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COMUNICATO TRIMESTRALE AS SICILIA

Comunicato Trimestrale Sicilia Luglio 2022

TRIMESTRALE AS SICILIA
DENUNCIATO IL CLIMA DI DEMOTIVAZIONE E SCORAMENTO NELLE FILIALI E LA NASCITA DEL NUOVO UFFICIO “DEMANSIONAMENTI”

 

In occasione della trimestrale dell’area sindacale Sicilia, svoltasi da remoto il 5 Luglio scorso, come Fisac CGIL siamo andati dritti al punto, denunciando il clima di disagio che vige nelle filiali, ormai palpabile.

Siamo partiti col re degli argomenti: le PRESSIONI COMMERCIALI. Asfissiante continuo controllo di agende, di appuntamenti, verifica puntuale con feedback su ogni singolo appuntamento. Nessuno spazio lasciato alla professionalità dei colleghi, mortificati nella loro indipendenza di giudizio e spazi di manovra. Vige il divieto di inserire attività amministrative nelle agende. Perché? Il ruolo di un gestore è fatto anche di quello. Quando si dovrebbe svolgere il lavoro raccolto con le attività commerciali, in nero, nei ritagli di tempo?

Si ricorre all’utilizzo di minacce di trasferimento ad Isybank, alla filiale digitale, nuovi progetti aziendali, branditi dalle persone di punta dell’azienda come spauracchio per irreggimentare dentro un passo di lavoro da automi: è questo quello che stiamo diventando, degli insignificanti automi…

Parlare con colleghe e colleghi ci fa percepire come l’attaccamento e la passione per il lavoro in Intesa Sanpaolo in tanti stia pericolosamente scemando. Nell’ultimo anno, abbiamo visto fioccare le dimissioni, anche eccellenti, anche di persone che del lavoro in Intesa Sanpaolo facevano quasi una missione. Abbiamo visto i grandi numeri dell’adesione agli esodi; leggendo questi dati soprattutto in Sicilia ci fa chiedere se da Noi si lavori nel BENESSERE.

Benessere che è anche, come ormai noto, equilibrio tra tempi di vita e di lavoro.
Nonostante una prassi ormai consolidata a livello nazionale, di concedere alla bisogna un giorno di SMART WORKING e nonostante esista la FORMAZIONE FLESSIBILE (8 giorni l’anno), in Sicilia non c’è che una debole traccia di ciò nelle filiali. Molti colleghi hanno anche timore di avanzare richieste, perché ogni richiesta che vada nella direzione di migliorare l’equilibrio tra vita e lavoro, viene recepita in Sicilia come disturbante, pretesa da fannulloni.

Noi continueremo a fare interventi mirati per i singoli casi, voi continuate a denunciare le reticenze!

L’azienda deve far cambiare questa cultura nei capi.

LAVORARE FELICI È PRODUTTIVO!

Ribadiamo sempre in tutte le sedi di confronto con l’azienda di cultura dei capi mirata al benessere delle persone.
Bisogna scegliere persone che sappiano guidare una squadra, motivandola, supportandola, valorizzando chi interpreta il ruolo in maniera corretta, con etica e coscienza, e nel nostro gruppo per fortuna sono ancora tanti, invece di portare avanti chi si comporta in maniera autoritaria, usando l’umiliazione e la minaccia.

Abbiamo fatto presente che nella scelta di persone a cui affidare responsabilità in un’organizzazione non si può prescindere dalle soft skill e dalle capacità manageriali che la stessa deve ricoprire: devono essere scelte figure universalmente riconosciute da clienti e colleghi come capaci di assumere responsabilità crescenti, e di saperle anche gestire.

Alla risposta che ad ogni nuova proposta di crescita di risorse deve essere svolto un assessment (svolto da una società esterna) ci sembra doveroso evidenziare che dai numeri nessuna proposta di nuova nomina negli ultimi anni è stata cassata da queste verifiche esterne: troppo brave le persone scelte o troppo bassi i criteri e le prove cui vengono sottoposti?

Con l’approssimarsi del nuovo piano industriale che prevede la chiusura di molte UOG e di strutture direzionali inevitabile sarà la mortificazione, umiliazione e demansionamento di molte risorse, talune capaci, oltreché la definitiva morte delle ambizioni di moltissime altre risorse accantonate in questi anni: che non si usino controlli ad hoc per silurare tali risorse!!!

Parliamo adesso di VALUTAZIONI.

Le valutazioni rappresentano per tutte le colleghe e i colleghi, un’attesa forma di riconoscimento del proprio valore, quella gratificazione, che non costa nulla all’azienda e che arricchisce di motivazione chi lavora in maniera responsabile. Il benessere, il buon clima a cui tutti si aspira, e a cui la dirigenza aziendale fa continuo riferimento, passa anche da questo riconoscere l’impegno di lavoratrici e lavoratori. Com’è possibile che predomini un giudizio appena sufficiente in tutti gli ambiti? Chi porta avanti l’azienda, allora, un’armata di mediocri lavoratori?

E che dire di TETI, i capi sono consapevoli del peso di Teti sul totale del punteggio di complessità, hanno le competenze specifiche per poter validare le autovalutazioni dei collaboratori? Non si spiega come si registri un ribasso indiscriminato di tutti i punteggi, con grave nocumento per i percorsi professionali che vengono interrotti.

UNICA soluzione sarebbe quella di mettere mani al portafoglio dell’azienda e anticipare percorsi interrotti e non consolidati solo per pochi mesi: UNICA forma di rispetto per le proprie risorse a cui, da parte delle funzioni specialistiche, andava spiegato tutto nella precedente rilevazione… oggi è troppo TARDI e non servirebbe a nulla visti i tempi di consolidamento e la scadenza del contratto di secondo livello.

Registriamo inoltre l’incremento del ricorso a giornate di malattia da parte di lavoratrici e lavoratori, che è dovuto più a stress da lavoro, che alla crescente curva epidemiologica dei contagi da Covid19. Molti colleghi ricorrono a psicofarmaci e alla terapia: andare a lavoro è diventato per molti quasi un incubo.

Investire in Salute e Sicurezza di lavoratrici e lavoratori, ma anche clienti, è doveroso per il rispetto delle proprie persone. Rispetto che più volte è stato richiamato dai vertici del gruppo ma di certo non attuato di fatto nelle nostre realtà, soprattutto alle nostre latitudini: casi critici di molte filiali con spazi angusti e poco salubri sono noti a tutti, come evidenziato in sede di dibattito, ma voglia di risolverli in tutta onestà ne abbiamo vista poca.

NOI CONTINUEREMO A VIGILARE E DENUNCIARE I CASI SPECIFICI AD UN’AZIENDA CHE DICHIARA DI TENERE AL BENESSERE DELLE “SUE PERSONE”,

NON FACCIAMOGLI MANCARE L’OCCASIONE DI DIMOSTRARLO!!

COORDINAMENTO RRSSAA FISAC CGIL SICILIA

 

ANTO’… FA CALDO

E dopo “Grande Inverno” conosciuto ai più per la saga de “Il Trono di Spade” adesso anche “La Lunga Estate Caldissima” come cantavano gli “883” sta per abbattersi sui Lavoratori della Filiale di Messina sita in Viale San Martino 2.

Duole, non poco, riscontrare che a fronte di un malfunzionamento dell’impianto di condizionamento registrato lo … scorso inverno (problema già noto alle Funzioni tecniche), che ha spinto l’Azienda dopo diversi sopralluoghi a dotare la struttura di stufette alogene, lo stesso ad oggi persiste anche in condizioni esattamente inverse con tutto quel che ne consegue in termini di disagi e potenziali malori (accaduti) alla luce delle alte temperature di questo periodo.

Quel che più spiace, ad ogni modo, è registrare puntualmente tempi d’intervento con un “timing ” errato anche in presenza di situazioni chiare e conclamate.

In tal senso ci appare infatti piuttosto singolare che in un’Azienda così “avanti” e così “smart” le autorizzazioni ai preventivi di spesa abbiano una gestazione così lunga (forse si sta esagerando con l’ossessione del contenimento dei costi?) e che le condizioni minime possano essere ripristinate non prima della metà di luglio (tempistica stimata per la consegna delle nuove macchine alla quale si deve aggiungere il montaggio). In attesa che la struttura venga dotata di torri refrigeranti provvisorie (ennesima soluzione tampone) per mitigare il clima ci auguriamo che nessun Lavoratore o Cliente, nel frattanto, accusi malessere per le temperature registrate specie nelle ore di punta.

Una domanda: non sarebbe stato molto più semplice montare le macchine prima dell’inizio dell’estate?

RRSSAA MESSINA – FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UILCA – UNISIN

Messina, 9 Giugno 2022

ANTO’…FA CALDO

DILETTANTI ALLO SBARAGLIO

È nei momenti di emergenza che si vede la grandezza e la serietà di un’azienda. È nei momenti di difficoltà che con umiltà ci si mette al servizio dei clienti e dei colleghi che vivono momenti di sconforto e disagio vedendo minata la sicurezza propria e dei propri affetti.
Così purtroppo non è stato:

  • Filiali chiuse con avvisi tardivi che giungono anche a sera inoltrata (quasi sempre dopo l’orario d’ufficio) che prescrivono in maniera poco chiara cosa fare nelle ore immediatamente successive demandando alla creatività dei colleghi l’organizzazione delle attività;
  • Clienti sbandati che giorno per giorno si recano presso i nostri sportelli leggendo cartelli fuorvianti e senza date certe di possibili riaperture, che si vedono precluse da troppo tempo operazioni quali versamenti, prelevamenti (anche su atm e mta spesso fuori servizio da giorni) e soprattutto servizi essenziali come il riscuotimento delle pensioni e il pagamento di effetti, ritiro carte di pagamento giacenti presso le filiali…;
  • Colleghi in attesa di triage da giorni che non sanno cosa fare e se devono considerarsi o meno contatti di positivi e dunque pericolosi per sé e per gli altri, aspettando provvedimenti di rientro/astensione che tardano ad arrivare.
  •  Le poche Filiali rimaste aperte sono allo stremo: pochissimi colleghi in sede, oramai esausti e sfiniti, devono immolarsi per tutti, a causa dell’organico esiguo determinato dalle ferie imposte (magari non necessarie ma da smaltire improrogabilmente) e dal diffondersi dei contagi; nonostante le attività operative vengano distribuite ai pochi rimasti, la PRIORITÀ ALTA rimane comunque il budget, da ottenere con ogni mezzo possibile, a dispetto delle reali e contingenti esigenze dei clienti.

Purtroppo molto è lasciato all’IMPROVVISAZIONE.
Non ci si improvvisa medici quando non si hanno i titoli; non ci si improvvisa specialisti e si interpretano norme a proprio piacimento rischiando di far commettere errori; non si obbligano i colleghi ad effettuare tamponi molecolari a proprie spese per poter rientrare in luoghi di lavoro che non si sa quanto siano sicuri.
Come spesso accade quando mancano conoscenze e competenze, si sfocia nella presunzione e nella minaccia: comportamenti inaccettabili da parte di chi ha la responsabilità di vite umane.
L’unica priorità in questa azienda rimane lo smaltimento delle ferie residue entro i 12 mesi: tale deroga ai 18 mesi decorrenti dall’anno di maturazione previsti dai diritti del lavoratore, era stata concessa per accordo a fronte di una flessibilità gestionale che nei fatti i colleghi non hanno mai
ottenuto. Dunque a fronte delle minacce perpetrate e dei comportamenti altezzosi, tutti i lavoratori non ci stanno più a dover sopperire a proprie spese e ponendo a serio repentaglio la propria integrità fisica e morale, mettendo la faccia a scelte aziendali APPROSSIMATIVE e di dubbio gusto, la cui legittimità anche normativa rimane poco chiara.
Era il momento opportuno di costringere i colleghi a fruire di ferie non richieste continuando a dare disservizi alla clientela? Era il momento opportuno di lasciare vuoti gli uffici a supporto delle filiali?
Un’azienda come la nostra non riesce a spesare neanche i pochi centesimi di accantonamenti per ferie non fruite? Siamo alla canna del gas e nessuno ce lo dice? È giusto che clienti e media lo sappiano se è così… Altrimenti non sarebbero giustificabili gli utili conseguiti anno su anno: sacrificarne qualcosa per il benessere di lavoratrici e lavoratori e soprattutto per un livello di servizio alla clientela ADEGUATO al blasonato nome dell’istituto sarebbe auspicabile!
E le pressioni commerciali al rientro aumentano: come si fa da casa a contattare clienti inferociti e proporre servizi e prodotti aggiuntivi quando vengono negati loro quelli essenziali e di base?
Continuano a giungere con tutti i mezzi aziendali disponibili ai lavoratori (e a tutte le ore) avvisi che ricordano le priorità, le iniziative da lavorare che prescindono dai bisogni dei clienti e non calati nella realtà economica e nel tessuto sociale ed emergenziale che stiamo vivendo! La priorità DEVONO RIMANERE i nostri clienti e le loro esigenze: sono loro che scegliendoci contribuiscono alla sopravvivenza nel mercato della nostra Azienda!
E alla luce della nuova normativa sugli ingressi, chi sarà deputato al controllo degli ingressi con green pass valido dei clienti? Sarà adeguatamente messo in sicurezza? Tale compito sarà affidato come sarebbe auspicabile a un servizio di piantonamento permanente da istituire all’ingresso dei locali aziendali o, per risparmiare, si richiederà di provvedere ai colleghi TUTTOLOGI? Nelle loro mansioni sarà prevista anche la guardiania e il servizio di supporto psicologico ai clienti inferociti per le nostre inefficienze? Faremo anche i MENTAL COACH improvvisati?
In questa azienda purtroppo lavoratrici e lavoratori si riconoscono sempre meno: basta leggere BENE i dati degli ultimi questionari di clima (ancorché con quesiti alquanto pilotati), la cui anche partecipazione ed adesione nei numeri va scemando anno dopo anno.
Le lavoratrici e i lavoratori fanno appello al Nostro Presidente Gros Pietro, quale rappresentante di garanzia anche nei confronti dei media e degli shareholders: la linea dirigenziale di primo livello va ripensata con personalità che abbiano umiltà, integrità morale, ma soprattutto conoscenze e competenze. NON ACCETTIAMO Più che l’IMPROVVISAZIONE e le MINACCE prendano il sopravvento in un’azienda così grande e con professionalità ampiamente riconosciute da tutti, clienti che ci scelgono ancora e nonostante tutto, in primis.
Che si ponga fine a questa CORRIDA! Con la salute e sicurezza di colleghi e clienti NON SI SCHERZA: ci sarà tempo per l’ilarità, adesso abbiamo bisogno di SERIETÀ E RESPONSABILITÀ a tutti i livelli.

PALERMO, 10/01/2022

COSI’ NON SI PUO’, COSI’ NON SI DEVE

Cosi non si può. Così non si deve. Non si può per il rispetto e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, come non si può per la considerazione che si deve avere dell’utenza. Negli ultimi 6 anni Intesa Sanpaolo ha progressivamente ridotto la sua presenza a Gela chiudendo tre della quattro filiali presenti ed accorpando le attività in Corso Vittorio Emanuele. Tra chiusure, pensionamenti, trasferimenti ed esodi l’organico complessivo è sceso di circa il 65%. Sono rimaste le attuali 25 unità costrette a convivere in unico spazio che risulta insufficiente per la mole di clientela che deve servire. Il recente processo di riorganizzazione si sta caratterizzando per svariate criticità. Non c’è settore della filiale che non stia sopportando pesanti ricadute. A render più difficile la situazione è arrivata poi la pandemia con tutto quel che ha comportato.

I servizi stanno tutti soffrendo, denotano livelli d’insostenibilità che in cassa raggiungono poi l’apice. I disagi sono stati ripetutamente segnalati all’azienda. Fatta salva la costante capacità di ascolto del gestore del personale e la disponibilità ad alleviare palesi difficoltà, purtroppo persistenti, la filiale sconta enormi problemi operativi acuiti da un tipo di clientela che continua a fruire dei servizi bancari in modo del tutto tradizionale e che vive gli spazi fisici della dipendenza, resi alquanto compressi dal recente accorpamento, come unico punto di riferimento fisico. I colleghi sono fortemente impegnati nel tentare d’invertire lo schema, intensificando la proposta tecnologica, ma ci vuole tempo perché un’ampia fetta di clientela resiste all’innovazione. La rappresentazione plastica delle difficoltà di ogni giorno lavorativo sono le interminabili ed estenuanti file visibili all’ingresso dell’unica filiale di Intesa Sanpaolo gelese. Non bisogna attendere il pagamento delle pensioni per notare come le code siano ormai diventate il tratto distintivo di questa unità produttiva. Il flusso è ingestibile con tanti saluti alle raccomandazioni anticovid che prevedono una distanza di almeno 1 metro tra le persone.

Il problema esiste e va affrontato con un intervento finalmente risolutivo assicurando l’organico necessario. Non basta contare sulla disponibilità dei colleghi della filiale e sull’abusato concetto della rotazione alla cassa dei gestori, che devono pure fronteggiare l’impatto commerciale del loro portafoglio. Questa pratica deve restare un fatto straordinario e non prassi ordinaria, come succede ormai da tempo. Il problema rimane irrisolto. C’è bisogno di apporti esterni ed aggiuntivi che ristabiliscano l’equilibrio. A Gela le emergenze permangono. Lo sta a dimostrare il crescente e preoccupante stato d’insofferenza dei clienti che, a più riprese, ha reso necessaria l’azione delle forze dell’ordine. In ordine di tempo, gli ultimi interventi si sono verificati lunedì 5 luglio e giovedì 1 luglio. Tutto ciò non è una cosa normale.

Ci vuole inoltre ben poco per capire come tale evidente stato di tensione sia la spia dell’irritazione dei clienti che, quotidianamente, espone i colleghi al rischio di spiacevoli episodi.

L’azienda abbia piena consapevolezza della particolarità della situazione intervenendo tempestivamente e in modo definitivo per eliminare le note problematiche.

Lavorare così non si può. Lavorare così non si deve.

Gela, 07.07.2021

 RR.SS.AA. INTESASANPAOLO GELA FIRST/CISL – FISAC/CGIL

fisac sicilia

CGIL SICILIA

UFFICIO STAMPA

COMUNICATO STAMPA

Vaccini: Fisac Cgil Sicilia chiede priorità per i lavoratori del credito a contatto col pubblico

Palermo, La Fisac Cgil Sicilia ha scritto al presidente della regione e all’assessore alla Salute per

chiedere che “nel calendario vaccinale sia data priorità ai lavoratori di banche e assicurazioni, a

partire da quelli che hanno contatto col pubblico”. “La legge – dice la nota della Fisac- individua

questo personale come lavoratori essenziali, soggetti a regole precise ad esempio per quanto

riguarda il diritto di sciopero. Tuttavia questi stessi lavoratori oggi non vengono tutelati sotto il

profilo del diritto alla salute”. Il sindacato rileva che nella sola Intesa- San Paolo si conta un morto

per Covid19, a Caltagirone”. La Fisac rileva che “soprattutto chi sta agli sportelli è tra le categorie

più esposte”. Il sindacato chiede all’assessore alla Salute Razza un incontro per rappresentare la

situazione e chiedere “un calendario vaccinale improntato all’equità”.

2021 dac

a volte basta poco

Giorno 02 Marzo si è tenuta l’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici delle filiali della Piazza di Ragusa, è stata

un’assemblea molto partecipata.

Nel corso del dibattito sono emerse diverse problematiche sapute e risapute, lette e rilette, denunciate

giornalmente da ogni luogo; segno evidente di problematiche condivise ad ogni latitudine, ma evidentemente

repetita juvant:

– Introduzione di prodotti (vedi bonus fiscali e non solo) che richiederebbero un’adeguata formazione

specialistica;

– Procedure farraginose, per di più, a volte, introdotte in periodi poco opportuni;

– Corsa incessante (appuntamenti, telefonate, e-mail, tutela, investimenti, ecc.);

– Continui cambi organizzativi accentuati in periodo pandemico (appuntamenti/ingresso libero);

– Riunioni periodiche utili solo alla mortificazione della persona e del ruolo.

Eppure i lavoratori e le lavoratrici non chiedono la luna, ma solo di essere agevolati nel loro lavoro quotidiano e,

visti i tempi che stiamo vivendo, maggiore sicurezza per la serenità di tutti.

Basterebbero:

– Adeguata formazione;

– Procedure che rispecchino le reali necessità del quotidiano, realizzate magari ascoltando chi le usa

giornalmente;

– Budget coerenti con le reali potenzialità;

– Un’organizzazione che tenga conto che siamo ancora in piena fase pandemica (barriere plexiglass per

tutti e Steward);

– Riunioni finalizzate alla condivisione di informazioni utili allo svolgimento del lavoro quotidiano e non

all’alimentazione del senso di inadeguatezza commerciale/professionale.

Da “addetti ai lavori”, visto che in filiale ci viviamo, riteniamo che questo possa essere già un buon inizio, con la

speranza che tutto questo possa servire a non dover più apprendere, oramai quasi quotidianamente, di colleghi

colpiti da patologie cardiologiche e neurologiche a tutte le età, a volte costretti a ricorrere persino a cure

ospedaliere… sarà una coincidenza questa recrudescenza??!?!?!

“A volte basta poco” è stato il pensiero che ha ispirato il pensiero di chi la riunione l’ha pensata e voluta.

Speriamo che anche la Banca si fermi e rifletta… a volte basta poco.

RR.SS.AA. di Ragusa

FABI Fisac

vendere vendere vendere

La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.

Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.

L’art. 47 della nostra carta Costituente costituisce l’impronta sociale che riveste l’intermediazione creditizia nel nostro Paese. Le enunciazioni verbali del top management di tutte le realtà creditizie in Italia, ed Intesa Sanpaolo in primis, ribadiscono questo concetto in ogni occasione pubblica.

Ma qual è la realtà, il vissuto quotidiano degli addetti nell’affrontare quotidianamente il lavoro del bancario??!!

Negli ultimi giorni abbiamo rilevato e raccolto la sofferenza dei colleghi impegnati nelle filiali per le continue e ossessive pressioni commerciali.

È una vecchia storia che viene rinnovata e alimentata dall’insediamento di nuovi direttori commerciali e/o da vecchi capi area che devono dimostrare la propria bravura e capacità, tempestando e ribaltando sulla rete pressioni di ogni genere e budget che non hanno niente di sfidante ma risultano soltanto avvilenti. Ogni attività deve arrestarsi e si deve soltanto pensare a organizzare e pianificare incontri con i clienti che devono essere convinti a sottoscrivere polizze che diventano sempre più onerose, in buona sostanza sovente viene chiesto da presunti “capi” di mettere le mani in tasca ai clienti in maniera spregiudicata, senza in alcun modo tener conto dei loro bisogni e delle loro reali esigenze, le stesse che sono sancite e tutelate dalla nostra costituzione.

Il nostro AD continua a ringraziare le risorse per l’impegno profuso, ma nei territori assistiamo ad uno svuotamento delle filiali (alcune dell’entroterra sono state dimezzate e ridotte a 2/3 risorse nonostante la mole di lavoro aumenti sempre più); e aspettiamo la riorganizzazione che vede la nascita della filiera agribusiness che sicuramente vedrà ulteriori uscite dalle filiali decimate. La salute degli stessi è passata in subordine: in piena pandemia i lavoratori sono costretti a pagare di tasca propria ausili DPI necessari quali guanti, plexiglass e mascherine ffp2. Per non parlare dei riconoscimenti economici: la recente fusione con UBI sta facendo emergere le differenze salariali che penalizzano i colleghi Intesa Sanpaolo rispetto agli altri lavoratori di categoria: è tempo di ringraziare con i fatti, di parole siamo stufi….

La banca è cambiata, la banca vuole primeggiare sul comparto assicurativo danni (rc auto esclusa) e non bastano le acquisizioni di Cargeas del gruppo Bnp Paribas – operazione ancora da concludere – l’acquisizione dell’80% di Aviva Vita e del 60% di Lombardia Vita, operazioni queste effettuate tramite la controllata Ubi Banca; tutto questo non basta a placare la fame del nostro istituto.

Bisogna “vendere!”, “vendere!”, “vendere!” e “vendere!” oggi assicurazioni, domani PAC etc. “vendere!” solo quello che ogni giorno viene definito prioritario.

Bisogna usare il “metodo” per riempire le agende dei gestori , bisogna fare OAD in un territorio con clientela la cui età media è piuttosto alta e molto spesso con scarsa alfabetizzazione informatica. E a fine giornata si pretende un resoconto che sarebbe sufficiente visualizzare con un click, solo per farti sentire il fiato sul collo (ancora), e se la tua agenda non è piena partono accuse indirette di inadeguatezza e più o meno velate minacce di ritorsioni.

Non ha più nessun valore conoscere il cliente, sentire e assecondare le sue necessità; non siamo più noi a seguire il cliente (addio professionalità), bensì il cliente deve seguire  le indicazioni della banca e deve fare quello che noi gli chiediamo con buona pace del Codice Etico e di tutti i vari regolamenti, Mifid in testa, negando quella funzione sociale, che ha tenuto le banche aperte in questo periodo di emergenza sanitaria come servizio essenziale.

La Banca non è più interessata ai territori, non è più interessata alle persone che li popolano; la Banca deve solo “vendere!”, le figure che vengono assunte in azienda sono sempre più risorse con propria partita iva con contratti farlocchi che devono vendere per guadagnare.

È vero che questa nota appare come tante altre che provengono da altri territori e che leggiamo ogni giorno, ma proprio per questo sarebbe ora che anche quest’azienda le legga e si renda conto che deve fermarsi.

Il continuo stillicidio di pressioni su ogni territorio, a conferma che l’unico interesse della Banca è vendere ad ogni costo e a discapito della serenità e della salute dei dipendenti, non è più tollerabile.

01/03/2021

RR.SS.AA. FISAC/CGIL INTESASANPAOLO – SICILIA

 

 

IL VERO VOLTO DELLA BANCA DEL PAESE

Per le scriventi organizzazioni sindacali sono stati e saranno giorni di intensa attività a difesa della salute delle colleghe e dei colleghi, che, ogni giorno, con gran senso di responsabilità e coraggio, affrontano il contatto con la clientela nelle filiali delle Banche, dichiarate servizio pubblico essenziale: mai come adesso è emerso il loro ruolo sociale in questa emergenza, anche economica, che attraversa il paese.

Giorni di serrato ascolto, di verifica, di valutazione delle proposte aziendali, di rilancio, di pungolo.

La nostra Azienda, la “Banca del Paese”, ha dato abbastanza ascolto alle loro legittime preoccupazioni?

Non neghiamolo, in altri gruppi si è fatto di più e prima.

Abbiamo dovuto attendere settimane perché arrivasse almeno il gel disinfettante.

Abbiamo dovuto come categoria minacciare uno sciopero per avere riconosciuto il diritto alle mascherine e ai guanti, in Intesa Sanpaolo ancora in attesa di distribuzione anche per i lavoratori più esposti al contatto con i clienti.

Come si pensa possa bastare il distanziamento come unica misura di prevenzione, quando anche lo scotch da usare per delimitare le distanze è insufficiente?

È necessario ed ormai indifferibile che anche Intesa Sanpaolo garantisca ai lavoratori almeno i dispositivi di protezione individuali contenuti negli accordi con ABI, vanno prevenute le occasioni di contagio, così da contribuire a trasmettere maggiore serenità alle lavoratrici e ai lavoratori, in un momento così difficile!

Il tempo è già scaduto e non vogliamo restare vittime delle Vostre inefficienze.

Gli obblighi che derivano dall’essere servizio pubblico essenziale, non Vi sollevano da alcuna responsabilità.

Alla salute di tutte e tutti NOI deve essere assicurata la massima tutela.

Le criticità emerse in tutte le filiali sono lampanti:

  • Tantissimi clienti entrano privi di DPI ed espongono a rischio gli altri clienti, i colleghi e le famiglie a cui ogni giorno fanno
  • Ricordiamo che le forze dell’ordine, saltuariamente di passaggio agli ingressi delle filiali, non possono dirimere gli assembramenti creatisi all’interno dei locali dell’Istituto (aree self) e che tale compito non può essere demandato ai lavoratori!
  • La clientela che si riceve per appuntamento risulta poco avvezza alle tecnologie e chiede di essere guidata anche per un semplice “flag” sul tablet. Il rilascio di mezzi quali bancomat e canali diretti, suggerito dall’azienda con iniziative ad hoc, comporta assistenza e guida anche nello scaricare l’applicazione sullo smartphone e nei prelievi agli ATM. Queste sono tipologie di operazioni che non consentono ai colleghi di rispettare durate massime d’incontro e distanziamento sociale.
  • Viene richiesto, anche per iscritto ai colleghi, di derogare all’elenco tassativo delle operazioni previste per appuntamento, a discapito delle regole fissate centralmente che mirano a salvaguardare le fasce deboli della clientela a cui garantire il servizio pubblico
  • Nelle FOL: siamo ancora in attesa di provvedimenti che evitino l’accavallarsi dei turni del personale e assicurino il rispetto del distanziamento sociale, mentre è grave che non siano ancora arrivati i presidi minimi di sicurezza, tenuto conto che il contatto tra lavoratori è inevitabile.

Emergono proprio adesso le storture dei vari cambiamenti di modello organizzativo che hanno in sé come unica ratio il contenimento dei costi del personale, con tante filiali sottodimensionate: oltre che dei mega-portafogli assegnati, i gestori si devono occupare anche delle migliaia di clienti attribuiti ai Direttori della Filiale (i cosiddetti ptf sviluppo dinamici). La mole di lavoro, si sta dimostrando insostenibile anche a causa di regole e procedure in continuo cambiamento, poco chiare e spesso contraddittorie!

Finalmente l’avvio dello smart working: ne sia reso possibile l’utilizzo con maggiore continuità e senza distinzione fra i ruoli nelle unità operative meno esposte all’afflusso di clientela e comunque prive di servizio di cassa; si valuti la concedibilità con continuità ai genitori di figli minori che usufruiscono di congedo parentale straordinario, a chi gode di L. 104 per sé o per i propri familiari; Venga esteso con maggiore possibilità di utilizzo a tutti coloro che per raggiungere la loro sede di lavoro in questo momento così particolare sono costretti a viaggiare.

+6 -6 fa sempre 0 per i lavoratori, col rischio che per molti il risultato possa essere solo -6. L’ultima decisione dell’azienda di richiedere la compilazione del piano ferie che preveda come obbligatoria la fruizione di sei giorni di ferie entro il 30 aprile in questo momento getta solo benzina sul fuoco! Ancora nessuna regola chiara è stata comunicata per la fruizione del tanto decantato “premio di maggiorazione di 6 giornate di ferie al personale delle filiali” e il presunto “premio” è già superato dai fatti.

Come “figli di un Dio minore” i lavoratori e le lavoratrici di ISP invece di vedere riconosciute responsabilità e sacrifici, vengono messi in “FERIE” tra quattro mura.

Chiediamo all’Azienda di rivedere questa decisione che, calata dall’alto, va stigmatizzata anche nella tempistica. Dalla Delegazione Trattante è stato richiesto un incontro all’Azienda per ribadire tutte le motivazioni che rendono questa decisione contraria ad ogni regola di buon senso.

Rinviamo la pianificazione delle ferie ad emergenza finita: DI OBBLIGATORIE ADESSO RIMANGANO SOLO LA SICUREZZA E LA SERENITÀ DEI LAVORATORI.

Coordinamento RRSSAA Fisac Sicilia

3 aprile 2020

Area Sicilia – Inopportuno Sospetto Preoccupante

Le dichiarazioni dei vertici aziendali a partire dal Direttore della nostra Direzione Regionale Dott. Monceri sin dall’inizio del progetto “Vivaldi”, ed in ogni occasione di incontro, ci hanno raccontato di una volontà aziendale che approcciava ad una gestione dell’incorporazione, e alle conseguenti ricadute sulle “persone”, con criteri di trasparenza lontani dalle vecchie logiche e clientele che negli anni hanno caratterizzato la gestione del personale di Banca Nuova.

I fatti che si sono succeduti in questi mesi ci appaiono ben lontani dal dichiarato.

Che l’incorporazione di Banca Nuova in Intesasanpaolo avrebbe visto, e vedrà, molti colleghi perdere il ruolo fin qui occupato era prevedibile, i tanti ruoli di Sede di una Banca che non esiste più, oltre il 60% delle Filiali da chiudere entro l’anno ed il nuovo piano industriale che annuncia altre chiusure ci prospettano un futuro in cui la perdita del ruolo si coniugherà probabilmente con la trasformazione che la nostra Azienda, ma anche tutto il settore, stanno attuando.

Nuovi modi di fare banca come ad esempio la Filiale on line (FOL) che nel nostro territorio verrà utilizzata per mitigare il ricorso alla mobilità nelle due provincie dove maggiormente si verificano le eccedenze di personale e cioè Palermo e Trapani.

Non possiamo non rilevare che alle dichiarazioni di trasparenza non è seguita ne’ alcuna disponibilità aziendale alla condivisione dei criteri usati con le OO.SS. come richiesto unitariamente dai coordinamenti regionali ne’ una effettiva modalità operativa da parte dell’Ufficio del Personale.

Di che parliamo? …..Giusto per fare alcuni esempi……….

Consulenti disconosciuti nel ruolo sebbene gestissero portafogli a 9 cifre; Direttori di Filiale (QD4 con esperienza ventennale) consegnati al semplice ruolo di gestore par peraltro nella stessa filiale accorpata dove erano direttori (anche se i numeri in ogni caso avrebbero generato almeno il coordinatore); Direttori che pur perdendo il ruolo per chiusura della loro Filiale si ritrovano Direttori di Filiali ex ISP; Consulenti Imprese che hanno seguito la stessa sorte;  Specialisti Estero assegnati alla FOL quando ci dicono che è stata fatta richiesta di tale ruolo nella Filiale Imprese  e di Specialisti Crediti confermati (a scapito di colleghi più anziani ed esperti che hanno fatto solo quello nella loro carriera). Colleghi con handicap o disabilità documentate assegnati in ruoli non congrui. Uffici di Direzione Regionale “riempiti” con professionalità pregresse ben distanti dai nuovi ruoli.

I nuovi ruoli aziendali comunicati a voce dai gestori del personale, sono risultati indiscutibili fino a ricevere risposte del tipo “posti per voi non ce ne sono”, “eravate falliti”.

Ci rendiamo conto dell’immane lavoro che i colleghi dell’Ufficio del Personale hanno svolto in questi mesi svolgendo anche 8 o 10 colloqui al giorno per conoscere le persone ed il loro bagaglio professionale ed impiegarlo al meglio nella nuova realtà………. ma è stata forse solo una formalità??

Le fusioni con incorporazione come la nostra si portano in dote diverse criticità, non tutto può essere a posto, non capiamo però come si possano avere scrivanie poggiate sulle risme di carta perché i nuovi cash-in sono più alti dei precedenti, o i corridoi della ex Sede di via Cusmano ridotti a discarica di materiali pericolosi (toner, cartucce etc) da ormai parecchie settimane nonostante le ripetute segnalazioni.

In questi giorni comincia la fase operativa e teniamo a sottolineare che certe scelte operate con le loro “particolarità” –CI SONO STATE SEGNALATE DAI LAVORATORI DELLE DUE EX RETI– e sembrano ancora una volta celare maldestramente già vieppiù conosciute  appartenenze (pseudo-sindacali, “parentali”, politiche o peggio massoniche) allora forse, ancora una volta, nella terra dei gattopardi Tutto cambia affinché nulla possa cambiare????

Forse usando i criteri della trasparenza e della condivisione invocati e non concessi l’Ufficio del Personale della nostra regione non sarebbe stato lasciato solo in balia delle “pressioni” o forse si è più semplicemente scelto di usare la tecnica dell’accondiscendenza.

Le logiche “Inopportune” che abbiamo visto applicare suscitano in noi “Sospetto” e generano “Preoccupazione”, perché ci sembra di rivedere ancora una volta una gestione clientelare (di cui purtroppo qualcuno si vanta anche pubblicamente tra i colleghi) e una miopia operativa che non condividiamo e che non pensavamo possibile in una “Grande Azienda” come la nostra…….. Ma forse  siamo solo “un’azienda grande”.

PALERMO, 09/04/2018

Volantino in versione pdf

Sicilia. Ottobre 2017: cambiamenti organizzativi e azione sindacale.

Giorno 6 ottobre l’Azienda ha informato le OO.SS. che, a far data dal primo gennaio 2017,  la Sicilia, unitamente a Lazio e Sardegna,  costituirà una nuova Direzione Regionale. Abbiamo quindi davanti a noi un’ulteriore fase di cambiamento organizzativo che ci vedrà confrontare con problemi di dimensionamento degli Uffici di Direzione e probabilmente anche con un riassetto della rete e relative aree e perimetri commerciali, occorre quindi verificarne e mitigarne gli effetti e le eventuali ricadute sul personale. Il piano chiusure sportelli, che vedrà il suo compimento nel corso del 2017, la creazione di poli di lavoro che vanno nella direzione dell’evoluzione tecnologica del nuovo modo di “fare banca”, sempre più vicini alle sedi e lontani dalle periferie, non può sommarsi nei suoi effetti a questo nuovo progetto organizzativo.

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Sicilia: così è se vi pare…

Cosi-e-se-vi-pareLe RR.SS.AA. Siciliane presenti all’assemblea organizzativa FISAC Intesa Sanpaolo svoltasi a Milano il 10/05, rifacendosi al titolo di una commedia del celebre conterraneo Pirandello ritengono che il pagamento del PVR avvenuto in questi giorni, riassuma in modo preciso non tanto, come dovrebbe, le risultanze di un accordo tra Azienda e OO.SS., bensì la filosofia espressa nel pensiero pirandelliano.

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Trimestrale Sicilia: contraddizioni e mezze verità

trimestrale siciliaIn data 11/06/2013 nei locali dell’Area Sicilia, presenti  tutte le OO.SS. del  territorio, si è svolto l’incontro trimestrale previsto dal protocollo delle Relazioni Industriali. La delegazione aziendale era composta dal Dott. Giuseppe Maria Tricarico (RR.UU. della Direzione  Regionale), dal Dott. Rosario Limpido (RR.UU .Area Sicilia), Dott. Eugenio  Boninella (Sicurezza), Dott. Vincenzo Gulisano (Assistenza Organizzativa) e dai componenti della struttura dell’Uff. Rel. Industriali  Dott. Nicola Reda e  Dott. Gaetano  Capogreco.

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Sicilia: La "Banca del Paese" licenzia i giovani

licenziatoA partire dal primo ottobre Intesa San Paolo ha deciso di non confermare i contratti dei colleghi apprendisti giunti a scadenza.
Di fatto questo significa procedere al licenziamento.
Nella nostra Area da qui al 31 dicembre ben 20 colleghi rimarranno senza lavoro.
Questa ulteriore provocazione che l’Azienda pone in essere nel pieno delle trattative in corso con le OO.SS. sul rinnovo degli accordi di armonizzazione, manifesta la chiara volontà di voler procedere nella direzione dello scontro generazionale riversando sulle giovani generazioni la questione relativa agli esuberi, peraltro mai chiarita nei numeri.
La ripresa delle trattative prevista per il prossimo 9 c.m. vedrà come priorità la tenuta occupazionale.
Vogliamo considerare “provocatoria” e tutto sommato anche poco “intelligente” una scelta così miope sia in termini di contenimento dei costi che di prospettive sul futuro dell’Azienda!!!

Coordinamento RR.SS.AA.  Fisac-CGIL  Intesa San Paolo Sicilia

Area Sicilia – “Se non ora. . . . Quando?” Mobilitazione in Intesa San Paolo

L’incontro del 18 giugno si è concluso ancora una volta  con una posizione aziendale che non consente margini di trattative. Si avvia quindi, con la convocazione di capillari assemblee sul tutto il nostro territorio, la fase di mobilitazione dei lavoratori del gruppo. Sono oggetto di trattative temi importanti che trasversalmente incidono sui lavoratori di ogni fascia generazionale ed investono argomenti di salvaguardia salariale, mantenimento dei livelli occupazionali, conferma delle tutele e dei diritti contenuti negli accordi di armonizzazione…..

E’ tempo di mostrare la nostra unità e compattezza senza se e senza ma.

LUNEDI 2 LUGLIO SCIOPERO DI TUTTI I DIPENDENTI DI  INTESA SANPAOLO!

Se non ora. . . Quando?

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Dalla Sicilia, sui comportamenti censurabili

comportamenti censurabili in siciliaE’ importante evidenziare quanto di increscioso si è verificato nella ns. banca:
Il Direttore di una tra le principali Filiali della nostra Area, nell’ambito della gestione del proprio gruppo, nel mettere a punto le caratteristiche della comunicazione efficace, nello sviluppo dei fattori di motivazione di lavoro del proprio team, dopo averne descritto le performances, ha così scritto
: “Valutate voi e vergognatevi”.
L’uso di dette espressioni che ricalcano schemi di scolaresca memoria dei tempi passati, oltre a non essere costruttive, ledono la dignità del lavoratore e deteriorano inevitabilmente le relazioni con il proprio gruppo di lavoro.
Le OO.SS., nello stigmatizzare l’accaduto, invitano l’azienda a censurare tali comportamenti.

Verifica rappresentanza e progettualità della RSA FISAC Palermo

rsa palermoLo scorso 12 Aprile a Palermo, nei locali della Filiale di Via Mariano Stabile 152, si è svolta l’Assemblea degli iscritti della SAS Fisac-Cgil di Palermo.
Le recenti tensioni manifestate dai lavoratori durante le assemblee svolte in questi mesi, con particolare riferimento a quella convocata per il voto all’ipotesi di accordo di rinnovo CCNL, hanno fatto emergere un sentiment di scollamento tra rappresentanti e rappresentati e più in generale una sfiducia nei confronti delle OO.SS. presenti e del Sindacato stesso inteso come istituzione.
Gli Rsa Fisac-Cgil non sono rimasti indifferenti e hanno ravvisato la necessità e l’importanza di verificare con gli iscritti il loro mandato presentandosi dimissionari all’Assemblea.
L’Assemblea, ascoltatene le motivazioni, ha innanzitutto apprezzato la volontà di verifica e ha poi riconfermato la fiducia agli Rsa dimissionari con voto unanime.

Sicilia: Art 18, è una cosa che ci riguarda?

sicilia articolo 18La Fornero, dopo avere data un’arma straordinaria nelle mani degli imprenditori, cioè quella di poter licenziare in maniera ingiustificata, con la certezza che se in sede di giudizio si rileva l’infondatezza del licenziamento il giudice può decidere soltanto per l’indennizzo e non del reintegro nel posto di lavoro, ci dice che lei ha fiducia negli imprenditori che non abuseranno di tale arma? Oltre a toglierci i diritti ci prende pure per scemi.
Le nuove norme sull’art. 18, che non significano altro che "licenziamenti facili", se passeranno in Parlamento causerebbero un vero e proprio processo di espulsione di massa di lavoratori ultracinquantenni nei prossimi due/tre anni; persone senza lavoro e senza i requisiti per la pensione. I lavoratori, se passeranno queste norme, potranno essere licenziati, anche in maniera ingiustificata, avendo diritto solo ad un indennizzo e non più al reintegro nel posto di lavoro.

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Palermo: assemblea su sicurezza e modello di servizio

assemblea palermoNel giorno della pubblicazione dei, più che confortanti, dati di bilancio aziendali, i lavoratori di Palermo si sono riuniti in assemblea nei locali della Filiale di via Mariano Stabile. La nutrita presenza dei colleghi ha evidenziato una forte voglia di partecipazione che non riscontravamo da tempo.
Due i temi principali all’ordine del giorno:

  • sicurezza
  • evoluzione del nuovo modello di servizio BdT

Il 12 e 13 ottobre si vota per gli RLS (Sicilia)

In questi giorni i colleghi hanno ricevuto una mail che annuncia l’indizione delle elezioni dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) per il 12 e 13 ottobre. Oggi hanno ricevuto un'altra con l’illustrazione delle procedure di voto.
 
Il RLS riveste un ruolo particolarmente importante e la FISAC/CGIL ha scelto di candidare persone che siano competenti e interessati ai temi della sicurezza.
 
Per Intesa Sanpaolo Sicilia il nostro candidato è:
 
SERGIO PULVIRENTI

Risolto il problema acqua potabile a Gela

acqua potabile gelaCari Colleghi ed Iscritti, rispondendo alle Vostre sollecitazioni, ho Il piacere di comunicarVi che entro settembre dovremmo risolvere l’ormai datato problema dell’acqua potabile. Il 29 c.m. sarà installato un sistema di erogazione con boccione che finalmente non impatterà negativamente sul conto economico di Filiale. Fin dallo scorso anno avevamo raggiunto con l’Azienda l’accordo di continuare l’acquisto di acqua minerale in attesa di una soluzione che è finalmente arrivata.

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Sicilia: “La semestrale e il protocollo (1°atto)”

si01 L’incontro semestrale in Sicilia si è svolto secondo il copione di una tragicommedia che svilisce il valore delle relazioni sindacali di Area e che purtroppo ben si inserisce nella scia delle dichiarazioni aziendali alla riunione dei direttori, dove per giustificare l’incredibile vicenda del sistema aziendale “differito” , è stato detto che il lavoro in banca è “divertente” e quindi le soddisfazioni economiche non sono importanti. Come Sindacato pensiamo invece che il lavoro non sia divertente e che le soddisfazioni, oltre a quelli economiche che invece sono comunque importanti, siano lavorare in un ambiente sereno, motivante, professionalizzante.
Click qui per i dettagli

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