Archivio Sardegna

AREA SARDEGNA Incontro Trimestrale del 21 giugno

Risultati commerciali confortanti per la Sardegna, con un Conto Economico che ha raggiunto il 96% dell’obiettivo sostanzialmente in tutti i comparti (il migliore della Direzione Regionale).

Nell’isola lavorano 937 persone, 536 nelle 55 filiali Retail, 53 nelle 6 filiali Exclusive, 90 nelle 4 filiali Imprese, 30 nelle 3 filiali Agribusiness, 19 nelle 2 filiali del Terzo Settore, 45 nella Filiale Digitale.

Il 42% è inquadrato professionalmente come Quadro Direttivo (162 donne su 395 in totale), distacco maggiormente rilevabile nel terzo e quarto livello, che contano 19 donne e 66 uomini. Al contrario, nelle Aree Professionali le donne rappresentano il 58% del personale.

Altri dati interessanti: quelli sugli orari di lavoro, con i 135 part time richiesti da donne su 149 totali; una sostanziale parità sulla fruizione del lavoro flessibile con 258 donne su 477 persone che ne beneficiano. Singolare invece la rendicontazione dello straordinario da inizio anno con 105 ore su 108,5 lavorate da parte delle donne.

 

Pressioni Commerciali e Carichi di lavoro

Abbiamo evidenziato alle funzioni della Direzione d’Area la situazione nella quale versano le filiali in Sardegna, dove ai problemi di organico si sommano carichi di lavoro insostenibili, un’organizzazione del lavoro totalmente orientata al raggiungimento dei risultati nel breve periodo e conseguenti pressioni irriguardose della dignità delle colleghe e dei colleghi.

Tra preposti e gestori si è ormai accumulato uno stress ingestibile e malsano, l’ambiente di lavoro è deteriorato e la chimera del cambiamento, dello star bene, viene riposta nel cassetto dal quale togliamo fuori tranquillanti e psicofarmaci.

Il lavoro non può farci ammalare: il datore di lavoro e tutta la catena di comando a lui sottostante devono garantire in ogni momento la salute psicofisica delle persone.

Le funzioni del personale della DR hanno ribadito la loro attenzione al benessere delle lavoratrici e dei lavoratori e la massima attenzione affinché si realizzi un buon clima aziendale. Peccato che, ad esempio, contestualmente a queste lodevoli manifestazioni dintenti, un direttore d’area in un messaggio su Skype sollecitava la chiusura del 100% degli incontri, rappresentando con un file Excel la classifica delle filiali più virtuose e quelle meno virtuose.

Episodi come questo sono tutt’altro che isolati e denotano un problema che è organico al tipo di stile di comando imposto dall’azienda. Occorre introdurre dei correttivi, che devono iniziare anche da come ciascun superiore si pone nei confronti delle persone da lui coordinate.

 

Formazione

È stato rimarcato che la fruizione della formazione deve essere programmata anche nella modalità a distanza, come previsto dagli accordi in vigore (8 giorni all’anno, di cui 4 non soggetti ad autorizzazione).

 

Filiale Digitale

Da qualche tempo, nella Filiale Digitale l’azienda chiede ai colleghi di sottoporsi ad affiancamenti per verificare quali siano i punti di forza e le aree di miglioramento di chi lavora al telefono con i clienti. L’azienda ha dichiarato che si tratta di un supporto formativo su base volontaria.

Nel corso dell’incontro trimestrale, abbiamo ribadito il nostro punto di vista. È necessario che gli affiancamenti si svolgano, come dichiarato, su base volontaria e non sfocino in forme di controllo, mantenendo sempre carattere di supporto alle colleghe ed ai colleghi lasciando scegliere serenamente chi non fosse favorevole a questa attività.

Queste forme di affiancamento non vanno confuse con la formazione, la quale va programmata e svolta nelle forme contrattualmente previste, indicando gli obiettivi.

 

Complessità filiali

Chiediamo un maggiore approfondimento sulle dinamiche e sugli strumenti utilizzati dall’azienda nel determinare il livello di complessità delle filiali. È necessario comprendere per quali ragioni la rappresentazione della realtà esposta dall’azienda è ben diversa rispetto a quella effettivamente vissuta nelle filiali.

Le funzioni del personale hanno aperto e dato disponibilità a fornire supporto e analizzare i singoli casi che mostrano anomalie.

 

Digitalizzazione e chiusura filiali

La transizione digitale, con la chiusura delle filiali e gli accorpamenti conseguenti, depotenzia la presenza di Intesa Sanpaolo nel nostro territorio. Tutto ciò, oltre a ridurre il numero degli occupati e peggiorarne le condizioni di lavoro, sta causando notevoli disagi alla clientela; a tendere, il distacco fra Banca e territorio aumenterà, ridimensionando anche la possibilità di accesso al credito in una regione che, sul piano economico, è già fortemente disagiata.

 

Impianti di climatizzazione e covid

Vista l’eccezionale ondata di calore precoce, abbiamo chiesto una gestione rapida e puntuale degli impianti per evitare situazione di malessere tra il personale e tra la clientela. Considerando inoltre l’aumento dei contagi in tutta Italia, occorre tenere alta la guardia continuando a garantire la manutenzione dei filtri delle macchine e operando in maniera attenta la pulizia delle filiali.

Abbiamo avuto rassicurazioni in tal senso e vi preghiamo quindi di segnalare tempestivamente le situazioni di disagio al CTPAR e ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza.

 

Assunzioni

Abbiamo richiamato il comunicato del 16 giugno, nel quale le delegazioni trattanti evidenziavano la sofferenza della Rete e la totale assenza di assunzioni nel territorio della Sardegna, in violazione degli accordi sottoscritti che prevedevano assunzioni al Sud e nei territori disagiati. Sulla vertenza assunzioni, per la quale è ancora sospeso il comitato di conciliazione, attendiamo risposte tangibili. Se non si realizzeranno nell’immediato con atti concreti, daremo seguito al prosieguo della mobilitazione.

 

Cagliari, 30 giugno 2022

 

Coordinatori Area Sardegna Gruppo Intesa Sanpaolo

Fabi – First Cisl – Fisac Cgil – Uilca – Unisin

 

Il comunicato unitario

VALUTAZIONE O SVALUTAZIONE PROFESSIONALE?

Le valutazioni professionali, previste dall’articolo 75 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) sono un appuntamento importante per ogni lavoratrice e per ogni lavoratore del settore creditizio.

Tutti i colleghi nel primo trimestre dell’anno vengono convocati dal diretto superiore (direttore di filiale o di struttura) e, nell’ambito di un confronto individuale questi comunica a ciascuno una valutazione numerica e un giudizio sintetico, tenendo conto dei comportamenti e dell’apporto dei singoli relativi all’anno appena trascorso.

Il collega, come sappiamo, ha anche la facoltà (non si tratta di un obbligo) di effettuare l’autovalutazione, e le normative prevedono anche un aggiornamento tempo per tempo e/o un confronto di medio periodo (fra luglio e settembre), utile al collega ed all’azienda per mettere a fuoco i punti di forza e le aree di miglioramento ad esercizio in corso.

Tale norma contrattuale, rappresenta uno strumento di confronto consuntivo che, in caso di valutazione negativa, o comunque non del tutto positiva, potrebbe avere un impatto significativo sul percorso del collega all’interno dell’azienda, nell’accesso a ruoli o consolidamenti di inquadramento ma anche sul piano retributivo (ad esempio per l’accesso al Premio Variabile di Risultato, il PVR, o al sistema premiante) e per questa ragione il lavoratore può, a posteriori, contestare formalmente la valutazione ricevuta in un confronto con l’azienda in cui è prevista, se richiesta, l’assistenza di un rappresentante sindacale.

Tale opzione, ogni anno, è utilizzata da diversi colleghi che intendono approfondire o contestare i motivi che hanno portato il valutatore ad attribuire un giudizio inferiore, talvolta negativo, rispetto all’esercizio precedente o alle aspettative dei colleghi stessi.

In questi giorni le colleghe e i colleghi (anche in Sardegna) sono chiamati al confronto con il/la responsabile della propria struttura e, da più parti, emerge un malcontento diffuso perché, a quanto pare, in alcuni settori aziendali, sono stati attributi in modo generalizzato giudizi inferiori rispetto allo scorso anno.

Così si vanifica la finalità della norma contrattuale il cui scopo non è quello di punire i lavoratori ma di motivarli.

Eppure, come è emerso dal recente incontro annuale per bocca del nostro Direttore Regionale Cappellari, i risultati commerciali di diversi settori e la valutazione sulla professionalità di tutte/i nel 2021 per quanto concerne il nostro territorio regionale sono più che lusinghieri.

Un esempio, non esaustivo ma rappresentativo di quanto scriviamo, è proprio il settore Concessione Crediti dove invece stiamo registrando diversi malumori rispetto alle valutazioni espresse, in quanto il valutatore ha deciso un generale ridimensionamento rispetto al passato.

In un anno ampiamente positivo TUTTE le valutazioni sono state abbassate.

Ciò ha coinciso con il passaggio alla nuova Direzione Regionale, sarà sicuramente un caso, però sorge il dubbio che chi ha valutato non abbia consultato chi seguiva il processo valutativo in precedenza, anche perché i primi 3 mesi la Sardegna era ancora nella “vecchia” DR, oltretutto così sembra passare il concetto che chi in passato valutava le colleghe ed i colleghi abbia “elargito “ giudizi positivi a pioggia…

Ci chiediamo e chiediamo all’azienda per quale ragione si sta verificando quanto esposto e vogliamo sottolineare quanto segue:

  • Le valutazioni sulla prestazione non sono e non possono diventare uno strumento di pressione commerciale in proiezione futura, meno che mai uno strumento punitivo nei confronti dei colleghi;
  • In molti casi i responsabili di struttura non hanno effettuato il confronto di medio periodo come previsto dal CCNL e nonostante ciò hanno ridimensionato le note di qualifica;
  • Il giudizio sintetico e la valutazione numerica spesso non coincidono e sono incoerenti e contradditori fra loro;
  • Ci risulta che in questa sessione, a differenza di quanto accadeva in passato, il valutatore non sia tenuto a rispettare percentuali sulle attribuzioni del giudizio sintetico e del voto;
  • Le note di qualifica incidono sul premio aziendale che di solito viene erogato nel mese di maggio e un ridimensionamento generalizzato dei giudizi inciderà sul monte premi che l’azienda attribuirà ai colleghi in Sardegna.

 

Invitiamo l’Azienda, in particolare l’Ufficio del Personale a fare un’attenta riflessione su quanto si sta verificando, intervenendo nei confronti dei responsabili di struttura troppo zelanti, per evitare che da questo importante momento di confronto possa derivare una diffusa demotivazione da parte di tanti colleghi che in questi anni difficili di crisi sanitaria ed economica si sono fatti carico delle sorti dell’azienda, dimostrando impegno e abnegazione oltre quanto dovuto e i risultati dell’ultimo esercizio lo stanno a dimostrare.

Invitiamo le colleghe e i colleghi che si sentono danneggiati e/o valutati ingiustamente ad avvalersi degli strumenti contrattuali previsti (CCNL, articolo 75 comma 6), ricorrendo contro il giudizio professionale non condiviso entro 15 giorni dalla consegna dello stesso, senza alcun timore: Il sostegno del Sindacato non mancherà mai.

Coordinatori Area Sardegna Gruppo Intesa San Paolo

 

Cagliari, 5 aprile 2022

 

Il comunicato unitario

La spinta commerciale non si ferma mai…

È sorda, davanti alle richieste di aiuto delle persone, lavoratrici e lavoratori con carichi di lavoro ormai non sostenibili, intenti a gestire le ricadute delle chiusure, degli accorpamenti, ai disagi dovuti dai lavori di ristrutturazione e quindi anche le necessità dei clienti smarriti.

È cieca, davanti alle interruzioni del lavoro dovute al numero esponenziale dei contagi da Covid ed alle frequentissime chiusure di filiali; dimentica, nonostante la nostra isola attraversi il periodo più buio dall’inizio della crisi pandemica.

Ma parla… la spinta commerciale ha una voce arrogante che ignora ogni cosa e grida di procedere, nonostante tutto.

Interviene per ricordare che ci sono priorità che noi non capiamo, altrimenti non oseremmo mai programmare appuntamenti che non prevedano la certa e sicura, sottoscrizione di prodotti di TUTELA; incontri con clienti incapaci di capire i vantaggi di stravolgere il loro patrimonio gestito, magari in barba alla Mifid, agli orizzonti temporali consigliati solo l’anno passato, in maniera che il ricavo da commissioni sia cospicuo e l’operazione venga rendicontata.

Che stolti noi! Che stolti loro!

Ecco, si presenta nuovamente l’ora di rispondere a questa voce per ricordare che la mortificazione della nostra professionalità non è il messaggio che la Banca, mediante il Responsabile della Divisione Banca dei Territori Barrese o l’Amministratore Delegato Messina, ha più volte pubblicamente trasmesso.

Come Organizzazioni Sindacali ci adoperiamo affinché possa tornare il piacere di lavorare in un’azienda che utilizza il Metodo nell’accezione di organizzazione e non come inutile strumento di vessazione.

Un clima di collaborazione e fiducia è indispensabile per andare avanti insieme.

La nostra voce, noi lavoratrici e lavoratori della Sardegna, chiediamo che venga ascoltata subito.

Siamo pronti alle azioni necessarie per ripristinare un clima sereno…

Cagliari, 28 Febbraio 2022

Coordinatori Area Sardegna Gruppo Intesa Sanpaolo
Fabi – First Cisl – Fisac Cgil – Uilca – Unisin

Il comunicato unitario

Assemblea Congressuale Fisac CGIL Sardegna

 

A TUTTE LE ISCRITTE E GLI ISCRITTI FISAC CGIL

 

Vi comunichiamo che il giorno 22 dicembre sono indette le assemblee che discuteranno e voteranno la costituzione del coordinamento Fisac Cgil del gruppo ISP, come da notizia datavi qui

 

Il mattino si svolgeranno le assemblee delle lavoratrici e i lavoratori part time, dalle ore 11.40 alle ore 13.40.

Dalle ore 14.10 e per tutta la durata dell’orario pomeridiano si svolgeranno invece le assemblee del personale full time.

Il personale che lavora nella Filiale On Line potrà partecipare in corrispondenza del proprio orario di lavoro.

 

Considerato il protrarsi della situazione emergenziale, e in base al Verbale ABI – OO.SS 21 dicembre 2020 e successive proroghe, l’Assemblea si svolgerà in modalità da remoto utilizzando la piattaforma Skype for Business. Per collegarsi all’assemblea vi verrà inviato apposito link sulla mail aziendale.  

 

Deve essere assicurata l’operatività dello sportello nelle filiali fino a 7 dipendenti. Tale vincolo implica che se nella filiale non sono presenti lavoratori iscritti ad altre sigle con i quali prendere accordo (nell’ambito di un’auspicabile “turnazione”), le nostre iscritte e i nostri iscritti rinuncino a partecipare all’assemblea per poter garantire l’apertura al pubblico dell’unità produttiva.

Pressioni commerciali indebite: si è andati davvero oltre.

Le Organizzazioni Sindacali del Coordinamento Sardegna stigmatizzano con fermezza il comportamento del direttore commerciale durante le recenti riunioni dei direttori e dei gestori exclusive, contravvenendo tutte le regole di comportamento stabilite dagli accordi di settore, volte a salvaguardare il rispetto della persona e della professionalità.

La condotta tenuta durante la riunione è ancora più incomprensibile in considerazione degli ottimi risultati conseguiti in questo difficilissimo anno di pandemia e di crisi economica, come da decenni non si vedeva.

Vorremmo sapere se questi atteggiamenti sono la nuova frontiera delle politiche aziendali sulla gestione delle risorse umane: trasferimenti e valutazione delle persone sono ancora in capo all’ufficio risorse umane?

Oppure in capo alla direzione commerciale?

Nulla hanno insegnato le sanzioni subite dall’azienda a causa di pratiche commerciali scorrette?

Auspichiamo che il nuovo Direttore Regionale censuri questi comportamenti dannosi per la nostra azienda e lesivi della dignità di tutte le colleghe e i colleghi; contestualmente chiediamo un incontro sindacale per verificare se quanto da noi denunciato rappresenti uno scivolone da cui prendere le distanze o raffiguri (ma non ci vogliamo credere) il metodo di gestione e guida dei segmenti aziendali.

Cagliari, 7 dicembre 2021

 

Coordinatori Area Sardegna Gruppo Intesa San Paolo

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

Comunicato unitario

TRIMESTRALE AREA SARDEGNA

Lo scorso 8 Ottobre si è tenuta, ancora una volta da remoto, la prima trimestrale del Territorio Sardegna per l’anno 2021 fra i coordinatori d’area delle scriventi Organizzazioni Sindacali e la delegazione aziendale di Intesa Sanpaolo.

Prendiamo atto con dispiacere dell’assenza del Direttore Regionale, Teresio Testa e dei due direttori commerciali Maldina e Lubatti. Assenza che pare strategica, in un periodo così difficile per colleghe e colleghi, vessati ed abbandonati al loro triste destino.

La delegazione aziendale ha aperto la riunione rassegnando risultati reddituali e commerciali estremamente soddisfacenti, per poi illustrare dati relativi al personale e, in particolare, alcuni interventi volti a favorire l’ingresso di nuovi colleghi nella nostra regione.

Oltre alle poche assunzioni già formalizzate nei mesi scorsi, quasi tutte destinate alla FOL, sono state annunciate dieci nuove assunzioni da collocare nella rete delle filiali sarde. Ulteriori ingressi sono previsti solo in caso di accoglimento di eventuali richieste di trasferimento da altre regioni o per assunzioni con contratto ibrido.

Le Organizzazioni Sindacali hanno evidenziato il profondo malessere dei colleghi, causato dalle indebite e persistenti pressioni commerciali alle quali sono sottoposti. Al contrario, l’azienda sostiene che la gestione di questa problematica sia tempestiva ed efficiente, invitando ancora una volta le colleghe e i colleghi all’utilizzo della casella iosegnalo@intesasanpaolo.com e ribadendo che si tratta di uno strumento “protetto” per la segnalazione di comportamenti non corretti.

Come rilevano i sindacati, su tutta la rete la realtà risulta ben diversa: controlli asfissianti sulle agende e persino sui singoli contatti e incontri, nonché raccomandazioni volte ad aggirare i blocchi procedurali, attivati a garanzia di una sana relazione commerciale fra gestore e cliente. Forzature a seguito di fuorvianti direttive dall’alto, che sfociano in una distorta interpretazione del Metodo Commerciale.

Le OO.SS. hanno inoltre evidenziato che le pressioni commerciali si sommano al “fuoco incrociato” delle pressioni operative. Una serie infinita di incombenze e adempimenti in continua crescita che bersagliano quotidianamente i colleghi della rete, costringendoli ad un’attività ad alto rischio. Un rischio ancor più elevato, a causa del quasi inesistente tempo da poter dedicare ad una corretta formazione.

Alla luce della drammatica sofferenza della stragrande maggioranza delle aree del nostro territorio, accogliamo come primo segnale di attenzione l’annunciata assunzione di 10 persone nella rete della nostra isola, anche se ancora insufficienti rispetto alle reali esigenze di organico, ma reputiamo carente e superficiale la gestione delle pressioni commerciali e operative.

Lo ribadiremo con forza in tutte le sedi, nel rispetto del mandato che le colleghe e i colleghi ci hanno affidato all’unanimità durante le ultime assemblee.

Chiediamo a tutte e tutti voi di aumentare il numero di segnalazioni, che potrete far pervenire attraverso le persone referenti del vostro sindacato sul territorio. Qua trovate il modulo della segnalazione e l’accordo.

Cagliari, 12 Ottobre 2021

Coordinatori Area Sardegna Gruppo Intesa San Paolo

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIM

 

Modulo Segnalazione

Accordo Politiche Commerciali

TRIMESTRALE AREA SARDEGNA

COMITATO DI CONSULTAZIONE RINVIATO A SETTEMBRE

La nostra richiesta di attivare il Comitato di Consultazione ha trovato risposta nell’incontro, con modalità a distanza, dello scorso 22 luglio.

Nell’introduzione iniziale abbiamo rappresentato all’azienda i motivi che ci hanno indotto ad accedere a tale strumento formale, facendo un excursus riferito agli ultimi 15 mesi, periodo di tempo che ha coinciso con la crisi sanitaria ed economica del Covid-19 in cui, le condizioni di lavoro nelle filiali e negli uffici di direzione sono notevolmente peggiorate per le note ragioni.

Abbiamo messo l’accento sulla specificità della Sardegna in considerazione di una ormai storica e cronica carenza di personale a cui vanno sommate le costanti pressioni commerciali, principale strumento di sollecitazione “motivazionale” applicato dall’azienda nella rete allo scopo di conseguire gli obbiettivi commerciali.

Aver raggiunto in Sardegna, nonostante la crisi, risultati ragguardevoli è esclusivo merito delle colleghe e dei colleghi che non si sono mai risparmiati.

Le costanti pressioni commerciali hanno, al contrario, ostacolato il percorso, mortificando il lavoro e l’impegno di chi è stato costantemente in prima linea in un periodo particolarmente difficile.
Negli ultimi due anni gli organici in Sardegna si sono ridotti di oltre 20 punti in percentuale a causa dei pensionamenti e dell’attivazione dell’ammortizzatore sociale di settore.

La recente acquisizione di Ubi Banca non ha generato alcuna ricaduta positiva nel nostro territorio in termini occupazionali, per la presenza di un unico sportello bancario dell’istituto di credito acquisito da Intesa Sanpaolo.

Le dieci assunzioni nella filiale on line di Cagliari, non rappresentano, dal nostro punto di vista, una risposta adeguata rispetto alla condizione descritta.

Nello scorso mese di febbraio abbiamo convocato le assemblee del personale nella ormai consueta modalità a distanza, ottenendo un grande successo per l’adesione all’iniziativa e per il dibattito molto partecipato. Nel corso delle assemblee è emersa la difficoltà e in alcuni casi la sofferenza delle colleghe e dei colleghi, costretti a lavorare in condizioni, talvolta, insopportabili. Le assemblee ci hanno consegnato un verdetto inequivocabile: le lavoratrici e i lavoratori delle filiali della Sardegna hanno chiesto a gran voce l’attivazione di una vertenza, in assenza di risposte soddisfacenti sui temi  precedentemente evidenziati.

L’azienda era perfettamente conscia delle nostre rivendicazioni e ha replicato facendo riferimento quasi esclusivamente agli accordi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali, cercando di mettere in contraddizione le nostre istanze con l’attività costante delle delegazioni trattanti. Nel corso della riunione sono intervenuti i responsabili delle delegazioni sindacali trattanti, sostenendo le ragioni della nostra iniziativa, confermando che le richieste da noi avanzate sono frutto di un’analisi seria sulle condizioni di lavoro, con particolare riferimento alla drastica riduzione del numero degli occupati nell’ultimo
biennio.

Abbiamo inoltre evidenziato all’azienda che nei prossimi quattordici mesi sono previste ulteriori uscite per circa un centinaio di addetti che renderanno la situazione lavorativa della rete insostenibile, con il rischio concreto di una perdita di quote di mercato nel territorio di riferimento, in assenza di un numero adeguato di nuove assunzioni.

L’azienda ha replicato facendo riferimento al piano nazionale di nuove assunzioni ad iniziare dal prossimo autunno e implicitamente ci ha chiesto di sospendere la nostra iniziativa di mobilitazione, aggiornando la convocazione del Comitato di Consultazione al prossimo mese di settembre.

Dal confronto con i responsabili delle delegazioni trattanti abbiamo convenuto che la sospensiva ipotizzata fosse opportuna, in attesa di conoscere il numero di nuovi assunti destinati alle nostre filiali.

Sarà nostra cura tenervi aggiornati su ulteriori novità, in attesa della ripresa del confronto dopo la pausa estiva.

Cagliari, 29 luglio 2021

 

esito comitato di consultazione vd

PIU’ ASSUNZIONI PER TUTTI!

A inizio luglio si è tenuto, purtroppo ancora in modalità a distanza, l’incontro annuale della neonata Direzione Regionale Piemonte Nord Valle d’Aosta e Sardegna con un ritardo di 6 mesi da parte aziendale.

Ritardo che ha di fatto impedito lo svolgimento di ben due incontri trimestrali in un momento in cui il confronto era dovuto non soltanto contrattualmente, ma per dimostrare un reale interesse da parte dell’azienda verso i dipendenti e le strutture che maggiormente hanno patito l’impatto della pandemia e della riorganizzazione.

Riteniamo detto comportamento fortemente irrispettoso, tanto più che la presentazione di dati commerciali in crescita, con numeri superiori alle aspettative, testimonia il grande lavoro svolto dalla rete.

Le OO.SS. unitariamente hanno descritto in maniera dettagliata – e per l’ennesima volta- il collasso delle filiali, la carenza di organici, la disorganizzazione e l’ipocrisia del modello di servizio (se ancora esiste) che poggia su portafogli fantasma e nega ogni sorta di attività che non sia di vendita, l’ossessione della tutela, sapendo già che la migliore risposta aziendale sarebbe stata:” Ne terremo conto e faremo il possibile”.

Che i Responsabili Commerciali, ormai unici interlocutori di questa azienda tanto dichiaratamente attenta alle persone, si fregino unicamente dei risultati per avvalorare metodi e iniziative sempre più pressanti non ci stupisce, sebbene svilisca la loro capacità di confronto costruttivo.

Secondo il loro punto di vista viviamo infatti un meraviglioso mondo di colleghi felici e grati di essere supportati da una funzione tanto presente e collaborativa.

L’immagine che si palesa ormai è che l’azienda poggi sempre più sul mondo della Tutela, declinata in ogni luogo ed occasione.

L’equazione presenza=pressione in un contesto sempre più in emergenza (matematica pura) è stata evidenziata dalle OO.SS attraverso la denuncia di discorsi intimidatori rivolti ai colleghi durante le Lync o in colloqui personali.

Abbiamo evidenziato oltre alle pressioni indebite di vendita su tutti i colleghi anche le ingiustificate pressioni verbali, palesi e testimoniate, rivolte ai colleghi con contratto misto nel tentativo di dissuaderli dal convertire il loro contratto in full time.

Durante l’Annuale è mancato totalmente l’intervento del Servizio Personale che dovrebbe essere la funzione deputata alla gestione e al benessere lavorativo delle persone: nessuna spiegazione per il ritardo delle assunzioni in sostituzione degli esodi, non una parola sulle assegnazioni dei colleghi ex UBI in ruoli non idonei al proprio trascorso formativo, nemmeno un cenno all’impoverimento degli organici che impedisce crescita e sviluppo professionale, dimostrando così la completa sudditanza alla logica dei costi e l’asservimento alla funzione commerciale.

Anche il Terzo Settore non sorride in questa Direzione Regionale.

Gli esodi e l’arrivo dei colleghi ex Ubi non hanno portato significativi contributi numerici alla gestione dei tanti portafogli presenti.

La trasversalità del settore che raccoglie i vari segmenti in cui la banca ha suddiviso la clientela, ha ancora di più messo in luce le carenze della formazione declinata on line e per qualche ora ai nuovi colleghi arrivati ed ancora una volta si sta utilizzando il senso di responsabilità dei colleghi già in organico.

Il rientro in Capogruppo non ha finora portato alcun supporto alla filiera.

Abbiamo fortemente ribadito che gli accordi, compreso quello sulle Politiche Commerciali, devono essere rispettati e non scavalcati da una qualsiasi Funzione Aziendale. Abbiamo richiesto alle Relazioni Industriali di garantire il rispetto degli stessi e non di seguire solo logiche legate alla vendita.

Sembra assurdo dover raccontare all’azienda il malessere dei colleghi dopo mesi di sacrifici, pressioni commerciali, problemi organizzativi ed il periodo di emergenza.

Evidentemente la correttezza e la coerenza per i rappresentanti aziendali non sono importanti, e i colleghi che lavorano in rete ormai ne sono consapevoli.

Chiediamo con forza assunzioni.

I colleghi hanno bisogno di un cambiamento radicale e concreto dei comportamenti aziendali che miri a scardinare il pessimo clima che si respira ormai ovunque in questa “grande” Banca.

 21/07/2021

Coordinatori Territoriali Gruppo Intesa Sanpaolo
Direzione Regionale dell’Area Torino e Provincia, Piemonte Nord e Valle d’Aosta e Sardegna

Sardegna: attivazione del Comitato di Consultazione

A tutte le Colleghe ed i Colleghi della Sardegna

 

Scriviamo UNITARIAMENTE con le tutte le Organizzazioni Sindacali della nostra Isola.

Sono anni che denunciamo le strutturali carenze di organico, in particolare nella rete delle filiali, senza che l’Azienda si sia mai fatta carico dell’enorme difficoltà e del disagio in cui tutti operiamo quotidianamente.

Oramai è dal lontanissimo 2009 che non vengono effettuate nuove assunzioni sulla rete.

Solo nel corso di quest’anno abbiamo visto pochissime nuove assunzioni di persone giovani (2 sulla rete e 10 alla Filiale On Line), praticamente una goccia nel mare.

Siamo ben felici che le persone neoassunte siano potute entrare in Azienda e sono certamente le benvenute perché il ricambio generazionale è fondamentale.

Proprio per questo motivo affermiamo che, alla luce delle uscite (in buona parte già avvenute) previste dagli ultimi accordi, queste assunzioni sono totalmente insufficienti a sopperire alle carenze di organico.

Ricordiamo che nel precedente piano di esodi e pensionamenti sono uscite circa 80 persone e che in quello attualmente in corso (derivante dalla fusione con UBI) le uscite previste sono 108, per un totale di quasi 200 persone, in pratica stiamo perdendo il 20% del personale!

Siamo sempre di meno, non più giovani e la stanchezza prende il sopravvento…

La situazione non è più sostenibilele persone che, sottoposte ed un fuoco incrociato tra le pretese aziendali e le proteste della clientela, piangono sul posto di lavoro, non riescono a dormire e/o devono ricorrere ad aiuti farmacologici sono sempre di più.

Per queste ragioni abbiamo bisogno di un congruo numero di ingressi di giovani, sia per il diritto a lavorare in condizioni decenti di chi è già in Azienda che per quello delle nostre nuove generazioni di trovare uno sbocco occupazionale adeguato alla loro preparazione.

La lettera in allegato, sottoscritta unitariamente, attiva il Comitato di Consultazione che è una commissione interna di conciliazione in caso di controversie o possibili vertenze.

In quella sede, quando saremo convocati, porteremo le nostre ragioni affinché si raggiunga un accordo per l’ingresso in Sardegna di nuove risorse in numero congruo e sufficiente.

Se ciò non avvenisse avvieremo tutti assieme la mobilitazione, coerenti con il mandato che tutti voi ci avete dato all’unanimità nelle partecipatissime assemblee tenutesi via web.

Vi aggiorneremo puntualmente, a presto!


lettera attivazione comitato consultazione 06 07 2021

LE ESIGENZE DELLA SARDEGNA AL TAVOLO DI CONTRATTAZIONE DI GRUPPO

Nella mattinata del 31 marzo, si è tenuta la riunione tra i coordinatori di Area Sardegna e le Segreterie di Gruppo, che si è conclusa con la condivisione unitaria di portare al tavolo aziendale le ormai insostenibili difficoltà che le lavoratrici ed i lavoratori  ISP di questo territorio affrontano da troppo tempo.

A seguire si è tenuto l’incontro con l’Azienda nel quale le OOSS unitariamente hanno riportato quanto emerso dalla precedente riunione.

Le delegazioni di Gruppo hanno evidenziato quanto già denunciato nei numerosi comunicati del Coordinamento di Area Sardegna:

le pressioni commerciali sono ulteriormente aumentate in tutta Italia, nonostante la pandemia, e aggravate dalla nuova organizzazione aziendale che ha portato ad un inasprimento del carico di lavoro sulle tutte le filiali del gruppo;

il passaggio della clientela al  portafoglio dinamico e la creazione non ancora chiara delle filiali Agribusiness, dove viene spostato il personale che seguirà quel segmento di clientela, sta creando un ulteriore impoverimento del personale delle filiali retail, con un impatto insostenibile in termini di trasferimenti e svilimento anche dei ruoli.

Tutto questo pesa ancora di più per l’assenza da troppo tempo di assunzioni, a fronte invece di esodi che gravano sui colleghi rimasti in servizio e ormai allo stremo.

Le dichiarazioni aziendali di circa 10 nuove assunzioni nella FOL di Cagliari, benché lascino ancora irrisolta la questione della mancanza di personale nelle filiali tradizionali, rappresentano un primo timido ma positivo segnale per provare ad affrontare il problema.

Pertanto la delegazione sindacale unitariamente ha ribadito l’urgenza di nuove assunzioni in tutta la Sardegna, nel rispetto degli accordi sottoscritti che dichiarano prioritarie le assunzioni al Sud e nelle aree disagiate (la Sardegna rientra in entrambe le casistiche!).

Ci aspettiamo che nei prossimi incontri l’Azienda dia credito a quanto richiesto.

Come Coordinamento di Area Sardegna, insieme alle Delegazioni Trattanti, siamo pronti a proseguire il confronto fino al raggiungimento degli obbiettivi e, anche dopo la chiusura della trattativa in corso per la fusione con UBI, a proseguire unitariamente con ogni azione utile al conseguimento di nuova occupazione qualora le nostre richieste risultassero inascoltate.

Questa nostra rivendicazione ha la forza del sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori del nostro territorio: con questa forza, in attesa di ulteriori segnali concreti da parte dell’Azienda, valuteremo insieme tempestivamente come portare avanti una eventuale mobilitazione su un tema fondamentale per questa regione.

La data di scadenza della procedura contrattuale che impegna il nostro tavolo è il 12 Aprile siamo certi che la ricorrenza, proprio in questa data, dello scudetto del Cagliari del 1970 ci porterà fortuna!

Cagliari, 02 Aprile 2021

 

Delegazioni Trattanti Gruppo Intesa Sanpaolo

Coordinatori Area Sardegna Gruppo Intesa San Paolo

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIM

ESIGENZA SARDEGNA 02 04 2021

DALLE ASSEMBLEE UN MESSAGGIO CHIARO E FORTE: ASSUNZIONI O VERTENZA!

Voto UNANIME, mandato chiaro alle Organizzazioni Sindacali.

Nel ciclo di Assemblee che ha visto coinvolti colleghe e colleghi di tutta la Sardegna, le lavoratrici e i lavoratori hanno manifestato un fortissimo interesse ed il bisogno di esprimere tutto il loro malessere e le loro difficoltà.
Hanno partecipato oltre il 60% dei lavoratori nominalmente in organico e votato all’unanimità per l’avvio di una vertenza Sardegna in caso di mancate assunzioni.

Questa straordinaria partecipazione non si è realizzata solo sul piano numerico, ma anche negli interventi e nei contributi di coloro che vivono la quotidianità in prima linea, sia a voce che tramite le chat della videoconferenza.

Gli interventi hanno evidenziato che ci sentiamo abbandonati e poco considerati da un’Azienda che, in un anno difficilissimo, non accenna a diminuire le pressioni (meglio dire le pretese) e continua a “sfornare” riorganizzazioni ed accorpamenti, incurante della pandemia, delle carenze croniche di organico, delle difficoltà operative, della conseguente irritazione dei clienti, sempre più spesso aggressivi e, soprattutto, delle condizioni psicofisiche in taluni casi drammatiche dei suoi collaboratori, sfiancati da una emergenza continua. Ci sentiamo delusi e trascurati come persone, prima ancora che come lavoratrici e lavoratori.

L’Azienda ascolti la voce di chi lavora!

Il progressivo ed inevitabile invecchiamento di tutti noi, la mancanza di nuove assunzioni dal lontano 2009 (ben 12 anni!!), la stanchezza accentuata dalla pandemia, ci hanno portato ad avere una qualità di vita lavorativa molto bassa. Questa situazione ha spesso ripercussioni sulla sfera extra lavorativa.

I continui stravolgimenti organizzativi sono fonte di incertezza.

Alla cronica carenza di organico ed alle pressioni commerciali si sono aggiunti il cambio di Direzione Regionale, con l’accorpamento al Piemonte Nord ed alla Val D’Aosta che genera incertezza anche nei Servizi di Direzione.

Vista la distanza geografica non se ne comprendono i criteri come non si comprende la scelta di attuare una nuova riportafogliazione nella rete ed accorpamenti selvaggi di filiali. Questi fatti non fanno che aggravare il quadro.

Dalle assemblee è emersa chiara la richiesta di attenzione e la necessità di un ricambio generazionale.

Intendiamo raccogliere questo messaggio e mettere in atto ogni azione negoziale o, se necessario vertenziale, per raggiungere l’obbiettivo di nuove assunzioni.

Questo ci hanno chiesto all’unanimità i colleghi e questo faremo.

Cagliari, 19 marzo 2021

 

COORDINAMENTI RSA INTESA SANPAOLO SARDEGNA

Volantino unitario

 

NUOVA OCCUPAZIONE IN SARDEGNA ADESSO!

 

COORDINAMENTI RSA INTESA SANPAOLO SARDEGNA

Dopo oltre 10 anni di promesse e rinvii, di tentativi da parte di Intesa Sanpaolo di ottenere risultati soltanto mediante accorpamenti di filiali, di richieste e pretese sempre più pressanti nei confronti delle colleghe e dei colleghi ADESSO BASTA!

Gli organici sono una emergenza non più rinviabile.

L’apertura della procedura di accesso al Fondo Esuberi legata alla fusione tra ISP e UBI comporterà in Sardegna, l’uscita in breve tempo di ulteriori 110 colleghi.

Questi si aggiungono agli oltre 80 usciti tra pensionamenti e fondo esuberi legati al precedente piano industriale.

Simili numeri, su un organico di poco superiore alle 1000 unità, hanno un impatto devastante sulle realtà operative di Intesa Sanpaolo in Sardegna.

Le ultime nuove assunzioni risalgono al 2009!!

Da quella data (cioè ben 12 anni fa!!) gli unici ingressi di nuovo personale sono stati pochissimi e legati alle assunzioni obbligatorie di Categorie Protette o di congiunti di colleghi deceduti…

È una situazione insostenibile!

Non solo per i lavoratori ma anche dal punto di vista aziendale, come si fa a gestire un “buco generazionale” di ben 12 anni?!

È ora che Intesa Sanpaolo dimostri con i fatti di essere attenta a tutti i territori e soprattutto alle aree disagiate quali la NOSTRA ISOLA.

Ricordiamo a tutti che la Sardegna è l’unica regione a non essere stata interessata dalle acquisizioni, sia nel caso delle Banche Venete che (tranne una piccola filiale) nel caso di UBI.

Aumentano le PRESSIONI COMMERCIALI:

Questa situazione non fa che acuire le pressioni che, anche in tempo di pandemia, con i colleghi sempre in prima linea, fortemente provati (spesso a ranghi ridotti), non accennano a diminuire, anzi… la nostra Direzione Regionale in questo clima “si distingue” con richieste (o pretese) sempre più pressanti, decontestualizzate ed irricevibili dai colleghi. Come se nulla stesse succedendo… Come se tutto fosse normale.

Cosa intendiamo fare?

Convocheremo i colleghi in ASSEMBLEE e contestualmente stiamo avviando la procedura obbligatoria per attivare il Comitato di Consultazione di Gruppo.

Se questi passi non daranno esito proseguiremo la vertenza a nome di tutti i colleghi che versano davvero in una condizione ingiusta ed immeritata.

Cagliari, 11 febbraio 2021

qui il volantino unitario

 

IL SINDACATO DEL CREDITO CHIEDE A INTESA SANPAOLO ASSUNZIONI IN SARDEGNA

Le segreterie regionali di categoria accolgono favorevolmente l’annuncio di Intesa Sanpaolo di voler procedere, visto l’incremento dell’adesione all’esodo, all’assunzione di 3500 dipendenti.

Ora deve trovare realizzazione concreta la previsione dell’accordo di “prestare particolare supporto alle zone disagiate ed al Sud del paese ma anche alla Rete di filiali” che continua a offrire un servizio essenziale a tutta la cittadinanza, pur versando ormai da troppo tempo in condizioni molto difficili.

La nostra regione ha già subito con i precedenti piani industriali un’uscita considerevole di personale e un ridimensionamento delle filiali presenti nel territorio, che ha ovviamente aggravato pesantemente il carico di lavoro e di responsabilità sui dipendenti superstiti. Le scriventi OO.SS da tempo lamentano la carenza di personale della rete e nei punti nevralgici degli uffici in Sardegna che si occupano delle lavorazioni dell’area. Il rischio che paventiamo è quello di un sostanziale disimpegno di Intesa SanPaolo rispetto alla sua storia di supporto all’economia dell’isola.

Questa è l’occasione per frenare la tendenza e procedere ad un congruo numero di assunzioni necessario a ripristinare il ruolo che l’azienda ha avuto in passato, dando un segnale inequivocabile di attenzione al mondo del lavoro ed alla occupazione giovanile in particolare, riappropriandosi, anche rafforzando la rete delle filiali, della funzione di strumento essenziale per l’economia.

I Segretari Regionali Sardegna di Fabi (Emanuele Cabboi) – First Cisl (Sergio Mura) – Fisac Cgil (Laura Urgeghe) – Uilca Uil (Mauro Farigu) – Unisin (Patrizio Zucca)

 

Che ne sapete voi, di cosa significhi lavorare in filiale in tempo di Covid?

RAPPRESENTANZE SINDACALI AZIENDALI INTESA SANPAOLO
CAGLIARI, OLBIA, ORISTANO, NUORO, QUARTU SANT’ELENA, SELARGIUS E SASSARI

CHE NE SAPETE VOI di cosa abbia voluto dire per noi provare inizialmente orgoglio per le soluzioni offerte ai clienti dalla banca per arginare l’emergenza, soddisfazione per la creazione di accorgimenti informatici per accogliere le loro richieste a distanza, di task force di colleghi dedicati alle lavorazioni e poi… la delusione per la scomparsa di tutto ciò e al contrario la comparsa sulle scrivanie di montagne di pratiche, richieste di rinnovi di sospensioni dei finanziamenti ai privati, di nuove domande di finanziamento fino a 30mila euro previsti dal DL Liquidità e dell’impellente necessità di sistemare le garanzie su PGA entro l’inizio di dicembre?

CHE NE SAPETE VOI di cosa voglia dire ricevere decine di richieste di consulenza per l’Ecobonus e la cessione del credito d’imposta, perché fin dal mese di agosto sul sito vetrina compaiono ottime soluzioni per le quali non è stata programmata alcuna formazione, se non poche sessioni di riunioni Skype destinate a pochi colleghi e solo a partire da fine settembre?

CHE NE SAPETE VOI di quali incredibili rallentamenti abbiano causato la variazione della piattaforma anagrafe? Del caos generato dal passaggio repentino a Mykey Business che ancora oggi vede i clienti lamentarsi per gli accessi bloccati?

CHE NE SAPETE VOI di cosa voglia dire cercare di offrire un servizio, di sportello o di consulenza, tenendo per ore la mascherina sul volto, e magari anche la visiera, mentre il telefono squilla, mentre un cliente sbraita davanti alla porta chiusa perché chiede udienza, vuole attenzione? Mentre arriva l’ennesima mail di frode informatica sulla quale intervenire al più presto, mentre il tuo pc obsoleto si pianta, e la frustrazione aumenta perché ti guardi intorno e i tuoi colleghi non possono aiutarti perché sono nella tua stessa condizione?

CHE NE SAPETE VOI di quanto sia difficile mantenere un equilibrio in ogni momento, dentro filiali sottodimensionate, facendo i conti con la drastica riduzione del personale dovuta a esodi e pensionamenti, ma profondendo il massimo sforzo consapevoli della situazione sociale nella quale la pandemia ha gettato il Paese?

Non ne avete idea, questa è la risposta.

Perché anziché aiutarci ed affiancarci, facciamo i conti con l’indifferenza, con la pressione commerciale costante. La richiesta ossessiva di applicazione del Metodo, i 5 appuntamenti quotidiani per la Tutela, come se tutto il resto del nostro lavoro non esistesse… come se la Pandemia non esistesse!

Già, perché le parole pronunciate nell’ultima riunione Skype destinata ai gestori aziende retail da parte del Direttore Regionale stridono assai con la situazione del Paese, l’invito ad “andare a trovare i loro clienti in azienda per un principio di appartenenza”, non è equivocabile, è una richiesta precisa e specifica ma a dir poco irricevibile, sia dal punto di vista del rispetto delle norme sulla salute che dal buon senso.

Vogliamo che il distanziamento sociale scrupolosamente fatto valere dall’azienda per l’ultimo incontro trimestrale con le organizzazioni sindacali sia promosso anche per gli incontri con i clienti!

Vogliamo che il mantra commerciale, la parola d’ordine TUTELA, sia rivolta innanzitutto ai propri dipendenti, che quotidianamente utilizzano gli strumenti di protezione nelle filiali per salvaguardare la propria salute, quella dei colleghi e non ultimo quella dei clienti.

Vogliamo che le barriere in plexiglass siano presenti al più presto su tutte le scrivanie che si rivolgono al pubblico, per sentirci più al sicuro.

Vogliamo che siano estese le turnazioni a tutte le filiali e aumentato il numero degli steward.

Queste sono le richieste che tutte le lavoratrici e i lavoratori della nostra Area ci stanno sollecitando a gran voce.

Attendiamo una risposta nei fatti da parte della Direzione Regionale, che ad oggi ha dimostrato di non ascoltare ma anzi, di voler soffocare con pressioni e richieste fuori da ogni contesto.

Cagliari, 16 novembre 2020

che ne sapete voi

Meno pressioni più assunzioni!

COORDINAMENTI RSA INTESA SANPAOLO SARDEGNA

Nonostante stiamo attraversando una fase difficilissima, con un costante aumento della curva dei contagi da coronavirus, con nuovi provvedimenti restrittivi da parte del Governo e delle Regioni volti a limitare gli spostamenti dei cittadini e quindi la diffusione del coronavirus, la nostra Direzione Regionale sembra non essersi accorta di nulla, tutto procede come se niente fosse, alla stregua dei “soldati fantasma” giapponesi rimasti a combattere nella giungla nonostante la guerra fosse terminata…

Lo spettacolo deve continuare…

Gli organici ridotti all’osso, le innumerevoli incombenze (prestiti garantiti, inserimento delle garanzie sugli stessi, sospensione rate, gestione delle telefonate, gestione degli accessi dei clienti per appuntamento, potremmo continuare a lungo…), le condizioni di stress fortissimo in cui operano tantissimi colleghi la nostra Direzione Regionale non li prende in considerazione.

Si continua a bersagliare i colleghi di pretese, commerciali e non, ripetute ossessivamente: tutela, contatti di persona, numero di appuntamenti, vendere, vendere, vendere…

Abbiamo anche stigmatizzato le pressioni indebite di qualche Capo Area in passato ma è evidente che il messaggio incessante arriva dalla Direzione Regionale, lo vediamo dalle riunioni che vengono effettuate e da alcune dichiarazioni del nostro Direttore Regionale, poi a cascata le pretese ricadono sui colleghi.

Anche la scorsa settimana durante una riunione video il Direttore Regionale ha detto ai colleghi dei segmenti imprese e small business di uscire dalle filiali ed andare a trovare i clienti. Questo fatto è una ulteriore conferma che i colleghi hanno ragione quando ci dicono che sentono un enorme scollamento tra le richieste aziendali ed il contesto pandemico. Oltretutto si pongono enormi problemi di rischio professionale, una cosa
è lavorare nei locali aziendali con le misure previste (pur sempre insufficienti data anche la scarsa copertura di barriere in plexiglass), altro è andare in ambienti in cui non è dato sapere quali misure cautelative vengono adottate rispetto al contagio da coronavirus, cosi si espongono i colleghi a rischi inutili.

Siamo sempre di meno, sempre più anziani e sempre più stanchi!

Nell’ultimo accordo di fusione con UBI si è parlato di 2500 assunzioni ma la metà di queste sarà effettuata dove la stessa UBI è maggiormente radicata (cioè nell’Italia del Nord), oltre al danno la beffa!

Le restanti assunzioni sono destinate alle aree disagiate quindi esigiamo che la Sardegna sia considerata, occorre alleviare la pressione sui “superstiti” della rete e delle altre strutture che stanno soffrendo le carenze strutturali di organico.

Il percorso è tracciato:

Convocheremo innanzitutto le assemblee. Se non avremo notizie da parte Aziendale attiveremo tutte le iniziative previste dai protocolli per una vertenza che faccia cessare queste pressioni e porti finalmente a compimento quel ricambio che i colleghi della Sardegna reclamano e meritano.

Cagliari, 11 novembre 2020

Stavolta noi non ci stiamo! Le ragioni di un rifiuto.

COORDINAMENTI RSA INTESA SANPAOLO SARDEGNA

Già da luglio, alla luce delle enormi difficoltà in cui stavano lavorando i colleghi, avevamo richiesto un incontro trimestrale urgente.

Lo abbiamo richiesto per poterci confrontare di persona, nel pieno rispetto dei protocolli anti Covid, perché sappiamo che le difficoltà tecniche e la distanza avrebbero tolto efficacia alle rimostranze che dovevamo riportare da parte dei colleghi.

Nel frattempo la situazione è peggiorata, la Sardegna ed i suoi lavoratori, abbandonati nelle difficoltà, per la nostra Direzione Regionale, sono solo il mezzo per “conquiste commerciali”.

Il 30 settembre abbiamo scritto un comunicato sulle “pretese commerciali”, dove abbiamo espresso tutta la rabbia dei nostri colleghi, che ci hanno manifestato il loro apprezzamento perché si riconoscevano in quel documento.

Abbiamo segnalato le problematiche che riguardano l’Area Sardegna ma nessuna di queste è stata risolta.

In questi mesi di assoluta emergenza i lavoratori sono stati sottoposti ad uno stress mai visto prima. La carenza di personale aggravata dalle assenze dovute all’emergenza sanitaria e fuoriuscite per esodi ed il contemporaneo aumento dei carichi di lavoro, ha costretto a i lavoratori a condizioni non sopportabili nel lungo periodo. Talvolta con una formazione in modalità “col cliente davanti”, o tralasciando aspetti amministrativi che si sono accumulati.

Perfino in questi giorni ci sono casi di qualche Capo Area, che peraltro era tra quelli segnalati nel nostro comunicato “pretese commerciali”, che staziona più giorni in filiale affiancando i gestori nei colloqui con i clienti , oltre che “vigilare” sulle agende e sull’andamento delle vendite.

Il 15 ottobre ci è giunta la convocazione per l’incontro trimestrale, previsto per giovedì 29.

A Luglio, agosto, settembre ed inizio Ottobre c’erano tutte le condizioni per incontrarci e confrontarci, invece solo silenzio…

Il ritardo nel convocarci denota la scarsa, se non assente, attenzione dell’azienda alle problematiche che già in sede di trimestrale regionale del 17 luglio avevamo esposto e che con la nostra immediata richiesta di trimestrale di area volevamo ribadire.

Questa volta non intendiamo renderci partecipi, occorrono risposte efficaci e contenuti adeguati ai problemi dei lavoratori che rappresentiamo, pertanto saremo presenti solo per consegnare questo documento alla Delegazione Aziendale.

Per queste ragioni intendiamo ribadire le nostre richieste relative alle oramai improrogabili assunzioni ed alle pressioni commerciali, se l’Azienda non darà risposte soddisfacenti utilizzeremo tutte le modalità previste dai protocolli e dalle norme di legge.

Le Colleghe ed i Colleghi Sardi non possono più aspettare!

Cagliari, 29 ottobre 2020

Pretese commerciali in tempo di Covid!

Il 2020 è un anno completamente diverso da quelli che lo hanno preceduto a causa della diffusione del Coronavirus.

La progressiva chiusura di attività commerciali e la limitazione degli spostamenti, culminati con il confinamento casalingo hanno prodotto un enorme disagio in tutti noi, prima di tutto come cittadini, ma anche come lavoratori ed utenti.

Le Banche hanno dovuto adattare repentinamente l’organizzazione del lavoro ed il servizio alla clientela all’emergenza sanitaria in corso.

Nelle Direzioni Generali si è fatto ricorso in forma massiccia al lavoro agile o comunque a distanza, mentre nella rete delle filiali, pur con limitazioni e turnazioni si è comunque continuato a lavorare in condizioni difficilissime.

I colleghi hanno dovuto sostenere uno stress enorme!

Alle angosce e preoccupazioni dovute alla pandemia della sfera familiare e personale si sono sommate le condizioni di lavoro per chi è rimasto in prima linea.

Sia chiaro che non si sta contestando la scelta di tutelare i soggetti ad alto rischio per immunodepressione, le donne in gravidanza e puerperio o chi è soggetto a gravi patologie.

È però vero che ci preoccupano i “superstiti” rimasti in ufficio, perché lavorare a ranghi ridotti è molto pesante! Anche perché ricevere la clientela per appuntamento significa dover gestire moltissime telefonate di clienti che legittimamente, anche solo per richiedere gli appuntamenti, chiamano in filiale.

Per non considerare poi il crescente nervosismo da parte della clientela, spesso sfociato in episodi di rabbia ed aggressività nei confronti dei colleghi “colpevoli” di non servirli come essi si aspettano a causa delle restrizioni dovute al contenimento dei contagi.

Ebbene cosa sta facendo la Banca?

Da inizio estate, o meglio da quando il governo ha riaperto la possibilità di spostarsi senza limitazioni, è stato veicolato il messaggio che “siamo come a febbraio” come se la pandemia non esistesse…

 

Leggi il volantino unitario dei Coordinamenti RSA INTESA SANPAOLO SARDEGNA

 

 

 

VERSO UNA NUOVA NORMALITÀ?


I giorni 2 e 3 luglio abbiamo saggiato una nuova modalità di svolgimento delle assemblee dei lavoratori, quattro appuntamenti via Skype che hanno raggiunto i colleghi delle diverse realtà cagliaritane, Direzione d’Area, Imprese, FOL, lavoratori delle filiali della città.

Vi ringraziamo tutti per la partecipazione, avevamo la necessità di presentarvi la nuova RSA di Cagliari, con l’ingresso di Antonio Madeddu subentrante a Sandro Gallittu, che continuerà a rivestire il ruolo di Coordinatore Area Sardegna insieme a Laura Urgeghe.

Ci potremmo fermare qua, ma la discussione che si è sviluppata in maniera spontanea merita di essere portata all’attenzione dei colleghi iscritti che non hanno potuto prendere parte all’evento, anche perché fortemente improntata sulla serie di criticità che hanno caratterizzato il periodo di emergenza che abbiamo vissuto e stiamo tutt’ora vivendo.

Smart Working

Introdotta con gli accordi di Gruppo del 2014 e 2015, la modalità flessibile è divenuta uno strumento fondamentale per l’Azienda per organizzare il lavoro con il diffondersi del COVID-19, conciliando la tutela della salute dei lavoratori con quella dei cittadini in generale, nel rispetto delle disposizioni dei vari DCPM.

Il limite massimo di otto giornate mensili fruibili è stato derogato con buona pace e apprezzamento da parte dei lavoratori (a proposito, presto diverranno dieci). Questo gradimento lascia però spazio alle criticità quando il periodo si tramuta in settimane, mesi consecutivi.

Ognuno di noi fa parte di un gruppo e la mancanza di condivisione, dello scambio di informazioni immediato, del confronto necessario nei momenti critici, fa venir meno il supporto reciproco che ci diamo.

Aggiungiamoci che gli strumenti a disposizione si rivelano insufficienti: molti lavoratori infatti sono ricorsi all’acquisto di schermi di dimensioni accettabili, sedie ergonomiche e altro ancora per poter mitigare i disturbi fisici manifestati.

Questo nonostante la disponibilità, per quanto non codificata da accordi, a fornirle a seguito di segnalazione alle funzioni aziendali di Area.

Secondario forse quando si parla di emergenza sanitaria, ma ugualmente importante il trasferimento di costi dall’azienda al lavoratore: il venir meno del buono pasto, il consumo energetico per i dispositivi utilizzati e il condizionamento dell’abitazione, l’adeguamento della linea telefonica/dati, tutti costi che hanno percentualmente un certo peso.

Lavoro in filiale

Giunge conferma da parte di tutte le filiali di episodi di pesanti aggressioni verbali, a volte conclusi grazie all’intervento delle forze dell’ordine. Tra gli episodi raccontati annoveriamo l’incendio del cestino porta carta nell’area self e l’imbrattamento di un ATM con cibo umido per animali a guisa di sterco.

Per quanto non giustificabili tali atti, non hanno certo aiutato i comunicati stampa e gli articoli pubblicati sui tempi di delibera dei prestiti garantiti dallo Stato o sull’inesistente ritorno alla normalità, che ha spinto i clienti a recarsi in filiale senza appuntamento mettendo in difficoltà chi poi doveva gestirli.

Infine, la soppressione dell’appuntamento per i servizi di cassa, con la conseguente costrizione per i clienti a stare in fila sotto il sole al di fuori delle filiali, non si rivela certo una strategia che possa migliorare lo stato di cose addolcendo gli animi.

I recenti pensionamenti e i lungo assenti hanno evidenziato un problema cronico dell’Isola e che finora aveva solo sfiorato Cagliari che è quello della carenza di personale. I carichi di lavoro stanno diventando insopportabili e sono a rischio i servizi di cassa o addirittura l’apertura di alcune filiali.

Il problema si presenterà amplificato, prevedibile e previsto, in periodo di turnazione per le meritatissime ferie.

Registriamo purtroppo qualche caso di ripresa di pressioni commerciali indebite quale, ad esempio noi consideriamo tale, la pretesa di appuntamenti con la presenza imposta dello Specialista Tutela “virtuale”, che dovrebbe comparire ed essere di supporto durante il colloquio tra i gestori e i clienti. Anche no, grazie.

Ci chiediamo inoltre cosa ci sia di così complicato da capire che le classifiche sono fastidiose, inutili e vietate.

Tutto quello che ci è stato rappresentato è sotto i nostri occhi dall’inizio di questa pandemia, come lavoratori, come colleghi, abbiamo vissuto e stiamo vivendo situazioni emergenziali: ai problemi cronici se ne sono aggiunti altri ai quali tutti stiamo cercando di far fronte con le nostre capacità.

A titolo di esempio potremmo parlare degli sforzi profusi da parte dei colleghi chiamati a lavorare i finanziamenti garantiti, con i continui cambiamenti normativi che hanno dovuto fronteggiare. Ancora, le sospensioni dei prestiti e dei mutui con le continue richieste di aggiornamento da parte dei clienti. I colleghi della FOL chiamati ad uno sforzo eccezionale per gestire le frodi sempre più sofisticate, sopperire ai colleghi assenti delle filiali chiuse.

La prossima settimana si terrà l’incontro con la Direzione Regionale e crediamo che i temi da voi sviluppati potranno essere un utile contributo per il tavolo unitario che incontrerà le funzioni aziendali.

Come Fisac Cgil stiamo vigilando sui cambiamenti in corso, consapevoli e certi che molte delle questioni che appartengono al “prima” vanno ripensate profondamente per tutelare meglio i lavoratori in futuro.

“NON TORNEREMO ALLA NORMALITÀ,
PERCHÉ PROPRIO LA NORMALITÀ ERA IL PROBLEMA”

 

RSA DI CAGLIARI
Stefano Piredda e Antonio Madeddu

Emergenza… Occupazionale!

COORDINAMENTI RSA INTESA SANPAOLO SARDEGNA

Il 3 dicembre 2019 si è svolto l’ultimo incontro trimestrale dell’Area Sardegna: purtroppo l’emergenza Covid19 non ha consentito lo svolgimento della prima trimestrale del 2020 che, a seguito di nostra sollecitazione, è convocata per il 17 luglio.

Vogliamo riportare all’attenzione dell’Azienda il tema dell’occupazione che già nella precedente trimestrale era stato l’argomento principale. Ribadiamo pertanto quanto già detto in quella occasione.

Il tema dell’occupazione è assolutamente centrale per il nostro territorio e per i colleghi: è il filo conduttore nelle problematiche quotidiane e lo strumento indispensabile per affrontare ogni cambiamento.

E di cambiamenti, in questi primi mesi dell’anno, ne abbiamo affrontati e ne stiamo affrontando tanti, ad iniziare da quelli attuati dall’azienda con l’ennesimo Nuovo Modello di Servizio e la conseguente creazione dei portafogli Exclusive nel “mondo Personal per il futuro”, cosa che ha suscitato notevoli problemi nella ridistribuzione della clientela con le filiali retail.

Ma l’evento traumatico della pandemia è stato ciò che più di ogni altra cosa ha fatto emergere la già carente mancanza di personale nella rete e nella FOL.

Per non esporre il personale al contagio si è giustamente lavorato su turni, si sono lasciati i lavoratori a rischio salute a casa e, anche utilizzando quanto previsto dai DPCM, sono stati supportarti i lavoratori portatori di problematiche legate alla chiusura delle scuole ed al lavoro di cura.

Lavorando nelle filiali a ranghi ridottissimi, si sono accentuate le difficoltà che più volte abbiamo denunciato: in molte filiali sono mancati gli operatori di cassa, nell’emergenza si sono dirottati i clienti nelle filiali dove l’operatore era presente (cosa che  la gestione per appuntamento ha reso di più difficile gestione), sono tuttora a casa diversi gestori a cui solo recentemente è stata data la possibilità di lavorare in smart working, con pesantissime ricadute su chi turnava che ha dovuto far fronte allo stress derivante dalle pressioni che i clienti, i media, il Governo e la banca stessa esercitavano. È facile immaginare che l’ulteriore riduzione di personale che seguirà agli imminenti esodi renderà questa situazione ancor più critica.

Nella filiale FOL di Cagliari la ormai cronica carenza di personale – che abbiamo denunciato fin dalla sua nascita in tutti gli incontri avuti con l’Azienda – nell’emergenza causata dalla crisi sanitaria è diventata insostenibile: code di telefonate che hanno raggiunto anche le 100 chiamate hanno reso impossibile una corretta gestione del lavoro già precaria in periodo pre-Covid.

A tutto questo si aggiunge la mancanza del turn over: alle uscite che hanno coinvolto circa 40 colleghi negli ultimi due anni e a quelle ormai imminenti non si è fatto fronte con nuove assunzioni se non con quelle risicate delle c.d. categorie protette (al solo fine di rispondere ad un obbligo di legge) che non hanno risolto affatto il problema.

Non si può pensare neanche che il piano di razionalizzazione degli sportelli sia una delle possibili soluzioni: far confluire tutti i clienti di due o più UOG su un’unica filiale lascia il numero dei lavoratori della filiale accorpante pressoché invariato, aumentando i disagi per i clienti e lo stress per i colleghi.

Il futuro piano di acquisizione di UBI sappiamo già che nel nostro territorio non porterà alcun beneficio in termini di aumento del personale (non essendo UBI presente in Sardegna) ma subiremo invece gli effetti di un nuovo esodo, che accentuerà ancor di più la riduzione degli occupati ormai da tempo sotto le 1000 unità: un film già visto in occasione dell’acquisizione delle Banche Venete.

Vi chiediamo pertanto, ancora una volta, di assolvere a quanto dichiarato negli accordi in capogruppo, dove si garantivano nuove assunzioni con particolare attenzione alle aree economicamente disagiate, nelle quali, ahinoi, rientriamo a pieno diritto. Quegli accordi prevedevano un rapporto di 1:4 tra nuovi ingressi e uscite di personale: non ci sembra velleitario chiedere quantomeno il rispetto di quel rapporto considerando anche le uscite già avvenute.

Oltre ad un necessario ricambio nella rete, è urgente che si proceda ad un significativo aumento di organico nella FOL, che non può che avvenire con nuove assunzioni. Un piano di nuove assunzioni nella FOL del quale potrebbero beneficiare anche altri territori, oltre quello del capoluogo, col ricorso a postazioni in filiali presenti nell’isola ma a riporto della FOL di Cagliari: una soluzione che non ci appare affatto fantasiosa considerato che in tempi di pandemia i colleghi FOL hanno lavorato in smart working ed hanno quindi già sperimentato un modello di questo tipo.  Solo così si potrà far crescere una realtà lavorativa che dal suo nascere si è volutamente lasciata al limite della sopravvivenza, con manifestazioni di insofferenza ogniqualvolta il Sindacato evidenziava le criticità in essa esistenti: non rappresenta una vittoria affermare che i fatti ci hanno dato ragione.

Cagliari, 8/07/2020

COORDINAMENTI RSA E RLS INTESA SANPAOLO SARDEGNA

SI RIPARTE COME SE NIENTE FOSSE ACCADUTO?
(NELLA NOSTRA AREA SI È SMARRITA LA MEMORIA A BREVE)

Poco più di un mese fa abbiamo denunciato le pressioni che le lavoratrici ed i lavoratori stavano subendo
relativamente alla lavorazione delle pratiche di liquidità previste dal DPCM, alle quali si aggiungevano le
pressioni commerciali per la vendita di prodotti a distanza.

Se queste problematiche si stanno attenuando, non lo dobbiamo certo a un ravvedimento nelle politiche
commerciali delle funzioni preposte (capi area, direttori, coordinatori). Al contrario, siamo ormai nella
fase di superamento di qualsiasi limite imposto dall’emergenza Covid-19.

Nei briefing si chiede ai gestori la “Pianificazione pro attiva orientata alle priorità”, si stabilisce il passo
giornaliero per il raggiungimento degli obbiettivi con la pretesa di recuperare le perdite di questi tre mesi,
come se anche gli stessi clienti non abbiano subito e non stiano subendo le pesanti conseguenze
economiche del periodo appena trascorso, e che attualmente attraversano una crisi devastante che si
somma ad una ripresa che nella nostra isola non si è mai realmente manifestata?

Si pretende la piena operatività commerciale come se niente fosse accaduto.

Ma quel che più sconcerta è il comportamento che rasenta il patologico di alcuni responsabili che con
grande veemenza sollecitano i colleghi al raggiungimento di obbiettivi a loro dire sfidanti con richiami al
non essere distratti, citando le altre filiali che hanno fatto meglio ed evidenziando che non ci si può
permettere di fare come nei tre mesi precedenti ma bisogna ritornare al passo di febbraio.

È come se si fossero trascorsi questi tre mesi in filiale a bighellonare!

Lavorando a ranghi ridottissimi, i colleghi hanno dovuto far fronte allo stress derivante dalle pressioni
che i clienti, i media, il Governo e la banca stessa hanno esercitato su di loro.

A questo si aggiunge la confusione sulle nuove regole previste per il rientro della forza lavoro fino a un
massimo del 75% in tutte le filiali: siamo al fai da te.
In assenza di indicazioni precise, ogni direttore dispone sulle turnazioni: chi decide di lasciare più spesso
a casa chi ha già le abilitazioni per lo smart working, chi favorisce la genitorialità, chi suddivide i turni in
base al ruolo favorendo i comparti con più lavoratori, chi chiede deroghe per superare la percentuale del
75% delle presenze in filiale.
A questo si aggiunge, soprattutto nelle filiali New Concept, l’utilizzo di postazioni condivise da più
lavoratori, che gli stessi regolamenti aziendali proibiscono.
È necessario che si faccia al più presto chiarezza, e si diano delle linee guida univoche da rispettare senza
se e senza ma, che garantiscano la massima prevenzione del contagio, in una virtuosa alternanza fra lavoro
in filiale e smart working, programmando le turnazioni in modo da garantire una identica diminuzione del
rischio per tutti i colleghi coinvolti.

La gestione degli ingressi nelle filiali sta dando luogo a situazioni di pericolo per la salute e la sicurezza
fisica di dipendenti e clienti. Gli assembramenti davanti all’ingresso delle filiali sono ormai fuori
controllo, specialmente dentro le aree self: il distanziamento sociale e l’uso corretto delle mascherine è
pura utopia; troppo frequentemente i clienti assalgono i colleghi con violenza verbale e, talvolta, perfino fisica. In diverse filiali si è denunciato queste criticità, ed in alcune è dovuta intervenire anche la forza pubblica. Eppure, solo in pochissime si è provveduto ad intervenire con la vigilanza all’ingresso. Spesso gli stessi responsabili delle filiali minimizzano il problema, venendo meno al loro obbligo di segnalare nella procedura Megarete ogni episodio di aggressione.
L’ultimo, fumoso aggiornamento, che prevede che nelle filiali grandi “possa essere previsto l’ingresso contingentato in sostituzione dell’appuntamento”, sta già generando ancora più confusione e tensione.

Non ultimo per importanza, denunciamo una scarsa attenzione nelle pulizie. Nella cosiddetta “fase 1” del Covid-19 abbiamo riscontrato un aumento delle ore da dedicare per una puntuale sanificazione. Nella “fase 2” prima e nella “fase 3” adesso, con le filiali popolate da un maggior numero di colleghi e clienti, constatiamo un paradossale ritorno agli standard pre-Covid, palesemente carenti e non conformi a quanto stabilito nei DPCM.
Dopo mesi di insistenti richieste, l’azienda sta finalmente pensando di fornire dei kit per consentire a colleghi e clienti di sanificare le superfici anche durante la giornata e, in alcuni casi, persino le famigerate barriere in plexiglas, che ormai sono diffuse in qualsiasi attività a contatto col pubblico ma non in Intesa Sanpaolo.
Tuttavia, questo non può prescindere da un doveroso irrobustimento delle attività di pulizia e sanificazione dei luoghi di lavoro, con particolare attenzione alle superfici di lavoro e agli impianti di trattamento e condizionamento dell’aria.

Per quanto esposto, auspichiamo che questo nostro comunicato aiuti tutti a ritrovare la memoria a breve, affinché si possa realmente realizzare quella coralità che alcuni evocano a parole ma non realizzano nei fatti.

L’impatto sanitario, sociale ed economico di questa terribile pandemia è sotto gli occhi di tutti noi e Intesa Sanpaolo non può comportarsi come se nulla fosse.
È necessario che le funzioni del personale intervengano al più presto ribadendo e specificando in maniera univoca quali sono i comportamenti corretti, ma soprattutto ricordando che le pressioni commerciali indebite che prepotentemente si stanno attuando, non solo sono fuori luogo e non ammesse, ma sono controproducenti per il raggiungimento dell’obbiettivo atteso.

Siamo pronti a denunciare con le segnalazioni nella casella “io segnalo” e con interventi specifici chi, non ritrovando la memoria, eserciterà pressioni indebite e comportamenti fuori dalle regole stabilite, ma siamo anche determinati ad aprire una vertenza se questi atteggiamenti continueranno ad attuarsi.

Cagliari, 12/06/2020

 

Sotto Pressione

Il momento di emergenza che stiamo attraversando e che non sembra destinato a concludersi a breve sta evidenziando notevoli contraddizioni che dispiegano i loro effetti sugli anelli più deboli di una catena che si è già di per sé pesantemente usurata per effetto delle conseguenze della crisi sanitaria in atto: le lavoratrici e i lavoratori bancari, le lavoratrici e i lavoratori attualmente in cassa integrazione, le piccole e medie aziende a corto di liquidità. Ognuno di questi segmenti ha le proprie forti ragioni e sarebbe sconsiderato innescare conflitti tra chi sostiene le rispettive istanze.

In questo momento ci preme sottolineare le difficoltà che le colleghe e i colleghi stanno incontrando trovandosi sotto il tiro incrociato delle sollecitazioni più che giustificate della clientela, delle notizie di stampa che riprendono le dichiarazioni roboanti dell’ABI che garantisce l’erogazione in 24/72 ore (sia pur facendo un generico riferimento alle verifiche preliminari ma è ovvio che l’attenzione dell’opinione pubblica si concentra sulla brevità dell’attesa) e l’oggettiva difficoltà di stare dentro quei tempi. Insomma, i messaggi del tipo “basta un clic” sono fuorvianti e ingenerano aspettative frustranti e conseguente rabbia dei clienti nei confronti dei colleghi e delle colleghe alle prese con procedure e con un numero spropositato di richieste che non consentono in alcun modo di rispettare tempi così contingentati.

I messaggi contraddittori e che si susseguono senza soluzione di continuità relativamente alla documentazione da richiedere e agli aspetti da verificare (due esempi su tutti: SR41 sì o no? Verifica del merito creditizio sì o no?) che cambiano di giorno in giorno e che son differenti a seconda della fonte esaminata (normativa interna, vulgata giornalistica, proclami dell’ABI, provvedimenti di legge) non aiutano né a districarsi né tantomeno facilitano la corretta relazione tra le colleghe e i colleghi e la clientela. In aggiunta le indicazioni contraddittorie relativamente all’evasione delle pratiche di liquidità fino a 25 mila euro nella presunta modalità fast e quindi anteriormente all’acquisizione della garanzia statale, rischiano di esporre lavoratrici e lavoratori a responsabilità personali in assenza di indicazioni univoche.

Non va infine trascurato il fatto che ai numeri noti si aggiunge un bacino significativo di nuova clientela fino a ieri correntista presso altre banche e istituzioni che non supportano questo genere di operatività e ora in arrivo in Azienda con richieste spesso pressanti e ultimative di definizione delle pratiche.

Se a tutto questo si aggiungono alcune segnalazioni che ci stanno pervenendo su pressioni commerciali che le lavoratrici e i lavoratori stanno subendo in alcune realtà per la vendita di prodotti a distanza, soprattutto di tipo assicurativo, il quadro è definitivamente chiaro e definitivamente preoccupante.

Chiediamo l’immediato avvio dell’operatività delle task force, che si ponga fine immediatamente a qualunque tipo di pressione su chi in questo momento è già in difficoltà per le ragioni evidenti a chiunque e che si mandi un messaggio chiaro e univoco alle colleghe e ai colleghi circa la documentazione da acquisire e le verifiche da effettuare per le diverse operazioni; contemporaneamente chiediamo che si comunichi alla clientela che – pur nella piena consapevolezza della difficoltà e dell’urgenza che caratterizza questo momento – le erogazioni richiedono lavorazioni e conseguentemente tempi che non possono essere rigidamente quantificati.

 

Cagliari, 29 aprile 2020

Volantino unitario

Lettera al Sindaco di Cagliari

Al Signor Sindaco di Cagliari
Dott. Paolo Truzzu

e, p.c. Al Signor Prefetto di Cagliari
Dott. Bruno Corda

Ordinanze n 21 del 3 aprile 2020 e numero 22 del 5 aprile 2020.

Egregio Signor Sindaco,
Facciamo riferimento alle ordinanze di cui in oggetto per segnalare che tra i due provvedimenti vi sono delle differenze a nostro avviso non congruenti con gli obbiettivi di contenimento del contagio da coronavirus che li ispirano.
In particolare rileviamo che le prescrizioni di cui al punto 15, che nell’Ordinanza numero 21 del 3 aprile disponevano “che il personale che lavora all’interno di tutte le attività economiche tenute aperte dai provvedimenti normativi delle competenti autorità nazionali e regionali, sia sempre dotato di mascherine e guanti e che entrambi i presidi siano correttamente indossati e che tutti i clienti… omissis…possano accedere solo se in possesso di mascherine correttamente indossate”, nella successiva ordinanza n.22 del 5 aprile siano state modificate in “che tutto il personale che lavora impegnato nella ricezione del pubblico o comunque a contatto con la clientela all’interno delle attività di commercio tenute aperte… sia sempre dotato di mascherine, non autoprodotte, e guanti e che entrambi i presidi siano sempre indossati, che tutti i clienti….possano accedere solo se in possesso di mascherine tenute sempre correttamente indossate, o in subordine qualunque altro indumento a copertura di naso e bocca, mantenendo comunque la necessaria distanza interpersonale di almeno 1 metro rispetto alle altre persone.“
Di fatto l’ultima stesura, quella del 5 aprile, crea un discrimine tra le attività ed i servizi essenziali, escludendo i lavoratori ed i clienti dei servizi (tra cui quelli delle Banche, Assicurazioni ed Agenzia delle Entrate che noi rappresentiamo) dalle tutele previste per lavoratori ed i clienti delle attività commerciali.
Riteniamo che questa distinzione non assolva all’obbiettivo della massima tutela della salute pubblica mediante il contenimento del contagio da coronavirus che l’ordinanza comunale si pone, depotenziandola di fatto, oltre che creare una distinzione tra categorie merceologiche che il virus non fa.
Non vi è, infatti, nessuna differenza, in termini di rischio di contagio per la cittadinanza e per i lavoratori interessati, fra le attività economiche oggetto della prima ordinanza e le attività di commercio oggetto della seconda.
Le chiediamo quindi che le prescrizioni sopra menzionate vengano quanto prima estese nuovamente alle categorie dei servizi, compresa la nostra, rimediando ad una discriminazione che è per noi difficile da spiegare ai nostri colleghi, quotidianamente in prima linea nel servizio al pubblico, ed ai clienti stessi.
Nel ringraziarla per l’attenzione che vorrà porre alla nostra richiesta, restiamo a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Distinti saluti.

Cagliari, 6 aprile 2020

Le Segreterie Territoriali di Cagliari
FABI ( Giuseppe Di Benedetto) – FIRST CISL (Sergio Mura)- FISAC CGIL (Sandro Gallittu) – UILCA (Mauro Farigu) – UNISIN (Biagio Sanna)

DALLE PAROLE SI PASSI AI FATTI, RISPETTO DEGLI ACCORDI E DELLE PERSONE!

Alcuni estratti Dal codice etico di Gruppo:

IL RISPETTO DELLE PERSONE

Crediamo che il rispetto della personalità e della dignità di ciascun collaboratore sia il fondamento per lo sviluppo di un ambiente di lavoro permeato dalla reciproca fiducia, dalla lealtà e arricchito dall’apporto di ciascuno: 

perseguiamo l’eccellenza dei risultati sotto il profilo sia quantitativo sia qualitativo, attraverso azioni commerciali e politiche di budget indirizzate, pianificate e monitorate in coerenza con i principi etici del presente Codice e nel rispetto della professionalità e della dignità di ciascun collaboratore, nonché delle specificità del  contesto territoriale in cui opera;

poniamo la massima attenzione nella definizione degli obiettivi favorendone la comprensione e la condivisione, al fine di promuovere comportamenti corretti e trasparenti nella relazione con la clientela;

valutiamo la prestazione di coloro che hanno ruoli di responsabilità tenendo conto anche del rispetto dei principi etici su cui si fonda la relazione con i collaboratori.

riconosciamo che il complesso delle competenze relazionali, intellettuali, organizzative e tecniche di ogni collaboratore è la nostra principale risorsa strategica, che ci impegniamo a tutelare e a valorizzare perché fattore chiave di vantaggi competitivi sostenibili;

sviluppiamo una formazione attenta anche alle esigenze individuali, convinti che l’ascolto dei bisogni espressi dai collaboratori sia fondamentale per la definizione dei percorsi formativi;

 ASCOLTO E DIALOGO

Riteniamo che ascolto e dialogo siano alla base di relazioni che generano fiducia: improntiamo la comunicazione a criteri di correttezza, completezza, semplicità e trasparenza;

ci adoperiamo per sviluppare, in chi ha compiti di responsabilità, una specifica sensibilità nel cogliere i bisogni dei collaboratori, nonché di valorizzare i loro suggerimenti e le differenze di opinione, quale opportunità di miglioramento e crescita aziendale.

 COESIONE

La coesione è l’elemento distintivo di una comunità di persone che lavorano bene insieme con l’orgoglio di far parte di una grande impresa.

facciamo crescere in chi ha funzioni di responsabilità la capacità di proporsi come guida e punto di riferimento per adottare azioni sempre coerenti con i principi etici aziendali;

prevediamo forme di compartecipazione anche economica ai successi dell’impresa;

Cari colleghi e care colleghe,

nel leggere queste parole si potrebbe pensare che si tratti di un’altra Azienda, di un altro contesto.

Invece no…

Si tratta proprio del codice etico di Gruppo Intesa Sanpaolo a cui tutti si dovrebbero ispirare ed uniformare nel loro agire.

Si potrebbe pensare che ad alcuni responsabili sia stata fornita una versione diversa visti i comportamenti che tengono con i collaboratori…

Nonostante le parole e gli impegni presi comunemente al Direttore Regionale Monceri per quanto attiene  le modalità di attuazione delle politiche commerciali, per qualcuno le politiche sono Pressioni commerciali da attuare in maniera indiscriminata e vessatoria nei confronti dei colleghi, a partire dai Direttori di filiale che sono i primi destinatari del “fervore da piano industriale” che investe alcuni responsabili.

Noi diciamo BASTA! 

Come abbiamo fatto in passato siamo pronti a riprendere la strada accantonata con la conciliazione del dicembre scorso presso il Comitato di Consultazione di Gruppo, forti delle segnalazioni dei  colleghi, sempre più stanchi di subire una pressione asfissiante, spesso in carenze di organico tra l’altro.

 Ricordiamo a tutti che, tra le altre cose, il verbale di conciliazione prevede che:

  • non sono ammessi Report oltre
  • I Briefing con la lavagna sono previsti solo 1 volta a settimana e comunque le riunioni non possono durare oltre i 10/15
  • Le liste prioritarie si lavorano nel corso di tutto il mese, di massima nelle 2 settimane
  • Non sono ammesse classifiche comparative

Riprenderemo tutti questi argomenti nel prossimo incontro trimestrale che si terrà a Cagliari il 15 giugno prossimo, ancora una volta ci confronteremo con la Delegazione Aziendale per chiedere con forza che gli accordi presi vengano rispettati da tutti.

Deve essere chiaro che in assenza di riscontri da ora in poi procederemo per le vie ufficiali con chi si dovesse discostare da quanto concordato con il Direttore Regionale.

RISPETTO PER LE PERSONE CHE LAVORANO NEL RECUPERO CREDITI.

Recentemente l’Azienda ha avviato la procedura per la cessione dei Crediti deteriorati a Tersia SPA, comprensiva di circa 11 miliardi di NPL e della “piattaforma” del Recupero Crediti stesso.

Quella che Intesa Sanpaolo definisce in maniera asettica “piattaforma” sono i NOSTRI COLLEGHI, LE PERSONE che lavorano attualmente in ISGS  per il nostro gruppo.

Queste PERSONE ci hanno espresso la loro preoccupazione per la cessione ad un gruppo straniero come Intrum Justitia AD, hanno chiesto che venga disposto il distacco presso la nuova società ed il  mantenimento del radicamento del rapporto di lavoro nel Gruppo Intesa Sanpaolo.

Noi siamo con loro, ci batteremo per le soluzioni che più garantiscono i colleghi a partire da un mero distacco.

Vi aggiorneremo dopo l’incontro del 15 giugno.

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FILIALI PERSONAL STOP AI BUDGET “UN TANTO AL GIORNO”

Ci segnalano che nelle Filiali Personal di tutta la Sardegna venerdì scorso sono stati assegnati dei budget sui collocamenti, uguali per tutti i gestori , da effettuarsi a partire da ieri, entro domani e quindi in soli 3 giorni e solo su prodotti ad alta redditività a prescindere dalle reali esigenze dei clienti!!

 Al di là del quantitativo da collocare, ciò che lascia basiti è la modalità.

L’Azienda chiede ai gestori una pianificazione asfissiante, esercita un controllo altrettanto pressante sugli appuntamenti e poi, da un momento all’altro, chiede obbiettivi totalmente fuori logica da conseguirsi nel brevissimo periodo.

Non è la prima volta che vengono fatte richieste di collocamenti generalizzati entro i primi del mese (già a gennaio e febbraio erano state fatte) e le avevamo stigmatizzate, non si può parlare di pianificazione e poi comportarsi all’opposto!

Ricordiamo che i colleghi gestori, riassumendo solo alcune delle innumerevoli incombenze, devono contemporaneamente provvedere a:

  • avere 6 appuntamenti al giorno programmati da almeno 2-3 giorni prima;
  • vendere le polizze tutela non più a pezzo ma a volume venduto;
  • quando escono le obbligazioni in dollari o altri prodotti nell’arco di pochi giorni provvedere ai collocamenti extra;
  • per non parlare degli indicatori KPI richiesti…

Potremmo continuare a lungo ma crediamo che il concetto sia sufficientemente chiaro.

E’ ora di smetterla! 

Basta predicare la pianificazione e poi, incoerentemente, richiedere impegni spot uguali per tutti, non si può lavorare sempre sull’emergenza.

Ribadiremo questi concetti nel prossimo incontro trimestrale che si terrà il 15 giugno a Cagliari.

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Area Sardegna – Comitato di Consultazione

Il 14 dicembre 2017 a Milano si è riunito il Comitato di Consultazione Di

Gruppo, per riprendere i temi già trattati a livello locale negli Incontri

Trimestrali relativi all’Area Sardegna del 31 ottobre e 1 dicembre 2017.

 

Le Organizzazioni Sindacali dell’Area Sardegna hanno riproposto le tematiche

oggetto di controversia e per le quali hanno richiesto la convocazione del

comitato e sulle quali nelle assemblee hanno avuto mandato dai lavoratori per avviare una iniziativa vertenziale. clicca per leggere il documento

Area Sardegna – Attivato il Comitato di Consultazione

Oggi siamo stati convocati dall’Azienda per un Incontro Trimestrale “atipico” con le seguenti motivazioni:

“In considerazione degli esiti dell’incontro in oggetto, non avendo ricevuto ad oggi formale richiesta di attivazione del Comitato di Consultazione ai sensi del Protocollo Relazioni Industriali, vi confermiamo la disponibilità ad un nuovo incontro trimestrale con la partecipazione della Direzione Regionale, nell’ambito del quale saranno esaminati e approfonditi i temi relativi al territorio indicati nel vostro comunicato del 31 ottobre 2017. Clicca qui per leggere il comunicato

 

NUOVO SOFTWARE DI SPORTELLO: IL CAMBIAMENTO SENZA FORMAZIONE

downloadIn questi mesi Intesa Sanpaolo sta cambiando il software di sportello, il principale strumento di lavoro dei cassieri, oggi assistenti alla clientela, domani gestori base.
In base a questa decisione ha proceduto a pianificare il roll-out nelle filiali: siamo consapevoli del fatto che ovviamente non tutto è prevedibile nel campo dell’informatica. Le variabili sono molte, qualcuna sfugge e qualche processo non funziona perché si parte da presupposti sbagliati…..

CLICK QUI PER I DETTAGLI

 

Banca di Credito Sardo: ottima riuscita dello sciopero nonostante tutto

bds scioperoOttima riuscita dello Sciopero anche in Sardegna con chiusure massiccia delle filiali in linea con quelle nazionali, ottimamente riuscito anche il presidio sindacale organizzato di fronte al T-Hotel in risposta al Convegno organizzato dalla nostra Banca, in quella stessa data, con ben poco rispetto del momento di lotta, sull’argomento “Giovani e Sardegna – quali prospettive”.

Non possiamo non registrare il misero fallimento del convegno, vista la sparuta compagine di pubblico presente – non più di una trentina di persone, nonostante la precettazione esercitata verso i colleghi non scioperanti – e l’assenza di diverse autorità invitate, prima fra tutte il Sottosegretario al Ministero dell’Istruzione.

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