Archivio Lombardia Sud

IL CLIMA… CALDO … DEL PAVESE …

Sulla base delle numerose segnalazioni da parte dei colleghi relativamente a problematiche di varia natura sul nostro territorio, nel corso di quest’anno, più volte, abbiamo rappresentato all’Azienda le criticità ormai note a tutti. Per dare maggior concretezza alle parole, qualche mese fa avevamo posto alcune domande prestabilite unitariamente e, in seguito, esaminate le risposte ricevute da oltre il 50% dei dipendenti della provincia di Pavia, comprovanti il malessere e il disagio del vissuto quotidiano sul posto di lavoro.

Da questa iniziativa era emerso che:

  • 6 dipendenti su 10 dichiaravano di avere disturbi del sonno, di fare uso di ansiolitici e/o supporto psicologico!!! Un valore che abbiamo sottolineato all’azienda essere un campanello di allarme, che va ben oltre il ragionevole livello di guardia.

  • Oltre il 50% dichiarava scarso o assente senso di appartenenza all’azienda e mancanza di apprezzamento per l’attività svolta (la percentuale degli insoddisfatti era significativamente più elevata fra gli addetti a mansioni commerciali (55,62% dei commerciali rispetto al 38,16% degli addetti back office o amministrativi!). In poche parole, trattare le persone come incapaci di organizzarsi e di autogestire il rapporto con la clientela in equilibrio tra correttezza professionale, buonafede e conoscenza degli obiettivi produttivi aziendali, comporta il rigetto psicologico ed il malessere nel vissuto lavorativo.

  • Alla domanda: “Quale sensazione avverto all’inizio di una nuova giornata lavorativa?” – Frustrazione, depressione ed apatia erano state le risposte di 5 su 10 mentre 4 su 10 dichiaravano di affrontare la giornata così come viene, né in positivo né in negativo.

  • Alla richiesta di indicare la personale percezione del clima lavorativo, all’unisono si affermava che l’ambiente fosse stressante, alienante ed attento solo alle esigenze commerciali.
    Unica nota positiva risultante dalle risposte era la notevole collaborazione tra colleghi che dimostrava quanto capacità e disponibilità di aiuto reciproco fossero necessarie per sopportare una realtà tanto difficile.

  • Relativamente ai fatti che arrecano disagio, si evinceva che la persistente sollecitazione ai risultati commerciali porta inevitabilmente i colleghi ad accumulare arretrati sulle attività amministrative per carenza di tempo, con il correlato rischio di incorrere in reclami da parte della clientela e/o a contestazioni da parte dell’azienda. Più della metà dei partecipanti, inoltre, non si sentiva tutelato nello svolgere il proprio operato e temeva provvedimenti disciplinari per effetto di errori involontari causati dalla realtà lavorativa caotica, spesso rappresentata dai colleghi come un delirio.

Ci siamo rivolti, in occasione degli incontri trimestrali, alla Direzione Regionale affinché si facesse parte attiva nei confronti dell’Azienda per segnalare che era necessario un intervento tempestivo, concreto e soprattutto tangibile, attraverso il potenziamento degli organici, ridotti oltre ogni limite comprensibile, che fossero necessarie, inoltre, disposizioni chiare e limpide in merito ai “ limiti invalicabili “ del rispetto delle persone, in conformità a quanto sancito dalle normative aziendali e nazionali, da parte dei Responsabili di struttura, che siano Responsabili Commerciali, Capi Area, Direttori, Coordinatori o quant’altro.

Oggi a che punto siamo?

Il clima quotidiano risulta ancora più caldo di allora, appesantito dalle ultime uscite di fine anno per esodo, alle quali si aggiungono anche alcune dimissioni volontarie di colleghe/i….. a comprova che “Intesa Sanpaolo è il posto più felice in cui lavorare!!” ….. (infatti, alla prima occasione, qualcuno ha preferito lasciare una Banca prestigiosa, solida e sicura come la nostra pur di riconquistare la serenità nel lavoro quotidiano).

La soluzione al problema non è sicuramente smembrare i portafogli scoperti e suddividerli fra i pochi rimasti … oppure quando manca il cassiere esporre i cartelli i “cassa chiusa per problemi tecnici “!

SERVONO ASSUNZIONI!!!!

Chi resta, magari anche trasferito a qualche Km da casa, non può gestire oltre al proprio già sostenuto carico di lavoro anche quello dei colleghi usciti, con obiettivi sempre più pressanti.

La “mission” delle scriventi OO.SS. è, e sarà sempre, quella della salvaguardia delle persone che lavorano in Azienda, nella convinzione che i risultati economici di quest’ultima a medio termine si raggiungono con i lavoratori e non contro i lavoratori!

Pavia, 02 Gennaio 23

COORDINATORI E RR.SS.AA INTESA SANPAOLO PAVIA E PROVINCIA

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

 

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TRIMESTRALE AREA LOMBARDIA SUD, TANTE BELLE PAROLE MA POI…

Si è tenuta lo scorso 3 novembre la riunione trimestrale tra Relazioni Industriali e Organizzazioni Sindacali dell’Area Lombardia Sud.

In apertura il Direttore Regionale Nava e la Responsabile Commerciale Retail Benedicenti hanno ribadito, come già detto negli incontri precedenti, l’importanza dello star vicini a colleghi e clienti, in particolar modo in questo periodo di grandi difficoltà per il paese e per tutta l’Europa per le note motivazioni, ed hanno esposto tutte le iniziative e gli strumenti messi in campo per supportare la rete nell’indirizzare il cliente a prendere decisioni razionali e non emotive.

E’ stato più volte sottolineato il concetto di serenità.

Peccato che a queste bellissime parole, che non possiamo fare altro che condividere, non faccia seguito una messa in campo di comportamenti reali che vadano in tale direzione!

E allora via con lo star vicini ai colleghi, talmente vicini da fargli sentire il fiato sul collo, inondandoli con una raffica di videoconferenze, che suonano più da monito piuttosto che da fattivo supporto e aiuto concreto, e presidiando le agende per accertarsi che siano sature di nominativi e, mi raccomando, di valore… Che tempo da perdere non ne abbiamo!

E se dal 15 del mese i conti non tornano? Stop alle vendite del gestito se non preventivamente dichiarato. Certo, così siamo vicini anche ai clienti, anzi… Ci posizioniamo tra loro e i loro risparmi così non si fanno prendere dal panico e dalle isterie dei mercati.

Meglio che pensino alla tutela, quella è la panacea di tutti i mali.

Ma non basta! No, abbiamo una grave carenza di personale dovuta alle tante uscite ed alle praticamente assenti assunzioni.

Cosa si potrebbe fare allora?

Prima di tutto ASSUNZIONI!

E poi sicuramente evitare di inondare di richieste e presidi i lavoratori che già fanno i salti mortali per sopperire ai 3 o 4 o 5 colleghi andati in esodo/pensione nei mesi precedenti e sostituiti solo in piccola parte, se mai lo sono stati…., con il costante rischio di incorrere in errori operativi sanzionabili, data la confusione imperante e un continuo bombardamento di input che arrivano da clienti, e-mail, procedure, responsabili, direttori commerciali, ufficio controlli, ecc.

Prima o poi chiuderanno tante filiali, prima o poi arriverà Isybank, prima o poi … MA INTANTO?

Intanto le belle parole cercano di incantarci e nella realtà si soffre e si fatica con una crescente disaffezione al lavoro, con un sempre più flebile senso di appartenenza e, per chi può, la speranza del prossimo scivolo.
Questa Direzione Regionale, la nostra banca, devono capire che ormai di belle parole ne abbiamo sentite fin troppe….…

COORDINATORI E RR.SS.AA. AREA LOMBARDIA SUD

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

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AREA LOMBARDIA SUD – LE PRESSIONI AUMENTANO…. I COLLEGHI DIMINUISCONO…

Lo scorso 23 Giugno si è tenuto l’incontro trimestrale dell’Area Lombardia Sud.

Il Direttore Regionale Marco Franco Nava ha aperto l’incontro descrivendo una situazione delicata, lo scoppio del conflitto russo-ucraino ha infatti disatteso le aspettative di crescita del PIL e di una certa serenità dei mercati, mettendo tutti di fronte ad uno scenario complicato, profondamente diverso, che ha portato ad una frenata degli investimenti di privati ed imprese con conseguente scostamento dagli obiettivi di budget. Priorità dell’azienda è quindi quella di supportare i colleghi, ad esempio con ripetute e costanti sessioni con Eurizon per metterli in condizioni di rasserenare i clienti, contattandoli costantemente per comunicare la vision della banca sui mercati e per aiutarli a cogliere anche nuove opportunità.

E’ quindi intervenuto il Responsabile del Personale e Assistenza Rete della Direzione Regionale Lombardia Sud, Savino Noviello, che, dopo una panoramica sulle risorse dell’Area Lombardia Sud, che conta 982 dipendenti di cui 606 donne e 376 uomini, ha esposto i dati circa il ricalcolo annuo 2022 delle complessità per filiali e gestori.

In breve (dati Regione Lombardia Sud):

FILIALI

(Imprese, Exclusive, Retail, escluso perimetro Agribusiness per dati non ancora disponibili al momento dell’incontro)

  • su 182 filiali, 24 (13%) hanno incrementato la complessità, 130 (71%) sono rimaste stabili, 28 (15%) hanno ridotto la complessità;
  • come risultato del ricalcolo
    • 25 filiali (13,7%) sono in fascia 4 ICE (elevata complessità)
    • 42 filiali (23,1%) sono in fascia 4
    • 51 filiali (28%) sono in fascia 3
    • 49 filiali (26,9%) sono in fascia 2
    • 15 filiali (8,2%) è in fascia 1
  • 75 Direttori, 8 Coordinatori Commerciali, 1 Coordinatore di Relazione e 1 Coordinatore Imprese risultano in percorso

GESTORI PRIVATI

  • su 843 gestori, 183 (21,7%) hanno incrementato la complessità, 382 (45,3%) sono rimasti stabili, 278 (33%) hanno ridotto la complessità;
  • come risultato del ricalcolo
    • 58 gestori (6,9%) sono in fascia A
    • 178 gestori (21,1%) sono in fascia B
    • 286 gestori (33,9%) sono in fascia C
    • 202 gestori (24%) sono in fascia D
    • 119 gestori (14,1%) sono in fascia E
  • 144 gestori risultano in percorso

GESTORI AZIENDE RETAIL

  • su 112 gestori, 36 (32,1%) hanno incrementato la complessità, 41 (36,6%) sono rimasti stabili, 35 (31,3%) hanno ridotto la complessità;
  • come risultato del ricalcolo
    • 6 gestori (5,4%) sono in fascia A
    • 33 gestori (29,5%) sono in fascia B
    • 41 gestori (36,6%) sono in fascia C
    • 22 gestori (19,6%) sono in fascia D
    • 10 gestori (8,9%) sono in fascia E
  • 3 gestori risultano in percorso

GESTORI IMPRESE

  • su 109 gestori, 33 (30,3%) hanno incrementato la complessità, 47 (43,1%) sono rimasti stabili, 29 (26,6%) hanno ridotto la complessità;
  • come risultato del ricalcolo
    • 17 gestori (15,6%) sono in fascia A
    • 28 gestori (25,7%) sono in fascia B
    • 39 gestori (35,8%) sono in fascia C
    • 22 gestori (20,2%) sono in fascia D
    • 3 gestori (2,8%) sono in fascia E
  • 3 gestori risultano in percorso

GESTORI ENTI

  • su 3 gestori, 1 (33,3%) ha incrementato la complessità, 2 (66,7%) ha ridotto la complessità;
  • come risultato del ricalcolo
    • 1 gestore (33,3%) è in fascia C
    • 2 gestori (66,7%) sono in fascia D
  • nessun gestore risulta in percorso

Si è successivamente aperta la discussione sui problemi che caratterizzano la nostra area, comuni sull’intero territorio nazionale

E’ stato posto l’accento sulla riduzione del servizio di cassa servita, in Filiali come ad esempio Sant’Angelo Lodigiano (LO) e Pavia Strada Nuova; l’Azienda giustifica tale scelta, frutto di una valutazione caso per caso di numeri, caratteristiche della piazza e vicinanza di altre filiali, con l’evidenza che già un numero molto elevato di operazioni vengono svolte in totale autonomia da parte della clientela (85%), questo permetterà ai colleghi non adibiti a servizio di cassa di concentrarsi prettamente su attività commerciale. Peccato che tale decisione stia creando parecchio malcontento nella clientela, nonché una concentrazione di afflusso di clienti pomeridiano nelle pochissime filiali che ancora offrono il servizio di cassa per tutta la giornata, creando ulteriori problemi ai colleghi già oberati.

Abbiamo rappresentato le testimonianze, che riceviamo ogni giorno dai colleghi, che fanno emergere un quadro preoccupante, alienante, stressante, esasperato nel raggiungimento dell’obiettivo commerciale. Numerosi colleghi accusano disturbi del sonno, sono costretti a fare uso di psicofarmaci per combattere l’ansia, ci informano di apprezzare poco o per nulla la propria azienda, di provare apatia e rassegnazione.

In alcune filiali, grazie alle segnalazioni alla casella “iosegnalo”, non si utilizzano più files e cartelle condivise su obiettivi e consuntivi di vendita, ma vengono comunque svolte continue riunioni al mattino, richiesti consuntivi a voce alla sera, in presenza, prima di lasciare il posto di lavoro, il tema principale è sempre l’obiettivo di vendita, controllo costante delle agende, critiche rivolte al gestore se non si hanno pianificazioni in agenda di appuntamenti di valore (per valore si intende sempre l’obiettivo di vendita e non la risposta ad altre esigenze della clientela), capita spesso che venga suggerito al collega di sostituire appuntamento già pianificato con altro di “valore”.

E’ naturale che un tale scenario, unito a carichi di lavoro insostenibili per la continua riduzione di personale, che non va di pari passo con chiusura di filiali e digitalizzazione, generi un pessimo clima lavorativo e finisca col minare l’equilibrio psicofisico del lavoratore.

L’azienda ha replicato di aver messo a disposizione dei colleghi servizi Welcare, e servizi Welfare, in ultima istanza, la struttura medicina del lavoro. Ha affermato inoltre di operare costantemente per la correzione di comportamenti di Responsabili e Responsabili Commerciali, affinché restino confinati nelle previsioni degli Accordi sulle Politiche Commerciali.

E’ palese che tutto ciò non sia sufficiente, sarebbe meglio prevenire piuttosto che curare; la pressione commerciale “sana” (facendo finta che esista, perché comunque sia la pressione commerciale è di per sé una pratica malsana) è comunque una diretta fonte di ansia che a lungo andare tende a cronicizzare causando conseguenze negative per la salute.

Si è discusso anche delle criticità della divisione Agribusiness, settore a cui la Banca punta moltissimo, per la quale abbiamo sottolineato la scarsità di addetti, ed i problemi logistici dei distaccamenti. Per quanto riguarda gli addetti la giustificazione fornitaci è che i portafogli sono costituiti mediamente all’80% da clienti Aziende Retail e per il restante 20% da Imprese, dalle piccole alle Top, il modello di servizio è strutturato in base a queste tipologie di clientela e quindi il numero di addetti è funzionale. Guardando al 100% della clientela gli addetti possono sembrare pochi rispetto alle filiali imprese, ma considerando il tipo di clientela il rapporto è sostanzialmente in linea. Bene, il fatto che già nelle filiali imprese ci siano problemi di scarsità di addetti ci conferma che sono del tutto insufficienti.

Non ci stancheremo di reclamare nuove assunzioni, di pretendere la cessazione delle pressioni commerciali indebite ed il rispetto della dignità delle persone nei fatti, non solo a parole!

COORDINATORI E RR.SS.AA. AREA LOMBARDIA SUD

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

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Ancora tanto da migliorare e Pressioni Commerciali da scongiurare

INCONTRO TRIMESTRALE DIREZIONE REGIONALE LOMBARDIA SUD

Lo scorso 23 Marzo, da remoto, si è tenuto l’incontro trimestrale con la Direzione Regionale Lombardia Sud e la consueta partecipazione delle Relazioni Industriali.

Presenti il Direttore Regionale Lombardia Sud Nava Marco Franco, il Direttore Commerciale Retail Lombardia Sud Roberta Benedicenti, il Responsabile del personale Noviello Savino, i responsabili ctpar Borella Alessandro e Bottani Roberto ed il Responsabile di Area delle Relazioni Industriali Tura Stefano.

Il Direttore Regionale Marco Franco Nava ha presentato la nostra DR come una delle più performanti a livello nazionale, nonostante le difficoltà derivanti dal laborioso processo di fusione ex UBI, particolarmente impattante sui nostri territori, e riconoscendo che gli ottimi risultati dello scorso anno e di inizio 2022 sono stati possibili grazie all’impegno ed al senso di responsabilità di tutti i colleghi, ai quali va il suo ringraziamento.

Dopo aver fatto una panoramica sulle varie iniziative intraprese a livello regionale, su colleghi e clientela, per far fronte alla crisi pandemica ed alle preoccupazioni per la delicata situazione geopolitica dovuta al conflitto in corso, mediante sessioni informative con il coinvolgimento delle fabbriche prodotto, incontri e collaborazioni con associazioni di categoria ed enti locali, sono stati ribaditi, anche nei successivi interventi del Responsabile del Personale e Assistenza Rete Savino Noviello e del Direttore Commerciale Retail Roberta Benedicenti, i valori da perseguire per assicurare il costante sviluppo produttivo.

Da parte nostra abbiamo evidenziato la presenza di forti pressioni commerciali, che si manifestano con comportamenti quali: Skype continue, spesso prive di adeguata programmazione e l’individuazione di referenti all’interno delle Filiali per “contare i pezzi venduti”.

Tale situazione generale è stata a parer nostro, uno dei principali fattori causali del forte incremento delle dimissioni con conseguente riduzione di personale ed aumento del carico sui colleghi “superstiti”.

La formazione, elemento fondamentale per la valorizzazione dei colleghi e ­per lo sviluppo aziendale, nella realtà ha fatto registrare una fruizione spesso difficoltosa a causa delle esigenze organizzative e della mancanza di personale nelle filiali e unità produttive.  L’azienda ha espresso l’impegno di agevolarne l’utilizzo in orario di lavoro, anche mediante il ricorso alla formazione flessibile.

Abbiamo fatto presente che, per alcuni Responsabili delle unità produttive, la priorità nelle filiali è sempre e solo rappresentata dalla pianificazione degli appuntamenti con la clientela, senza lasciare spazio alla sempre importante attività amministrativa, incombenza alle quale va riservato tempo e concentrazione ed ha riflessi anche sulla normativa sia interna aziendale che di primo livello.

Il Direttore Commerciale Retail, Roberta Benedicenti, ha assicurato di raccomandare sempre ai gestori la programmazione anche dell’attività amministrativa in agenda. Non solo, ha ribadito che l’appuntamento con il cliente ha la priorità su eventuali riunioni dell’ultimo minuto, che devono infatti essere programmate con debito anticipo proprio per evitare fastidiose ri-pianificazioni o peggio lunghe attese della clientela.

In considerazione di quanto affermato dalle massime cariche regionali consigliamo ai colleghi di:

  • pretendere di fruire della formazione in orario di lavoro e con la dovuta concentrazione, pianificandola correttamente, avvalendosi degli accordi sottoscritti in merito (Formazione Flessibile);
  • non interrompere appuntamenti con i clienti o spostarli per riunioni indette all’ultimo minuto;
  • programmare in agenda anche l’attività amministrativa, pretendendo che tale programmazione venga rispettata e non annullata per lasciare spazio a quella commerciale.

Difformi indicazioni che pervenissero sia dalle Direzioni di Area che dai Responsabili e che travalicano le dichiarazioni espresse durante la Riunione dalla Direzione Commerciale, sono distorsive della volontà aziendale e come tali vanno segnalate alle organizzazioni sindacali, e/o attraverso i canali previsti: “io segnalo”.

Le scriventi organizzazioni sindacali sono come sempre impegnate affinché l’auspicata crescita aziendale avvenga nel rispetto dei diritti e dei meriti delle colleghe e colleghi che ad essa contribuiscono

FABI FIRST FISAC UILCA UNISIN
DIREZIONE REGIONALE LOMBARDIA SUD

 

 

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NUOVO PIANO INDUSTRIALE – VECCHIE CATTIVE ABITUDINI…TUTELA IN PRIMIS!

A poche settimane dalla presentazione del piano industriale pare chiaro come l’azienda voglia raggiungere gli sfidanti obiettivi prefissati: con una Metodica, Incessante, Asfissiante ed Invadente pressione commerciale, incurante delle inevitabili conseguenze sulle persone.

Le prime vittime: direttori e coordinatori, quotidianamente intrattenuti in riunioni Skype che sottraggono tempo alle attività secondo noi veramente importanti, con la scusa di dare un ipotetico sostegno per raggiungere gli obiettivi, ma alla fine ottengono il risultato di spingerli a trasmettere le pressioni sui propri gestori attraverso le cattive abitudini di richieste e/o sollecitazioni assurde o, in alternativa, a farsi carico dei mal di pancia per provare a mantenere un ambiente “sano e positivo”.

Le seconde vittime: gestori (Privati Retail, Exclusive, Aziende Retail, Imprese, Agribusiness) obbligati a trovare ogni giorno almeno un cliente disponibile ad un incontro esclusivamente dedicato alla proposizione di Tutela (meglio se di valore), naturalmente senza tralasciare tutti gli altri obiettivi commerciali, la soddisfazione del cliente e le iniziative prioritarie. Ovviamente nessuno si preoccupa del rischioso accumulo e ristagno delle incombenze amministrative e contabili, spesso oggetto di reclamo da parte della clientela, o del tentativo di soddisfare i Veri Bisogni del cliente e non solo quelli che la banca vorrebbe fare emergere grazie alla proposizione di Tutela.

Tutela che sembra essere diventata l’unico ambito di attenzione nel nostro Istituto, il solo parametro su cui viene misurata la qualità delle prestazioni di un collega, la validità del suo operato, in sintesi la sua professionalità. Si possono raggiungere tutti gli altri obiettivi commerciali, anche sfidanti e impegnativi, ma se il tassello tutela non è adeguatamente performante, la prestazione del/la collega viene comunque ritenuta inadeguata/insufficiente.

Le terze ed ultime vittime: clienti che si trovano ad essere il malcapitato mezzo per raggiungere il fine ultimo, ossia il raggiungimento del budget, e non lo stakeholder più prezioso, senza il quale la filiale non avrebbe senso di esistere.

Come si arriva a tutto ciò?

Attraverso richieste di previsionali di vendita la mattina, consuntivazioni alla sera, previsionali settimanali, a volte con l’utilizzo di toni denigratori e intimidatori, provocando così un carico di stress a tutti i livelli sempre meno sostenibile, spesso mancando di rispetto alla persona ed alla sua dignità di lavoratore.

Ci pare che siamo molto lontani dai principi condivisi, in materia di politiche commerciali previsti, sia negli accordi con ABI, divenuti parte integrante del vigente Contratto Nazionale del Credito, che negli accordi interni al Gruppo Intesa Sanpaolo.

Ribadiamo con forza che a questa situazione debba essere posto immediatamente un freno, sottolineando ancora una volta la centralità della persona (dipendente e cliente) prima di ogni obiettivo di budget, riaffermando in modo deciso il valore etico a cui ispirare i rapporti tra l’impresa, il personale e la clientela.

Ricordiamo infine a tutte le colleghe e i colleghi che il Contratto Nazionale del Credito sancisce (art. 80 comma 9) che “il mancato raggiungimento degli obiettivi quantitativi commerciali di per sé non determina una valutazione negativa e non costituisce inadempimento del dovere di collaborazione attiva ed intensa ai sensi dell’articolo 41, comma 2, del CCNL“.

COORDINATORI RR.SS.AA. INTESA SANPAOLO AREA LOMBARDIA SUD

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

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INCONTRO TRIMESTRALE AREA LOMBARDIA SUD – LA QUALITA’ DEL LAVORO RISPETTO ALLA QUANTITA’?!?!?

In data 6 Ottobre si è tenuto il periodico incontro trimestrale tra l’azienda e tutte le organizzazioni sindacali, dedicato alla nostra Area Lombardia Sud.

Dopo una rapida presentazione del positivo andamento economico dell’Area, ottenuto grazie al sacrificio e all’impegno di tutti i colleghi, da noi ribadito e riconosciuto dall’azienda, la discussione si è concentrata sui seguenti problemi che affliggono il territorio:

ORGANICI

Siamo prossimi alla ennesima riduzione dovuta all’ultimo accordo di esodo, a fronte del quale l’azienda si è impegnata ad assumere entro il corrente anno 200 risorse, delle quali 78 destinate alla Regione Lombardia.

Abbiamo chiesto quale sarà la quota spettante alla nostra Area e la suddivisione per provincia: la risposta è stata che al momento non è ancora stabilita e che per alcune zone potrebbe non trattarsi di nuove assunzioni, bensì di spostamenti da altri territori, consentendo di soddisfare richieste di trasferimento giacenti da parecchio tempo, basti pensare all’ambito asse Milano-Pavia.

Abbiamo di nuovo insistentemente denunciato la pesante situazione lavorativa di tutte le filiali; la cronica carenza di personale si traduce in carichi di lavoro insostenibili e ansia che regna sovrana, il lavoro è svolto con il timore di sbagliare per la confusione imperante e per la formazione troppo spesso fruita superficialmente, non certo per mancanza di volontà, ma per mancanza di tempo.

L’azienda ha quindi risposto che il problema verrà mitigato dalla razionalizzazione delle filiali; purtroppo abbiamo già visto cosa comportano i continui accorpamenti, con concentrazione di clientela su filiali sempre più congestionate e situazioni assolutamente incompatibili con il “lavorare sereni”, condizione auspicata anche dalla controparte, ma nella realtà attuale pressoché impossibile.

Troppe realtà operative appaiono ormai sottodimensionate, dalla più piccola filiale agli uffici di direzione, citando, a puro titolo di esempio, l’ufficio crediti della neonata Divisione Agribusiness, per i quale abbiamo avuto segnalazioni di eccessivi ritardi nella delibera delle pratiche o gli addetti della filiale Agribusiness di Pavia, 3 su ben 11 gestori, chiaramente insufficienti.

PRESSIONI COMMERCIALI

Rappresentano uno dei principali mali del nostro settore, se non il peggiore.

Abbiamo ribadito come sia inconcepibile che il fronte commerciale della banca tiri avanti dritto per la sua strada, fingendo di ignorare tutte le problematiche che insistono sempre di più sul nostro lavoro quotidiano, come se non esistesse quel pesante carico di amministrativo che deve comunque essere svolto per non incorrere in rischi anche patrimoniali.

L’azienda ha affermato che “il metodo arriva prima dei numeri” e che “è importante la qualità del lavoro rispetto alla quantità”, ciò spiega la grande attenzione alle agende, ma secondo noi quando il personale non è messo nelle condizioni di applicare correttamente il metodo, per le ragioni già esposte al precedente punto, né di aver sotto controllo la qualità del lavoro, in quanto subissato dalla quantità, ecco che l’ossessivo controllo diventa vessazione, con tutte le conseguenze del caso.

A tal proposito l’azienda ha confermato di essere sempre disponibile all’ascolto e di prendere in considerazione tutte le segnalazioni. Ricordiamo che è possibile segnalare alla casella iosegnalo@intesasanpaolo.com qualsiasi comportamento scorretto dei responsabili. E’ naturalmente garantito l’anonimato, e la segnalazione può essere fatta anche per il tramite del proprio rappresentante sindacale.

FORMAZIONE

Abbiamo di nuovo insistito sul fatto che la formazione debba essere svolta in orario di lavoro e non tra un cliente e l’altro, o peggio con il cliente davanti (vedasi ad es. “accoglienza”). L’azienda condivide le nostre affermazioni, ma anche in questo caso la realtà è purtroppo differente. La nostra richiesta è stata quindi di insistere con la sensibilizzazione di tutti i responsabili sul tema, sfruttando il più possibile lo strumento della formazione flessibile. La corretta formazione è un diritto oltre che un dovere, va pretesa, se viene negata va segnalata al proprio gestore del personale e al rappresentante sindacale.

CESSIONE FILIALI A BPER

I temi sopra esposti sono tristemente comuni a tutti i territori. Nella nostra area, più precisamente nel Pavese, si aggiunge il caos creato dalla cessione delle filiali ex Intesa Sanpaolo a BPER. Le complicazioni generate dall’operazione stanno tuttora impattando sui colleghi e sulla clientela, specialmente imprese ed enti; si va dai finanziamenti a medio lungo termine non migrati con conseguenti rate impagate, ai fidi trasferiti in parte (vedasi crediti di firma), ai mancati addebiti delle polizze assicurative e potremmo continuare a lungo.

E’ sorto anche il problema delle filiali i cui clienti aziende retail erano portafogliati ad altre dipendenze ora cedute a BPER; post cessione si sono ritrovate a dover gestire questi clienti in assenza di gestore dedicato, con tutte le difficoltà del caso che l’azienda ha cercato di tamponare affidando le pratiche più urgenti a gestori di altre filiali, purtroppo più lontane e comunque già pesantemente oberate di loro. Per non parlare dei fascicoli delle posizioni non oggetto di cessione e rimaste presso BPER.

Per queste situazioni siamo stati rassicurati sul fatto che gli interventi correttivi sono in corso…… pensarci un po’ prima non sarebbe stata la soluzione migliore?!?!?!?

Comprendiamo che l’operazione non è stata delle più facili, il Direttore Regionale Marco Franco Nava ha affermato che mettere in pratica tutte le pattuizioni contrattuali tra le due banche è stato estremamente complicato e soprattutto è stato calato dall’alto, quello che infastidisce parecchio è l’incuranza di chi esercita le pressioni commerciali fingendo di ignorare anche tutto questo.

Tirando le somme, cara azienda aumenti sempre di più i carichi di lavoro, le tue operazioni societarie generano pesanti disagi per tutti e incattiviscono la clientela, che poi noi dobbiamo gestire, accogli i nuovi colleghi ex UBI non preoccupandoti che il supporto alle nuove procedure informatiche e l’affiancamento, ancora oggi assolutamente necessario, sia adeguatamente effettuato (pare che le priorità siano altre, vendere e basta ad esempio….), carichi ai gestori la maggior parte delle sistemazioni di problemi derivanti dalla quasi raffazzonata migrazione UBI, non ci permetti di formarci con la dovuta cura e attenzione, ci assilli con le pressioni alla vendita come se il nostro lavoro consistesse solo nel piazzare prodotti di tutela e quant’altro, senza tener conto di tutto il resto…….

E allora, cara azienda

COME PUOI PENSARE CHE IL TUO PERSONALE LAVORI SERENAMENTE?

Al contrario tutto ciò non fa altro che spegnere i nostri animi, demotivarci, innervosirci, sfiduciarci e può nuocere seriamente alla nostra salute, ribaltandosi di certo anche sulla produttività.

Siamo essere umani, non macchine!

Ci fa sicuramente piacere che le nostre segnalazioni vengano pazientemente ascoltate negli incontri trimestrali, ma questa disponibilità all’ascolto va dimostrata anche e soprattutto dalle funzioni commerciali che, evidentemente indottrinate a sorvolare e minimizzare, pressano senza freno….

E NELLE FILIALI CONTINUIAMO A NON VEDERE LA LUCE!

 

 

COORDINATORI E RR.SS.AA. AREA LOMBARDIA SUD

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

 

 

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21 giugno 2021 Prima Trimestrale Direzione Territoriale Lombardia Sud

 

FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UIL C.A. – UNISIN

PRIMO INCONTRO TRIMESTRALE INTESA SANPAOLO  DIREZIONE REGIONALE LOMBARDIA SUD

Il 21 Giugno si è svolto in modalità a distanza il primo incontro trimestrale della neonata Direzione Regionale Lombardia Sud, dove è stata fornita un’illustrazione delle strutture che la compongono.
Il Direttore Regionale Marco Franco Nava in apertura ha enunciato alcuni concetti quali l’aspetto valoriale, la fiducia, l’attenzione al clima interno e agli obiettivi aziendali, l’ascolto e la vicinanza ai territori.

Tutti concetti per lo più condivisibili che devono però tradursi al più presto in azioni concrete a supporto dei colleghi e della clientela.

Come Organizzazioni Sindacali abbiamo infatti rappresentato i vari problemi che affliggono la rete, a partire dalla cronica carenza di personale, servono nel breve termine assunzioni in rete!
Si aggiungono le complicanze legate alla riorganizzazione delle strutture, che la pandemia ha costretto ad intraprendere o anticipare, quali una disordinata crescita della F.O.L., i problemi di gestazione della nuova divisione Agribusiness, l’organizzazione degli uffici di direzione e, nella rete, le onnipresenti pressioni commerciali, peraltro acuitesi nell’ultimo periodo, con una ossessionante attenzione al metodo di lavoro che prevede  gestione delle agende e preparazione degli appuntamenti. A tal proposito ricordiamo che il rilascio del “Metodo” in ISP ha comportato non pochi problemi per almeno due anni.

In questo contesto sono emerse con prepotenza nella nostra Regione Lombardia Sud, per quanto “a macchia di leopardo”, le pesanti problematiche originatesi dalla incorporazione di UBI nel territorio e aggravate dalla coincidente pandemia:

carenza di formazione e affiancamenti, disfunzioni organizzative sia nella rete come delle strutture direzionali, le preoccupazioni per la futura incorporazione di UBI S.S. e UBI Leasing, le tensioni, con conseguenti risvolti anche a livello psicofisico, tra colleghe/i per un vissuto lavorativo complicato anche dal confronto giornaliero con una clientela inferocita da una situazione di ripetuti disservizi.

A proposito di quest’ultimo aspetto occorre tener conto che UBI derivava dall’aggregazione di banche storiche molto radicate nei nostri territori, e manteneva ancora una cultura di far banca molto diversa da quella di Intesa Sanpaolo; è ovvio che una integrazione nel primo gruppo bancario italiano non sarebbe stata indolore, ma la transizione va gestita con gradualità e attenzione alle esigenze della clientela e del personale, soprattutto nelle zone caratterizzate da massiccia acquisizione di filiali ex UBI come Brescia ed il territorio Pavese dove la cessione a BPER ha riguardato per la quasi totalità punti operativi ISP.

L’azienda ha affermato di essere a perfetta conoscenza della realtà della situazione e ha dichiarato la volontà di sostenere tutto lo sforzo organizzativo possibile e necessario al raggiungimento di un miglior clima interno e di una migliore efficienza operativa. Ha preannunciato pertanto che intende mettere in atto alcune risposte volte ad alleggerire la situazione, tra le quali nuovi gemellaggi tra filiali, ormazione più agevole strutturata in pillole formative e tutorials per le procedure, nonché una attenta analisi degli organici delle filiali in previsione di ulteriori inserimenti di colleghi ISP nelle filiali ex UBI.

Cogliendo con favore il riconoscimento da parte aziendale delle attuali difficoltà e la volontà di farvi fronte, le Organizzazioni Sindacali hanno però sottolineato l’urgenza delle risposte e la loro effettiva praticabilità, si deve infatti tener conto della compatibilità dei tempi di formazione, parlando anche di training on the job, con quelli dell’ordinaria attività commerciale e amministrativa.

Nel prossimo incontro trimestrale si parlerà anche di risultati, oggi non comunicati in quanto non ancora certificati, data anche la cessione delle filiali ISP a BPER; è palese che i numeri nella loro qualità e quantità dipenderanno largamente dalla soluzione delle suesposte problematiche, LE PERSONE VANNO ASSOLUTAMENTE MESSE NELLE CONDIZIONI DI LAVORARE BENE E SERENAMENTE!

24 giugno 2021
COORDINATORI TERRITORIALI RR.SS.AA INTESA SANPAOLO

DIREZIONE REGIONALE LOMBARDIA SUD

FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UIL C.A. – UNISIN

TU CHIAMALO……se vuoi……UN SUCCESSO!!!……

Siamo ormai ad un mese dal 12 aprile e nella rete, che già prima dell’integrazione di UBI era in forte sofferenza per organici ridotti all’osso e carichi di lavoro al limite della sostenibilità, ancora oggi insiste una situazione caotica e di grave difficoltà.

Il problema, certamente comune a tutte le realtà, impatta in modo particolare nei territori interessati da una consistente acquisizione di filiali ex UBI.

Evidenziamo che nella provincia di Pavia, territorio caratterizzato da questa condizione, si associa, aggravandola, la massiccia cessione di filiali ISP (su 31 a livello nazionale, ben 20 + 2 minisportelli solo nella nostra provincia).

Il complicato contesto è generato non solo dai numerosi problemi riscontrati a seguito della migrazione informatica (pesanti per tutti i segmenti della clientela, in particolare per le aziende e per il delicato settore degli enti pubblici, da gestire spesso senza l’adeguato supporto da parte delle competenti strutture aziendali), ma anche dall’insufficiente supporto formativo e di addestramento  operativo destinato ai lavoratori di provenienza UBI.

Riguardo a quest’ultimo aspetto, si riscontra che:

– la formazione precedente all’operazione è stata carente sotto vari aspetti e poche ore in collegamento via Skype con un tutor, non hanno certo consentito l’acquisizione di conoscenze sufficienti a garantire autonomia nei vari processi;

– gli affiancatori in presenza si sono rivelati essere numericamente scarsi, seppure di grande qualità professionale e caratterizzati da grande disponibilità nel supportare i nuovi colleghi;

– la scelta dei gemellaggi, individuando tutor da remoto, non può considerarsi totalmente efficace poiché gli stessi non sono messi nelle condizioni di poter garantire una continua assistenza, dovendo sostenere, contemporaneamente, i loro già gravosi impegni lavorativi;

– le guide operative, che dovrebbero supportare l’acquisizione dei nuovi processi, sono in realtà dispersive e piene di rimandi a infinite normative…… ergo…… non agevolmente ed immediatamente consultabili nel limitatissimo tempo a disposizione.

I colleghi di provenienza UBI si ritrovano così, loro malgrado, ancora impreparati nell’affrontare e soddisfare praticamente le richieste e le esigenze della clientela che, travolta da una situazione molto difficile e ulteriormente irritata dalle lunghe file che si formano all’ingresso delle filiali e alla perdita dei referenti abituali, minaccia la chiusura dei rapporti riversando rabbia e disappunto sul personale presente in filiale,  con conseguenti rischi riconducibili alla sicurezza fisica.

Non va tralasciato poi il problema logistico, infatti nelle filiali new concept accorpanti dipendenze ex UBI si evidenzia la difficoltà di rispettare i distanziamenti anti COVID per la insufficiente disponibilità di P.D.L. rispetto al personale presente, e in molte piccole filiali ex UBI i gestori si ritrovano a fornire consulenza ai clienti in postazioni non idonee al rispetto della privacy.

ALLORA…. OCCORRE ESSERE COERENTI……

– poiché il successo non è un punto di arrivo, ma un cammino continuo, non è accettabile il protrarsi di tutte queste problematiche senza un consistente intervento di supporto;

– è proprio quando si è convinti di qualcosa (in questo caso il “successo” dell’operazione) che la si deve guardare da un’altra prospettiva…… magari da quella dei propri dipendenti e quella della clientela?

– la così tanto decantata “valorizzazione delle professionalità UBI” si realizza anche attraverso un efficace addestramento alle nuove procedure, ai nuovi processi organizzativi, invece si registrano, finora, frustrazione, senso di inadeguatezza, eccessivo stress e anche (purtroppo) malesseri fisici, inaccettabile contraddizione rispetto alla dichiarazione che “il capitale umano rimane la chiave del successo”.

Le carenze formative NON sono certamente attribuibili ai colleghi di provenienza UBI che hanno il diritto (dovere per l’azienda!) di essere prontamente addestrati, né tanto meno ai colleghi formatori/affiancatori ISP, che si sono e si stanno prodigando oltre ogni limite.

All’Azienda chiediamo di verificare, ORA(!), filiale per filiale, ufficio per ufficio, ruolo per ruolo, quali siano le lacune formative tuttora esistenti e di intervenire al più presto per colmarle, bloccando l’ossessiva rincorsa al budget durante il perdurare di questa situazione emergenziale.

Si richiede inoltre di fornire opportuno supporto con l’ingaggio di un numero adeguato di Steward per regolare l’ingente afflusso della clientela nelle Filiali che attualmente ne sono sfornite.

E’ palese che le responsabilità e le ricadute derivanti da eventuali errori operativi commessi a causa delle carenze formative e delle problematiche di cui sopra NON dovranno essere poste a carico del personale.

Pv-Lo-Cr, 07 Maggio 2021

 

COORDINATORI E RR.SS.AA. AREA LOMBARDIA SUD

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA -UNISIN

 

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NUOVE POSTAZIONI FILIALE ONLINE

Direzione Regionale Lombardia Sud – INTESA SANPAOLO
29 aprile 2021

NUOVE POSTAZIONI FILIALE ONLINE

Questa operazione è stata condotta dall’Azienda unilateralmente non preavvisata e non condivisa con le Organizzazioni Sindacali.
Le poche notizie sono state fornite solo dietro richiesta delle Segreterie di Coordinamento a livello centrale.
Al primo elenco di filiali e colleghi interessati si stanno aggiungendo, goccia a goccia, altre persone dando l’impressione di un malcelato tentativo di non agitare troppo le acque, operando di nascosto.
Inizialmente sono stati contattati colleghe e colleghi della Rete Filiali per un semplice colloquio conoscitivo al fine di illustrare il funzionamento delle FOL ma le informazioni rilasciate sono state scarse e assolutamente non proiettate nel futuro, nemmeno quello a breve.
Illustrato il primo incontro come “progetto” in divenire, la comunicazione successiva, pervenuta pochi giorni dopo, rassegnava a colleghe e colleghi la decisione aziendale di essere trasferiti nella Filiale On Line pur mantenendo la presenza nella stessa filiale provvisoriamente.
Consideriamo negativamente la decisione aziendale, nel metodo e nel merito; le modalità di attuazione dell’iniziativa sono, a nostro avviso, non rispettose delle relazioni sindacali consolidate nel Gruppo ISP, che nella loro sostanza prevederebbero almeno una minima illustrazione delle ragioni e delle dinamiche organizzative.
Oggi la permanenza nella filiale di assegnazione appare provvisoria e, in alcuni casi, in conflitto con il resto dei colleghi per spazi e modalità di lavoro; trasferendo il pensiero in un prossimo futuro le persone coinvolte avranno a che fare, con molta probabilità, con turni e trasferimento nelle “stanze” delle FOL così come di norma organizzate.
L’azienda avrebbe potuto, in via generalizzata e preventiva lanciare un Job Posting???
In questo caso il progetto di creazione di una FOL in Direzione Regionale Lombardia Sud sarebbe partito su una base di volontarietà, visto il pessimo clima che si respira in rete, rispetto al passaggio “forzato” dal retail a quel tipo di filiale.
Come sindacato chiediamo trasparenza e rispetto delle situazioni personali e familiari dei colleghi che solo in questo modo si sentiranno “persone nel Gruppo” motivate come tanto decantato dai vertici del gruppo.

FABI – FIRST – FISAC CGIL – UIL CA – UNISIN
Direzione Regionale Lombardia Sud
Intesa Sanpaolo

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NOVITA’ IN MERITO ALL’OBBLIGO DI TIMBRATURA IN ENTRATA/USCITA

In occasione della riunione dello scorso Venerdì l’azienda ha comunicato l’intenzione di voler procedere, per tutto il personale del Gruppo ISP e con decorrenza già da Lunedì 12 aprile, alla sospensione dell’obbligo di timbratura in entrata/uscita per la rilevazione delle presenze, come già in uso nel Gruppo UBI. Le nuove regole operative, secondo quanto affermato, saranno emanate a breve.

Si tratta di una decisione unicamente aziendale in merito alla quale come FISAC nutriamo forti riserve, nei prossimi incontri infatti richiederemo all’azienda di definire chiaramente le norme di raccordo con le previsioni del CCNL in materia di prestazioni eccedenti l’orario di lavoro, per garantirne il riconoscimento.

In attesa dei suddetti chiarimenti, anche in considerazione dei gravosi impegni derivanti dall’integrazione/migrazione di UBI che caratterizzeranno i prossimi giorni, raccomandiamo a tutte/i le/i colleghe/i di prendere scrupolosamente nota degli impegni lavorativi eccedenti il normale orario di lavoro, comunque timbrando.

FISAC CGIL GRUPPO INTESA SANPAOLO
COORDINAMENTO RR.SS.AA. AREE LOMBARDIA SUD E LOMBARDIA EST

RADIO REBELDE ed il sogno da realizzare

Sarebbe bello avere una radio che oltre a passare musica si occupasse dei piccoli fatti di cronaca che quotidianamente avvengono in filiale, negli uffici, ormai anche nelle case di lavoratrici e lavoratori;  cronache, per la maggior parte, centrate sull’intrecciarsi di avvenimenti che tutti conoscono perché li vivono e che sono difficili da rappresentare se non con le voci da una radio;  Radio Rebelde lo saprebbe fare e inciterebbe la ribellione collettiva, non dal lavoro, ma solo da coloro che esercitano il “Comando”.

Le cronache racconterebbero di complotti per “bastonare” (cit.) questo o quel collega che non risponde adeguatamente agli ordini; di false comunicazioni di dati da parte di un capo area per vedere se i direttori sono attenti al loro monitoraggio; di rilascio di obiettivi indiscussi tra chi li realizzerà, nel migliore dei casi sparati ad alzo zero dalle direzioni regionali la cui traiettoria viene parzialmente deviata da direttori e capi area più sensibili e perciò intelligenti;  di continue riunioni e telefonate e mail  ossessivamente ripetute anche a chi è in malattia, sugli stessi argomenti e talvolta in conflitto temporale con l’attività commerciale;   di sottili strumenti della comunicazione utilizzati come invisibili clave atte a fiaccare gli spiriti critici (e perciò spesso costruttivi) in favore di una stupida e insensata obbedienza forse anche fine a sé stessa.

Certo, per fortuna non tutto, non sempre e non ovunque è così (sarebbe una doppia follia) e sappiamo bene che il rumore copre il silenzio.   Ecco a cosa servirebbe Radio Rebelde, a dar voce alla voglia di cambiare, di sentirsi umanamente nel Gruppo Intesa Sanpaolo, agli accordi che con fatica vengono trattati e poi scritti nelle regole che governano la vita in azienda.

Un’azienda che non si fida dei propri dipendenti e che si organizza come un esercito sarà anche efficiente in termini di mercato, prenderà premi nazionali e internazionali tuttavia…che tristezza e che rabbia quei comunicati che enfatizzano l’obiettivo, lasciando presumere che sia reale e già realizzato, del miglior posto dove lavorare, del buon clima interno che forse da qualche parte ci sarà e che fa tanto rumore;  vogliamo anche ricordare che il consenso è inopportuno estorcerlo né millantarlo.    Radio Rebelde con le sue voci, con le sue grida, farebbe uscire dal silenzio, inteso contrario al suono, le centinaia di pagine sindacali scritte che denunciano tali condizioni e quella piccola-grande porzione di Banca dei Territori silente, dolente e per certi versi vinta che però ha ancora un briciolo di energia per ribellarsi.

Forse, così, pareggeremmo i rumori, le grida, le voci e contribuiremmo ad un reale e democratico miglioramento.

 

1 febbraio 2021             

 

Fisac Cgil-Intesa Sanpaolo

Aree Lombardia EST e SUD

SE IL BUON GIORNO SI VEDE DAL MATTINO….

Con il comunicato stampa del 13 novembre 2020 Intesa Sanpaolo ha reso noto l’accordo integrativo, nell’ambito della cessione di un ramo di azienda a Bper Banca, pertanto le Filiali oggetto di cessione non saranno più 532 (di cui 501 della rete UBI 31 della rete ISP) ma 620, di cui 486 Filiali dotate di autonomia contabile (7 in più rispetto a quanto precedentemente concordato) e 134 punti operativi privi di autonomia contabile (come ad esempio gli sportelli distaccati).

È seguito l’elenco delle unità operative ISP oggetto di cessione: 31 Filiali e 2 sportelli di supporto, 6 Filiali e 16 Distaccamenti Exclusive (co-locati con le Filiali Retail cedute) tutte ubicate in Lombardia, il centro economico italiano, con ben 20 Filiali e 2 sportelli nella provincia di Pavia, zona operativa storica del Gruppo ISP. Un colpo per i colleghi del territorio.

Le scriventi, peraltro, nutrono numerosi dubbi per un’operazione la cui logica economico reddituale sembra poco chiara, infatti vengono cedute Filiali medie e grandi, su piazze ricche e “storiche” e nel caso dei Comuni di Belgioioso e Landriano entrambe le reti.

Anche la cessione della Filiale di Voghera Via Plana, dopo le recentissime ingenti spese di ristrutturazione per la trasformazione in New Concept, suscita molte perplessità, visto anche il recente trasferimento, nel medesimo immobile, della Filiale Imprese di Voghera. Quest’ultima vede, inoltre, cedute la gran parte delle Filiali Retail, ove sono radicati i rapporti di c/c dei propri clienti e, a tutt’oggi, non è chiaro come saranno poste in essere le modalità operative per continuare a gestire i clienti stessi.

La confusione è tanta, mentre le indicazioni operative pressoché nulle; auspichiamo che siano fornite, il più presto possibile, istruzioni per dare risposte chiare alle insistenti domande della clientela, problematica che negli ultimi giorni sta riguardando tutte le filiali del perimetro di cessione.

Le logiche dell’operazione, in controtendenza con quanto accadrà nella maggior parte degli altri territori, sfuggono alla nostra comprensione, non possiamo far altro che ribadire il senso di abbandono e delusione dei colleghi, che percepiscono vano il loro importante contributo che, negli anni, ha decretato il successo di ISP, sentendo tradito il loro senso di appartenenza.

Una cosa è certa, noi non vi abbandoneremo e continueremo ad operare al vostro fianco per supportarvi e tutelarvi, ante e post transizione alla nuova realtà lavorativa!

Pavia, 30 novembre 2020

  

COORDINATORI RR.SS.AA. INTESASANPAOLO PROVINCIA PAVIA

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA –UNISIN

 

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Intesa Sanpaolo Area Lombardia Sud e Est. Il valore delle persone.

In data 12 novembre 2020 si è tenuta, in “modalità a distanza”, la Trimestrale di Area Lombardia EST e SUD, presenti, oltre le OO.SS., il Direttore Commerciale Regionale del Segmento Exclusive Piatti Lorenzo, le Relazioni Industriali con Stefano Tura, la Responsabile della Gestione del Personale ed Assistenza Rete Mantica Lorena insieme al Responsabile del Polo Immobiliare Lombardia Massimo Marra e Francesco Sansone Coordinatore Territoriale del Servizio di Prevenzione e Protezione.

Nel corso della riunione sono stati affrontati diversi problemi.

Abbiamo ribadito il permanere di irresponsabili richieste di appuntamento in filiale e pressioni commerciali, ancorché l’Azienda abbia pubblicizzato un elenco ridotto di operazioni effettuabili nelle zone classificate “rosse”.

Siamo stati rassicurati dal Direttore Regionale Exclusive Piatti Lorenzo che nelle filiali, anche Retail, sono consentite unicamente le operazioni eccezionali ed in numero contenuto e che la consulenza si debba effettuare telefonicamente. Si è quindi impegnato a ribadire ai Direttori d’Area che ci sono solo due casi derogabili: la conclusione di un’operazione iniziata prima della classificazione in “zona rossa” e con clienti non abilitati all’offerta a distanza e l’appuntamento fissato a clienti per esigenze che non abbiano altra possibilità di effettuazione se non in presenza.

Nel caso di non abilitazione all’offerta a distanza i colleghi dovranno abilitare il cliente alla stessa o a quanto necessario perché non si ripeta il ricorso all’appuntamento in presenza.

Su questo punto continuiamo a registrare spinte dalle direzioni a contattare clienti per appuntamenti in presenza, quindi fuori dalle regole.

La discussione in merito alla tutela della sicurezza dei lavoratori, così prioritaria in questa situazione, ha riguardato in particolar modo: la fornitura di ausili di protezione, lo svolgimento delle pulizie, la manutenzione dei filtri dei sistemi di areazione, elementi indispensabili per la prevenzione dei contagi e per la sicurezza e la salute dei lavoratori.

L’azienda, come in altre sedi, ha ribadito che si attiene alle disposizioni che via via fornisce l’OMS e l’ISS; di conseguenza non saranno previste mascherine FFP2, perché si ritengono sufficienti le chirurgiche in base ad alla consulenza fornita dai Medici Competenti Dr. Coggiola e Dr. Carrer; a nostro parere, invece, sarebbero più tutelanti le mascherine FFP2 e pertanto rinnoviamo l’invito a consentire l’ordine a catalogo.

I plexiglass verranno forniti agli operatori che lavorano staticamente nelle postazioni di cassa ed accoglienza, mentre per i gestori, che devono più volte lasciare la postazione per recarsi alla stampante di rete ed altre incombenze, è stato valutato più opportuno l’utilizzo dello schermo facciale fornito, quando non è possibile mantenere la distanza di sicurezza. Ci è stato segnalato che l’Azienda sta valutando la fornitura di plexiglass anche per i salottini delle filiali New Concept, ove non sia possibile mantenere la corretta distanza di sicurezza. Ribadiamo invece la necessità di fornire tali apprestamenti in tutte le postazioni di lavoro, quindi scrivanie dei gestori e salottini.

Abbiamo di nuovo insistito per l’incremento degli steward, in quanto fondamentali per evitare assembramenti e situazioni di tensione all’ingresso delle filiali.

Per quanto concerne le pulizie ci è stato precisato che il contratto in essere con le aziende fornitrici del servizio è di tipo “prestazionale” e non “a ore”. Di conseguenza, chi dovesse rilevare una prestazione insufficiente deve farlo prontamente presente al Responsabile di Filiale che a sua volta provvederà a segnalarlo all’Ufficio Immobili, attraverso il questionario di gradimento previsto. Allo stesso modo va segnalato all’Ufficio Immobili il caso in cui siano esauriti i prodotti per l’igienizzazione delle postazioni e la procedura E-Catalog non consenta il riordino per esaurimento del plafond mensile.

Relativamente ai filtri dei sistemi di areazione, è stata fatta una ricerca a campione ed è risultato che l’aria che si respira nelle filiali ha una carica contaminante inferiore a quella esterna.

Alla nostra sollecitazione di fornitura di pc portatili per tutti i colleghi della Rete, la Responsabile del Personale Lorena Mantica ha confermato che è in programma la sostituzione di tutti i pc fissi con nuovi portatili.

Abbiamo richiesto se a breve vi fosse, anche in vista della fusione con Ubi, una lavorazione delle richieste di trasferimento e di part-time, ma ci è stato risposto che per ora il lavoro sulle liste è stato adeguatamente soddisfatto. Abbiamo fortemente ribadito che le Filiali, anche a causa della situazione pandemica, sono in forte sofferenza e che ci auguriamo che le nuove assunzioni previste siano celeri e che soddisfino le esigenze dei nostri territori.

L’azienda ha precisato che, a partire da gennaio 2021, tutti i colleghi con contratto misto, che erano stati assegnati alle Filiali Retail, verranno ricollocati nelle Filiali Exclusive di radicamento dei clienti costituenti il loro portafoglio “B” (quello gestito come lavoratori autonomi in cui sono confluiti i clienti “assegnati” dall’azienda). Le OO.SS hanno raccomandato di monitorare che questa ricollocazione non comporti processi di mobilità al di fuori del comune o di comuni limitrofi.

Aggiungeremmo che il contributo dei colleghi è stato sicuramente straordinario, ci si augura un allentamento della tensione prodotta da tale straordinarietà nel più breve tempo possibile.

Sottolineiamo infine due necessità riscontrate sui nostri territori: rapidità di interventi nei casi di positività dei colleghi e aumento delle spese per soddisfare l’esigenza di sicurezza nelle filiali.

Al di la dei “proclami” chiediamo che l’Azienda abbia veramente a cuore il valore delle persone.

 

FABI – FIRST/CISL – FISAC CGIL – UIL CA – UNISIN

Aree Lombardia Est Lombardia Sud

24 novembre 2020

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MODALITA’ DI ACCESSO ALLE FILIALI NELLE ZONE ROSSE. NO ALLE INTERPRETAZIONI “FAI DA TE”.

Data la “brillantezza” con cui alcuni rappresentanti dell’azienda si rapportano con le indicazioni cautelari riguardanti la gestione della clientela nelle zone rosse, ricordiamo a tutti i colleghi che le vigenti disposizioni aziendali prevedono che tutte le filiali, nell’ambito di tali zone, ricevano esclusivamente per appuntamento e solo previo screening telefonico, per un set limitato di operazioni di seguito elencate:

  • Cambio assegni
  • Emissione Assegni Circolari
  • Valuta Estera
  • Pagamento Rate Prestiti (se non domiciliate)
  • Rimborsi Anticipati (prestiti, mutui)
  • Pagamenti affitti convenzionati
  • Cambiali/Effetti
  • Prelievi (se non disponibile ATM all’esterno della filiale)
  • Versamenti (se non disponibile MTA esterno alla filiale)
  • Richiesta carnet di assegni (richiedibile anche on line con contratto multicanale)
  • Richiesta carta bancomat (richiedibile anche on line con contratto multicanale)
  • Gestione vincite
  • Cassette di sicurezza
  • Pagamento pensioni per contanti
  • Stipula di atti di compravendita immobiliare e mutui

Resta salva la possibilità per il Direttore di Filiale di valutare eventuali deroghe per casi eccezionali non diversamente gestibili e nel rispetto del distanziamento e della capienza massima dei locali. La lista delle operazioni ammissibili è pubblicata sul sito internet della banca.

Non sono consentite “sollecitazioni commerciali” volte a portare clientela in filiale.

Queste sono le uniche ed univoche regole da rispettare per quanto concerne l’operatività delle Filiali ubicate nelle zone rosse, emanate dalle funzioni competenti dell’Azienda e condivise con le Organizzazioni Sindacali.

Ai Direttori Regionali, di Area, di Filiale e Coordinatori commerciali NON compete la deroga di tali disposizioni. Non esitate pertanto a contattare il vostro rappresentante sindacale in caso di storture o errate interpretazioni, che verranno immediatamente segnalate alle Relazioni Industriali.

FISAC CGIL GRUPPO INTESA SANPAOLO
COORDINAMENTO RR.SS.AA. AREE LOMBARDIA SUD E LOMBARDIA EST

AREA LOMBARDIA SUD: SIAMO ALLO STREMO

Più volte abbiamo rappresentato all’azienda le serie criticità caratterizzanti la nostra Area.

La situazione è diventata assolutamente insostenibile, col rischio che “sfugga di mano”.

Tali problematiche, purtroppo, non hanno ancora trovato una soluzione da parte dell’azienda, gli organici nelle filiali sono ormai ridotti ai minimi termini, rendendo praticamente impossibile lo svolgimento del lavoro nel rispetto delle varie normative.

La recrudescenza della epidemia in atto, inoltre, non fa altro che aggravare una situazione già notevolmente compromessa.

E’ del tutto irragionevole pensare che pochissime persone possano contemporaneamente far fronte, oltre alle già troppe incombenze ordinarie quotidiane:

  • alle sollecitazioni delle varie strutture della banca;
  • alle continue riunioni Skype;
  • alla richiesta di preparazione degli appuntamenti delle giornate successive che in alcune filiali assume connotazioni “maniacali”;
  • alla gestione degli ingressi della clientela inferocita per le lunghe attese e per la crescente difficoltà a contattare le filiali;
  • ad ottemperare ai fondamentali obblighi formativi;

giusto per citarne alcune.

Lavorare in questo modo del tutto caotico espone a troppi rischi (per dipendenti, banca e clienti), ai quali si aggiunge il pericolo di non prestare sufficiente attenzione al rispetto delle disposizioni di sicurezza anticontagio, a causa del vortice ansioso creato dalla continua e affannosa rincorsa di obiettivi di vendita ed efficienza operativa.

DEVE ESSERE CHIARO IL MESSAGGIO CHE I COLLEGHI SONO ALLO STREMO

Questa situazione non si addice assolutamente al primo Gruppo Bancario italiano.

E’ necessario che l’Azienda intervenga al più presto per:

  • colmare le carenze complessive di organico, ricordandosi anche dei cassieri, che, alla luce delle prossime uscite per esodo, sono in estinzione, sebbene ancora indispensabili;
  • rafforzare le misure di sicurezza anticontagio a tutela dei colleghi, quali l’incremento dei preziosissimi steward, la turnazione nelle filiali, la fornitura di mascherine FFP2, l’installazione di barriere in plexiglass per tutte le postazioni di lavoro e non solo per accoglienza e cassieri, le pulizie più accurate dei locali (purtroppo ancora effettuate superficialmente e in troppo poco tempo);
  • porre fine alla pressione commerciale da parte di soggetti incuranti delle gravi problematiche sopra esposte, avulsi dalla difficile realtà delle unità operative e responsabili dell’ulteriore deterioramento di un clima lavorativo già compromesso. In nessun caso è ammissibile quella sottile e subdola modalità di comunicazione utilizzata col preciso scopo di “instillare il senso di colpa” per il mancato raggiungimento degli obiettivi quotidiani, specialmente se il collega ha passato la giornata a cercare di risolvere mille problemi di tipo operativo e organizzativo per tenere alto il nome della nostra Banca. A tal proposito l’azienda deve garantire, a tutti i livelli gerarchici, il rispetto dei principi contenuti nell’accordo del 7 Ottobre 2015 in tema di Politiche commerciali e clima aziendale, nonché nel vigente CCNL;
  • fornire i PC portatili a coloro che ancora non ne dispongono, permettendo l’accesso al lavoro agile, con particolare attenzione alle situazioni di difficoltà. 

Le forze dei colleghi, che si sono sempre contraddistinti per cercare di soddisfare la clientela con spirito di appartenenza e sacrificio, sono ormai al limite.

E’ dovere dell’azienda tutelare la salute dei colleghi e metterli in condizione di poter lavorare in sicurezza e serenamente, non facendoli sentire abbandonati a loro stessi, come ultimamente troppo spesso accade.

Pv-Lo-Cr, ottobre 2020

COORDINATORI E RRSSAA AREA LOMBARDIA SUD

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

 

qui il documento in pdf

EMERGENZA CORONAVIRUS – BASTA SUPERFICIALITA’!

Abbiamo sicuramente tutti seguito le dichiarazioni del Premier Giuseppe Conte circa le nuove misure per contenere la diffusione del contagio da Coronavirus, ogni cittadino è chiamato al senso di auto responsabilità per il rispetto di dette misure, è necessario non peccare più di superficialità.

E purtroppo di superficialità ne abbiamo vista troppa dall’inizio dell’emergenza e non è più accettabile. Non è sufficiente emanare disposizioni, occorre verificare attentamente che le stesse vengano realizzate nella pratica, parliamo ad esempio:
di pulizie: è stato dichiarato che vengono già eseguite quotidianamente con prodotti igienizzanti ma…… si può dire che sia davvero così? Dalle numerose segnalazioni ricevute non pare affatto, anzi, vengono eseguite nella quotidiana e consueta insufficienza, invitiamo quindi l’azienda a vigilare costantemente sul corretto svolgimento della sanificazione prevista;
di pressioni commerciali: facendo seguito alle numerose segnalazioni ricevute circa le pressioni di taluni responsabili ad effettuare visite presso i clienti per pura attività commerciale (Filiali Imprese) o a fissare appuntamenti pomeridiani in sede (Gestori Affluent/Retail), si ritiene improrogabile che l’azienda verifichi il rispetto dell’applicazione di tutte le disposizioni emanate e sensibilizzi in merito i responsabili ai vari livelli, la tutela della salute dei colleghi viene prima di qualsiasi obiettivo commerciale ed è, ovviamente, nell’interesse della stessa azienda; è triste e vergognoso che in alcune riunioni, senza mostrare il minimo interesse per la preoccupazione dei colleghi per l’attuale situazione di emergenza sanitaria, venga continuamente ribadito quanto la filiale di turno sia discostata dal budget, come se quest’ultimo fosse più importante della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro; ci chiediamo se sia veramente questo il percepito che la nostra banca vuole dai propri collaboratori.

Inoltre, a maggior tutela, chiediamo che vengano tempestivamente garantite a tutte le unità operative dotazioni di mascherine e guanti, in particolar modo nelle filiali caratterizzate da piccoli spazi e dalla promiscuità nell’utilizzo delle postazioni di lavoro, ad esempio filiali new concept. E’ importante che ogni postazione sia dotata di detergenti specifici per la disinfezione di mouse, tastiere e telefoni, e che vengano installati dispensers di gel disinfettante, sempre più richiesti anche dalla stessa clientela. Occorre anche riorganizzare certe postazioni di lavoro, ad esempio spazi co-working, salottini, casse e postazioni di accoglienza, per poter garantire le distanze previste tra colleghi e tra colleghi e clienti. A tal fine suggeriamo per esempio di installare divisori provvisori in plexiglas almeno nelle postazioni dove si rischia di non poter rispettare le distanze di sicurezza.

Viste le ultime restrizioni, sarebbe anche opportuno non incoraggiare ulteriore clientela a recarsi in filiale oltre al normale flusso spontaneo, il cui accesso contingentato sta già creando problemi di assembramento tra le due porte di ingresso delle filiali, dove si trovano anche gli ATM.

Infine, ci aspettiamo che, come già fatto da altri istituti di credito, vengano previsti e concessi permessi retribuiti per i genitori costretti ad assentarsi per accudire i figli, data la prolungata chiusura di asili e scuole.

Vigiliamo costantemente sul rispetto delle disposizioni aziendali e ribadiamo la raccomandazione ai colleghi di continuare a segnalare qualsiasi violazione al proprio rappresentante sindacale.

FISAC CGIL GRUPPO INTESA SANPAOLO
COORDINAMENTO RR.SS.AA. AREE LOMBARDIA SUD E LOMBARDIA EST
9 marzo 2020

Incontro trimestrale con Intesa Sanpaolo Aree Lombardia Est e Lombardia Sud

Il 15 novembre si è tenuto a Cremona il periodico incontro tra le Rappresentanze Sindacali e l’azienda. Per quest’ultima erano presenti le Relazioni Industriali con Stefano Tura e Paola Olivadoti, il Direttore Commerciale Roberta Benedicenti, il Personale con Lorena Mantica (Responsabile Regionale Personale e Assistenza) e Annalisa Di Giampaolo (Responsabile Ufficio del Personale Decentrato), la Direzione Immobili con Stefano Arpino.

Offerta Fuori Sede

Abbiamo fatto presente alla Direzione Aziendale che i colleghi che non hanno, ad oggi, il mandato o la lettera di incarico dalla Banca, non possono operare con l’offerta fuori sede. L’infrazione a tale comportamento porta al compimento di un reato di tipo penale (abusivismo finanziario) che prevede, quale pena, la possibile reclusione oltre che una multa. La Direzione Aziendale ci informa che i mandati o le lettere saranno disponibili non prima del prossimo gennaio.

Tutto ciò premesso abbiamo chiesto, ottenendo riscontro dalla Direzione Aziendale, che non ci devono essere, a nessun livello, pressioni o indicazioni ad operare fuori sede, intesa sia come proposizione che come vendita di prodotti assicurativi ramo danni, assicurativi di investimento e prodotti finanziari, se non in possesso di mandato o lettera di incarico specifica ai colleghi. Invitiamo i colleghi a verificare su INTESAP l’eventuale ricezione della autorizzazione. Se non presente tale autorizzazione non si è abilitati, indipendentemente dall’iscrizione o meno all’Albo dei Promotori finanziari. Per chiarimenti, essendo la materia complessa e delicata, fate riferimento al vostro delegato sindacale nonché alla normativa di recente emanazione (circolare 748/2019 e notizia news del 14/11/2019).

Formazione Flessibile

In relazione alla Formazione Flessibile da casa o da remoto, la Responsabile Regionale Personale Assistenza e Rete, ha riferito che sono in aumento i colleghi che ne hanno potuto usufruire, anche se sono ancora pochi rispetto a quanti ne potrebbero beneficiare e che l’Azienda continuerà il lavoro di sensibilizzazione sin qui svolto. Abbiamo condiviso che ci vorrà del tempo e l’aiuto di tutti affinché questa modalità di formazione possa dispiegarsi pienamente. Da parte Sindacale abbiamo sottolineato, a tale proposito, che in alcune Strutture permane il rigido controllo dell’orario che si può esplicare con la presenza fisica sul luogo di lavoro, in completa antitesi, sia alla politica aziendale, che è sempre più volta alla flessibilità di orario e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro come da vigenti accordi, sia alle richieste, alle modalità ed ai bisogni formativi, così come sono concepiti ai nostri giorni.

Nuovo Modello di Servizio

In riferimento al nuovo modello di servizio con la riorganizzazione delle Filiali Personal e Retail, abbiamo segnalato improprie forzature commerciali da parte di qualche capo area che, riferendosi a Direttori e Gestori Personal, affermava che “i risultati prodotti entro la fine anno avrebbero decretato chi era dentro e chi era fuori”. La Responsabile delle Risorse Umane ha risposto che aveva già avuto tale segnalazione ed era già tempestivamente intervenuta affinché tali messaggi non si ripetessero. Del resto, ha sottolineato, in nessun caso la scelta di chi rimarrà nel mondo Personal e/o di chi andrà nel mondo Retail, costituirà discriminazione per essere adibito ad un ruolo di minor “valore/prestigio”.

Prendiamo favorevolmente atto di queste affermazioni, ma stante che non sono gli unici comportamenti “fuori norma” che si ripetono da parte di alcuni capi, ci chiediamo quanto la famosa “Scuola dei capi” abbia fatto breccia in taluni personaggi. L’impegno dell’azienda è di fare i colloqui, con le persone coinvolte, entro fine anno.

Nel frattempo sono usciti gli elenchi delle filiali che verranno chiamate Exclusive (le ex Personal). Attendiamo, si spera a breve, le indicazioni sui distaccamenti abbinati alle varie filiali.

Il titolo dell’operazione è come di consueto “Affinamento del modello di servizio”. Chiamiamola pure così anche se nella Vulgata la si nomina in tutt’altra maniera; resta il fatto che non sarà cosa da poco; clienti, colleghi e uffici che devono organizzare i passaggi saranno coinvolti al massimo dell’intensità. A tal proposito chiediamo che le strutture commerciali aiutino questi processi a divenire priorità per il tempo necessario, astenendosi dal rompere continuamente l’attenzione dei colleghi concentrati alla buona riuscita di tali “affinamenti”.

Abbiamo inoltre chiesto, con l’avvio a gennaio del nuovo orario per le Filiali Flexi, di porre la massima attenzione nella ricerca dell’equilibrio tra le esigenze familiari e di pendolarismo e le esigenze tecniche ed organizzative (conciliazione dei tempi di vita e di lavoro). L’azienda ha risposto che, per quanto possibile, si cercherà di alleviare gli eventuali disagi.

Mondo Imprese

Abbiamo chiesto un approfondimento in merito alla compilazione del Gianos (antiriciclaggio); colleghe e colleghi infatti spesso operano non in linea con la normativa, compilando il modello in assenza del cliente, su informazioni telefoniche o altro. L’azienda deve fornire, in questi casi, istruzioni operative precise, che mettano i colleghi in condizioni di operare senza incorrere in sanzioni, che potrebbero rientrare in ambito penale e ci chiediamo se l’utilizzo delle PEC potrebbe risolvere in parte problema.

Gestione Immobili

Il confronto sulle criticità relative agli impianti di climatizzazione ed ai servizi di pulizia è stato particolarmente acceso. Abbiamo denunciato con forza l’insostenibilità e la pessima qualità di una gestione degli immobili improntata unicamente al contenimento dei costi, irrispettosa della dignità dei colleghi e delle politiche di valorizzazione delle persone tanto sbandierate dai vertici aziendali.

Nel quadro generale, aggravato dalla girandola di responsabili ed appalti, si distinguono gli esempi particolarmente negativi della filiale di Via Moretto a Brescia, funestata da disguidi amministrativi, la filiale di Pandino, che ha passato l’estate senza aria condizionata e che si aspetta un inverno in calzamaglia, la filiale di Crema Piazza Aldo Moro, che dopo l’incendio è stata ripulita in maniera inadeguata e per la quale sarà richiesto un nuovo intervento di pulizia straordinaria. A questi si aggiungono tutti i casi quotidiani di malfunzionamenti, guasti riparati con ritardi biblici, locali e servizi igienici sporchi e quant’altro ben conoscono i lavoratori della Banca dei Territori.

Nei giorni immediatamente successivi all’incontro i responsabili del Servizio Immobili si sono già presentati sui luoghi segnalati per verificare nuovamente le condizioni ambientali. Restiamo impegnati a monitorare l’evolversi della situazione con l’intervento degli RLS e dei dirigenti sindacali.

Ricordiamo a tutti i Preposti alla Sicurezza, solitamente i Direttori, che hanno il diritto ed il dovere di valutare sempre l’idoneità dei locali in cui viene svolta l’attività lavorativa, confrontandosi anche con gli specialisti del Servizio Protezione per adottare le eventuali misure necessarie alla salvaguardia della salute dei colleghi.

PRESSIONI COMMERCIALI

“Quando un uomo ti dice che è diventato ricco grazie al duro lavoro chiedigli: il lavoro di chi?”

Don Marquis.

 

FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UIL C.A. – UNISIN

Aree Lombardia est – Lombardia Sud

25/11/2019

terza pillola dalla Lombardia Sud Est

pillole – 3

“Attendiamo con ansia spasmodica le risposte che verranno fornite dall’azienda a livello centrale, quando ricominceranno gli incontri;

dopo la sigla sul Contratto Nazionale abbiamo la necessità di affrontare alcuni problemi che riguardano argomenti già trattati nei puntuali e abbondanti comunicati che, come anguille nel mar dei Sargassi, giungono sulle nostre scrivanie da tutta Italia…”

Buona lettura.

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