Archivio Direzione Regionale Toscana e Umbria

IL “PERSONALE” AL CENTRO DI TUTTO

Ce lo siamo sentiti dire molte volte ma, spesso, non tutti noi capiamo se il centro sia espressione del “fulcro” o del “bersaglio”.

Purtroppo alle nostre evidenze sindacali arrivano sempre più segnali che i colleghi siano il bersaglio a tutta una serie di problematiche aziendali: processi, procedure incomprensibili e “inesattezze” comunicative, il tutto condito col solito obiettivo del “risultato” senza se e senza ma.

Vogliamo ora usare in maniera completa la parola del titolo rivolgendoci all’importante “funzione del

Personale” che gestisce le risorse tutte e domandare che riscontro hanno di tutto questo?

Il loro è un compito difficile, lo capiamo, ma dal territorio spesso arrivano riscontri discordanti su attuazione di norme e sulla gestione delle richieste dei colleghi.

Detto questo agevoliamo sinteticamente alcune considerazioni in ottemperanza al nostro protocollo delle relazioni industriali del 14 Aprile 2021:

  • Art 7 comma 6. Quante sono le riduzioni di intervallo concesse e quali caratteristiche il collega deve avere per ottenerle? Ci arrivano segnalazioni contraddittorie sulle
  • Art 7 comma 1. Quante sono le richieste di mobilità soprattutto dei colleghi interessati ad un trasferimento in Filiale Digitale?
  • Art 7 comma 1. Quanti sono i colleghi che hanno fatto richiesta di svolgere lavoro Flessibile da casa perché ricadenti nella previsione di legge per i figli under 14?

Ricordiamo ed esortiamo i colleghi affinché qualsiasi richiesta rivolta all’Azienda sia sempre fatta in forma scritta. Questo non solo agevolerà il nostro operato in funzione statistica ma, soprattutto, rappresenta la prima difesa contro le troppe cose che rimangono appese al “filo” del detto ma non ricordo.

Coordinamenti ISP Aree Firenze e Prato – Toscana Sud

Firenze, 01 dicembre 2022

TRIMESTRALE AREA PISTOIA E LUCCHESIA: CLIMA IRRESPIRABILE

TRIMESTRALE? STESSA SPIAGGIA STESSO MARE!

Come da prassi ormai consolidata anche nell’incontro trimestrale del 29 luglio l’Azienda esprime forti resistenze a comprendere e ad agire di conseguenza sulle criticità che emergono sulla rete commerciale.

La prima emergenza sono gli ORGANICI, sempre più ridotti a seguito di esodi/pensionamenti e fragilità Covid.  Chi è rimasto in filiale deve gestire carichi di lavoro sempre crescenti dovuti alla complessità di servizi dovuti alla clientela – superbonus e consulenza finanziaria nell’instabilità dei mercati a titolo di esempio – e costanti e imperiture pressioni alla vendita.

La penuria di gestori base, che si riverbera sui gestori e sull’equilibrio generale di filiale, porta a disservizi continui, sia nelle filiali piccole che rimangono sguarnite per settimane intere, sia nelle filiali più grandi, dove i pochi cassieri rimasti subiscono carichi di lavoro sempre più pressanti e con rischi operativi altissimi.

A fronte delle emergenze evidenziate l’Azienda si trincera dietro la transizione digitale, dimenticando che, nonostante i passi avanti compiuti grazie all’impegno dei colleghi, esiste ancora un segmento di clientela che non possiede gli strumenti culturali e tecnologici per adattarsi al cambiamento.

Il cambiamento richiede non solo tempo, ma anche persone presenti nei luoghi dove la relazione con il cliente si esplica.

Alla domanda se sono previste assunzioni nella nostra rete è stato risposto …….UNO STAGISTA!

Sul tema delle PRESSIONI COMMERCIALI non sono più tollerabili le continue richieste di spiegazioni su quanto fatto o NON FATTO negli incontri programmati, nonostante gli esiti inseriti in agenda come da modello di servizio, o i richiami che vedono coinvolti talvolta anche le funzioni del personale, pure se “camuffati” da colloqui collaborativi, se non si raggiungono i risultati previsti.

Come sempre, l’Azienda riconduce a singoli comportamenti non corretti da segnalare, ma il clima generale è preoccupante e i colleghi/e sono esausti/e.

Altro capitolo dolente e costante è la FORMAZIONE: si è diffuso il messaggio distorto che la formazione flessibile in filiale può essere richiesta solo per 4 giorni (1 per trimestre) quando ogni collega, dovunque lavori, ha diritto a 8 giorni complessivi.

Laddove 4 giorni da concordare non siano autorizzati i colleghi devono essere messi in grado di svolgere i corsi in filiale senza interruzioni di sorta, ma assistiamo invece a una fruizione frettolosa e superficiale (e la modalità è già didatticamente poco efficace) anche su argomenti come l’Antiriciclaggio, perché, come al solito, in primis VENDERE, e nei ritagli di tempo scorrere le pagine di Apprendo. Niente di nuovo sotto al sole, viene da dire, nonostante le continue denunce.

CHIEDIAMO UNA FORMAZIONE ADEGUATA E DI QUALITA’, LA CESSAZIONE DELLE SPINTE A VENDERE PURCHESSIA E PROCESSI OPERATIVI EFFICIENTI

Il benessere delle “nostre” persone passa da ritmi di lavoro che non abbiano contorni da catena di montaggio, da relazioni professionali chiare e rispettose della nostra professionalità, dalla qualità dei servizi e dell’assistenza che dovremmo garantire ai nostri clienti.

CHIEDIAMO ANCHE A TUTTI I NOSTRI COLLEGHI di non lasciarsi trascinare dal vortice del “va fatto” e segnalare immediatamente al proprio rappresentante sindacale ogni “invito” a qualsiasi tipo di pratica commerciale scorretta.

Pistoia 2 agosto 2022

                                            Coordinamenti RR.SS.A Intesa Sanpaolo Area Pistoia e Lucchesia

                                                         Fabi    –   First Cisl   –   Fisac Cgil   –   Uilca    –   Unisin

 

 

AREA UMBRIA – TRIMESTRALE 22/07/2022

“Tutto bene….., Madama la Marchesa.”

Il 22 luglio si sono incontrati le Organizzazioni Sindacali e i Rappresentanti della Banca, per la trimestrale della Regione Umbria. Al di là della correttezza formale che caratterizza tali incontri, rileviamo una profonda distanza tra la narrazione che le funzioni aziendali fanno della situazione e quello che quotidianamente viviamo nella rete e negli uffici.
La distanza è tale che ci interroghiamo su quale sia ormai, il reale significato di tali appuntamenti. Per la Banca è l’occasione di ribadire che dalle Alpi alla Sicilia “va tutto bene e viviamo nel migliore dei mondi possibili”.
Per i Sindacati e i Colleghi che essi rappresentano, è una dolorosa conferma di quanto siano ormai inconciliabili tali proclami, con la quotidianità che viviamo e di conseguenza, quanto siano inutili questi dialoghi tra sordi.
Gli organici ormai all’osso, appesantiti da uscite, dimissioni, ferie, malattie, quarantene e varie, sono giudicati dalla banca adeguatissimi e anzi in molti casi in eccesso, quindi quando noi chiediamo anche per la nostra Regione una giusta quota di assunzioni, esse ci sono negate.
Il dimensionamento di molte filiali e uffici, ormai solo simbolico e spesso anacronistico, vista la mole di clientela e pratiche che devono gestire, in conseguenza delle moltissime chiusure e accorpamenti e delle crescenti incombenze da svolgere, è giudicato sempre adeguato e mai passibile di revisioni se non al ribasso, senza conoscere nemmeno come tali decisioni sono state prese.
Gli spazi fisici e le condizioni di salubrità e decoro di molte sedi, a nostro parere non rispondenti né alle esigenze dei Clienti, né tantomeno dei Colleghi, sono invece ritenuti perfettamente idonei dalla Banca.
La formazione, a nostro giudizio pilastro insostituibile per un’adeguata protezione dai rischi professionali per i Colleghi, sta diventando, nonostante anche recenti accordi in materia, sempre più difficile da fruire in modo efficace, relegata in un ruolo ancillare, dalle sempre crescenti esigenze operative e dai pressanti obbiettivi di budget. Salvo tornare poi alla ribalta, come dovere non derogabile in occasione di contestazioni disciplinari, valutazioni personali e di struttura.
Lo smart working, tema delicatissimo da affrontare e gestire, per gli impatti che produce sulla qualità della vita e sulle prospettive professionali delle persone, rischia di diventare quasi uno strumento di scambio da usare per condizionare le scelte dei colleghi, specie di quelli adibiti alle filiali on line e ai distaccamenti, con forzature che potrebbero andare oltre le previsioni del CCNL di riferimento.
Questo è solo un parziale elenco delle abissali distanze che ormai rileviamo in Umbria e in tutta Italia, tra le posizioni della Banca e quelle dei lavoratori. Queste distanze sono così ampie che ci chiediamo e lo chiediamo alla Banca, ai suoi vertici nazionali, se non sia ora di cercare insieme, nuovi strumenti di relazioni sindacali e di praticare atteggiamenti diversi, di minore cecità nei confronti dei temi che i Sindacati sollevano, anche nell’interesse del futuro della nostra Banca.

Tutto questo non fa altro che ribadire ulteriormente un chiaro concetto: I DIRIGENTI AZIENDALI FANNO IL LORO LAVORO E SPESSO DOPO QUACHE ANNO VANNO ALTROVE, I DIPENDENTI, NORMALMENTE LEGANO TUTTA LA LORO VITA LAVORATIVA ALLA BANCA!

Spoleto, 29 luglio 2022

I Coordinatori Territoriali Intesa Sanpaolo dell’UMBRIA

FABI FIRST FISAC UILCA UNISIN

AREA UMBRIA – Gli errori effettuati o gli errori indotti?

Sempre più spesso ci chiediamo quali effetti possano produrre incaute pressioni commerciali sui colleghi e sui clienti. La storia insegna che oltre a infauste conseguenze sui clienti, motivo già di per se più che sufficiente per sospenderle, spesso le stesse sono in grado di produrre seri danni ai colleghi sia in termini di stress da lavoro correlato sia esponendo gli stessi a grandi rischi operativi.

Andiamo con ordine dopo i nostri reiterati interventi, denunce e segnalazioni, recentemente constatiamo una strana metamorfosi nella modalità di attuazione delle pressioni, non tanto nell’intensità, ma soprattutto nelle modalità. Si sono attenuate le classifiche di fantozziana memoria, le email con sottili tratti minacciosi, le gogne pubbliche, ma nonostante tutto ciò il clima aziendale non è migliorato ed è rimasto teso quanto e più di prima.

La nuova frontiera ora è data dalla sistematica contrazione del tempo necessario per svolgere qualsiasi corretta attività di vendita. Vengono sempre più spesso richiesti risultati ancor prima di aver cominciato a vendere, si chiedono di fissare date per rogitare finanziamenti ancor prima di averne iniziata la lavorazione producendo, anche da parte di figure apicali dell’organizzazione, un’insostenibile pressione su tutti i colleghi. Pressioni costanti e difficili da sostenere con l’inevitabile conseguenza di cercare nella vendita o nel buon esito della pratica a tutti i costi, l’unica via d’uscita!

La cosa che più indigna è che “chi spinge, chi segnala” mai mette la faccia o la firma mentre gli stessi sono i primi a mettere la propria di faccia quando è tempo di premi o riconoscimenti tanto da domandarsi che fine abbia fatto il famoso senso di responsabilità sociale che i cosiddetti “Capi” dovrebbero avere.

Il risultato è che sempre più colleghi trascorrono notti insonni a pensare a quanto fatto in giornata, sperando che dal proprio operato non emergano difformità rispetto alla policy aziendale tali da esporli a rischi personali e diretti. Non è un caso che qualsiasi grande organizzazione poggi le proprie fondamenta sulla netta separazione delle diverse strutture che la compongono, beneficiando pertanto della
contrapposizione e bilanciamento tra funzioni di controllo e funzioni operative.

I problemi nascono ogni qualvolta una struttura prevale sull’altra, svilendo il ruolo dell’una a favore delle ragioni dell’altra. Per intenderci il commerciale faccia il commerciale i crediti, nella loro accezione più ampia, facciano i crediti, i controlli facciano i controlli e così via……., senza che nessuna di queste importantissime funzioni abdichi il proprio ruolo in ragione delle altre.

Concludendo invitiamo i colleghi a porsi sempre questa domanda:
E’ giusto o conveniente, rischiare il proprio posto di lavoro e le proprie risorse economiche per un’eventuale lusinga telefonica da parte di qualcuno, che non esplicita in modo corretto e formalmente riscontrabile, quanto ci chiede di fare?

Mettiamo in guardia chiunque della Banca si sentisse “divinamente chiamato” a porre in essere maldestre pressioni di vendita che, in caso di infauste conseguenze, non faremo sconti a nessuno riservandoci sin d’ora ad utilizzare qualsiasi strumento a nostra disposizione nel far emergere le vere responsabilità di quanto eventualmente posto in essere.

Perugia, 30 maggio 2022


I COORDINATORI TERRITORIALI dell’UMBRIA

FABI FIRST FISAC UILCA UNISIN

VOLANTINO

Toscana: cambia il vento?

CAMBIA IL TIMONIERE: ADESSO DOBBIAMO FAR CAMBIARE ANCHE IL VENTO

 Il giorno 26 aprile 2022 si è tenuto l’incontro annuale della DR Toscana-Umbria, con la partecipazione del nuovo Direttore Regionale Tito Nocentini che ha elogiato l’impegno di colleghi e colleghe, anche nei mesi difficili di alta diffusione del contagio e, insieme ai Direttori Commerciali, ha espresso soddisfazione per i risultati raggiunti già in questi primi mesi del 2022, nella consapevolezza delle difficoltà rivenienti dal contesto pandemico e geopolitico internazionale.

Su sollecitazione delle OOSS, ha espresso l’intenzione di adoperarsi per un miglioramento del clima di lavoro nel territorio, dando disponibilità al confronto costante e all’ascolto, anche per combattere quei comportamenti irrispettosi che le sigle sindacali hanno dovuto ricordare, e che il Direttore ha definito frutto di iniziativa personale e poco consoni a motivare od aiutare i colleghi a raggiungere gli obiettivi di budget che, ancorché creati prima del peggiorare della situazione internazionale, non saranno comunque rivisti.

Abbiamo apprezzato la volontà di ascoltare i dipendenti ed i loro rappresentanti e abbiamo invitato ad un monitoraggio più puntuale sul tema delle pressioni commerciali, anche nell’interesse dell’azienda.

Solo il tempo ci dirà se questa dichiarazione d’intenti si tradurrà in comportamenti adeguati.

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Senza Tregua: in Toscana il budget a prescindere!

Da oltre un mese assistiamo agli eventi di guerra in Ucraina, con gravi ripercussioni anche sull’economia del nostro paese, eppure la nostra Direzione ha pensato di aumentare il budget dei collocamenti di marzo del 20%, con i mercati in piena turbolenza, quando gli obiettivi realmente richiesti sono già di gran lunga superiori a quelli cosiddetti “ufficiali”, registrati nel Portale Più.

E’ ormai non più sopportabile l’ipocrisia aziendale che a parole definisce i dipendenti come il bene più prezioso e dall’altra li vessa con richieste di obiettivi irraggiungibili, in filiali sempre più stremate e processi inefficienti…..

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Il Natale di Mr.Scrooge: le pressioni alla vendita sono il nuovo omaggio natalizio

Sono ormai lontani gli anni in cui l’Azienda augurava buone feste ai propri dipendenti, magari omaggiandoli con un piccolo presente accompagnato da due righe di augurio da parte dei vertici aziendali.

Adesso, invece, siamo al paradosso che i dirigenti locali, per Natale, pretendono di avere loro in regalo numeri esaltanti, accompagnando le loro pretese da comunicazioni motivazionali mascherate da auguri.

Infatti, ci risulta che sul nostro territorio siano state fatte, ai colleghi gestori di filiale, richieste di raggiungere l’intero budget di gennaio entro la prima settimana del mese, o in altri casi il 50% del budget mensile nei primi 3 giorni lavorativi, o ancora nel mese di gennaio il 150% del budget!!!

Aggiungiamo che queste festività sono, drammaticamente, caratterizzate da un riacuirsi dei contagi da covid19, che purtroppo stanno raggiungendo i numeri impressionanti dell’anno scorso con una progressione rapidissima, in un contesto di Filiali che dopo i recenti accorpamenti risultano ancor più affollate da colleghi e clienti.

Ed in questo preoccupante contesto, l’azienda sembra essersi focalizzata esclusivamente sui risultati commerciali (che risulterebbero eccessivi anche in una situazione di normale attività), ignorando del tutto il momento che il paese e il mondo intero sta attraversando.

Ancora una volta ai dipendenti di questa Azienda viene richiesto il sacrificio di esporsi ad un rischio salute ma, a differenza del periodo di lockdown, stavolta non per garantire un servizio essenziale alla società ma per poter incrementare gli utili degli azionisti ed i compensi dei manager.

Più che di Babbo Natale sembra più il Natale di Mr. Scrooge (da “il Canto di Natale” di C.Dickens)

Riteniamo questo comportamento aziendale totalmente sbagliato ed inutilmente rischioso (ci sono già casi di filiali chiuse a causa di contagi e la filiale chiusa, come è ovvio, non può produrre utili profitti ma, al contrario, solo costi, danni umani e patrimoniali).

Non mancheremo di chiedere all’azienda di assumersi le responsabilità di questa condotta assolutamente scellerata.

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AREA UMBRIA – TRIMESTRALE 22/09/2021

Si è svolto il 22/9/2021 in modalità videoconferenza il secondo incontro trimestrale del 2021 per la regione
Umbria.

Per l’azienda erano presenti Hensel Anna Kamila per relazioni industriali,

Giacomini Paolo Christopher responsabile personale Ass Rete,

Tommasi Maria Novella responsabile Coordinamento territoriale PAR Umbria.

La riunione si è aperta con l’intervento del Direttore Commerciale Exclusive -Prestopino Alberto che ha evidenziato come sotto il profilo economico al 31/7/2021 la Direzione Regionale sia in linea su tutti i 3 mercati commerciali: Retail, Imprese ed Exclusive, ringraziando il personale per l’impegno profuso. Sia i risultati che gli apprezzamenti ricevuti rendono ancora più stridente il contrasto con le considerazioni che abbiamo dovuto esprimere, come rappresentanti di coloro che questi successi contribuiscono in modo determinante ad ottenerli, ovvero:

PRESSIONI COMMERCIALI:  Basta, la misura è colma!
FORMAZIONE COLLEGHI EX UBI, CARICHI DI LAVORO E ORGANICI:
PESATURE PORTAFOGLI/GESTORI E CONSOLIDAMENTI (COMUNICAZIONI IN RITARDO):
DISTACCAMENTI FOL:
CHIUSURE-ACCORPAMENTI FILIALI ENTRO 31/12/2021:
TRIMESTRALI DA RECUPERARE ENTRO FINE ANNO (4):
GREEN PASS:
CONCLUSIONI

Nella nostra Regione essi, stanno fallendo clamorosamente la mission che, almeno sulla carta la Banca gli
affida, divenendo un problema invece che una soluzione per tutti.

COORDINAMENTI TERRITORIALI RSA INTESASANPAOLO UMBRIA
FABI FIRST/CISL FISAC/CGIL UIL.CA/UIL UNISIN

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TRIMESTRALE AREA PISTOIA E LUCCHESIA: CRITERI DI (IN)SOSTENIBILITA’ AZIENDALE

IL 29 settembre si è svolto l’incontro trimestrale tra OO.SS Area Pistoia e Lucchesia ed i rappresentanti aziendali.

A fronte agli ottimi risultati di Direzione Regionale (di cui però abbiamo ricevuto solo dati approssimativi specifici dell’Area) abbiamo denunciato il clima sempre più deteriorato della rete commerciale, con pressioni commerciali fuori controllo, budget sempre più pressanti e organici sempre più ridotti per le uscite per esodo e creazione dei distaccamenti FOL.

L’Azienda si è limitata a derubricare i comportamenti scorretti della filiera commerciale a singoli episodi, su cui assume l’impegno a intervenire. Peccato però che le segnalazioni sui singoli diano risultati limitati nel tempo e, soprattutto, non sanino il clima complessivo ormai avvelenato da ossessive richieste di risultati – ormai neanche più giornaliere ma talvolta anche orarie – incomprensibili e ingiustificabili.

Se la metà delle segnalazioni alla casella “Iosegnalo” proviene dalla Toscana è evidente che nel nostro territorio il problema ha assunto proporzioni ormai inequivocabili.

Abbiamo ulteriormente segnalato nello specifico:

l’uso scorretto che viene fatto dell’altimetro e le indebite pressioni perché i colleghi lo facciano con determinati criteri;

la mancata chiarezza sui distaccamenti FOL in merito a orari e assegnazioni;

i criteri incomprensibili di portafogliazione, che vedono in capo al direttore un numero indefinito di clienti;

l’abbandono del presidio di accoglienza clienti, data la mancanza ormai strutturale di gestori base, che ha dato luogo in estate alla sospensione in diverse filiali del servizio di cassa alla clientela, e che comporta l’aggravio dei carichi di lavoro sugli altri gestori già oppressi dagli obiettivi commerciali;

la gestione degli “accorpamenti” delle filiali, che implica ulteriore mole di lavoro, aumenti esponenziali di budget e risorse assegnate insufficienti;

la gestione delle pratiche di mutuo, a cui l’Azienda ha risposto che, essendo in via di miglioramento (?!) non intende assegnare ulteriori risorse agli uffici di supporto;

la “formazione”, che, nelle condizioni date, assume i contorni della farsa.

Altro tema controverso è la concessione della pausa pranzo ridotta a chi rinnova l’orario part-time misto: l’azienda non intende concedere la riduzione della pausa pranzo se non in via eccezionale, adducendo la difficoltà di gestire orari diversi fra colleghi in condizioni di orario standard per tutte le filiali.

Intanto nessuna nuova assunzione è prevista nella nostra Regione.

E’ intollerabile che un’Azienda che si fa vanto di utili di bilancio stratosferici, del proprio Codice Etico, della propria responsabilità sociale non ascolti la voce delle colleghe e dei colleghi, il vero patrimonio di questa banca, e non si assuma la responsabilità di correggere alla fonte i comportamenti e le direttive che avvelenano il clima lavorativo.

Per tutte queste criticità emerse e non risolte e a fronte delle risposte insufficienti avvieremo ogni iniziativa necessaria a rivendicare il diritto di lavorare in condizioni sostenibili.

 

Coordinamenti Rsa Area Pistoia e Lucchesia

Fabi – First Cisl – Fisac Cgil – Uilca – Unisin

 

 

Toscana: per l’unità, contro i protagonismi

PER L’UNITÀ, CONTRO I PROTAGONISMI

Nelle giornate del 28 e 29 settembre scorsi, come previsto dal Protocollo sulle Relazioni Industriali di Gruppo ISP, si sono svolti gli incontri trimestrali delle 3 aree toscane (Firenze e Prato, Pistoia e Lucchesia e Toscana Sud). 

Del primo incontro è stato redatto il 30 settembre un volantino unitario firmato e condiviso da tutte le 5 sigle del tavolo e inviato alle iscritte e agli iscritti il primo ottobre.

Del secondo incontro è nostra intenzione scrivere un comunicato di cui daremo conto appena possibile.

Dobbiamo però prendere atto, e riteniamo doveroso informarne la platea dei nostri rappresentati, che una organizzazione sindacale ha ritenuto di dover successivamente distanziarsi, non solo dal testo condiviso e firmato, ma anche dalla linea di azione sindacale discussa in intersindacale e preannunciata dal volantino unitario, volta a migliorare le condizioni di lavoro di colleghe e colleghi, minate in primo luogo dalle pressioni intollerabili alla vendita.

É nostra ferma intenzione intraprendere tutte le azioni necessarie a cambiare un modello bancario che ricerca profitti con la vendita a tutti i costi, anche con pressioni e vessazioni lesive della dignità personale, correndo sempre di più il rischio del mancato rispetto delle normative.

Per questo, nella consapevolezza che si tratta di un tema ampio e diffuso in tutto il settore, abbiamo proposto e (pensavamo) condiviso, di coinvolgere le strutture territoriali di tutte le sigle, cioè i dipendenti di tutte le banche le cui condizioni di lavoro sono parimenti da tutelare, in modo da tenere alta l’attenzione, anche attraverso manifestazioni, presidi o quello che sarà necessario, su un tema che abbiamo portato tutti noi all’attenzione delle forze politiche nazionali.

L’unitarietà è un valore che va perseguito con rispetto da tutti, non può essere utilizzato a corrente alternata a seconda delle convenienze: vi abbiamo sempre detto che l’unitarietà è un valore e che quando si è divisi è più facile venire sconfitti.

Noi continueremo con serietà, pazienza e lungimiranza e senza rincorrere glorie e protagonismi di breve periodo, a lavorare per tutelare concretamente lavoratrici e lavoratori.

I COORDINAMENTI RR.SS.AA. ISP TOSCANA

FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

Firenze, 7ottobre 2021

click qui per il pdf

 

24 settembre: sosteniamo colleghe e colleghi MPS

A fianco di colleghe e colleghi MPS domani in sciopero. La vicenda Monte dei Paschi non avviene per caso e all’improvviso. Le operazioni finanziarie spericolate, la ricerca del profitto immediato senza il calcolo dei rischi di lungo periodo, l’offerta alla clientela di prodotti ben remunerativi ma poco attenti ai reali bisogni delle persone, sono elementi su cui dobbiamo vigilare in tutto il settore perchè certe storie non si ripetano.

click qui per il volantino unitario

Sosteniamo lavoratrici e lavoratori della GKN!

Sosteniamo la vertenza delle lavoratrici e dei lavoratori della GKN!!

 

La vicenda ormai tristemente nota del licenziamento di 422 persone dipendenti dello stabilimento di Campi Bisenzio da parte della GKN, impresa di proprietà del fondo di investimento inglese Melrose, ci chiama a reagire tutti e tutte in ogni forma (dal recarsi presso l’azienda dove i dipendenti sono in presidio permanente al sostenerli economicamente) ma soprattutto a riflettere sugli effetti della finanziarizzazione  dell’economia reale, che, se non regolata e disciplinata da norme cogenti a difesa del lavoro, impoverisce i territori e determina ulteriori disuguaglianze.

Il settore del credito non può aderire, a causa della normativa che disciplina i servizi dichiarati essenziali, allo sciopero generale indetto a livello provinciale per le prime 4 ore di lunedì 19 luglio, ma bancarie e bancari, con tutti i sindacati che li rappresentano, devono appoggiare convintamente quella lotta e queste OO.SS lo faranno partecipando alla manifestazione che si terrà lunedì dalle 9 in Piazza Santa Croce a Firenze per chiedere:

•          il ritiro dei licenziamenti

•          la tutela del tessuto industriale locale e del paese

•          un modello economico e finanziario basato sui diritti, la legalità e il rispetto del lavoro

Come sigle sindacali del territorio fiorentino della prima banca del paese, riteniamo fondamentale assicurare tutto il nostro appoggio e avviare una seria e profonda riflessione su un sistema economico globale insostenibile che deve essere ricostruito su fondamenta più eque, solidali, civili, a partire dal credito e dalla finanza, anche cominciando a immaginare una mobilitazione a livello europeo.

Le RSA IntesaSanpaolo del territorio metropolitano fiorentino

Firenze, 16 luglio 2021

gkn unitario def

UNA TRIMESTRALE PARTICOLARMENTE….. FASTIDIOSA

“Se si intende un costante presidio sull’ attività svolta, sui risultati e sulla programmazione, allora nella ns. DR ci sono pressioni commerciali. Se invece le Filiali vengono chiamate e richiamate con insistenza senza apportare nessun aiuto, non si tratta di pressioni commerciali ma di fastidio

“… Le segnalazioni alla casella IOSEGNALO sono come le file alle casse in filiale, per fortuna che ci sono…”

… Mutui: “non intervengo mai quando le cose vanno bene. In pratica si eroga cosa ci serve per fare il budget mensile, né di più né di meno…”

Queste sono alcune delle frasi che il Direttore Regionale ha esternato in risposta ai nostri interventi durante l’incontro Trimestrale Annuale della Direzione Toscana Umbria tenutosi martedì 29 giugno 2021.

Riteniamo assolutamente inammissibile banalizzare in questo modo il tema delle pressioni commerciali derubricandolo, al massimo, ad un “fastidio……”. Ogni giorno i colleghi ci rappresentano Il loro disagio, dovuto a richieste pressanti di appuntamenti commerciali, controllo ossessivo delle agende, rendicontazioni continue del venduto, per non parlare poi delle previsioni di vendita per le settimane successive! Tutto questo, cui si somma una ormai cronica carenza di organici, crea un forte senso di inadeguatezza nei lavoratori che inevitabilmente si ripercuote sul loro benessere psico fisico, anche in considerazione degli ottimi risultati sia del 2020 che dei primi 5 mesi del 2021, che lo stesso Direttore Regionale ci ha enunciato.  Si tratta di un modus operandi pericoloso (di cui occorre che la dirigenza sia consapevole) perché mette a repentaglio un percorso costruito faticosamente dalle parti sociali sia aziendali che di settore, volto a tutelare non solo il benessere psico-fisico di colleghe e colleghi, ma anche le legittime necessità e i diritti della clientela.

Per tutta risposta all’elencazione dei soddisfacenti dati commerciali raggiunti (frutto peraltro anche della sommatoria dei risultati di due banche e quindi da rileggere a fine anno), le OOSS hanno evidenziato un triste primato assoluto della nostra DR: ad oggi circa la metà delle segnalazioni pervenute alla casella IOSEGNALO provengono da Toscana/Umbria!!!

Abbiamo inoltre denunciato che questa pesante situazione rende le condizioni di lavoro insostenibili e aumenta il rischio di errori, irregolarità, violazioni inconsapevoli di norme che spesso generano forti responsabilità di colleghe e colleghi. A tal riguardo il Direttore si è preso l’impegno di farsi “garante che non ci saranno provvedimenti disciplinari nei confronti dei colleghi che hanno fatto errori operativi a seguito di operazioni societarie”.

All’incontro era presente anche il Direttore Commerciale Area Retail Andrea Prandini, al quale abbiamo chiesto conto delle innumerevoli telefonate, dai toni perentori e inopportuni, da lui effettuate ai Direttori delle filiali meno performanti. In risposta ci è stato prospettato un maggior dialogo costruttivo, sia con i colleghi di filiale che con le organizzazioni sindacali; vedremo se queste intenzioni si tramuteranno in fatti!!! Da parte nostra continueremo a vigilare e segnalare se sarà necessario.

Passando al tema dei forti ritardi nelle istruttorie/delibere dei mutui, ci è stato fatto presente che vengono deliberati mutui in prossimità del rogito, per avere un migliore conteggio delle richieste, e questo comporta che i colleghi non abbiano per tempo certezza sul buon esito della pratica. Siamo rimasti assolutamente basiti. Forse per la nostra Direzione Regionale le scadenze contrattuali che possono avere i nostri clienti (compromessi, rogiti ecc.) non sono un problema significativo?

Sono state affrontate le seguenti ulteriori problematiche:

Portafogliazione clienti: migliaia di NDG sono passati dai portafogli dei gestori ai portafogli dei Direttori di filiale con conseguenti problemi organizzativi e gestionali. Riteniamo questa scelta poco attenta ai bisogni della clientela, impattante sui percorsi professionali e associata ai numerosi passaggi di colleghi dalla rete tradizionale alla Filiale On Line con conseguenze di fortissimo stress e disagio

Creazione di distaccamenti FOL:  abbiamo denunciato opacità nella gestione dei trasferimenti alla FOL e problemi logistici sulle postazioni dei distaccamenti; le preoccupazioni sull’incertezza di tale progetto sono state rappresentate anche alla Responsabile della gestione del personale FOL Dellavalle Mirella, che ha riportato alcuni dati locali, ribadendo l’impegno a mantenere il posto di lavoro dei distaccati in FOL nella filiale di provenienza o (se necessario per motivi tecnico/logistici) in filiali limitrofe con postazione adeguata (con intervento eventuale ufficio immobili). Tuttavia le poche ed insufficienti risposte non ci hanno permesso di comprendere quale sia il progetto aziendale su questa realtà e, soprattutto, quali e quante saranno le ricadute sulla vita dei colleghi.

Divisione Agribusiness : Abbiamo fatto notare la carenza di addetti e ci è stato risposto che il loro numero viene calcolato in base alla presenza dei clienti imprese rispetto agli altri (nel retail la figura dell’addetto non è prevista e il modello ricalca questo tipo di organizzazione), quindi il basso numero di addetti rispecchia il fatto che la clientela agri è composta in prevalenza da aziende retail (circa 70000 su 83000). Mancano inoltre le auto aziendali e non è reperibile la contrattualistica dei clienti nelle nuove filiali (in particolar modo le garanzie).

Incorporazione UBI: Il Direttore Regionale ha espresso soddisfazione per l’andamento della migrazione ma abbiamo sottolineato che, nonostante l’enorme sforzo profuso dalle colleghe e dai colleghi, ci risultano forti criticità sui territori dove vi è una presenza importante delle strutture/filiali ex-Ubi (ma non solo), soprattutto nei territori dell’Area Toscana Sud e Umbria; abbiamo chiesto aggiornamenti sul futuro della sede ex Ubi (ex Centro Direzionale Banca Etruria) di Arezzo e di lavoratrici e lavoratori coinvolti, abbiamo inoltre proposto la possibilità di prevedere l’apertura di un asilo nido anche presso questa sede cosi come fatto anni fa a Firenze. Il Direttore ha colto lo spunto ritenendolo meritevole di attenzione, da inserire in un eventuale futuro ammodernamento di tutta la struttura della ex sede di Banca Etruria. Ha aggiunto che nel medio periodo (un anno presumibile) non ci sono previsioni di cambiamenti che interessino la sede direzionale ma non si possono escludere in un futuro più lungo.  Abbiamo chiesto con forza formazione e affiancamenti in presenza per colleghi ex-Ubi

Forte preoccupazione in merito alle prossime chiusure/accorpamenti di filiali previste entro fine anno. Il Direttore ha spiegato che i criteri con i quali si selezionano i punti operativi da chiudere (sulla base di una scelta che deriva dal piano industriale in via di realizzazione entro il 2021) sono tre: scarsa redditività, bassa redditività e contesto di mercato non è in crescita, bassa redditività e indice di rischiosità più alto rispetto alla media. Sono risposte che non convincono rispetto alle nostre preoccupazioni e soprattutto mancano le risposte alle legittime domande sul futuro di colleghe e colleghi coinvolti: quale sarà il posto di lavoro? Quale il contenuto? Quanti ancora saranno dirottati sulla Filiale on Line? Monitoreremo inoltre attentamente sui percorsi di carriera in essere e su eventuali demansionamenti.

Organici: a fronte dell’impegno del Gruppo di assumere 3500 persone abbiamo chiesto attenzione al nostro territorio, dove l’età media di colleghe e colleghi è piuttosto alta e dove anche gli ingressi dei dipendenti a contratto misto non è stato rilevante (nel primo semestre del 2021 abbiamo 117 uscite per esodo/pensionamento e l’ingresso di 9 stagisti e 20 dipendenti a contratto misto). Senza un reale alleggerimento dei carichi di lavoro in tutti i settori (sedi e rete) non avremo la possibilità di effettuare un passaggio di conoscenze e competenze e investire su una stabilità di lungo periodo.

Ci è dispiaciuto constatare che, nonostante quest’incontro si sia svolto in un periodo così particolare (dopo quindici mesi di lockdown, con tutte le criticità che ha comportato anche ai dipendenti di questa azienda) e nonostante non sia stata rispettata la scadenza della scorsa trimestrale, il Direttore Generale non abbia potuto trattenersi per tutta la durata del confronto, mancando della dovuta considerazione non tanto a queste OOSS, quanto alle lavoratrici ed ai lavoratori rappresentati. Quegli stessi lavoratori e lavoratrici che, in questo ultimo difficile anno, caratterizzato dall’emergenza pandemica, hanno permesso alla Direzione Regionale di cui è responsabile, di raggiungere quei risultati illustrati con tanto orgoglio.

Abbiamo, ovviamente, chiesto il rispetto delle scadenze previste per gli incontri trimestrali con l’Azienda, non più procrastinabili come accaduto dal 2020. Ci aspettiamo la convocazione della trimestrale di Area entro settembre.

Alla luce di tutto quanto sopra, invitiamo i colleghi a prendere atto del “fastidioso” contesto lavorativo in cui sono immersi, valutando, con le proprie OOSS, i giusti comportamenti per poterlo rendere più sereno.

2 Luglio 2021

I COORDINAMENTI REGIONALI TOSCANA E UMBRIA

FABI FIRST FISAC UILCA UNISIN

 

ANCHE I LAVORATORI MERITANO TRASPARENZA

In queste ultime settimane stiamo assistendo ad una vera e propria riorganizzazione operata da Intesa Sanpaolo nel comparto retail, che ha il sapore dell’improvvisazione più assoluta.

La crescita esponenziale dei servizi on-line, dovuta anche alla situazione emergenziale che stiamo vivendo da oltre un anno, ha portato l’Azienda ad implementare non solo i servizi a distanza (come le Oad), ma anche tutto il comparto remoto, coinvolgendo un numero sempre maggiore di colleghi nelle Fol. Questo passaggio ha comportato un inevitabile processo di impoverimento drammatico del personale presso le filiali fisiche.

Quello che ad oggi ancora non è chiaro è LA DIMENSIONE DI QUESTA TRASFORMAZIONE.

Riteniamo essenziale avere delle risposte in merito ai seguenti argomenti.

FILIALI FISICHE

  • Come si supplirà nelle filiali fisiche alla riduzione di personale dovuta ai trasferimenti presso le Fol?

 

Le risorse sono in diminuzione, ma i clienti restano! Scarso è l’aiuto concreto dato dall’allocazione dinamica (ed il conseguente posizionamento dei clienti nei portafogli in capo al direttore). I clienti sono persone reali, con bisogni e necessità, che chiedono supporto e consulenza ai colleghi. Non tutti possono o vogliono instaurare rapporti solo/anche con la struttura online.  Come possono i pochi dipendenti rimasti in rete far fronte a tutte le richieste?

  • Come si giustifica la difficoltà di concessione part-time o di soddisfacimento richieste trasferimento con lo svuotamento selvaggio della rete?

 

DISTACCAMENTI FOL

ORARIO

Nei colloqui cosiddetti “informativi” l’Azienda tende a non approfondire l’argomento, limitandosi ad indicare l’orario previsto in “presenza” nel distaccamento fisico (di cui non è sempre specificata l’ubicazione) e quello relativo al lavoro agile.

Non possiamo a questo punto non chiederci:

  • Quale sarà (adesso e domani) l’orario di lavoro dei colleghi che passano alla FOL?
  • Come sarà organizzata la programmazione dei turni in considerazione dell’organizzazione trimestrale prevista?
  • Quali saranno gli orari di lavoro una volta terminata l’emergenza?
  • I colleghi continueranno a lavorare in smart working o solo presso il distaccamento (quindi con turno unico)?
  • Quali saranno eventualmente le ricadute sui turni dei colleghi delle sale fol?

 

POSTAZIONI

È necessario prevedere postazioni dedicate all’interno dei distaccamenti che favoriscano la peculiare attività lavorativa, comprese le dovute pause, senza che ci siano influenze da parte della filiale ospitante (anche in considerazione dell’afflusso di clientela).

  • Sono state installate postazioni dedicate presso tutti i distaccamenti?
  • Non tutti hanno locali adeguati a garantire un corretto isolamento del collega, come si pensa di procedere? A questo riguardo riteniamo non sufficiente l’applicazione dei pannelli fono assorbenti.
  • Se una filiale con distaccamento FOL dovesse chiudere o non avere più la postazione di lavoro disponibile, che ne sarà dei lavoratori ivi assegnati?

Chi garantisce che in futuro non saranno costretti ad andare a lavorare in sedi lontane o logisticamente disagiate, anche solo per qualche giorno a settimana?

  • E per i colleghi che lavorano a casa in smart working, quali dotazioni tecniche saranno messe a disposizione? (Per esempio per il rispetto della privacy, per non disturbare i conviventi, doppio monitor già in dotazione nelle sale Fol, sedia ergonomica e dotazioni tecniche già previste da medicina del lavoro per i colleghi con esigenze specifiche, ecc…).

 

SELEZIONI

A nostro avviso non è stata data sufficiente, trasparente ed univoca comunicazione della ricerca di personale presso le Fol (in modo da favorire eventuali candidature), mentre troppo spesso si è assistito alla (finta) “offerta” di lavorare in FOL rivolta a coloro (ma non solo) che, per effetto della diminuzione dei portafogli assegnati, sono diventati improvvisamente gestori senza portafoglio.

  • Quali sono stati i parametri utilizzati per individuare il target del personale da coinvolgere presso le Fol? Quali sono stati i criteri adottati nella selezione? Vi è anche una logica geografica, alla base della scelta dell’azienda?
  • Perché non è stato utilizzato il job@isp per favorire le candidature?

 

CHIEDIAMO ALL’AZIENDA RISPOSTE CERTE E IMMEDIATE COME I COLLEGHI SI MERITANO, ritenendo che la stessa, nel prendere decisioni che avranno un così significativo impatto nella vita dei lavoratori, debba usare la trasparenza dovuta con i propri dipendenti.

Invitiamo i colleghi a comunicarci i contatti ricevuti dalle funzioni del personale, inerenti eventuali trasferimenti, pretendendo, nel corso dei colloqui, che venga comunicata l’esatta assegnazione (anche fisica), l’orario applicato, e le ricadute sul percorso professionale.

Ricordiamo inoltre che, finita l’emergenza pandemica ed in assenza di un accordo specifico con le OoSs, il lavoro agile non può essere un’imposizione aziendale.

28 maggio 2021

I COORDINAMENTI REGIONALI TOSCANA E UMBRIA

FABI FIRST FISAC UILCA UNISIN

Toscana Umbria: filiali nel Cloud. E le persone?

(…) Approfondimenti in seguito alle segnalazioni che abbiamo ricevuto da alcuni colleghi della rete in merito ad un loro possibile trasferimento alla FOL (filiale on line).

Questi colleghi, contattati dal CTPAR (ufficio del personale), in genere risiedono in zone dove non esiste una filiale FOL vicina e sembra che siano in attuazione distaccamenti virtuali su punti operativi” terrestri” che però, per adesso, saranno posizionati sulle delle nuvole “Cloud” e con un’operatività da remoto (dalla propria abitazione). Queste lavoratrici e questi lavoratori saranno inseriti, presumibilmente, in un organigramma filiale FOL al momento solo “virtuale”.

Detto questo, e nell’attesa di un chiarimento aziendale, invitiamo i colleghi ad una attenta riflessione prima di dare una risposta al gestore del personale. Tutti i colleghi delle filiali FOL, al momento, lavorano in modalità Smart Working per via della situazione epidemiologica e, presumibilmente, anche i nuovi colleghi trasferiti alla FOL saranno destinatari della stessa modalità.

Ad oggi non è stata comunicata, da parte dell’Azienda, la creazione di nuove filiali sul territorio e, quindi, non essendoci al momento un indirizzo, non è possibile per il collega valutare gli aspetti oggettivi del trasferimento come ad esempio la distanza casa-lavoro e la disponibilità dei collegamenti per raggiungerlo.

È evidente come quanto sopra esposto è la rappresentazione del nostro territorio di riferimento, ma che fotografa un fenomeno di dimensioni molto più ampie che deve essere attenzionato e monitorato a tutti i livelli.

In attesa di una comunicazione esauriente, rimaniamo perplessi di fronte a quello che sembra essere il primo caso di trasferimento dei colleghi in una filiale virtuale (filiali nel Cloud). E’ questa la banca 2.0?

Firenze, 16/04/2021

Coordinamenti Sindacali Aziendali Intesasanpaolo Direzione Regionale Toscana Umbria

click qui per il volantino unitario

Agli iscritti al Fondo di Previdenza CRFirenze

Il Fondo di Previdenza per il personale della Cassa di Risparmio di Firenze trae origine dall’art. 15 della Legge 20/2/1958 n. 55, che autorizzava alcune aziende bancarie a costituire enti previdenziali sotto forma di Fondazioni esonerandole nel contempo dall’obbligo di iscrivere i dipendenti all’Inps e di versarvi quindi i relativi contributi previdenziali (da qui la definizione di Fondo ex esonerativo). Fu così che nel 1959 veniva raggiunto un accordo fra la Cassa di Risparmio di Firenze e le OO.SS. per la definizione dello Statuto e delle prestazioni del Fondo la cui operatività fu poi autorizzata con il successivo D.P.R. 14/2/1963 n. 439.

In sostituzione dell’iscrizione all’Inps fu concessa quindi la possibilità di costituire un Fondo di Previdenza Esonerato, sotto forma di Fondazione sottoposta alla vigilanza del Ministero del Lavoro, con bilancio separato e autonomo rispetto all’Azienda, comunque responsabile in solido delle obbligazioni del Fondo stesso, amministrato da un Consiglio di Amministrazione a composizione paritetica (composto cioè da un numero uguale di rappresentanti dell’Azienda e del personale).

Per effetto della Legge 218/90 e del successivo d.lgs. 357/90, a far data dal 1/1/1991, il Fondo: cessava di essere esclusivamente sostitutivo – dipendenti e pensionati venivano quindi iscritti all’Inps in una apposita Sezione Speciale -; e veniva trasformato in Fondo Integrativo a prestazione definita. Tale trasformazione manteneva comunque in carico alla Banca le garanzie per il trattamento riservato al personale che vi era stato iscritto fino al 1990.

Alla luce delle modifiche di legge e della adeguatezza patrimoniale del Fondo nonché delle sue prospettive di rendimento a far tempo dal 1/1/1991 è cessata la contribuzione a favore del Fondo di Previdenza sia a carico aziendale che degli iscritti

A oggi sono iscritti al Fondo di previdenza coloro che erano stati assunti in Cassa di Risparmio di Firenze fino al 31 dicembre 1990.

Il Fondo di Previdenza ex-Esonerato dal 1991 ha quindi la funzione di integrare la pensione erogata dall’Inps al fine di garantire, con un massimo di 35 anni di anzianità contributiva:

  • l’85% dell’ultimo stipendio (ragguagliato ad anno) per Ausiliari, Impiegati e Quadri di 1°, 2° e 3° livello (no ex Funzionari)

  • semplificando, perché il nuovo statuto in vigore dal 2011 ha introdotto una diversa definizione basata sui livelli di retribuzione, l’82% per Quadri di 3° e 4° livello (ex Funzionari) e per i Dirigenti diventati tali dopo il Ccnl dell’11/7/1999, nonché all’82% per i Dirigenti diventati tali prima del Ccnl 11/7/1999 e con 37 anni di anzianità contributiva.

Lo scopo del Fondo dunque era ed è quello di assicurare un trattamento previdenziale complessivo (Inps + Fondo) nel rispetto delle regole sopra indicate.

L’art. 7 dello Statuto del Fondo prevede la possibilità di richiedere modifiche statutarie su proposta di almeno 500 iscritti (attivi o pensionati). L’Associazione Pensionati ha presentato una serie di modifiche che sono state valutate dal CdA del Fondo di Previdenza che ne ha approvate alcune. Le modifiche proposte dall’Associazione Pensionati che sono state anche deliberate dal C.d.A del Fondo, per divenire operative previa presentazione alla Vigilanza, ai sensi dello Statuto dovranno anche essere approvate dalla maggioranza assoluta degli iscritti al Fondo, mediante referendum.

Le modifiche statutarie che saranno sottoposte a Referendum non più tardi del mese di maggio 2021, consistono in:

  • richiamo delle norme di Legge e statutarie sulle garanzie a carico della Banca con riferimento alla prestazione anche in caso di fusione del Fondo in altro Fondo pensione;

  • in caso di fusione del Fondo, possibilità di prevedere l’erogazione, a richiesta dell’iscritto e previa opportuna informativa individuale, di uno zainetto al posto della rendita;

  • indicazione dei criteri necessari a stabilire il capitale dello zainetto, sulla falsariga di quanto già attuato per precedenti accordi di confluenza nel Fondo a Prestazione definita del Gruppo Intesa Sanpaolo

In caso di approvazione dei quesiti referendari, lo Statuto del Fondo risulterà modificato con l’introduzione delle nuove previsioni che pertanto saranno il riferimento in caso di future trattative di confluenza nel Fondo a prestazione definita del Gruppo. In tal caso quindi sarà già lo Statuto che prevedrà, in caso di fusione del Fondo, la possibilità, a scelta di ogni singolo lavoratore/pensionato, di poter trasformare la propria rendita integrativa (in pagamento o attesa), in un capitale, il c.d. zainetto, come peraltro anche i precedenti accordi di confluenza avevano comunque previsto.

La confluenza nel Fondo a Prestazione definita di Gruppo con accordo sindacale operata nel corso degli anni ha sempre previsto il mantenimento delle prestazioni come definite dagli Statuti dei fondi confluenti nonché la conservazione delle eventuali garanzie come originariamente pattuite.

La gestione del patrimonio del Fondo a Prestazione definita di Gruppo, come pure del Fondo CRF è regolata dalla Legge e deve essere affidata a gestori indipendenti tramite gara pubblica nel rispetto dei limiti sul conflitto di interessi. Il C.d.A del Fondo a Prestazione definita del Gruppo è parimenti a composizione paritetica con presenza di rappresentanti degli iscritti (in servizio e pensionati) da questi eletti.

Come di consueto. vi terremo informati non solo del progredire delle operazioni referendarie ma anche dell’eventuale avvio di trattative sindacali finalizzate alla confluenza del Fondo di previdenza CRF nel Fondo a Prestazione definita di Gruppo.

Le RSA Fisac Cgil Intesasanpaolo Firenze

La tutela non si vende, si garantisce

In data odierna abbiamo provveduto a inoltrare all’Azienda la seguente lettera:

 

“Alla luce dell’aumento esponenziale dei contagi, che vede già l’istituzione di zone rosse nel territorio toscano, con province che presentano cluster e casi in aumento di 3 o anche più volte rispetto la media regionale e nazionale nella scorsa settimana, le RSA toscane rappresentano le evidenti criticità che emergono nelle filiali ISP:  

 i plexiglass sono stati forniti solamente per le postazioni di cassa e accoglienza, e addirittura mancanti della fessura passa-documenti; nonostante l’immediata segnalazione agli uffici competenti nulla è stato fatto per sostituirli.

le postazioni di consulenza e alcune postazioni di accoglienza ne sono tuttora sprovviste ed espongono colleghe e colleghi a un rischio crescente, considerando che la clientela si trattiene con tempistiche prolungate.

In alcuni casi è impossibile mantenere le adeguate distanze di sicurezza per spazi talvolta angusti o troppo aperti che non consentono di garantire adeguata privacy, soprattutto in casi particolari come mutui o successioni, che coinvolgono un numero indefinito di controparti.

Le visiere, che la logica aziendale vorrebbe come sostituti delle barriere di plexiglass, oltre che scomode, sono impossibili da indossare con gli occhiali da vista e rendono difficoltoso l’utilizzo dello schermo del pc a causa del riflesso.

l’afflusso della clientela, con la cancellazione dell’obbligo di appuntamento, non è gestibile in modo efficace e sicuro, in assenza di steward all’ingresso se non in sporadici casi e in modo non continuativo, e in assenza da sempre di strumenti per la rilevazione della temperatura corporea.

Risulta inoltre impossibile verificare e quindi garantire il numero massimo di presenze previsto all’interno di ciascuna filiale.

– le mascherine fornite dall’azienda sono esclusivamente di tipo chirurgico. In molte filiali, per ovvi motivi legati alla protezione da eventi criminosi, le finestre non possono essere aperte e, pertanto, il ricambio d’aria potrebbe non essere garantito.

 Anche il protocollo nazionale, data la mutata situazione e la sottovalutazione del rischio pandemico da parte aziendale, risulta insufficiente e va rivisto e rafforzato per meglio tutelare lavoratrici e lavoratori della rete filiali.

 Dobbiamo purtroppo rilevare che il contesto di emergenza sanitaria non ha minimamente distolto il management dalla richiesta di vendite finalizzate al perseguimento del budget, con riunioni dei gestori a scopo “motivante” effettuate anche in presenza, che abbiamo prontamente denunciato:

– esaurita la prima fase della pandemia nella ns Direzione Regionale sono riprese in modo incessante le richieste di risultati commerciali, senza soluzione di continuità anche durante la vigenza della zona rossa nel periodo natalizio, con addirittura la cosiddetta “focalizzazione” di tre giorni dedicati alla vendita di polizze tutela prima della fine del 2020, in pieno picco pandemico.  Pressioni commerciali che si esplicano troppo spesso anche nella richiesta continua di appuntamenti in presenza, con i rischi connessi, pianificati nell’arco di 15 giorni, controllati uno per uno e oggetto di commento da parte delle funzioni commerciali sulle proposte da fare alla clientela.

I risultati sono monitorati almeno giornalmente, con modalità non in linea con l’accordo sulle politiche commerciali.

– un ulteriore aggravamento delle condizioni di lavoro è dato dai carichi e dall’organizzazione dei processi relativi a mutui e finanziamenti Ecobonus.

Le tempistiche di lavorazione stanno raggiungendo livelli insostenibili per la clientela: i gestori sono continuamente sollecitati e minacciati di reclami, con il rischio di richieste di refusione di eventuali danni relativi a perdite di caparre e immobili oggetto di compravendita.

Su finanziamenti e cessione crediti Ecobonus il caos è totale: non è stata fornita adeguata formazione e la struttura di supporto è inadeguata.

Richiediamo con urgenza interventi efficaci a garanzia della salute di tutti, anche delle zone arancioni:

  • Cessazione immediata delle campagne commerciali
  • Ripristino della turnazione nelle filiali, anche in quelle con organico inferiore a 12 situate nelle zone rosse
  • Fornitura urgente di plexiglass per tutte le postazioni che prevedono incontri con la clientela
  • Fornitura di dispenser per gel per ogni scrivania
  • Installazione di rilevatori della temperatura a gli ingressi di filiale
  • Fornitura di mascherine FFP2
  • Ripristino degli appuntamenti per qualsiasi operazione
  • Servizio di Steward per la gestione dei flussi per le filiali Hub
  • Fornitura di pc aziendali portatili a tutte le figure della rete ancora sprovvisti (a titolo di esempio addetti imprese e specialisti estero)

Non è accettabile che l’enorme responsabilità della salute collettiva – e della inevitabile ricaduta economica sul sistema – debba essere affidata esclusivamente al buonsenso della clientela ed alla possibilità per colleghe e colleghi – considerati i ritmi di lavoro nella rete – di farlo applicare. E’ altresì urgente rivedere l’impostazione dei lay-out delle filiali new concept, non più in linea con le stringenti necessità di distanziamento imposte dalla pandemia.

Un’azienda che fa vanto di risultati straordinari di bilancio e dell’impegno in termini di responsabilità sociale ha il dovere di occuparsi della salute dei suoi dipendenti e dei suoi clienti, così come altre aziende bancarie attuano indirizzi di maggior precauzione.

In mancanza di riscontri positivi e rapidi procederemo con le iniziative necessarie, interne ed esterne, per tutelare e coinvolgere colleghi e clienti.”

3 marzo 2021

Coordinamento RSA TOSCANA FISAC CGIL InteSanpaolo

(S)MANIA DI GRANDEZZA ovvero “siamo uomini o caporali?”

A seguito delle campagne commerciali vessatorie imposte alla rete all’indomani dell’assunzione dell’incarico, abbiamo provveduto a inoltrare formale segnalazione sul nuovo direttore commerciale dell’Area Retail Toscana Umbria
Avevamo già denunciato in sede ufficiale, nell’incontro trimestrale, la scandalosa campagna natalizia su tutela e investimenti in piena zona rossa e con 800 morti al giorno.
Queste iniziative non resteranno isolate se questo atteggiamento, che già ai primi albori si è rivelato sprezzante della situazione pandemica e dello stato di sofferenza delle filiali, con organici ridotti e reduci da un anno pesantissimo, non verrà corretto: non è tollerabile che chi assume certe responsabilità non osservi gli accordi sottoscritti e neanche si faccia il minimo scrupolo a salvaguardia della sostenibilità del clima aziendale e della salute di colleghi e clienti.
Quanta ipocrisia nelle frasi ad effetto sul valore della squadra, sulla centralità dei dipendenti, sulla motivazione personale, sull’importanza di un clima di filiale collaborativo: una coerenza notevole, non c’è che dire.
Certamente il nuovo direttore commerciale non agisce di iniziativa propria. Avrà ricevuto un mandato preciso dai vertici della direzione Toscana Umbria, in linea con le strategie commerciali che ormai da anni si riversano sui colleghi della nostra rete: qualunque cosa pur di arrivare primi.
Una smania megalomane che ammorba i colleghi e che sfiora lo stato patologico: non si spiega altrimenti il reiterarsi di campagne ossessive già nei primi giorni di gennaio e nonostante gli ottimi risultati raggiunti dai colleghi nell’anno segnato dal Covid, che sarà ricordato come uno dei più drammatici, dal punto di vista sanitario, sociale ed economico, della storia moderna.
Che certi comportamenti violino le regole è addirittura evidente dalle nuove disposizioni aziendali relative al blocco della commercializzazione dei prodotti di tutela contestualmente ai finanziamenti, a seguito dell’intervento dell’AGCM, che a marzo ha comminato la mega multa di 4 milioni di euro a Intesa per pratiche scorrette.
Se i vertici aziendali non intervengono per cambiare la rotta della direzione regionale Toscana Umbria le OO.SS. sono pronte a denunciare qualsiasi atto contrario ad accordi, norme e dcpm nelle sedi opportune, usuali ed inusuali, dato che vale di più il post o la storia Instagram dell’influencer di turno che non la voce dei colleghi.
Firenze 12/1/2021                                                

Coordinamento Rsa Toscana Fisac-Cgil Intesa Sanpaolo

TRIMESTRALE AREA PISTOIA E LUCCHESIA

PANDEMIA: COSCIENZA E RESPONSABILITA’

Durante l’incontro trimestrale di venerdì 27 novembre il Direttore Commerciale Exclusive dott. Prestopino, a nome della Direzione Regionale, ringrazia sentitamente tutti i colleghi per l’abnegazione, la partecipazione, la capacità di adattamento e lo spirito di sacrificio dimostrato in questo anno funestato dalla pandemia. I risultati raggiunti della nostra Direzione sono oltre la media nazionale.
TRE GIORNI DI FUOCO
I ringraziamenti stridono di fatto con l’incresciosa campagna commerciale messa in atto dall’Azienda per mano del nuovo Direttore Commerciale Retail che, appena arrivato, a dispetto dei risultati già raggiunti ha pensato bene di lanciare un pessimo quanto scomposto segnale a tutti i colleghi della rete: le tre giornate di “focalizzazione” sulla Tutela.
E’ inaccettabile che i Direttori si sentano dire che verranno valutati sui risultati della tre giorni di fuoco, dopo un anno trascorso in prima linea tra le mille difficoltà gestionali e le responsabilità crescenti emerse nella pandemia. Si mortifica così l’impegno costante e totalizzante messo in campo in questi mesi pesantissimi, al servizio dell’Azienda e della clientela, mai venuto meno, come dimostrano i risultati raggiunti.
E’ moralmente intollerabile, oltre che contrario al DCPM e quindi passibile di denuncia, che in piena seconda ondata pandemica, con una media di circa 800 morti al giorno, le Filiali ridotte all’osso, colleghi, famiglie e clienti contagiati si attui una politica commerciale vessatoria che invita implicitamente a non rispettare le regole della zona rossa, spingendo a convocare in alcuni casi i clienti in filiale ed esponendoli ai rischi connessi per la sottoscrizione di polizze Tutela. L’offerta a distanza, come da noi più volte stigmatizzato, non copre tutti i prodotti disponibili e si scontra con una limitata possibilità di accesso alle nuove tecnologie da parte della clientela.
Il tutto per aumentare a dismisura le vendite e garantire a pochi eletti un corposo premio variabile, che per i comuni mortali, se troppo bravi, sarà ridotto per allargare la partecipazione, come avvenuto lo scorso anno.
Perché la torta rimane quella, si ridurranno semplicemente le fette. Anzi, le briciole.

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Incontro Trimestrale 27.11.2020

Cambiare si può….Firenze Prato e Toscana Sud

Pressioni commerciali, regole aggirate o disattese, errori macroscopici nell’organizzazione del lavoro che è anche attenzione alla logistica (basti pensare ai distanziamenti che a causa della mancanza di plexiglass portano a far sedere il cliente sulla porta della stanza o addirittura nel corridoio!), disattenzione alle necessità di conciliazione vita-lavoro (l’Azienda ha ribadito che di fatto continua a trovare applicazione l’accordo sulla genitorialità firmato a giugno e scaduto solo formalmente il 30 settembre, ma ci vengono segnalate tante difficoltà a fruire del giorno di smart working settimanale spettante), permanere di atteggiamenti e linguaggi non rispettosi della persona: tutto questo l’Azienda non può più ribaltarlo sulla incomprensione o incapacità dei singoli capi, perché quei singoli in quel ruolo rappresentano e quindi sono l’Azienda.

L’enorme carico di lavoro cui sono sottoposti colleghe e colleghi sia di Direzione che di Rete (e che spesso si aggrava con la modalità del lavoro flessibile che amplifica i tempi di lavoro e vanifica il diritto alla disconnessione se non correttamente normato) non può essere ignorato e soprattutto nessuno può immaginare di risolverlo con maggiori spinte alla vendita o spremendo di più chi è al lavoro pensando in modo maldestro di sopperire alle assenze, ai lock down, alle zone rosse, a una situazione economica eccezionale di straordinaria gravità e di grande sofferenza.

I Coordinamenti delle RSA Fisac Cgil Firenze e Prato e Toscana Sud     24/11/2020

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Toscana: i negazionisti di casa nostra

La pandemia sembra non aver cambiato affatto il modus operandi di alcuni manager della Banca….

Frasi del tipo “non è colpa mia se sei stato assente per mesi ma adesso devi recuperare il tempo perduto” sono frasi talmente offensive da sfiorare la volgarità per i colleghi sempre, ancora di più se rivolte a quei colleghi che si sono dovuti assentare per motivi a loro non imputabili, in questa fase contraddistinta dal covid-19.

È assolutamente inutile che vengano firmati accordi a livello nazionale se poi ISP non si adopera affinché i suoi manager rispettino quanto la stessa Azienda ai suoi massimi livelli ha firmato con le organizzazioni sindacali unitarie.

Non possiamo più accettare che l’Azienda risponda “sono casi isolati segnalateli così provvederemo”, perché la realtà è che sono comportamenti diffusi e subdoli, figli di una cultura commerciale rapace che premia coloro che si fanno beffe di una minima etica commerciale e marginalizza chi, la maggioranza, opera rispettando le norme, in trasparenza e correttezza nei confronti della clientela.

Dopo mesi durissimi siamo ora sull’orlo di un baratro economico-sociale, come ci rappresentano i dati sul PIL futuro: l’Azienda dovrebbe trovare il modo di rendere il nostro lavoro più proficuo per tutta la collettività, dipendenti compresi, e non invece aggravare di tensione un clima già di per se’ difficile con minacce più o meno esplicite: oppure dobbiamo immaginare di doverci dotare di registratore quando si svolgono colloqui di valutazione o riunioni commerciali???

Se l’Azienda non è in grado di garantire gli accordi firmati, quale attendibilità può avere nei momenti di confronto con i dipendenti, come ad esempio quello del colloquio sulla valutazione professionale? Occorre pretendere la presenza del rappresentante sindacale???

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Le condizioni di lavoro nella prima banca del Paese

ESTATE IN ISP TOSCANA
In molti sanno che Intesa SanPaolo è il primo gruppo bancario italiano, con “testa” a Milano, ma molto diffuso nel territorio della nostra regione con quelle che sono state la CRFirenze, la Cassa di Risparmio Pistoia e Lucchesia, la Banca Popolare di Vicenza.
Forse però in troppi a Milano ignorano che la nostra regione con le sue montagne e la sua costa in estate e specialmente nel periodo di agosto, accoglie migliaia di turisti che raddoppiano, triplicano, alle volte quintuplicano, i residenti di certe località:
Follonica da 20mila arriva in agosto ad avere 100mila presenze, e poi Viareggio e la Versilia, l’isola d’Elba, Grosseto e la sua costa, l’Abetone, il Mugello, ecc…
In molte di queste località ISP ha le sue filiali e lì lavorano i nostri colleghi che devono fronteggiare, in questi tempi difficili di pandemia Covid-19, un afflusso a gli sportelli raddoppiato, triplicato, ecc.
Ebbene, in questo quadro organizzativamente apocalittico, a Milano è stato deciso:
via gli stewards da molte delle filiali toscane site in località turistiche nelle due settimane a cavallo di ferragosto!!!
Mentre ISP si vanta in questi tristi tempi di Covid-19 di aver aiutato il paese con una serie di importanti e lodevoli interventi economici a sostegno della sanità e della cittadinanza, mentre sta per andare in porto l’ennesima operazione di maxi-fusione (e di conseguenza maxi-plusvalenza per i manager e gli azionisti intesa) con l’acquisizione di UBI, mentre la semestrale 2020 presenta dei dati eccezionali (a conferma del grandissimo impegno dei colleghi profuso anche nel bel mezzo della pandemia), mentre nel Mugello c’è un cluster covid-19 ed i colleghi della filiale di Borgo San Lorenzo, anziché aiutarli fornendoli di plexiglass e dotandoli della presenza decisiva di uno steward, vengono redarguiti perchè devono essere loro a fare rispettare la distanza di sicurezza davanti ad una massa di clienti ultraottantenni (cosa devono fare i colleghi? Corso di autodifesa, arti marziali o ipnosi?);
alle migliaia di colleghi e colleghe che sono sempre andati a lavoro anche durante il lock-down (siamo servizio pubblico essenziale ),viene dato un messaggio chiaro, inequivocabile:
ARRANGIATEVI
E così dopo il plexiglass per le casse, promesso e mai arrivato, anche lo steward, che tanto ha aiutato in questi mesi nel gestire l’afflusso della clientela esasperata ed accaldata, evitando che si verificassero episodi di violenza a danno dei nostri stessi colleghi, scompare improvvisamente.
PERCHE’?
Le risposte possono essere solo due :
– scarsa conoscenza del territorio toscano e delle dinamiche che coinvolgono la nostra attività quotidiana nel periodo di Agosto !
– volontà di risparmiare qualche migliaia di Euro a discapito della sicurezza dei colleghi e, così decidendo, anche della clientela!
Solo ieri l’azienda ha con orgoglio affermato di essere “la seconda banca per capitalizzazione in area Euro”: bene!! lo dimostri anche investendo in un servizio di assistenza/vigilanza come qualsiasi media attività commerciale sta facendo.
I lavoratori ISP, nonostante tutto, hanno fatto e faranno sempre del loro meglio per soddisfare le esigenze della clientela perchè sanno di svolgere un servizio essenziale per il paese: ci mettano nelle condizioni di poterlo fare nell’interesse della clientela, dei colleghi e quindi della stessa Intesa SanPaolo S.p.A.
Toscana, 6 agosto 2020

RSA ISP
FIGLINE/INCISA VALDARNO – FOLLONICA- GROSSETO – LIVORNO – LUCCA – MONTEVARCHI – PISA – PISTOIA – PRATO – QUARRATA – VIAREGGIO
COORDINATORI
AREE FIRENZE-PRATO, TOSCANA SUD, PISTOIA-LUCCHESIA
DIRIGENTI TERRITORIALI
GROSSETO – LUCCA – MASSA – PISA – PRATO

DR Toscana Umbria: Si salvi chi può…

Fino a stamani i colleghi comunicavano correttamente alla clientela che non era più necessario fissare appuntamenti per operazioni di cassa ma – colpo di scena – pochi minuti dopo lo scenario è drasticamente cambiato.

Filiali con carenze di organico causa lunghe assenze, covid, ferie, trasferimenti in extremis per coprire le uscite per esodo – che hanno ulteriormente dimagrito gli organici – gestori del personale che si dimenticano di coprire le assenze: definirla la sagra dell’improvvisazione ci sembra addirittura riduttivo.

Nel frattempo i telefoni squillano incessantemente, le truffe aumentano, i budget rimangono: ma l’Azienda davvero non è in grado di valutare le ricadute di tali scellerate scelte organizzative?

click qui per il volantino

Un abbraccio virtuale…..la Fisac c’è!

Cari colleghi e care colleghe,

in questo ormai lungo periodo “emergenziale”, i rapporti di vicinanza fisica si sono necessariamente rarefatti….

Sono stati, sono e saranno giorni di lavoro intensi e molto spesso esposti alle “pressioni” rispetto all’evasione delle richieste sia da parte dei clienti sia da parte dell’Azienda.

Noi ci siamo sempre stati, ci siamo e ci saremo per intervenire e sostenervi nel rispetto delle normative vigenti.

Fisac Cgil Area Firenze e Prato

click qui per leggere tutto

DOVE ERAVATE ??

Abbiamo letto con enorme piacere la mail che la Responsabile nazionale del personale ISP ha indirizzato ai direttori commerciali, di area e di filiale in merito alle pratiche commerciali scorrette a causa delle quali la nostra azienda è stata sanzionata per 4,8 milioni di euro dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Nel testo apprezziamo il richiamo alla correttezza e alla reportistica vietata ma ci sorge spontanea una domanda: negli ultimi anni, durante i quali la FISAC e le altre organizzazioni sindacali di questo gruppo hanno denunciato instancabilmente, attraverso i volantini e negli incontri trimestrali, le pressioni commerciali a cui i colleghi sono sottoposti, le funzioni preposte esattamente dov’erano?

Perché, nonostante la nostra azienda sia stata la prima nel 2015 a negoziare con i sindacati un accordo sulle politiche commerciali ed i comportamenti consentiti, ripreso anche nell’accordo nazionale del 2017, in quella mail non se ne fa alcun accenno?

Nessuno può far finta di non sapere quello che succede, tanto è evidente, tanto è stato ripetutamente denunciato.

E men che mai ricondurre la responsabilità di tutto a “forme di rendicontazione” difformi  e “azioni commerciali autonome”, scaricando così la responsabilità sui singoli e auto-assolvendosi.

Inascoltati, abbiamo sempre rappresentato la realtà, negata dai vertici aziendali ed i risultati sono evidenti a tutti, anche alla Autorità Garante delle Concorrenza e del Mercato.

Ad oggi, in molti casi, questi comportamenti non sono cessati e, anzi, la crisi determinata dall’Emergenza COVID-19, viene talvolta presa a pretesto per spinte alla vendita di prodotti assicurativi.

Siamo in attesa dei prossimi sviluppi:

– l’Azienda ha intenzione di provvedere alla rimozione dal ruolo di chi, senza rischiare alcuna sanzione perché civilmente e penalmente non responsabile (a differenza dei direttori di filiale), si è mostrato particolarmente solerte nelle richieste di obiettivi commerciali, minando clima e salute dei luoghi di lavoro?

– gli effetti della multa saranno ancora una volta spalmati sui lavoratori, insieme agli effetti del Covid-19, in termini di budget irraggiungibili, di artifici contabili, balzelli sui premi variabili con utilizzo di altre fantasiose modalità di controllo e pressione?

-si interverrà prontamente per bloccare i comportamenti scorretti a fronte delle denunce di colleghi ed organizzazioni sindacali?

Noi abbiamo una sola certezza: continueremo a monitorare e denunciare, in forza delle norme e dell’etica professionale, in difesa di chi lavora secondo le regole e la coscienza.

Ci auguriamo che questa sanzione milionaria sia di insegnamento ai vertici di questa azienda e di monito per il futuro o meglio per il presente!

Noi saremo sempre dalla parte del lavoro, delle regole, della dignità, dell’etica e della verità.

FISAC CGIL Coordinamenti delle RSA ISP
Direzione Regionale Toscana-Umbria

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