Archivio Direzione Regionale Campania, Calabria e Sicilia

DILETTANTI ALLO SBARAGLIO

È nei momenti di emergenza che si vede la grandezza e la serietà di un’azienda. È nei momenti di difficoltà che con umiltà ci si mette al servizio dei clienti e dei colleghi che vivono momenti di sconforto e disagio vedendo minata la sicurezza propria e dei propri affetti.
Così purtroppo non è stato:

  • Filiali chiuse con avvisi tardivi che giungono anche a sera inoltrata (quasi sempre dopo l’orario d’ufficio) che prescrivono in maniera poco chiara cosa fare nelle ore immediatamente successive demandando alla creatività dei colleghi l’organizzazione delle attività;
  • Clienti sbandati che giorno per giorno si recano presso i nostri sportelli leggendo cartelli fuorvianti e senza date certe di possibili riaperture, che si vedono precluse da troppo tempo operazioni quali versamenti, prelevamenti (anche su atm e mta spesso fuori servizio da giorni) e soprattutto servizi essenziali come il riscuotimento delle pensioni e il pagamento di effetti, ritiro carte di pagamento giacenti presso le filiali…;
  • Colleghi in attesa di triage da giorni che non sanno cosa fare e se devono considerarsi o meno contatti di positivi e dunque pericolosi per sé e per gli altri, aspettando provvedimenti di rientro/astensione che tardano ad arrivare.
  •  Le poche Filiali rimaste aperte sono allo stremo: pochissimi colleghi in sede, oramai esausti e sfiniti, devono immolarsi per tutti, a causa dell’organico esiguo determinato dalle ferie imposte (magari non necessarie ma da smaltire improrogabilmente) e dal diffondersi dei contagi; nonostante le attività operative vengano distribuite ai pochi rimasti, la PRIORITÀ ALTA rimane comunque il budget, da ottenere con ogni mezzo possibile, a dispetto delle reali e contingenti esigenze dei clienti.

Purtroppo molto è lasciato all’IMPROVVISAZIONE.
Non ci si improvvisa medici quando non si hanno i titoli; non ci si improvvisa specialisti e si interpretano norme a proprio piacimento rischiando di far commettere errori; non si obbligano i colleghi ad effettuare tamponi molecolari a proprie spese per poter rientrare in luoghi di lavoro che non si sa quanto siano sicuri.
Come spesso accade quando mancano conoscenze e competenze, si sfocia nella presunzione e nella minaccia: comportamenti inaccettabili da parte di chi ha la responsabilità di vite umane.
L’unica priorità in questa azienda rimane lo smaltimento delle ferie residue entro i 12 mesi: tale deroga ai 18 mesi decorrenti dall’anno di maturazione previsti dai diritti del lavoratore, era stata concessa per accordo a fronte di una flessibilità gestionale che nei fatti i colleghi non hanno mai
ottenuto. Dunque a fronte delle minacce perpetrate e dei comportamenti altezzosi, tutti i lavoratori non ci stanno più a dover sopperire a proprie spese e ponendo a serio repentaglio la propria integrità fisica e morale, mettendo la faccia a scelte aziendali APPROSSIMATIVE e di dubbio gusto, la cui legittimità anche normativa rimane poco chiara.
Era il momento opportuno di costringere i colleghi a fruire di ferie non richieste continuando a dare disservizi alla clientela? Era il momento opportuno di lasciare vuoti gli uffici a supporto delle filiali?
Un’azienda come la nostra non riesce a spesare neanche i pochi centesimi di accantonamenti per ferie non fruite? Siamo alla canna del gas e nessuno ce lo dice? È giusto che clienti e media lo sappiano se è così… Altrimenti non sarebbero giustificabili gli utili conseguiti anno su anno: sacrificarne qualcosa per il benessere di lavoratrici e lavoratori e soprattutto per un livello di servizio alla clientela ADEGUATO al blasonato nome dell’istituto sarebbe auspicabile!
E le pressioni commerciali al rientro aumentano: come si fa da casa a contattare clienti inferociti e proporre servizi e prodotti aggiuntivi quando vengono negati loro quelli essenziali e di base?
Continuano a giungere con tutti i mezzi aziendali disponibili ai lavoratori (e a tutte le ore) avvisi che ricordano le priorità, le iniziative da lavorare che prescindono dai bisogni dei clienti e non calati nella realtà economica e nel tessuto sociale ed emergenziale che stiamo vivendo! La priorità DEVONO RIMANERE i nostri clienti e le loro esigenze: sono loro che scegliendoci contribuiscono alla sopravvivenza nel mercato della nostra Azienda!
E alla luce della nuova normativa sugli ingressi, chi sarà deputato al controllo degli ingressi con green pass valido dei clienti? Sarà adeguatamente messo in sicurezza? Tale compito sarà affidato come sarebbe auspicabile a un servizio di piantonamento permanente da istituire all’ingresso dei locali aziendali o, per risparmiare, si richiederà di provvedere ai colleghi TUTTOLOGI? Nelle loro mansioni sarà prevista anche la guardiania e il servizio di supporto psicologico ai clienti inferociti per le nostre inefficienze? Faremo anche i MENTAL COACH improvvisati?
In questa azienda purtroppo lavoratrici e lavoratori si riconoscono sempre meno: basta leggere BENE i dati degli ultimi questionari di clima (ancorché con quesiti alquanto pilotati), la cui anche partecipazione ed adesione nei numeri va scemando anno dopo anno.
Le lavoratrici e i lavoratori fanno appello al Nostro Presidente Gros Pietro, quale rappresentante di garanzia anche nei confronti dei media e degli shareholders: la linea dirigenziale di primo livello va ripensata con personalità che abbiano umiltà, integrità morale, ma soprattutto conoscenze e competenze. NON ACCETTIAMO Più che l’IMPROVVISAZIONE e le MINACCE prendano il sopravvento in un’azienda così grande e con professionalità ampiamente riconosciute da tutti, clienti che ci scelgono ancora e nonostante tutto, in primis.
Che si ponga fine a questa CORRIDA! Con la salute e sicurezza di colleghi e clienti NON SI SCHERZA: ci sarà tempo per l’ilarità, adesso abbiamo bisogno di SERIETÀ E RESPONSABILITÀ a tutti i livelli.

PALERMO, 10/01/2022

ASSEMBLEE CONGRESSUALI FISAC CGIL NAPOLI E PROVINCIA

 

A TUTTE LE ISCRITTE E A TUTTI GLI ISCRITTI FISAC-CGIL

 

Si comunica che sono state indette assemblee sindacali rivolte agli iscritti FISAC/CGIL.

I temi all’ordine del giorno saranno:

  • Assemblea Congressuale CGIL e votazione
  • Varie ed eventuali

In relazione al protrarsi delle esigenze di contrasto alla diffusione del virus Covid-19 ed in base alle previsioni di cui al Verbale ABI – OO.SS. 21 Dicembre 2020 e successive proroghe, l’assemblea si svolgerà “ in remoto”.

Di seguito il calendario delle assemblee:

ASSEMBLEE CONCGRESSUALI FISAC CGIL NAPOLI E PROVINCIA

ASSEMBLEE CONGRESSUALI FISAC-CGIL NAPOLI E PROVINCIA

 

A TUTTE LE ISCRITTE E A TUTTI GLI ISCRITTI FISAC-CGIL

 

Si comunica che sono state indette assemblee sindacali rivolte agli iscritti FISAC/CGIL.

I temi all’ordine del giorno saranno:

  • Assemblea Congressuale CGIL e votazione
  • Varie ed eventuali

In relazione al protrarsi delle esigenze di contrasto alla diffusione del virus Covid-19 ed in base alle previsioni di cui al Verbale ABI – OO.SS. 21 Dicembre 2020 e successive proroghe, l’assemblea si svolgerà “ in remoto”.

Di seguito il calendario delle assemblee:

ASSEMBLEE CONGRESSUALI FISAC CGIL NAPOLI E PROVINCIA

POLIZZA CASSA E RISCHI PROFESSIONALI 2022 RELA BROKER

POLIZZE DI CASSA E PROFESSIONALE 2022 RELA BROKER

A tutte le iscritte e gli iscritti,

            Vi confermiamo l’avvenuta sottoscrizione della Convenzione a livello Regionale  per le Polizze di Cassa, Professionale con la Rela Broker.

             Per l’adesione è indispensabile la sottoscrizione dell’intera documentazione da parte dell’iscritto.

             La documentazione originale con una copia del bonifico effettuato dovrà essere inviata a mezzoFax: 010/8562299 o per e-mail convenzionebancari@gmassicurazioni.it  a cura dell’iscritto.POLIZZE DI CASSA E PROFESSIONALE 2022 RELA BROKER

Polizza Cassa e Rischi Professionali Aminta 2022

Polizze Cassa e RC Professionale AMINTA 2022

A partire dal 7 dicembre 2021, è possibile aderire alla nuova polizza, stipulata con una primaria Compagnia di assicurazioni italiana, direttamente online cliccando qui<http://www.amintafisaccgil.com/>.

Sulla stessa pagina sono pubblicate le condizioni dei nuovi contratti e tutte le informazioni per le adesioni.

Per informazioni o aiuto nella sottoscrizione delle polizze potete contattare il broker o tramite la mail info@amintafisaccgil.com<mailto:info@amintafisaccgil.com> o al numero 011/390738, attivo da lunedì a giovedì.

Di seguito i principali punti di forza che rendono questo prodotto assicurativo “esclusivo” rispetto a quelli riservati ai dipendenti bancari:
Polizze Cassa e RC Professionale AMINTA 2022

SIAMO STANCHI!

 

 

 

SIAMO STANCHI!

 

Ogni anno il 2 novembre, avrebbe detto il grande Totò…

Ogni anno, con l’approssimarsi della fine dello stesso, le pressioni commerciali perpetrate già durante tutti gli undici mesi precedenti, assumono le sembianze di vere e proprie torture, se non fisiche quantomeno psicologiche.

Ogni anno, di questi tempi, mancando poco al raggiungimento degli obiettivi commerciali, si rende ancora più difficile la vita alle lavoratrici e ai lavoratori. Le richieste divengono sempre più pressanti, continue, incessanti, martellanti. E si inseriscono in un contesto dove anche altri fattori contribuiscono a minare la salute mentale dei nostri colleghi. Infatti, in questo periodo bisogna smaltire le ferie residue, bisogna portare a termine quanti più corsi possibili, quindi gli organici delle filiali si riducono di unità e di efficienza, contribuendo ad offrire un pessimo servizio alla clientela, divenuta elemento sempre più marginale nella considerazione aziendale.

SIAMO STANCHI!

Trimestrale Area Calabria

 

 


Tra assunzioni, accorpamenti, formazione e sicurezza … alti e bassi in “Area Disagiata”.

Nei giorni scorsi si è tenuta alla presenza dei referenti aziendali – Relazioni Industriali Capogreco, Risorse Umane Mancini e Iannaccone, Direzione Commerciale Retail Mastria, Immobili Rainone e Sicurezza Spada – la prima Trimestrale dell’Area Calabria dall’ingresso di Ubi Banca in Intesa Sanpaolo.

All’esposizione aziendale dei dati relativi agli organici dell’Area, è seguita una disamina della situazione commerciale. Da questa è emerso, in modo evidente, come i risultati positivi siano il frutto della professionalità e dell’impegno dei colleghi dell’Area che non si sono risparmiati, nonostante le indiscutibili difficoltà del periodo (emergenza pandemia, mancanza adeguata formazione per ex UBI, disfunzioni organizzative, carenza di risorse, etc.).

Molte sono state le segnalazioni da parte Sindacale:

La necessità di assunzioni in un territorio come la Calabria è un problema che non può ritenersi risolto con le annunciate 10 risorse in più.

– La formazione dei Colleghi ex Ubi non può ritenersi terminata. Così come non si può pretendere che questi Colleghi siano immediatamente operativi su tutto, non si può chiedere agli addestratori di essere contemporaneamente pronti a raggiungere obiettivi commerciali, tutt’altro che semplici, e magari subire anche pressioni – vedi telefonate inevase, frequenti riunioni, richieste continue di vendita di prodotti e di reportistica di produzione.

– Deve essere chiaro che i problemi di struttura, archivi e sicurezza, conseguenti all’accorpamento delle filiali, sono di esclusiva competenza aziendale che ne assume la totale responsabilità. Le eventuali criticità conseguenti alla non adeguata conservazione della documentazione contrattuale non possono rappresentare un problema per i lavoratori.

– Particolare attenzione, in questa fase, deve esserci in relazione alla mobilità di tutto quel personale che, in ragione delle chiusure delle filiali, si troverà senza posto; così come attenzione ci vorrà a non disperdere competenze e professionalità maturate nel tempo. Vigileremo sull’impatto che avrà il modello distributivo incombente (verifica delle modalità di utilizzo dello smart working) in relazione agli accorpamenti attuali e futuri delle filiali.

– Sui problemi strutturali rilevati e segnalati su varie filiali legati alla mancanza delle aree SAFE, non ci accontenteremo delle rassicurazioni ricevute dal referente della Sicurezza e vigileremo affinché le problematiche evidenziate trovino adeguata soluzione.

– Attendiamo ragguagli in merito allo spostamento di 85 colleghi operanti su Cosenza viale Crati che saranno collocati in via Salvemini presumibilmente alla fine del mese di novembre e per i quali siamo certi si stiano preparando gli uffici seguendo tutti i canoni di sicurezza previsti dalle normative vigenti in materia.

– Abbiamo segnalato le carenze di organico, tra i colleghi addetti ai Crediti, dovuti a mancanza di turnover a seguito di esodi e pensionamenti avvenuti e che avverranno a breve negli uffici.

– La formazione che viene somministrata su Apprendo è relativa spesso ad argomenti e procedure abbastanza lontani dalla operatività di filiale e di direzione territoriale. Ferme restando le previsioni del Modello 231, si potrebbe razionalizzare la formazione obbligatoria privilegiando temi effettivamente attinenti al nostro lavoro.

– L’Azienda deve tenere nella medesima considerazione tanto il raggiungimento degli obiettivi commerciali (spesso troppi ambiziosi), quanto la giusta definizione di congrui carichi di lavoro in modo da consentire ai lavoratori il rigoroso rispetto della normativa con particolare attenzione all’antiriciclaggio.

La riunione si è svolta in un clima sereno con una interlocuzione chiara e corretta tra le parti; anche se non ci accontenteremo delle disponibilità manifestate e le andremo a verificare nel tempo. Con l’occasione, ricordiamo alla Banca che se si vuole continuare a ritenere la Calabria – in ogni Accordo – zona disagiata, bisognerà agire in coerenza e consequenzialità.

12 novembre 2021                                                     I Coordinatori Territoriali Area Calabria

                                                                                       FABI – FIRST – FISAC – UILCA – UNISIN

Trimestrale Area Campania del 29 Ottobre 2021

In data 29/10/2021 si è tenuto il periodico incontro di trimestrale dell’Area Campania.

Al tavolo della delegazione aziendale erano presenti Gaetano Luca Capogreco e Tiziana Baracco per le Relazioni Sindacali, Alessandro Lenoci per la Direzione Commerciale, la Dott.ssa Antonella Mancini e Nicola Fontanella per la Direzione Regionale, Simona Carannante e Filippo Viserta per il Coordinamento Territoriale di Area Campania, Silvana Quinto per il Coordinamento Territoriale di Area Napoli e Caserta, Roberto Spada per la Sicurezza Fisica, Fortunato Piazzullo per l’Assistenza Rete e Antonio Rainone per l’Ufficio Immobili.

Ha introdotto i lavori il Direttore Commerciale del Territorio Imprese, Alessandro Lenoci, che ha illustrato l’andamento dei TRE territori commerciali.

Il Direttore Lenoci ha diviso l’analisi per i tre settori di core business dell’Azienda : risparmio, tutela e impieghi, sottolineando per tutti l’ottimo lavoro dei colleghi e delle colleghe di tutti i territori, nonostante le evidenti difficoltà dovute alla crisi pandemica da Covid-19.Trimestrale Area Campania del 29 ottobre 2021

NPS Non si Può Sentire

Rappresentanza Sindacale Aziendale –Intesa Sanpaolo

 Reggio Calabria

NPS:  NON si PUO’ SENTIRE

 

Sui budget costruiti con criteri disumani, che non tengono conto della continua diminuzione della forza lavoro per via degli esodi, che costringono a comportamenti a volte discutibili, che sfiancano anche i più tenaci dei colleghi, si sono scritti decine di comunicati.

Perché farne un altro? Per raccontare l’ultima trovata aziendale per rendere ancora più “sfidante” il raggiungimento dei budget: ovvero l’NPS Net Performing Score.

Ufficialmente “è un indicatore che misura la propensione dei clienti a raccomandare un’azienda ad amici e parenti” e consiste di due sole domande.

Quello che succede nella pratica è che non importa se raggiungi il 100% del Budget o persino il 110 su tutti i driver, è necessario che l’NPS abbia determinati valori.

E qui la cosa si fa interessante perché all’algoritmo non importa se il disservizio che causa l’insoddisfazione  della clientela è imputabile alla Banca: sarà sempre la filiale a pagarne le conseguenze.

Si rompe un bancomat in piena estate e non arriva il pezzo di ricambio e la clientela si lamenta del mancato funzionamento dell’ATM per diversi giorni? NPS Non Possiamo Scusarti, sarà la tua Filiale a non percepire il premio incentivante.

I Clienti delle filiali  A e B si lamentano perché è stato tolo il servizio di cassa, mentre quelli della filiale C si lamentano perché le file non finiscono mai perché nella loro filiale si riversano i clienti di A e B? NPS Nessuna Pietà Signori, i colleghi delle Filiali A, B e C potrebbero non prendere premi indipendentemente da quali siano gli sforzi commerciali fatti.

Questi sono solo due esempi e ogni riferimento a fatti o situazioni reali è puramente casuale.

Quello che possiamo affermare è che Non si Può Sentire una cosa del genere e che servono dei correttivi. E’ una questione di credibilità e di fiducia, se vengono meno, non venite a parlare ai lavoratori di sistemi incentivanti dal momento che ogni anno c’è sempre qualcosa che ne ostacola il raggiungimento, senza tener conto che la sua entità è sempre inadeguata agli sforzi e alle difficoltà lavorative anche considerando che si lavora spesso per due perché il personale si riduce sempre ma i budget aumentano.

 

Reggio Calabria 19.10.2021

FORZA NUOVA? NO, VECCHI CASCAMI

FORZA NUOVA? NO, VECCHI CASCAMI

 

I metodi che caratterizzano nel tempo il fascismo sono sempre gli stessi:

  • pescare nel torbido e nel disagio sociale
  • usare un linguaggio violento che semina odio
  • conservare e cristallizzare le differenze sociali
  • avere i lavoratori come primo bersaglio
  • utilizzare la violenza per affermare le proprie convinzioni
  • l’attacco violento, fisico, portato vigliaccamente da molti contro pochi

Quanto successo a Roma sabato scorso dà la misura, fortunatamente in piccolo, di quanto agli inizi degli anni 20 del secolo scorso accadeva quotidianamente in Italia: l’assalto premeditato a chi, persone o istituzioni, veniva considerato un avversario, con l’intenzione di punire, intimorire e spesso eliminare.FORZA NUOVA

Incontro annuale Direzione Regionale Sud del 15 Luglio 2021

 

INCONTRO ANNUALE DI DIREZIONE REGIONALE

 

 

Si è svolto in data 15/07/2021 il “consueto” incontro annuale della Direzione Regionale Campania, Calabria e Sicilia, come previsto dal vigente Protocollo delle Relazioni Industriali.

 

All’incontro hanno partecipato la delegazione aziendale, rappresentata dalla DC Relazioni Industriali con la presenza di Capogreco L.G., dalla Direzione Regionale con il Direttore Nargi e la dott.ssa Mancini, dalle funzioni commerciali Retail, Imprese, Exclusive, Agribusiness, Impact, dalle funzioni risorse umane, dalle funzioni organizzative e di sicurezza del lavoro e la delegazione sindacale unitaria presente nella Direzione Regionale.

 

“Consueto”, perché si è trattato di un DEJA VU, ossia della solita narrazione, corredata da relative slides (che avremmo preferito ricevere prima dell’incontro per consentire alle OO.SS. un’analisi preventiva), di un’Azienda dalle solide basi, di risultati positivi che continuano ad arrivare, di un clima aziendale sereno, di pressioni commerciali che non esistono e non devono esistere, di modelli organizzativi efficaci ed efficienti, di una gestione del personale che sfiora la perfezione. Il Direttore Generale non ha mancato di ringraziare i colleghi tutti per la loro professionalità e per l’abnegazione che quotidianamente dimostrano.

Documento unitario incontro annuale Direzione Regionale del 15 luglio 2021

la Trimestrale di Area che non c’è stata

RSA FISAC CGIL INTESA SANPAOLO REGGIO CALABRIA

 

LA TRIMESTRALE DI AREA

CHE NON C’E’ STATA…

 

Abbiamo fortemente atteso che si fissasse la data della Trimestrale di Area, considerata sempre un momento alto di verifica della realtà aziendale, un confronto importante per potere, nella diversità dei ruoli, illustrare, di fronte a livelli diversi della Banca, la vera situazione dei colleghi e dei punti operativi.

Spesso infatti ciò che viene presunto o dato per scontato dai nostri interlocutori è completamente difforme dal contesto e dalle condizioni in cui si trovano a lavorare i colleghi.

Ma l’attesa è stata vana: vogliamo comunque portare a fattore comune ciò che avremmo illustrato: avremmo descritto filiali allo stremo, dove l’illusione di tornare ad una normalità che non sarà più quella di prima, ha evidenziato invece ancora di più le carenze e le disfunzioni:  personale stanco, provato che si trova quotidianamente a combattere per cercare di colmare ritardi; lacune organizzative e procedurali dalle quali si subiscono pesanti ripercussioni.

La motivazione dei colleghi a terra: riunioni commerciali (in alcuni casi giornaliere della durata di  messe cantate) che vorrebbero accendere entusiasmi e strategie ma trovano platee di uditori stanchi che non riescono a trovare energie e ragioni.

Attenzione però a non pensare che sia colpa della pandemia: il covid ha solo accelerato ed espresso in tutta la sua gravità, gli effetti di scelte poco lungimiranti: pensiamo alla spinta per ridurre o abolire  le casse, per poi ritrovarsi nel periodo delle ferie, senza possibilità di organizzare e pianificare le sostituzioni: e dopo aver tentato soluzioni improvvisate, si decide addirittura di chiudere il servizio alla clientela

Meraviglioso: in un contesto in cui i fatti hanno sempre dimostrato la necessità di permanenza delle casse, si eliminano nel periodo di maggiore affluenza: per fortuna si diceva che la cassa offriva anche ottimi spunti di cross selling commerciale! Ma forse era un altro film…

Forse una visione  più rispondente, porterebbe ad assunzioni dedicate proprio a questo ruolo: giovani da inserire in ruoli base.

Cosa dire poi della problematica bancomat? filiali spogliate del servizio di casse trasformate solo in punti consulenza, dove pero bisogna continuamente ricorrere al servizio prestito risorse per potere garantire il caricamento degli atm.

Cambiamenti di ruoli professionali, effettuati finalmente dopo anni di inascoltate richieste, ma che però evidenziano sempre una coperta cortissima: affluent che diventano small senza la vera formazione che il ruolo richiede; ma i portafogli lasciati da chi saranno gestiti?

Nuove strutture (agribusiness) dove arrivano telefoni, scrivanie, per non parlare dei gestori e degli addetti, dopo mesi dalla partenza del progetto: forse serviva una organizzazione più efficace; forse il management che rivede le proprie scelte o corregge quelle operate, assicura sopravvivenza e successo più di quello che persiste nella miope convinzione di perfezione.

Direttori che si ritrovano a gestire filiali sempre più vuote di risorse (in alcune si lavora costantemente solo in due) e sempre più cariche di obiettivi, problematiche, criticità:  e cosa dire degli effetti di una integrazione improvvisata, che continua a parlare lingue diverse, che non è stata adeguatamente strutturata e che sta, giorno dopo giorno, rivelando preoccupanti risvolti, specie in tema di controlli?

Attenzione, a tutto questo:  si stanno , giorno dopo giorno, intaccando le basi dell’appartenenza, della fiducia, della credibilità e della prospettiva: i colleghi si rispondono sempre di più che non ne vale la pena, si stanno appiattendo e spegnendo nell’entusiasmo e nella speranza, in ciò che servirà necessariamente per garantirci il futuro: e la colpa non è certamente loro.

Servono risorse, risposte, garanzie, processi di progressione professionale certi, quantificabili, duraturi e condivisi , dall’inizio alla fine: non è possibile in corsa modificare le regole del gioco, non è corretto, non è  efficace.

Avremmo voluto ascoltare risposte su quesiti già posti su Filiali che sono ”sfasciumi penduli sul mare” parlare dell’irrazionalità di certe razionalizzazioni, delle mancate occasioni che una pianificazione più attenta avrebbe al contempo portato a ridurre costi di affitto e dare servizi migliori ai clienti. Sarebbe stato fiato sprecato, certo, ma chissà…

E cosa dire di un’azienda che  a metà anno comunica con effetto retroattivo la diminuzione delle complessità dei portafogli ( gestiti e performanti anche durante la pandemia!!!!!) e mette le mani nelle tasche dei colleghi (neppure il fisco italiano riesce a farlo) chiedendo la restituzione dopo 7 mesi della componente remunerativa collegata alla precedente complessità?

Come commentare: “Intesa SanPaolo ha al centro le risorse e la loro valorizzazione”: forse i colleghi non hanno ancora compreso che remano nelle galere  anzichè lavorare in un grande Istituto bancario, che rappresenta il primo datore di lavoro del Paese!

E allora in un momento in cui l’Azienda si appresta ad attuare la sua riorganizzazione attraverso il piano industriale, è indispensabile porre le basi , ma soprattutto  dimostrare la volontà, di costruire una Intesa Sanpaolo inclusiva per i suoi dipendenti, gratificante, premiante, visionaria, nella quale si possa ritrovare l’orgoglio di un tempo: oggi ne è rimasto veramente poco.

 

Reggio Calabria, 21.7.2021

IL FILO ROSSO

IL FILO ROSSO

Le scelte aziendali poste in essere in questi ultimi mesi hanno determinato una fase storica senza precedenti per il nostro territorio. C’è un nodo al filo rosso che va assolutamente sciolto, che vede la “Banca del Paese” protagonista di un processo di impoverimento e abbandono di intere aree geografiche della Campania che avrà conseguenze devastanti nei prossimi anni da un punto di vista economico, sociale e culturale :

IL FILO ROSSO – comunicato unitario dei CT sindacali ISP della regione Campania

COSI’ NON SI PUO’, COSI’ NON SI DEVE

Cosi non si può. Così non si deve. Non si può per il rispetto e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, come non si può per la considerazione che si deve avere dell’utenza. Negli ultimi 6 anni Intesa Sanpaolo ha progressivamente ridotto la sua presenza a Gela chiudendo tre della quattro filiali presenti ed accorpando le attività in Corso Vittorio Emanuele. Tra chiusure, pensionamenti, trasferimenti ed esodi l’organico complessivo è sceso di circa il 65%. Sono rimaste le attuali 25 unità costrette a convivere in unico spazio che risulta insufficiente per la mole di clientela che deve servire. Il recente processo di riorganizzazione si sta caratterizzando per svariate criticità. Non c’è settore della filiale che non stia sopportando pesanti ricadute. A render più difficile la situazione è arrivata poi la pandemia con tutto quel che ha comportato.

I servizi stanno tutti soffrendo, denotano livelli d’insostenibilità che in cassa raggiungono poi l’apice. I disagi sono stati ripetutamente segnalati all’azienda. Fatta salva la costante capacità di ascolto del gestore del personale e la disponibilità ad alleviare palesi difficoltà, purtroppo persistenti, la filiale sconta enormi problemi operativi acuiti da un tipo di clientela che continua a fruire dei servizi bancari in modo del tutto tradizionale e che vive gli spazi fisici della dipendenza, resi alquanto compressi dal recente accorpamento, come unico punto di riferimento fisico. I colleghi sono fortemente impegnati nel tentare d’invertire lo schema, intensificando la proposta tecnologica, ma ci vuole tempo perché un’ampia fetta di clientela resiste all’innovazione. La rappresentazione plastica delle difficoltà di ogni giorno lavorativo sono le interminabili ed estenuanti file visibili all’ingresso dell’unica filiale di Intesa Sanpaolo gelese. Non bisogna attendere il pagamento delle pensioni per notare come le code siano ormai diventate il tratto distintivo di questa unità produttiva. Il flusso è ingestibile con tanti saluti alle raccomandazioni anticovid che prevedono una distanza di almeno 1 metro tra le persone.

Il problema esiste e va affrontato con un intervento finalmente risolutivo assicurando l’organico necessario. Non basta contare sulla disponibilità dei colleghi della filiale e sull’abusato concetto della rotazione alla cassa dei gestori, che devono pure fronteggiare l’impatto commerciale del loro portafoglio. Questa pratica deve restare un fatto straordinario e non prassi ordinaria, come succede ormai da tempo. Il problema rimane irrisolto. C’è bisogno di apporti esterni ed aggiuntivi che ristabiliscano l’equilibrio. A Gela le emergenze permangono. Lo sta a dimostrare il crescente e preoccupante stato d’insofferenza dei clienti che, a più riprese, ha reso necessaria l’azione delle forze dell’ordine. In ordine di tempo, gli ultimi interventi si sono verificati lunedì 5 luglio e giovedì 1 luglio. Tutto ciò non è una cosa normale.

Ci vuole inoltre ben poco per capire come tale evidente stato di tensione sia la spia dell’irritazione dei clienti che, quotidianamente, espone i colleghi al rischio di spiacevoli episodi.

L’azienda abbia piena consapevolezza della particolarità della situazione intervenendo tempestivamente e in modo definitivo per eliminare le note problematiche.

Lavorare così non si può. Lavorare così non si deve.

Gela, 07.07.2021

 RR.SS.AA. INTESASANPAOLO GELA FIRST/CISL – FISAC/CGIL

IL COPIONE NON L’ABBIAMO SCRITTO NOI

La realizzazione di qualunque progetto passa attraverso diverse fasi: analisi, pianificazione, sviluppo e organizzazione e controllo: così crediamo sia stata valutata l’integrazione UBI INTESASANPAOLO, ma più cose non hanno funzionato.

Consapevolezza comune dei lavoratori, sia di quelli integrati che di quelli riceventi, è che sia stata l’integrazione più problematica e inefficace di tutte quelle precedentemente vissute dai rispettivi gruppi bancari, sotto l’aspetto umano, funzionale, operativo.

Non basta distribuire ruoli, occorre indicare come interpretarli ed eseguirli e ciò avrebbe necessariamente richiesto affiancamenti dedicati preventivi e contestuali, e non possiamo utilizzare la scusa del Covid: se fosse stata condizionante allora, l’integrazione andava spostata avanti temporalmente, così come è stato fatto per tanti altri progetti, in tanti altri ambiti.

E’ come se si fosse dato a tutti appuntamento indicando giorno e ora per iniziare un viaggio insieme, dimenticandosi che non tutti utilizzavano lo stesso mezzo di trasporto e che non tutti avevano la patente o il biglietto o che molti addirittura non sapevano neppure dove bisognava andare!

Facciamo alcuni esempi:

Colleghi assegnati a ruoli di gestore senza abilitazione agli investimenti: non lo sapevamo?

Portafogli corposi migrati, senza le risorse per gestirli. Domanda banale: ma prima dell’integrazione a chi erano assegnati?

Posizioni che post migrazione appaiono prive dei blocchi per Pignoramenti e Sequestri preesistenti: fatto questo gravissimo che espone Istituto e dipendenti a rischi molto seri: come mettere in sicurezza normativa chi ne deve curare la lavorazione?

Infinite posizioni appostate a partite varie senza documentazione giustificativa disponibile, da lavorare per controlli stringenti.

Migrazioni anagrafiche distribuite senza la prevista competenza territoriale: quale criterio incomprensibile è stato adottato?

Rapporti migrati al nuovo contesto procedurale senza prevedere e fornire per tempo la dotazione di supporti (per esempio carte Bancomat) per consentire ai clienti l’utilizzo dei propri fondi in autonomia; si sarebbe evitato l’Intasamento delle casse (stante anche la mancata formazione degli operatori) che si registra a tutt’oggi.

Basterebbe girare per le filiali migrate, osservare i volti stravolti dei colleghi, le file interminabili di clientela esasperata per capire che più di una cosa non ha funzionato. E che immagine avremmo dato se la foto dei clienti appostati con la sdraio davanti a una filiale fosse finita sui giornali?

Non immaginiamo le conseguenze che arriveranno dall’imminente avvio delle ferie.

Ah dimenticavamo: ogni progetto prevede anche un’ulteriore fase, oltre a quelle prima citate: quella della correzione degli errori e dell’adeguamento all’effettiva realtà: noi la stiamo aspettando con ansia!

Se non arriverà, ce ne ricorderemo e lo ricorderemo nel momento di eventuali contestazioni disciplinari, nella fase della valutazione delle risorse e in ogni altro ambito che fosse necessario.

Reggio Calabria, 10.6.2021

RSA INTESA SANPAOLO REGGIO CALABRIA

il copione non l’abbiamo scritto noi

SITUAZIONE FILIALI: LA PAZIENZA E’ FINITA!

È passato più di un mese dalla riorganizzazione partita il 12 Aprile, è ormai evidente che la scelta di questo ennesimo cambiamento organizzativo contestuale all’integrazione di UBI sia stata quantomeno inopportuna nella tempistica, provocando pesanti ricadute su tutti i lavoratori, unite ad un crescente malcontento della clientela per i disservizi arrecati.

L’azienda si sta muovendo in una realtà avulsa dal contesto in cui operano le filiali, un esempio è la riorganizzazione dei portafogli. A fronte della sua dichiarazione, secondo cui “non sono state attivate nuove regole di segmentazione e/o portafogliazione della clientelasi registrano fatti che vanno in direzione diametralmente opposta.

Di fatto c’è stato un consistente aumento di clienti in carico ai singoli gestori contestualmente ad una diminuzione del numero portafogli, che in molti casi ha portato al declassamento di colleghi da gestori privati a gestori base.

A questo si aggiungono altri fattori che concorrono a creare un clima di elevato stress nelle filiali:

  • Persistente carenza delle misure di sicurezza; continuano ad essere troppo pochi e mal gestiti gli steward che disciplinano l’accesso nelle filiali, specie in zone molto turbolente.
  • Un pesante incremento delle pressioni commerciali, a dispetto di tutte le dichiarazioni di facciata e anche di tutti gli accordi intervenuti in sede ABI, realizzate attraverso pressanti richieste di risultati, applicazione del metodo sopra ogni cosa, incessante attenzione alle campagne prodotto, controllo esasperante delle agende. Tutto questo si traduce sovente in quelle pratiche di vendita troppo spinte per le quali la nostra azienda è stata già sanzionata dall’Antitrust.
  • Gestione dei trasferimenti del personale talora incomprensibile, incurante sia delle reali necessità dei lavoratori e sia delle legittime aspettative professionali talvolta disattese rispetto ai percorsi effettuati.

Riteniamo evidente che il modello organizzativo che l’azienda si è dato è inadeguato e va cambiato nella direzione di essere realmente più vicino alle esigenze della clientela e soprattutto dei lavoratori.

Le lavoratrici e i lavoratori devono ritornare al centro di un progetto aziendale che li consideri come un patrimonio da tutelare e non un “costo” sui cui scaricare anche le inefficienze organizzative.

Non è più procrastinabile un massiccio e reale piano di assunzioni per il rafforzamento degli organici delle Filiali che dia risposte non solo a una carenza ormai diventata strutturale che è alla base delle situazioni sopra denunciate (che non può più essere risolta con il solo senso di responsabilità dei colleghi), ma anche ad un territorio che ha urgente bisogno di vedere rivitalizzato il proprio tessuto socio – economico ormai al collasso.

L’azienda, che si definisce Banca del Paese, deve onorare il ruolo che si è ritagliato, ruolo che ad oggi è più millantato che praticato.

Ci aspettiamo un reale cambio di passo da parte dell’azienda, mancando il quale e ritenuta esaurita la fase della pazienza,  attiveremo tutto quanto in nostro potere, non escludendo azioni vertenziali.

Napoli, 8 Giugno 2021

I COORDINATORI D’AREA NAPOLI E PROVINCIA E AREA CAMPANIA FISAC CGIL

 

AGRIBUSINESS…. MA SI POTEVA FARE MEGLIO….?

AGRIBUSINESS…. MA SI POTEVA FARE MEGLIO….?

L’agribusiness, ci è stata prospettata come una filiera di eccellenza, dedicata all’ agroalimentare , settore che attraversa tutto il territorio nazionale e, in modo particolare presente nella nostra Regione e nel Sud.

Queste Filiali Agribusiness,  secondo quanto ci veniva esplicitato, sarebbero state dotate di una struttura e gestori dedicati alle aziende presenti nel settore Agroalimentare, ovvero aziende ricomprese  nel perimetro dalla produzione alla vendita.

Appunto un ‘eccellenza italiana… avrebbe propagandato la pubblicità

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AGRIBUSINESS MA SI POTEVA FARE MEGLIO……..

 

 

CLIENTI IN POZZANGHERA

Coordinamento Area Calabro Lucana

CLIENTI IN POZZANGHERA

Gestori peggio, Azienda non pervenuta

 

Abbiamo molto odiato i Promessi Sposi a scuola, ma bisogna riconoscere che Il Manzoni aveva profonde intuizioni, come quando diceva che per confondere la povera gente si usava il Latinorum. Oggi questa funzione è stata assunta dall’Inglese. Così, tra le tante traduzioni possibili di “Clienti in Pool” quella che ci sembra più attinente alla realtà del nostro Istituto è “clienti in pozzanghera”.

Si tratta di masse rilevanti di clientela, centinaia di clienti small, migliaia di clienti retail in una filiale media, che sono attribuite in carico ai Direttori di Filiale.

E’ ovvio che i Direttori (oberati da mille incombenze da quelle serissime dell’antiriciclaggio a quelle strettamente commerciali) con questa clientela non ci parlano proprio per cui i clienti in pool (che hanno esigenze come tutti gli altri) vengono spalmati sui gestori: una maniera molto elegante che l’azienda usa per eludere gli accordi sui ruoli professionali che essa stessa ha sottoscritto.

Purtroppo non si tratta di clienti che stanno a sollazzarsi in Piscina (forse tra le tante traduzioni possibili di Pool è questa quella che intende l’Azienda) ma si tratta di masse di clienti fantasma che si aggirano in filiali presidiate da gestori fantasma e in questo mondo surreale l’unico vero assente è l’Azienda,  che continua ad affidare pericolosamente masse di lavoro ad agenti esterni lasciando che l’assunzione del rischio e la gestione della relazione rimangano all’interno con l’unico vantaggio  di dare una generosa provvigione agli agenti.

L’Azienda è assente anche nelle Filiali (soprattutto quelle ex UBI o appena fuse con Filiali UBI) che andrebbero presidiate da stewart, magari con competenze psicologiche per poter smaltire le folle arrabbiate (e ammassate persino negli androni delle Filiali in barba al Covid) per l’inefficienza del servizio. Qui, non solo la pochissima formazione è stata fatta a distanza, ma sono state virtuali anche le dotazioni in termini di risorse che di dispositivi (pensiamo ad esempio alle carte versamento mancanti in una banca che vuole spingere all’uso delle casse automatiche). Abbiamo toccato con mano l’amarezza dei nuovi colleghi che pensavano di arrivare in una grande banca ma era solo una banca cresciuta male. Ci hanno detto che è stata la peggiore integrazione in numerosi anni di carriera a dispetto dai proclami roboanti.

L’azienda è assente in Filiali ormai allo stremo per assenza di personale ed è tempo di pensare a  una soluzione definitiva che non può avvenire attraverso  accorpamenti  di filiali,  peraltro come quelli fatti negli anni passati contro ogni logica  in maniera totalmente penalizzante del territorio e delle sue potenzialità, ma che deve passare attraverso un piano di assunzioni.

E’ necessario  aumentare il numero  gestori (che non ci sono) per poter servire  i clienti (che ci sono). A meno che il vero obiettivo non sia quello di perdere masse di clientela. O forse questo è un prezzo calcolato, approfittando del problema del Covid, per andare verso una banca sempre meno fisica.
Quali macerie resteranno alla fine della pandemia della banca pre-covid?
Sembra pochissime e sarà un incubo, non certo meritato dai colleghi …

 

Reggio Calabria 27.4.2021

 

Dichiarazione trionfalistiche al limite della beffa.

Dichiarazione trionfalistiche al limite della beffa.

 

Leggiamo con stupore le dichiarazioni trionfalistiche rilasciate dall’Azienda dopo i primi giorni di migrazione.

Come per la pandemia, la previsione “andrà tutto bene” non sembra aver trovato corrispondenza nella realtà: tante, troppe, sono state le difficoltà che hanno dovuto affrontare i colleghi, tanto ex UBI che di Intesa Sanpaolo

 

per leggere il documento clicca qui

Dichiarazione trionfalistiche al limite della beffa 21.04.2021

L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’AGRIBUSINESS

L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DI AGRIBUSINESS A SAN GIUSEPPE VESUVIANO

 

Preceduta da una campagna di comunicazione imponente, da articoli apparsi sulla

stampa nazionale e locale che ne annunciavano in pompa magna la nascita, Agribusiness, la nuova direzione dedicata alla filiera dell’agroindustria e dell’agroalimentare, il 12 aprile ha visto finalmente la luce. A San Giuseppe Vesuviano, sede di un distaccamento di quattro risorse – tutti gestori – dipendente dalla Filiale Agribusiness di Castellammare di Stabia, la curiosità e l’attenzione nei confronti di un’iniziativa che nelle intenzioni dovrebbe supportare un settore di interesse strategico per l’area vesuviana, ha lasciato ben presto il posto allo sgomento e allo sbigottimento per come questa idea è stata concretamente realizzata. L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’AGRIBUSINESS

TUTTO  BELLO, TUTTO PERFETTO

E’ di qualche giorno fa il messaggio dei vertici aziendali con il quale viene  riconosciuta grande enfasi all’integrazione ISP UBI: peccato che la realtà vissuta veramente dai colleghi e dai clienti sia completamente diversa dalla visione dal management.

L’integrazione ha sicuramente visto la buona volontà di tutti, ma di sicuro il risultato ottenuto è stato poco soddisfacente, per organizzazione e qualità: integrare fisicamente e logisticamente mondi diversi, aggiungendo alle normali  difficoltà dei processi integrativi, quelle proprie del momento pandemico, non poteva certo  esprimere i risultati descritti : lo si sarebbe dovuto considerare e prevedere.

Se è stato possibile avviare e gestire il processo sicuramente lo si deve solo all’abnegazione del personale, che dimostra, senza averne conseguente adeguato merito e riconoscimento, di compensare sempre più le lacune aziendali.

Territori abbandonati: senza stewart, (in alcune filiali sostituiti grazie all’inventiva del  direttore), in altre , invece,   file di clienti indisciplinati e non governati, ai limiti delle risse per gli accessi alla filiale; affiancamenti che stridono con le regole Covid: come fare addestramento al bancomat, o alla cassa, o anche ai gestori rispettando le regole di distanza di almeno un metro? Promiscuità di operatori presenti nelle filiali, per gli adeguamenti dei locali, senza considerare la necessita di tutela e sicurezza con igienizzazioni prima delle aperture?

Di certo aldilà delle convinzioni, la Banca non ha certamente espresso immagine di adeguato presidio e gestione: non si è dimostrata grande, presente e vicina cosi come si definisce.

Cosa dire poi dell’asset agribusiness? Colleghi destinati ai nuovi ruoli non tutti muniti di adeguata motivazione ed esperienza: non tutti ancora assegnati all’organizzazione che invece, per i volumi e per la mission strategica, deve assicurare prontezza di risposte e di assistenza alla clientela primaria chiamata a gestire, pensando che le “ pillole” formative post assegnazione possano ritenersi sufficienti a ricoprire il ruolo adeguatamente.

E’ come se si pretendesse dalla sera alla mattina che una persona, per esempio, italiana possa tranquillamente conversare in tedesco .

Abbiamo tutti grande nostalgia della Banca in cui lavoravamo, quella  delle integrazioni del passato, in cui i punti operativi da integrare vedevano affiancamenti fisici dedicati ad opera delle migliori risorse che accompagnavano l’integrazione normativa e procedurale, assicurando ai colleghi formazione concreta, serenità lavorativa e traguardavano i clienti con sicurezza nel nuovo mondo operativo. Oggi invece si è scelto l’affiancamento da remoto, salvo poi rimproverare i colleghi in tutoraggio, per non dedicarsi agli obiettivi commerciali e distrarsi con la formazione a distanza!

Cosa dire poi sulla strategia aziendale di attribuire ai direttori portafogli  di clienti, non attribuibili a risorse che non ci sono, per continuare a negare il deficit di personale esistente; salvo poi di fatto farli gestire ai colleghi presenti: sempre maggiore e sempre più diffuso lo stress da lavoro insostenibile.

La situazione è prossima a esplodere; anche in termini di salute dei lavoratori con le conseguenze che ne deriveranno e che non saranno diversamente interpretabili.

La vera integrazione non si realizza con le parole: servono i fatti!

Intesa Sanpaolo – RSA Reggio Calabria

Reggio Calabria, 19.4.2021

MENTRE IL MEDICO STUDIA…IL MALATO MUORE

Riteniamo che questa metafora, quella del medico che rimanda ad operare un malato in fin di vita, rispecchi perfettamente quello che l’Azienda sta attuando in questo periodo.

Analizza, elabora ed attua progetti senza che se ne conoscono obiettivi e finalità ma che impattano su una Rete al collasso, ormai sull’orlo dell’implosione.

Progetti che hanno come unico risultato quello di rendere il clima aziendale sempre più teso, arrivando a minare in maniera significativa anche la professionalità dei colleghi.MENTRE IL MEDICO STUDIA

COMUNICATO UNITARIO RRSSAA AV BN SA SULLA OPERAZIONE DI FUSIONE UBI_ISP 9 APRILE 2021

A poco più di 72 ore dall’integrazione di UBI in ISP, il segnale che l’azienda lancia ai dipendenti è quello di una profonda e radicale disorganizzazione, oltre che di una scarsa attenzione alla salute delle risorse. Un anno di pandemia e di morti per Covid nel settore bancario avrebbe dovuto insegnare qualcosa a questa azienda, che invece sembra interessata più agli aspetti di facciata, all’andamento dei mercati e dei profitti, che a proteggere i propri dipendenti dal rischio di contagio per coronavirus. A oggi, infatti, a oltre un anno dall’inizio della pandemia, la maggior parte delle filiali e le sedi di lavoro risultano essere ancora sprovviste dei pannelli plexiglass e dei termoscanner promessi. Probabilmente l’obiettivo del management, in un’ottica di contenimento dei costi, è quello di aspettare l’immunità di gregge o magari la fine della pandemia, piuttosto che investire nell’acquisto di schermi protettivi!! L’assenza dei plexiglass e la scarsa igienizzazione dei luoghi di lavoro sono però solo la punta di un iceberg di problemi che interessano il nostro territorio e che come OO.SS non siamo più disposte a tollerare.

cliccare qui per leggere il comunicato

LAVORO AGILE…MA PERICOLOSO

 

Apprendiamo con preoccupazione del nuovo modello organizzativo che l’azienda intende attuare.

Si fa riferimento al nuovo progetto che prevede, nelle filiali con un numero di lavoratori superiore a dieci, la dotazione di postazioni di lavoro in numero ridotto, in termini percentuali, rispetto al numero delle persone assegnate.

Il nuovo modello organizzativo, cosi come si sta cercando di attuare, ci sembra inopportuno e pericoloso perché istituzionalizza la precarietà del posto di lavoro  ed è calato in un contesto particolare come la crisi pandemica che stiamo attraversando e che ha acuito alcune problematiche ed ha anticipato ed accelerato diversi cambiamenti nel mondo del lavoro.

LAVORO AGILE…MA PERICOLOSO

fisac sicilia

CGIL SICILIA

UFFICIO STAMPA

COMUNICATO STAMPA

Vaccini: Fisac Cgil Sicilia chiede priorità per i lavoratori del credito a contatto col pubblico

Palermo, La Fisac Cgil Sicilia ha scritto al presidente della regione e all’assessore alla Salute per

chiedere che “nel calendario vaccinale sia data priorità ai lavoratori di banche e assicurazioni, a

partire da quelli che hanno contatto col pubblico”. “La legge – dice la nota della Fisac- individua

questo personale come lavoratori essenziali, soggetti a regole precise ad esempio per quanto

riguarda il diritto di sciopero. Tuttavia questi stessi lavoratori oggi non vengono tutelati sotto il

profilo del diritto alla salute”. Il sindacato rileva che nella sola Intesa- San Paolo si conta un morto

per Covid19, a Caltagirone”. La Fisac rileva che “soprattutto chi sta agli sportelli è tra le categorie

più esposte”. Il sindacato chiede all’assessore alla Salute Razza un incontro per rappresentare la

situazione e chiedere “un calendario vaccinale improntato all’equità”.

2021 dac

L’OSSESSIONE DEL REPORT

 

L’OSSESSIONE DEL REPORT

 

Una delle attività più diffuse nella nostra azienda è la richiesta di report di ogni tipo.

Ai tanti, troppi, sempre in uso, nonostante le reiterate proteste sindacali e nonostante le rassicurazioni aziendali, a questo punto false come una banconota da 30 euro, se ne sta aggiungendo un altro: l’azienda dispone la costituzione di un report sulle telefonate inevase, pretendendo la compilazione quotidiana di un elenco con nome del cliente , numero di telefono, motivo del contatto, attestazione del ricontatto.

Si affronta un problema dal lato sbagliato.l’OSSESSIONE DEL REPORT

a volte basta poco

Giorno 02 Marzo si è tenuta l’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici delle filiali della Piazza di Ragusa, è stata

un’assemblea molto partecipata.

Nel corso del dibattito sono emerse diverse problematiche sapute e risapute, lette e rilette, denunciate

giornalmente da ogni luogo; segno evidente di problematiche condivise ad ogni latitudine, ma evidentemente

repetita juvant:

– Introduzione di prodotti (vedi bonus fiscali e non solo) che richiederebbero un’adeguata formazione

specialistica;

– Procedure farraginose, per di più, a volte, introdotte in periodi poco opportuni;

– Corsa incessante (appuntamenti, telefonate, e-mail, tutela, investimenti, ecc.);

– Continui cambi organizzativi accentuati in periodo pandemico (appuntamenti/ingresso libero);

– Riunioni periodiche utili solo alla mortificazione della persona e del ruolo.

Eppure i lavoratori e le lavoratrici non chiedono la luna, ma solo di essere agevolati nel loro lavoro quotidiano e,

visti i tempi che stiamo vivendo, maggiore sicurezza per la serenità di tutti.

Basterebbero:

– Adeguata formazione;

– Procedure che rispecchino le reali necessità del quotidiano, realizzate magari ascoltando chi le usa

giornalmente;

– Budget coerenti con le reali potenzialità;

– Un’organizzazione che tenga conto che siamo ancora in piena fase pandemica (barriere plexiglass per

tutti e Steward);

– Riunioni finalizzate alla condivisione di informazioni utili allo svolgimento del lavoro quotidiano e non

all’alimentazione del senso di inadeguatezza commerciale/professionale.

Da “addetti ai lavori”, visto che in filiale ci viviamo, riteniamo che questo possa essere già un buon inizio, con la

speranza che tutto questo possa servire a non dover più apprendere, oramai quasi quotidianamente, di colleghi

colpiti da patologie cardiologiche e neurologiche a tutte le età, a volte costretti a ricorrere persino a cure

ospedaliere… sarà una coincidenza questa recrudescenza??!?!?!

“A volte basta poco” è stato il pensiero che ha ispirato il pensiero di chi la riunione l’ha pensata e voluta.

Speriamo che anche la Banca si fermi e rifletta… a volte basta poco.

RR.SS.AA. di Ragusa

FABI Fisac

vendere vendere vendere

La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.

Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.

L’art. 47 della nostra carta Costituente costituisce l’impronta sociale che riveste l’intermediazione creditizia nel nostro Paese. Le enunciazioni verbali del top management di tutte le realtà creditizie in Italia, ed Intesa Sanpaolo in primis, ribadiscono questo concetto in ogni occasione pubblica.

Ma qual è la realtà, il vissuto quotidiano degli addetti nell’affrontare quotidianamente il lavoro del bancario??!!

Negli ultimi giorni abbiamo rilevato e raccolto la sofferenza dei colleghi impegnati nelle filiali per le continue e ossessive pressioni commerciali.

È una vecchia storia che viene rinnovata e alimentata dall’insediamento di nuovi direttori commerciali e/o da vecchi capi area che devono dimostrare la propria bravura e capacità, tempestando e ribaltando sulla rete pressioni di ogni genere e budget che non hanno niente di sfidante ma risultano soltanto avvilenti. Ogni attività deve arrestarsi e si deve soltanto pensare a organizzare e pianificare incontri con i clienti che devono essere convinti a sottoscrivere polizze che diventano sempre più onerose, in buona sostanza sovente viene chiesto da presunti “capi” di mettere le mani in tasca ai clienti in maniera spregiudicata, senza in alcun modo tener conto dei loro bisogni e delle loro reali esigenze, le stesse che sono sancite e tutelate dalla nostra costituzione.

Il nostro AD continua a ringraziare le risorse per l’impegno profuso, ma nei territori assistiamo ad uno svuotamento delle filiali (alcune dell’entroterra sono state dimezzate e ridotte a 2/3 risorse nonostante la mole di lavoro aumenti sempre più); e aspettiamo la riorganizzazione che vede la nascita della filiera agribusiness che sicuramente vedrà ulteriori uscite dalle filiali decimate. La salute degli stessi è passata in subordine: in piena pandemia i lavoratori sono costretti a pagare di tasca propria ausili DPI necessari quali guanti, plexiglass e mascherine ffp2. Per non parlare dei riconoscimenti economici: la recente fusione con UBI sta facendo emergere le differenze salariali che penalizzano i colleghi Intesa Sanpaolo rispetto agli altri lavoratori di categoria: è tempo di ringraziare con i fatti, di parole siamo stufi….

La banca è cambiata, la banca vuole primeggiare sul comparto assicurativo danni (rc auto esclusa) e non bastano le acquisizioni di Cargeas del gruppo Bnp Paribas – operazione ancora da concludere – l’acquisizione dell’80% di Aviva Vita e del 60% di Lombardia Vita, operazioni queste effettuate tramite la controllata Ubi Banca; tutto questo non basta a placare la fame del nostro istituto.

Bisogna “vendere!”, “vendere!”, “vendere!” e “vendere!” oggi assicurazioni, domani PAC etc. “vendere!” solo quello che ogni giorno viene definito prioritario.

Bisogna usare il “metodo” per riempire le agende dei gestori , bisogna fare OAD in un territorio con clientela la cui età media è piuttosto alta e molto spesso con scarsa alfabetizzazione informatica. E a fine giornata si pretende un resoconto che sarebbe sufficiente visualizzare con un click, solo per farti sentire il fiato sul collo (ancora), e se la tua agenda non è piena partono accuse indirette di inadeguatezza e più o meno velate minacce di ritorsioni.

Non ha più nessun valore conoscere il cliente, sentire e assecondare le sue necessità; non siamo più noi a seguire il cliente (addio professionalità), bensì il cliente deve seguire  le indicazioni della banca e deve fare quello che noi gli chiediamo con buona pace del Codice Etico e di tutti i vari regolamenti, Mifid in testa, negando quella funzione sociale, che ha tenuto le banche aperte in questo periodo di emergenza sanitaria come servizio essenziale.

La Banca non è più interessata ai territori, non è più interessata alle persone che li popolano; la Banca deve solo “vendere!”, le figure che vengono assunte in azienda sono sempre più risorse con propria partita iva con contratti farlocchi che devono vendere per guadagnare.

È vero che questa nota appare come tante altre che provengono da altri territori e che leggiamo ogni giorno, ma proprio per questo sarebbe ora che anche quest’azienda le legga e si renda conto che deve fermarsi.

Il continuo stillicidio di pressioni su ogni territorio, a conferma che l’unico interesse della Banca è vendere ad ogni costo e a discapito della serenità e della salute dei dipendenti, non è più tollerabile.

01/03/2021

RR.SS.AA. FISAC/CGIL INTESASANPAOLO – SICILIA

 

 

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