Archivio Liguria

IMPERIA: AVVISO PER UNA SANA E ROBUSTA FORMAZIONE

Come ogni anno, arrivati a Novembre, emerge pressante tra le tante priorità quella di “esaurire” tutta la formazione; per farlo vengono spesso utilizzati metodi “fai da te” poco ortodossi, lasciati alla più sfrenata fantasia dei singoli direttori.
Durante l’ultima trimestrale della nostra Area, il Responsabile della Direzione Regionale Personale e Assistenza Rete ha posto grande attenzione su come deve essere fruita la formazione nelle filiali del gruppo.
Ha fermamente ribadito che i corsi vanno fatti OBBLIGATORIAMENTE in ambiente protetto, preferibilmente a casa, dando inoltre piena disponibilità ad autorizzare tutta la formazione Smart necessaria, anche oltre gli 8 giorni previsti.
Quando le OOSS hanno fatto presente come viene realmente fruita la formazione in filiale e quanto la percezione aziendale sia lontana dalla realtà, il Responsabile della direzione regionale personale e assistenza rete ha perentoriamente affermato che il direttore che fa fare la formazione tra un cliente e l’altro merita di essere rimosso, e che lui provvederà a farlo.
Consigliamo a direttori e coordinatori di spegnere la fantasia e di rispettare le regole. Questa volta l’invito a farlo arriva direttamente da sopra la loro testa, e sarà nostra premura segnalare al responsabile della direzione regionale personale e assistenza rete qualunque violazione.
Imperia, 3 novembre 2021
RR.SS.AA. e Dirigenti Fisac Intesa Sanpaolo provincia di Imperia

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INCONTRO TRIMESTRALE LIGURIA:MA SIAMO SEMPRE MENO !!!

In data 11 ottobre si è svolto con modalità “a distanza” l’Incontro Trimestrale dell’Area Liguria e ci siamo confrontati con il Direttore Regionale Andrea Perusin, con il Responsabile del Personale della Direzione Regionale Luca Calvi e con i Referenti per le Relazioni Industriali rappresentati da Enzo Vozza.
Nel suo intervento il Direttore Regionale Perusin ha sottolineato come le problematiche inerenti l’integrazione di UBI in ISP si stiano normalizzando e che è essenziale la coralità per perseguire gli obiettivi dell’Azienda che si confermano sempre più sfidanti, soprattutto sulla tutela.
Abbiamo approfittato della sua presenza per richiedere subito una risposta alla nostra lettera del 09/09, con la quale su segnalazione dei colleghi avevamo denunciato comportamenti in violazione dell’accordo sulle politiche commerciali. Il direttore ha precisato che il messaggio che aveva lanciato era differente, che non è stato capito, che “è stato messo a terra nella modalità non corretta” e che quindi ha provveduto a fermarlo.
Come OO.SS. abbiamo nuovamente fatto presente come le carenze di organico siano alla base della maggior parte delle problematiche dei colleghi: carichi di lavoro e prestazioni aggiuntive, formazione, pressioni commerciali, concessione part-time.
Maggiori prestazioni delle aree professionali
Abbiamo eccepito la discrepanza tra dati e la realtà quotidiana e il mancato rispetto della normativa. Ci è stato risposto che i direttori sono stati sensibilizzati a ricorrervi solo in casi “urgenti e non differibili”, a provvedere all’autorizzazione della prestazione e che “non bisogna regalare ore all’Azienda”. La presenza nei locali oltre l’orario di lavoro deve, per motivi Inail, esserci solo nei casi suddetti. Invitiamo i colleghi ad attenersi a quanto riferito.
Formazione
Il Responsabile del Ctpar ha sottolineato che la formazione è una priorità per l’Azienda e non deve essere fatta mentre si lavora. I direttori sono stati sensibilizzati a far chiudere i corsi obbligatori entro il 31/12, concedendo lo smart learning o facendo staccare il collega per gli adempimenti formativi “in base a come preferisce”. Invitiamo i colleghi ad attenersi a quanto riferito anche per evitare errori operativi.
Pressioni commerciali
Vorremmo liberarci dalle pressioni commerciali irrispettose, dalle richieste “fai da te” di report, dalle classifiche più o meno ufficiali fra filiali e colleghi, che creano solo un clima di tensione e di sfiducia verso l’Azienda. Abbiamo registrato una disponibilità all’ascolto da parte dei nostri interlocutori e verificheremo le azioni concrete che verranno attuate.
Part-time
Abbiamo evidenziato l’alto numero di part-time nella fascia oraria 30 – 32,30 ore: sono sempre più simili a un full-time e non rispecchiano una vera conciliazione di tempi di vita e lavoro.
Complessità
Abbiamo ribadito le forti criticità che si sono generate con l’applicazione dell’accordo sulle complessità, in particolare le variazioni in itinere, l’addebito delle indennità non dovute e la difficoltà nel reperire dati aggiornati nelle procedure dedicate.
Criticità filiali
Abbiamo nuovamente segnalato la carenza/assenza di formazione per i colleghi ex Ubi, le ulteriori difficoltà generate dall’applicazione della normativa Covid e richiesto di aumentare il numero degli stewards nelle filiali.
A fine anno 2021 la regione, tra esodi e pensionamenti, avrà 54 colleghi in meno e 12 assunzioni full time, in rete, previste entro il mese di novembre.
In merito alla FOL, non è prevista attualmente la creazione di una filiale su Genova, né ulteriori distaccamenti. Non prevista al momento la trasformazione del contratto, per i provenienti da Isp casa, da part time a full time.
L’azienda ha comunicato che sta cercando dei locali su Genova e altre realtà da adibire all’attività professionale dei consulenti finanziari a contratto misto.
Abbiamo chiesto che venga fatto un aggiornamento sulle disposizioni riguardanti le allerte meteo e Calvi ha confermato la sua attenzione al problema e l’impegno a sensibilizzare i Responsabili.
Durante la riunione abbiamo registrato disponibilità al dialogo ed al confronto ma una scarsa rispondenza alle nostre richieste essenziali. L’Azienda è ancora troppo distante dalle “sue persone”.

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Comitato Covid – seconda dose

Finalmente ci siamo riusciti!
A quasi 2 mesi di distanza dal primo incontro, rimasto irrisolto per l’opposizione aziendale alla nostra richiesta di regolamentare ed estendere il Comitato Aziendale Covid-19 alle altre sigle sindacali della provincia, oggi si è svolta una nuova riunione in modalità a distanza.
Per essere concreti, avevamo anticipato all’azienda una serie di domande sull’applicazione delle attuali normative aziendali calate nella realtà imperiese; riteniamo utile condividere con tutti voi le risposte, o per lo meno quelle ricevute.
Ingressi e distanziamento nelle filiali: abbiamo segnalato che nelle situazioni dove non è presente un’accoglienza strutturata e continua, la clientela bypassa controlli e igienizzazioni, causando assembramenti e superamento della capienza massima. Inoltre, nelle filiali su più piani può capitare che, pur rispettando la capienza massima, si creino assembramenti soprattutto in salone. Infine, non è chiaro in che modo venga segnalato il divieto di ingresso a seguito di rilevazione, da parte del termoscanner, di una temperatura superiore a quella consentita.
L’azienda ha ribadito che la responsabilità del rispetto delle regole di acceso e distanziamento è TOTALMENTE a carico del preposto (quindi il Direttore o chi ne fa le veci), tenuto a gestire non solo l’aspetto commerciale, ma anche quello di tutela della salute di collaboratori e clienti. Dove non sia garantito il distanziamento previsto dalla normativa è SUO compito limitare le presenze, anche tramite la chiusura delle porte e facendo uscire i clienti in eccesso. In risposta alla nostra richiesta di una cartellonistica più leggibile, l’azienda ci ha informati di un prossimo aggiornamento delle comunicazioni. Per quanto riguarda il funzionamento dei termoscanner, si è impegnata a risponderci quanto prima.
Steward: Abbiamo ribadito che l’unico modo per gestire correttamente gli ingressi ed evitare gli assembramenti nelle filiali è quello di dotarle di un servizio di steward.
La funzione tutela aziendale ha riconosciuto la fondatezza della nostra richiesta e l’azienda stessa ha ammesso che è un tema comune ad altri territori, soprattutto nelle giornate di maggior affluenza, e che si farà carico di segnalare l’esigenza manifestata a Banca dei Territori.
Utilizzo delle postazioni di filiale: abbiamo fatto presente all’azienda che in diverse realtà della provincia i colleghi lavorano, per esigenze organizzative, su due postazioni diverse nell’arco della stessa giornata, esponendosi a maggiori rischi.
L’azienda ha ribadito che, come indicazione generale, si sconsiglia di cambiare postazione (anche nelle filiali new concept). Qualora ciò si renda indispensabile, il collega prima di operare nuovamente deve avere il tempo per igienizzare la postazione con i kit forniti dalla banca. A tal fine vi ricordiamo di richiederli al vostro preposto.
Riunioni in presenza: abbiamo segnalato all’azienda che si sono svolte recentemente riunioni in presenza, indette dalla funzione commerciale in uffici non adeguati al numero di presenti.
L’azienda ha ribadito che la modalità principale di svolgimento delle riunioni è quella ONLINE, e che interverrà per evitare, in futuro, lo svolgimento di riunioni in presenza nelle modalità sopra descritte, segnalando il mancato rispetto della normativa alla funzione personale.
Impianti di climatizzazione e condizionamento: abbiamo chiesto quali siano le modalità di funzionamento e manutenzione degli impianti della provincia, e se ve ne siano alcuni per i quali non sia stato possibile disattivare il ricircolo d’aria. Su quest’ultimo punto l’azienda si è riservata di risponderci al prossimo incontro, mentre ci ha riepilogato le modalità di gestione: è stata fatta una sostituzione straordinaria dei filtri ad inizio della pandemia ed in via ordinaria è previsto il lavaggio/pulizia dei filtri a livello bimestrale, con verifica dell’impianto. Viene fatta inoltre una pulizia straordinaria, in parallelo alla sanificazione, quando si verificano casi conclamati di positività (per la cronaca : 7 casi in provincia da Febbraio 2021) Smart Working: Abbiamo chiesto se l’accordo che sanciva il diritto alla giornata di SW per genitori con figli under 14 fosse ancora in vigore e come comportarsi in caso di quarantena di uno o più figli (non legata a positività).
L’azienda ci ha confermato la proroga del diritto ad una giornata settimanale di SW, mentre sulla seconda questione si deve trovare un accordo a livello di gruppo.
Usciamo dalla riunione odierna del Comitato Aziendale territoriale Covid-19, con spirito positivo: l’azienda ha fornito precisazioni e dato risposte, seppure parziali, impegnandosi a completarle in una futura convocazione.
Questa è la dimostrazione che esistono spazi di contrattazione a livello territoriale e di RSA che devono essere coltivati e difesi con tutte le forze.

Rsa Fisac Intesa Sanpaolo Arma di Taggia Imperia e Sanremo

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DR PIEMONTE SUD E LIGURIA: VERBA VOLANT

Dal primo di settembre, durante le riunioni, i responsabili commerciali palesavano la richiesta di rendicontare giornalmente non solo le vendite di polizze effettuate, ma anche i questionari IDD e i preventivi emessi.
A seguito delle numerose segnalazioni ricevute dalle Lavoratrici e dai Lavoratori, le OO.SS. hanno scritto una lettera ai vertici della nostra Direzione Regionale denunciando che tali modalità sono espressamente vietate dagli accordi vigenti in materia di politiche commerciali e clima aziendale.
Stiamo predisponendo le dovute segnalazioni alla casella:
iosegnalo@intesasanpaolo.com
Abbiamo anche ricordato che l’Azienda stessa, a seguito di sanzioni comminate dall’AGCM nel corso del 2020, aveva dato precise disposizioni alla filiera commerciale con una mail firmata dalla Direzione del personale e dalla Direzione Compliance, di cui vi riportiamo un passaggio:
” Sono vietate le richieste di rendicontazione delle vendite ai colleghi di rete e l’unico monitoraggio di riferimento per le performance commerciali dei prodotti e servizi collocati, ai fini delle usuali attività di analisi sulla redditività e sulle strategie commerciali da attuare, è quello messo a disposizione dalla Direzione Pianificazione e Controllo di Gestione nella intranet aziendale sul portale dedicato PIU.
Altre forme di rendicontazione possono configurare un’indebita pressione commerciale sulla rete di vendita per il raggiungimento degli obiettivi di budget e sono, di per sé, censurabili. ”
La subdola modalità con cui viene richiesto di rendicontare solo verbalmente i dati riteniamo sia un goffo tentativo di eludere gli accordi sottoscritti e i divieti aziendali e, pertanto, abbiamo esortato la Direzione Regionale a porre immediatamente fine a tali richieste.
Ringraziamo le Colleghe e i Colleghi per le segnalazioni di questi giorni e Vi chiediamo di continuare a contattarci per denunciare ogni forma di pressione commerciale.
Piemonte Sud e Liguria, 9 Settembre 2021
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN
INTESA SANPAOLO DR PIEMONTE SUD E LIGURIA

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Succede…

Succede che, in una piccola provincia, tre Organizzazioni dei lavoratori della Grande Banca Italiana lavorino di comune accordo per tutelare le persone che esse rappresentano.

Succede che, quando le condizioni di lavoro peggiorano, le tre Organizzazioni della Grande Banca Italiana decidano di chiedere ai lavoratori della piccola provincia cosa debbano fare.

Succede che i lavoratori della piccola provincia rispondano con enorme slancio e propongano alle tre Organizzazioni un elenco di cose da chiedere alla Grande Banca Italiana: assunzioni, blocco delle pressioni commerciali, estensione del part time, formazione in aula.

Succede che, in piena Estate, la Grande Banca Italiana comunichi che vuole chiudere due delle principali filiali della piccola provincia, creando forte preoccupazione tra i lavoratori sia per la qualità del servizio reso, sia per le ricadute professionali e di mobilità territoriale che ne potrebbero derivare.

Succede che le tre Organizzazioni della piccola provincia della Grande Banca Italiana si incontrino, decidendo di chiedere alla banca un incontro urgente per parlare delle richieste dei lavoratori e delle loro preoccupazioni.

Succede che una delle tre Organizzazioni della piccola provincia, il giorno dopo l’incontro, si defili per non entrare in conflitto con i vertici della propria Organizzazione Nazionale della Grande Banca Italiana.

Succede che, il giorno dopo ancora, un’altra delle tre Organizzazioni dichiari i suoi dubbi nell’andare solo in due a parlare con la Grande Banca Italiana per portare le richieste dei lavoratori della piccola provincia.

Succede che la terza Organizzazione, la nostra tanto per intenderci, si trovi stretta tra due alternative entrambe scomode: incrinare il sodalizio con le altre Organizzazioni o rompere il patto verso i lavoratori della piccola provincia della Grande Banca Italiana.

Succede che il finale di questa storia sia ancora da scrivere, e la Fisac lo farà con voi. Nelle prossime settimane saremo nelle filiali per raccogliere le richieste da portare alla Grande Banca Italiana. Meglio se insieme agli altri: le nostre porte sono spalancate.

Imperia, 20/8/2021

RSA FISAC INTESA SANPAOLO ARMA DI TAGGIA IMPERIA E SANREMO

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CHI CI METTE LA FACCIA ???

Lei è sicuro che se mi succede qualcosa questa polizza mi rimborsa?”

Vuole scherzare?? Siamo il primo Gruppo Bancario italiano e lavoriamo duramente giorno dopo giorno per diventare una realtà Leader nel mondo assicurativo!!!!”

Guardi io di lei mi fido, è sempre stato gentile e professionale e poi sa io di queste cose non me ne capisco, se lo dice lei mi sento sicuro”

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha comminato una sanzione di 5 milioni di euro nei confronti di Intesa Sanpaolo Rbm Salute e di 1 milione di euro nei confronti di Previmedical, provider di servizi cui è stata affidata la gestione e la liquidazione delle pratiche.”

“In particolare, dagli elementi raccolti nell’istruttoria, risulta che gli assicurati hanno dovuto fronteggiare respingimenti di richieste con motivazioni pretestuose, ritardi nelle risposte e nella gestione delle prestazioni dirette, ritiri di autorizzazioni già rilasciate, arbitrarie limitazioni introdotte nella prassi liquidativa, difficoltà a contattare l’assistenza clienti, che si è rivelata poco efficace. Inoltre, dalla documentazione acquisita risultano disagi per gli assicurati dovuti a richieste pretestuose di integrazione delle domande di rimborso – nonostante tutta la documentazione fosse già in possesso della società – nonché all’applicazione di regole diverse per ogni risarcimento a parità di prestazione.”

(Fonte: sito agcm.it – Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato)

I Lavoratori di Intesa Sanpaolo sanno quanto la loro azienda ritenga prioritario il collocamento di prodotti assicurativi, processo che avviene tramite la professionalità e il rapporto di fiducia con il cliente. Leggere il nome della nostra azienda in una notizia del genere è una ferita molto dolorosa.

In rappresentanza delle colleghe e dei colleghi chiediamo precisi chiarimenti ai vertici aziendali su queste notizie e che vengano individuati e rimossi i responsabili apicali di queste azioni deprecabili che danneggiano il futuro di noi tutti.

Per non lasciare sempre i lavoratori nella situazione di metterci la faccia e subire le conseguenze delle gravi scorrettezze di qualcun altro.

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Dir. Regionale Piemonte Sud e Liguria: problemi aperti e richieste sindacali

 

Il  27 luglio abbiamo incontrato i vertici della DR Piemonte Sud e Liguria e i rappresentanti delle Rel. Industriali, a cui abbiamo esposto le difficoltà che, a tre mesi dall’avvio dall’integrazione di Ubi, continuano a influenzare pesantemente e negativamente le condizioni di lavoro in tutte le strutture, nessuna esclusa, nelle Aree della ns DR (Asti/Alessandria, Cuneo, Liguria) e in strutture come Agribusiness, che fa capo alla omonima Direzione. Abbiamo raccolto, e anche apprezzato, una buona disponibilità al dialogo e al confronto sulle nostre richieste: conseguentemente ci aspettiamo interventi urgenti, concreti ed efficaci sui seguenti punti problematici: Sicurezza – Abbiamo segnalato la necessità di aumentare gli stewards nelle piazze in cui l’afflusso dei clienti e l’insofferenza alle lunghe attese continua a creare pericolose tensioni per il personale delle filiali: le situazioni devono essere normalizzate, gli addetti all’accoglienza e tutti i colleghi devono poter lavorare in serenità ed essere tutelati dalle minacce e dagli eccessi dei clienti senza dover ricorrere alle forze dell’ordine. Formazione – I colleghi stanno accumulando corsi di formazione online che, visti gli attuali ritmi e carichi di lavoro, non possono essere fruiti correttamente. La formazione non può essere svolta tra un cliente e l’altro: servono iniziative per liberare tempi e luoghi adatti allo svolgimento dei corsi più urgenti tra quelli in sospeso. Organici – In attesa delle nuove assunzioni (previste per l’autunno), servono soluzioni per tamponare le emergenze del periodo estivo: nonostante gli interventi di razionalizzazione, è evidente una continua e sostanziale contrazione degli organici in tutti i territori, legata agli esodi, alla necessità di fruire correttamente le ferie programmate, alle assenze impreviste e improvvise per motivi di salute e per gli stati ansiogeni dovuti a stress e al carico di lavoro, riscontrabili in tutte le aree, e che non possono essere né ignorati né sottovalutati. Salute dei lavoratori – I responsabili dei diversi settori e delle Risorse Umane devono guardare con attenzione all’aumento dello stress e dell’insoddisfazione causati dalle attuali difficili condizioni di lavoro, che restano emergenziali, ben lontane da una accettabile normalità; abbiamo chiesto alla Direzione di fornire con urgenza dati più precisi e aggiornati sull’andamento dei lunghi periodi di assenza, a partire dal 12 aprile fino a oggi. Politiche commerciali – Abbiamo segnalato alcuni episodi, avvenuti in specifiche aree territoriali, dove i toni e anche il linguaggio delle comunicazioni dei responsabili commerciali hanno superato i limiti del rispetto e del buon senso: questo non è accettabile. Denunceremo con forza alle direzioni interessate l’eventuale ripetersi di analoghe situazioni, ma è necessario intervenire fin da ora per prevenire ogni ingiustificabile eccesso nella gestione delle politiche commerciali. Abbiamo chiesto di ridurre quantità e durata delle riunioni commerciali previste nei mesi estivi e di garantire il riconoscimento “automatico” del lavoro straordinario ogni volta che le riunioni si protraggono oltre l’orario di lavoro. Continuiamo a monitorare la situazione, ringraziando le colleghe i colleghi per ogni preziosa segnalazione. 02 Agosto, 2021 FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN INTESA SANPAOLO – Direzione Regionale Piemonte Sud e Liguria

20210802 – Volantino unitario

 

…bad morning imperia

Come forse ricorderete, Intesa Sanpaolo è stata condannata per comportamento antisindacale dal Tribunale di Imperia in merito alla mancata costituzione dei Comitati aziendali previsti dai Protocolli di sicurezza anticontagio Covid-19.

A seguito di tale decreto, la Banca si è vista costretta a convocare un incontro per la nascita del Comitato sulla provincia di Imperia.

La convocazione doveva essere estesa a tutte le Rappresentanze Sindacali, così come previsto dai Protocolli Nazionali, che recitano “È costituito in azienda un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole contenute nel presente Protocollo di regolamentazione, con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del RLS.”

Intesa Sanpaolo, con una interpretazione a nostro avviso provocatoria, ha invece omesso di convocare Fabi e First Cisl, limitando la presenza ai soli RSA Fisac Cgil ed ha rifiutato non solo di concordare le regole di funzionamento del Comitato, ma anche di redigere verbale dell’incontro, con il chiaro obiettivo di renderlo inutile.

Se l’azienda crede, con questi mezzucci, di dividere le nostre Organizzazioni, che insieme stanno lavorando da tempo per salvaguardare salute e occupazione nel nostro Territorio, si sbaglia di grosso.

La convocazione deve essere rifatta, il Comitato deve includere tutte le Rappresentanze Sindacali del Territorio, le regole devono essere scritte.

Imperia, 1 luglio 2021

RR.SS.AA FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL

Arma – Imperia – Sanremo – Ventimiglia

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La Tirannia degli incapaci

Raccontare ciò che sta accadendo in Rete attraverso un volantino, unico strumento che noi sindacalisti sul territorio possiamo usare in totale autonomia, diventa sempre più complicato…
Isp è diventata la rappresentazione plastica dell’Italia commissariata di oggi che non funziona.
Isp non risponde ai rappresentanti dei lavoratori quando pongono quesiti sul funzionamento della banca, sull’organizzazione del lavoro, su salute e sicurezza.
Isp sta allevando una generazione di capi scelti e promossi secondo due soli criteri: chi vende di più, e chi ubbidisce senza fiatare. Ci attende un futuro nel quale, a comandarci, saranno per la maggior parte incompetenti kamikaze.
Isp non riconosce più il valore delle persone: le cataloga attraverso un complicato sistema di valutazione, pressoché impossibile da comprendere e contro il quale è inutile ricorrere in quanto si ha torto a prescindere, e nella peggiore delle ipotesi le getta in pasto al bipolarismo del Capo area di turno
Isp lascia in stato di totale abbandono i dipendenti assegnati a nuovi incarichi o di provenienza UBI: non li forma adeguatamente e assegna loro portafogli spropositati, con l’unica ovvia conseguenza di far ricadere sul lavoratore la responsabilità dei frequentissimi malfunzionamenti del sistema e la gestione della rabbia del cliente Isp lascia le filiali sottodimensionate, inducendo i dipendenti a prestazioni lavorative oltre lorario di lavoro, quando con ogni evidenza servirebbe un deciso potenziamento della Rete
E la lista potrebbe continuare, ma tutte queste problematiche, hanno un comune denominatore.
Tutti sono ormai in balia degli eventi: dal top al middle management, giù giù fino all’ultimo dei capi nessuno è più in grado di infondere fiducia a dipendenti sempre più demoralizzati nell’affrontare il lavoro quotidiano.
E noi sindacalisti lo percepiamo sempre più: negli ormai rari incontri trimestrali così come nel paradossale comitato di consultazione, dove abbiamo inutilmente cercato di confrontarci con una controparte che non prova nemmeno a giustificare la drammatica situazione attuale fatta di scelte illogiche e votate esclusivamente agli utili di brevissimo termine.
Quindi, per supplire alla propria incapacità gestionale, all’azienda rimane una solo strada: coltivare dei novelli Tiranni in erba, pensando che con l’aggressività verbale, la sottomissione dei lavoratori e le minacce si possa risolvere qualcosa.
Imperia 23/06/21
Fabi – Fisac CGIL Intesa Sanpaolo – provincia di Imperia

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Assemblea Imperia: Una buona base di partenza

Mercoledì 9 giugno abbiamo sperimentato le prime assemblee in modalità a distanza con i lavoratori della provincia di Imperia di Intesa Sanpaolo Spa .

Due assemblee (part time e full time) molto partecipate – oltre i 2/3 dei lavoratori in servizio – che hanno fatto emergere criticità e problemi tali da compromettere il normale svolgimento dell’attività lavorativa e un servizio adeguato alla clientela Tutto ciò nell’ indifferenza più assoluta dei diretti responsabili.

Il problema più sentito è la carenza di personale, che ormai non permette una copertura adeguata di tutti i ruoli presenti in filiale (drammatica in particolare la carenza di gestori base e retail famiglie) causando lamentele dei clienti e sempre più spesso chiusura di rapporti storici. I colleghi chiedono le assunzioni promesse, e che tali assunzioni siano destinate in via prioritaria alla Rete.

E’ stato inoltre evidenziato che i continui spostamenti, spesso associati a cambi di ruolo in assenza di un’adeguata formazione, hanno costretto molti colleghi ad “improvvisarsi”, sopportando i rischi, anche legali, collegati a tale situazione (e analogo discorso vale per i pochi valorosi colleghi ex UBI, letteralmente buttati allo sbaraglio nella maggior parte dei casi). Persistono enormi difficoltà nella fruizione della formazione, compresa quella obbligatoria, e viene messo in discussione in un numero crescente di realtà il diritto alle giornate di Formazione a Distanza, oltre ad essere nei fatti impossibile effettuare affiancamenti. Infine le pressioni commerciali sono sempre più violente e non sono mai cessate neanche nel momento più acuto della pandemia, dimostrando il disprezzo della salute dei colleghi e dei clienti, sollecitati a venire in Filiale anche in periodi nei quali le Autorità raccomandavano di stare a casa.

In sintesi le richieste emerse dai colleghi sono state :

• la ridiscussione di modalità di concessione dei P/T (periodi troppo brevi e orari sempre più spesso di 32 ore e 30’) • L’immediata sospensione di ogni richiesta di Report commerciale e di sollecitazioni alla vendita.

• Giornate di formazione in aula, che consentano lo scambio di esperienze tra colleghi

• “robusto” incremento degli organici su cui la risibile concessione aziendale – 200 assunzioni entro novembre spalmate su 4700 filiali – non incide per nulla.

I colleghi non ne possono più dell’arroganza e dell’indifferenza aziendale ed hanno inviato un messaggio forte e chiaro sia ai coordinatori Regionali, che hanno assistito alla riunione, sia alle delegazioni trattanti che non hanno potuto partecipare, in quanto impegnate nella trattativa sulle pressioni commerciali, conclusasi purtroppo con l’ennesimo rinvio.

I colleghi ci sollecitano ad intraprendere iniziative di mobilitazione, ma sono al tempo stesso consapevoli che la provincia di Imperia, da sola, può difficilmente arrivare a conseguire tali importanti risultati. Il messaggio che ci hanno fatto arrivare è che esiste una forte richiesta di Sindacato e che sono disponibili ad attendere che l’iniziativa si allarghi, come chiedono ormai volantini sindacali che arrivano quotidianamente da tutte le aree

Ma che il limite della loro pazienza è drammaticamente vicino.

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Area Liguria: Andrà tutto bene ?

Imperia, 26 maggio 2021
Ancora una volta i manager di Banca Intesa Sanpaolo hanno dimostrato un innato talento comico.
Definire la fusione con UBI “un successo”, sarebbe spassoso se non fosse offensivo nei confronti di chi sta combattendo con problemi informatici, formazione carente e clienti infuriati.
E anche nei territori come il nostro, non direttamente coinvolti dalla fusione, gli effetti negativi si evidenziano a seguito delle uscite in esodo di colleghi di grande esperienza e delle mancate assunzioni di nuovi colleghi.
Perchè, anche a voler prendere per buono il rispetto da parte aziendale dell’impegno ad assumere un giovane ogni due uscite, noi di tali assunzioni non abbiamo notizia.
O meglio, le poche assunzioni pervenute in rete sono colleghi con contratto misto, ovvero un pannicello caldo quando servirebbero innesti pesanti, soprattutto tra i gestori base ed i gestori retail, specie ormai tutelate dal WWF in quanto a rischio estinzione.
Ciò che non manca mai sono invece le pressioni commerciali, queste sì democraticamente spalmate su tutte le figure professionali esistenti in Rete.
Per questo, nelle ultime settimane, abbiamo incontrato i colleghi nelle Filiali, raccogliendo da tutti un diffuso senso di malessere e la richiesta di fare qualcosa.
Per questo convocheremo, in modalità a distanza, un’assemblea di tutti i lavoratori della Provincia, per decidere insieme quali azioni intraprendere per migliorare il clima lavorativo.
Per questo chiediamo alle nostre Segreterie Nazionali di partecipare come uditori a tale Assemblea, per poi rappresentare il disagio e portarlo al tavolo di trattativa per pretendere assunzioni sulla Rete.
Per questo chiediamo a TUTTI i colleghi di partecipare massicciamente all’assemblea che convocheremo a breve (se si possiede un dispositivo aziendale, o si scarica Skype sul proprio Pc/Telefono personale non serve nemmeno restare in Filiale, per collegarsi).

Insieme possiamo farcela !
RR.SS.AA FABI – FIRST CISL FISAC CGIL
Arma – Imperia – Sanremo – Ventimiglia

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Area Liguria: Good morning Imperia

Siamo davvero felici di darvi finalmente una buona notizia.

Sapete che, come Fisac provinciale abbiamo da oltre un anno iniziato un contenzioso con lazienda per avere risposte e chiarimenti sullapplicazione pratica dei Protocolli Covid, in quanto larticolo 9 della Legge 300/70, lo Statuto dei Lavoratori del quale proprio ieri ricorreva lanniversario, attribuisce alle Rsa funzioni e poteri in merito a Salute e sicurezza dei Lavoratori

Intesa Sanpaolo non ci ha mai considerato come interlocutori, scegliendo di parlare solo ed esclusivamente con Delegazioni Trattanti ed RLS, non reputando necessario confrontarsi con chi sta sul territorio, venendo così meno alle previsioni contenute nei Protocolli Nazionali di specificità rispetto alla singola realtà produttiva.

Alla luce di ciò abbiamo deciso di non fermarci e di utilizzare tutti i canali possibili (aziendali e giudiziari) perché eravamo e siamo assolutamente convinti che queste risposte siano sacrosante e dovute, non solo a noi in veste di rappresentanti sindacali, ma soprattutto ai LAVORATORI che hanno sempre lavorato in prima linea in questo periodo difficilissimo.

Quindi dopo un comitato di consultazione, alcune trimestrali e innumerevoli lettere di richiesta alle quali lazienda non ha risposto o lo ha fatto in modo criptico, Lunedì 17 Maggio abbiamo denunciato la Banca presso il Tribunale di Imperia per comportamento antisindacale, in merito alla mancata costituzione dei Comitati aziendali quantomeno a livello provinciale.

Ieri abbiamo letto la sentenza e

Il tribunale di Imperia ha dichiarato lantisindacalità del comportamento tenuto dalla Banca, ordinandole di cessare immediatamente tale comportamento e di rimuoverne ogni effetto.

Euna sentenza importante, che restituisce dignità ai lavoratori e a chi li rappresenta, ed apre scenari interessanti per altre Rappresentanze Sindacali che volessero far valere gli stessi diritti.

Ora più che mai saremo fermi e decisi per ottenere il rispetto dei diritti per il nostro lavoro, la nostra salute e la nostra dignità

​​​​​​​​​​Imperia, 21/5/2021

RSA FISAC INTESA SANPAOLO ARMA DI TAGGIA. IMPERIA E SANREMO

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Area liguria: Sistema Eccellenza Tutela: a che gioco giochiamo?!?

La delusione è grande tra chi ha raggiunto gli obiettivi legati al sistema incentivante sulla tutela.

Le somme enfatizzate durante la corsa per aprire tutti i cancelletti sono comparse in formato decisamente ridotto nelle lettere presenti su People in questi giorni.

PERCHÉ???

Oltre la metà delle filiali hanno raggiunto o superato gli obiettivi assegnati dalla banca… ma il monte premi complessivo è rimasto identico senza voler considerare le oggettive difficoltà determinate dalla pandemia!!!

E quindi, visto che le colleghe e i colleghi sono stati molto più bravi del previsto, la torta va divisa in fettine più piccole?!?

Anche quest’anno non è stato sottoscritto un accordo su questo sistema incentivante che favorisce un’insana competizione e fornisce una “carota virtuale” a chi si ostina a governare la rete con indebite pressioni commerciali.

L’azienda si vanta di soddisfare pienamente le aspettative dei suoi stakeholder e, quando raggiunge risultati straordinari, non può trascurare le lavoratrici e i lavoratori che con il loro impegno rendono possibile il successo di tutto il Gruppo anche in questi difficili mesi segnati dall’emergenza sanitaria.

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Area Liguria: Ascoltiamo chi lavora

Imperia, 7 maggio 2021

Care colleghe e cari colleghi.
E’ ormai passato più di un anno dall’inizio della pandemia, che ha visto i bancari della rete impegnati in prima linea con tutti i problemi, le comprensibili paure e le difficoltà che conosciamo.
Anche se giustamente limitati negli spostamenti, come rappresentanti sindacali abbiamo continuato a monitorare la situazione e ad essere un presidio contro mancanze (un esempio su tutti: i plexiglas), comportamenti e politiche commerciali scorrette, sfociati – almeno nella nostra Area – in un notevole incremento dei ricorsi contro le valutazioni.
Oggi, nonostante la situazione sanitaria non sia ancora del tutto tranquilla, riteniamo opportuno raccogliere direttamente dalla Vostra viva voce le impressioni sul “grande” successo (così come affermato dai vertici aziendali) dell’integrazione UBI.
A nostro avviso invece la situazione è prossima al collasso, tra esodi senza rimpiazzo, organici all’osso e pressioni commerciali sempre più esasperate.
Dalla prossima settimana saremo quindi, unitariamente e nel rispetto delle norme di legge, in tutte le agenzie della provincia a parlare con Voi, raccogliendo di persona problematiche e criticità di ogni filiale.
Vi renderemo poi partecipi di quanto emerso, in modo da concordare eventuali successive iniziative, anche con il coinvolgimento delle delegazioni trattanti.

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Area Liguria : caos organizzato?!?

A quasi un mese dalla fusione possiamo fare un primo bilancio, tutti abbiamo sofferto e stiamo soffrendo,
ma a soffrire maggiormente sono stati senza dubbio i colleghi delle filiali oggetto di accorpamento:
– Insufficiente ed inefficace formazione ai colleghi Ubi.
– Carenza di addestratori sia durante la fase di integrazione che successivamente.
– In molti uffici mancano ancora computer e stampanti.
– La filiale online non è in grado di far fronte alle innumerevoli chiamate.
– I clienti a seguito di problemi informatici arrivano alterati perché non riescono ad accedere ai loro conti.
– Le code sono chilometriche, con rischi di ordine pubblico, e l’eccessiva presenza non consente il rispetto
delle normative aziendali Covid.
– Gli steward, necessari per garantire l’accesso ordinato, sono troppo pochi e utilizzati a singhiozzo.
– Le richieste di informazioni e di verifica delle posizioni risultano difficoltose, in particolar modo per i
clienti aziende.
– Molti colleghi non riescono a rispettare la pausa pranzo.
– Le operazioni di cassa si prolungano spesso oltre il termine dell’orario pomeridiano previsto.
– La prestazione lavorativa straordinaria sta diventando la regola.
– I portafogli in monte nelle filiali grandi, con migliaia di clienti, generano centinaia di telefonate e mail.
– Abbiamo forti preoccupazioni sulle conseguenze future degli errori operativi che si stanno verificando.
Invitiamo quindi i responsabili della migrazione, a fare un giro nelle filiali per accertarsi di persona che le cose stanno andando diversamente da come si auspicavano e il cammino è ancora lungo.
Diamo, invece, il giusto merito alle colleghe e ai colleghi che stanno affrontando questo complicato momento con impegno, sacrificio e collaborazione, cercando comunque di soddisfare le richieste dei clienti.
Come OO.SS. dell’Area Liguria abbiamo segnalato alle funzioni competenti tutte le criticità rilevate nel nostro perimetro, chiedendo un fattivo intervento e risposte concrete per consentire alle lavoratrici e ai lavoratori di adempiere alle loro incombenze in un clima di serenità e di rispetto degli accordi e delle leggi vigenti.

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Area Liguria: Domande dalla zona rossa

A distanza di oltre nove mesi dalla nostra prima lettera del 6 luglio, torniamo a interpellarVi per fare chiarezza sull’applicazione di alcune norme che, per la loro vaghezza, si prestano purtroppo alle interpretazioni più varie.

TURNI: come è noto la nostra Provincia (e in precedenza alcuni suoi distretti) è stata oggetto di misure restrittive –c.d. Zona rossa e Zona Arancione rafforzata –che hanno comportato nelle filiali sopra i 12 addetti, il lavoro su turni. La relativa comunicazione al personale è avvenuta in tempi e modi disomogenei: alcuni  colleghi lo hanno saputo la sera prima, altri la mattina stessa prima di uscire di casa, altri ancora hanno scoperto se erano in turno o meno solo quando sono arrivati in Filiale (vanificando peraltro il senso della turnazione, che prevede assenza di contatti tra turni).

DOMANDA: non essendo purtroppo una sorpresa il possibile ritorno in zona rossa, non e’ piu’ pratico formare a priori le squadre stabilendo gia’ chi fara’ il primo turno in caso di necessita’?

ATTIVITA’ CONSENTITE: sempre in caso di zona rossa, la Banca ha dettagliatamente elencato l’operatività di cassa effettuabile su appuntamento. Sorgono a questo punto diversi problemi,

legati al mancato turnover e a scelte gestionali: in diverse filiali non ci sono più almeno due cassieri

DOMANDA: nelle giornate in cui non è presente un cassiere, le suddette attività non vengono effettuate oppure si obbliga un altro gestore che normalmente non svolge tali mansioni a compierle, assumendosi i relativi rischi operativi  ?

ATTIVITA’ CONSENTITE/2: oltre alle annose questioni “porta in manuale o in automatico” e “accesso ai TARM interni” anch’esse declinate nelle modalità più varie, abbiamo assistito in questi giorni a interpretazioni fantasiose delle altre motivazioni per le quali i clienti potevano accedere alla Filiale (era un appuntamento già fissato, le campagne scadono, anche un investimento o la stipula di una polizza Xme Salute possono essere urgenti).

DOMANDA: potreste  portare a conoscenza di tuttoil personale quali sono le operazioni effettuabili extra cassa nei periodi di c.d. Zona Rossa e le modalità di accesso della clientela ?

SMART SOMETHING: nelle giornate di non presenza i colleghi possono svolgere alternativamente attività formative o lavoro da casa. Ad alcuni colleghi è stato  chiesto di fare entrambe le cose.

DOMANDA: è legittima tale richiesta?

SMART LEARNING:  Ad alcuni colleghi è stato  chiesto di relazionare la Direzione sulla quantità di ore svolte durante la giornata a casa.

DOMANDA: i Responsabili di Filiale non hanno uno strumento per verificare tale dato, o si tratta di una –a questo punto inutile e indebita –forma di pressione e di controllo a distanza?

TERMOSCANNER: mentre siamo ancora in attesa da oramai un mesedei plexiglas per tutti, stiamo assistendo in questi giorni all’installazione dei termoscanner.

DOMANDA: nelle filiali senza guardia (quasi tutte!) chi dovra’ verificare che i clienti all’ingresso si misurino correttamente la temperatura?

TRASFERIMENTI 12 APRILE: purtroppo ci sono alte probabilita’ che anche la prossima settimana la nostra provincia cada ancora in zona rossa.

DOMANDA: si effettueranno ugualmente i trasferimenti preventivati o non sarebbe piu’ coerente ed opportuno rinviarli?

Infine un’ultima domanda non inerente alla zona rossa, ma di stretta attualita’:

COLLOQUI DI VALUTAZIONE: in diversi colloqui di restituzione della valutazione, abbiamo constato la presenza in remoto del Gestore del Personale. Si è trattato, almeno inizialmente, di colloqui su valutazioni in peggioramento. Il manuale della Banca attribuisce alla Funzione del Personale un’attività di presidio metodologico e di supporto/consulenza, ma non parla di presenza al suddetto colloquio, che riteniamo sarebbe da evitare in quanto potenzialmente in grado di alterarne lo svolgimento  sotto l’aspetto psicologico

DOMANDA: è lecita la presenza di un soggetto terzo rispetto a quelli elencati nel manuale e, in caso positivo, è possibile chiedere con anticipo al colloquiato se intende avvalersi della presenza di un Rappesentante Sindacale ?

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Area Liguria: Quo usque tandem

Fino a quando, ci chiediamo, dovremo assistere a pressioni commerciali sempre più pressanti in piena terza ondata Covid?!?
Non vengono risparmiate ai colleghi riunioni quotidiane, lynch, richieste di ogni tipo e addirittura si pretende dai gestori la previsione del futuro: Cosa farai la prossima settimana? Bisogna quindi non solo aver l’agenda piena per la settimana successiva, ma è richiesto già l’inserimento di preventivi tutela o proposte di investimenti. Ma come si possono conoscere le necessità del cliente prima di averlo
incontrato?

…Con incredibile ritardo stanno finalmente arrivando nelle filiali i nuovi dispositivi anti Covid, a cominciare dai termoscanner. Bisogna spiegare ai clienti come funzionano! Ma chi li deve gestire? Chi controllerà che tutti li usino? Cosa succede se disgraziatamente qualcuno risultasse con febbre? Chi convincerà i clienti a uscire dalla filiale?

…Negli ultimi giorni è emerso un nuovo problema: la gestione delle telefonate inevase.
Quotidianamente viene prodotta una lista delle chiamate non risposte dalla filiale e allora, Direttori e Coordinatori (a loro volta stressati dai loro capi) sono obbligati a premere sui gestori, incitandoli a richiamare IMMEDIATAMENTE il cliente che compare sulla lista.
Vogliamo anche sottolineare che il cellulare aziendale è molto utile per gestire l’attuale periodo, ma come al solito gli aspetti gestionali sono fondamentali per un uso corretto dello strumento:
Il cellulare aziendale non è un cercapersona, non obbliga ad alcun tipo di reperibilità fuori dall’orario di lavoro e non esclude il sacrosanto diritto alla DISCONNESSIONE.
Ci preme informare che NON E’ UN OBBLIGO AVERE IL TELEFONO AZIENDALE e che è comunque possibile fruire dello Smart Working, in quanto StrongAuth può essere installato anche sul proprio telefono, una volta abilitati dal Servizio del Personale.

Come già denunciato riteniamo inopportune tutte quelle iniziative volte ad aumentare la presenza dei clienti nelle filiali, e riteniamo pericoloso l’utilizzo promiscuo delle postazioni di lavoro.
Infine, alla vigilia dell’integrazione con Ubi ci auguriamo si possa coniugare l’operatività con le aspettative di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori a prescindere dalla provenienza, così come auspichiamo un’informativa preventiva da parte dell’Azienda sul prossimo futuro…

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Area Liguria: Cosa accadrà?!?

Colpi di qua, colpi di là, cosa accadrà?
Cosa accadrà?!?
Report lucenti, capetti al galoppo, budget stridenti, qua e là qualcun schioppa
In Intesa Sanpaolo c’è ormai chi combatte, il Capo tentenna, ma il collega si sbatte.
Trasferimenti di qua, Covid di là, cosa accadrà, cosa accadrà?
Prioritarie di qua, Demansionamenti di là, cosa accadrà, cosa accadrà?

In questi mesi di emergenza pandemica i problemi nella Rete sono stati e continuano ad essere i più vari: dalla mancanza di un’adeguata protezione del personale, alla mancanza di regole certe e uniformi per la gestione degli ingressi e l’accoglienza, evidenziando una mancanza di responsabilità centrale nelle decisioni, scaricando il tutto sulla capacità di improvvisazione dei preposti.
C’è però un tema dove gli Esponenti Aziendali non hanno mai avuto esitazioni e dove da troppo tempo si è varcata la linea di confine: l’esasperante, immorale e inaccettabile pressione commerciale che subiamo quotidianamente, dove budget annuali o trimestrali non vengono più nemmeno declinati, passando a orizzonti mensili, ma da realizzare obbligatoriamente nei primi quindici giorni (o anche prima) per lavorare le campagne “prioritarie” calate dall’algoritmo, astruse e scollegate da ogni logica di buona gestione del cliente e del portafoglio.
Il motto che risuona è: ”bisogna lavorarle perché ce lo chiede il Gran Capo”, anche se bisogna lasciare indietro pratiche di finanziamento, successioni, attività amministrative o quant’altro di meno profittevole sia richiesto dai clienti.
Questa veemenza oggi ha in maniera molto evidente un solo comune denominatore:
Presentarsi con un posto al sole quando ci sarà la fusione operativa con UBI.
E’ chiaro, leggendo i comunicati delle diverse RSA in tutta Italia che il nostro adorato middle management ci sta spremendo come limoni per conservare la PROPRIA POLTRONA o per averne una migliore nella prossima riorganizzazione della rete, sicuri data l’abitudine a “sane logiche di business di lungo termine” che si salveranno dalla ghigliottina della “rivoluzione” solo quelli che reporteranno numeri altissimi entro il 31 Marzo, anche a discapito dei disastri che per certo si manifesteranno successivamente.
Tutto il resto non è importante: sacrificabile è soprattutto la salute fisica e psichica dei dipendenti, per quello ci sono ASL, INAIL e XANAX….

…Se per l’azienda, nel suo piano visionario, la Rete è ormai solo un fardello da spremere fino a liberarsene al più presto, la realtà è ancora molto lontana da questa sciagurata profezia.

RR.SS.AA. FIRST/CISL – FISAC/CGIL
INTESASANPAOLO PROVINCIA DI IMPERIA

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Area Liguria: ERRARE È UMANO, PERSEVERARE DIABOLICO… E INSISTERE COS’È?

Assistiamo in questi giorni a ripetuti episodi, sempre più energici, di esasperazione sulle campagne commerciali, che ignorano tutte le problematiche che i colleghi della rete, ormai ridotti all’osso, devono affrontare quotidianamente.
Non si fermano davanti a niente le pressioni del Responsabile commerciale di turno, probabilmente in corsa per primeggiare, che volontariamente ignora la situazione in cui sono costretti a operare quotidianamente i suoi collaboratori, come dimostrano i ripetuti incontri monotematici on line in cui viene ribadito l’ovvio e che sottraggono tempo operativo prezioso.
Si finge di non vedere l’enorme quantità di clienti che in barba agli appuntamenti si riversano nelle filiali con le problematiche più disparate, si finge di non sapere che non è possibile seguire coerentemente tutte le campagne perché evidentemente quando TUTTO è prioritario, NIENTE è
prioritario, che non è possibile rispondere al telefono perché se lo fai ci resti “incollato”, si finge di non capire che un gestore non può gestire (perdonate il bisticcio) in una giornata 40 mail, 50 telefonate, 6 appuntamenti, un lynch e qualche problema sparso! NON è UMANO!
Il modello organizzativo è fallimentare in quanto prevede quasi sempre un numero di clienti per gestore troppo ampio per un puntuale, efficace ed efficiente presidio della clientela.
La costante politica di contrazione dei costi ha comportato riduzioni di personale tali per cui molti portafogli clienti non sono assegnati e di conseguenza non seguiti adeguatamente e questo comporta maggiori carichi operativi sui pochi gestori presenti e il rischio di non raggiungere gli obiettivi prefissati.
Rimarchiamo l’ovvio dicendo, nuovamente, che le richieste di incrementare gli incontri giornalieri sono in completa distonia con l’emergenza sanitaria in corso.
Grazie allo sforzo comune, perché in questo momento è chiaro a tutti l’importanza di essere coesi, siamo riusciti a chiudere anche quest’anno, estremamente difficile a seguito della pandemia, con un risultato economico eccezionale.
I colleghi che, nonostante il momento di forte incertezza, hanno affrontato e affrontano le proprie paure sfidando anche la propria sicurezza fisica, devono essere orgogliosi.
Plauso agli sforzi e alla buona volontà sempre dimostrata dai dipendenti per mettere in pratica quanto richiesto. Biasimo a chi ignora le attuali condizioni lavorative che non giustificano illogiche pretese.
Non ci è difficile concludere questo volantino in modo propositivo: per rimediare a questa drammatica situazione l’Azienda deve smettere di fare finta di ignorare che il personale non è sufficiente per far funzionare le filiali e dare il via a corpose nuove assunzioni.
FACILE, NO?

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Area Liguria: THE NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS

THE NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS
“quando le pensate aziendali hanno poca fortuna”
La settimana scorsa qualcuno ha pensato che a dicembre molti clienti vengono in banca per le scadenze fiscali e perché a Natale non si può restare senza soldi e quindi, anziché implementare gli addetti a questi sevizi essenziali, ha deciso di eliminare l’accesso tramite appuntamento… così il caos e la tensione domineranno fuori e dentro le filiali dando vita ad un vero proprio incubo nel periodo pre-natalizio.
Ma come si può pensare di gestire il flusso spontaneo con gli uffici decimati dai casi di covid, le ferie da smaltire obbligatoriamente e la possibilità di attivare solo 5 steward per 60 filiali?!?
Impiegare una modalità organizzativa che inevitabilmente creerà assembramenti sulla porta delle filiali è pericoloso per la vita delle persone:
Pericoloso perché non viene rispettato il distanziamento sociale che è fondamentale per contenere la pandemia.
Pericoloso perché la tensione sociale sfocia in quotidiane aggressioni verbali che le colleghe e i colleghi stanno subendo in questo periodo.
Ma questa non è l’unica pensata che ha danneggiato la vita delle lavoratrici e dei lavoratori:
Qualcuno ha pensato, proprio adesso e in piena pandemia, di spedire ai clienti una lettera per la sostituzione del bancomat (che scadrà magari tra due anni), così tantissimi si precipitano in filiale per farsi cambiare il bancomat e intasano la già traballante accoglienza delle filiali.
Ultimamente qualcuno ha pensato che, per migliorare il servizio ai clienti, sia fondamentale ascoltare chi lavora a contatto con i clienti e quindi saranno attivati dei “tavoli d lavoro” con i colleghi impegnati in prima linea per trovare nuove soluzioni.
Come OO.SS. sono anni che denunciamo insopportabili carichi di lavoro, è diventato impossibile far fronte in maniera decente agli appuntamenti, alle mail, alle riunioni, alle telefonate, ecc…
Nel corso degli incontri trimestrali abbiamo sempre rappresentato queste difficoltà in maniera chiara e netta e crediamo che qualche pensatore dovrebbe smetterla di far finta di non sentire perché di soluzioni ne abbiamo sempre proposte in maniera seria e costruttiva.
Se l’azienda vuole migliorare il servizio alla clientela, riducendo le telefonate inevase, riducendo il tempo di attesa per le operazioni di cassa, velocizzando i tempi delle pratiche di mutuo e di finanziamenti, incrementando le proposte di investimento e di polizze assicurative, noi abbiamo
pensato una cosa molto semplice:
AUMENTARE GLI ORGANICI DELLE FILIALI
…e forse qualcuno troverà pensieri più fortunati…

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AREA LIGURIA: LYNCHAGGI VIA SKYPE

Nonostante le innumerevoli segnalazioni inviate da rappresentanze sindacali di tutta Italia, continuano senza sosta e, anzi, aumentano le pressioni alla vendita nella rete del Gruppo.
Crediamo non sia inutile ripetere quanto ciò stoni con il contesto in cui stiamo vivendo, dove ministri, medici e scienziati chiedono di limitare gli spostamenti allo stretto necessario.
Con l’usuale ipocrita spregiudicatezza la banca crede invece di poter fare ciò che vuole:
• Inventa specifiche campagne di prodotto che, con buona pace di quanto affermato in trimestrale. portano in filiale clientela, spesso anziana, che dovrebbe restare a casa.
• Impone ai responsabili di far fissare numerosi e congrui appuntamenti commerciali, e di fare pressioni sui numeri dei successi da raggiungere.
• Accompagna il tutto con pressioni quotidiane sul “venduto” e sulla esitazione delle campagne entro tot giorni.
Il tutto per la paura che qualche Super Capo Galattico particolarmente “sensibile “ si prenda male e magari si rovini il weekend…
Vorremmo aggiungere che gli organici sono sempre piu sottodimensionati, che la mole di lavoro è palesemente sproporzionata e che tutto viene scaricato, come al solito, sul senso di responsabilita di colleghi ormai giunti al limite delle forze.
Nel “miglior posto in cui lavorare” si aggiungono anche le riunioni skype settimanali, dalle quali alleghiamo in calce qualche “perla”1; incontri che stanno sempre piu diventando simili a raduni di una setta complottista, dove Il maestro di cerimonia chiede pareri agli adepti, ai quali però non è permesso né il dissenso nè la minima critica anche se costruttiva, pena la ghettizzazione nelle sottocaste dei “fancazzisti” e/o dei “polemici”.
Di fronte a questa situazione abbiamo fatto un @IOSEGNALO nei confronti di chi nelle Lync non si è assunto la responsabilità di ribadire la policy aziendale in materia di collocamenti e normativa e nemmeno ha tutelato la dignità dei lavoratori improvvidamente chiamati in causa
Rsa Fisac Cgil Intesa Sanpaolo Arma di Taggia, Imperia, Sanremo

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Area Liguria: Allarme Rosso

E’ storia nota che Mussolini usasse spostare di continuo i pochi ed inefficienti carri armati di cui disponeva, per mostrare all’alleato tedesco di avere un esercito ben più potente della misera realtà che la guerra dimostrerà ben presto.
Una storia che ci è venuta in mente vedendo la fretta con cui, nella nostra provincia, i preposti hanno di colpo ordinato ai colleghi di indossare scomode visiere, spesso nel cassetto fino al giorno prima, perchè l’azienda non si era preoccupata di predisporre tramite un idoneo sistema di vigilanza e controllo, l’osservanza di tale disposizione.
Tutto nasce, crediamo, dalla nostra richiesta fatta in comitato di consultazione di fornire ai colleghi, oltre a mascherine chirurgiche e visiere, altri strumenti di tutela individuali (mascherine FFP2, plexiglass per tutti, kit di igienizzazione) e collettivi
(steward e termoscanner) per difenderli dai rischi legati al lavoro che svolgono.
E’ bastato ricordare in tale incontro che, a seguito di visite in filiali del Gruppo effettuate da Organismi di controllo, la banca è stata pesantemente sanzionata e obbligata a fornire tali dotazioni, per generare il panico in tutta la provincia : l’imminente calata di orde di Ispettori del Lavoro, pronti a scatenare l’inferno.
E allora tutti schierati “in prima linea”, perchè gli appuntamenti per vendere tutela si deve continuare a farli, ma con elmetto (pardon, visiera) in testa e moschetto in mano.
Il buon senso, e in certi casi la banca stessa, suggeriscono altro:
• Suggeriscono di “evitare il flusso di clientela verso le filiali, in particolare se di età avanzata, ma di privilegiare l’offerta a distanza”2
• Suggeriscono di far cessare, fino al termine di questo periodo, ogni pressione commerciale, perchè concetti espressi in una recente Lync come noi vendiamo tutti prodotti utili, magari il cliente non è in grado di capirlo, quindi decidiamo noi per lui, sono palesemente illegali, oltre che contrari alla policy aziendale
• Suggeriscono di mettere mano al portafoglio per dimostrare, in caso di ispezione, che si è fatto il possibile per far lavorare i colleghi in sicurezza, ad esempio fornendo mascherine di classe P2 e reclutando qualche steward in più anzichè far girare i pochi disponibili come i carri armati del ventennio, per l’appunto.
Qualora il buon senso non prevalga, servirà altro.
Imperia, 23 novembre 2020
RSA FISAC-CGIL Intesa Sanpaolo Arma di Taggia – Imperia – Sanremo

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AREA LIGURIA: EMERGENZA CONTINUA…

In data 13 Novembre si è svolto l’Incontro Trimestrale di Area con modalità “a distanza”.
I temi principali che abbiamo affrontato sono stati l’integrazione con UBI e la gestione dell’emergenza sanitaria.
Come OO.SS. abbiamo evidenziato le particolarità del nostro territorio e la forte carenza di organici, chiedendo sin da ora la massima attenzione sulla mobilità territoriale e sulle assunzioni destinate alla rete filiali. Con l’avvio della procedura di cessione di ramo d’azienda a BPER si apriranno anche i cantieri per definire l’assetto organizzativo del Gruppo in tutti i territori, con effetti a partire dalla prossima primavera.
Abbiamo espresso forti perplessità sulla gestione dei casi positivi al covid tra i colleghi, rivendicando maggiore tempestività e maggiore trasparenza.
Abbiamo ribadito l’importanza della dotazione di plexiglass per tutti i colleghi condividendo le richieste che arrivano da tutta Italia.
La maggiore criticità quotidiana del lavorare in filiale è rappresentata dalla modalità di accesso del pubblico; come OO.SS. abbiamo richiesto indicazioni puntuali e precise, ma l’Azienda ha solamente ribadito il divieto per i colleghi di uscire dai locali per regolamentare l’afflusso e che la modalità delle porte “in manuale” è una decisione demandata al responsabile della filiale.
Continuiamo a ribadire che solo incrementando il numero degli steward si può migliorare la situazione evitando assembramenti e situazioni di tensione davanti alla porta delle filiali.
Le pretese commerciali devono essere azzerate in funzione della pericolosa evoluzione della pandemia che dai primi di ottobre ha già colpito un terzo delle filiali della Liguria, non è più accettabile invitare i clienti a recarsi in filiale per operazioni non necessarie. Non saranno tollerati comportamenti fuori luogo che hanno trovato spazio anche nelle riunioni a distanza in cui vengono anche improvvisate “scenette” cliente-gestore.
La riorganizzazione delle sedi centrali prevista per metà dicembre non avrà impatto sulla mobilità dei colleghi che saranno colloquiati dal personale nei prossimi giorni.
Riteniamo necessario un complessivo cambio di approccio che metta al centro la tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori per rendere davvero efficaci i contenuti degli accordi sulla genitorialità e sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

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Area Liguria: Comitato di Consultazione RR.SS.AA. Provincia Imperia

Lunedi scorso abbiamo partecipato a una cosa divertente che probabilmente non
faremo mai più.
Per la prima volta in vita nostra abbiamo fatto ricorso al Comitato di Consultazione, un organismo di natura contrattuale che ha un nobile scopo che difficilmente raggiunge, ovvero quello di “individuare possibili soluzioni a controversie che emergessero a livello locale”.
E siccome di controversie ne avevamo fatte emergere diverse senza mai risolverne mezza, abbiamo provato a portare le nostre istanze a tale livello.
Da questa esperienza siamo usciti sicuramente arricchiti, apprendendo dalla Controparte che :
• non tutto quello che il sindacato chiede l’azienda deve per forza farlo
• l’azienda non fa necessariamente incontri con tutti quelli che glielo chiedono
• se l’azienda dovesse confrontarsi in tutte le 1500 piazze dove esistono RSA questo metterebbe in  difficoltà il Gruppo
• se la gestione nelle Filiali è stata caotica e poco omogenea è responsabilità delle strutture che non hanno recepito correttamente le indicazioni centrali
• forse non ci rendiamo conto in quale Gruppo lavoriamo
• i Segretari Generali delle OO.SS. hanno stabilito che nel periodo dell’emergenza l’Azienda è legittimata a non parlare con le RSA
• non possiamo pensare di scrivere all’Azienda e che questa sia costretta a risponderci
• se pensiamo che Relazioni industriali ci risponda sui problemi della provincia di Imperia, viviamo su pianeti diversi.
• l’azienda ha necessità di standardizzare
• non si vede come possiamo pensare di ottenere obiettivi che l’Azienda nega alle delegazioni di Gruppo
E’ inutile negarlo, nonostante le tante cose imparate siamo usciti dall’incontro un pò delusi, con addosso la sensazione di essere il popolino alle prese col Marchese del Grillo
E come forse avrete già indovinato non abbiamo portato a casa nessuno degli obiettivi che ci eravamo posti: risposte alle tante domande su come viene organizzato il lavoro, una sede di informativa e di confronto nella quale affrontare tempestivamente i problemi quotidiani, dotazioni di sicurezza per
tutti noi che lavoriamo “In prima linea”, come ha riconosciuto la responsabile delle Relazioni Industriali del Gruppo Intesa San Paolo, che è stata la nostra interlocutrice di parte aziendale.
Coerentemente con le nostre posizioni non abbiamo accettato alcuna conciliazione rimanendo pertanto liberi di intraprendere altre iniziative.
Poichè come tutti i liguri siamo maledettamente testardi, ci siamo dati un termine molto ravvicinato per fare una valutazione: subito dopo l’incontro Trimestrale che si svolgerà in Area il prossimo 13 novembre, chiederemo alle altre Organizzazioni presenti in provincia di fare insieme una valutazione dei risultati ottenuti in tale sede
Se per quella data il nostro paniere sarà ancora vuoto, decideremo con voi cosa fare.

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AREA LIGURIA: TUTELA… PER CHI LAVORA

I bancari che lavorano nelle filiali sono stati tra i pochi lavoratori – insieme a operatori sanitari e addetti del settore alimentare – che non hanno mai smesso di lavorare da quando la pandemia è comparsa anche nel nostro Paese.
Il mantenimento dell’apertura degli sportelli anche nei momenti più bui è stato motivata con l’esigenza di garantire al pubblico un servizio essenziale.
Il nostro Istituto ha profuso un grande sforzo per consentire alla clientela di avere garantita la possibilità di accedere agli sportelli ed alle forme di finanziamento ad aziende e privati che sono state varate dai provvedimenti governativi.
Non possiamo riconoscere a Intesa Sanpaolo lo stesso impegno nel tutelare la salute di noi lavoratori che siamo stati in prima linea ad affrontare la clientela.
La fornitura di mascherine e di prodotti igienizzanti è stata tardiva, le visiere sono arrivate ancora dopo, gli steward concessi con il contagocce, i plexiglass mai arrivati (o meglio, arrivati solo dove le ASL hanno pesantemente sanzionato la banca), le pulizie sono rimaste carenti (non certo per colpa delle addette, ma per taccagneria della banca che non ha aumentato il tempo di lavoro).
Esiste un problema di efficace e periodica igienizzazione degli impianti di climatizzazione e condizionamento.
In assenza di termoscanner i clienti non vengono sottoposti a verifica della temperatura.
Le regole di accesso alle filiali, nonostante le nostre ripetute richieste, non sono mai state chiarite, con il risultato che in filiali limitrofe i comportamenti sono diversi.
Infine, dopo un periodo nel quale si è incentivato lo smart working, individuato dal legislatore anche nel DPCM del 13/10/20 tra gli strumenti principali per combattere la pandemia, l’azienda ha bruscamente fatto marcia indietro anche su questo terreno.
Evidentemente la tanto sbandierata OAD (offerta a distanza) non sortisce gli stessi risultati commerciali della vendita in presenza.
E allora vai con filiali che riaprono la cassa al pomeriggio, con specialisti e capi area che tornano a vagabondare per le filiali e agende (solo incontri commerciali mi raccomando, niente fuffa) di nuovo piene zeppe di appuntamenti.
Non è un caso se il primo a parlare di ritorno alla normalità (anzitempo e fuori luogo) sia stato già a maggio il responsabile della Banca dei territori.
Non è un caso se oggi la rete Filiali ha una presenza media di lavoratori fra il 70 e l’80% (ossia mancano solo i lavoratori fragili), mentre gli uffici di direzione, ove non si concludono contratti commerciali con la clientela, sono al 30%.
Non è un caso se molte filiali cominciano a registrare casi di positività e di quarantene.
Paradossale e – oseremmo dire – offensivo, che la banca faccia discendere questi nuovi casi non tanto dalle sue inadempienze, ma dalla nostra scarsa attenzione nei comportamenti individuali, incitandoci ad andare a lavarci le mani dopo ogni incontro, ogni volta che facciamo fotocopie o ci rechiamo a prendere documenti , ad indietreggiare quando il cliente avanza, ad igienizzare la postazione e il tablet tra un cliente e l’altro e via di questo passo.
Suggerimenti di chi in Filiale, evidentemente, non c’è mai stato o, peggio, di chi conosce benissimo la situazione ma ne fa una narrazione fantasy.
A proposito, complimenti sinceri al genio del marketing che ha ideato, nel bel mezzo della peggior emergenza sanitaria dell’ultimo secolo, la campagna di sostituzione delle carte bancomat, che ha generato un pericolosissimo flusso spontaneo di clientela  anziana, disperata perchè “mi avete scritto che mi scade la carta”.
Siamo stanchi di non ricevere risposte, e con noi lo sono i colleghi, che ci hanno dato mandato di chiedere con forza un cambio di rotta.
Siamo stanchi del fatto che l’azienda, per l’ennesima volta, ci abbia negato un incontro, senza nemmeno formalizzare tale rifiuto, rimandando tutto all’incontro trimestrale che si svolgerà a Genova il prossimo 13 novembre Incontro trimestrale che rappresenta un istituto prezioso del confronto sindacale, ma che, per definizione stessa del Protocollo Relazioni Industriali, ha finalità prevalentemente informative e , ancora, rischia di arrivare fuori tempo massimo, visto che in quella data probabilmente saranno già stati emanati altri due o tre DPCM.
Ci siamo presi un impegno con voi ed intendiamo rispettarlo, pertanto valutiamo insufficiente quella che per ora è solo una promessa di dotare di plexiglass le sole postazioni di cassa e accoglienza (come se un gestore che parla per 30/40 minuti con un cliente non corresse rischi) e quest’oggi chiediamo la convocazione del comitato di consultazione, uno strumento a disposizione delle OOSS per discutere di tali richieste, in via preventiva rispetto a intraprendere forme di mobilitazione.
L’azienda è tenuta a convocarci entro 5 giorni da oggi.
Vi faremo sapere gli esiti dell’incontro e decideremo insieme come procedere.
fai click qui per leggere il comunicato delle rr.ss.aa. di Imperia

AREA LIGURIA: PRESSIONI COMMERCIALI E SICUREZZA IN FILIALE

DI SEGUITO TROVATE DUE COMUNICATI DELLA PROVINCIA DI IMPERIA:

IL PRIMO AFFRONTA IL PROBLEMA DELLE PRESSIONI COMMERCIALI CHE STANNO RIEMERGENDO

IL SECONDO RIGUARDA LA SICUREZZA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI

SE MI RILASSO COLLASSO

“Burn out ” è un termine di origine inglese che letteralmente significa “bruciato”, “esaurito” o “scoppiato”.

Secondo l’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il burnout è una sindrome derivante da stress cronico associato al contesto lavorativo, che non riesce ad essere ben gestito.
Da qualche anno la stragrande maggioranza dei colleghi è entrata a far parte della categoria dei “gestori di portafoglio”, e attraverso questa mutazione hanno cercato di convincerci che il nostro lavoro sia cambiato.
Bisogna adeguarsi al cambiamento, è necessario avere una mente aperta e flessibile, non guardare l’orologio, avere tanta resilienza(che va molto di moda) e sentirsi drammaticamente in colpa se in una giornata non si è riuscito a PIAZZARE niente.

RICHIESTA DI INCONTRO CON L’AZIENDA

Il nuovo DPCM appena emanato, nella sezione dedicata agli uffici aperti al pubblico

ordina che l’attività di front office per gli uffici ad alto afflusso di clienti esterni sia
svolta esclusivamente in postazioni dedicate e dotate di vetri o pareti di protezione

invita alla rilevazione della temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di
temperatura > 37,5 °C.

chiede di rafforzare ulteriormente le misure per il ricambio d’aria naturale e/o attraverso l’impianto, e di garantire la pulizia dei filtri dell’aria di ricircolo correla l’affollamento alle portate effettive di aria esterna.

dispone l’accesso dei clienti solo tramite prenotazione, consentendo la presenza
contemporanea di un numero limitato di clienti in base alla capienza dei locali

Esattamente ciò che le OO.SS. di questo Istituto chiedono da tempo, ricevendo risposte
vaghe in alcuni casi, netti rifiuti in altri casi

Abbiamo pertanto richiesto un incontro urgente in area.
In caso di mancata convocazione o di risposte inadeguate procederemo ad ulteriori iniziative nel rispetto del mandato fornitoci dai Lavoratori, garantendo sempre una costante informativa.

 

AREA LIGURIA: LE RESPONSABILITA’ DELL’AZIENDA PER LA SICUREZZA DI TUTTI

Sin dall’inizio dell’emergenza COVID 19 le OO.SS nazionali di settore hanno avuto incontri con ABI e Aziende per definire le misure di protezione per i lavoratori bancari.
Anche le nostre Segreterie di Coordinamento hanno formulato richieste a Intesa Sanpaolo circa le misure di prevenzione e protezione da adottare tempo per tempo per mitigare il rischio di contagio tra i colleghi.
Analogamente anche noi come Coordinatori Territoriali abbiamo più volte sollecitato i responsabili dell’Area Liguria ad attuare tempestivamente tali misure quando ci sembrava che i tempi di esecuzione subissero eccessivi ritardi.
Lo abbiamo fatto con volantini, lettere e anche con semplici, ma dirette, richieste verbali.
A questo punto vogliamo ancora denunciare le carenze che rendono impossibile lavorare in sicurezza:
Pulizie
Già da prima dell’emergenza sanitaria abbiamo denunciato che il tempo concesso alle/agli addette/i è insufficiente per consentire l’adeguata igienizzazione degli ambienti di lavoro e gli interventi straordinari fin qui eseguiti non compensano le carenze quotidiane.                                                                              Installazione pannelli in plexiglass
Nelle filiali UBI (banca del Gruppo) e, a seguito di un intervento dell’Autorità Sanitaria, anche in una filiale di ISP della Liguria, sono già stati installati i pannelli in plexiglass.
E nelle altre?!? Perché queste differenze di trattamento?!?
Accesso alle filiali
Non è ancora stata chiarita dall’Azienda una modalità omogenea per regolare l’accesso del pubblico alle filiali: troppo spesso troviamo colleghe e colleghi all’esterno costretti ad animati confronti con la clientela. Il numero degli steward assegnati alla nostra regione è assolutamente insufficiente a garantire la copertura nelle piazze più critiche.
L’accesso solo su appuntamento ai locali è uno strumento fondamentale per tutelare la salute di tutti e va seguito in maniera rigorosa per evitare assembramenti e situazioni rischiose.
Per trovare delle soluzioni praticabili sul nostro territorio abbiamo richiesto l’incontro Trimestrale all’Azienda.
Infine non possiamo accettare che l’Azienda scarichi sulle lavoratrici e sui lavoratori la responsabilità di sanificare i locali e renderli sicuri per sé stessi e per la clientela.
Genova, 13 Ottobre 2020
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN
INTESASANPAOLO LIGURIA

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Area Liguria: Scassati

Ormai da anni le banche fanno a gara per eliminare le postazioni di cassa servita, in preda ad un sacro fuoco che vorrebbe tutti i clienti, anche quelli più anziani, capaci di destreggiarsi con app, cash dispenser e prelievi cardless.
Come ovvio Intesa Sanpaolo, la prima banca del paese, si è collocata in testa al gruppo degli innovatori, sperimentando soluzioni di casse irraggiungibili finalizzate ad obbligare anche i più riottosi a utilizzare i moderni ritrovati della tecnica o a perire nel tentativo di resistere strenuamente.
Il periodo del lockdown ha improvvisamente rovesciato il paradigma della inutilità delle casse, visto che le banche sono rimaste aperte mentre quasi tutte le altre attività economiche erano ferme, allo scopo di garantire all’utenza un servizio pubblico .
Finita l’emergenza, il lavoro di cassa è tornato ad essere il brutto anatroccolo, asfaltato dall’urgenza di vendere prodotti di tutela e di investimento che nei mesi scorsi erano rimasti nel cassetto, e ora svettano nuovamente nei budget dei gestori.
Nel nostro territorio però si stanno raggiungendo livelli mai visti prima: a fronte della fisiologica diminuzione dei cassieri, che vanno in pensione, si fanno vorticosamente girare i pochi dinosauri sopravvissuti ai meteoriti, ma anche così la coperta è corta.
Morale: servizio di cassa rimasto chiuso al pubblico più volte anche in Filiali Hub.
Se poi un gestore privati, per evitare alla filiale di restare con gli ATM vuoti, aiuta i colleghi gestori base, non si azzardi a giustificare con tale inutile perdita di tempo il grave danno economico causato al budget di filiale.
Insomma, stiamo raschiando il fondo del barile, e senza una sollecita attività di pianificazione (visto che parlare di assunzioni di cassieri è come bestemmiare in chiesa) i prossimi mesi saranno un disastro annunciato, poichè le prossime uscite per esodi e quote 100 saranno per la maggior parte nuovamente nello stesso comparto.
Localmente noi siamo disponibili da subito ad un confronto sull’argomento, e voi ?
Le RSA FISAC CGIL della provincia di Imperia

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Area Liguria: Le NON risposte dell’Azienda…

Care colleghe e cari colleghi,
La scorsa settimana il Parlamento ha approvato la proroga dello stato di emergenza per Covid19 al mese di ottobre e questo dovrebbe farci capire che è necessario tenere alta la guardia.
In qualità di Rappresentanti Sindacali Aziendali di tutti i lavoratori, non abbiamo mai abbassato la guardia, infatti, pur consapevoli di quanto fatto fino ad ora dall’azienda, il 6 luglio le abbiamo posto alcune domande per chiedere chiarimenti su come i colleghi dovessero operare in assenza di una normativa di riferimento e di disposizioni aziendali, quesiti reiterati il 15 luglio u.s. vista la mancanza di riscontro.
Finalmente il 23 luglio abbiamo ricevuto una “risposta” dall’azienda, tramite una comunicazione certamente cortese nella forma, ma completamente elusiva nel contenuto, se non in quelle poche righe in cui si mette in discussione il ruolo delle RSA, cosa che porterebbe inevitabilmente a valutare iniziative a difesa delle nostre prerogative che ricordiamo sono volte alla tutela di noi tutti all’interno delle unità aziendali.
Secondo voi l’azienda ha risposto ai nostri quesiti?!? Ovviamente NO!!!
Siamo amareggiati e dovrebbero esserlo tutti i dipendenti di questa azienda, il cui management si vanta di essere – ancor di più dopo il successo dell’OPAS Intesa UBI – un punto di riferimento non solo in Italia, ma in tutta Europa. Quando noi colleghi veniamo sottoposti a richieste e quesiti, l’azienda pretende sollecite e minuziose risposte, dettagliate relazioni anche quando contrattualmente non previste.

INAUDITE le pressioni psicologiche se qualcuno si azzarda a non rispondere o non lo fa celermente.

Ci dispiace constatare che quando sono i colleghi o chi li rappresenta a porre delle semplici domande, inerenti tra l’altro la salute e la sicurezza di tutti noi, è tutt’altra faccenda.

Questo dovrebbe farci meditare tutti…

Tra le domande che avevamo posto c’era quella relativa agli “accessi”, che tanto sta a cuore ai colleghi in filiale: l’azienda ha fatto una repentina retromarcia ripristinando gli appuntamenti per l’operatività di cassa, dopo la scellerata e insensata decisione di tornare “alla vecchia maniera” per un certo periodo di tempo.

Riteniamo, che per tutto il perdurare di questa emergenza sanitaria, sia indispensabile che gli accessi siano contingentati secondo le regole già note e solo previo appuntamento e che, per le filiali ubicate in zone a forte vocazione turistica, sia necessario un servizio di gestione degli accessi in filiale tramite steward anche al fine di evitare eccessivi assembramenti. In merito a pulizie straordinarie, impianti di condizionamento e barriere di plexiglas l’azienda ha preferito non esprimersi; stiamo seguendo con interesse alcuni RLS, i quali si sono rivolti direttamente all’Azienda Sanitaria competente per fare chiarezza.

Come sempre monitoreremo con attenzione l’evolversi della situazione e all’occorrenza non esiteremo a esercitare il nostro importante e delicato ruolo, a nostra e vostra tutela.

Imperia, 4 Agosto 2020

RR.SS.AA FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL PROVINCIA DI  IMPERIA

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Area Liguria: in cassa di nuovo su appuntamento?!?

IN INTESA SANPAOLO DAL 22 LUGLIO TORNANO GLI APPUNTAMENTI PER IL SERVIZIO DI CASSA

L’Azienda, solo lo scorso 8 giugno (e il 29 giugno nelle filiali piccole) aveva unilateralmente abolito il sistema degli appuntamenti in cassa.

Il ritorno da domani agli appuntamenti, senza quasi preavviso e senza una adeguata campagna informativa nei confronti di clienti sempre più disorientati è – se possibile– una pezza peggiore del buco che si intende tappare.

Una scelta talmente intempestiva, dettata da dilettantismo, pressapochismo e mancata conoscenza di quanto avviene nelle filiali, che si commenta da sola.

Le ricadute, come sempre, saranno su chi in Filiale ci lavora.

Le RSA FISAC CGIL della provincia di Imperia

fai click per visualizzare il comunicato della provincia di Imperia

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