Archivio Puglia Sud E Basilicata

NUOVA DIREZIONE REGIONALE BASILICATA PUGLIA E MOLISE… IN VIA DI DEFINIZIONE UNICA CERTEZZA LA DRAMMATICA CARENZA DI ORGANICI

In data 22 e 26 ottobre u.s. si sono svolti in video-conferenza, in due momenti distinti, gli incontri trimestrali delle Aree Sindacali Puglia sud-Basilicata e Puglia nord-Molise.
Per l’Azienda sono intervenuti nell’ambito dei due incontri: Michelangelo Eleuteri, Mauro Farina Valaori, Vincenzo Piracci (rispettivamente Direttori commerciali Imprese, Exclusive, Retail che si sono alternati tra i due momenti); Enzo Vozza (Relazioni Industriali); Stefano Zingaretti (Responsabile del Personale e Assistenza Rete Direzione Regionale); Michaela Paese, (Coordinatore Territoriale Personale Assistenza Rete Basilicata, Molise e Puglia nord); Sergio Fornasiero (Coordinatore Territoriale Personale Assistenza Rete Puglia sud); Alessandra Mariani (Gestore del Personale FOL); Marianna Capasso (Responsabile direzione Immobili Basilicata, Puglia e Molise).
L’elencazione dei dati trimestrali da parte aziendale si è limitata alla lettura di slides con indicazione al 31/8/2021 degli organici e la disaggregazione per inquadramento, orario di lavoro, tipologia di part time, tipo di contratto, mobilità territoriale e modalità di svolgimento del lavoro flessibile. Nell’elenco organici e ruoli divisi per sesso abbiamo subito segnalato un fortissimo, quanto ormai anacronistico, gap di genere nei ruoli apicali che registrano ancora una bassa presenza di colleghe, dato assolutamente non giustificabile nella prima Banca del Paese.
Come Organizzazioni Sindacali siamo stati destinatari solo di un’esposizione generica dei dati economici e volumetrici della Direzione Regionale al 30 settembre 2021, ma registriamo uno, speriamo non scontato, ringraziamento ai colleghi per l’impegno profuso.
Con riguardo alla metodologia di questi incontri, abbiamo richiesto con forza innanzitutto che vengano rispettati i tempi previsti dagli accordi per le Trimestrali in modo che i quattro appuntamenti annuali previsti si svolgano alle scadenze predeterminate e che vi partecipino anche responsabili aziendali delle Direzioni Impact e Agribusiness sia dell’area commerciale che della gestione risorse umane. L’assenza di questi ultimi è un vulnus per la rappresentanza dei lavoratori e delle lavoratrici del nostro territorio, caratterizzato peraltro da un settore economico dell’agro-industria estremamente rilevante. L’Azienda ha preso l’impegno rispetto al primo punto di rispettare le scadenze, mentre rispetto all’altro punto ha solo preso atto della richiesta.

Su iniziativa sindacale sono stati trattati i seguenti argomenti:

STRUTTURA ORGANIZZATIVA E SEDE DELLA DIREZIONE REGIONALE
È stata denunciata una suddivisione territoriale dei CTPAR a dir poco singolare rispetto alle esigenze organizzative della rete e non corrispondente ai territori delle due Aree Sindacali Aziendali. A titolo meramente esemplificativo, è difficile giustificare il perché una piazza come Martina Franca (Area commerciale Bari Sud Ovest) sia tra quelle in capo al CTPAR Puglia Nord, Basilicata e Molise. Allo stesso modo appaiono talvolta incomprensibili le logiche di assegnazione dei territori ai singoli gestori del personale (ad es: il gestore di Lecce città è diverso dal gestore di Lecce provincia in quanto Lecce città è affidata al gestore di Taranto e provincia).
Ci sfuggono i criteri di tali scelte, che hanno già iniziato a manifestare i propri deleteri effetti organizzativi.
Avremmo voluto conoscerne le logiche ispiratrici anche per poter eventualmente cambiare opinione, eppure, a fronte delle nostre legittime richieste di chiarimento, l’Azienda non ha ritenuto opportuno fornire alcuna spiegazione.
Abbiamo chiesto notizie circa progetti futuri di trasferimento di nuovi uffici e strutture presso la sede di Viale De Blasio della Direzione Regionale, dopo quello di tutto lo staff dell’ufficio Organizzazione e Personale, scelta quest’ultima che pensiamo crei forti difficoltà di interlocuzione tra i colleghi e il proprio gestore del personale nel raggiungere la zona industriale di Bari così periferica e mal collegata. A tal proposito e soprattutto nell’interesse di tutti i colleghi che già lavorano nella nuova sede di Direzione, abbiamo chiesto l’impegno della Direzione del Personale a coinvolgere quanto prima la struttura aziendale del Mobility Management per integrare il documento del Percorso Casa-Lavoro per la piazza di Bari che includa la nuova sede di Viale De Blasio per attivare soluzioni sostenibili di mobilità, tra cui anche un servizio di navetta con il centro Città.
Abbiamo altresì chiesto la riattivazione del servizio mensa e bar, attese le valide strutture esistenti e peraltro pienamente funzionanti ante blocchi COVID.

ORGANICI e ASSUNZIONI
Particolare attenzione abbiamo posto sul tema organici di filiale.
In tutta la Direzione Regionale da inizio anno sono state assunte 22 persone, di cui 21 con contratto misto, ed è prevista entro fine anno l’assunzione di altre 10 unità full time. In definitiva, considerando le peculiarità dei contratti misti, in realtà nell’intero 2021 si avranno solo 11 (UNDICI!) assunzioni a fronte di 100 colleghi già fuoriusciti al 30 settembre u.s. (per esodi, pensionamenti, etc.) a cui bisogna aggiungerne almeno altri 30 in uscita al 31 dicembre. Abbiamo un rapporto assunti/fuoriusciti di meno di 1 a 10 e che ignora bellamente il rapporto di 1 assunto ogni 2 colleghi fuoriusciti previsto dall’accordo del 20/09/2020 nel quale, da sottolineare, non vengono prese in considerazione le assunzioni con contratto misto.
L’Azienda potrebbe replicare che il rapporto di 1 a 2 è un obiettivo da rispettare a livello nazionale ma sarebbe una risposta inaccettabile perché destinata a territori che già cronicamente sono stati afflitti da una considerevole carenza di organici. Per questo motivo le assunzioni deliberate appaiono come una goccia nel deserto rispetto alle esigenze della rete e produrranno lo stesso effetto.
Eppure, nonostante la carenza cronica di personale in rete, il riconoscimento dello straordinario sembra sparito dai radar, nonostante gli enormi disagi che i colleghi vivono quotidianamente. Insieme alle timbrature sembrano infatti sparite le causali PAO e RAO. A tal proposito le funzioni Aziendali hanno ribadito che, nonostante non sia più necessaria la timbratura, non è cambiata la policy sugli orari di lavoro e, in risposta alla nostra denuncia, hanno candidamente affermato che lo “straordinario” è – come dice il termine stesso – un’eccezione e che la norma deve essere l’uscita in orario. Questo significa misconoscere i sacrifici dei lavoratori e sottrarre loro una quota di retribuzione spettante. Pertanto, invitiamo quei colleghi che, per necessità aziendali, sono chiamati a prolungare la propria prestazione lavorativa oltre l’orario di lavoro ad inserire la richiesta di autorizzazione al lavoro straordinario nei previsti applicativi aziendali.

PERCORSI PROFESSIONALI
Abbiamo rilevato taluni casi di discrepanza rispetto ai dati forniti dall’azienda per quel che concerne l’ambito Teti competenze, che pesa per ben il 45% rispetto alla complessità di ruolo. I colleghi in alcuni casi non si ritrovano rispetto ai valori rilevati in procedura ed hanno chiesto un chiarimento alle funzioni aziendali.
Vigileremo sulla correttezza delle risposte fornite per evitare che al danno delle indennità di ruolo perdute, dei percorsi non consolidati e all’amarezza di gestori costretti a subire la gogna delle restituzioni di parte del salario, si aggiunga la beffa di dati non veritieri. Nessun chiarimento è stato fornito nemmeno in merito alle modalità di applicazione dell’anticipo di 4 mesi del consolidamento previsti dall’accordo 14/4/2021.

FORMAZIONE
Abbiamo stigmatizzato il rifiuto che talora viene opposto dai Responsabili di filiale alla legittima richiesta di formazione flessibile da casa, fatta dai colleghi, considerate le difficoltà, e spesso l’impossibilità, a conciliare il fare una formazione adeguata con la gestione dei numerosi appuntamenti in filiale con la clientela.
Peraltro, il modello organizzativo Next way of working, con un numero di postazioni inferiore rispetto all’organico di filiale, rende di fatto ancora più complicata la fruizione della formazione. A tal proposito abbiamo richiesto una verifica del numero di ore di formazione flessibile accordate dall’inizio dell’anno ai colleghi. Anche in questo caso nessuna risposta, trincerandosi l’Azienda dietro la difficoltà di scorporare il dato della formazione da quello complessivo che comprende anche il lavoro flessibile.

LISTE TRASFERIMENTO
Le liste di trasferimento, non prevedendo più l’indicazione dei nominativi interessati rendono impossibile l’esercizio della funzione di controllo del rispetto delle graduatorie da parte delle Organizzazioni Sindacali.
Così come sono, le graduatorie servono veramente a poco. L’Azienda per giustificare tali dati incompleti ha invocato l’applicazione della normativa sulla privacy. Non escludiamo nostro espresso quesito sul punto al garante della privacy.

LAVORO AGILE
Il Lavoro agile, in alcune zone, risulta essere particolarmente complicato a causa delle difficoltà di connessione.
Secondo le funzioni aziendali, tuttavia, quello della connettività è un problema del Paese, non un problema della Banca. A nostro parere, invece, diventa un problema della Banca nel momento in cui, avendone consapevolezza, chiude anche l’ultimo sportello presente in quei territori.
È verosimile, secondo l’Azienda, pensare ad un ricorso al lavoro agile anche dopo la fine del periodo pandemico. Ad oggi circa il 50% dei colleghi delle strutture centrali ne fa ricorso sistematico mentre nella rete lo si fa prevalentemente per la salvaguardia della genitorialità. Passata l’emergenza, secondo le parole del Dott. Zingaretti, si creerà un problema di gestione efficiente degli spazi nelle filiali più grandi. Ricordiamo che la volontarietà nel richiedere il lavoro agile da parte dei colleghi abilitati è frutto di norme di legge (Legge 81/2017) e di accordi precedenti la pandemia e, per molti, tale modalità di lavoro rappresenta uno strumento per una migliore conciliazione tempi vita- lavoro e, quindi, ne chiediamo la applicazione rigorosa.

PRESSIONI COMMERCIALI
Abbiamo rilevato insopportabili strumentalizzazioni di chat di filiale oltre a casi di assegnazione di budget individuali da rendicontare a fine giornata. A fronte di questi rilievi, la risposta aziendale è che non si può parlare di un “sistema” di pressioni commerciali quanto piuttosto di una focalizzazione sull’attività commerciale. In vista di un possibile rush finale previsto per gli ultimi mesi di quest’anno, le persone vanno “accompagnate ed ispirate”, non certo pressate, ha dichiarato l’Azienda. Chissà se i colleghi che quotidianamente vivono il disagio di tali pressioni, e che nel tempo hanno iniziato anche a far uso di psicofarmaci, hanno compreso che la banca cerca solo di accompagnarli ed ispirarli. L’atmosfera che si vive nelle filiali è sempre più tesa e nervosa con conseguenze negative sulla salute psicofisica dei colleghi con ovvi riflessi anche in ambito familiare, come certificato anche da istituti terzi (vd. Università di Pisa, Università Statale di Milano). Tra l’altro, tale clima teso e ansiogeno si rivela anche controproducente per il rendimento atteso. Abbiamo denunciato nuovamente l’ulteriore onere, sui colleghi in prima fila nelle filiali, rappresentato dalla farraginosa gestione delle “telefonate inevase”.
Quanto alle riunioni Skype troppo frequenti, pianificate anche all’ultimo momento e talvolta fuori dall’orario di lavoro, costringendo i colleghi a rinunciare alla pausa pranzo; ci chiediamo come mai Direttori di Area sempre molto premurosi nel sottolineare ai colleghi come sia strategica la pianificazione dell’agenda, non siano poi in grado di programmare le proprie riunioni con un minimo margine di anticipo. Anche in tal caso la risposta aziendale è che si tratta di comportamenti individuali, che devono essere segnalati alle funzioni competenti e/o utilizzando la casella mail “io segnalo”.

INTEGRAZIONE UBI
Altro argomento affrontato nel corso della trimestrale è quello relativo all’integrazione effettuata in modo approssimativo delle filiali del perimetro ex UBI. I colleghi sono stati lasciati allo sbaraglio spesso senza un’adeguata formazione ed in taluni casi hanno dovuto gestire in assoluta autonomia e con grande spirito di sacrificio il cambio di procedure. Abbiamo chiesto espressamente al dr. Zingaretti di dare una certa priorità a tali colleghi in termini di incontri e colloqui al fine di rettificare incarichi assegnati forse un po’ troppo frettolosamente e spesso non corrispondenti alle loro professionalità, ciò anche nell’interesse della Banca.
Non abbiamo ricevuto alcuna risposta ma auspichiamo che il messaggio sia stato ugualmente raccolto.

FILIALI ON LINE
E’stata evidenziata l’eccessiva attenzione ai tempi di chiamata, non più intesi come durata effettiva della stessa, ma come somma della consulenza fornita al cliente ed i tempi di inattività; prassi sicuramente demotivante a livello professionale che rimanda a subdole modalità di controllo a distanza.
La risposta della dott.ssa Mariani, è che non viene ravvisato nel Reason code un controllo a distanza, in quanto trattasi di una semplice modalità operativa. Inoltre, c’è negli obiettivi futuri quello di implementare il sistema dell’IVR, in modo da garantire migliori livelli di servizio, e quello di formare nuove figure professionali.
Abbiamo sottolineato come il concetto di job rotation debba essere inteso sia come possibilità di ruotare all’interno della FOL, sia come possibilità di accedere a ruoli ad elevato contenuto professionale. Ci sono dei colleghi che pur di avvicinarsi al nucleo familiare hanno dovuto negli anni rinunciare a ruoli specialistici che svolgevano con entusiasmo e competenza. Si è posta particolare attenzione al tema dei trasferimenti da FOL.
In un territorio esteso come la Puglia, è importante prestare la giusta attenzione alle esigenze dei colleghi che, pur lavorando nella stessa provincia, sono costretti a sostenere lunghi spostamenti per raggiungere il posto di lavoro. In tal occasione oltre ai trasferimenti presso altre strutture è stato proposto di considerare anche il
discorso dei distacchi in filiali limitrofe alla residenza. Secondo la parte aziendale il tema dei distaccamenti è stato introdotto nelle FOL solo al fine di ricollocare delle risorse provenienti da UBI.
Un auspicio per il futuro è che, per quanto riguarda l’utilizzo dello Smart Working in FOL, venga data la possibilità di sfruttare il lavoro flessibile per le settimane in cui si è pianificati su un turno estremo.
In merito alle indicazioni fornite a seguito della normativa sull’estensione del Green Pass al settore lavorativo privato dal 15/10, abbiamo chiesto all’Azienda delucidazioni sul rientro presso l’unità lavorativa operativa di assegnazione in caso di assenza dal servizio non programmata, a titolo esemplificativo malattia o infortunio,
qualora il collega fosse pianificato su un turno per cui la struttura risulterebbe chiusa. Attendiamo un riscontro.

VIGILANTES – MISURE ANTI-COVID – GREEN PASS
Abbiamo rilevato come il numero di vigilantes a disposizione della Direzione Regionale sia irrisorio rispetto al numero di filiali. Nessuna risposta è stata fornita dall’Azienda.
Abbiamo anche chiesto maggiore coerenza tra le dichiarazioni aziendali in cui si richiama ad una responsabile osservanza delle misure anti-covid e i comportamenti effettivi che si registrano: ad esempio, l’obbligo all’uso della mascherina è sempre meno osservato. Abbiamo, infine, chiesto, alla luce dell’introduzione dell’obbligo di Green Pass sui luoghi di lavoro, quale fosse la situazione riguardo colleghi eventualmente sospesi a termine di legge.
Riguardo quest’ultimo punto ci è stato risposto che non si sono registrati casi di sospensione. Nessuna risposta invece riguardo l’invito a far osservare le misure previste.

PROBLEMI AMBIENTALI SALUTE E SICUREZZA
Riguardo i lavori in corso nelle Filiali di Foggia Piazza Puglia e San Severo Via Tiberio Solis, per trasformare le Filiali in filiali new concept in cui confluiranno Filiali/sportelli distaccati oggetto di accorpamento prima della conclusione dei lavori stessi, abbiamo chiesto all’Azienda se tutti i colleghi interessati dall’accorpamento avranno alla data prevista una regolare postazione. Abbiamo inoltre sottolineato la grande abnegazione dei colleghi data la corposità e invasività dei lavori che li stanno mettendo a dura prova, colleghi già normalmente pressati da tutte le innumerevoli attività quotidiane.
Abbiamo chiesto di sensibilizzare sempre le imprese a prestare la massima attenzione in tema di salute e sicurezza nei lavori e di concentrare i lavori più rischiosi e fastidiosi per emissioni di polvere e rumori nel weekend. L’Azienda ha affermato che tutto procederà come previsto nel rispetto dei progetti comunicati e dei tempi programmati.
Abbiamo anche denunciato la grave problematica dell’assenza di adeguati archivi in molte filiali. L’Azienda ha ammesso tale carenza. Abbiamo anche evidenziato il problema dell’assenza di salottini per ricevere i clienti sia nella Filiale imprese che in quella Agribusiness di Foggia.
Sono stati rappresentati anche i problemi delle filiali di Gallipoli e Lequile che presentano il retro dell’ATM all’interno di una postazione di lavoro, con conseguenti problemi acustici e di sicurezza per le persone. La filiale di Gallipoli presenta inoltre una struttura complessivamente decadente e obsoleta e tal proposito la dott.ssa Capasso ci ha specificato che l’Azienda è da tempo alla ricerca di un nuovo edificio. In merito alla pesante situazione relativa all’archivio della Filiale Imprese di Cavallino, già ben nota all’Azienda, abbiamo ribadito la necessità di interventi urgenti. Abbiamo inoltre stigmatizzato gli annosi problemi di climatizzazione e di qualità dell’aria presso la filiale di Taranto di Piazza Maria Immacolata (ricordiamo pesantemente colpita da focolaio covid) richiedendo un intervento urgentissimo di adeguamento dell’impianto. Ci segnalano che sempre in Piazza Immacolata, a seguito provvedimento ASL, non è accessibile tutto il piano interrato dove si trovano i servizi igienici, l’archivio e l’interruttore montascale per l’accesso dei portatori di handicap.

FILIALI AGRIBUSINESS
Non essendo presenti le funzioni commerciali e del personale della Direzione Agribusiness, non abbiamo avuto la possibilità di interloquire con alcun referente in grado di rispondere alle numerose problematiche in essere dal momento della costituzione della Direzione stessa.
Pertanto, abbiamo unitariamente ribadito la necessità della presenza di rappresentanti della Direzione Agribusiness nei prossimi incontri.

ALTIMETRO
L’altimetro risulta in alcuni casi pesantemente condizionato da interventi del responsabile per “orientare” i giudizi dei singoli. L’Azienda ha condiviso che, se tale strumento dovesse essere utilizzato in maniera coercitiva, perderebbe la sua funzione. Peccato però che non faccia nulla per arginare il fenomeno.

I tentativi sindacali di rendere quanto più proficui gli incontri si sono rivelati vani di fronte ad una delegazione aziendale che non ci è parsa voler intervenire concretamente per risolvere le serie problematiche denunciate dalle Organizzazioni Sindacali e che ha glissato in modo evidente sugli argomenti più qualificanti.
Il confronto con il sindacato non può essere considerato un mero atto dovuto.
Noi continueremo con perseveranza a incalzare l’Azienda a tutela degli interessi dei lavoratori e delle lavoratrici che ci onoriamo di rappresentare.

Bari, 9 novembre 2021

OTT. 2021 TRIMESTRALI DR BASILICATA PUGLIA MOLISE comunicato unitario

NPS Non si Può Sentire

Rappresentanza Sindacale Aziendale –Intesa Sanpaolo

 Reggio Calabria

NPS:  NON si PUO’ SENTIRE

 

Sui budget costruiti con criteri disumani, che non tengono conto della continua diminuzione della forza lavoro per via degli esodi, che costringono a comportamenti a volte discutibili, che sfiancano anche i più tenaci dei colleghi, si sono scritti decine di comunicati.

Perché farne un altro? Per raccontare l’ultima trovata aziendale per rendere ancora più “sfidante” il raggiungimento dei budget: ovvero l’NPS Net Performing Score.

Ufficialmente “è un indicatore che misura la propensione dei clienti a raccomandare un’azienda ad amici e parenti” e consiste di due sole domande.

Quello che succede nella pratica è che non importa se raggiungi il 100% del Budget o persino il 110 su tutti i driver, è necessario che l’NPS abbia determinati valori.

E qui la cosa si fa interessante perché all’algoritmo non importa se il disservizio che causa l’insoddisfazione  della clientela è imputabile alla Banca: sarà sempre la filiale a pagarne le conseguenze.

Si rompe un bancomat in piena estate e non arriva il pezzo di ricambio e la clientela si lamenta del mancato funzionamento dell’ATM per diversi giorni? NPS Non Possiamo Scusarti, sarà la tua Filiale a non percepire il premio incentivante.

I Clienti delle filiali  A e B si lamentano perché è stato tolo il servizio di cassa, mentre quelli della filiale C si lamentano perché le file non finiscono mai perché nella loro filiale si riversano i clienti di A e B? NPS Nessuna Pietà Signori, i colleghi delle Filiali A, B e C potrebbero non prendere premi indipendentemente da quali siano gli sforzi commerciali fatti.

Questi sono solo due esempi e ogni riferimento a fatti o situazioni reali è puramente casuale.

Quello che possiamo affermare è che Non si Può Sentire una cosa del genere e che servono dei correttivi. E’ una questione di credibilità e di fiducia, se vengono meno, non venite a parlare ai lavoratori di sistemi incentivanti dal momento che ogni anno c’è sempre qualcosa che ne ostacola il raggiungimento, senza tener conto che la sua entità è sempre inadeguata agli sforzi e alle difficoltà lavorative anche considerando che si lavora spesso per due perché il personale si riduce sempre ma i budget aumentano.

 

Reggio Calabria 19.10.2021

PRIMO INCONTRO TRIMESTRALE DI RELAZIONI INDUSTRIALI NELLA NEO COSTITUITA DIREZIONE REGIONALE: SE IL BUONGIORNO SI VEDE DAL MATTINO…

Il 16 luglio si è svolta da remoto la prima trimestrale 2021 della neo-istituita Direzione Regionale Basilicata Puglia e Molise. Sono intervenuti il Direttore Regionale Alberto Pedroli, i Direttori Commerciali dei tre territori, il nuovo Responsabile del Personale ed Assistenza Rete, Stefano Zingaretti, oltre che i Responsabili del Personale FOL, Direzione Impact ed Agribusiness, alla presenza del rappresentante delle Relazioni Industriali Enzo Vozza e degli altri colleghi della sua struttura che seguono la D.R.

Si è trattato della prima trimestrale successiva ad una integrazione avvenuta in piena emergenza sanitaria e dunque, anche da parte aziendale, è stato ritenuto doveroso evidenziare la straordinaria difficoltà del momento e le criticità legate alla fragilità del contesto socio economico del territorio su cui insiste la nostra Direzione Regionale.

Il Direttore Pedroli ha giustamente ricordato che la Puglia è stata una delle ultime Regioni ad uscire dalla zona rossa e, aggiungiamo noi, proprio in quei giorni, si dava corso alla chiusura contemporanea di oltre trenta filiali della ex UBI BANCA! Ha anche parlato di un territorio molto fragile, con un PIL pro capite di 20.000 euro che è la metà di quello medio di altre zone d’Italia, con una distribuzione della ricchezza molto polarizzata, che potrebbe subire ulteriori lacerazioni. Ha pertanto richiamato il grande senso di responsabilità sociale, economica, di ecosistema, della nostra Banca, correttamente ritenuta come la vera “banca del territorio” in ragione delle quote di mercato detenute.

Peccato che a tale presunto senso di responsabilità nei confronti di clienti e colleghi, non abbiamo visto corrispondere fatti concreti!

E’ sorprendente sentire un Direttore Regionale stigmatizzare la progressiva desertificazione dell’offerta bancaria, come se tale fenomeno riguardasse solo la concorrenza, senza rendersi conto che forse noi ne siamo i principali artefici, avendo chiuso da inizio anno oltre trenta filiali! Come pure ascoltare il Direttore Commerciale Retail mentre afferma che lo sforzo richiesto alla rete è un forte presidio della clientela Intesa Sanpaolo e una “gestione importante” della clientela ex UBI per “l’adeguamento alle nuove impostazioni, ai nuovi protocolli e alle nuove regole”: tradotto, un’opera di catechesi, di “education” (come è stata definita con un inglesismo) o, in altre parole, un vero e proprio lavaggio del cervello nei confronti dei poveri clienti affinché si adattino all’indirizzo strategico della Banca che è quello della digitalizzazione. O dentro o fuori! Con buona pace della presupposta responsabilità sociale nei loro confronti!

Ma è soprattutto nei confronti della platea dei colleghi che si palesa la più ampia discrasia fra le dichiarazioni d’intenti e la realtà dei fatti.

Queste le problematiche che abbiamo posto all’attenzione dell’Azienda:

 INCORPORAZIONE UBI: nel nostro territorio lo “tsunami” dell’incorporazione con UBI è stato affrontato in condizioni di grave sottodimensionamento di organico dello stesso ufficio del personale, con il risultato che numerosi colleghi hanno sostenuto il primo colloquio con gestori delle risorse di altre zone d’Italia, per poi vedersi trasferire, da un giorno all’altro, dai locali gestori, in molti casi in filiali e ruoli per nulla confacenti alle loro professionalità e alle loro aspettative. Il tutto senza NESSUNA formazione!

A questa incresciosa e dannosa situazione di affanno dell’ufficio del personale, ove ogni singolo gestore è stato chiamato ad occuparsi di territori vastissimi, l’Azienda ha, molto tardivamente, posto rimedio con la nomina di ben quattro nuovi gestori che andranno a rimpolpare le fila di quelli già esistenti. Una pianificazione con delle risorse da adibire alla gestione del personale avrebbe dovuto essere fatta in tempo utile e prima dell’operazione UBI. E quanto agli errori commessi in fase di trasferimenti/assegnazioni, il Direttore Zingaretti si è giustificato dicendo che si è “trattato di comporre un puzzle di circa 3000 pezzi” (quante le risorse della nostra D.R., 3.100 per l’esattezza) e che, di sicuro, non si è trattato di un compito facile. Ha dimostrato dunque una certa disponibilità ad effettuare correzioni a posteriori.

 ORGANICI: a fronte dell’impegno del Gruppo di assumere 3.500 giovani, abbiamo chiesto quanti di questi neo assunti siano stati o saranno convogliati verso la nostra Direzione Regionale, con quali tipi di contratti e in quali strutture. A questa domanda assai precisa, non abbiamo ricevuto che vaghe risposte: l’unica cifra di cui abbiamo memoria è quella fornita dal Responsabile del Personale FOL, Enrico Pezzolato, che ha parlato di 31 neo assunti nelle due strutture nella nostra D.R. da inizio anno. Per il resto nessuna notizia fornitaci, nemmeno riferita alla manciata di contratti misti sparsi in modo casuale nelle filiali. Denunciamo nella nostra D.R. una situazione di grave carenza di organico estremamente diffusa su tutto il territorio. Paradigmatica la situazione venutasi a creare nella provincia BAT, dove la mancanza di filiali UBI (tutte cedute a BPER) ha inoltre impedito qualsiasi sinergia volta a recuperare personale, motivo per cui alcuni colleghi si sono visti addirittura procrastinare la data di accesso al fondo esuberi rispetto a quella ipotizzata in relazione alla permanenza media nel fondo stesso. Cronico, ormai, il fenomeno della mancata sostituzione delle centinaia di colleghi che vanno in esodo o in pensione, con grave sovraccarico di lavoro in capo a chi resta nelle filiali. Sporadico, ma gravissimo, persino il verificarsi di situazioni in cui una filiale possa aprire con un solo addetto, con tanto di istruzioni sulla “gestione delle filiali con organico minimo” fornite dal CTPAR al malcapitato di turno!

FILIALI POLLAIO: a fronte della situazione appena descritta su alcuni territori, continuiamo ad assistere in altri alla chiusura dissennata di decine di filiali (solo sulla piazza di Bari, nell’ultimo mese, quattro), con “sversamento” di decine di colleghi e migliaia di clienti in vere e proprie “filiali pollaio”, prevalentemente “new concept”. Constatiamo con amarezza che, in barba ai propositi manifestati nell’incontro con le OO.SS. del 15/02/2021, nel quale l’Azienda si era resa disponibile ad un ripensamento dell’utilizzo promiscuo delle postazioni di lavoro visto il rischio di contagio, oggi si decide di sperimentare il c.d. “Next Way of Working”, il quale contempla, al contrario, l’ulteriore riduzione delle postazioni di lavoro individuali ed un utilizzo sempre più condiviso delle strumentazioni aziendali. In totale spregio del rischio sanitario ancora in corso e del rispetto per la salute dei lavoratori! 

PRESSIONI COMMERCIALI: allo scenario che abbiamo fin qui descritto, che genera nelle filiali “superstiti” una situazione di assoluta disorganizzazione del lavoro, improvvisazione, portafogli scoperti, migliaia di posizioni in capo al direttore di filiale, clienti inferociti, telefonate inevase, fanno da sfondo pressanti richieste di lavorazione delle campagne, lync convocate “ad horas” per frustranti allineamenti commerciali, richieste continue di previsioni di vendita su gestito e tutela e, dulcis in fundo, il neo-introdotto controllo sulle telefonate inevase, finalizzato, nelle intenzioni di chi lo ha concepito, a scoprire l’origine di tali disservizi! Un vero e proprio cane che si morde la coda!

Particolarmente odiosa, con la pandemia ancora in corso, la richiesta di sei appuntamenti minimi in agenda, sia per il rischio contagio, sia perché non si considera che con il turn over forsennato realizzato nelle filiali della nostra D.R. negli ultimi mesi, la maggior parte dei colleghi incontra i clienti per la prima volta e, dunque, il tempo medio da dedicare ad ogni incontro è tutt’altro che breve! 

RUOLI E PERCORSI PROFESSIONALI: anacronistico anche, in tempi di pandemia, mantenere i servizi alla clientela, gli “incontri” con i clienti appunto, fra gli indicatori dei percorsi di carriera. Sarebbe stato auspicabile un ripensamento su questo punto, come pure sarebbe auspicabile una maggiore trasparenza e celerità da parte dell’Azienda nella comunicazione delle complessità di ruolo, che eviti a tanti colleghi oltre al danno del mancato consolidamento dei percorsi professionali anche la beffa della restituzione delle indennità di ruolo già percepite da ben sei mesi! 

FOL: Con riferimento alla struttura Filiale Online, abbiamo denunciato l’introduzione nell’applicativo Golia del “Reason Code” che, obbligando il collega a imputare un giustificativo ad ogni mancata risposta alla telefonata, costituisce di fatto un indebito controllo a distanza, oltre che un vero e proprio insulto alla dignità dei lavoratori.

Abbiamo evidenziato inoltre un rallentamento del processo di osmosi fra rete fisica e FOL, oltre che significative difficoltà dei colleghi ad accedere ai Job posting.

Ulteriore criticità presente nella struttura è quella della singolare modalità di concessione del part time, strumento utilizzato prevalentemente per la conciliazione tempi vita-lavoro, stigmatizzando come la conferma dell’avvenuta concessione pervenga il più delle volte solo il giorno precedente la decorrenza del contratto. Abbiamo pertanto richiesto che tale comunicazione sia data, invece, con un congruo anticipo. Pretendiamo maggiore attenzione alle esigenze dei colleghi della Filiale Online, che rappresenta una fetta importante del Gruppo con circa 2000 persone.

AGRIBUSINESS: ci risulta che nella nostra D.R. alcuni dei colleghi adibiti a questa nuova Divisione, fino all’11 aprile fossero gestori privati, dunque avessero competenze e conoscenze del tutto diverse da quelle richieste per ricoprire il nuovo incarico, in una situazione che comunque si caratterizza per insufficienza di addetti ed anche di personale specializzato, ad esempio in materia di estero. E quello di Agribusiness, che, per certi versi, in questo momento è lo specchio che riflette l’immagine della nostra Azienda, è forse il più eclatante, ma non certo l’unico caso in cui, invocando il concetto di flessibilità e i famigerati “passaggi laterali”, vengono mortificate le professionalità esistenti, adibendo colleghi a ruoli del tutto diversi da quelli “naturali”. Tutto questo genera fenomeni di stress lavoro correlato, frequenti fra i lavoratori quando le richieste avanzate nei loro confronti superano la capacità di farvi fronte, con conseguenze dannose per la salute e per l’equilibrio psichico, che si riflettono anche sulla vita relazionale di chi ne viene colpito. Infine, riteniamo incomprensibile la delocalizzazione in altre regioni della Funzione del Personale, attesa la presenza di una Direzione Regionale del Personale, quando la scelta opposta, se attuata, renderebbe la gestione più fluida per tutti. 

HUB: come noto, l’ulteriore evoluzione del modello di servizio prevede un ampio ricorso al lavoro flessibile. Considerato che esiste un certo numero di lavoratori agili che preferiscono non svolgere il lavoro da casa e che per noi OO.SS. è essenziale impedire che i dipendenti bancari si trasformino in imprenditori di se stessi, con organizzazione di mezzi propri e gestione a proprio rischio, l’Azienda ha pensato di adibire un certo numero di immobili dismessi e inutilizzati ad HUB da mettere a disposizione di questi lavoratori. Abbiamo chiesto quanti di questi HUB saranno previsti nella nostra D.R. e in quali zone. Ma, ancora più a monte, abbiamo chiesto se, prima di concepire HUB per accogliere lavoratori che non si sa come allocare, non sarebbe stato più semplice fare una riflessione più approfondita sull’opportunità di procedere ad una vera e propria ecatombe di filiali!

Più in generale, abbiamo proposto un rallentamento dei vorticosi processi di ristrutturazione aziendale che dia il tempo ai dipendenti della nostra D.R. e a quelli di tutto il Gruppo di riprendersi emotivamente e fisicamente da un anno e mezzo fra i più devastanti che l’umanità intera abbia conosciuto.

La risposta lapidaria del Direttore Zingaretti è stata: “la Banca ha fatto una scelta strategica che è quella della multicanalità, oltre che della banca di prossimità Mooney (rete dei tabaccai) e, in funzione di questa, si giustificano tutte le riorganizzazioni”. 

Alla luce di questa risposta e di tutte le non risposte su gran parte degli argomenti di discussione, riteniamo che le dichiarazioni di principio con cui aveva avuto avvio il nostro incontro trimestrale, che rimandavano ai temi dell’ascolto, del dialogo, della tempestività delle risposte, della vicinanza, siano state smentite nei fatti.

Se il buongiorno si vede dal mattino…

Bari, 27 luglio 2021

COORDINATORI DIREZIONE REGIONALE BASILICATA PUGLIA E MOLISE
FABI FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

2021 07 27 Comunicato trimestrale Direzione Regionale

Nota sulla realtà del mondo imprese

 

  • GESTORI e ADDETTI IMPRESE
  • GESTORI e ADDETTI AGRIBUSINESS
  • GESTORI AZIENDE RETAIL

  

Nel 2020 e in questa prima parte del 2021, i Gestori e gli Addetti che in Intesa Sanpaolo si occupano di fidi alle imprese hanno garantito, con grande spirito di sacrificio, il sostegno a tutte le aziende clienti in una delle epoche più difficili dell’ultimo secolo. Il tutto con grande redditività per l’Azienda, ma senza reali riconoscimenti per i colleghi, a fronte di un impegno a dir poco straordinario che ha esposto a rischio la salute, e purtroppo in alcuni casi la vita, di tali lavoratrici e lavoratori.

Mai come oggi, però, Gestori ed Addetti che si occupano di fidi alle imprese avvertono un grande senso di solitudine ed abbandono.

La gestione aziendale di queste preziose risorse, e del comparto molto delicato di cui si occupano, è infatti caratterizzata da approssimazione e da un’allarmante e crescente disorganizzazione.

All’origine riteniamo ci sia la miope visione aziendale degli ultimi anni, caratterizzata da sempre minore attenzione verso la figura di coloro che si occupano di credito alle aziende.

In passato c’era la consapevolezza che, per formare l’allora Gestore “small business” o Imprese, occorressero diversi anni caratterizzati da vera formazione, affiancamento a gestori senior ecc. Solo dopo aver maturato un’adeguata esperienza sul campo, la risorsa era pronta ad assumere la responsabilità di seguire un portafoglio imprese. Questo processo ha garantito negli anni il giusto ricambio generazionale, formazione, competenza ed un numero di risorse sempre adeguato alle esigenze. Inoltre i gestori in questione avevano percorsi professionali che ne riconoscevano l’elevata professionalità. Tutto ciò con importanti risultati ottenuti, da tutti grandemente riconosciuti alla nostra Azienda.

Negli ultimi anni, quelli purtroppo che hanno visto il passaggio dalle competenze alla vendita tout court, si è via via data sempre meno importanza al comparto fidi.

Anche queste “nostre persone” dovevano vendere….e solo vendere!

E per farlo, competenze ed esperienza…non servivano più! Quindi niente gradi e riconoscimenti adeguati….

Un gestore aziende si può creare dal nulla…in poche settimane…

La realtà che oggi è sotto gli occhi di tutti dimostra, invece, quanto sia stato miope chi in azienda è stato responsabile di questo cambio di visione!

Ci ritroviamo infatti un comparto “fidi alle imprese” ormai composto da un numero di risorse assolutamente inadeguato rispetto alle reali esigenze, tra l’altro aumentate a dismisura sia per il periodo contingente ma anche per scelte organizzative evidentemente non consapevoli delle forze a disposizione! Comparto a cui non si assicura la necessaria formazione indispensabile per tutte le responsabilità assegnate in base a normative aziendali e di legge (antiriciclaggio ecc.) in continua evoluzione.

Il tutto senza avere la possibilità di attingere da quel processo di ricambio generazionale sopra descritto.

Esito: mancano Gestori aziende! Mancano ancor di più Addetti Imprese, a loro volta bacino da cui attingere e formare i nuovi Gestori Imprese.

A fronte della realtà appena descritta, l’Azienda che fa?

Cambia rotta e riavvia quel processo virtuoso che ricomincia a valorizzare le “sue persone” che si occupano di fidi?

No! Crea le Filiali Agribusiness….novità interessante sulla carta, ma del tutto inopportuna concretamente in questo momento storico.

Le crea durante la pandemia, il che già è più che criticabile viste le enormi difficoltà connesse solo al periodo di emergenza sanitaria e alla necessità di dare alle imprese italiane clienti tutto lo stabile sostegno necessario per superare indenni la crisi economica conseguenza di quella sanitaria.

Non basta! Fa coincidere il giorno di avvio di questa nuova filiera con quello della fusione con UBI, già di per sé portatrice di mille e mille disfunzioni e criticità per i Colleghi che lavorano nella rete.

Tralasciando in questa sede le criticità immani della fusione, la conseguenza specifica è stata che, creando quest’ulteriore struttura specializzata nei fidi all’agro-industria, l’esigenza di “donne e uomini fidi” è letteralmente esplosa.

La coperta, già estremamente corta, è diventata d’improvviso cortissima!

Denunciamo grave disorganizzazione nel comparto fidi

e carenza di personale e strutture di supporto.

 

  • criticità specifiche delle Filiali Agribusiness:
  • sono a tutti gli effetti dei Centri Imprese, sia pur specializzati per il comparto agricolo. Specialmente per i portafogli con aziende dell’agro-industria, le cui complessità di gestione sono notevoli, occorre l’addetto one to one;
  • ci sono ancora portafogli privi di Gestori Agribusiness. Vanno nominati subito i nuovi Gestori;
  • tenuto conto del monte rischi creditizi in capo ad aziende dell’agro-industria, occorre un incremento delle facoltà deliberative dei Direttori Agribusiness in linea con quelle dei Direttori delle Filiali Imprese dello stesso territorio;
  • per accelerare i tempi di delibera, occorre rinforzare la filiera dei Deliberanti, affiancando quelli già operativi con quelli in formazione;
  • occorre confermare i poteri deliberativi ai Gestori che già avevano facoltà deliberative prima del passaggio all’Agribusiness;
  • l’agroindustria lavora fortemente con l’estero, perciò occorrono Specialisti Estero dedicati al comparto e che assistano i gestori negli incontri con i clienti e li supportino ogni qualvolta occorra una consulenza tecnico-specialistica;
  • occorre linearità nel passaggio delle aziende agricole dalle Filiali Retail/Imprese all’Agribusiness. Ci consta che sono stati lasciati nel limbo molte aziende prettamente agricole di cui non si comprende il motivo del non passaggio alla filiale agri. Ciò suscita molti imbarazzi nei rapporti e nella gestione di tali clienti da parte dei gestori di origine, specialmente a fronte di richieste specifiche (come le imminenti scadenze per le delibere finalizzate ai Piani di Sviluppo Rurale – P.S.R.);
  • in molte Filiali Retail, ci risulta che lo spostamento di un Gestore all’Agribusiness ha visto il trasferimento del relativo portafoglio in capo al Direttore che già conta di un numero improponibile di clienti privati;
  • vanno rinforzate tutte le strutture di supporto (come istruttoria legale, ecc.);
  • va garantita una modernizzazione delle procedure previste nel credito agrario: l’agripef e soprattutto la farraginosa ”AGRICEBI”. Non si può pensare di creare una filiera specialistica, senza investire nelle procedure, vecchie di oltre 10 anni!

Una delle cose che, invece, sembra funzionare bene sin da subito nella nuova Direzione Agribusiness (come, del resto, in tutti gli altri comparti) è il sistema di rendicontazione e monitoraggio delle polizze vendute, per le quali le pressioni sembrano incuranti di tutte le difficoltà lamentate e riscontrate!

 

  • Focus specifico sulle proroghe delle sospensioni dei mutui=

Quando sono state fatte la prima volta le sospensioni “covid” dei mutui eravamo nel periodo del primo lockdown. La Banca aveva deciso all’epoca un “fermo motori”. Aveva lanciato il messaggio: fermiamoci tutti. Vanno messe in sicurezza le posizioni! Quindi tutti i gestori, coadiuvati da un certo punto in poi da apposita Task Force, si sono dedicati a lavorare le innumerevoli sospensioni. Queste, peraltro, richiedevano uno scambio di corrispondenza (anche a distanza) con clienti e garanti. Non era prevista una pratica di fido (pef). Le proroghe successive, almeno fino a quella odierna, sono state gestite in automatico centralmente. La forte criticità per le Filiali nasce, oggi, in quanto occorre effettuare in modo decentrato le proroghe delle sospensioni in scadenza. Il numero è altrettanto impressionante come nel 2020, perché non ci sono stati significativi decrementi di clienti che hanno chiesto di non effettuare la proroga. Quasi tutti le aziende, che avevano beneficiato della sospensione, hanno reiterato la richiesta di proroga. Qual è, però, l’aggravante rispetto al primo lockdown? Che per fare le proroghe, oggi resta a carico dei Gestori non solo tutto l’iter fatto all’inizio (scambio di corrispondenza con cliente/informativa ai garanti), ma nella maggior parte dei casi anche il perfezionamento di una completa pratica pef. Il tutto senza aver fatto il fermo motore di cui all’inizio dell’emergenza. In particolare nelle Filiali Imprese, che gestiscono i mutui ex Mediocredito, tra le indicazioni operative ricevute c’è l’ulteriore aggravio rispetto alle prime sospensioni effettuate ad inizio pandemia. Infatti per i mutui in procedura “mocib” (ex Mediocredito) occorreva all’epoca solo una mail, mentre adesso occorre la pef e formalizzare tutta la relativa pratica. Quindi non solo non c’è la Task Force, ma rispetto al 2020 si aggiungono le pratiche e le lavorazioni per i mutui ex Mediocredito. A tutt’oggi, i Gestori ci denunciano la mancanza di esaustive istruzioni operative, che invece sono lacunose e cambiano continuamente. Ad esempio pare che nulla si dica in merito ad una eventuale delibera negativa e al testo con cui comunicare detta eventualità al cliente.

Ciliegina sulla torta….: sul sito vetrina della Banca viene data come tempo medio di risposta 3 giorni. Alla luce di tutto quanto sopra indicato, sono dei tempi oggettivamente irrispettabili e la cui pubblicità ingenera solo forti tensioni e nervosismi con i clienti. Nelle prime istruzioni, ci riferiscono che il termine massimo indicato per fare proposta pef/delibera/perfezionamento sospensione sia entro la prima rata in scadenza (spesso 30 giugno). Anche questi sono tempi massimi assolutamente irrispettabili per quei Gestori a cui sono piovute addosso decine e decine di richieste di proroga.

 

Il tutto con i Gestori/Addetti già oberati da mille incombenze commerciali e amministrative, oltre che dalle odiose pressioni commerciali indebite. A ciò si aggiunga l’aggravante, specialmente per le filiali Retail e soprattutto Imprese, del già pesante e straordinario impegno connesso alla lavorazione dei bonus fiscali edilizi (ecobonus, superbonus, sisma bonus ecc.) che sono pratiche a cui tempo addietro nessuno si dedicava ma che oggi sono diventate un pesante carico di lavoro aggiuntivo senza che siano state assegnate nuove risorse specialistiche, ma anzi con la riduzione di personale connessa alla gemmazione delle Filiali Agribusiness. Come sappiamo, nelle Filiali occorre, tra le altre cose, predisporre i contratti dei bonus fiscali. Quest’attività, delicata, prima non era prevista; oggi chi la deve svolgere? Chi è già pieno di altri carichi di lavoro? Non si riesce ad avere idea del fatto che probabilmente quello che viene chiesto di fare ai Gestori va oltre le loro concrete possibilità. Nessuno più fa un calcolo di quelli che sono i carichi di lavoro e questa è una situazione in cui si genereranno dei rischi operativi, per i lavoratori, per la banca, connessi a possibili mancati adempimenti. Chi ne risponderà? Noi diciamo la Banca, perché colpevole di tale disorganizzazione, e non certo i lavoratori messi in condizioni estreme di lavoro.

Per evitare il collasso della Rete Filiali proponiamo di istituire TASK FORCE:

    • per le attuali proroghe di sospensione dei mutui
    • per le pratiche relative ai Bonus Fiscali

OCCORRE RIDARE DIGNITA’ E CONSIDERAZIONE AL COMPARTO CREDITI ALLE IMPRESE!

CHIEDIAMO CHE VENGANO DESTINATE ANCHE A QUESTO COMPARTO LE NUOVE ASSUNZIONI E CHE SI GARANTISCA UNA VERA FORMAZIONE!

 

21/06/2021

FISAC-CGIL COORDINATORI TERRITORIALI RR.SS.AA. di AREA PUGLIA NORD E MOLISE / PUGLIA SUD E BASILICATA –  GRUPPO INTESA SANPAOLO

BANCARIO-SUPERMAN

Le RR.SS.AA. dell’Unità Produttiva di Bari, a pochi giorni dalla fatidica data del 12/4, rimangono attonite nel rilevare l’assoluta ingestibilità della situazione, che sta generando un clima di angoscia e frustrazione fra i colleghi, per una integrazione del Gruppo UBI, portata a termine inopinatamente alla velocità della luce.
L’Azienda – con gran clamore pubblicitario in merito ai primati italiani ed europei del “Gruppo che cresce” – nell’ambito della generale pesante ristrutturazione organizzativa (con la creazione di nuove Direzioni Regionali, diverse articolazioni della Funzione del Personale, o nuovi Business) ha voluto concentrare in un’unica data:
– migrazione informatica delle procedure e ribaltamento dei dati (con gravi “buchi procedurali” che hanno allarmato i clienti UBI i quali non avevano visibilità dei propri rapporti di conto);
– ricollocazione subitanea dei colleghi (spesso contattati all’ultimo istante e trasferiti a con comunicazione a mezzo filo) con assegnazione di mansioni anche diverse, se non inferiori, a quelle precedentemente svolte;
– chiusura di sedi/filiali importanti della piazza di Bari con zone vaste della città lasciate scoperte e relativa migrazione verso altri immobili di tutta la clientela e dei colleghi, anche a distanza considerevole e, spesso, con un vero e proprio “ammassamento” dei colleghi.

bancario superman

CAPI FILIALE…O “CAPRI ESPIATORI” DI INFINITI CONTROLLI?

 

DIRETTRICI E DIRETTORI SOTTO CRESCENTI RESPONSABILITA’ PERSONALI SENZA ADEGUATO SUPPORTO

 

Sui DIRETTORI DI FILIALE è stata riversata una quantità abnorme di controlli ai sensi della normativa antiriciclaggio, a cui si aggiungono tutti gli altri tradizionali controlli.

Il peso di questa attività, via via cresciuto nel tempo a seguito dell’evoluzione delle normative di legge in materia, è divenuto ormai talmente significativo da occupare buona parte della giornata lavorativa dei Direttori di Filiale, che hanno comunque e sempre tutte le altre incombenze di ruolo.

Infatti ai tradizionali e innumerevoli controlli sugli sconfini, su trasparenza, sui rating, sull’usura, per le pratiche di fido (corredo documentale), sui valori ecc. ecc., si sono aggiunti tutti quelli sempre più gravosi ai sensi della normativa antiriciclaggio.

A quest’ultimo riguardo, si parte con la continua richiesta di verifica degli “inattesi” ossia con una prima richiesta ai Direttori di verifica e giustificazione di determinate operazioni dei clienti.

Poi si passa a tutta la ulteriore e consistente attività nell’ambito del “Gianos3D” e quindi alla valutazione dei rischi medi. Arrivano numerose mail con richiesta di giustificare, in tempi sempre contingentati, posizioni aventi un determinato punteggio ai sensi della normativa AML. A ciò si aggiungono le prescrizioni da seguire (decisione non dei direttori) per i rischi alti.

Poi si arriva all’attività connessa alle segnalazioni AUI, attività di controllo aumentata esponenzialmente negli ultimi tempi a seguito dell’abbassamento, da euro 15.000 ad euro 5.000, della soglia di segnalazione e giustificazione delle operazioni in contanti. In procedura AUI, sono “cascate addosso” ai Direttori numerosissime operazioni da giustificare. Sono spesso operazioni contanti da 5.000 euro in su, eseguite agli MTA da clienti non della filiale capitati ad utilizzare casualmente quello sportello automatico.

Vista la non delegabilità di detti controlli e le responsabilità anche penali e quindi personali ad essi connesse, i Direttori per approfondire ogni singola operazione devono dedicare molto tempo (per acquisire le informazioni necessarie reperibili da visure camerali/da dichiarazioni dei redditi ecc.) in maniera diretta per i clienti della filiale ed in maniera indiretta per i clienti gestiti da altre filiali (come nel caso dei clienti imprese, private, ecc.). In questi ultimi casi, i tempi di lavorazione sono ancora più lunghi in quanto l’attività contempla scrivere ai vari gestori di riferimento e chiedere le informazioni necessarie, con un continuo andirivieni di mail. Per non parlare, come detto, dei controlli connessi ai versamenti contanti agli sportelli automatici effettuati da qualsiasi cliente decida casualmente di fermarsi allo sportello della filiale di quel “fortunato” Direttore.

Ciò è del tutto inaccettabile!

Tutte queste attività, nelle proporzioni raggiunte, non possono più essere considerate come attività accessorie del Direttore di Filiale, considerate le rilevanti responsabilità che ne conseguono. I Direttori vogliono essere sì responsabili, ma di ciò che verosimilmente, sia pur con fatica, è possibile presidiare, conoscere, verificare….ma nei termini sopra descritti ciò è oggi concretamente impossibile!

La responsabilità di questa mancanza di supporto, lo dichiamo chiaramente, non è assolutamente addebitabile ai colleghi degli Uffici Controlli che anzi prestano sempre massima collaborazione, pressati a loro volta da adempimenti antiriciclaggio via via crescenti e impellenti.

Occorre, invece, che l’Azienda si faccia carico di tale difetto organizzativo in quanto non è pensabile che si continui con un assetto dei controlli pensato a suo tempo per un numero di attività esponenzialmente inferiori a quelle di oggi, lasciando che i Direttori di Filiale siano i capri espiatori di tali disfunzioni.

Occorre, ad esempio, una Task Force che si faccia carico di tutto il controllo antiriciclaggio (dalla valutazione, alla acquisizione delle informazioni/documentazione, al monitoraggio) e che, a conclusione dell’intera lavorazione, si limiti ad inviare al Direttore un report sull’esito della valutazione.

In aggiunta, specialmente nelle Filiali medio/grandi, si potrebbe pensare alla figura di uno Specialista Antiriciclaggio che svolga, al posto del Direttore, tutte le incombenze della Task Force di cui sopra.

Ancora! L’Ufficio AML, quando prende la decisione di assegnare ad una posizione il rischio alto con prescrizione per la Filiale di chiusura rapporti, deve concludere il procedimento -dopo preventiva condivisione della decisione con il Direttore- con una comunicazione centralizzata al cliente. Non ci si rende infatti conto che, se trattasi di posizioni a rischio ad esempio criminalità ecc., la comunicazione inviata a firma del Direttore lo espone a pericoli alti ed ingiustificati.

 

Chiediamo ai Direttori di tenere costantemente aggiornati i nostri Dirigenti Fisac Puglia sull’evoluzione di tale grave problematica.

Ciò affinché la presente sia:

solo l’inizio di una legittima rivendicazione,

che dovrà prevedere ogni ulteriore iniziativa a tutela delle Lavoratrici e dei Lavoratori coinvolti!

 

24/04/2021  COORDINATORI FISAC/CGIL INTESA SANPAOLO PUGLIA

12 APRILE 2021: INCORPORAZIONE DI UBI IN ISP

12 APRILE 2021: INCORPORAZIONE DI UBI IN ISP

Un benvenuto alle colleghe e ai colleghi!

Tante ancora le criticità irrisolte!

 

Diamo innanzitutto il nostro benvenuto a tutte le colleghe ed i colleghi ex UBI con cui da oggi condivideremo il percorso di vita lavorativa!

Auguriamo buon lavoro al nuovo Direttore Regionale e a tutto il suo staff di Collaboratori.

Auspichiamo che i rapporti con la Fisac e le altre Organizzazioni Sindacali siano improntati, nel rispetto dei ruoli, ad ottenere le migliori condizioni di lavoro per tutti i colleghi della Puglia.

 

Tante sono le situazioni che continuano a destare forti preoccupazioni tra i lavoratori.

Ad oltre un anno dall’inizio della pandemia, siamo ancora in attesa di:

  • plexiglass per le postazioni dei gestori;
  • termoscanner a pianata in tutte le filiali;
  • mascherine FFP2;
  • INDISPENSABILE E IMPROCRASTINABILE SERVIZIO CONTINUO DI VIGILANTES, specialmente nelle filiali con maggior afflusso di clientela;
  • adeguata formazione per i colleghi ex Ubi.

Forte allarmismo continua a destare l’incessante processo di pressioni commerciali indebite, che continueremo a contrastare senza “se” e senza “ma”!

A tutto ciò si aggiunge oggi la fortissima preoccupazione per il c.d. “New Way of Working” (New WOW) ossia il nuovo modello organizzativo che l’azienda intende attuare nelle filiali con un numero di lavoratori superiore a dieci. In dette filiali, le postazioni di lavoro saranno in numero ridotto, in termini percentuali, rispetto al numero delle persone assegnate. E’ dall’inizio della pandemia che diciamo che è divenuto anacronistico e travolto dagli eventi il modello “new concept” che la Banca, pre-crisi sanitaria, voleva estendere a tutte le filiali. Adesso l’Azienda, con un colpo di spugna ancora più anacronistico, vuole estendere di fatto alla stragrande maggioranza delle filiali un modello che estremizza ancora di più tutte le criticità emerse per le New Concept. Non si tratterà più solo di un uso promiscuo dei salottini e degli uffici di “co-working”, ma di una vera e propria “lotta” a trovare una postazione di lavoro libera.

Non solo. Assistiamo in questi giorni di recrudescenza della epidemia covid-19 e delle sue varianti, alla creazione di uffici pollaio in cui vengono sostituite le scrivanie con delle postazioni uniche che andranno condivise tra numerosissimi lavoratori, il tutto con evidenti maggiori pericoli sulla salute dei colleghi. Uffici in cui mancheranno adeguati spazi per riporre le pratiche in lavorazione e da archiviare ed in cui è facile prevedere un inquinamento acustico fonte di ulteriore stress da lavoro correlato.

Ancora! I diffusi e spesso per noi incomprensibili accorpamenti già preannunciati, aumenteranno il sovraffollamento delle filiali residue e la soluzione individuata (condivisione di postazioni inferiori al numero dei colleghi) potrà solo aumentare i pericoli sulla salute dei lavoratori connessi sia al rischio contagio che all’equilibrio psico-fisico (stress da lavoro correlato).

 

A fronte di tutte queste preoccupazioni, vigileremo affinché nei nostri territori siano nel concreto rispettate leggi, normative aziendali e protocolli, denunciando sempre e comunque comportamenti illegittimi che ledano la salute delle lavoratrici e dei lavoratori.

A questo riguardo, Vi invitiamo a segnalarci subito qualsiasi abuso o situazione di irregolarità che dovesse manifestarsi sul vostro luogo di lavoro.

Questo periodo di emergenza sanitaria ci impone molta prudenza per tutelare la salute dei lavoratori e non essere fonte involontaria di ulteriori contagi. Il nostro rigoroso rispetto dei protocolli di sicurezza, ci ha impedito di potervi incontrare fisicamente tutte le volte che avremmo voluto.

Siamo però sempre vicini ad ognuno di voi. Vi confermiamo tutta la nostra disponibilità ad ascoltarvi ed assistervi anche in questo periodo così difficile.

Proprio per consentire a tutte e tutti di avere dei pronti riferimenti Fisac nel Gruppo Intesa Sanpaolo, vi riportiamo di seguito i nomi e i numeri di telefono dei principali referenti Fisac CGIL in Puglia:

ANTEZZA GIANCARLO           338 3388445

DE LEO FRANCO                      347 5605887

FIORINO EMANUELE              333 5885536

LOPEZ ROSALIA                       345 3651350

VERGARI ELISA                        347 6875820

VILLASMUNTA ROBERTA      338 5718898

Coadiuvati dalla rete di RSA e dirigenti provinciali.

 

12/04/2021  FISAC CGIL INTESA SANPAOLO PUGLIA

La sua soddisfazione è il nostro miglior premio

La sua soddisfazione è il nostro miglior premio”

o dell’arte “di girarsi i pollici”

Ci risiamo.

In più di un’occasione abbiamo denunciato per iscritto l’inverecondo livello di pressioni commerciali a cui da tempo sono sottoposti i colleghi e le colleghe della rete; a volte l’abbiamo fatto raccogliendo il malessere generale da più parti espresso, altre volte in riferimento a specifici episodi, come il caso dei quattro colleghi della filiale di Barletta, dimessisi dalla nostra azienda per migrare in lidi più tranquilli (ce lo auguriamo per loro).

Sapevamo anche che ci sarebbe stata la necessità di continuare in queste denunce per ottenere dei risultati, stante la conclamata sordità degli alti vertici aziendali quando si affrontano questi temi.

Ma non ci saremmo aspettati un’ulteriore, assurda, iniziativa, che ancora una volta testimonia la siderale lontananza, misurabile in anni luce, tra coloro che “su alti scranni son seduti” e la base dei lavoratori e lavoratrici.

E’ di qualche giorno fa la comunicazione, indirizzata ai direttori di filiale e da girare poi a tutti i colleghi, avente per oggetto “New report clienti da ricontattare a seguito di chiamate senza risposta” e in cui si dice che giornalmente arriverà all’indirizzo e-mail del direttore un report con nome, cognome, telefono, data e ora della chiamata, gestore di riferimento.

Negli allegati abbiamo poi potuto leggere delle vere e proprie chicche, una fra tutte quando l’azienda afferma che “nei mesi scorsi il numero delle telefonate inevase è aumentato significativamente, proprio mentre la clientela più aveva bisogno di essere assecondata”

Anche noi ci siamo chiesti come mai questo possa essere avvenuto, come mai nei mesi scorsi si è stati meno solleciti nel rispondere alle telefonate?

Forse perché, oltre al cronico sottodimensionamento degli organici, è in corso una pandemia?

Forse perché in alcune filiali, per la sacrosanta turnazione tesa a tutelare la salute degli addetti, si è lavorato con meno del cinquanta per cento dell’organico?

Forse perché tanti colleghi si sono pure ammalati di Covid-19?

Forse perché mancavano i lavoratori fragili rimasti a casa per legge visto che ammalarsi per loro sarebbe stato quasi fatale?

Forse perché su questi organici ridotti i carichi di lavoro sono aumentati a dismisura a causa delle moratorie per mutui e prestiti e dei finanziamenti agevolati legati proprio alla pandemia?

Forse perché i colleghi in tante filiali hanno dovuto regolamentare l’afflusso della clientela e fronteggiarla visto l’assoluta scarsità di steward messi a disposizione?

Forse perché contingentare l’afflusso di clientela spesso si è tradotto in aggressioni anche fisiche da parte di clienti non proprio pazienti e ciò ha portato via tempo ed energie?

Ecco, nel mentre l’azienda, che evidentemente ha sede su un altro pianeta dove ignorano cosa sia il Covid-19, sembra ignorare che tutto questo sia avvenuto e continui ad avvenire, noi siamo fermamente convinti che la risposta affermativa a tutte queste domande spieghi ampiamente perché il numero delle telefonate inevase negli ultimi mesi sia aumentato.

Ed ora,

-alle continue pressioni per vendere tot prodotti di tutela, tot di risparmio gestito etc,

– alle risposte da dare ai capi che chiedono rendicontazioni quotidiane di quello che si è fatto, monitoraggio utile solo a esercitare ulteriore pressione, non certo per avere dati immediatamente disponibili a sistema,

-alla gestione della propria agenda con appuntamenti a brevissimo intervallo l’uno dall’altro e spesso fissati autonomamente dai clienti,

-alla gestione delle richieste dei clienti, delle loro lamentele, a volte dei loro attacchi,

– alla partecipazione a riunioni in pausa pranzo o alla fine dell’orario di lavoro,

-nel mentre si rischia la propria salute e quella dei propri cari visto che per gli addetti di filiale è più difficoltoso ottenere lo smart working,

e questo elenco è solo esemplificativo e non esaustivo,

ora si aggiunge la pressante richiesta, definita prioritaria, di ricontattare i clienti le cui telefonate non hanno avuto risposta!

Ma certo, care colleghe e cari colleghi, smettiamola di girarci i pollici e usiamo le mani per rispondere al telefono! Suvvia!

Interesseremo i nostri uffici giuridici se nel caso dei report sulle telefonate inevase non si configuri un’illegale azione di controllo a distanza.

E poi basta.

Basta veramente.

Chiediamo a tutti i lavoratori e le lavoratrici di segnalarci ogni comportamento che si ravvisi come impropria richiesta e indebita pressione.

Interverremo caso per caso ma riteniamo anche che sia arrivato il tempo di dare segnali forti all’azienda non solo con le parole ma anche con azioni di mobilitazione.

E ora per divertirci, anche se con una punta di amarezza, spieghiamo perché abbiamo usato il titolo “La sua soddisfazione è il nostro miglior premio”, mentre dell’arte di girarsi i pollici abbiamo già scritto.

Questo titolo potrebbe essere la parafrasi di quello che viene affermato pubblicamente e ripetutamente dal top management del nostro Gruppo: le “persone” sono “la miglior risorsa” della Banca ed è per questo che vi è grande attenzione nei confronti dei dipendenti – definiti appunto “le nostre persone” – al loro benessere, alla loro soddisfazione.

Ma a noi questa frase riporta alla mente un film del 1982 “Vieni avanti cretino” con Lino Banfi in cui la scena più famosa è quella che si ritrova in rete su Youtube appunto con la frase “La sua soddisfazione è il nostro miglior premio”.

Consigliamo a tutti e a tutte la visione di questo video della durata di poco più di dieci minuti, molto divertente, ancora valido a distanza di quarant’anni, generatore per noi, appunto, di risate amare.

Viene descritta una realtà paradigmatica e attuale ancora oggi.

Vi è l’ipocrisia aziendale nel dire che la soddisfazione del personale è ciò che le sta più a cuore; il Direttore che assegna via via sempre più compiti al collaboratore e che a sua volta è pieno di tic dovuto allo stress da pressioni di cui anch’egli è vittima; l’impiegato a cui viene chiesto sempre di più, sempre di più; ci sono anche lì telefonate a cui dovrebbe rispondere ma che alla fine rimangono inevase per le troppo incombenze da assolvere; il malessere psico-fisico da stress lavoro-correlato evidenziato anche nell’impiegato da numerosi tic e, infine, il riferimento alla scopa infilata in una parte anatomica che non è elegante identificare con il suo nome per iscritto!

Non appena abbiamo letto dell’iniziativa sulle telefonate inevase non sappiamo dire perché ma immediatamente nella nostra memoria si è affacciata questa scena…

I COORDINATORI TERRITORIALI FISAC CGIL PUGLIA

UN VIRUS DENOMINATO: PRESSIONE COMMERCIALE!

UN VIRUS DENOMINATO: PRESSIONE COMMERCIALE!

I GESTORI NON LAVORANO AD UNA CATENA DI MONTAGGIO!

I lavoratori della Rete ISP Puglia subiscono continue, esasperanti pressioni di vendita giornaliera di tot prodotti di tutela, collocamenti ecc.

Ciò è del tutto illegittimo ai sensi delle normative vigenti!

Questi lavoratori credevano di lavorare in banca, anzi nella più grande banca del Paese.

La triste realtà è che il lavoro quotidiano richiesto è quello di chi lavora ad una catena di montaggio, in cui ogni giorno deve fissare tot bulloni ad una tot velocità.

Sembra assurdo, ma è tutto vero: ai Gestori (che siano Exclusive, Privati, Aziende Retail, Lower o Imprese) viene chiesto di vendere con “passo giornaliero” i “pezzi” di prodotti di tutela (in primis!) ed altri specifici prodotti, previsti da campagne “prioritarie” calate da algoritmi incomprensibili e lontani da ogni logica di sana e durevole relazione con il cliente.

Peccato che questo comportamento da parte di tanti rappresentanti dell’azienda si scontri con una semplice realtà: i Gestori non lavorano ad una catena di montaggio!

Gestiscono…..Persone!

Vi sveliamo un gran segreto…: i clienti, privati o titolari di aziende, non sono macchine da assemblare.

Sono persone in carne e ossa, ognuna con la sua testa, le sue esigenze, le sue paure…specialmente oggi in epoca di pandemia. E’ a queste persone che si rivolgono ogni giorno, pazientemente, i “Gestori” per instaurare innanzitutto una relazione di fiducia, indispensabile per concludere la vendita dei prodotti di tutela ecc.

Come si fa a pretendere un “passo giornaliero”….questo sì che è irresponsabile!

Ricordiamo a tutti che, ai sensi della normativa vigente, il mancato raggiungimento degli obiettivi quantitativi commerciali di per sé non determina una
valutazione negativa
e non costituisce inadempimento del prescritto dovere di collaborazione attiva ed intensa.

Eppure diffusamente ci pervengono indicazioni dai Gestori di incontri “di allineamento commerciale” in cui di fatto viene messa in discussione, in modo totalmente demotivante e irresponsabile, la loro professionalità e adeguatezza nel ruolo…solo perché non hanno mantenuto il “passo giornaliero” nella vendita dei singoli “pezzi” di prodotti di tutela ecc.

Il tutto mentre si lavora nelle filiali da un anno con il rischio, NON INDENNIZZATO, di contrarre il virus covid-19, con croniche carenze di organici, con “magheggi” aziendali che mascherano, attraverso l’assegnazione ai Direttori di portafogli di clientela, ulteriori carichi di lavoro attribuiti di fatto in modo subdolo ai soliti noti, senza plexiglass, con mascherine FFP2 acquistate giornalmente a spese dei lavoratori e con presidi complessivamente insufficienti. 

Invece, dal punto di vista delle responsabilità previste dalla normativa Antiriciclaggio, dal D.Lgs. n.231 8/6/2001 e da tutte le altre normative vigenti, il “Gestore” diventa…: il primo responsabile e spesso…il “capro espiatorio “. Ecco perché invitiamo tutti i Lavoratori a rispettare in modo rigoroso le predette normative. In mancanza, magari anche a causa di pressioni commerciali esasperate, l’azienda non mancherà di addossare immediatamente sulle spalle del “Gestore” le più varie responsabilità,  anche penali. In particolare, invitiamo tutti ad operare nel rispetto di normative, guide operative e non sulla base di mail o chat di capi e/o di strutture che non sostituiscono le normative vigenti e che, in caso di problemi, non esonerano da sanzioni. Questo vale anche per le operazioni, di forte attualità, rappresentate dai finanziamenti “covid” garantiti dallo Stato e dalle cessioni dei cosiddetti bonus fiscali (ecobonus, superbonus, ecc.).

Ribadiamo che le pressioni commerciali indebite sono in contrasto con tutte le normative e gli accordi vigenti:

  • le norme sottoscritte nel Contratto di Secondo Livello,

  • l’accordo nazionale di settore del 2017, recepito nel recente CCNL,

  • e non ultima la Dichiarazione congiunta sulle politiche commerciali nel settore bancario europeo.

BASTA PRESSIONI COMMERCIALI INDEBITE!

RISPETTATE LA PROFESSIONALITA’ DEI LAVORATORI!

RIDIMENSIONATE I BUDGET,

CONFORMANDOLI ALLE EFFETTIVE RISORSE PRESENTI E NON A QUELLE ASSEGNATE SOLO SULLA CARTA!

Ai Lavoratori va consentito di svolgere con serenità il loro mestiere, che hanno dimostrato negli anni di saper ben compiere con senso di responsabilità verso l’azienda e verso i clienti.

E’ per merito loro se Intesa Sanpaolo ha finora chiuso in utile tutti gli anni dalla sua costituzione e conserva una così grande base di clientela.

Lo hanno dimostrato persino nel famigerato anno pandemico 2020: oltre 3 miliardi di euro di utili!

IL MERITO È DEI LAVORATORI, non certo del “metodo” o delle continue pressioni commerciali, come vorrebbero farci credere!

16/02/2021 COORDINATORI AREA PUGLIA FISAC CGIL

I LAVORATORI DELLA RETE CHIEDONO ADEGUATI INDENNIZZI!

PREANNUNCIATI UTILI PER OLTRE 3 MILIARDI DI EURO
NELL’ANNO PANDEMICO 2020:
I LAVORATORI DELLA RETE CHIEDONO ADEGUATI INDENNIZZI!

Le parole del Ceo Carlo Messina di venerdì 5/2/2021 a commento degli utili 2020 di oltre 3 miliardi di euro:

La capacità di Intesa Sanpaolo di raggiungere e superare gli obiettivi, anche in un periodo di eccezionale complessità, è dovuta alla qualità professionale delle sue persone. A loro va il mio personale ringraziamento, per come hanno saputo sostenere famiglie e imprese con misure straordinarie nell’erogazione del credito e per la continua attenzione rivolta alla gestione del risparmio della nostra clientela. I risultati ottenuti, significativamente positivi, consentono alla nostra Banca di proseguire nel ruolo di motore al servizio della crescita inclusiva e sostenibile.

Gli utili 2020, definibili “straordinari” in quanto conseguiti in un anno di grande sofferenza, sono stati ottenuti soprattutto grazie al lavoro di chi quotidianamente ha rischiato la propria salute e continua a farlo, lavorando in condizioni a dir poco difficili e spesso ai limiti della tollerabilità.

Dottor Messina, non se la prenda…..se non ci bastano i suoi personali ringraziamenti!

Come con quegli utili ha già dichiarato di voler remunerare adeguatamente gli azionisti, come verrà premiato senz’altro significativamente il top management, COSÌ AI LAVORATORI VA RICONOSCIUTA UN’EQUA RIPARTIZIONE DI QUEGLI UTILI.

Per questo chiediamo a gran voce:

ADEGUATI INDENNIZZI per TUTTI I DIPENDENTI DELLA RETE CHE HANNO LAVORATO IN PRESENZA NELL’ANNO PANDEMICO 2020, AGGIUNTIVI AI PREMI CONNESSI A PVR/SET.

Altre importanti aziende del Paese lo stanno facendo, vedi Barilla, Ferrari e così tante altre!

Ci aspettiamo che la grande Intesa Sanpaolo non sia da meno…….. CON LE SUE PERSONE!

07/02/2021 COORDINATORI AREA PUGLIA FISAC CGIL

NUOVE ASSUNZIONI: LA PUGLIA NON SIA LA CENERENTOLA D’ITALIA!

La cronica carenza di organici nelle Filiali della Puglia è una delle principali cause di un clima pesante e di condizioni di lavoro sempre più insopportabili per le lavoratrici e i lavoratori della rete.

Da quasi un anno a questa parte, la pandemia covid-19 non ha fatto altro che aggravare la situazione cadendo come un macigno sui lavoratori delle Filiali pugliesi, rimasti in pochi a dover reggere pesanti carichi di lavoro.

E’ stato raggiunto un importante accordo che prevede l’assunzione di 3.500 giovani a fronte delle oltre 7.000 uscite complessive per esodo.

Accogliamo favorevolmente la notizia che l’Azienda ha iniziato a fine 2020 le assunzioni presso le Sedi FOL di Torino, Milano e Napoli.

E’ necessaria ora attenzione alla rete Filiali e al nostro territorio.

LE FILIALI PUGLIESI SONO GIA’ ALLO STREMO! CHIEDIAMO CONGRUE ASSUNZIONI IN PUGLIA ED IN TEMPI RAPIDI.

24/01/2021 – I COORDINATORI AREA PUGLIA FISAC CGIL

LUNEDI’ 4 GENNAIO 2021:……….“SIAMO INDIETRO CON IL BUDGET”

STOP A PRESSIONI COMMERCIALI INDEBITE

AVANTI TUTTA CON ADEGUATE INDENNITA’ AI LAVORATORI DELLA RETE

BILANCIO DI CHI LAVORA IN PRESENZA ININTERROTTAMENTE NELLE FILIALI…..DA QUASI UN ANNO DALL’INIZIO DELLA PANDEMIA:

USCITE:

  • LAVORARE CON IL TERRORE DI ENTRARE A CONTATTO CON UN VIRUS MORTALE
  • LAVORARE CON PRESIDI ARRIVATI IN RITARDO O DI CUI SIAMO… ANCORA IN ATTESA!
  • RESPIRARE A FATICA PER OLTRE 7 ORE AL GIORNO, CAUSA LA NECESSARIA MASCHERINA PROTETTIVA
  • DERMATITI DA CONTINUO USO DI GEL IGIENIZZANTI PER LE MANI
  • DIFFUSO STRESS DA LAVORO CORRELATO
  • ENORMI CARICHI DI LAVORO SULLE SPALLE DI POCHI…..VISTA LA SMISURATA CARENZA DI ORGANICI NELLE FILIALI
  • DOPPIO LAVORO: IN FILIALE E A TELEFONO….”PERCHE’ DEVI RISPONDERE A TUTTE LE TELEFONATE”!
  • PRESSIONI COMMERCIALI INDEBITE 2021: NUMEROSI CASI DI RESPONSABILI COMMERCIALI CHE HANNO FATTO VERGOGNOSE RIUNIONI IL 4 GENNAIO DICENDO………….: “SIAMO GIA’ INDIETRO COL BUDGET”!!!!!!

ENTRATE:

  • 15 EURO AL MESE………………: A TANTO CORRISPONDE MEDIAMENTE IL NETTO MENSILE DEI 3 GIORNI DI FERIE MONETIZZABILI “REGALATI” DALLA NOSTRA BANCA, CON TANTO CLAMORE MEDIATICO!

 TUTTO IL SACRIFICIO E L’IMPEGNO DEI LAVORATORI IN PRESENZA, ALCUNI DEI QUALI NON DIMENTICHIAMOLO  SONO MORTI PER COVID, VIENE RIPAGATO…………………..CON 15 EURO AL MESE?

  • NON PARLIAMO DI PVR/SET, CHE GRAZIE AI SOLITI “CANCELLI E CANCELLETTI” DEI BUDGET ANDRANNO AD UNA MINORANZA DI COLLEGHI E SARANNO COMUNQUE DI IMPORTO RISIBILE RISPETTO AI PRELIBATI PREMI DEL TOP MANAGEMENT…..!
  • PARLIAMO DI UN ADEGUATO E NON RIDICOLO INDENNIZZO CHE E’ GIUSTO RICONOSCERE A CHI STA LAVORANDO IN PRESENZA ININTERROTTAMENTE DA QUASI UN ANNO E HA CONTRIBUITO A FARE UTILI IMPORTANTI ANCHE IN QUESTE CONDIZIONI!
  • ALTRE AZIENDE PUBBLICHE E PRIVATE, CHE HANNO UTILI BEN INFERIORI A QUELLI DI INTESA SANPAOLO, DISTRIBUISCONO SIGNIFICATIVI PREMI A TUTTI I DIPENDENTI PER LO SFORZO E I RISCHI DI QUESTI TEMPI EPOCALI!
  • INFINE AI LAVORATORI IN SMART-WORKING VA RICONOSCIUTO IL LEGITTIMO BUONO PASTO;

 AL TOP MANAGEMENT CHIEDIAMO:

INDENNITA’….NON SBANDIERATE VICINANZE MEDIATICHE!

FIRMATO: LE “VOSTRE” PERSONE DI INTESA SANPAOLO!

COORDINATORI AREA PUGLIA FISAC CGIL

CHIEDIAMO UN NUOVO “CLIMA” IN PUGLIA

CONTINUANO CASI DI PRESSIONI COMMERCIALI INDEBITE

Ricordiamo le parole pronunciate a luglio scorso dal Direttore Regionale, di fronte alla nostra denuncia di diffuse pressioni commerciali indebite sulla Rete Filiali:

soprattutto oggi, dopo le precisazioni pervenute dalla Compliance e dalla Direzione del Personale di Capogruppo, quella non era una strada interessante prima e non può certamente essere da percorrere oggi… L’unico modo di raggiungere gli obiettivi è quello, faticoso, di affiancare e supportare i colleghi della Rete

 

Purtroppo, invece, ci tocca denunciare per l’ennesima volta un clima inaccettabile in molte Filiali!

Parliamo di casi, non isolati bensì radicati e diffusi, in cui le pressioni commerciali indebite sono di fatto utilizzate come “metodo” principale per facilitare il raggiungimento degli obiettivi commerciali, altro che lo sforzo faticoso di affiancare e supportare i gestori.

L’Azienda e in particolare le Funzioni del Personale non sottovalutino, tra i tanti segnali allarmanti, quello proveniente forte e chiaro dalla dimissione massiva di Gestori, avvenuta in Puglia nella Filiale Exclusive di Barletta.

Trattasi di colleghi che sono passati a realtà bancarie decisamente più piccole di Intesa Sanpaolo. Ciò, insieme alla numerosità, età e noto attaccamento dei colleghi, deve far pesantemente riflettere.

 

Si perdono clienti, AFI e…… soprattutto risorse professionali, capitale umano!

Alcuni colleghi dimessi, e li ringraziamo per questo, anziché andar via e basta, hanno voluto lasciare una testimonianza del “clima Filiale”, in favore dei colleghi che restano e con cui hanno diviso una vita di lavoro.

 

Ne emerge un’aria troppo pesante, per continuare ad essere respirata!

Questo clima avvelenato è stato senz’altro una causa importante della loro decisione di licenziarsi, di questi tempi, da dipendenti della più grande Banca del Paese!

 

CHIEDIAMO ALL’AZIENDA UN URGENTE ED IMPROCRASTINABILE CAMBIO DI PASSO!

  • LA FISAC-CGIL VIGILERA’ su tutte le Filiali della Puglia, Retail, Exclusive ed Imprese, per verificare e denunciare in ogni sede comportamenti illegittimi e ingiustificatamente vessatori.

Invitiamo tutte le Lavoratrici ed i Lavoratori a:

SEGNALARE

ai rappresentanti sindacali Fisac del proprio territorio qualunque pressione commerciale indebita,

illegittima in qualsiasi periodo, ma disdicevole ed odiosa oggi con la pericolosa seconda ondata di pandemia che lambisce e, oramai purtroppo, entra in molte nostre Filiali.

l Lavoratori continuano a rischiare la propria vita e quella delle proprie famiglie per portare reddito alla nostra Banca ma:

I LAVORATORI CHIEDONO RISPETTO E DIGNITA’!

 

FISAC CGIL GRUPPO ISP
Coordinatori RR.SS.AA. della Puglia

“METODO E PROATTIVITÀ” … NELLE MISURE DI PREVENZIONE

I LAVORATORI CHIEDONO URGENTI TUTELE CONTRO LA SECONDA ONDATA DEL VIRUS COVID-19

 

RAPIDAMENTE!  E’ così che si sta diffondendo il virus in questa seconda, pericolosissima, ondata dell’epidemia.

RAPIDAMENTE  chiediamo all’Azienda di reagire a tutela della salute dei Lavoratori.

 

NON BASTANO LE MISURE IN ESSERE!

OCCORRE CHE LE STESSE SIANO SUBITO RAFFORZATE!

 

OCCORRE CON OGNI URGENZA:

  • IL SERVIZIO FISSO DI STEWARD: i dipendenti delle Filiali non sono dei vigilantes!
  • LA CHIUSURA DEI SERVIZI DI CASSA POMERIDIANI;
  • RIPRISTINARE LA TURNAZIONE DEL PERSONALE;
  • INSTALLARE SCHERMI PLEXIGLASS: siamo in attesa da marzo!
  • FORNIRE MASCHERINE FFP2;
  • LA RIDUZIONE DRASTICA DEL NUMERO DI INCONTRI IN FILIALE;
  • I TERMOSCANNER A PIANTANA o misurazione della temperatura da parte dei vigilantes.
  • LA SOSPENSIONE DI TUTTI I BUDGET e….della solita rincorsa di fine anno!
  • PIU’ ATTENZIONE ALLE FILIALI NEW CONCEPT, il cui modello oggi è del tutto inapplicabile quanto a promiscuità di postazioni e a percentuali di presenze;
  • SOSPENDERE TUTTE LE RIUNIONI COMMERCIALI/LAVAGNE IN PRESENZA nelle filiali, tutelando così i partecipanti e adempiendo alle nuove prescrizioni dei recenti DPCM;
  • MIGLIORARE LA CRONICA CARENZA DEI SERVIZI DI PULIZIA.

 

L’Azienda chiede continuamente ai lavoratori l’applicazione del metodo e la proattività verso i clienti.

Noi chiediamo all’Azienda di essere “metodica” nel tutelare i Lavoratori, reagendo con velocità alla diffusione del virus.

L’Azienda ci chiede di fornire ai clienti un servizio da prima Banca del Paese.

Noi chiediamo che la nostra Banca ci tuteli da dipendenti della prima Banca del Paese.

 

Altri Istituti hanno adottato i presidi richiesti in modo più tempestivo.

Non è stata rapida, ma è arrivata solo “in zona cesarini”, la proroga del termine di rientro per i lavoratori “fragili”.

Smart working: l’Azienda riconosca a chi lavora da casa un indennizzo, o almeno il buono pasto, che tenga conto dei vari costi sostenuti come connessione internet, riscaldamento e corrente elettrica.

 

I Lavoratori si sentono “in guerra” e noi li dobbiamo difendere dal nemico vero, il Covid-19, e non dalle odiose pressioni commerciali indebite.

LA PRIORITA’ DI OGGI NON E’ RIEMPIRE LE AGENDE, SMARCARE GLI INCONTRI, LAVORARE LE LISTE, MA SUPERARE “CON SUCCESSO” LA SECONDA ONDATA DEL VIRUS MORTALE.

COORDINATORI RR.SS.AA DELLA PUGLIA
GRUPPO INTESA SANPAOLO

Accordo uscite volontarie Gruppo ISP – UBI, la consulenza della Fisac Cgil

ACCORDO USCITE VOLONTARIE GRUPPO ISP – UBI, LA CONSULENZA DELLA FISAC CGIL

 
In collaborazione con INCA e FISAC PUGLIA i servizi che la FISAC CGIL ISP propone ai propri iscritti.

  • ESODO 

    La FISAC/CGIL è in grado di fornirti tutte le informazioni e calcolare la tua finestra pensionistica e l’importo del tuo assegno di esodo.Le adesioni dovranno pervenire all’Azienda entro il prossimo 9 Novembre.Per avere calcoli sull’assegno straordinario di esodo è sufficiente che tu ci faccia avere:–   il tuo Estratto conto previdenziale / Ecocert completo a tutto il 2019 (lo puoi ottenere facilmente tramite sito INPS ovvero tramite il Patronato CGIL);
    –   una busta paga successiva ad Aprile 2020.

Invia la tua richiesta tramite mail al seguente recapito, indicando in oggetto “ESODO”:

fisacisppuglia@gmail.com

 

  • PENSIONAMENTO INCENTIVATO (VECCHIAIA / ANTICIPATA E QUOTA 100)

Le adesioni dovranno pervenire all’Azienda entro il prossimo 9 Novembre; è previsto un premio di tempestività per chi aderisce entro il 20 ottobre.

Possiamo calcolare l’importo provvisorio della pensione.

Per i calcoli relativi al pensionamento, è sufficiente che ci invii:

–   il tuo Estratto conto previdenziale / Ecocert completo a tutto il 2019 (lo puoi ottenere facilmente tramite sito INPS ovvero tramite il Patronato CGIL);
–   una busta paga successiva ad Aprile 2020, copia di carta identità e codice fiscale.

Invia la tua richiesta tramite mail allo stesso recapito, indicando in questo caso in oggetto “PENSIONAMENTO …….. (indica quale opzione Vecchiaia, Anticipata o Quota 100, ) ”:

fisacisppuglia@gmail.com

Ti ricordiamo che i nostri sindacalisti sono a disposizione per darti consulenza.

FISAC GRUPPO INTESA SANPAOLO PUGLIA

ISP Area Puglia: la vicinanza della Fisac

A TUTTE LE ISCRITTE E GLI ISCRITTI DELLA FISAC CGIL NEL GRUPPO INTESA SANPAOLO IN PUGLIA.

Questo periodo di emergenza sanitaria ha avuto profonde ripercussioni sulla vita personale e lavorativa di ognuno di noi.

Sul piano dell’attività sindacale, la crisi ci ha impedito di potervi incontrare fisicamente presso le filiali.

Lo spirito di servizio e la voglia di non mollare mai, anche in questo periodo, ci ha portato ad utilizzare tutti gli strumenti utili per fornire a chi ne aveva bisogno tutta la nostra vicinanza, sia pure “a distanza”, sempre con l’obiettivo dell’ascolto e dell’assistenza.

Innanzitutto nella speranza di poterci rivedere quanto prima fisicamente, ci teniamo a confermarvi tutta la nostra disponibilità anche in modalità “a distanza”.

A tal fine, vi riportiamo di seguito i riferimenti dei nostri Coordinatori RR.SS.AA. di Area del Gruppo Intesa Sanpaolo in Puglia, ossia di quei sindacalisti che sono rimasti sempre coerenti a quel quadratino rosso, simbolo della nostra Organizzazione, e a tutto l’universo di valori che esso rappresenta:

COORDINATORI RR.SS.AA. DI AREA – PUGLIA

DE LEO FRANCO                                347 5605887

FIORINO EMANUELE                         333 5885536

LOPEZ ROSALIA                                 345 3651350

VERGARI ELISA                                   347 6875820

 

I Lavoratori ci stanno mettendo il cuore … ma basterà?

“E’ UN ATTO D’AMORE CHE CHIEDO ALLE BANCHE”

I LAVORATORI CI STANNO METTENDO IL CUORE… MA BASTERA’?

Tutto il mondo, e con esso il nostro Paese, attraversa una delle più pesanti crisi dal secondo dopoguerra. La stessa è partita come crisi sanitaria, a causa della diffusione del virus covid-19, ma è ormai diventata anche una crisi sociale ed economica di proporzioni fino a poco fa inimmaginabili.

A fronte di questa emergenza, la politica senza dare il minimo merito e riconoscimento alla categoria dei bancari, mai nominata negli elogi pubblici del Governo, chiede ancora una volta proprio al sistema bancario, e per esso alle lavoratrici e ai lavoratori di banca, di rispondere concretamente  alle esigenze di liquidità di famiglie e imprese.

Abbiamo assistito nelle scorse settimane ad attacchi anche fisici ed insulti subiti da incolpevoli lavoratori delle filiali, divenuti bersaglio della disperazione irrazionale di persone rimaste senza reddito.

Le lavoratrici e i lavoratori di banca stanno affrontando con abnegazione e spirito di sacrificio questo periodo durissimo, mettendo a repentaglio quotidianamente la loro salute.

LE LORO SPALLE PERÒ NON POTRANNO SOSTENERE IL PESO DELL’ULTERIORE “TSUNAMI” …. rappresentato dalle innumerevoli RICHIESTE DI FINANZIAMENTI A IMPRESE E PROFESSIONISTI garantiti dallo Stato (attraverso il Fondo Centrale Di Garanzia, ISMEA e la Sace spa).

Il Governo proclama ai mass media aiuti immediati, le imprese -in difficoltà- chiedono angosciate che dalle parole si passi subito ai fatti, l’ABI rassicura che le banche sono in grado di far fronte in modo rapido alle richieste.

DOV’E’ IL SUPPORTO DELLA BANCA DI FRONTE A MOLE STRAORDINARIA DI PRATICHE?

mentre la “task force per anticipo cassa integrazione” ha avuto l’efficacia di sollevare le filiali dalle migliaia di richieste ricevute, tutt’altra cosa sta accadendo per i finanziamenti.

Disveliamo quella che è la realtà ben nota, purtroppo, ai GESTORI AZIENDE delle FILIALI RETAIL e ai GESTORI/ADDETTI delle FILIALI IMPRESE:

IL SUPPORTO DI SEMPLIFICAZIONI PROCEDURALI E TASK FORCE……….:

al momento è pari quasi a ZERO!!!!!

L’ONERE GRAVA ANCORA DEL TUTTO SUGLI STESSI COLLEGHI

Tutte le richieste di finanziamenti garantiti dallo Stato hanno comportato fino ad ora pratiche di fido (pef) ordinarie, con le relative lunghe tempistiche.

PER TOGLIERE OGNI DUBBIO AL RIGUARDO: LE TASK FORCE NON STANNO FACENDO LE PRATICHE, neanche per i finanziamenti fino a 25.000 euro!

Per il settore agricoltura?

Anche in caso di richieste di importo minimale e nonostante la garanzia statale (ISMEA) al 100%, occorrono:

la pef / le lunghissime “AGRIPEF” e “AGRICEBI”, oltre alla richiesta di garanzia pubblica.

Manca ancora una procedura per le sospensioni dei prestiti agrari (con sconto cambiali agrarie) richieste dai clienti sulla base di DPCM di marzo…….….e siamo a maggio!!!!!!

Senza dimenticare che ai nostri gestori restano quotidianamente le continue telefonate dei clienti, le pratiche ordinarie come ad esempio il rinnovo dei crediti agrari, le normali richieste delle aziende (portafoglio, carte, remote, cambi anagrafici con i problemi della nuova procedura, modifiche continue di normative……e davvero chi più ne ha, più ne metta….).

Per non parlare delle difficoltà dei colleghi del Nucleo 662 a smaltire nei tempi sollecitati le richieste di garanzia statale (Fondo di G., Ismea, Sace). Colleghi costretti a fare i conti con un numero esponenzialmente cresciuto di domande, con le lentezze del portale del Fondo (a causa dei tantissimi accessi) e con la necessità di addestrare le risorse aggiuntive di recente assegnate e ancora in formazione.

Tutto questo E’ NOTO ALL’OPINIONE PUBBLICA CHE ADDITA i bancari come quelli che non danno corso velocemente ai tanti aiuti del governo?

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONTE HA SOLO DI RECENTE NOMINATO I BANCARI CHIEDENDO…UN “ATTO D’AMORE”.

PRESIDENTE, I LAVORATORI BANCARI SONO IN TRINCEA ED HANNO BEN PRESENTE LA GRAVITA’ DEL MOMENTO!

…………………..

In questo difficile contesto, mentre alcuni capi hanno compreso il ruolo sociale che il mondo bancario sta svolgendo e  promuovono il rafforzamento della relazione fiduciaria con i clienti, ce ne sono altri che ricominciano via skype con LE ODIOSE PRESSIONI COMMERCIALI. Vedasi l’ossessiva “gara” a cui costringono le filiali sul numero delle famigerate offerte a distanza -“OAD”.

Sembra, ascoltandoli, che si sia tornati all’assoluta normalità…e noi, sciocchi, rimasti fermi alla “fase 2”!

Arrivano persino a distogliere i gestori dalla loro mole di lavoro….PER FARE LE SEGNALAZIONI DELLE CAMPAGNE IN ABC: ”ALTRIMENTI NON AVRETE VISIBILITA’ DEL LAVORO CHE STATE FACENDO”!………….”.

Il nostro lavoro è invece visibilissimo, agli occhi del Paese!

…………………..

Contestiamo poi LA CONDOTTA DI ALCUNI RESPONSABILI che, durante il 2019, hanno chiesto enormi sacrifici ai colleghi prospettando la “carota” del massimo premio possibile, senza specificare però tutte le condizioni necessarie per ottenerlo davvero. Salvo poi, a pochi giorni dall’accredito di PREMI più bassi di quelli promessi, cercare CAPRI ESPIATORI a cui dare LE LORO COLPE DI MANCATA TRASPARENZA, strumentalizzando addirittura regole sui premi a loro ben note!

…………………..

PER I FINANZIAMENTI GARANTITI DALLO STATO CHIEDIAMO QUINDI:

  • UNA REALE SEMPLIFICAZIONE DELLE PROCEDURE.
  • UN AIUTO CONCRETO DA PARTE DELLE TASK FORCE CENTRALIZZATE.
  • In particolare, le semplificazioni procedurali e l’ampliamento del supporto delle task force finanziamenti dovranno valere sia per le nuove richieste sia per quelle (molto numerose) già in carico alle filiali ed ancora da lavorare,
  • per i finanziamenti agrari garantiti da Ismea sotto i 25.000 euro (garanzia Stato 100%), va eliminata la necessità dell’“agripef” e dell’“agricebi” (ad esempio prevedendo il caricamento del solo dato -ufficiale- del volume d’affari da modello IVA).
  • Attivazione della procedura per le richieste di sospensione dei prestiti agrari.
  • Effettivo potenziamento dei Nuclei 662 per accelerare l’iter di richiesta delle garanzie statali.

 

I CUORI CI SONO

NON LI FACCIAMO FERMARE!

I Coordinatori Fisac CGIL ISP Puglia

Fisac ISP Puglia: lettera all’azienda

Bari, 30 marzo 2020

Spett.le
Intesa Sanpaolo S.p.a.
Relazioni Industriali

In questo drammatico momento della vita del Paese, la nostra è una delle categorie che – svolgendo un servizio pubblico essenziale – continua a fornire con il proprio lavoro un contributo e un aiuto alla popolazione tutta.

Questo nonostante tutti i colleghi vivano quotidianamente un grande timore per la propria salute e quella dei propri cari che sentono minacciate perché, dovendo recarsi presso il proprio posto di lavoro, non possono dare ascolto al monito “Io resto a casa”.

Il nostro lavoro si svolge in condizioni difficili, nonostante le previsioni dei vari DPCM emanati e i protocolli firmati tra ABI e OOSS il 16 e il 24 marzo u.s.

Denunciamo il ritardo nell’apprestamento di adeguati presidi igienico-sanitari e, in alcuni casi, la loro assenza; auspichiamo che la più grande banca del Paese si adoperi per procurarsi e distribuire al più presto le agognate mascherine che si è impegnata a fornire al Personale.

La modalità di accesso della clientela solo per appuntamento, condivisibile in teoria, si è rivelata pressoché irrealizzabile nella pratica: è impossibile rispondere al telefono non solo nei giorni in cui le filiali sono chiuse(!), ma anche nei giorni in cui si è in filiale a causa della crescente pressione della clientela per svolgere operazioni di cassa e degli organici ridotti (frequentemente al cinquanta per cento) a causa di assenze che in questo frangente sono, per forza di cose, aumentate.

Anche se educassimo tutti i clienti a telefonare per fissare un appuntamento, difficilmente troverebbero chi possa rispondergli!

L’indicazione di attenersi a svolgere le sole operazioni necessarie, seppure fosse possibile rispettarla, vede la lista di tale tipologia di operazioni allungarsi di giorno in giorno.

Proprio perché svolgiamo un servizio pubblico essenziale siamo investiti dall’esecuzione di quei provvedimenti decisi dal Governo per alleviare le difficoltà di famiglie e imprese: a titolo esemplificativo, ma non esaustivo, citiamo la sospensione delle rate di prestiti e mutui (che non si risolve nel mero scambio di mail tra cliente e filiale, ma richiede una lavorazione e dei controlli che hanno aggravato i carichi di lavoro) e l’anticipo – tramite finanziamenti ad hoc – della CIG ai dipendenti di quelle aziende che stanno facendo ricorso agli ammortizzatori sociali a causa del Covid 19.

Tutto questo rientra appieno nel nostro ruolo di utilità sociale, ma non si può negare che peserà sulle spalle di lavoratori e lavoratrici già stressati e ai quali vengono anche richieste quotidianamente rendicontazioni e lavorazioni di liste di clienti da contattare telefonicamente.

In ultimo, nei prossimi giorni vi sarà il pagamento delle pensioni, che nel sistema bancario non è stato scaglionato in più giorni, ma vedrà i flussi di accredito arrivare tutti il 1 aprile.

Anche in questo caso la campagna telefonica inserita in ABC tesa a fissare un appuntamento con i pensionati è un’operazione che nella stragrande maggioranza dei casi rimarrà sulla carta. È difficile trovare nell’ambito della filiale chi possa riuscire a fare le telefonate: dovendo gestire operatività ordinaria, quella straordinaria legata al momento e, in più, tentare di rispondere alle telefonate in entrata effettuate da clienti – non necessariamente pensionati – che chiamano per chiedere consulenze, informazioni, appuntamenti (come la Banca ha anche comunicato e chiesto loro di fare).

Per tutto questo temiamo che nei prossimi giorni, non avendo l’azienda previsto un adeguato supporto con steward o guardie giurate, vi possano essere assembramenti alle porte delle filiali con pericoli per la salute e anche rischi per l’ordine pubblico.

Riterremo perciò l’AZIENDA RESPONSABILE DI EVENTUALI INCIDENTI che dovessero verificarsi.

RICHIEDIAMO pertanto di:

– rispettare le previsioni contenute nei DPCM fornendo le adeguate protezioni ai colleghi;

– stigmatizzare il comportamento e intervenire su coloro che operano indebite pressioni tese ad avere report giornalieri sull’operatività o, peggio, a spingere per l’attività commerciale (pressioni che sono, ora più che mai, inaccettabili);

– creare una task force centralizzata che operi sulla sospensione dei mutui sollevando così la rete filiali da questo ulteriore onere;

– sospendere la nuova procedura per il censimento delle anagrafiche nag00 o perlomeno farla coesistere con AFN1, in quanto la variazione di questa piattaforma fa sì che, dati i tempi lunghi necessari, non si riesca a rispettare l’indicazione di far permanere il cliente solo quindici minuti in filiale;

– fornire guardie giurate o perlomeno steward che possano gestire l’afflusso della clientela.

Se non verranno adottati questi correttivi organizzativi, DIFFIDIAMO L’AZIENDA DALL’ADDEBITARE DA ORA E PER IL FUTURO ALCUNA RESPONSABILITÀ di eventuali conseguenze di questa operatività, svolta in condizioni di emergenza e senza supporto da parte della Banca, ai lavoratori e alle lavoratrici che continuano a svolgere il loro lavoro con elevato grado di responsabilità e alto senso del dovere.

FISAC CGIL Gr. Intesa Sanpaolo
I Coordinatori A.S. Puglia

CHI GARANTISCE I SERVIZI BANCARI ORA?????

Sabato sera 21 marzo, il Presidente Del Consiglio Conte ha comunicato la decisione di:

compiere un altro passo..…la decisione assunta dal Governo è quella di chiudere nell’intero territorio nazionale ogni attività produttiva che non sia strettamente NECESSARIA, CRUCIALE, INDISPENSABILE a garantirci beni, servizi essenziali…….abbiamo stilato una lista dettagliata in cui sono indicate le filiere produttive delle attività, dei servizi di pubblica utilità, quelli che sono più necessari per il funzionamento dello Stato in questa fase di emergenza……………… ..continueranno a venire assicurati …..I SERVIZI BANCARI”.

Nella più grave emergenza sanitaria del paese dal secondo dopoguerra, “alcuni bancari” sono tenuti a prestare un indispensabile servizio pubblico essenziale.

La richiesta dei sindacati di categoria di chiudere per 15 giorni gli sportelli in tutto il territorio nazionale è stata respinta da ABI, nonostante siamo convinti che la frequentazione degli sportelli bancari contribuisca alla diffusione del contagio.

In questa situazione è necessario che l’azienda adotti in tutte le strutture operative, con particolare attenzione in quelle APERTE AL PUBBLICO, tutte le cautele previste dai decreti governativi e dal protocollo congiunto ABI – OO.SS.

Denunciamo che, dall’inizio dell’emergenza, in molte filiali:

  • non sono ancora pervenuti tutti i possibili presidi utili a difendere dal contagio lavoratrici e lavoratori;
  • non sono state effettuate le pulizie straordinarie e le sanificazioni periodiche

CON GRAVE RISCHIO PER LA SALUTE DI CHI LAVORA IN FILIALE E DEI RISPETTIVI FAMILIARI.

Inoltre denunciamo che, contrariamente a quanto praticato da altre banche che stanno ricercando ulteriori e urgenti misure tecnico-organizzative per ampliare il più possibile il “lavoro agile”, fino a modificare in pochi giorni l’organizzazione del lavoro, in Intesa Sanpaolo ci siano ancora un elevato numero di colleghi costretti a recarsi presso le Filiali di assegnazione pur potendo di fatto assicurare quel servizio pubblico essenziale anche da remoto. Ci riferiamo a buona parte dei nostri gestori dotati di un computer portatile, come ad esempio (ma l’elenco non è da considerare esaustivo) ai gestori imprese, soprattutto dopo l’introduzione della contrattazione a distanza per le sospensioni dei mutui e per i finanziamenti urgenti di liquidità, ai gestori exclusive, ai lower, ai gestori delle filiali new concept, ecc., insomma come detto a tutti quelli dotati di pc portatile.

Con questa emergenza sanitaria straordinaria per il mondo intero, ci siamo infatti accorti che i lavoratori costretti oggi in banca ad avere contatto con il pubblico, per assicurare il servizio essenziale, sono:

I COLLEGHI DELLE FILIALI, TRA CUI IN PARTICOLARE I “VITUPERATI” CASSIERI. SI’, PROPRIO LORO,

quelli che, a detta di molti, non servivano più, quella ”razza in via di estinzione”.

Oggi INVECE SERVONO!! …Costretti a tenere in servizio i bancomat e a garantire l’attività di sportello, maneggiando banconote, considerate dall’OMS possibile veicolo di contagio.

Chiediamo oggi all’Azienda di predisporre, specialmente per l’ormai imminente fine/inizio mese, un servizio di vigilanza che regoli gli accessi alle filiali, previsti in aumento a causa del pagamento delle pensioni. NON FACCIAMO RICADERE ANCHE QUEST’ONERE SULLE SPALLE DEI COLLEGHI ALLO SPORTELLO!

Inoltre ci pervengono numerose segnalazioni su alcuni responsabili commerciali che LAVORANO TRANQUILLAMENTE DA CASA in smart working e da questo luogo protetto esercitano INACCETTABILI e IRRESPONSABILI PRESSIONI COMMERCIALI sui loro collaboratori CHE STANNO RISCHIANDO LA PROPRIA VITA E QUELLA DEI LORO FAMILIARI.

VISTO CHE IL DOVERE DI SVOLGERE ESCLUSIVAMENTE UN SERVIZIO PUBBLICO ESSENZIALE NON CONTEMPLA:

  • ESITARE CAMPAGNE IN ABC,
  • FARE GRADUATORIE, REPORT
  • PRESSIONI DI BUDGET….

 FACENDO FINTA DI NIENTE!

DENUNCEREMO OGNI FORMA DI PRESSIONE COMMERCIALE !

Questi comportamenti, non tollerabili già da tempo ma ancor più oggi, SARANNO DENUNCIATI PUBBLICAMENTE AI MEDIA E ALLE AUTORITÀ GIUDIZIARIE DEL PAESE.

Un plauso invece a tutti quei capi “illuminati”, in particolare a quei direttori e coordinatori di Filiale, che con coraggio personale e tanto buon senso, hanno interpretato al meglio le direttive provenienti dal Governo, anteponendo la salute di colleghi e cittadini a qualsiasi altra cosa, andando addirittura a gestire in prima persona gli accessi alle filiali.

Altra situazione peculiare è quella delle FILIALI ON LINE. Oltre ai problemi comuni anche alla rete delle filiali fisiche sulla mancanza e/o sul ritardo di adeguati presidi igienico/sanitari, in queste realtà i colleghi sono costretti a lavorare in postazioni fisse, che non consentono l’osservanza delle distanze previste dai DPCM e dal protocollo siglato con ABI, senza che nemmeno siano stati installati separatori in plexiglas. Il tentativo di risolvere il problema con la riduzione del numero dei turni non è efficace essendoci, inevitabilmente, fasce orarie in cui i diversi turni si sovrappongono con impossibilità per i lavoratori e le lavoratrici di osservare le dovute distanze.
In Puglia sono PIÙ DI UN CENTINAIO le persone che lavorano in queste condizioni. Chiediamo innanzitutto la più rapida fornitura del materiale igienico sanitario e dei separatori in plexiglas e monitoreremo il puntuale rispetto delle previsioni di legge e di accordi ma, soprattutto, che anche nelle FOL di Bari e di Cavallino venga largamente adottato lo smart working già utilizzato con successo in Filiali On Line di altri territori.

Ci stanno arrivando da molte filiali segnalazioni di pressioni, più o meno velate,  finalizzate a non far esercitare alle lavoratrici ed ai lavoratori i diritti previsti dal decreto “Cura Italia”. Ci riferiamo in particolare agli incrementati permessi L.104 e ai congedi “Covid-19”. Queste pressioni, laddove provate, sarebbero gravissime ed OGGETTO DI DENUNCIA.

 All’esito, che speriamo arrivi quanto prima, di questa emergenza sarà necessario ripensare anche al REALE CONTRIBUTO DI OGNUNO, non solo sul piano commerciale ma anche su quello del servizio pubblico essenziale…..e questo ce lo dovremo ricordare quando parleremo di premi ai cassieri e ai colleghi tutti delle filiali e, soprattutto, quando qualcuno si permetterà di non riconoscerne l’effettivo apporto!

Bari, 23 marzo 2020

I COORDINATORI RR.SS.AA. FISAC CGIL ISP PUGLIA

STOP ALLE TELEFONATE!

La diffusione del coronavirus sta, purtroppo, interessando spazi sempre più vasti del Paese.

I timori del contagio stanno modificando le abitudini delle persone, soprattutto nelle zone dove, malauguratamente, si sono registrate delle infezioni.

Un po’ dappertutto (e non solo nelle c.d. zone “rosse” o “gialle”, le persone stanno limitando i contatti sociali e stanno contenendo le uscite allo stretto indispensabile (cosa raccomandata anche dal Governo nel suo ultimo decreto).

Appare evidente che, in questo contesto, telefonare ad un cliente per la fissazione di un appuntamento commerciale possa avere un effetto controproducente: le persone, intimorite da un nemico invisibile quale è il virus, possono provare una sensazione di fastidio, se non di irritazione alla ricezione di un invito a venire in un luogo aperto al pubblico e potenzialmente affollato quale è una nostra filiale.

Nel messaggio dello scorso 1° marzo, l’Azienda ha chiamato tutti i colleghi “al più alto senso di responsabilità nella conduzione della vita professionale e sociale”.

Usando le stesse parole rivolte dall’Azienda ai Colleghi, riteniamo conforme al medesimo senso di responsabilità che la Banca, per tutta la durata dell’emergenza coronavirus e per tutte le zone interessate, direttamente o indirettamente, dal contagio, dia indicazione di:

  • SOSPENDERE le campagne di appuntamenti telefonici;
  • SOSPENDERE le richieste di visite presso clienti
    particolarmente insistenti soprattutto nel mercato imprese;

  • STERILIZZARE i budget
    (il cui raggiungimento appare oramai altamente improbabile), o quantomeno li ridefinisca al ribasso.
  • NON RICHIEDERE in maniera intransigente l’applicazione del c.d. “metodo”
    (che può rivelarsi quantomeno improduttivo in questa fase).

Bari, 5 marzo 2020

FISAC CGIL GRUPPO INTESA SANPAOLO
I Coordinatori delle RR.SS.AA. della Puglia

CORONAVIRUS, NON CE NE “LAVIAMO LE MANI”

La Direzione Centrale Tutela Aziendale ha emanato alle 17.00 di ieri, domenica 1 marzo 2020, delle disposizioni indirizzate a tutti i colleghi in merito a: “Contatti diretti, riunioni a distanza, pulizia locali, igiene e profilassi, mascherine, rientri dall’estero

Riportiamo alcune prime considerazioni in merito.

  • Accesso alle filiali

Pervengono preoccupanti informazioni secondo le quali alcuni referenti aziendali starebbero comunicando che nella nostra regione non sarebbe necessario regolamentare i flussi di accesso nei locali aziendali.

Al riguardo, evidenziamo che il messaggio della D.C. è palesemente indirizzato a “TUTTI I COLLEGHI”.

In esso si ribadisce che l’accesso va consentito “con modalità contingentate o comunque idonee ad evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali da garantire la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro

  • Specificità per le filiali “New Concept”

Per quanto le disposizioni creino inevitabilmente delle criticità, legate alla eccezionalità del momento che stiamo vivendo, evidenziamo alcune particolarità per la loro applicazione nelle filiali “New Concept”.

In particolare: sia i “salottini”, sia le postazioni di “co-working” non consentono l’applicazione delle prescrizioni in merito alle distanze da osservare nei contatti fisici diretti; si riscontra, inoltre, una promiscuità nell’utilizzo degli apparecchi telefonici (indicati tra l’altro quali strumenti da preferire, in questo periodo, rispetto ad incontri e riunioni in filiale).

  • Igienizzazione delle filiali

Nel messaggio della D.C. si conferma il trattamento delle filiali con “prodotti specifici igienizzanti, come indicato dal Ministero della Salute”.

Il Ministero della Salute, nella sua circolare del 20 febbraio 2019, nel distinguere fra i prodotti con attività biocida / igienizzante (che eliminano o rendono innocuo un organismo nocivo) e quelli detergenti (che agiscono per la rimozione dello sporco), prevede che i primi (quelli “igienizzanti”) rechino la dicitura “Presidio medico chirurgico. Registrazione n. … del Ministero della Salute”.

Ebbene, da una verifica effettuata sui prodotti in dotazione agli addetti alle pulizie delle filiali sono stati rinvenuti esclusivamente prodotti “detergenti”. Mancano quindi quelli “igienizzanti”, in grado di attaccare i virus.

CHIEDIAMO PERTANTO ALL’AZIENDA:

    1. Che vigili sulla applicazione uniforme in tutte le filiali delle disposizioni sull’accesso con modalità contingentate;
    2. Che siano individuate soluzioni specifiche per le filiali “New Concept”;
    3. Che le filiali siano rifornite con urgenza di prodotti igienizzanti per la pulizia corrente dei locali, nonché di prodotti igienizzanti per le mani, necessari in particolare per i colleghi che maneggiano contante.

Bari, 2 marzo 2020.

FISAC CGIL GRUPPO INTESA SANPAOLO
I Coordinatori delle RR.SS.AA. della Puglia

Polizze 2020 Ammanchi di cassa e R.C. Professionale

AGLI ISCRITTI FISAC CGIL DELLA PUGLIA

Carissimi/e,

Per l’anno 2020, la FISAC ha stipulato due convenzioni per le coperture assicurative R.C. Ammanchi di cassa, R.C. Professionale, R.C. Famiglia e Responsabilità per danni erariali (quest’ultima per i dipendenti dell’Agenzia delle entrate-Riscossione), articolate come segue:

 

Convenzione con AMINTA

(sottoscrivibile direttamente dal sito www.amintafisaccgil.com)

Coperture per gli ammanchi di cassa

Massimale

Premio annuo

Premio dal

1° luglio 2020

6.000,00 €

85,00 €

58,00 €

10.000,00 €

105,00 €

66,00 €

15.000,00 €

120,00 €

81,00 €

 

Coperure per le responsabilità patrimoniali (con retroattività di 10 anni)

Massimali

Premio

annuo

Premio dal

1° luglio 2020

Per anno

Per sinistro

120.000 €

60.000 € 51,00 €

37,00 €

100.000 €

100.000 € 78,00 €

53,00 €

200.000 €

100.000 € 100,00 €

61,00 €

400.000 €

200.000 € 117,00 €

69,00 €

500.000 €

350.000 € 139,00 €

80,00 €

500.000 €

500.000 € 158,00 €

85,00 €

750.000 €

750.000 € 250,00 €

146,00 €

1.000.000 €

1.000.000 € 312,00 €

166,00 €

2.000.000 €

2.000.000 € 370,00 €

229,00 €

 

Coperture congiunte per ammanchi di cassa e responsabilità patrimoniali

Massimali 

ammanchi cassa

Massimali resp. patrimoniali

Premio

annuo

Premio dal 1° luglio 2020

Per anno

Per sinistro

6.000,00 €

75.000 € 25.000 € 114,00 €

68,00 €

10.000,00 €

75.000 € 25.000 € 129,00 €

76,00 €

7.500,00 €

120.000 €

60.000 € 137,00 €

83,00 €

15.000,00 €

120.000 € 60.000 € 154,00 €

92,00 €

7.500,00 €

100.000 € 100.000 € 156,00 €

97,00 €

15.000,00 €

100.000 € 100.000 € 170,00 €

105,00 €


AMINTA Polizza 2020

Per tutte le opzioni sopra indicate è prevista GRATUITAMENTE la copertura assicurativa RC del Capofamiglia con le seguenti principali caratteristiche: massimale € 250.000,00 per anno € 50.000,00 per sinistro; scoperto a carico dell’assicurato 10% con una Franchigia fissa di € 250,00.

Le informazioni dettagliate, i documenti informativi, i DIP ed i moduli sono disponibili sul sito www.amintafisaccgil.com.

Convenzione con RELA BROKER

(sottoscrivibile con l’utilizzo della documentazione allegata)

Coperture per gli ammanchi di cassa

Massimale Premio annuo Premio dal 1° aprile Premio dal 1° luglio 2020 Premio dal 1° ottobre 2020
6.000,00 € 75,00 € 60,00 € 40,00 € 20,00 €
10.000,00 € 135,00 € 111,00 € 74,00 € 37,00 €
15.000,00 € 160,00 € 130,00 € 85,00 € 45,00 €

 

Coperure per le responsabilità patrimoniali (con retroattività di 10 anni)

Massimali

Premio

annuo

Premio dal 1° aprile 2020 Premio dal 1° luglio 2020 Premio dal 1° ottobre 2020
Per anno Per sinistro
100.000 € 50.000 € 60,00 € 45,00 € 35,00 € 18,00 €
100.000 € 100.000 € 85,00 € 72,00 € 47,00 € 23,50 €
200.000 € 200.000 € 135,00 € 116,00 € 77,00 € 38,50 €
500.000 € 500.000 € 150,00 € 135,00 € 90,00 € 45,00 €
750.000 € 750.000 € 200,00 € 180,00 € 120,00 € 60,00 €
1.000.000 € 1.000.000 € 300,00 € 270,00 € 180,00 € 90,00 €
2.000.000 € 2.000.000 € 400,00 € 330,00 € 220,00 € 110,00 €

 

Coperture congiunte per ammanchi di cassa e responsabilità patrimoniali

Massimale

ammanchi cassa

Massimali resp. patrimoniali

Premio

annuo

Premio dal 1° aprile 2020 Premio dal 1° luglio 2020 Premio dal 1° ottobre 2020
Per anno Per sinistro
6.000,00 € 75.000 € 25.000 € 130,00 € 110,00 € 73,00 € 36,50 €
10.000,00 € 75.000 € 25.000 € 150,00 € 125,00 € 83,00 € 41,50 €
15.000,00 € 75.000 € 25.000 € 170,00 € 154,00 € 101,00 € 53,00 €
6.000,00 € 100.000 € 100.000 € 160,00 € 130,00 € 85,00 € 45,00 €
10.000,00 € 100.000 € 100.000 € 190,00 € 165,00 € 110,00 € 55,00 €
15.000,00 € 100.000 € 100.000 € 210,00 € 190,00 € 125,00 € 65,00 €

RELA BROKER Polizza 2020

Le informazioni dettagliate, i documenti informativi, i DIP ed i moduli sono disponibili ai collegamenti che seguono.

Fraterni saluti.

RELA BROKER Condizioni Ammanchi e RC 2020

RELA 03 Scheda adesione Cassa e RC 2020

RELA BROKER Denuncia sinistro Cassa e RC 2020

RELA BROKER Condizioni Tutela Legale 2020

RELA BROKER Adesione Tutela Legale 2020

RELA BROKER Condizioni rc Capofamiglia 2020

RELA BROKER Adesione rc Capofamiglia 2020

RELA BROKER Denuncia sinistro Capofamiglia 2020

RELA BROKER Condizioni multirischi Abitazione 2020

RELA BROKER Adesione multirischi Abitazione 2020

 

 

Alle Iscritte ed agli Iscritti FISAC CGIL del Gruppo Intesa Sanpaolo della Puglia

Carissime Colleghe e carissimi Colleghi,

Già nello scorso mese di luglio avevamo segnalato la diffusione di una comunicazione inviata dall’ex sindacalista Fisac Stefano Pagano con la quale veniva pubblicizzato il cambio del suo recapito telefonico, omettendo però di comunicare il dato più importante e cioè il passaggio ad un’altra sigla sindacale, la Fabi, diventata la sua nuova organizzazione di appartenenza.

Ovviamente ognuno è libero di scegliere quale è la propria collocazione “ideale” e, di conseguenza, per quale organizzazione profondere il proprio impegno e spendere le proprie energie.

Fermo restando che la nostra visione di Sindacato è quella della tutela dei lavoratori e dei pensionati sia all’interno della propria categoria di appartenenza, sia in un’ottica più ampia di rappresentanza generale (per questo siamo un Sindacato confederale), riteniamo che in questo momento sia importante la massima unità delle sigle che rappresentano il nostro settore.

Stiamo per affrontare un rinnovo di contratto che si presenta molto difficile.

Comportamenti improntati alla “guerra aperta” tra sigle sindacali, che trovano fondamento esclusivamente in un riprovevole ed ingiustificato spirito di vendetta e rivalsa personale, possono solo rendere le controparti datoriali più forti rispetto ad un sindacato che rischia di perdersi nelle diatribe interne.

E invece quotidianamente ci giungono segnalazioni da iscritti e iscritte di pressioni fastidiose che vengono su di loro esercitate da Pagano & Co. affinché firmino la delega di adesione all’altra organizzazione sindacale.

Riteniamo che ciò vada oltre la normale dialettica tra sigle sindacali e costituisca un ulteriore elemento di disagio per i lavoratori / lavoratrici, che si aggiunge alle difficoltà lavorative e alle pressioni commerciali che già subiscono dall’azienda.

Non ci si metta anche il sindacato!

Detto questo, riteniamo fortemente scorretto utilizzare gli indirizzari di colleghi iscritti alla FISAC CGIL di cui si è in possesso per aver militato fino a ieri nella nostra Organizzazione sindacale.

La mail inviata dal collega Pagano da un indirizzo personale E CHE COINVOLGE GLI ISCRITTI DELLA FISAC per preannunciare l’avvio di un ciclo di assemblee per conto della Fabi, è una forzatura che ha i crismi della scorrettezza per le motivazioni suddette.

Diversi nostri iscritti hanno già risposto alla mail chiedendo la cancellazione dall’indirizzario, non riconoscendosi tra i destinatari interessati da quella comunicazione.

Ribadiamo che in Puglia la FISAC continuerà ad operare per esercitare la rappresentanza dei lavoratori come sempre ha fatto e con il peso della sua presenza sui territori. Tutti i Rappresentanti sindacali della FISAC vi saranno sempre vicini per darvi risposte adeguate ai problemi che quotidianamente si vivono sul posto di lavoro.

Bari, 16/10/2019

Giancarlo DE NITTO, Raffaella DE PALMA,

Giovanni DI MONTE, Emanuele FIORINO, Lia LOPEZ

 Coordinatori Territoriali delle R.S.A. FISAC CGIL

della Puglia del Gruppo Intesa Sanpaolo

Alle Iscritte ed agli Iscritti FISAC CGIL del Gruppo Intesa Sanpaolo della Puglia

NON SOLO PRESSIONI COMMERCIALI …

PRESSIONI COMMERCIALI: E’ chiaro ed evidente che da troppo lungo tempo nella nostra azienda ci sia l’esasperazione dell’attività commerciale. Non basta fare professionalmente consulenza e vendita dei prodotti adeguati ai clienti, occorre massimizzare i profitti anche a costo di rispettare solo sulla carta le policy aziendali, la MIFID e la coerenza delle operazioni.

Benché camuffato ufficialmente come mero indirizzo commerciale, la fissazione dei “tot” appuntamenti al giorno – in loco o, nel caso dei gestori imprese, presso i clienti (senza considerare le rilevanti distanze chilometriche da coprire nelle nostre province, con i conseguenti rischi connessi, e l’insufficiente disponibilità di auto aziendali) – sono richiesti ai nostri gestori tassativamente, ripetutamente, ossessivamente. Solo che a volte si ha la percezione che si chieda per ogni settimana un numero significativo di incontri, nelle filiali o presso le aziende, a prescindere da una reale esigenza ma soprattutto… per “smarcare” la casella in ABC.

 I sistemi di monitoraggio delle agende, delle trattative con i clienti e delle vendite sono numerosi: 

  • skype anche più volte al giorno;
  • verifica delle agende affinché siano sempre piene di appuntamenti;
  • mail con continui richiami alla lavorazione delle liste cd. “prioritarie”;  
  • compilazione quotidiana, spesso anche più volte al giorno, di file excel ridondanti e ripetitivi 
  • rendiconti “one-to-one” tra gestore e responsabile per analizzare e rianalizzare i portafogli con obiettivo le vendite;
  • rendiconto serale verbale e scritto sul venduto e sulle previsioni di vendita;
  • richiami verbali e classifiche con chiaro obiettivo di denigrare chi non è “al passo” con il dato di vendita richiesto.

Tali sistemi di monitoraggio, per modalità e frequenza, non sono conformi a tutti gli accordi sottoscritti, sia a livello di Gruppo che in ABI, in materia di politiche commerciali, e determinano senso di inadeguatezza, frustrazione e ansia creando in molti lavoratori quel malessere che la medicina moderna definisce “stress da lavoro correlato”. Spesso questi colleghi non lo ammettono apertamente per pudore, ma i loro familiari ed i sindacalisti sanno bene che per fronteggiare tale stato di ansia ricorrono a psicofarmaci.

In questo modo viene calpestata la professionalità e la dignità dei lavoratori.

Inoltre queste esasperate ed illegittime pressioni commerciali possono indurre errati comportamenti di proposizione commerciale, con rischi seri per i colleghi, i clienti e l’azienda stessa.

Al riguardo invitiamo i colleghi a rispettare tutte le normative e a non subire diktat di vendite “ad ogni costo” pur di superare la paura ansiogena di essere in fondo a liste e graduatorie. Perché (lo ricordiamo a tutti) che, qualora emergano delle violazioni formali di normativa, sia pure in assenza di malversazione, magari per il semplice fatto di aver voluto trovare delle soluzioni per fronteggiare disorganizzazioni e inefficienze, l’azienda è inflessibile nell’irrogare sanzioni disciplinari anche molto pesanti. In tali casi, infatti, l’azienda non considera come attenuante il contesto in cui i lavoratori sono costretti ad operare o le pressioni che subiscono per le vendite ad ogni costo, ma “l’aver esposto la Banca ad indesiderati rischi di tipo legale e reputazionale” e solo questo viene richiamato nelle lettere di contestazione disciplinare!

Tutte le funzioni aziendali, in particolare i responsabili a livello locale, sono (o dovrebbero esserlo) informati sui princìpi e le norme degli accordi in vigore nel Gruppo Intesa Sanpaolo e richiamati costantemente al loro rispetto; il loro compito è quello di far raggiungere gli obiettivi in maniera corretta e regolare!

PORTAFOGLI: Non comprendiamo la contestuale presenza di portafogli sovradimensionati, impossibili da gestire secondo i criteri di chiarezza e trasparenza, con la contestuale presenza di altri colleghi – ex gestori – rimasti senza un portafoglio!

ATTIVITÀ AMMINISTRATIVE E PRESIDIO DEI RISCHI: Pianificazione, organizzazione e metodo (parola d’ordine dei vertici di BDT) esistono solo per gli appuntamenti commerciali.

Viene sempre più trascurata dall’azienda una corretta attività di prevenzione e presidio dei rischi: si pensi all’attività di concessione fidi, finanziamenti, mutui. L’unica attività che conta è quella della “vendita”.

Non viene neanche preso in considerazione che un gestore inserisca e programmi in agenda l’attività di post vendita, così come in generale qualsiasi attività amministrativa. Secondo l’attuale filosofia della Banca sembra che queste attività non esistano o che si debbano completare da sole.

Archiviare la documentazione sembra equivalere ad un boicottaggio commerciale: la conseguenza è che tali attività, ovviamente indispensabili per ridurre i potenziali rischi operativi per i colleghi, vengono ormai svolte quasi stabilmente oltre il normale orario di lavoro.

STRAORDINARI / NRI: per l’azienda gli straordinari sono di fatto inesistenti. Ciò contrasta totalmente con la realtà vissuta ogni giorno dai tanti lavoratori costretti a fermarsi oltre il normale orario e, spesso, anche durante la pausa pranzo. 

Denunciamo, con forza, l’abuso della causale giustificativa NRI, ovvero “maggiore presenza in filiale in servizio non riconducibile in tutto o in parte a prestazione lavorativa” non soggetta a retribuzione e a contribuzione.

L’autorizzazione al riconoscimento dello straordinario non viene neppure più richiesta, perché i responsabili sono stati esautorati della loro facoltà di validazione dello straordinario e i colleghi colpevolizzati e fatti sentire inadeguati per non essere in grado di organizzarsi durante la giornata.

 Malgrado ciò i colleghi si fermano e continuano a lavorare, esclusivamente per senso di responsabilità verso i clienti e, inoltre, anche per gestire proprio quei carichi di lavoro (post vendita/amministrativo) che non è più consentito svolgere durante la normale giornata lavorativa, da dedicare tutta al commerciale.  La maggioranza dei colleghi non è neppure a conoscenza e consapevole dei rischi operativi e assicurativi connessi alla mancata autorizzazione dello straordinario.

Proponiamo che, in mancanza di autorizzazione allo straordinario, venga inibito l’utilizzo delle procedure aziendali.

FERIE: nonostante i colleghi raggiungano i risultati commerciali richiesti, facendosi in quattro per affrontare nel lavoro quotidiano tutte le problematiche e criticità descritte, emergono casi in cui si vuole ulteriormente scaricare sui lavoratori le disfunzioni aziendali facendo saltare le ferie pianificate.

Al riguardo diciamo: basta!

Se ci sono delle disfunzioni, che emergano e che l’azienda le affronti nei modi opportuni.

I lavoratori hanno già dato!  Non si possono penalizzare persino le ferie, unico momento utile per rinfrancarsi dopo un anno di lavoro carico di tensioni e stress di ogni tipo.

Al riguardo, leggiamo sempre che siamo troppi ed in esubero. Bene, allora rispettiamo le ferie di ognuno!

DIRETTORI: anche sui responsabili di filiale, che sono i primi ai quali si chiede conto dei risultati commerciali, sono state scaricate innumerevoli attività extra commerciali (controlli, npl, pulse, teti, ecc.), che assorbono tempi considerevoli.

Spesso si tratta di attività richieste da molteplici referenti, con scadenze stringenti (ad horas). Pare come se ogni referente pretendesse di gestire l’agenda dei direttori perché vuota, mentre a ben vedere tali agende sono già stracolme delle più varie attività, commerciali ed extracommerciali, necessarie per portare avanti la filiale e per raggiungere a tutti i costi gli immancabili ed intransigenti risultati commerciali.

COLLOQUI CON L’INTERNAL AUDITING: sempre più spesso dai lavoratori ci giungono notizie sulle modalità con le quali la struttura di AUDIT svolge quelli che, impropriamente, sono definiti “colloqui informali”. 

Si viene chiamati nella stanza del direttore con un invito della serie: “vieni da me, ho quelli dell’audit su video Skype, ti vogliono sentire un minuto su quella vicenda…”.

La sorpresa è di trovarsi di fronte a veri e propri interrogatori. Il colloquio via Skype infatti si sostanzia, nei casi riferitici, nella contestazione verbale di addebiti, nella richiesta di spiegazioni su comportamenti o atti tali da configurare responsabilità a carico dei colleghi interessati.

Al riguardo ricordiamo ai lavoratori che le risposte fornite e le eventuali dichiarazioni rilasciate confessorie, frutto anche del contesto sopra descritto potranno essere utilizzate contro loro stessi nella successiva formale contestazione disciplinare. Quindi invitiamo tutti a prestare la massima attenzione a cosa si dice in tale sede essendo più opportuno rinviare, all’ufficiale apertura del procedimento disciplinare, l’occasione per poter meglio esporre tutte le proprie ragioni difensive, con le garanzie previste in tale fase tra cui quella di potersi far assistere dal proprio sindacalista, come da richiesta presente nella piattaforma sindacale per il rinnovo del CCNL ABI.

All’Azienda rivolgiamo un accorato invito a far rientrare questa delicata attività nell’alveo di un corretto ambito ed a vigilare affinché i citati colloqui non scadano in interrogatori di lunga durata in cui si tende a raccogliere “forzate” dichiarazioni confessorie.  

Rimaniamo a disposizione per raccogliere ogni segnalazione di anomalia che le colleghe ed i colleghi ci vorranno inoltrare, convinti come siamo che una efficace collaborazione sia la base per la migliore difesa degli interessi dei lavoratori.

Auguriamo a tutti i colleghi e a tutte le colleghe di godere di un meritatissimo periodo di ferie e di riposo.

26 luglio 2019.

FISAC CGIL INTESA SANPAOLO PUGLIA

Qui il link del comunicato: Non solo pressioni commerciali

Comunicazione agli iscritti Fisac della Puglia del Gruppo Intesa Sanpaolo

Carissimi Colleghi,

Siamo a conoscenza di una comunicazione inviata a molti di Voi da Stefano Pagano con la quale viene pubblicizzato il suo nuovo recapito telefonico “utile per l’attività sindacale”.

Rileviamo che non viene specificato a quale Organizzazione Sindacale si riferisce l’attività svolta non essendo più il collega dirigente sindacale Fisac Cgil e neanche iscritto.

Per dovere di chiarezza nei confronti di tutti precisiamo che i coordinatori RSA della FISAC/CGIL in Puglia ad oggi sono i seguenti:

  • De Nitto Giancarlo              cell. 335 1219538
  • Di Monte Giovanni              cell. 349 7935941
  • Fiorino Emanuele                cell. 333 5885536
  • Lopez Lia                               cell. 345 3651350
  • Mazzola Luigi                       cell. 328 1850167

Bari, 19/7/2019

I Coordinatori

RIORDINO (O DISORDINO) TERRITORIALE? … ATTO II

RIORDINO (O DISORDINO) TERRITORIALE?…ATTO II 

OLD O NEW CONCEPT CHE SIA: IL CAOS NON SI RIDUCE

Ci tocca purtroppo ritornare sullo stesso argomento già trattato nello scorso volantino dello scorso 4 giugno, visto che nonostante il tempo trascorso le problematiche nelle filiali non migliorano bensì peggiorano.  I lavori immobiliari non sono ancora del tutto completati.

Riportiamo di seguito un elenco di alcune delle questioni ancora senza soluzione, riservandoci di affrontare a breve ulteriori problematiche.

ACCORPAMENTO TRA FILIALI EX BANCA APULIA E FILIALI INTESA SANPAOLO

La recente chiusura della quasi totalità delle filiali ex Banca Apulia (alcune con “accorpamento fisico inverso”), avrebbe ragionevolmente fatto supporre un inevitabile incremento delle attività di sportello dei punti operativi rimasti aperti, anche alla luce delle differenti abitudini di approccio ai servizi bancari della clientela presente nei nostri territori. Così non è stato!

Ci si è ritrovati con pochi punti operativi che, pur avendo inglobato tutti i clienti delle filiali unificate, presentano una RIDUZIONE DRASTICA DEL NUMERO DI CASSE SERVITE.

In particolare, si è fatta la scelta “massiva” di tenere operative solo due casse servite per filiale, a prescindere dalla numerosità dei clienti e dalla dimensione fisica delle filiali accorpate.

Tutto ciò ha avuto l’esito di ridurre fortemente il servizio di sportello offerto alla clientela, abituata ancora a frequentare fisicamente e numerosamente i nostri sportelli.

Come rappresentanti sindacali dei lavoratori non contestiamo a priori le scelte organizzative e immobiliari dell’azienda, ma ci interessano le ricadute di queste scelte (dis)organizzative sulle povere spalle dei clienti e dei lavoratori che, non lo dimentichiamo mai, hanno fatto grande questa banca e vogliono essere messi in condizione di continuare a farlo.

La conseguenza?

Filiali strapiene di clienti inviperiti da tempi di attesa interminabili, dai tanti disservizi, spesso costretti ad uscire dalla filiale dopo ore di fila, non di rado senza neppure aver svolto le proprie operazioni a causa dell’approssimarsi dell’orario di chiusura, indispettiti dall’essere spinti a tutti i costi a digitalizzarsi dall’oggi al domani, dimenticando che i clienti “storici” di Intesa Sanpaolo hanno impiegato diversi anni per abituarsi all’utilizzo dei canali alternativi.

Senza considerare, poi, che svariati clienti che, su indicazione dei colleghi, si rivolgono alla filiale on line, a sua volta oberata da un numero spropositato di chiamate, vengano poi rispediti nuovamente alle stesse filiali fisiche da cui erano partiti.

A ciò si aggiungano i cronici problemi di malfunzionamento delle procedure, i ripetuti blocchi e rallentamenti dei supporti informatici che incidono sulla qualità del lavoro e del servizio offerto ai clienti. SENZA DIMENTICARE LA GESTIONE, A DIR POCO FARRAGINOSA, DELLA PSD2 e delle conseguenti pesanti ricadute, oltre ogni stress immaginabile, su lavoratori e clienti.

INEQUIVOCABILMENTE tutto ciò nelle nostre piazze sta producendo disaffezione dei clienti e sta creando per i lavoratori un clima di filiale plumbeo.

Non crediamo che tali scelte siano davvero utili nel medio termine alla nostra azienda, che a livello nazionale investe enormemente nella customer satisfaction e in un adeguato clima di filiale.

  FILIALE NEW CONCEPT: EMBLEMA DI TUTTE LE DISFUNZIONI

Se non bastassero già tutte le criticità sopra indicate, si decide di far partire il “PROGETTO SFIDANTE” delle Filiali NEW CONCEPT… ecco, a quel punto, non ce n’è più per nessuno, né per i clienti, né per i lavoratori coinvolti!!

Anche qui non tocca ai rappresentanti dei Lavoratori impedire all’azienda di fare un investimento, ma all’esito dell’investimento realizzato è senz’altro nostra responsabilità dissentire sulle scelte fatte, se queste penalizzano, oltre ogni immaginazione, i lavoratori ed anche i clienti.

Su questo diciamo apertamente all’azienda che non si possono trattare le nostre città e piazze di provincia al pari di Milano.

Da che mondo è mondo situazioni diverse vanno trattate con soluzioni dedicate; l’alternativa è trattare in maniera miope e superficiale la complessità. Tutto ciò non è proprio di una delle più grandi banche italiane.

Facciamo riferimento a locali usati per le “nostre” new concept assolutamente inadeguati. Lo spazio dedicato agli sportelli fisici e all’accoglienza è imbarazzante, rispetto al numero e alla tipologia di clienti.

Inoltre, i “salottini” per ricevere i clienti sono scarsi e sono pochi i posti presenti nella stanza del “co-working” rispetto ai gestori in organico.

Non riusciamo a capire come si possa non vedere quello che è sotto gli occhi di tutti i colleghi coinvolti, ossia che se l’ingresso di una filiale new concept, sia per lo sportello servito, sia per quello “veloce”, sia per l’accoglienza, è stracolmo di clienti che i pochissimi gestori base non possono soddisfare, a risentirne a cascata sono tutti i gestori commerciali.

Il risultato è che il biglietto da visita che diamo ai clienti somiglia tanto a quegli autobus stracolmi di studenti all’ora di punta all’uscita dalla scuola.

I nostri cassieri o i gestori se sbagliano ci rimettono di tasca propria. Bene, chiediamo all’azienda che i responsabili di queste scelte inadeguate rispondano per tali investimenti mal riusciti.

Non solo spazi angusti. Ridotto all’osso è anche il servizio complessivo di sportello fornito ai clienti. Ci stanno raccontando da tempo che i gestori base (i cassieri) sono una razza in via di estinzione e, in effetti, la sensazione di tutti è che si tratti di un comparto non considerato più da nessuno. L’organizzazione è tutta orientata a programmare le attività commerciali. Ma almeno i numeri indispensabili per fornire dei servizi di casse e di accoglienza decenti vanno garantiti.

Ai colleghi viene, ripetutamente, chiesto di fissare appuntamenti con quegli stessi clienti imbufaliti rimasti ore in attesa a lamentarsi per le operazioni allo sportello.

I gestori possono anche metterci tutto il loro impegno per una relazione commerciale efficace con i loro clienti, ma spesso si sentono rivolgere lamentele per il servizio complessivo offerto, intendendo per tale le lunghe file, i numerosi disservizi, la necessità di prendere appuntamento anche per operazioni banali e veloci.

Tutto ciò incide negativamente sullo svolgimento delle relazioni tra clienti e gestori e penalizza oltremodo la serenità dei colleghi coinvolti.

Alla luce di quanto sopra, chiediamo che, in assenza di un auspicabile ampliamento degli spazi dedicati a casse/accoglienza, venga almeno potenziato l’organico delle filiali new concept con risorse adeguate, sia per la gestione degli appuntamenti, sia per lo svolgimento delle operazioni semplici nella postazione “smart”.

Inoltre, chiediamo un potenziamento del numero dei gestori base dedicati, che si occupino di assistere i clienti nello svolgimento rapido delle operazioni alle macchine interne (non per niente denominate “casse self assistite”, proprio perché necessitano di assistenza), nonché alle altre lavorazioni relative alle Tarm e agli Mta (lo svuotamento ed il caricamento di contante, la gestione degli assegni, gli interventi manuali per risolvere le frequenti anomalie operative).

Se l’azienda non riesce a trovare altra soluzione a queste disfunzioni, suggeriamo di valutare l’accorpamento dei distaccamenti personal delle filiali new concept alle filiali personal di pertinenza. Si recupererebbero così posti aggiuntivi nei “salottini” e nel “co-working” e si potrebbero – in cambio – aggiungere più gestori base, necessari per le attività di cui sopra.

 Auspicando che l’azienda sia disponibile concretamente ad introdurre correttivi per ogni disfunzione denunciata, rinviamo – in sede di incontro trimestrale – il confronto su quanto sarà fatto o non fatto, valutando – nell’ipotesi negativa – tutte le iniziative da intraprendere a tutela degli interessi dei lavoratori.

Riservandoci di ritornare a breve per affrontare ulteriori problematiche, auguriamo ai colleghi tutti di godere di un meritatissimo periodo di ferie e di riposo.

16 luglio 2019

FISAC CGIL INTESA SANPAOLO

RR.SS.AA. della provincia di Foggia

Qui il volantino: Riordino o disordino territoriale atto II

Incorporazione Banca Apulia: riordino (o disordino) territoriale?

RIORDINO (O DISORDINO) TERRITORIALE?

INCORPORAZIONE DI BANCA APULIA IN INTESA SANPAOLO:

LA DISORGANIZZAZIONE REGNA SOVRANA

A dieci giorni dall’incorporazione di Banca Apulia in Intesa Sanpaolo, le lavoratrici ed i lavoratori continuano ad operare in uno stato di caos, mentre i clienti sopportano disagi quali mai si erano verificati nelle, pur numerose, incorporazioni precedenti.

L’aver ritardato ingiustificatamente l’avvio dei lavori nelle filiali accorpanti, pur essendo noto già da mesi l’assetto che la rete avrebbe assunto a partire dal 27 maggio, rappresenta una colpa grave per le competenti funzioni aziendali.

In particolare, in molti casi non sono ancora terminati i lavori di pesante ristrutturazione fisica di alcuni locali, determinando dei gravi disagi.

Colleghi e clienti convivono in cantieri aperti: polvere nell’aria, inquinamento acustico determinato dall’uso degli attrezzi degli operai, fili elettrici ancora scoperti che ciondolano alle spalle delle postazioni dei colleghi, cavi penzolanti sotto le volte e poco sopra le teste di clienti e colleghi (in un caso, una matassa di fili elettrici è precipitata colpendo una cliente, fortunatamente senza conseguenze fisiche), filiali costrette ad aprire a singhiozzo con file di clienti ammassati sulla strada (con un caso in cui la polizia municipale è stata chiamata ad intervenire per far defluire il traffico ostruito dalla gente in attesa), postazioni di lavoro non ancora approntate o non adeguate, poche casse con operatore disponibili, sportelli automatici non in grado di assicurare un servizio adeguato, clientela riportafogliata in maniera massiva e priva di riferimenti, ricevuta in ambienti sovraffollati e privi di privacy, colleghi improvvisamente rimasti privi di portafoglio.

La disorganizzazione ricade sulle spalle – pur larghe – dei lavoratori, costretti a subire ogni tipo di invettiva da parte dei clienti esasperati ed inviperiti e obbligati dalla situazione a trattenersi oltre l’orario di lavoro (autorizzati?), nonostante il vano tentativo quotidiano di chiudere le filiali in anticipo con l’onere di ulteriori lamentele….

In questa situazione, pensare di raggiungere anche i risultati commerciali, appare una chimera: i volenterosi colleghi cercano di fare del loro meglio per cercare di dare delle risposte ai tanti disservizi.

L’immagine che si sta offrendo è degna della più grande Banca italiana?

L’ azienda ha, di fatto, “caricato” sulle spalle di lavoratrici e lavoratori una riorganizzazione che andava affrontata con un ben altro programma, attento e accurato, per ridurre al massimo gli impatti negativi sulla rete.

Ci auguriamo che vengano approntati interventi immediati per ripristinare uno stato di operatività almeno dignitosa.

4 giugno 2019

FISAC CGIL INTESA SANPAOLO

RR.SS.AA. della provincia di Foggia

Incorporazione Banca Apulia: riordino o disordino territoriale?

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