, First/Cisl, Fisac/Cgil, Uilca e Unisin con Abi. 

Roma, 24 marzo 2022. Una campagna straordinaria di raccolta fondi per la popolazione ucraina colpita dalla guerra: le lavoratrici e i lavoratori delle banche italiane potranno donare, su base volontaria, 10 euro a testa e le banche, al termine della raccolta, contribuiranno con una somma equivalente. È quanto è stato concordato oggi dai sindacati bancari Fabi, First/Cisl, Fisac/Cgil, Uilca e Unisin con l’Abi che hanno espresso solidarietà e vicinanza all’Ucraina e ai suoi cittadini. L’accordo è stato firmato dai segretari generali della Fabi, Lando Maria Sileoni, della First Cisl, Riccardo Colombani, della Fisac Cgil, Nino Baseotto, della Uilca, Fulvio Furlan, e di Unisin, Emilio Contrasto. Le somme raccolte saranno destinate alla fondazione Prosolidar-Onlus, ente bilaterale costituito dalle parti sociali.

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INSIEME PER L’EQUITA’ E LA GIUSTIZIA SOCIALE: Sciopero generale di 8 ore giovedì 16 dicembre 2021

 

La pandemia ha colpito duramente il nostro Paese, da un punto di vista economico e sociale.

Si sono persi un’enorme quantità di posti di lavoro, tante imprese sono state costrette a chiudere, sono cresciute precarietà e povertà, si sono approfondite vecchie e nuove disuguaglianze.

I dati ufficiali dicono che i più colpiti sono stati il lavoro dipendente e le pensioni.

Il Parlamento sta discutendo la Legge di Bilancio predisposta dal Governo.

Alcune proposte avanzate dal Sindacato confederale sono state recepite, ma l’intervento più importante – quello in materia fiscale – è pericoloso nell’impostazione e sbagliato nel merito e non coglie il profondo disagio che si vive nel Paese, in particolare da parte di chi è più debole e più fragile.

Infatti, mentre sono stati destinati a sostegno delle imprese 170 miliardi, vengono destinati alla riduzione delle tasse solo 8 miliardi di euro, secondo questa logica:

  • 1 miliardo va a diminuire l’IRAP a carico delle imprese (il che equivale a 1 miliardo in meno per il Sistema Sanitario Nazionale)
  • 7 miliardi sono destinati alla riduzione della pressione fiscale per le persone fisiche.

In tale ambito la manovra fiscale produce inoltre l’effetto di favorire notevolmente meno chi ha più bisogno infatti:

Con un reddito tra i 20 e i 35.000€ lordi annui, si avrà un beneficio fiscale medio di 115€ all’anno. Per i redditi più bassi poco o nulla.

Inoltre:

  • Vengono ridotte da cinque a quattro le aliquote IRPEF con l’effetto che si andrà a premiare chi dispone dei redditi più alti, indebolendo ulteriormente il criterio della progressività della tassazione;
  • nulla è previsto per la lotta all’evasione e all’elusione fiscale.

Questo vuol dire non dare risposta alle attese di gran parte del lavoro dipendente e delle pensioni, con la conseguenza di aggravare le disuguaglianze.

È una legge di bilancio che va cambiata, va resa più giusta.

Il Paese ha bisogno di un fisco giusto, di una lotta concreta all’evasione fiscale, di soluzioni che puntano all’inclusione e alla giustizia sociale e di supportare concretamente tutto il lavoro dipendente e le pensioni, che garantiscono da sempre il pagamento puntuale delle tasse e il sostegno ai consumi.

Dobbiamo uscire al più presto dalla pandemia e riprendere la via della crescita: lo dobbiamo fare unendo il Paese, riducendo precarietà e disuguaglianze, investendo sullo sviluppo dell’occupazione e su un lavoro dignitoso per tutte e tutti.

Per tutti questi motivi CGIL e UIL hanno deciso di proclamare lo sciopero generale nella giornata di giovedì 16 dicembre, e Fisac Cgil e Uilca sostengono la mobilitazione che riguarderà anche il settore del credito (Banche, BCC, Banca d’Italia, Authorities), tutto il comparto assicurativo e la riscossione.

Le iniquità delle misure fiscali previste e le incertezze che gravano sul futuro dei criteri pensionistici impattano in modo diretto anche sui nostri settori e serve un segnale chiaro di contrarietà a tale situazione.

Partecipiamo convinti portando le attese e le richieste delle lavoratrici e dei lavoratori dei settori finanziari italiani.

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Pressioni commerciali malate: come difendersi efficacemente

LE PRESSIONI COMMERCIALI INDEBITE SONO UN MALE PER I CLIENTI, LE BANCHE E I DIPENDENTI

L’ultima frontiera di questo fenomeno sono le pressioni malate, cioè vendere a tutti i costi prodotti finanziari e assicurativi, violando direttive interne ed esterne alla banca. Le pressioni, le vessazioni, gli attacchi servono anche a questo.

In questa nota una sintesi di cosa possono e soprattutto che cosa NON POSSONO chiederci. E i suggerimenti su come difenderci. Ricordandoci che nessuno è solo e tutti possono contare sull’appoggio e l’intervento dei sindacalisti della FISAC.

Diffondiamo queste informazioni e organizziamoci per difenderci insieme.

Scarica qui la nota in pdf
(può anche essere stampata e distribuita “manualmente” e appesa nelle bacheche)

FONDO DI SOLIDARIETA’: COME OTTENERE I RIMBORSI DI QUANTO EVENTUALMENTE VERSATO ALL’AGENZIA ENTRATE

Con riferimento agli assegni straordinari del Fondo di solidarietà del credito ordinario e di quello cooperativo, l’approvazione del Decreto Sostegni bis ha con una specifica norma interpretativa definitivamente escluso la riliquidazione degli importi a favore delle esodate e degli esodati.
Pertanto, nulla è dovuto su tali somme e l’Agenzia delle Entrate provvederà all’annullamento formale degli avvisi bonari inviati in precedenza e provvederà altresì al rimborso delle somme pagate dalle esodate e dagli esodati che hanno scelto la rateizzazione. Si precisa che per coloro che hanno scelto la rateizzazione degli importi in precedenza richiesti nessuna altra rata in scadenza è dovuta.
L’Agenzia delle Entrate, presumibilmente dal prossimo mese di settembre, avvierà la procedura automatica per l’accredito dei rimborsi direttamente sul conto corrente delle esodate e degli esodati dei quali è già in possesso del codice IBAN.
Coloro che invece non hanno in precedenza comunicato all’Agenzia delle Entrate il proprio codice IBAN dovranno comunicarlo, al più presto, collegandosi a questo indirizzo: www.agenziaentrate.gov.it
Occorre digitare “Area riservata” ed accedere ad “Entratel/ Per l’identificazione si può utilizzare SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta di Identità Elettronica), CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Quando si è entrati nell’Area riservata, sulla sinistra dello schermo appare un menù, nel quale occorre seguire il percorso: Servizi Fisconline Servizi per Richiedere Accredito rimborso e altre somme su c/c. L’IBAN comunicato sarà utilizzato dall’Agenzia delle entrate per effettuare i rimborsi.
Infine, per coloro che non hanno comunicato e non comunicheranno il proprio codice IBAN tramite le modalità di cui sopra, potranno comunicare l’IBAN su cui fare accreditare il rimborso delle somme pagate utilizzando il modello allegato, compilato in tutte le sue parti e contenente i dati relativi a un conto corrente intestato al soggetto beneficiario del rimborso, che può esser e presentato a un qualsiasi Ufficio Territoriale dell’Agenzia delle Entrate esibendo un documento d’identità in corso di validità.

qui il comunicato in pdf

Avvisi di pagamento: approvata la norma interpretativa proposta, ora la cancellazione degli avvisi

Avvisi di pagamento: approvata la norma interpretativa proposta, ora la cancellazione degli avvisi

Con riferimento all’iniziativa dell’Agenzia delle Entrate di procedere alla riliquidazione dell’assegno straordinario del Fondo di Solidarietà, da noi giudicata infondata e sbagliata, FABI, FIRST, FISAC, UILCA e UNISIN hanno da subito posto in atto le necessarie iniziative affinché si giungesse al ripristino di quanto definito nell’Accordo istitutivo del Fondo e dei susseguenti provvedimenti legislativi. In … Leggi tuttoAvvisi di pagamento: approvata la norma interpretativa proposta, ora la cancellazione degli avvisi

Idee per una finanza sostenibile: la due giorni della FISAC/CGIL

 

 

Idee per una finanza sostenibile

17 e 18 Febbraio 2021 – Diretta Streaming

L’evento sarà trasmesso in streaming sul sito della Fisac Cgil e su www.collettiva.it

L’economia reale, quella fatta da donne e uomini che lavorano, ha bisogno di un sistema bancario e assicurativo efficiente. Un sistema finanziario che sia al servizio del lavoro, in grado di supportare le buone idee, di dare credito a chi lo merita perché ha una proposta valida, sostenibile e in grado di generare nuovo lavoro. 

In questo modo si sosterrebbe la crescita economica del paese includendo la dimensione meritocratica, contribuendo anche a contrastare la dinamica perversa che oggi premia chi ha già denaro e ne vuole altro e non chi ha determinazione e propone progetti che abbiano anche un’utilità sociale e che siano sostenibili sul piano ambientale. 

Gli ultimi vent’anni hanno mostrato un sostanziale fallimento del credito erogato in modo standardizzato: la stessa esplosione dei crediti deteriorati è diretta conseguenza di un certo modo di fare banca che va superato. Le banche devono agire per quello che sono: soggetti privati che svolgono un’attività di interesse pubblico a partire da un bene, il risparmio, costituzionalmente garantito. Non sono aziende come le altre e non possono guardare alla mera efficienza microeconomica (profitti e perdite) ma devono assumersi l’onere di considerare la sfera macroeconomica. Non basta definire quanto credito è stato erogato durante l’anno, ma è necessario considerare a chi è stato concesso, dove e a quali condizioni. 

Considerando in questa panoramica il settore assicurativo, osserviamo che è caratterizzato da alcuni grandi gruppi che svolgono un ruolo di primario interesse nel capitalismo italiano. Le grandi compagnie svolgono una funzione che minimizza il rischio d’impresa, oltre a detenere quote importanti del debito pubblico italiano.  Una maggiore ed omogenea efficienza a livello nazionale del settore potrebbe contribuire in misura decisiva al benessere economico e sociale del Paese. 

La Fisac e la Cgil, a partire da queste considerazioni, avanzeranno una serie di proposte con lo scopo di rendere il settore finanziario efficiente anche sul piano sociale e ambientale. Il fine ultimo è riconducibile alla parola “lavoro”. Quanto nuovo lavoro? Quale lavoro? Dove? E ambiente, quindi, futuro.

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ISP – BPPB : UN ACCORDO DI GARANZIA PER LE PERSONE E PER IL SETTORE

Nella serata di ieri è stato raggiunto l’Accordo per la cessione alla Banca Popolare di Puglia e Basilicata di 17 filiali, 9 punti operativi e delle 148 persone del relativo ramo di azienda, provenienti da UBI (e oggi rientranti nel nuovo perimetro di ISP).

L’operazione di cessione, così come la precedente dello scorso dicembre, che vedeva come cessionaria BPER, attua le precise indicazioni dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che vincolavano Intesa Sanpaolo a cedere alcune filiali rivenienti dall’acquisizione del Gruppo UBI.

L’accordo, benché connotato da aspetti dimensionali marcatamente diversi rispetto al precedente, ha recepito sostanzialmente le tutele  già  riconosciute  nell’accordo  BPER. L’intesa sancisce che non si produrranno né esternalizzazioni, né riduzione di personale. L’efficacia giuridica dell’operazione è prevista, indicativamente, entro il mese di giugno 2021, ed avverrà con piena salvaguardia dei rapporti di lavoro, dei percorsi di sviluppo professionale e di carriera. Il personale sarà nel frattempo conferito, nel corso del mese di aprile 2021, in Intesa Sanpaolo per effetto della prevista fusione per incorporazione di UBI in ISP.

Vengono riconosciuti i diritti individuali delle persone comprese nel ramo ceduto; in particolare sono “consolidati” quelli di natura retributiva e quelli legati al valore della contribuzione aziendale per previdenza e assistenza, così come l’ammontare del buono pasto; sono inoltre applicati, fino a nuova regolamentazione pattizia o, in mancanza, almeno fino al 28 febbraio 2022, i diritti collettivi rivenienti dagli istituti della contrattazione integrativa di UBI, con l’impegno della banca cessionaria a trattare i relativi capitoli negoziali nella prossima procedura di rinnovo del CIA in BPPB: in particolare, mobilità territoriale, banca del tempo, percorsi professionali.

In dettaglio, l’Accordo prevede che, per le lavoratrici e i lavoratori ceduti:

  • saranno garantiti nel tempo i trattamenti economici individuali acquisiti, le pattuizioni individuali, gli assegni ad personam, i trattamenti di varia natura stabili, con la loro dinamicità, indicizzazione, rivalutazione;
  • è mantenuto il valore del buono pasto (ad eventuale “assorbimento”, fino alla piena concorrenza di valore, nel nuovo CIA);
  • saranno mantenute le previsioni relative al Conto Welfare. Gli importi, fruibili quali prestazioni in welfare, saranno resi disponibili mediante utilizzo di apposita piattaforma;
  • il part-time manterrà le medesime condizioni di provenienza; i contratti in scadenza entro il 31.12.2021 saranno rinnovati, ovviamente salva diversa volontà dei beneficiari, per ulteriori 24 mesi;
  • per i 12 mesi successivi all’integrazione BPPB terrà in considerazione sia le possibili disfunzioni organizzative, sia le carenze formative ed eventuali connesse situazioni problematiche, a giustificazione e tutela delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti nelle attività e nelle relative responsabilità e rischi professionali;
  • lo smart working potrà essere utilizzato con le modalità adottate nella banca cedente;
  • saràriconosciutoilpremioaziendale2020pattuitoinUBI;
  • il credito welfare sarà trasferito e gestito con la piattaforma informatica UBI;
  • per l’anno 2021 sarà garantito il PVR e i riconoscimenti derivanti dai sistemi incentivanti saranno garantiti pro quota, cioè per i mesi di imputazione antecedenti

 

alla cessione;

  • le eventuali giornate di permesso non fruite, derivanti dalla definizione del Premio aziendale 2019 di UBI saranno oggetto di monetizzazione da parte di BPPB;
  • in materia di Previdenza Complementare sono definitivamente consolidate, cioè mantenute “sine die” le contribuzioni aziendali di provenienza; per l’anno 2021 BPPB verserà la contribuzione agli attuali fondi di provenienza. Coloro che non sono iscritti ad alcun fondo complementare potranno dalla data di cessione iscriversi alle forme di previdenza complementare previste in BPPB;
  • anche in materia di assistenza sanitaria integrativa per l’anno 2021 continueranno a trovare applicazione le forme di assistenza sanitaria (assicurative e non) in essere; dal 1’ gennaio 2022 sarà parimenti da ritenersi consolidata l’attuale contribuzione aziendale, con eventuale riconoscimento, in capo alle singole posizioni individuali, di eventuali differenziali economici positivi non assorbiti dalle previsioni CIA di BPPB in materia;
  • al personale ceduto che andrà in esodo o in pensione in base all’Accordo ISP 29 settembre 2020 sarà garantita la copertura sanitaria in essere tempo per tempo nell’azienda cedente;
  • al personale non iscritto ad alcuna forma assistenziale sarà garantita la possibilità di iscrizione alle speculari forme previste in BPPB;
  • finoal31dicembre2021saràgarantital’iscrizioneaicircoliricreatividiprovenienza
  • Le condizioni economiche agevolate in essere presso UBI saranno mantenute per tutti i rapporti bancari trasferiti, compresi, a titolo esemplificativo, i finanziamenti, i mutui ipotecari, gli affidamenti, ecc. Le concessioni creditizie transiteranno in BPPB, in continuità con quelle in essere. Qualora dovesse venire meno la possibilità di mantenerle, BPPB ricercherà una soluzione che contempli le esigenze del dipendente, coerentemente con la sua capacità di reddito. Ai nuovi rapporti bancari attivati successivamente al trasferimento, sarà applicato quanto previsto in
  • le previsioni attualmente in essere in UBI riferite alla mobilità territoriale, continueranno ad essere applicate al personale trasferito in vista della definizione di apposita previsione nell’accordo CIA in BPPB. Inoltre BPPB si impegna a valutare le richieste di trasferimento già in essere, per trasferimenti che saranno disposti successivamente all’ingresso in BPPB, con attenzione alle richieste di avvicinamento al domicilio e/o alla residenza, con particolare riguardo a quelle provenienti dalle categorie più disagiate. Le OO.SS., hanno inoltre raccomandato a BPPB di ridurre al minimo la mobilità geografica diretta e indiretta per tutto il periodo di attuazione del presente

Abbiamo inoltre ottenuto l’impegno di BPPB ad assumere un numero di risorse pari – almeno- al 50% delle Colleghi e dei Colleghi che cesseranno dal servizio per accedere all’esodo o al pensionamento.

Si tratta indubbiamente di un accordo di qualità, frutto del lavoro sinergico del tavolo unitario: delle Segreterie Nazionali e delle delegazioni sindacali aziendali coinvolte. L’Accordo valorizza le disponibilità delle Controparti firmatarie e pone così solide basi normative ed economiche anche per i trattamenti collettivi che saranno definiti dalla contrattazione integrativa, a beneficio dell’intera platea delle lavoratrici e dei lavoratori di BPPB.

Milano, 11 febbraio, 2021

Segreterie Nazionali ISP – UBI – BPPB

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

 

Primo incontro cessione 26 sportelli UBI a BPPB

La bussola sia l’accordo della cessione a BPER.

Nella giornata di oggi si è svolto il primo incontro relativo al trasferimento del ramo d’azienda, da UBI Banca Spa alla Banca Popolare di Puglia e Basilicata (BPPB) Scpa, composto da 26 sportelli (di cui 17 filiali con autonomia contabile e 9 punti operativi senza autonomia contabile), che vede interessati 148 lavoratrici e lavoratori distribuiti in 4 regioni italiane. L’operazione si è resa necessaria a seguito della decisione assunta dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nell’ambito dell’OPAS di Intesa Sanpaolo su UBI dello scorso anno.

In apertura dei lavori l’Amministratore Delegato di BPPB, dr. Piozzi, ha delineato la storia e il percorso compiuto nel corso degli anni dalla Banca, sottolineando il fatto che la stessa ha già realizzato operazioni di aggregazione e concluso con successo un importante percorso di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale orientato sempre alla piena integrazione del personale.

Partendo da questo assunto, l’AD ha rappresentato le ragioni che hanno motivato la volontà aziendale di compiere l’operazione in oggetto, tra queste l’interesse della banca a volersi radicare con maggiori quote di mercato sui territori interessati dalla cessione degli sportelli, puntando sull’acquisto di filiali che possano rappresentare quei valori e tradizioni di banca popolare su cui si fonda la BPPB.

Come Organizzazioni sindacali abbiamo registrato quanto dichiarato dal dr. Piozzi, e valorizzato il percorso, anche sindacale, compiuto dalla banca per raggiungere i suoi obbiettivi, ribadendo altresì che la cultura dell’integrazione, cui la banca ha fatto riferimento, dovrà essere l’elemento portante anche per questa operazione e dovrà comunque essere agita dalle Parti attraverso garanzie e certezze per l’avvenire delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti in questo delicato processo, rispetto a temi quali la tenuta occupazionale e la valorizzazione delle professionalità.

Abbiamo inoltre ricordato alla controparte tutte le sfide già affrontate, tempo per tempo, dalle lavoratrici e lavoratori impattati da questo nuovo processo di acquisizione, in occasione delle quali i colleghi hanno sempre saputo fronteggiare i cambiamenti, anche significativi, con spirito di responsabilità e dedizione alla professione. Per queste ragioni, riteniamo indispensabile il supporto della Banca cessionaria per affrontare l’impatto con il nuovo contesto lavorativo.

A tal proposito, l’AD ha rassicurato circa il fatto che è loro ferma intenzione integrare le colleghe e i colleghi coinvolti, riconoscendone il patrimonio professionale e valoriale.

Come OO.SS. abbiamo chiesto alle aziende di adoperarsi al fine di evitare la “doppia migrazione informatica: UBI-ISP e successivamente ISP-BPPB”. Pur rendendosi conto della difficoltà, Intesa Sanpaolo ha però descritto questo percorso come “passaggio obbligato”.

Considerata la particolarità dell’operazione, abbiamo chiesto riscontri rispetto alla salvaguardia dei territori in cui operano le strutture oggetto della presente cessione, e che siano assicurate alle colleghe e colleghi che operano nelle filiali interessate risposte certe in merito sia al futuro lavorativo e professionale sia al mantenimento dei diritti collettivi e individuali conquistati nel tempo.

Lo scorso 30 dicembre 2020 è stato siglato un importante accordo di  cessione rami d’azienda da ISP a BPER. In tal senso, riteniamo che tale intesa debba rappresentare anche in questo contesto la base di riferimento normativo delle tutele da garantire.

Milano, 26 gennaio 2021

Segreterie Nazionali e Delegazioni Sindacali Aziendali ISP – UBI – BPPB

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

 

QUI IL DOCUMENTO IN PDF

 

Siglato accordo sulla cessione dei rami di azienda ISP e UBI a BPER

Nelle primissime ore di oggi è stato siglato l’accordo per la cessione di 5.107 lavoratori provenienti da UBI e da ISP a BPER. Si tratta di un’intesa che è rilevante, in termini di dimensioni, perimetro e riflessi occupazionali, per l’intero settore bancario, e soprattutto per le sue immediate prospettive di consolidamento e sviluppo, e che ha impegnato le Parti ad un confronto difficile e serrato, persino aspro, ma alla fine fruttuoso.

L’accordo prevede garanzie e tutele economiche e professionali, attraverso una normativa che:

  1. consolida diritti individuali (retributivi e no);
  2. mette in sicurezza temporanea i diritti collettivi garantiti dagli accordi delle banche di provenienza;
  3. individua tempi e modalità per armonizzare la contrattazione di secondo livello in BPER che, per effetto della incorporazione del personale ceduto, consentirà di acquisire ulteriori diritti e garanzie economiche.

In particolare, in ambito BPER, nel corso del 2021 saranno negoziati con le OO.SS. aziendali accordi su ulteriori temi, tipici della contrattazione integrativa, quali: inquadramenti, permessi, buoni pasto, ecc. Quello sottoscritto oggi può definirsi “accordo ponte”, poiché consente il passaggio dalle attuali normative aziendali ISP e UBI al contratto aziendale BPER in fase di successiva e progressiva contrattazione.

Nel prendere atto della definizione dei “rami d’azienda”, abbiamo contestato l’esclusione -dai rami oggetto della cessione- di personale assegnato amministrativamente ad altre strutture, nonché l’inserimento di lavoratori appartenenti a UBIS ma distaccati presso le filiali cedute.

Abbiamo ottenuto inoltre la conferma da BPER che l’operazione non determina né riduzioni né esternalizzazioni di personale.

L’accordo prevede in particolare:

  • mantenimento e consolidamento, in via definitiva, di tutte le voci di retribuzione presenti in busta paga e dei livelli di contribuzione aziendale ai Fondi pensione e ai Fondi Sanitari di provenienza del personale ceduto;
  • salvaguardia dei part time in essere fino alla scadenza prevista, con mantenimento dell’orario di lavoro e della durata. I part time in scadenza nel 2021 saranno rinnovati per 2 anni;
  • corresponsione del premi variabili (Premi aziendali – Premio Variabile di Risultato) al personale ceduto sulla base degli accordi delle aziende di provenienza per il 2020;
  • trasferimento alle modalità operative di BPER del credito welfare residuo compreso il riconoscimento degli importi eventualmente spettanti a titolo di sistemi incentivanti (tra cui, ad esempio Olympics e Premio SET);
  • riconoscimento “pro-quota” per il 2021 di premio aziendale, PVR e degli eventuali sistemi incentivanti delle rispettive aziende;
  • mantenimento dell’iscrizione ai Fondi pensione e ai Fondi sanitari di provenienza per tutto il 2021;
  • dal 2022 adesione alle forme di assistenza e previdenza previste in BPER, salvaguardando la contribuzione aziendale di provenienza, che sarà riconosciuta, negli eventuali differenziali positivi, direttamente in capo alle posizioni individuali delle Lavoratrici e dei Lavoratori interessati;
  • i rapporti di cc, fidi, prestiti e mutui preesistenti e ancora in essere transiteranno in BPER in continuità alle attuali condizioni, fatto salvo il merito creditizio. Ai nuovi rapporti saranno invece applicate, dalla data della cessione a BPER, le condizioni di agevolazione previste in BPER;
  • per tutto il 2021 rimarranno in vigore le attuali previsioni ISP e UBI relative al contratto di secondo livello (permessi, turni, reperibilità, ruoli, ticket, ecc.);
  • per il personale proveniente da ISP è sancita la salvaguardia dei percorsi professionali in essere per il 2021, se migliorativi delle analoghe previsioni vigenti in BPER, e l’inserimento immediato nei ruoli e percorsi professionali di BPER per il personale proveniente da UBI e per il personale proveniente da ISP non “in percorso”. Gli automatismi economici e inquadramentali di ISP saranno mantenuti sino al 31 dicembre 2021, successivamente saranno oggetto di contrattazione nell’accordo di armonizzazione.
  • Abbiamo ottenuto da ISP una dichiarazione in cui l’azienda si impegna a porre particolare attenzione nelle assegnazioni delle colleghe in maternità e del personale lungo assente che non è stato ricompreso nel “ramo” ceduto.
  • Verranno garantiti percorsi formativi per il consolidamento e lo sviluppo delle competenze professionali maturate e per l’acquisizione di nuove conoscenze.
  • Verranno mantenute sino alla scadenza dell’accordo le regole vigenti in tema di mobilità territoriale nell’azienda di provenienza. Per il personale di BPER soggetto a mobilità territoriale direttamente impattato dalla riorganizzazione saranno applicati i trattamenti di mobilità straordinaria previsti dall’accordo 29.10.2019 – Piano Industriale Gruppo BPER; inoltre c’è l’impegno dell’azienda a valutare eventuali modalità di intervento in presenza di situazioni di disagio di organico/organizzativo nelle strutture di provenienza degli “allineatori”;
  • per tutto il personale, in relazione ad eventi correlati ad attività svolte nel periodo dell’armonizzazione e per i 12 mesi successivi, BPER terrà conto delle eventuali disfunzioni organizzative, delle modalità operative/normative differenti, delle necessità formative, di episodi e/o situazioni problematiche che coinvolgano le/i colleghe/i. Tutto ciò al fine di salvaguardare le lavoratrici e i lavoratori e con l’obiettivo di tutelare gli stessi da rischi patrimoniali e/o disciplinari.
  • L’accordo prevede inoltre un importantissimo impegno di BPER non solo alla salvaguardia occupazionale del personale ceduto, ma anche alle nuove assunzioni: si tratta di un numero di risorse pari almeno al 50% delle Colleghe e dei Colleghi che usciranno per esodo/pensione.

Indichiamo per ultimo un tema che è stato particolarmente a cuore del tavolo sindacale unitario, e che ha visto impegnato in un clima di grande coesione Segreterie Nazionali e Delegazioni aziendali/di Gruppo: le tutele professionali. Abbiamo rivendicato e ottenuto certezza e stabilità di tutele, già garantite dalle Aziende di provenienza, anche da parte di BPER per le Lavoratrici e i Lavoratori acquisiti. Esse riguardano sia le delicate problematiche delle responsabilità penali, civili e disciplinari relative a vicende pregresse, sia le responsabilità giuridiche che potranno registrarsi nella fase successiva al passaggio in BPER.

Le Organizzazioni Sindacali hanno voluto richiamare all’interno dell’accordo la necessità di valorizzare i contenuti espressi nell’accordo nazionale e in quelli ISP/UBI/BPER sulle politiche commerciali.

In concomitanza con l’accordo sulla cessione di ramo d’azienda è stato sottoscritto un ulteriore accordo che riconosce alle/ai colleghe/i provenienti dal Gruppo UBI quanto previsto dal contratto di secondo livello di ISP “Conciliazione tempi di vita tempi di lavoro” in materia di: “Banca del tempo” e “Sospensione volontaria attività lavorativa”.

Come OO.SS. riteniamo si tratti di un accordo indubbiamente positivo, che offre garanzie e tutele a tutte le/i lavoratrici/tori e traccia un percorso per l’armonizzazione futura, consentendoci di negoziare in serenità i trattamenti normativi collettivi nella nuova azienda, con un occhio rivolto all’occupazione e al radicamento delle filiali nei territori.

In una situazione di preoccupazione generale per l’intera popolazione, durante la quale le lavoratrici e i lavoratori bancari si sono adoperati con spirito di servizio per risolvere tutte le problematiche di una clientela frastornata dagli eventi, resa ancora più complicata da un operazione societaria di sviluppo -unica nel settore e che da anni non si vedeva- l’aver concretizzato un accordo che allevia, almeno in parte, le preoccupazioni delle lavoratrici e dei lavoratori crediamo possa rappresentare un presidio valido per superare le ulteriori difficoltà di integrazione.
Auguriamo a tutti un 2021 sereno, in cui siano al più presto soddisfatte le aspettative di un ritorno a condizioni di vita normali e a una socialità piena e appagante.

qui il documento delle Segreterie nazionali in pdf

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