Archivio Puglia Nord E Molise

NUOVA R.L.S. PUGLIA BASILICATA MOLISE

Comunichiamo a tutti gli iscritti ed iscritte che MARA DEL BUONO, eletta nelle ultime votazioni come RLS supplente del Gruppo Intesa Sanpaolo per l’ambito Puglia, Basilicata e Molise, subentra nel ruolo di RLS titolare a seguito delle dimissioni di Mauro Camillo per ragioni personali.

A Mauro va il ringraziamento di tutto il Coordinamento Fisac ISP dei nostri territori per l’impegno profuso in questi anni in materia di salute e sicurezza.

A Mara rivolgiamo un forte in bocca al lupo per il nuovo incarico che, siamo sicuri, saprà interpretare con il massimo impegno e preparazione al fine di assistere al meglio Lavoratrici e Lavoratori nel delicato comparto della salute e sicurezza, mai come in questi ultimi anni di pandemia così fortemente all’attenzione della Fisac-CGIL.

 

Di seguito i riferimenti di MARA, che resta sempre disponibile per ogni supporto e assistenza:

MARA DEL BUONO  3476037579  delbuono@intesasanpaolo.com

 

27/07/2022

I COORDINATORI FISAC CGIL

PUGLIA BASILICATA MOLISE

NUOVA STRUTTURA DEL COORDINAMENTO FISAC-CGIL INTESA SANPAOLO PUGLIA – BASILICATA – MOLISE

Nella riunione del 15/6/2022 degli/delle RRSSAA della Puglia, Basilicata e Molise della Fisac CGIL del  Gruppo Intesa Sanpaolo, FRANCO DE LEO è stato eletto -all’unanimità- COORDINATORE REGIONALE.

 

LA NUOVA STRUTTURA DEL COORDINAMENTO FISAC ISP

PUGLIA – BASILICATA – MOLISE

 

– COORDINATORE REGIONALE:  FRANCO DE LEO

 

– COORDINATORI TERRITORIALI:

FRANCO DE LEO                  3475605887

EMANUELE FIORINO          3335885536

GIUSEPPE GIANNOTTI        3351219561

ELISA VERGARI                     3476875820

ROBERTA VILLASMUNTA   3385718898

 

I Coordinatori, coadiuvati dalla rete degli/delle RRSSAA e dirigenti provinciali, garantiscono il loro massimo impegno, finalizzato sempre alla tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, e sono a disposizione degli iscritti e delle iscritte per ogni esigenza sindacale.

 16/06/2022

I COORDINATORI FISAC CGIL

PUGLIA BASILICATA MOLISE

IL NOSTRO TERRITORIO RAPPRESENTATO IN DELEGAZIONE TRATTANTE

Si è svolta a Roma, dal 3 al 5 maggio, l’Assemblea Costitutiva FISAC-CGIL del Gruppo Intesa Sanpaolo.

È stata eletta Segretaria di Coordinamento e, quindi, componente della Delegazione Trattante:
LIA LOPEZ

A lei vanno, da parte di tutti i dirigenti sindacali della Fisac ISP di Puglia- Basilicata e Molise, gli auguri per il prestigioso incarico ed un caloroso ringraziamento per il lavoro svolto in tanti anni di instancabile e fruttuosa attività sindacale nel nostro amato territorio, con la convinzione che manterrà la disponibilità di sempre nei confronti dei nostri iscritti ed iscritte.
Numerosi gli incarichi sindacali ricoperti nel tempo da Lia. Ricordiamo, tra gli altri, quello di RSA, di Coordinatrice Territoriale Gruppo Isp, di Segretaria Generale Fisac Area Metropolitana di Bari, di Segretaria Generale Fisac Puglia.
Anche in Segreteria di Coordinamento ed in Delegazione Trattante, Lia saprà portare le sue note competenze e la sua grande esperienza, di cui siamo certi beneficerà anche il Tavolo di Gruppo.

A noi il compito, a cui non ci sottrarremo, di continuare a svolgere incessantemente l’attività sindacale a supporto e tutela di Lavoratori e Lavoratrici del territorio che rappresentiamo.

13/5/2022 I COORDINATORI FISAC CGIL ISP PUGLIA- BASILICATA- MOLISE

PRESSIONI COMMERCIALI ILLEGITTIME

 LA “DITTATURA” DELLA FILIERA COMMERCIALE

SONO TRASCORSI DUE LUNGHI E DIFFICILISSIMI ANNI DA INIZIO PANDEMIA.

CI SONO ANCORA TANTISSIMI NUOVI CASI COVID TRA COLLEGHI E CLIENTI.

E’ SCOPPIATA ED E’ TUTT’ORA IN CORSO UNA BRUTALE GUERRA, A DUE PASSI DALL’EUROPA, CHE STA PRODUCENDO UNA CATASTROFE UMANITARIA ED ANCHE ULTERIORI DANNI AD UNA ECONOMIA GIA’ FIACCATA DALL’EMERGENZA SANITARIA.

Di fronte a questi straordinari e drammatici eventi, che sgomentano ogni essere umano e che stanno portando e porteranno tanti cambiamenti epocali nella vita di ognuno di noi, c’è una costante nelle filiali dei nostri territori

LE ODIOSE PRESSIONI COMMERCIALI INDEBITE

PERPETRATE DA BUONA PARTE DELLA FILIERA COMMERCIALE:

  • URLA E MINACCE PIU’ O MENO VELATE;
  • MAIL COMPULSIVE;
  • MANIACALI MONOTORAGGI SULLE VENDITE;
  • OSSESSIVE RIUNIONI COMMERCIALI /LYNC CON ESIBIZIONE DI REPORTISTICA LOCALE CON CONFRONTI NELLE VENDITE;
  • ESASPERANTI RICHIESTE A LAVORARE LISTE PRIORITARIE, A RIEMPIRE LE AGENDE E AD ESITARE TOT CONTATTI AL GIORNO…”ANCHE SE SEI PIENO DI IMPEGNI E LAVORO ED E’ IMPOSSIBILE RIUSCIRCI: “BASTA CHE LI ESITI IN PROCEDURA….”
  • RIUNIONI CHE SPESSO “MANGIANO” UNA PARTE DELLA PAUSA PRANZO;
  • PARTECIPAZIONE, CON CHIARA FINALITÀ DI PRESSIONE, DI REFERENTI DI DIREZIONE REGIONALE ALLE RIUNIONI DI FILIALE DEI DIRETTORI CON I GESTORI;
  • IN SPREGIO AD OGNI LEGGE E NORMATIVA, SEGNALAZIONE DI CASI DI COLLEGHI CONTATTATI IN MALATTIA PER ACCENDERE IL COMPUTER AZIENDALE E CHIAMARE LISTE DI CLIENTI; 
  • TENSIONE ESASPERATA SU TUTTI I GESTORI.
  • Per chi si occupa di investimenti, come nel caso degli Exclusive ma anche dei Lower, da un lato viene sbandierato (anche nel nuovo Piano di Impresa) il ruolo professionale da consulenti, CHE DOVREBBE ESSERE strategico specialmente in questi momenti di mercati volatili. Dall’altro lato, nella maggior parte dei casi, la tensione esasperata sugli investimenti si traduce in concreto nella pretesa di una vendita “da banco, senza se e senza ma”…Occorre solo vendere giornalmente tot pezzi di tutela, di valore insieme, ecc. ecc.…e se ci si lamenta, viene risposto:…”che alla fine siete solo i gestori della relazione!..,”; tutto ciò, senza tener conto della credibilità e fiducia faticosamente conquistata negli anni dai colleghi verso i clienti. La cosa più assurda poi è l’asserita ininfluenza, a detta di molti “responsabili”, degli eventi drammatici che stiamo vivendo in questi due indimenticabili anni…per cui la pandemia diventa in certe riunioni “il cosiddetto” covid e la tragica guerra in Ucraina diventa una guerra…“regionale”.   La pressione è maniacale: ad esempio, a molti gestori Exclusive si chiede non solo che ogni giornata debba essere cadenzata ininterrottamente da incontri programmati (facendo finta che in ogni giornata accadano solo cose “programmate” e che non esista il flusso spontaneo della clientela, il lavoro amministrativo, i mutui ecc, ecc…..) ma che “i primi tre incontri della mattinata debbano essere fissati per proposte (ad esempio in questo periodo) di risparmio gestito, così già a metà giornata i gestori possono essere in grado di fornire il dato delle relative vendite”…!!!!

  

Tutto questo è indecente!

I colleghi sono costretti a svolgere…”un doppio lavoro”.

Sì, proprio di questi tempi, in cui le filiali sono allo stremo con il personale ridotto da esodi, pensionamenti, astensioni, bisogna fare un doppio lavoro.

Uno è il lavoro che da anni svolgono i colleghi che sono in prima linea nelle filiali, ossia esercitare con professionalità il lavoro degli investimenti, del credito, dei vari servizi bancari.

E’ sintetizzabile nel faticoso e caparbio lavoro quotidiano di mantenere buone e sane relazioni con i clienti, peraltro resi sempre più diffidenti e inviperiti dalle vendite a tutti i costi degli ultimi anni.

E’ da questo lavoro professionale e da queste sane e buone relazioni con i clienti che, per noi, nasce la redditività che tanti utili porta ogni anno alla Banca!

L’altro lavoro è solo una “sovrastruttura formale” del primo ossia fare il lavoro sostanziale SUPERANDO gli ostacoli quotidiani rappresentati dal DOVER OSSESSIVAMENTE RISPETTARE ANCHE i mille input, “metodo”, “passo giornaliero”, game fantasiosi e umilianti (vedi il recente “role play” con colleghi, con anni di esperienza, costretti a recitare via Skype scene simulate di vendite..) ecc ecc che la filiera commerciale impone e tra cui bisogna ogni giorno districarsi, pena pressanti e frustranti rimproveri e umiliazioni.

I risultati ottenuti arrivano davvero grazie a TALI “METODI”?

Noi rispondiamo di no!

Questi “metodi” non sono sostenibili e, come ci sembra evidente girando nelle filiali, sono solo fonte di frustrazioni e demotivazioni per le “nostre persone”…la reale ed unica fonte dei brillanti risultati dichiarati ogni anno!

La filiera commerciale ormai “monopolizza” l’intera banca facendo credere ai colleghi della rete che essa è LA BANCA, è l’unica gerarchia a cui essi debbano realmente rispondere e che l’unico modo di raggiungere l’obiettivo del maggior utile di bilancio passi solo attraverso la massimizzazione delle vendite, spesso ad ogni costo.

Secondo noi il raggiungimento finale del miglior utile passa anche attraverso la soddisfazione del cliente, il rispetto dei suoi interessi, il presidio del rischio di credito, il puntuale rispetto di leggi e regolamenti in tema di gestione del risparmio e antiriciclaggio ecc., fattori tutti centrali per l’intera banca.

L’azienda, in quanto datrice di lavoro, può legittimamente chiedere di vendere un determinato prodotto e di farlo garantendo una prestazione attiva ed intensa, orientata agli obiettivi.

Nessun capo della filiera commerciale, però, può chiedere ad un collega di farlo in violazione degli interessi dei clienti e di leggi e regolamenti o, addirittura, forzando procedure.

Ricordiamo che:

  • “SONO VIETATE richieste di rendicontazione delle vendite”
  • “l’unico monitoraggio per le performance commerciali dei prodotti e servizi venduti è quello messo a disposizione dalla Direzione Pianificazione e Controllo di Gestione nella intranet aziendale (sul portale dedicato..’)”;
  • “altre forme di rendicontazione possono configurare un’indebita pressione sulla rete di vendita commerciale e perciò sono censurabili”.
  • “Sono vietate le azioni commerciali autonome in quanto ogni iniziativa deve essere preventivamente concordata con la sede centrale ……”.

Quindi evidenziamo a tutte e a tutti che tanti di quei comportamenti, che responsabili della filiera commerciale vogliono “farci passare” per legittimi, sono in realtà illegittimi.

E’ bene ricordare come in Italia la tutela del risparmio e dell’esercizio del credito sono presi molto sul serio. A partire dalla nostra Carta Costituzionale (art.47), per passare alle successive e innumerevoli normative comunitarie e nazionali, emerge chiaramente che trattare denaro (sia lato impieghi che raccolta) non è come vendere televisori, automobili o quant’altro. A dispetto di come vorrebbero molti capi della filiera commerciale dei nostri territori, non è possibile applicare alla “merce denaro” tecniche di vendita spregiudicate e forzatamente aggressive come può accadere per altri settori e prodotti.

Contrariamente alla visione distorta che si sta radicando per colpa di chi non fa bene il proprio mestiere, le regole non sono un intralcio sulla via del conseguimento del budget. Regole e procedure sono i nostri migliori alleati contro la deriva in atto negli ultimi anni.

Ricordiamo a tutti che nessuno è mai stato sanzionato per non aver raggiunto il budget (nonostante spesso si creda il contrario), mentre moltissimi lo sono stati per non aver rispettato le regole.

Siamo convinti che combattere questi comportamenti “deviati” non sia, in quanto tale, una cosa che si possa ottenere una volta per tutte e non compete solo ad un livello locale. Occorre che l’Azienda accetti di stipulare accordi realmente esigibili in materia.

Nei nostri territori, però, non ci fermeranno!

Continueremo a combattere questa mala pianta infestante.

Vi chiediamo di fare in modo che questo sia un obiettivo di tutti e che ciascuno si assuma una parte, sia pur piccola, di questo compito, incominciando dai propri comportamenti quotidiani.

Segnaliamo ai nostri sindacalisti comportamenti illegittimi, cercando di fornire elementi a supporto.

Lottiamo insieme, Sindacalisti e Lavoratori,

affinché un altro modo di fare banca sia ancora possibile!

 

28/3/2022  I Coordinatori Fisac CGIL ISP Puglia- Basilicata- Molise

FUTURO INCERTO – PRESENTE PESANTE

FUTURO INCERTO

PRESENTE PESANTE

 

IL PRESENTE dei lavoratori e delle lavoratrici della rete ISP Puglia, Basilicata e Molise consiste nel lavorare, da due anni in particolare, in condizioni pesantissime, con enormi carenze di organico nelle Filiali.

I colleghi subiscono carichi di lavoro eccessivi, ma con encomiabile impegno e dedizione, continuano a sacrificarsi quotidianamente per coniugare la produzione di reddito con il ruolo di “vero servizio pubblico essenziale” a supporto delle famiglie e imprese nei nostri territori.

Nonostante i rischi per la salute, di fatto mai indennizzati dalla più grande Banca del Paese neppure dopo gli enormi utili prodotti, i lavoratori continuano a subire le odiose pressioni commerciali indebite.

Il clima reale che respiriamo nelle Filiali è di stanchezza e disaffezione, con frequenti e pressanti richieste di non voler più fare il ruolo di gestore, di direttore ecc., non perché ritenuti carichi di lavoro troppo pesanti, bensì proprio a causa delle pressioni subite. Infatti i colleghi, specialmente in questi due anni, hanno dimostrato un grande senso di responsabilità e attaccamento all’Azienda e al Paese. La voglia di abbandono del ruolo nasce, invece, da quel senso di ingiustizia che è riassumibile in: “lavoro tanto, lo faccio bene da anni, produco risultati e, ciononostante, devo subire pressioni che hanno solo l’effetto di demotivarmi, di farmi sentire inadeguato/a e privarmi talvolta persino della mia dignità”.

A ciò si aggiunga anche la recente scelta aziendale di non garantire il servizio di vigilantes, per il controllo del green pass, neppure in quelle filiali e piazze notoriamente più problematiche quanto all’afflusso dei clienti.

Su questo presente, arrivano poi come un tornado LE NOVITÀ FUTURE, quelle del recente piano industriale.

In particolare le tantissime, prossime chiusure di Filiali!

 Grande preoccupazione c’è tra i colleghi di fronte al previsto, diffuso abbandono dei nostri territori!

Di Filiali ne rimarranno davvero poche,

questo è inaccettabile!

 L’evoluzione tecnologica e la legittima necessità di stare al passo con i tempi, non giustifica secondo noi la logica del “gettare il bambino con l’acqua sporca”!

I LAVORATORI E LE LAVORATRICI DI INTESA SANPAOLO

CHIEDONO UN PRESENTE DIGNITOSO

E UN FUTURO PRIVO DI INCERTEZZE!

 

17/02/2022  Coordinatori Fisac CGIL ISP Puglia- Basilicata- Molise

ELEZIONI 2021 RLS – PUGLIA BASILICATA MOLISE

ELEZIONI 2021 RLS – PUGLIA BASILICATA MOLISE

STRAORDINARIO RISULTATO DEI CANDIDATI RLS FISAC CGIL

 Per l’ambito Puglia Basilicata e Molise, i canditati della Fisac CGIL -Mauro Camillo e Mara Del Buono – hanno conseguito in termini di preferenze un risultato eccezionale alla recente elezione degli RLS di Gruppo Intesa Sanpaolo.

Rivolgiamo, anche a nome di Mauro e Mara, un forte ringraziamento a tutte le iscritte ed iscritti nonché alle tante lavoratrici e lavoratori non iscritte/i che hanno comunque voluto esprimere un voto favorevole ai candidati della FISAC CGIL.

Merita una particolare menzione anche l’alta partecipazione al voto, che ci ha visti al primo posto fra tutte le Direzioni Regionali in Italia, quasi raddoppiando il dato medio nazionale.

Riportiamo di seguito i riferimenti di Mauro e Mara:

  • Mauro Camillo 328 3786611 mauro.camillo@intesasanpaolo.com
  • Mara Del Buono 347 6037579 maria.delbuono@intesasanpaolo.com

 IL VOSTRO SOSTEGNO CI HA PERMESSO DI OTTENERE QUESTO SUCCESSO

e ci da’ ancora più forza nel continuare a portare avanti, con il massimo impegno e determinazione, la tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori in tutti gli ambiti, oltre che nelle materie inerenti la salute e sicurezza per le quali ci avvarremo dell’indispensabile contributo di Mauro e Mara.

 20/12/2021

I COORDINATORI FISAC CGIL

PUGLIA BASILICATA MOLISE

ACCORDO 16/11/2021 Gruppo ISP: ESODI E PENSIONAMENTI – LA CONSULENZA DELLA FISAC-CGIL PUGLIA BASILICATA MOLISE

In collaborazione con l’INCA-CGIL, assicuriamo i seguenti servizi:

 

  • ADESIONE AL FONDO ESUBERI 

    La FISAC/CGIL è in grado di fornirti tutte le informazioni e calcolare la finestra pensionistica e l’importo dell’assegno di esodo. Le adesioni dovranno pervenire all’Azienda entro il prossimo 31 GENNAIO 2022. Per avere il calcolo dell’assegno straordinario di esodo è sufficiente farci pervenire:–   Ecocert aggiornato (richiedibile, oltre che tramite sito INPS, dal Patronato CGIL a cui potrete rivolgervi anche con l’assistenza dei nostri referenti locali);
    –   due buste paga recenti.

    La richiesta è da inviare via mail a: fisacisppuglia@gmail.com, indicando in oggetto “ESODO TARDIVO”.

 

  • ADESIONE AL PENSIONAMENTO INCENTIVATO

La FISAC-CGIL è in grado di fornire tutte le informazioni e calcolare la finestra pensionistica. La richiesta va inoltrata via mail a: fisacisppuglia@gmail.com, allegando Ecocert/estratto conto contributivo (richiedibile, oltre che tramite sito INPS, dal Patronato CGIL a cui potrete rivolgervi anche con l’assistenza dei nostri referenti locali).

Le adesioni dovranno pervenire all’Azienda entro il prossimo 31 GENNAIO 2022; è previsto un premio di tempestività in caso di adesione entro il 24 dicembre 2021.

 

Per consentire a tutte e tutti di avere dei pronti riferimenti Fisac-CGIL nel Gruppo Intesa Sanpaolo, Vi riportiamo di seguito i nomi e i numeri di telefono dei Coordinatori RRSSAA per la Puglia, Basilicata e Molise:

DE LEO FRANCO             347 5605887

FIORINO EMANUELE     333 5885536

GIANNOTTI GIUSEPPE  335 1219561

LOPEZ ROSALIA              345 3651350

VERGARI ELISA                347 6875820

FISAC-CGIL Gruppo INTESA SANPAOLO

PUGLIA BASILICATA MOLISE

 

NUOVA DIREZIONE REGIONALE BASILICATA PUGLIA E MOLISE… IN VIA DI DEFINIZIONE UNICA CERTEZZA LA DRAMMATICA CARENZA DI ORGANICI

In data 22 e 26 ottobre u.s. si sono svolti in video-conferenza, in due momenti distinti, gli incontri trimestrali delle Aree Sindacali Puglia sud-Basilicata e Puglia nord-Molise.
Per l’Azienda sono intervenuti nell’ambito dei due incontri: Michelangelo Eleuteri, Mauro Farina Valaori, Vincenzo Piracci (rispettivamente Direttori commerciali Imprese, Exclusive, Retail che si sono alternati tra i due momenti); Enzo Vozza (Relazioni Industriali); Stefano Zingaretti (Responsabile del Personale e Assistenza Rete Direzione Regionale); Michaela Paese, (Coordinatore Territoriale Personale Assistenza Rete Basilicata, Molise e Puglia nord); Sergio Fornasiero (Coordinatore Territoriale Personale Assistenza Rete Puglia sud); Alessandra Mariani (Gestore del Personale FOL); Marianna Capasso (Responsabile direzione Immobili Basilicata, Puglia e Molise).
L’elencazione dei dati trimestrali da parte aziendale si è limitata alla lettura di slides con indicazione al 31/8/2021 degli organici e la disaggregazione per inquadramento, orario di lavoro, tipologia di part time, tipo di contratto, mobilità territoriale e modalità di svolgimento del lavoro flessibile. Nell’elenco organici e ruoli divisi per sesso abbiamo subito segnalato un fortissimo, quanto ormai anacronistico, gap di genere nei ruoli apicali che registrano ancora una bassa presenza di colleghe, dato assolutamente non giustificabile nella prima Banca del Paese.
Come Organizzazioni Sindacali siamo stati destinatari solo di un’esposizione generica dei dati economici e volumetrici della Direzione Regionale al 30 settembre 2021, ma registriamo uno, speriamo non scontato, ringraziamento ai colleghi per l’impegno profuso.
Con riguardo alla metodologia di questi incontri, abbiamo richiesto con forza innanzitutto che vengano rispettati i tempi previsti dagli accordi per le Trimestrali in modo che i quattro appuntamenti annuali previsti si svolgano alle scadenze predeterminate e che vi partecipino anche responsabili aziendali delle Direzioni Impact e Agribusiness sia dell’area commerciale che della gestione risorse umane. L’assenza di questi ultimi è un vulnus per la rappresentanza dei lavoratori e delle lavoratrici del nostro territorio, caratterizzato peraltro da un settore economico dell’agro-industria estremamente rilevante. L’Azienda ha preso l’impegno rispetto al primo punto di rispettare le scadenze, mentre rispetto all’altro punto ha solo preso atto della richiesta.

Su iniziativa sindacale sono stati trattati i seguenti argomenti:

STRUTTURA ORGANIZZATIVA E SEDE DELLA DIREZIONE REGIONALE
È stata denunciata una suddivisione territoriale dei CTPAR a dir poco singolare rispetto alle esigenze organizzative della rete e non corrispondente ai territori delle due Aree Sindacali Aziendali. A titolo meramente esemplificativo, è difficile giustificare il perché una piazza come Martina Franca (Area commerciale Bari Sud Ovest) sia tra quelle in capo al CTPAR Puglia Nord, Basilicata e Molise. Allo stesso modo appaiono talvolta incomprensibili le logiche di assegnazione dei territori ai singoli gestori del personale (ad es: il gestore di Lecce città è diverso dal gestore di Lecce provincia in quanto Lecce città è affidata al gestore di Taranto e provincia).
Ci sfuggono i criteri di tali scelte, che hanno già iniziato a manifestare i propri deleteri effetti organizzativi.
Avremmo voluto conoscerne le logiche ispiratrici anche per poter eventualmente cambiare opinione, eppure, a fronte delle nostre legittime richieste di chiarimento, l’Azienda non ha ritenuto opportuno fornire alcuna spiegazione.
Abbiamo chiesto notizie circa progetti futuri di trasferimento di nuovi uffici e strutture presso la sede di Viale De Blasio della Direzione Regionale, dopo quello di tutto lo staff dell’ufficio Organizzazione e Personale, scelta quest’ultima che pensiamo crei forti difficoltà di interlocuzione tra i colleghi e il proprio gestore del personale nel raggiungere la zona industriale di Bari così periferica e mal collegata. A tal proposito e soprattutto nell’interesse di tutti i colleghi che già lavorano nella nuova sede di Direzione, abbiamo chiesto l’impegno della Direzione del Personale a coinvolgere quanto prima la struttura aziendale del Mobility Management per integrare il documento del Percorso Casa-Lavoro per la piazza di Bari che includa la nuova sede di Viale De Blasio per attivare soluzioni sostenibili di mobilità, tra cui anche un servizio di navetta con il centro Città.
Abbiamo altresì chiesto la riattivazione del servizio mensa e bar, attese le valide strutture esistenti e peraltro pienamente funzionanti ante blocchi COVID.

ORGANICI e ASSUNZIONI
Particolare attenzione abbiamo posto sul tema organici di filiale.
In tutta la Direzione Regionale da inizio anno sono state assunte 22 persone, di cui 21 con contratto misto, ed è prevista entro fine anno l’assunzione di altre 10 unità full time. In definitiva, considerando le peculiarità dei contratti misti, in realtà nell’intero 2021 si avranno solo 11 (UNDICI!) assunzioni a fronte di 100 colleghi già fuoriusciti al 30 settembre u.s. (per esodi, pensionamenti, etc.) a cui bisogna aggiungerne almeno altri 30 in uscita al 31 dicembre. Abbiamo un rapporto assunti/fuoriusciti di meno di 1 a 10 e che ignora bellamente il rapporto di 1 assunto ogni 2 colleghi fuoriusciti previsto dall’accordo del 20/09/2020 nel quale, da sottolineare, non vengono prese in considerazione le assunzioni con contratto misto.
L’Azienda potrebbe replicare che il rapporto di 1 a 2 è un obiettivo da rispettare a livello nazionale ma sarebbe una risposta inaccettabile perché destinata a territori che già cronicamente sono stati afflitti da una considerevole carenza di organici. Per questo motivo le assunzioni deliberate appaiono come una goccia nel deserto rispetto alle esigenze della rete e produrranno lo stesso effetto.
Eppure, nonostante la carenza cronica di personale in rete, il riconoscimento dello straordinario sembra sparito dai radar, nonostante gli enormi disagi che i colleghi vivono quotidianamente. Insieme alle timbrature sembrano infatti sparite le causali PAO e RAO. A tal proposito le funzioni Aziendali hanno ribadito che, nonostante non sia più necessaria la timbratura, non è cambiata la policy sugli orari di lavoro e, in risposta alla nostra denuncia, hanno candidamente affermato che lo “straordinario” è – come dice il termine stesso – un’eccezione e che la norma deve essere l’uscita in orario. Questo significa misconoscere i sacrifici dei lavoratori e sottrarre loro una quota di retribuzione spettante. Pertanto, invitiamo quei colleghi che, per necessità aziendali, sono chiamati a prolungare la propria prestazione lavorativa oltre l’orario di lavoro ad inserire la richiesta di autorizzazione al lavoro straordinario nei previsti applicativi aziendali.

PERCORSI PROFESSIONALI
Abbiamo rilevato taluni casi di discrepanza rispetto ai dati forniti dall’azienda per quel che concerne l’ambito Teti competenze, che pesa per ben il 45% rispetto alla complessità di ruolo. I colleghi in alcuni casi non si ritrovano rispetto ai valori rilevati in procedura ed hanno chiesto un chiarimento alle funzioni aziendali.
Vigileremo sulla correttezza delle risposte fornite per evitare che al danno delle indennità di ruolo perdute, dei percorsi non consolidati e all’amarezza di gestori costretti a subire la gogna delle restituzioni di parte del salario, si aggiunga la beffa di dati non veritieri. Nessun chiarimento è stato fornito nemmeno in merito alle modalità di applicazione dell’anticipo di 4 mesi del consolidamento previsti dall’accordo 14/4/2021.

FORMAZIONE
Abbiamo stigmatizzato il rifiuto che talora viene opposto dai Responsabili di filiale alla legittima richiesta di formazione flessibile da casa, fatta dai colleghi, considerate le difficoltà, e spesso l’impossibilità, a conciliare il fare una formazione adeguata con la gestione dei numerosi appuntamenti in filiale con la clientela.
Peraltro, il modello organizzativo Next way of working, con un numero di postazioni inferiore rispetto all’organico di filiale, rende di fatto ancora più complicata la fruizione della formazione. A tal proposito abbiamo richiesto una verifica del numero di ore di formazione flessibile accordate dall’inizio dell’anno ai colleghi. Anche in questo caso nessuna risposta, trincerandosi l’Azienda dietro la difficoltà di scorporare il dato della formazione da quello complessivo che comprende anche il lavoro flessibile.

LISTE TRASFERIMENTO
Le liste di trasferimento, non prevedendo più l’indicazione dei nominativi interessati rendono impossibile l’esercizio della funzione di controllo del rispetto delle graduatorie da parte delle Organizzazioni Sindacali.
Così come sono, le graduatorie servono veramente a poco. L’Azienda per giustificare tali dati incompleti ha invocato l’applicazione della normativa sulla privacy. Non escludiamo nostro espresso quesito sul punto al garante della privacy.

LAVORO AGILE
Il Lavoro agile, in alcune zone, risulta essere particolarmente complicato a causa delle difficoltà di connessione.
Secondo le funzioni aziendali, tuttavia, quello della connettività è un problema del Paese, non un problema della Banca. A nostro parere, invece, diventa un problema della Banca nel momento in cui, avendone consapevolezza, chiude anche l’ultimo sportello presente in quei territori.
È verosimile, secondo l’Azienda, pensare ad un ricorso al lavoro agile anche dopo la fine del periodo pandemico. Ad oggi circa il 50% dei colleghi delle strutture centrali ne fa ricorso sistematico mentre nella rete lo si fa prevalentemente per la salvaguardia della genitorialità. Passata l’emergenza, secondo le parole del Dott. Zingaretti, si creerà un problema di gestione efficiente degli spazi nelle filiali più grandi. Ricordiamo che la volontarietà nel richiedere il lavoro agile da parte dei colleghi abilitati è frutto di norme di legge (Legge 81/2017) e di accordi precedenti la pandemia e, per molti, tale modalità di lavoro rappresenta uno strumento per una migliore conciliazione tempi vita- lavoro e, quindi, ne chiediamo la applicazione rigorosa.

PRESSIONI COMMERCIALI
Abbiamo rilevato insopportabili strumentalizzazioni di chat di filiale oltre a casi di assegnazione di budget individuali da rendicontare a fine giornata. A fronte di questi rilievi, la risposta aziendale è che non si può parlare di un “sistema” di pressioni commerciali quanto piuttosto di una focalizzazione sull’attività commerciale. In vista di un possibile rush finale previsto per gli ultimi mesi di quest’anno, le persone vanno “accompagnate ed ispirate”, non certo pressate, ha dichiarato l’Azienda. Chissà se i colleghi che quotidianamente vivono il disagio di tali pressioni, e che nel tempo hanno iniziato anche a far uso di psicofarmaci, hanno compreso che la banca cerca solo di accompagnarli ed ispirarli. L’atmosfera che si vive nelle filiali è sempre più tesa e nervosa con conseguenze negative sulla salute psicofisica dei colleghi con ovvi riflessi anche in ambito familiare, come certificato anche da istituti terzi (vd. Università di Pisa, Università Statale di Milano). Tra l’altro, tale clima teso e ansiogeno si rivela anche controproducente per il rendimento atteso. Abbiamo denunciato nuovamente l’ulteriore onere, sui colleghi in prima fila nelle filiali, rappresentato dalla farraginosa gestione delle “telefonate inevase”.
Quanto alle riunioni Skype troppo frequenti, pianificate anche all’ultimo momento e talvolta fuori dall’orario di lavoro, costringendo i colleghi a rinunciare alla pausa pranzo; ci chiediamo come mai Direttori di Area sempre molto premurosi nel sottolineare ai colleghi come sia strategica la pianificazione dell’agenda, non siano poi in grado di programmare le proprie riunioni con un minimo margine di anticipo. Anche in tal caso la risposta aziendale è che si tratta di comportamenti individuali, che devono essere segnalati alle funzioni competenti e/o utilizzando la casella mail “io segnalo”.

INTEGRAZIONE UBI
Altro argomento affrontato nel corso della trimestrale è quello relativo all’integrazione effettuata in modo approssimativo delle filiali del perimetro ex UBI. I colleghi sono stati lasciati allo sbaraglio spesso senza un’adeguata formazione ed in taluni casi hanno dovuto gestire in assoluta autonomia e con grande spirito di sacrificio il cambio di procedure. Abbiamo chiesto espressamente al dr. Zingaretti di dare una certa priorità a tali colleghi in termini di incontri e colloqui al fine di rettificare incarichi assegnati forse un po’ troppo frettolosamente e spesso non corrispondenti alle loro professionalità, ciò anche nell’interesse della Banca.
Non abbiamo ricevuto alcuna risposta ma auspichiamo che il messaggio sia stato ugualmente raccolto.

FILIALI ON LINE
E’stata evidenziata l’eccessiva attenzione ai tempi di chiamata, non più intesi come durata effettiva della stessa, ma come somma della consulenza fornita al cliente ed i tempi di inattività; prassi sicuramente demotivante a livello professionale che rimanda a subdole modalità di controllo a distanza.
La risposta della dott.ssa Mariani, è che non viene ravvisato nel Reason code un controllo a distanza, in quanto trattasi di una semplice modalità operativa. Inoltre, c’è negli obiettivi futuri quello di implementare il sistema dell’IVR, in modo da garantire migliori livelli di servizio, e quello di formare nuove figure professionali.
Abbiamo sottolineato come il concetto di job rotation debba essere inteso sia come possibilità di ruotare all’interno della FOL, sia come possibilità di accedere a ruoli ad elevato contenuto professionale. Ci sono dei colleghi che pur di avvicinarsi al nucleo familiare hanno dovuto negli anni rinunciare a ruoli specialistici che svolgevano con entusiasmo e competenza. Si è posta particolare attenzione al tema dei trasferimenti da FOL.
In un territorio esteso come la Puglia, è importante prestare la giusta attenzione alle esigenze dei colleghi che, pur lavorando nella stessa provincia, sono costretti a sostenere lunghi spostamenti per raggiungere il posto di lavoro. In tal occasione oltre ai trasferimenti presso altre strutture è stato proposto di considerare anche il
discorso dei distacchi in filiali limitrofe alla residenza. Secondo la parte aziendale il tema dei distaccamenti è stato introdotto nelle FOL solo al fine di ricollocare delle risorse provenienti da UBI.
Un auspicio per il futuro è che, per quanto riguarda l’utilizzo dello Smart Working in FOL, venga data la possibilità di sfruttare il lavoro flessibile per le settimane in cui si è pianificati su un turno estremo.
In merito alle indicazioni fornite a seguito della normativa sull’estensione del Green Pass al settore lavorativo privato dal 15/10, abbiamo chiesto all’Azienda delucidazioni sul rientro presso l’unità lavorativa operativa di assegnazione in caso di assenza dal servizio non programmata, a titolo esemplificativo malattia o infortunio,
qualora il collega fosse pianificato su un turno per cui la struttura risulterebbe chiusa. Attendiamo un riscontro.

VIGILANTES – MISURE ANTI-COVID – GREEN PASS
Abbiamo rilevato come il numero di vigilantes a disposizione della Direzione Regionale sia irrisorio rispetto al numero di filiali. Nessuna risposta è stata fornita dall’Azienda.
Abbiamo anche chiesto maggiore coerenza tra le dichiarazioni aziendali in cui si richiama ad una responsabile osservanza delle misure anti-covid e i comportamenti effettivi che si registrano: ad esempio, l’obbligo all’uso della mascherina è sempre meno osservato. Abbiamo, infine, chiesto, alla luce dell’introduzione dell’obbligo di Green Pass sui luoghi di lavoro, quale fosse la situazione riguardo colleghi eventualmente sospesi a termine di legge.
Riguardo quest’ultimo punto ci è stato risposto che non si sono registrati casi di sospensione. Nessuna risposta invece riguardo l’invito a far osservare le misure previste.

PROBLEMI AMBIENTALI SALUTE E SICUREZZA
Riguardo i lavori in corso nelle Filiali di Foggia Piazza Puglia e San Severo Via Tiberio Solis, per trasformare le Filiali in filiali new concept in cui confluiranno Filiali/sportelli distaccati oggetto di accorpamento prima della conclusione dei lavori stessi, abbiamo chiesto all’Azienda se tutti i colleghi interessati dall’accorpamento avranno alla data prevista una regolare postazione. Abbiamo inoltre sottolineato la grande abnegazione dei colleghi data la corposità e invasività dei lavori che li stanno mettendo a dura prova, colleghi già normalmente pressati da tutte le innumerevoli attività quotidiane.
Abbiamo chiesto di sensibilizzare sempre le imprese a prestare la massima attenzione in tema di salute e sicurezza nei lavori e di concentrare i lavori più rischiosi e fastidiosi per emissioni di polvere e rumori nel weekend. L’Azienda ha affermato che tutto procederà come previsto nel rispetto dei progetti comunicati e dei tempi programmati.
Abbiamo anche denunciato la grave problematica dell’assenza di adeguati archivi in molte filiali. L’Azienda ha ammesso tale carenza. Abbiamo anche evidenziato il problema dell’assenza di salottini per ricevere i clienti sia nella Filiale imprese che in quella Agribusiness di Foggia.
Sono stati rappresentati anche i problemi delle filiali di Gallipoli e Lequile che presentano il retro dell’ATM all’interno di una postazione di lavoro, con conseguenti problemi acustici e di sicurezza per le persone. La filiale di Gallipoli presenta inoltre una struttura complessivamente decadente e obsoleta e tal proposito la dott.ssa Capasso ci ha specificato che l’Azienda è da tempo alla ricerca di un nuovo edificio. In merito alla pesante situazione relativa all’archivio della Filiale Imprese di Cavallino, già ben nota all’Azienda, abbiamo ribadito la necessità di interventi urgenti. Abbiamo inoltre stigmatizzato gli annosi problemi di climatizzazione e di qualità dell’aria presso la filiale di Taranto di Piazza Maria Immacolata (ricordiamo pesantemente colpita da focolaio covid) richiedendo un intervento urgentissimo di adeguamento dell’impianto. Ci segnalano che sempre in Piazza Immacolata, a seguito provvedimento ASL, non è accessibile tutto il piano interrato dove si trovano i servizi igienici, l’archivio e l’interruttore montascale per l’accesso dei portatori di handicap.

FILIALI AGRIBUSINESS
Non essendo presenti le funzioni commerciali e del personale della Direzione Agribusiness, non abbiamo avuto la possibilità di interloquire con alcun referente in grado di rispondere alle numerose problematiche in essere dal momento della costituzione della Direzione stessa.
Pertanto, abbiamo unitariamente ribadito la necessità della presenza di rappresentanti della Direzione Agribusiness nei prossimi incontri.

ALTIMETRO
L’altimetro risulta in alcuni casi pesantemente condizionato da interventi del responsabile per “orientare” i giudizi dei singoli. L’Azienda ha condiviso che, se tale strumento dovesse essere utilizzato in maniera coercitiva, perderebbe la sua funzione. Peccato però che non faccia nulla per arginare il fenomeno.

I tentativi sindacali di rendere quanto più proficui gli incontri si sono rivelati vani di fronte ad una delegazione aziendale che non ci è parsa voler intervenire concretamente per risolvere le serie problematiche denunciate dalle Organizzazioni Sindacali e che ha glissato in modo evidente sugli argomenti più qualificanti.
Il confronto con il sindacato non può essere considerato un mero atto dovuto.
Noi continueremo con perseveranza a incalzare l’Azienda a tutela degli interessi dei lavoratori e delle lavoratrici che ci onoriamo di rappresentare.

Bari, 9 novembre 2021

OTT. 2021 TRIMESTRALI DR BASILICATA PUGLIA MOLISE comunicato unitario

INONDIAMO LA CASELLA MAIL “IO SEGNALO”

INONDIAMO LA CASELLA MAIL “IO SEGNALO

Stop a pressioni commerciali indebite!

Il nostro rapporto di lavoro subordinato è caratterizzato da un’obbligazione di mezzi e non di risultato. Dobbiamo quindi garantire, ai sensi del CCNL, una prestazione lavorativa attiva ed intensa…..non un risultato a tutti i costi!

In base a tutte le normative e agli accordi vigenti, le azioni ed i comportamenti richiesti ai dipendenti devono essere tali da favorire lo sviluppo di politiche commerciali sostenibili e rispettose della dignità personale e professionale delle lavoratrici e lavoratori nonché delle esigenze della clientela.

Dette normative disciplinano inoltre la modalità di segnalazione di comportamenti “impropri”, che rientrano in 3 diverse aree tematiche:

COMPORTAMENTI / REPORTISTICA / COMUNICAZIONE.

Come sanno bene tutte le lavoratrici e i lavoratori delle Filiali, le pressioni commerciali indebite sono diventate un’amara e diffusa realtà quotidiana!

A FRONTE DELLE TANTE DENUNCE SINDACALI, L’AZIENDA SI TRINCERA DIETRO LE SCARSE SEGNALAZIONI PERVENUTE ALLA CASELLA “IO SEGNALO”.

DIMOSTREREBBE, SECONDO L’AZIENDA, CHE ESAGERIAMO NOI SINDACALISTI FISAC A DENUNCIARE L’ENORME DIFFUSIONE E GRAVITA’ DEL FENOMENO.

E’ IL MOMENTO DI DIRE BASTA!

E’ IL MOMENTO DI INONDARE LA CASELLA MAIL “IO SEGNALO”

 La segnalazione è molto semplice.

Basta inviare una mail all’indirizzo “iosegnalo@intesasanpaolo.com”, compilando e allegando il “MODULO SEGNALAZIONE riportato di seguito. E’ garantita la massima riservatezza del nominativo segnalante, al fine di evitare qualsiasi azione discriminatoria e/o penalizzante nei suoi confronti.

E’ anche possibile effettuare la segnalazione non direttamente, ma TRAMITE I SINDACALISTI FISAC a cui  potrete inviare la documentazione sopra indicata.

CHIEDIAMO A TUTTE E TUTTI DI DARE IL PROPRIO PREZIOSO CONTRIBUTO!

 

29/09/2021

COORDINATORI FISAC-CGIL INTESA SANPAOLO – DIR. REG. PUGLIA / MOLISE /  BASILICATA

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Allegato 1

“MODULO SEGNALAZIONE”

iosegnalo@intesasanpaolo.com

 

Spett.le

Intesa Sanpaolo S.p.A.

Comitato Welfare, Sicurezza e Sviluppo Sostenibile

(c/o Relazioni Industriali)

Piazza Paolo Ferrari, 10

20121 Milano

 

Nome…………….           Cognome…………            cid/Matricola…………………

Società di appartenenza……………………..

Sede di lavoro…………………………..

Aree tematiche:

  • Comportamenti
  • Reportistica
  • Comunicazione

Descrizione evento

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

Allegati ritenuti utili alla descrizione dell’evento…………………………………..

 

Luogo, data                                                                                     Firma

……………………….                                                                               …………………….

 

– Non saranno prese in considerazione segnalazioni “anonime”

– La segnalazione dovrà essere inoltrata tramite e-mail aziendale alla casella di posta elettronica dedicata: iosegnalo@intesasanpaolo.com

PRIMO INCONTRO TRIMESTRALE DI RELAZIONI INDUSTRIALI NELLA NEO COSTITUITA DIREZIONE REGIONALE: SE IL BUONGIORNO SI VEDE DAL MATTINO…

Il 16 luglio si è svolta da remoto la prima trimestrale 2021 della neo-istituita Direzione Regionale Basilicata Puglia e Molise. Sono intervenuti il Direttore Regionale Alberto Pedroli, i Direttori Commerciali dei tre territori, il nuovo Responsabile del Personale ed Assistenza Rete, Stefano Zingaretti, oltre che i Responsabili del Personale FOL, Direzione Impact ed Agribusiness, alla presenza del rappresentante delle Relazioni Industriali Enzo Vozza e degli altri colleghi della sua struttura che seguono la D.R.

Si è trattato della prima trimestrale successiva ad una integrazione avvenuta in piena emergenza sanitaria e dunque, anche da parte aziendale, è stato ritenuto doveroso evidenziare la straordinaria difficoltà del momento e le criticità legate alla fragilità del contesto socio economico del territorio su cui insiste la nostra Direzione Regionale.

Il Direttore Pedroli ha giustamente ricordato che la Puglia è stata una delle ultime Regioni ad uscire dalla zona rossa e, aggiungiamo noi, proprio in quei giorni, si dava corso alla chiusura contemporanea di oltre trenta filiali della ex UBI BANCA! Ha anche parlato di un territorio molto fragile, con un PIL pro capite di 20.000 euro che è la metà di quello medio di altre zone d’Italia, con una distribuzione della ricchezza molto polarizzata, che potrebbe subire ulteriori lacerazioni. Ha pertanto richiamato il grande senso di responsabilità sociale, economica, di ecosistema, della nostra Banca, correttamente ritenuta come la vera “banca del territorio” in ragione delle quote di mercato detenute.

Peccato che a tale presunto senso di responsabilità nei confronti di clienti e colleghi, non abbiamo visto corrispondere fatti concreti!

E’ sorprendente sentire un Direttore Regionale stigmatizzare la progressiva desertificazione dell’offerta bancaria, come se tale fenomeno riguardasse solo la concorrenza, senza rendersi conto che forse noi ne siamo i principali artefici, avendo chiuso da inizio anno oltre trenta filiali! Come pure ascoltare il Direttore Commerciale Retail mentre afferma che lo sforzo richiesto alla rete è un forte presidio della clientela Intesa Sanpaolo e una “gestione importante” della clientela ex UBI per “l’adeguamento alle nuove impostazioni, ai nuovi protocolli e alle nuove regole”: tradotto, un’opera di catechesi, di “education” (come è stata definita con un inglesismo) o, in altre parole, un vero e proprio lavaggio del cervello nei confronti dei poveri clienti affinché si adattino all’indirizzo strategico della Banca che è quello della digitalizzazione. O dentro o fuori! Con buona pace della presupposta responsabilità sociale nei loro confronti!

Ma è soprattutto nei confronti della platea dei colleghi che si palesa la più ampia discrasia fra le dichiarazioni d’intenti e la realtà dei fatti.

Queste le problematiche che abbiamo posto all’attenzione dell’Azienda:

 INCORPORAZIONE UBI: nel nostro territorio lo “tsunami” dell’incorporazione con UBI è stato affrontato in condizioni di grave sottodimensionamento di organico dello stesso ufficio del personale, con il risultato che numerosi colleghi hanno sostenuto il primo colloquio con gestori delle risorse di altre zone d’Italia, per poi vedersi trasferire, da un giorno all’altro, dai locali gestori, in molti casi in filiali e ruoli per nulla confacenti alle loro professionalità e alle loro aspettative. Il tutto senza NESSUNA formazione!

A questa incresciosa e dannosa situazione di affanno dell’ufficio del personale, ove ogni singolo gestore è stato chiamato ad occuparsi di territori vastissimi, l’Azienda ha, molto tardivamente, posto rimedio con la nomina di ben quattro nuovi gestori che andranno a rimpolpare le fila di quelli già esistenti. Una pianificazione con delle risorse da adibire alla gestione del personale avrebbe dovuto essere fatta in tempo utile e prima dell’operazione UBI. E quanto agli errori commessi in fase di trasferimenti/assegnazioni, il Direttore Zingaretti si è giustificato dicendo che si è “trattato di comporre un puzzle di circa 3000 pezzi” (quante le risorse della nostra D.R., 3.100 per l’esattezza) e che, di sicuro, non si è trattato di un compito facile. Ha dimostrato dunque una certa disponibilità ad effettuare correzioni a posteriori.

 ORGANICI: a fronte dell’impegno del Gruppo di assumere 3.500 giovani, abbiamo chiesto quanti di questi neo assunti siano stati o saranno convogliati verso la nostra Direzione Regionale, con quali tipi di contratti e in quali strutture. A questa domanda assai precisa, non abbiamo ricevuto che vaghe risposte: l’unica cifra di cui abbiamo memoria è quella fornita dal Responsabile del Personale FOL, Enrico Pezzolato, che ha parlato di 31 neo assunti nelle due strutture nella nostra D.R. da inizio anno. Per il resto nessuna notizia fornitaci, nemmeno riferita alla manciata di contratti misti sparsi in modo casuale nelle filiali. Denunciamo nella nostra D.R. una situazione di grave carenza di organico estremamente diffusa su tutto il territorio. Paradigmatica la situazione venutasi a creare nella provincia BAT, dove la mancanza di filiali UBI (tutte cedute a BPER) ha inoltre impedito qualsiasi sinergia volta a recuperare personale, motivo per cui alcuni colleghi si sono visti addirittura procrastinare la data di accesso al fondo esuberi rispetto a quella ipotizzata in relazione alla permanenza media nel fondo stesso. Cronico, ormai, il fenomeno della mancata sostituzione delle centinaia di colleghi che vanno in esodo o in pensione, con grave sovraccarico di lavoro in capo a chi resta nelle filiali. Sporadico, ma gravissimo, persino il verificarsi di situazioni in cui una filiale possa aprire con un solo addetto, con tanto di istruzioni sulla “gestione delle filiali con organico minimo” fornite dal CTPAR al malcapitato di turno!

FILIALI POLLAIO: a fronte della situazione appena descritta su alcuni territori, continuiamo ad assistere in altri alla chiusura dissennata di decine di filiali (solo sulla piazza di Bari, nell’ultimo mese, quattro), con “sversamento” di decine di colleghi e migliaia di clienti in vere e proprie “filiali pollaio”, prevalentemente “new concept”. Constatiamo con amarezza che, in barba ai propositi manifestati nell’incontro con le OO.SS. del 15/02/2021, nel quale l’Azienda si era resa disponibile ad un ripensamento dell’utilizzo promiscuo delle postazioni di lavoro visto il rischio di contagio, oggi si decide di sperimentare il c.d. “Next Way of Working”, il quale contempla, al contrario, l’ulteriore riduzione delle postazioni di lavoro individuali ed un utilizzo sempre più condiviso delle strumentazioni aziendali. In totale spregio del rischio sanitario ancora in corso e del rispetto per la salute dei lavoratori! 

PRESSIONI COMMERCIALI: allo scenario che abbiamo fin qui descritto, che genera nelle filiali “superstiti” una situazione di assoluta disorganizzazione del lavoro, improvvisazione, portafogli scoperti, migliaia di posizioni in capo al direttore di filiale, clienti inferociti, telefonate inevase, fanno da sfondo pressanti richieste di lavorazione delle campagne, lync convocate “ad horas” per frustranti allineamenti commerciali, richieste continue di previsioni di vendita su gestito e tutela e, dulcis in fundo, il neo-introdotto controllo sulle telefonate inevase, finalizzato, nelle intenzioni di chi lo ha concepito, a scoprire l’origine di tali disservizi! Un vero e proprio cane che si morde la coda!

Particolarmente odiosa, con la pandemia ancora in corso, la richiesta di sei appuntamenti minimi in agenda, sia per il rischio contagio, sia perché non si considera che con il turn over forsennato realizzato nelle filiali della nostra D.R. negli ultimi mesi, la maggior parte dei colleghi incontra i clienti per la prima volta e, dunque, il tempo medio da dedicare ad ogni incontro è tutt’altro che breve! 

RUOLI E PERCORSI PROFESSIONALI: anacronistico anche, in tempi di pandemia, mantenere i servizi alla clientela, gli “incontri” con i clienti appunto, fra gli indicatori dei percorsi di carriera. Sarebbe stato auspicabile un ripensamento su questo punto, come pure sarebbe auspicabile una maggiore trasparenza e celerità da parte dell’Azienda nella comunicazione delle complessità di ruolo, che eviti a tanti colleghi oltre al danno del mancato consolidamento dei percorsi professionali anche la beffa della restituzione delle indennità di ruolo già percepite da ben sei mesi! 

FOL: Con riferimento alla struttura Filiale Online, abbiamo denunciato l’introduzione nell’applicativo Golia del “Reason Code” che, obbligando il collega a imputare un giustificativo ad ogni mancata risposta alla telefonata, costituisce di fatto un indebito controllo a distanza, oltre che un vero e proprio insulto alla dignità dei lavoratori.

Abbiamo evidenziato inoltre un rallentamento del processo di osmosi fra rete fisica e FOL, oltre che significative difficoltà dei colleghi ad accedere ai Job posting.

Ulteriore criticità presente nella struttura è quella della singolare modalità di concessione del part time, strumento utilizzato prevalentemente per la conciliazione tempi vita-lavoro, stigmatizzando come la conferma dell’avvenuta concessione pervenga il più delle volte solo il giorno precedente la decorrenza del contratto. Abbiamo pertanto richiesto che tale comunicazione sia data, invece, con un congruo anticipo. Pretendiamo maggiore attenzione alle esigenze dei colleghi della Filiale Online, che rappresenta una fetta importante del Gruppo con circa 2000 persone.

AGRIBUSINESS: ci risulta che nella nostra D.R. alcuni dei colleghi adibiti a questa nuova Divisione, fino all’11 aprile fossero gestori privati, dunque avessero competenze e conoscenze del tutto diverse da quelle richieste per ricoprire il nuovo incarico, in una situazione che comunque si caratterizza per insufficienza di addetti ed anche di personale specializzato, ad esempio in materia di estero. E quello di Agribusiness, che, per certi versi, in questo momento è lo specchio che riflette l’immagine della nostra Azienda, è forse il più eclatante, ma non certo l’unico caso in cui, invocando il concetto di flessibilità e i famigerati “passaggi laterali”, vengono mortificate le professionalità esistenti, adibendo colleghi a ruoli del tutto diversi da quelli “naturali”. Tutto questo genera fenomeni di stress lavoro correlato, frequenti fra i lavoratori quando le richieste avanzate nei loro confronti superano la capacità di farvi fronte, con conseguenze dannose per la salute e per l’equilibrio psichico, che si riflettono anche sulla vita relazionale di chi ne viene colpito. Infine, riteniamo incomprensibile la delocalizzazione in altre regioni della Funzione del Personale, attesa la presenza di una Direzione Regionale del Personale, quando la scelta opposta, se attuata, renderebbe la gestione più fluida per tutti. 

HUB: come noto, l’ulteriore evoluzione del modello di servizio prevede un ampio ricorso al lavoro flessibile. Considerato che esiste un certo numero di lavoratori agili che preferiscono non svolgere il lavoro da casa e che per noi OO.SS. è essenziale impedire che i dipendenti bancari si trasformino in imprenditori di se stessi, con organizzazione di mezzi propri e gestione a proprio rischio, l’Azienda ha pensato di adibire un certo numero di immobili dismessi e inutilizzati ad HUB da mettere a disposizione di questi lavoratori. Abbiamo chiesto quanti di questi HUB saranno previsti nella nostra D.R. e in quali zone. Ma, ancora più a monte, abbiamo chiesto se, prima di concepire HUB per accogliere lavoratori che non si sa come allocare, non sarebbe stato più semplice fare una riflessione più approfondita sull’opportunità di procedere ad una vera e propria ecatombe di filiali!

Più in generale, abbiamo proposto un rallentamento dei vorticosi processi di ristrutturazione aziendale che dia il tempo ai dipendenti della nostra D.R. e a quelli di tutto il Gruppo di riprendersi emotivamente e fisicamente da un anno e mezzo fra i più devastanti che l’umanità intera abbia conosciuto.

La risposta lapidaria del Direttore Zingaretti è stata: “la Banca ha fatto una scelta strategica che è quella della multicanalità, oltre che della banca di prossimità Mooney (rete dei tabaccai) e, in funzione di questa, si giustificano tutte le riorganizzazioni”. 

Alla luce di questa risposta e di tutte le non risposte su gran parte degli argomenti di discussione, riteniamo che le dichiarazioni di principio con cui aveva avuto avvio il nostro incontro trimestrale, che rimandavano ai temi dell’ascolto, del dialogo, della tempestività delle risposte, della vicinanza, siano state smentite nei fatti.

Se il buongiorno si vede dal mattino…

Bari, 27 luglio 2021

COORDINATORI DIREZIONE REGIONALE BASILICATA PUGLIA E MOLISE
FABI FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

2021 07 27 Comunicato trimestrale Direzione Regionale

Nota sulla realtà del mondo imprese

 

  • GESTORI e ADDETTI IMPRESE
  • GESTORI e ADDETTI AGRIBUSINESS
  • GESTORI AZIENDE RETAIL

  

Nel 2020 e in questa prima parte del 2021, i Gestori e gli Addetti che in Intesa Sanpaolo si occupano di fidi alle imprese hanno garantito, con grande spirito di sacrificio, il sostegno a tutte le aziende clienti in una delle epoche più difficili dell’ultimo secolo. Il tutto con grande redditività per l’Azienda, ma senza reali riconoscimenti per i colleghi, a fronte di un impegno a dir poco straordinario che ha esposto a rischio la salute, e purtroppo in alcuni casi la vita, di tali lavoratrici e lavoratori.

Mai come oggi, però, Gestori ed Addetti che si occupano di fidi alle imprese avvertono un grande senso di solitudine ed abbandono.

La gestione aziendale di queste preziose risorse, e del comparto molto delicato di cui si occupano, è infatti caratterizzata da approssimazione e da un’allarmante e crescente disorganizzazione.

All’origine riteniamo ci sia la miope visione aziendale degli ultimi anni, caratterizzata da sempre minore attenzione verso la figura di coloro che si occupano di credito alle aziende.

In passato c’era la consapevolezza che, per formare l’allora Gestore “small business” o Imprese, occorressero diversi anni caratterizzati da vera formazione, affiancamento a gestori senior ecc. Solo dopo aver maturato un’adeguata esperienza sul campo, la risorsa era pronta ad assumere la responsabilità di seguire un portafoglio imprese. Questo processo ha garantito negli anni il giusto ricambio generazionale, formazione, competenza ed un numero di risorse sempre adeguato alle esigenze. Inoltre i gestori in questione avevano percorsi professionali che ne riconoscevano l’elevata professionalità. Tutto ciò con importanti risultati ottenuti, da tutti grandemente riconosciuti alla nostra Azienda.

Negli ultimi anni, quelli purtroppo che hanno visto il passaggio dalle competenze alla vendita tout court, si è via via data sempre meno importanza al comparto fidi.

Anche queste “nostre persone” dovevano vendere….e solo vendere!

E per farlo, competenze ed esperienza…non servivano più! Quindi niente gradi e riconoscimenti adeguati….

Un gestore aziende si può creare dal nulla…in poche settimane…

La realtà che oggi è sotto gli occhi di tutti dimostra, invece, quanto sia stato miope chi in azienda è stato responsabile di questo cambio di visione!

Ci ritroviamo infatti un comparto “fidi alle imprese” ormai composto da un numero di risorse assolutamente inadeguato rispetto alle reali esigenze, tra l’altro aumentate a dismisura sia per il periodo contingente ma anche per scelte organizzative evidentemente non consapevoli delle forze a disposizione! Comparto a cui non si assicura la necessaria formazione indispensabile per tutte le responsabilità assegnate in base a normative aziendali e di legge (antiriciclaggio ecc.) in continua evoluzione.

Il tutto senza avere la possibilità di attingere da quel processo di ricambio generazionale sopra descritto.

Esito: mancano Gestori aziende! Mancano ancor di più Addetti Imprese, a loro volta bacino da cui attingere e formare i nuovi Gestori Imprese.

A fronte della realtà appena descritta, l’Azienda che fa?

Cambia rotta e riavvia quel processo virtuoso che ricomincia a valorizzare le “sue persone” che si occupano di fidi?

No! Crea le Filiali Agribusiness….novità interessante sulla carta, ma del tutto inopportuna concretamente in questo momento storico.

Le crea durante la pandemia, il che già è più che criticabile viste le enormi difficoltà connesse solo al periodo di emergenza sanitaria e alla necessità di dare alle imprese italiane clienti tutto lo stabile sostegno necessario per superare indenni la crisi economica conseguenza di quella sanitaria.

Non basta! Fa coincidere il giorno di avvio di questa nuova filiera con quello della fusione con UBI, già di per sé portatrice di mille e mille disfunzioni e criticità per i Colleghi che lavorano nella rete.

Tralasciando in questa sede le criticità immani della fusione, la conseguenza specifica è stata che, creando quest’ulteriore struttura specializzata nei fidi all’agro-industria, l’esigenza di “donne e uomini fidi” è letteralmente esplosa.

La coperta, già estremamente corta, è diventata d’improvviso cortissima!

Denunciamo grave disorganizzazione nel comparto fidi

e carenza di personale e strutture di supporto.

 

  • criticità specifiche delle Filiali Agribusiness:
  • sono a tutti gli effetti dei Centri Imprese, sia pur specializzati per il comparto agricolo. Specialmente per i portafogli con aziende dell’agro-industria, le cui complessità di gestione sono notevoli, occorre l’addetto one to one;
  • ci sono ancora portafogli privi di Gestori Agribusiness. Vanno nominati subito i nuovi Gestori;
  • tenuto conto del monte rischi creditizi in capo ad aziende dell’agro-industria, occorre un incremento delle facoltà deliberative dei Direttori Agribusiness in linea con quelle dei Direttori delle Filiali Imprese dello stesso territorio;
  • per accelerare i tempi di delibera, occorre rinforzare la filiera dei Deliberanti, affiancando quelli già operativi con quelli in formazione;
  • occorre confermare i poteri deliberativi ai Gestori che già avevano facoltà deliberative prima del passaggio all’Agribusiness;
  • l’agroindustria lavora fortemente con l’estero, perciò occorrono Specialisti Estero dedicati al comparto e che assistano i gestori negli incontri con i clienti e li supportino ogni qualvolta occorra una consulenza tecnico-specialistica;
  • occorre linearità nel passaggio delle aziende agricole dalle Filiali Retail/Imprese all’Agribusiness. Ci consta che sono stati lasciati nel limbo molte aziende prettamente agricole di cui non si comprende il motivo del non passaggio alla filiale agri. Ciò suscita molti imbarazzi nei rapporti e nella gestione di tali clienti da parte dei gestori di origine, specialmente a fronte di richieste specifiche (come le imminenti scadenze per le delibere finalizzate ai Piani di Sviluppo Rurale – P.S.R.);
  • in molte Filiali Retail, ci risulta che lo spostamento di un Gestore all’Agribusiness ha visto il trasferimento del relativo portafoglio in capo al Direttore che già conta di un numero improponibile di clienti privati;
  • vanno rinforzate tutte le strutture di supporto (come istruttoria legale, ecc.);
  • va garantita una modernizzazione delle procedure previste nel credito agrario: l’agripef e soprattutto la farraginosa ”AGRICEBI”. Non si può pensare di creare una filiera specialistica, senza investire nelle procedure, vecchie di oltre 10 anni!

Una delle cose che, invece, sembra funzionare bene sin da subito nella nuova Direzione Agribusiness (come, del resto, in tutti gli altri comparti) è il sistema di rendicontazione e monitoraggio delle polizze vendute, per le quali le pressioni sembrano incuranti di tutte le difficoltà lamentate e riscontrate!

 

  • Focus specifico sulle proroghe delle sospensioni dei mutui=

Quando sono state fatte la prima volta le sospensioni “covid” dei mutui eravamo nel periodo del primo lockdown. La Banca aveva deciso all’epoca un “fermo motori”. Aveva lanciato il messaggio: fermiamoci tutti. Vanno messe in sicurezza le posizioni! Quindi tutti i gestori, coadiuvati da un certo punto in poi da apposita Task Force, si sono dedicati a lavorare le innumerevoli sospensioni. Queste, peraltro, richiedevano uno scambio di corrispondenza (anche a distanza) con clienti e garanti. Non era prevista una pratica di fido (pef). Le proroghe successive, almeno fino a quella odierna, sono state gestite in automatico centralmente. La forte criticità per le Filiali nasce, oggi, in quanto occorre effettuare in modo decentrato le proroghe delle sospensioni in scadenza. Il numero è altrettanto impressionante come nel 2020, perché non ci sono stati significativi decrementi di clienti che hanno chiesto di non effettuare la proroga. Quasi tutti le aziende, che avevano beneficiato della sospensione, hanno reiterato la richiesta di proroga. Qual è, però, l’aggravante rispetto al primo lockdown? Che per fare le proroghe, oggi resta a carico dei Gestori non solo tutto l’iter fatto all’inizio (scambio di corrispondenza con cliente/informativa ai garanti), ma nella maggior parte dei casi anche il perfezionamento di una completa pratica pef. Il tutto senza aver fatto il fermo motore di cui all’inizio dell’emergenza. In particolare nelle Filiali Imprese, che gestiscono i mutui ex Mediocredito, tra le indicazioni operative ricevute c’è l’ulteriore aggravio rispetto alle prime sospensioni effettuate ad inizio pandemia. Infatti per i mutui in procedura “mocib” (ex Mediocredito) occorreva all’epoca solo una mail, mentre adesso occorre la pef e formalizzare tutta la relativa pratica. Quindi non solo non c’è la Task Force, ma rispetto al 2020 si aggiungono le pratiche e le lavorazioni per i mutui ex Mediocredito. A tutt’oggi, i Gestori ci denunciano la mancanza di esaustive istruzioni operative, che invece sono lacunose e cambiano continuamente. Ad esempio pare che nulla si dica in merito ad una eventuale delibera negativa e al testo con cui comunicare detta eventualità al cliente.

Ciliegina sulla torta….: sul sito vetrina della Banca viene data come tempo medio di risposta 3 giorni. Alla luce di tutto quanto sopra indicato, sono dei tempi oggettivamente irrispettabili e la cui pubblicità ingenera solo forti tensioni e nervosismi con i clienti. Nelle prime istruzioni, ci riferiscono che il termine massimo indicato per fare proposta pef/delibera/perfezionamento sospensione sia entro la prima rata in scadenza (spesso 30 giugno). Anche questi sono tempi massimi assolutamente irrispettabili per quei Gestori a cui sono piovute addosso decine e decine di richieste di proroga.

 

Il tutto con i Gestori/Addetti già oberati da mille incombenze commerciali e amministrative, oltre che dalle odiose pressioni commerciali indebite. A ciò si aggiunga l’aggravante, specialmente per le filiali Retail e soprattutto Imprese, del già pesante e straordinario impegno connesso alla lavorazione dei bonus fiscali edilizi (ecobonus, superbonus, sisma bonus ecc.) che sono pratiche a cui tempo addietro nessuno si dedicava ma che oggi sono diventate un pesante carico di lavoro aggiuntivo senza che siano state assegnate nuove risorse specialistiche, ma anzi con la riduzione di personale connessa alla gemmazione delle Filiali Agribusiness. Come sappiamo, nelle Filiali occorre, tra le altre cose, predisporre i contratti dei bonus fiscali. Quest’attività, delicata, prima non era prevista; oggi chi la deve svolgere? Chi è già pieno di altri carichi di lavoro? Non si riesce ad avere idea del fatto che probabilmente quello che viene chiesto di fare ai Gestori va oltre le loro concrete possibilità. Nessuno più fa un calcolo di quelli che sono i carichi di lavoro e questa è una situazione in cui si genereranno dei rischi operativi, per i lavoratori, per la banca, connessi a possibili mancati adempimenti. Chi ne risponderà? Noi diciamo la Banca, perché colpevole di tale disorganizzazione, e non certo i lavoratori messi in condizioni estreme di lavoro.

Per evitare il collasso della Rete Filiali proponiamo di istituire TASK FORCE:

    • per le attuali proroghe di sospensione dei mutui
    • per le pratiche relative ai Bonus Fiscali

OCCORRE RIDARE DIGNITA’ E CONSIDERAZIONE AL COMPARTO CREDITI ALLE IMPRESE!

CHIEDIAMO CHE VENGANO DESTINATE ANCHE A QUESTO COMPARTO LE NUOVE ASSUNZIONI E CHE SI GARANTISCA UNA VERA FORMAZIONE!

 

21/06/2021

FISAC-CGIL COORDINATORI TERRITORIALI RR.SS.AA. di AREA PUGLIA NORD E MOLISE / PUGLIA SUD E BASILICATA –  GRUPPO INTESA SANPAOLO

BANCARIO-SUPERMAN

Le RR.SS.AA. dell’Unità Produttiva di Bari, a pochi giorni dalla fatidica data del 12/4, rimangono attonite nel rilevare l’assoluta ingestibilità della situazione, che sta generando un clima di angoscia e frustrazione fra i colleghi, per una integrazione del Gruppo UBI, portata a termine inopinatamente alla velocità della luce.
L’Azienda – con gran clamore pubblicitario in merito ai primati italiani ed europei del “Gruppo che cresce” – nell’ambito della generale pesante ristrutturazione organizzativa (con la creazione di nuove Direzioni Regionali, diverse articolazioni della Funzione del Personale, o nuovi Business) ha voluto concentrare in un’unica data:
– migrazione informatica delle procedure e ribaltamento dei dati (con gravi “buchi procedurali” che hanno allarmato i clienti UBI i quali non avevano visibilità dei propri rapporti di conto);
– ricollocazione subitanea dei colleghi (spesso contattati all’ultimo istante e trasferiti a con comunicazione a mezzo filo) con assegnazione di mansioni anche diverse, se non inferiori, a quelle precedentemente svolte;
– chiusura di sedi/filiali importanti della piazza di Bari con zone vaste della città lasciate scoperte e relativa migrazione verso altri immobili di tutta la clientela e dei colleghi, anche a distanza considerevole e, spesso, con un vero e proprio “ammassamento” dei colleghi.

bancario superman

CAPI FILIALE…O “CAPRI ESPIATORI” DI INFINITI CONTROLLI?

 

DIRETTRICI E DIRETTORI SOTTO CRESCENTI RESPONSABILITA’ PERSONALI SENZA ADEGUATO SUPPORTO

 

Sui DIRETTORI DI FILIALE è stata riversata una quantità abnorme di controlli ai sensi della normativa antiriciclaggio, a cui si aggiungono tutti gli altri tradizionali controlli.

Il peso di questa attività, via via cresciuto nel tempo a seguito dell’evoluzione delle normative di legge in materia, è divenuto ormai talmente significativo da occupare buona parte della giornata lavorativa dei Direttori di Filiale, che hanno comunque e sempre tutte le altre incombenze di ruolo.

Infatti ai tradizionali e innumerevoli controlli sugli sconfini, su trasparenza, sui rating, sull’usura, per le pratiche di fido (corredo documentale), sui valori ecc. ecc., si sono aggiunti tutti quelli sempre più gravosi ai sensi della normativa antiriciclaggio.

A quest’ultimo riguardo, si parte con la continua richiesta di verifica degli “inattesi” ossia con una prima richiesta ai Direttori di verifica e giustificazione di determinate operazioni dei clienti.

Poi si passa a tutta la ulteriore e consistente attività nell’ambito del “Gianos3D” e quindi alla valutazione dei rischi medi. Arrivano numerose mail con richiesta di giustificare, in tempi sempre contingentati, posizioni aventi un determinato punteggio ai sensi della normativa AML. A ciò si aggiungono le prescrizioni da seguire (decisione non dei direttori) per i rischi alti.

Poi si arriva all’attività connessa alle segnalazioni AUI, attività di controllo aumentata esponenzialmente negli ultimi tempi a seguito dell’abbassamento, da euro 15.000 ad euro 5.000, della soglia di segnalazione e giustificazione delle operazioni in contanti. In procedura AUI, sono “cascate addosso” ai Direttori numerosissime operazioni da giustificare. Sono spesso operazioni contanti da 5.000 euro in su, eseguite agli MTA da clienti non della filiale capitati ad utilizzare casualmente quello sportello automatico.

Vista la non delegabilità di detti controlli e le responsabilità anche penali e quindi personali ad essi connesse, i Direttori per approfondire ogni singola operazione devono dedicare molto tempo (per acquisire le informazioni necessarie reperibili da visure camerali/da dichiarazioni dei redditi ecc.) in maniera diretta per i clienti della filiale ed in maniera indiretta per i clienti gestiti da altre filiali (come nel caso dei clienti imprese, private, ecc.). In questi ultimi casi, i tempi di lavorazione sono ancora più lunghi in quanto l’attività contempla scrivere ai vari gestori di riferimento e chiedere le informazioni necessarie, con un continuo andirivieni di mail. Per non parlare, come detto, dei controlli connessi ai versamenti contanti agli sportelli automatici effettuati da qualsiasi cliente decida casualmente di fermarsi allo sportello della filiale di quel “fortunato” Direttore.

Ciò è del tutto inaccettabile!

Tutte queste attività, nelle proporzioni raggiunte, non possono più essere considerate come attività accessorie del Direttore di Filiale, considerate le rilevanti responsabilità che ne conseguono. I Direttori vogliono essere sì responsabili, ma di ciò che verosimilmente, sia pur con fatica, è possibile presidiare, conoscere, verificare….ma nei termini sopra descritti ciò è oggi concretamente impossibile!

La responsabilità di questa mancanza di supporto, lo dichiamo chiaramente, non è assolutamente addebitabile ai colleghi degli Uffici Controlli che anzi prestano sempre massima collaborazione, pressati a loro volta da adempimenti antiriciclaggio via via crescenti e impellenti.

Occorre, invece, che l’Azienda si faccia carico di tale difetto organizzativo in quanto non è pensabile che si continui con un assetto dei controlli pensato a suo tempo per un numero di attività esponenzialmente inferiori a quelle di oggi, lasciando che i Direttori di Filiale siano i capri espiatori di tali disfunzioni.

Occorre, ad esempio, una Task Force che si faccia carico di tutto il controllo antiriciclaggio (dalla valutazione, alla acquisizione delle informazioni/documentazione, al monitoraggio) e che, a conclusione dell’intera lavorazione, si limiti ad inviare al Direttore un report sull’esito della valutazione.

In aggiunta, specialmente nelle Filiali medio/grandi, si potrebbe pensare alla figura di uno Specialista Antiriciclaggio che svolga, al posto del Direttore, tutte le incombenze della Task Force di cui sopra.

Ancora! L’Ufficio AML, quando prende la decisione di assegnare ad una posizione il rischio alto con prescrizione per la Filiale di chiusura rapporti, deve concludere il procedimento -dopo preventiva condivisione della decisione con il Direttore- con una comunicazione centralizzata al cliente. Non ci si rende infatti conto che, se trattasi di posizioni a rischio ad esempio criminalità ecc., la comunicazione inviata a firma del Direttore lo espone a pericoli alti ed ingiustificati.

 

Chiediamo ai Direttori di tenere costantemente aggiornati i nostri Dirigenti Fisac Puglia sull’evoluzione di tale grave problematica.

Ciò affinché la presente sia:

solo l’inizio di una legittima rivendicazione,

che dovrà prevedere ogni ulteriore iniziativa a tutela delle Lavoratrici e dei Lavoratori coinvolti!

 

24/04/2021  COORDINATORI FISAC/CGIL INTESA SANPAOLO PUGLIA

12 APRILE 2021: INCORPORAZIONE DI UBI IN ISP

12 APRILE 2021: INCORPORAZIONE DI UBI IN ISP

Un benvenuto alle colleghe e ai colleghi!

Tante ancora le criticità irrisolte!

 

Diamo innanzitutto il nostro benvenuto a tutte le colleghe ed i colleghi ex UBI con cui da oggi condivideremo il percorso di vita lavorativa!

Auguriamo buon lavoro al nuovo Direttore Regionale e a tutto il suo staff di Collaboratori.

Auspichiamo che i rapporti con la Fisac e le altre Organizzazioni Sindacali siano improntati, nel rispetto dei ruoli, ad ottenere le migliori condizioni di lavoro per tutti i colleghi della Puglia.

 

Tante sono le situazioni che continuano a destare forti preoccupazioni tra i lavoratori.

Ad oltre un anno dall’inizio della pandemia, siamo ancora in attesa di:

  • plexiglass per le postazioni dei gestori;
  • termoscanner a pianata in tutte le filiali;
  • mascherine FFP2;
  • INDISPENSABILE E IMPROCRASTINABILE SERVIZIO CONTINUO DI VIGILANTES, specialmente nelle filiali con maggior afflusso di clientela;
  • adeguata formazione per i colleghi ex Ubi.

Forte allarmismo continua a destare l’incessante processo di pressioni commerciali indebite, che continueremo a contrastare senza “se” e senza “ma”!

A tutto ciò si aggiunge oggi la fortissima preoccupazione per il c.d. “New Way of Working” (New WOW) ossia il nuovo modello organizzativo che l’azienda intende attuare nelle filiali con un numero di lavoratori superiore a dieci. In dette filiali, le postazioni di lavoro saranno in numero ridotto, in termini percentuali, rispetto al numero delle persone assegnate. E’ dall’inizio della pandemia che diciamo che è divenuto anacronistico e travolto dagli eventi il modello “new concept” che la Banca, pre-crisi sanitaria, voleva estendere a tutte le filiali. Adesso l’Azienda, con un colpo di spugna ancora più anacronistico, vuole estendere di fatto alla stragrande maggioranza delle filiali un modello che estremizza ancora di più tutte le criticità emerse per le New Concept. Non si tratterà più solo di un uso promiscuo dei salottini e degli uffici di “co-working”, ma di una vera e propria “lotta” a trovare una postazione di lavoro libera.

Non solo. Assistiamo in questi giorni di recrudescenza della epidemia covid-19 e delle sue varianti, alla creazione di uffici pollaio in cui vengono sostituite le scrivanie con delle postazioni uniche che andranno condivise tra numerosissimi lavoratori, il tutto con evidenti maggiori pericoli sulla salute dei colleghi. Uffici in cui mancheranno adeguati spazi per riporre le pratiche in lavorazione e da archiviare ed in cui è facile prevedere un inquinamento acustico fonte di ulteriore stress da lavoro correlato.

Ancora! I diffusi e spesso per noi incomprensibili accorpamenti già preannunciati, aumenteranno il sovraffollamento delle filiali residue e la soluzione individuata (condivisione di postazioni inferiori al numero dei colleghi) potrà solo aumentare i pericoli sulla salute dei lavoratori connessi sia al rischio contagio che all’equilibrio psico-fisico (stress da lavoro correlato).

 

A fronte di tutte queste preoccupazioni, vigileremo affinché nei nostri territori siano nel concreto rispettate leggi, normative aziendali e protocolli, denunciando sempre e comunque comportamenti illegittimi che ledano la salute delle lavoratrici e dei lavoratori.

A questo riguardo, Vi invitiamo a segnalarci subito qualsiasi abuso o situazione di irregolarità che dovesse manifestarsi sul vostro luogo di lavoro.

Questo periodo di emergenza sanitaria ci impone molta prudenza per tutelare la salute dei lavoratori e non essere fonte involontaria di ulteriori contagi. Il nostro rigoroso rispetto dei protocolli di sicurezza, ci ha impedito di potervi incontrare fisicamente tutte le volte che avremmo voluto.

Siamo però sempre vicini ad ognuno di voi. Vi confermiamo tutta la nostra disponibilità ad ascoltarvi ed assistervi anche in questo periodo così difficile.

Proprio per consentire a tutte e tutti di avere dei pronti riferimenti Fisac nel Gruppo Intesa Sanpaolo, vi riportiamo di seguito i nomi e i numeri di telefono dei principali referenti Fisac CGIL in Puglia:

ANTEZZA GIANCARLO           338 3388445

DE LEO FRANCO                      347 5605887

FIORINO EMANUELE              333 5885536

LOPEZ ROSALIA                       345 3651350

VERGARI ELISA                        347 6875820

VILLASMUNTA ROBERTA      338 5718898

Coadiuvati dalla rete di RSA e dirigenti provinciali.

 

12/04/2021  FISAC CGIL INTESA SANPAOLO PUGLIA

La sua soddisfazione è il nostro miglior premio

La sua soddisfazione è il nostro miglior premio”

o dell’arte “di girarsi i pollici”

Ci risiamo.

In più di un’occasione abbiamo denunciato per iscritto l’inverecondo livello di pressioni commerciali a cui da tempo sono sottoposti i colleghi e le colleghe della rete; a volte l’abbiamo fatto raccogliendo il malessere generale da più parti espresso, altre volte in riferimento a specifici episodi, come il caso dei quattro colleghi della filiale di Barletta, dimessisi dalla nostra azienda per migrare in lidi più tranquilli (ce lo auguriamo per loro).

Sapevamo anche che ci sarebbe stata la necessità di continuare in queste denunce per ottenere dei risultati, stante la conclamata sordità degli alti vertici aziendali quando si affrontano questi temi.

Ma non ci saremmo aspettati un’ulteriore, assurda, iniziativa, che ancora una volta testimonia la siderale lontananza, misurabile in anni luce, tra coloro che “su alti scranni son seduti” e la base dei lavoratori e lavoratrici.

E’ di qualche giorno fa la comunicazione, indirizzata ai direttori di filiale e da girare poi a tutti i colleghi, avente per oggetto “New report clienti da ricontattare a seguito di chiamate senza risposta” e in cui si dice che giornalmente arriverà all’indirizzo e-mail del direttore un report con nome, cognome, telefono, data e ora della chiamata, gestore di riferimento.

Negli allegati abbiamo poi potuto leggere delle vere e proprie chicche, una fra tutte quando l’azienda afferma che “nei mesi scorsi il numero delle telefonate inevase è aumentato significativamente, proprio mentre la clientela più aveva bisogno di essere assecondata”

Anche noi ci siamo chiesti come mai questo possa essere avvenuto, come mai nei mesi scorsi si è stati meno solleciti nel rispondere alle telefonate?

Forse perché, oltre al cronico sottodimensionamento degli organici, è in corso una pandemia?

Forse perché in alcune filiali, per la sacrosanta turnazione tesa a tutelare la salute degli addetti, si è lavorato con meno del cinquanta per cento dell’organico?

Forse perché tanti colleghi si sono pure ammalati di Covid-19?

Forse perché mancavano i lavoratori fragili rimasti a casa per legge visto che ammalarsi per loro sarebbe stato quasi fatale?

Forse perché su questi organici ridotti i carichi di lavoro sono aumentati a dismisura a causa delle moratorie per mutui e prestiti e dei finanziamenti agevolati legati proprio alla pandemia?

Forse perché i colleghi in tante filiali hanno dovuto regolamentare l’afflusso della clientela e fronteggiarla visto l’assoluta scarsità di steward messi a disposizione?

Forse perché contingentare l’afflusso di clientela spesso si è tradotto in aggressioni anche fisiche da parte di clienti non proprio pazienti e ciò ha portato via tempo ed energie?

Ecco, nel mentre l’azienda, che evidentemente ha sede su un altro pianeta dove ignorano cosa sia il Covid-19, sembra ignorare che tutto questo sia avvenuto e continui ad avvenire, noi siamo fermamente convinti che la risposta affermativa a tutte queste domande spieghi ampiamente perché il numero delle telefonate inevase negli ultimi mesi sia aumentato.

Ed ora,

-alle continue pressioni per vendere tot prodotti di tutela, tot di risparmio gestito etc,

– alle risposte da dare ai capi che chiedono rendicontazioni quotidiane di quello che si è fatto, monitoraggio utile solo a esercitare ulteriore pressione, non certo per avere dati immediatamente disponibili a sistema,

-alla gestione della propria agenda con appuntamenti a brevissimo intervallo l’uno dall’altro e spesso fissati autonomamente dai clienti,

-alla gestione delle richieste dei clienti, delle loro lamentele, a volte dei loro attacchi,

– alla partecipazione a riunioni in pausa pranzo o alla fine dell’orario di lavoro,

-nel mentre si rischia la propria salute e quella dei propri cari visto che per gli addetti di filiale è più difficoltoso ottenere lo smart working,

e questo elenco è solo esemplificativo e non esaustivo,

ora si aggiunge la pressante richiesta, definita prioritaria, di ricontattare i clienti le cui telefonate non hanno avuto risposta!

Ma certo, care colleghe e cari colleghi, smettiamola di girarci i pollici e usiamo le mani per rispondere al telefono! Suvvia!

Interesseremo i nostri uffici giuridici se nel caso dei report sulle telefonate inevase non si configuri un’illegale azione di controllo a distanza.

E poi basta.

Basta veramente.

Chiediamo a tutti i lavoratori e le lavoratrici di segnalarci ogni comportamento che si ravvisi come impropria richiesta e indebita pressione.

Interverremo caso per caso ma riteniamo anche che sia arrivato il tempo di dare segnali forti all’azienda non solo con le parole ma anche con azioni di mobilitazione.

E ora per divertirci, anche se con una punta di amarezza, spieghiamo perché abbiamo usato il titolo “La sua soddisfazione è il nostro miglior premio”, mentre dell’arte di girarsi i pollici abbiamo già scritto.

Questo titolo potrebbe essere la parafrasi di quello che viene affermato pubblicamente e ripetutamente dal top management del nostro Gruppo: le “persone” sono “la miglior risorsa” della Banca ed è per questo che vi è grande attenzione nei confronti dei dipendenti – definiti appunto “le nostre persone” – al loro benessere, alla loro soddisfazione.

Ma a noi questa frase riporta alla mente un film del 1982 “Vieni avanti cretino” con Lino Banfi in cui la scena più famosa è quella che si ritrova in rete su Youtube appunto con la frase “La sua soddisfazione è il nostro miglior premio”.

Consigliamo a tutti e a tutte la visione di questo video della durata di poco più di dieci minuti, molto divertente, ancora valido a distanza di quarant’anni, generatore per noi, appunto, di risate amare.

Viene descritta una realtà paradigmatica e attuale ancora oggi.

Vi è l’ipocrisia aziendale nel dire che la soddisfazione del personale è ciò che le sta più a cuore; il Direttore che assegna via via sempre più compiti al collaboratore e che a sua volta è pieno di tic dovuto allo stress da pressioni di cui anch’egli è vittima; l’impiegato a cui viene chiesto sempre di più, sempre di più; ci sono anche lì telefonate a cui dovrebbe rispondere ma che alla fine rimangono inevase per le troppo incombenze da assolvere; il malessere psico-fisico da stress lavoro-correlato evidenziato anche nell’impiegato da numerosi tic e, infine, il riferimento alla scopa infilata in una parte anatomica che non è elegante identificare con il suo nome per iscritto!

Non appena abbiamo letto dell’iniziativa sulle telefonate inevase non sappiamo dire perché ma immediatamente nella nostra memoria si è affacciata questa scena…

I COORDINATORI TERRITORIALI FISAC CGIL PUGLIA

UN VIRUS DENOMINATO: PRESSIONE COMMERCIALE!

UN VIRUS DENOMINATO: PRESSIONE COMMERCIALE!

I GESTORI NON LAVORANO AD UNA CATENA DI MONTAGGIO!

I lavoratori della Rete ISP Puglia subiscono continue, esasperanti pressioni di vendita giornaliera di tot prodotti di tutela, collocamenti ecc.

Ciò è del tutto illegittimo ai sensi delle normative vigenti!

Questi lavoratori credevano di lavorare in banca, anzi nella più grande banca del Paese.

La triste realtà è che il lavoro quotidiano richiesto è quello di chi lavora ad una catena di montaggio, in cui ogni giorno deve fissare tot bulloni ad una tot velocità.

Sembra assurdo, ma è tutto vero: ai Gestori (che siano Exclusive, Privati, Aziende Retail, Lower o Imprese) viene chiesto di vendere con “passo giornaliero” i “pezzi” di prodotti di tutela (in primis!) ed altri specifici prodotti, previsti da campagne “prioritarie” calate da algoritmi incomprensibili e lontani da ogni logica di sana e durevole relazione con il cliente.

Peccato che questo comportamento da parte di tanti rappresentanti dell’azienda si scontri con una semplice realtà: i Gestori non lavorano ad una catena di montaggio!

Gestiscono…..Persone!

Vi sveliamo un gran segreto…: i clienti, privati o titolari di aziende, non sono macchine da assemblare.

Sono persone in carne e ossa, ognuna con la sua testa, le sue esigenze, le sue paure…specialmente oggi in epoca di pandemia. E’ a queste persone che si rivolgono ogni giorno, pazientemente, i “Gestori” per instaurare innanzitutto una relazione di fiducia, indispensabile per concludere la vendita dei prodotti di tutela ecc.

Come si fa a pretendere un “passo giornaliero”….questo sì che è irresponsabile!

Ricordiamo a tutti che, ai sensi della normativa vigente, il mancato raggiungimento degli obiettivi quantitativi commerciali di per sé non determina una
valutazione negativa
e non costituisce inadempimento del prescritto dovere di collaborazione attiva ed intensa.

Eppure diffusamente ci pervengono indicazioni dai Gestori di incontri “di allineamento commerciale” in cui di fatto viene messa in discussione, in modo totalmente demotivante e irresponsabile, la loro professionalità e adeguatezza nel ruolo…solo perché non hanno mantenuto il “passo giornaliero” nella vendita dei singoli “pezzi” di prodotti di tutela ecc.

Il tutto mentre si lavora nelle filiali da un anno con il rischio, NON INDENNIZZATO, di contrarre il virus covid-19, con croniche carenze di organici, con “magheggi” aziendali che mascherano, attraverso l’assegnazione ai Direttori di portafogli di clientela, ulteriori carichi di lavoro attribuiti di fatto in modo subdolo ai soliti noti, senza plexiglass, con mascherine FFP2 acquistate giornalmente a spese dei lavoratori e con presidi complessivamente insufficienti. 

Invece, dal punto di vista delle responsabilità previste dalla normativa Antiriciclaggio, dal D.Lgs. n.231 8/6/2001 e da tutte le altre normative vigenti, il “Gestore” diventa…: il primo responsabile e spesso…il “capro espiatorio “. Ecco perché invitiamo tutti i Lavoratori a rispettare in modo rigoroso le predette normative. In mancanza, magari anche a causa di pressioni commerciali esasperate, l’azienda non mancherà di addossare immediatamente sulle spalle del “Gestore” le più varie responsabilità,  anche penali. In particolare, invitiamo tutti ad operare nel rispetto di normative, guide operative e non sulla base di mail o chat di capi e/o di strutture che non sostituiscono le normative vigenti e che, in caso di problemi, non esonerano da sanzioni. Questo vale anche per le operazioni, di forte attualità, rappresentate dai finanziamenti “covid” garantiti dallo Stato e dalle cessioni dei cosiddetti bonus fiscali (ecobonus, superbonus, ecc.).

Ribadiamo che le pressioni commerciali indebite sono in contrasto con tutte le normative e gli accordi vigenti:

  • le norme sottoscritte nel Contratto di Secondo Livello,

  • l’accordo nazionale di settore del 2017, recepito nel recente CCNL,

  • e non ultima la Dichiarazione congiunta sulle politiche commerciali nel settore bancario europeo.

BASTA PRESSIONI COMMERCIALI INDEBITE!

RISPETTATE LA PROFESSIONALITA’ DEI LAVORATORI!

RIDIMENSIONATE I BUDGET,

CONFORMANDOLI ALLE EFFETTIVE RISORSE PRESENTI E NON A QUELLE ASSEGNATE SOLO SULLA CARTA!

Ai Lavoratori va consentito di svolgere con serenità il loro mestiere, che hanno dimostrato negli anni di saper ben compiere con senso di responsabilità verso l’azienda e verso i clienti.

E’ per merito loro se Intesa Sanpaolo ha finora chiuso in utile tutti gli anni dalla sua costituzione e conserva una così grande base di clientela.

Lo hanno dimostrato persino nel famigerato anno pandemico 2020: oltre 3 miliardi di euro di utili!

IL MERITO È DEI LAVORATORI, non certo del “metodo” o delle continue pressioni commerciali, come vorrebbero farci credere!

16/02/2021 COORDINATORI AREA PUGLIA FISAC CGIL

I LAVORATORI DELLA RETE CHIEDONO ADEGUATI INDENNIZZI!

PREANNUNCIATI UTILI PER OLTRE 3 MILIARDI DI EURO
NELL’ANNO PANDEMICO 2020:
I LAVORATORI DELLA RETE CHIEDONO ADEGUATI INDENNIZZI!

Le parole del Ceo Carlo Messina di venerdì 5/2/2021 a commento degli utili 2020 di oltre 3 miliardi di euro:

La capacità di Intesa Sanpaolo di raggiungere e superare gli obiettivi, anche in un periodo di eccezionale complessità, è dovuta alla qualità professionale delle sue persone. A loro va il mio personale ringraziamento, per come hanno saputo sostenere famiglie e imprese con misure straordinarie nell’erogazione del credito e per la continua attenzione rivolta alla gestione del risparmio della nostra clientela. I risultati ottenuti, significativamente positivi, consentono alla nostra Banca di proseguire nel ruolo di motore al servizio della crescita inclusiva e sostenibile.

Gli utili 2020, definibili “straordinari” in quanto conseguiti in un anno di grande sofferenza, sono stati ottenuti soprattutto grazie al lavoro di chi quotidianamente ha rischiato la propria salute e continua a farlo, lavorando in condizioni a dir poco difficili e spesso ai limiti della tollerabilità.

Dottor Messina, non se la prenda…..se non ci bastano i suoi personali ringraziamenti!

Come con quegli utili ha già dichiarato di voler remunerare adeguatamente gli azionisti, come verrà premiato senz’altro significativamente il top management, COSÌ AI LAVORATORI VA RICONOSCIUTA UN’EQUA RIPARTIZIONE DI QUEGLI UTILI.

Per questo chiediamo a gran voce:

ADEGUATI INDENNIZZI per TUTTI I DIPENDENTI DELLA RETE CHE HANNO LAVORATO IN PRESENZA NELL’ANNO PANDEMICO 2020, AGGIUNTIVI AI PREMI CONNESSI A PVR/SET.

Altre importanti aziende del Paese lo stanno facendo, vedi Barilla, Ferrari e così tante altre!

Ci aspettiamo che la grande Intesa Sanpaolo non sia da meno…….. CON LE SUE PERSONE!

07/02/2021 COORDINATORI AREA PUGLIA FISAC CGIL

NUOVE ASSUNZIONI: LA PUGLIA NON SIA LA CENERENTOLA D’ITALIA!

La cronica carenza di organici nelle Filiali della Puglia è una delle principali cause di un clima pesante e di condizioni di lavoro sempre più insopportabili per le lavoratrici e i lavoratori della rete.

Da quasi un anno a questa parte, la pandemia covid-19 non ha fatto altro che aggravare la situazione cadendo come un macigno sui lavoratori delle Filiali pugliesi, rimasti in pochi a dover reggere pesanti carichi di lavoro.

E’ stato raggiunto un importante accordo che prevede l’assunzione di 3.500 giovani a fronte delle oltre 7.000 uscite complessive per esodo.

Accogliamo favorevolmente la notizia che l’Azienda ha iniziato a fine 2020 le assunzioni presso le Sedi FOL di Torino, Milano e Napoli.

E’ necessaria ora attenzione alla rete Filiali e al nostro territorio.

LE FILIALI PUGLIESI SONO GIA’ ALLO STREMO! CHIEDIAMO CONGRUE ASSUNZIONI IN PUGLIA ED IN TEMPI RAPIDI.

24/01/2021 – I COORDINATORI AREA PUGLIA FISAC CGIL

LUNEDI’ 4 GENNAIO 2021:……….“SIAMO INDIETRO CON IL BUDGET”

STOP A PRESSIONI COMMERCIALI INDEBITE

AVANTI TUTTA CON ADEGUATE INDENNITA’ AI LAVORATORI DELLA RETE

BILANCIO DI CHI LAVORA IN PRESENZA ININTERROTTAMENTE NELLE FILIALI…..DA QUASI UN ANNO DALL’INIZIO DELLA PANDEMIA:

USCITE:

  • LAVORARE CON IL TERRORE DI ENTRARE A CONTATTO CON UN VIRUS MORTALE
  • LAVORARE CON PRESIDI ARRIVATI IN RITARDO O DI CUI SIAMO… ANCORA IN ATTESA!
  • RESPIRARE A FATICA PER OLTRE 7 ORE AL GIORNO, CAUSA LA NECESSARIA MASCHERINA PROTETTIVA
  • DERMATITI DA CONTINUO USO DI GEL IGIENIZZANTI PER LE MANI
  • DIFFUSO STRESS DA LAVORO CORRELATO
  • ENORMI CARICHI DI LAVORO SULLE SPALLE DI POCHI…..VISTA LA SMISURATA CARENZA DI ORGANICI NELLE FILIALI
  • DOPPIO LAVORO: IN FILIALE E A TELEFONO….”PERCHE’ DEVI RISPONDERE A TUTTE LE TELEFONATE”!
  • PRESSIONI COMMERCIALI INDEBITE 2021: NUMEROSI CASI DI RESPONSABILI COMMERCIALI CHE HANNO FATTO VERGOGNOSE RIUNIONI IL 4 GENNAIO DICENDO………….: “SIAMO GIA’ INDIETRO COL BUDGET”!!!!!!

ENTRATE:

  • 15 EURO AL MESE………………: A TANTO CORRISPONDE MEDIAMENTE IL NETTO MENSILE DEI 3 GIORNI DI FERIE MONETIZZABILI “REGALATI” DALLA NOSTRA BANCA, CON TANTO CLAMORE MEDIATICO!

 TUTTO IL SACRIFICIO E L’IMPEGNO DEI LAVORATORI IN PRESENZA, ALCUNI DEI QUALI NON DIMENTICHIAMOLO  SONO MORTI PER COVID, VIENE RIPAGATO…………………..CON 15 EURO AL MESE?

  • NON PARLIAMO DI PVR/SET, CHE GRAZIE AI SOLITI “CANCELLI E CANCELLETTI” DEI BUDGET ANDRANNO AD UNA MINORANZA DI COLLEGHI E SARANNO COMUNQUE DI IMPORTO RISIBILE RISPETTO AI PRELIBATI PREMI DEL TOP MANAGEMENT…..!
  • PARLIAMO DI UN ADEGUATO E NON RIDICOLO INDENNIZZO CHE E’ GIUSTO RICONOSCERE A CHI STA LAVORANDO IN PRESENZA ININTERROTTAMENTE DA QUASI UN ANNO E HA CONTRIBUITO A FARE UTILI IMPORTANTI ANCHE IN QUESTE CONDIZIONI!
  • ALTRE AZIENDE PUBBLICHE E PRIVATE, CHE HANNO UTILI BEN INFERIORI A QUELLI DI INTESA SANPAOLO, DISTRIBUISCONO SIGNIFICATIVI PREMI A TUTTI I DIPENDENTI PER LO SFORZO E I RISCHI DI QUESTI TEMPI EPOCALI!
  • INFINE AI LAVORATORI IN SMART-WORKING VA RICONOSCIUTO IL LEGITTIMO BUONO PASTO;

 AL TOP MANAGEMENT CHIEDIAMO:

INDENNITA’….NON SBANDIERATE VICINANZE MEDIATICHE!

FIRMATO: LE “VOSTRE” PERSONE DI INTESA SANPAOLO!

COORDINATORI AREA PUGLIA FISAC CGIL

CHIEDIAMO UN NUOVO “CLIMA” IN PUGLIA

CONTINUANO CASI DI PRESSIONI COMMERCIALI INDEBITE

Ricordiamo le parole pronunciate a luglio scorso dal Direttore Regionale, di fronte alla nostra denuncia di diffuse pressioni commerciali indebite sulla Rete Filiali:

soprattutto oggi, dopo le precisazioni pervenute dalla Compliance e dalla Direzione del Personale di Capogruppo, quella non era una strada interessante prima e non può certamente essere da percorrere oggi… L’unico modo di raggiungere gli obiettivi è quello, faticoso, di affiancare e supportare i colleghi della Rete

 

Purtroppo, invece, ci tocca denunciare per l’ennesima volta un clima inaccettabile in molte Filiali!

Parliamo di casi, non isolati bensì radicati e diffusi, in cui le pressioni commerciali indebite sono di fatto utilizzate come “metodo” principale per facilitare il raggiungimento degli obiettivi commerciali, altro che lo sforzo faticoso di affiancare e supportare i gestori.

L’Azienda e in particolare le Funzioni del Personale non sottovalutino, tra i tanti segnali allarmanti, quello proveniente forte e chiaro dalla dimissione massiva di Gestori, avvenuta in Puglia nella Filiale Exclusive di Barletta.

Trattasi di colleghi che sono passati a realtà bancarie decisamente più piccole di Intesa Sanpaolo. Ciò, insieme alla numerosità, età e noto attaccamento dei colleghi, deve far pesantemente riflettere.

 

Si perdono clienti, AFI e…… soprattutto risorse professionali, capitale umano!

Alcuni colleghi dimessi, e li ringraziamo per questo, anziché andar via e basta, hanno voluto lasciare una testimonianza del “clima Filiale”, in favore dei colleghi che restano e con cui hanno diviso una vita di lavoro.

 

Ne emerge un’aria troppo pesante, per continuare ad essere respirata!

Questo clima avvelenato è stato senz’altro una causa importante della loro decisione di licenziarsi, di questi tempi, da dipendenti della più grande Banca del Paese!

 

CHIEDIAMO ALL’AZIENDA UN URGENTE ED IMPROCRASTINABILE CAMBIO DI PASSO!

  • LA FISAC-CGIL VIGILERA’ su tutte le Filiali della Puglia, Retail, Exclusive ed Imprese, per verificare e denunciare in ogni sede comportamenti illegittimi e ingiustificatamente vessatori.

Invitiamo tutte le Lavoratrici ed i Lavoratori a:

SEGNALARE

ai rappresentanti sindacali Fisac del proprio territorio qualunque pressione commerciale indebita,

illegittima in qualsiasi periodo, ma disdicevole ed odiosa oggi con la pericolosa seconda ondata di pandemia che lambisce e, oramai purtroppo, entra in molte nostre Filiali.

l Lavoratori continuano a rischiare la propria vita e quella delle proprie famiglie per portare reddito alla nostra Banca ma:

I LAVORATORI CHIEDONO RISPETTO E DIGNITA’!

 

FISAC CGIL GRUPPO ISP
Coordinatori RR.SS.AA. della Puglia

“METODO E PROATTIVITÀ” … NELLE MISURE DI PREVENZIONE

I LAVORATORI CHIEDONO URGENTI TUTELE CONTRO LA SECONDA ONDATA DEL VIRUS COVID-19

 

RAPIDAMENTE!  E’ così che si sta diffondendo il virus in questa seconda, pericolosissima, ondata dell’epidemia.

RAPIDAMENTE  chiediamo all’Azienda di reagire a tutela della salute dei Lavoratori.

 

NON BASTANO LE MISURE IN ESSERE!

OCCORRE CHE LE STESSE SIANO SUBITO RAFFORZATE!

 

OCCORRE CON OGNI URGENZA:

  • IL SERVIZIO FISSO DI STEWARD: i dipendenti delle Filiali non sono dei vigilantes!
  • LA CHIUSURA DEI SERVIZI DI CASSA POMERIDIANI;
  • RIPRISTINARE LA TURNAZIONE DEL PERSONALE;
  • INSTALLARE SCHERMI PLEXIGLASS: siamo in attesa da marzo!
  • FORNIRE MASCHERINE FFP2;
  • LA RIDUZIONE DRASTICA DEL NUMERO DI INCONTRI IN FILIALE;
  • I TERMOSCANNER A PIANTANA o misurazione della temperatura da parte dei vigilantes.
  • LA SOSPENSIONE DI TUTTI I BUDGET e….della solita rincorsa di fine anno!
  • PIU’ ATTENZIONE ALLE FILIALI NEW CONCEPT, il cui modello oggi è del tutto inapplicabile quanto a promiscuità di postazioni e a percentuali di presenze;
  • SOSPENDERE TUTTE LE RIUNIONI COMMERCIALI/LAVAGNE IN PRESENZA nelle filiali, tutelando così i partecipanti e adempiendo alle nuove prescrizioni dei recenti DPCM;
  • MIGLIORARE LA CRONICA CARENZA DEI SERVIZI DI PULIZIA.

 

L’Azienda chiede continuamente ai lavoratori l’applicazione del metodo e la proattività verso i clienti.

Noi chiediamo all’Azienda di essere “metodica” nel tutelare i Lavoratori, reagendo con velocità alla diffusione del virus.

L’Azienda ci chiede di fornire ai clienti un servizio da prima Banca del Paese.

Noi chiediamo che la nostra Banca ci tuteli da dipendenti della prima Banca del Paese.

 

Altri Istituti hanno adottato i presidi richiesti in modo più tempestivo.

Non è stata rapida, ma è arrivata solo “in zona cesarini”, la proroga del termine di rientro per i lavoratori “fragili”.

Smart working: l’Azienda riconosca a chi lavora da casa un indennizzo, o almeno il buono pasto, che tenga conto dei vari costi sostenuti come connessione internet, riscaldamento e corrente elettrica.

 

I Lavoratori si sentono “in guerra” e noi li dobbiamo difendere dal nemico vero, il Covid-19, e non dalle odiose pressioni commerciali indebite.

LA PRIORITA’ DI OGGI NON E’ RIEMPIRE LE AGENDE, SMARCARE GLI INCONTRI, LAVORARE LE LISTE, MA SUPERARE “CON SUCCESSO” LA SECONDA ONDATA DEL VIRUS MORTALE.

COORDINATORI RR.SS.AA DELLA PUGLIA
GRUPPO INTESA SANPAOLO

Accordo uscite volontarie Gruppo ISP – UBI, la consulenza della Fisac Cgil

ACCORDO USCITE VOLONTARIE GRUPPO ISP – UBI, LA CONSULENZA DELLA FISAC CGIL

 
In collaborazione con INCA e FISAC PUGLIA i servizi che la FISAC CGIL ISP propone ai propri iscritti.

  • ESODO 

    La FISAC/CGIL è in grado di fornirti tutte le informazioni e calcolare la tua finestra pensionistica e l’importo del tuo assegno di esodo.Le adesioni dovranno pervenire all’Azienda entro il prossimo 9 Novembre.Per avere calcoli sull’assegno straordinario di esodo è sufficiente che tu ci faccia avere:–   il tuo Estratto conto previdenziale / Ecocert completo a tutto il 2019 (lo puoi ottenere facilmente tramite sito INPS ovvero tramite il Patronato CGIL);
    –   una busta paga successiva ad Aprile 2020.

Invia la tua richiesta tramite mail al seguente recapito, indicando in oggetto “ESODO”:

fisacisppuglia@gmail.com

 

  • PENSIONAMENTO INCENTIVATO (VECCHIAIA / ANTICIPATA E QUOTA 100)

Le adesioni dovranno pervenire all’Azienda entro il prossimo 9 Novembre; è previsto un premio di tempestività per chi aderisce entro il 20 ottobre.

Possiamo calcolare l’importo provvisorio della pensione.

Per i calcoli relativi al pensionamento, è sufficiente che ci invii:

–   il tuo Estratto conto previdenziale / Ecocert completo a tutto il 2019 (lo puoi ottenere facilmente tramite sito INPS ovvero tramite il Patronato CGIL);
–   una busta paga successiva ad Aprile 2020, copia di carta identità e codice fiscale.

Invia la tua richiesta tramite mail allo stesso recapito, indicando in questo caso in oggetto “PENSIONAMENTO …….. (indica quale opzione Vecchiaia, Anticipata o Quota 100, ) ”:

fisacisppuglia@gmail.com

Ti ricordiamo che i nostri sindacalisti sono a disposizione per darti consulenza.

FISAC GRUPPO INTESA SANPAOLO PUGLIA

ISP Area Puglia: la vicinanza della Fisac

A TUTTE LE ISCRITTE E GLI ISCRITTI DELLA FISAC CGIL NEL GRUPPO INTESA SANPAOLO IN PUGLIA.

Questo periodo di emergenza sanitaria ha avuto profonde ripercussioni sulla vita personale e lavorativa di ognuno di noi.

Sul piano dell’attività sindacale, la crisi ci ha impedito di potervi incontrare fisicamente presso le filiali.

Lo spirito di servizio e la voglia di non mollare mai, anche in questo periodo, ci ha portato ad utilizzare tutti gli strumenti utili per fornire a chi ne aveva bisogno tutta la nostra vicinanza, sia pure “a distanza”, sempre con l’obiettivo dell’ascolto e dell’assistenza.

Innanzitutto nella speranza di poterci rivedere quanto prima fisicamente, ci teniamo a confermarvi tutta la nostra disponibilità anche in modalità “a distanza”.

A tal fine, vi riportiamo di seguito i riferimenti dei nostri Coordinatori RR.SS.AA. di Area del Gruppo Intesa Sanpaolo in Puglia, ossia di quei sindacalisti che sono rimasti sempre coerenti a quel quadratino rosso, simbolo della nostra Organizzazione, e a tutto l’universo di valori che esso rappresenta:

COORDINATORI RR.SS.AA. DI AREA – PUGLIA

DE LEO FRANCO                                347 5605887

FIORINO EMANUELE                         333 5885536

LOPEZ ROSALIA                                 345 3651350

VERGARI ELISA                                   347 6875820

 

I Lavoratori ci stanno mettendo il cuore … ma basterà?

“E’ UN ATTO D’AMORE CHE CHIEDO ALLE BANCHE”

I LAVORATORI CI STANNO METTENDO IL CUORE… MA BASTERA’?

Tutto il mondo, e con esso il nostro Paese, attraversa una delle più pesanti crisi dal secondo dopoguerra. La stessa è partita come crisi sanitaria, a causa della diffusione del virus covid-19, ma è ormai diventata anche una crisi sociale ed economica di proporzioni fino a poco fa inimmaginabili.

A fronte di questa emergenza, la politica senza dare il minimo merito e riconoscimento alla categoria dei bancari, mai nominata negli elogi pubblici del Governo, chiede ancora una volta proprio al sistema bancario, e per esso alle lavoratrici e ai lavoratori di banca, di rispondere concretamente  alle esigenze di liquidità di famiglie e imprese.

Abbiamo assistito nelle scorse settimane ad attacchi anche fisici ed insulti subiti da incolpevoli lavoratori delle filiali, divenuti bersaglio della disperazione irrazionale di persone rimaste senza reddito.

Le lavoratrici e i lavoratori di banca stanno affrontando con abnegazione e spirito di sacrificio questo periodo durissimo, mettendo a repentaglio quotidianamente la loro salute.

LE LORO SPALLE PERÒ NON POTRANNO SOSTENERE IL PESO DELL’ULTERIORE “TSUNAMI” …. rappresentato dalle innumerevoli RICHIESTE DI FINANZIAMENTI A IMPRESE E PROFESSIONISTI garantiti dallo Stato (attraverso il Fondo Centrale Di Garanzia, ISMEA e la Sace spa).

Il Governo proclama ai mass media aiuti immediati, le imprese -in difficoltà- chiedono angosciate che dalle parole si passi subito ai fatti, l’ABI rassicura che le banche sono in grado di far fronte in modo rapido alle richieste.

DOV’E’ IL SUPPORTO DELLA BANCA DI FRONTE A MOLE STRAORDINARIA DI PRATICHE?

mentre la “task force per anticipo cassa integrazione” ha avuto l’efficacia di sollevare le filiali dalle migliaia di richieste ricevute, tutt’altra cosa sta accadendo per i finanziamenti.

Disveliamo quella che è la realtà ben nota, purtroppo, ai GESTORI AZIENDE delle FILIALI RETAIL e ai GESTORI/ADDETTI delle FILIALI IMPRESE:

IL SUPPORTO DI SEMPLIFICAZIONI PROCEDURALI E TASK FORCE……….:

al momento è pari quasi a ZERO!!!!!

L’ONERE GRAVA ANCORA DEL TUTTO SUGLI STESSI COLLEGHI

Tutte le richieste di finanziamenti garantiti dallo Stato hanno comportato fino ad ora pratiche di fido (pef) ordinarie, con le relative lunghe tempistiche.

PER TOGLIERE OGNI DUBBIO AL RIGUARDO: LE TASK FORCE NON STANNO FACENDO LE PRATICHE, neanche per i finanziamenti fino a 25.000 euro!

Per il settore agricoltura?

Anche in caso di richieste di importo minimale e nonostante la garanzia statale (ISMEA) al 100%, occorrono:

la pef / le lunghissime “AGRIPEF” e “AGRICEBI”, oltre alla richiesta di garanzia pubblica.

Manca ancora una procedura per le sospensioni dei prestiti agrari (con sconto cambiali agrarie) richieste dai clienti sulla base di DPCM di marzo…….….e siamo a maggio!!!!!!

Senza dimenticare che ai nostri gestori restano quotidianamente le continue telefonate dei clienti, le pratiche ordinarie come ad esempio il rinnovo dei crediti agrari, le normali richieste delle aziende (portafoglio, carte, remote, cambi anagrafici con i problemi della nuova procedura, modifiche continue di normative……e davvero chi più ne ha, più ne metta….).

Per non parlare delle difficoltà dei colleghi del Nucleo 662 a smaltire nei tempi sollecitati le richieste di garanzia statale (Fondo di G., Ismea, Sace). Colleghi costretti a fare i conti con un numero esponenzialmente cresciuto di domande, con le lentezze del portale del Fondo (a causa dei tantissimi accessi) e con la necessità di addestrare le risorse aggiuntive di recente assegnate e ancora in formazione.

Tutto questo E’ NOTO ALL’OPINIONE PUBBLICA CHE ADDITA i bancari come quelli che non danno corso velocemente ai tanti aiuti del governo?

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONTE HA SOLO DI RECENTE NOMINATO I BANCARI CHIEDENDO…UN “ATTO D’AMORE”.

PRESIDENTE, I LAVORATORI BANCARI SONO IN TRINCEA ED HANNO BEN PRESENTE LA GRAVITA’ DEL MOMENTO!

…………………..

In questo difficile contesto, mentre alcuni capi hanno compreso il ruolo sociale che il mondo bancario sta svolgendo e  promuovono il rafforzamento della relazione fiduciaria con i clienti, ce ne sono altri che ricominciano via skype con LE ODIOSE PRESSIONI COMMERCIALI. Vedasi l’ossessiva “gara” a cui costringono le filiali sul numero delle famigerate offerte a distanza -“OAD”.

Sembra, ascoltandoli, che si sia tornati all’assoluta normalità…e noi, sciocchi, rimasti fermi alla “fase 2”!

Arrivano persino a distogliere i gestori dalla loro mole di lavoro….PER FARE LE SEGNALAZIONI DELLE CAMPAGNE IN ABC: ”ALTRIMENTI NON AVRETE VISIBILITA’ DEL LAVORO CHE STATE FACENDO”!………….”.

Il nostro lavoro è invece visibilissimo, agli occhi del Paese!

…………………..

Contestiamo poi LA CONDOTTA DI ALCUNI RESPONSABILI che, durante il 2019, hanno chiesto enormi sacrifici ai colleghi prospettando la “carota” del massimo premio possibile, senza specificare però tutte le condizioni necessarie per ottenerlo davvero. Salvo poi, a pochi giorni dall’accredito di PREMI più bassi di quelli promessi, cercare CAPRI ESPIATORI a cui dare LE LORO COLPE DI MANCATA TRASPARENZA, strumentalizzando addirittura regole sui premi a loro ben note!

…………………..

PER I FINANZIAMENTI GARANTITI DALLO STATO CHIEDIAMO QUINDI:

  • UNA REALE SEMPLIFICAZIONE DELLE PROCEDURE.
  • UN AIUTO CONCRETO DA PARTE DELLE TASK FORCE CENTRALIZZATE.
  • In particolare, le semplificazioni procedurali e l’ampliamento del supporto delle task force finanziamenti dovranno valere sia per le nuove richieste sia per quelle (molto numerose) già in carico alle filiali ed ancora da lavorare,
  • per i finanziamenti agrari garantiti da Ismea sotto i 25.000 euro (garanzia Stato 100%), va eliminata la necessità dell’“agripef” e dell’“agricebi” (ad esempio prevedendo il caricamento del solo dato -ufficiale- del volume d’affari da modello IVA).
  • Attivazione della procedura per le richieste di sospensione dei prestiti agrari.
  • Effettivo potenziamento dei Nuclei 662 per accelerare l’iter di richiesta delle garanzie statali.

 

I CUORI CI SONO

NON LI FACCIAMO FERMARE!

I Coordinatori Fisac CGIL ISP Puglia

Fisac ISP Puglia: lettera all’azienda

Bari, 30 marzo 2020

Spett.le
Intesa Sanpaolo S.p.a.
Relazioni Industriali

In questo drammatico momento della vita del Paese, la nostra è una delle categorie che – svolgendo un servizio pubblico essenziale – continua a fornire con il proprio lavoro un contributo e un aiuto alla popolazione tutta.

Questo nonostante tutti i colleghi vivano quotidianamente un grande timore per la propria salute e quella dei propri cari che sentono minacciate perché, dovendo recarsi presso il proprio posto di lavoro, non possono dare ascolto al monito “Io resto a casa”.

Il nostro lavoro si svolge in condizioni difficili, nonostante le previsioni dei vari DPCM emanati e i protocolli firmati tra ABI e OOSS il 16 e il 24 marzo u.s.

Denunciamo il ritardo nell’apprestamento di adeguati presidi igienico-sanitari e, in alcuni casi, la loro assenza; auspichiamo che la più grande banca del Paese si adoperi per procurarsi e distribuire al più presto le agognate mascherine che si è impegnata a fornire al Personale.

La modalità di accesso della clientela solo per appuntamento, condivisibile in teoria, si è rivelata pressoché irrealizzabile nella pratica: è impossibile rispondere al telefono non solo nei giorni in cui le filiali sono chiuse(!), ma anche nei giorni in cui si è in filiale a causa della crescente pressione della clientela per svolgere operazioni di cassa e degli organici ridotti (frequentemente al cinquanta per cento) a causa di assenze che in questo frangente sono, per forza di cose, aumentate.

Anche se educassimo tutti i clienti a telefonare per fissare un appuntamento, difficilmente troverebbero chi possa rispondergli!

L’indicazione di attenersi a svolgere le sole operazioni necessarie, seppure fosse possibile rispettarla, vede la lista di tale tipologia di operazioni allungarsi di giorno in giorno.

Proprio perché svolgiamo un servizio pubblico essenziale siamo investiti dall’esecuzione di quei provvedimenti decisi dal Governo per alleviare le difficoltà di famiglie e imprese: a titolo esemplificativo, ma non esaustivo, citiamo la sospensione delle rate di prestiti e mutui (che non si risolve nel mero scambio di mail tra cliente e filiale, ma richiede una lavorazione e dei controlli che hanno aggravato i carichi di lavoro) e l’anticipo – tramite finanziamenti ad hoc – della CIG ai dipendenti di quelle aziende che stanno facendo ricorso agli ammortizzatori sociali a causa del Covid 19.

Tutto questo rientra appieno nel nostro ruolo di utilità sociale, ma non si può negare che peserà sulle spalle di lavoratori e lavoratrici già stressati e ai quali vengono anche richieste quotidianamente rendicontazioni e lavorazioni di liste di clienti da contattare telefonicamente.

In ultimo, nei prossimi giorni vi sarà il pagamento delle pensioni, che nel sistema bancario non è stato scaglionato in più giorni, ma vedrà i flussi di accredito arrivare tutti il 1 aprile.

Anche in questo caso la campagna telefonica inserita in ABC tesa a fissare un appuntamento con i pensionati è un’operazione che nella stragrande maggioranza dei casi rimarrà sulla carta. È difficile trovare nell’ambito della filiale chi possa riuscire a fare le telefonate: dovendo gestire operatività ordinaria, quella straordinaria legata al momento e, in più, tentare di rispondere alle telefonate in entrata effettuate da clienti – non necessariamente pensionati – che chiamano per chiedere consulenze, informazioni, appuntamenti (come la Banca ha anche comunicato e chiesto loro di fare).

Per tutto questo temiamo che nei prossimi giorni, non avendo l’azienda previsto un adeguato supporto con steward o guardie giurate, vi possano essere assembramenti alle porte delle filiali con pericoli per la salute e anche rischi per l’ordine pubblico.

Riterremo perciò l’AZIENDA RESPONSABILE DI EVENTUALI INCIDENTI che dovessero verificarsi.

RICHIEDIAMO pertanto di:

– rispettare le previsioni contenute nei DPCM fornendo le adeguate protezioni ai colleghi;

– stigmatizzare il comportamento e intervenire su coloro che operano indebite pressioni tese ad avere report giornalieri sull’operatività o, peggio, a spingere per l’attività commerciale (pressioni che sono, ora più che mai, inaccettabili);

– creare una task force centralizzata che operi sulla sospensione dei mutui sollevando così la rete filiali da questo ulteriore onere;

– sospendere la nuova procedura per il censimento delle anagrafiche nag00 o perlomeno farla coesistere con AFN1, in quanto la variazione di questa piattaforma fa sì che, dati i tempi lunghi necessari, non si riesca a rispettare l’indicazione di far permanere il cliente solo quindici minuti in filiale;

– fornire guardie giurate o perlomeno steward che possano gestire l’afflusso della clientela.

Se non verranno adottati questi correttivi organizzativi, DIFFIDIAMO L’AZIENDA DALL’ADDEBITARE DA ORA E PER IL FUTURO ALCUNA RESPONSABILITÀ di eventuali conseguenze di questa operatività, svolta in condizioni di emergenza e senza supporto da parte della Banca, ai lavoratori e alle lavoratrici che continuano a svolgere il loro lavoro con elevato grado di responsabilità e alto senso del dovere.

FISAC CGIL Gr. Intesa Sanpaolo
I Coordinatori A.S. Puglia

CHI GARANTISCE I SERVIZI BANCARI ORA?????

Sabato sera 21 marzo, il Presidente Del Consiglio Conte ha comunicato la decisione di:

compiere un altro passo..…la decisione assunta dal Governo è quella di chiudere nell’intero territorio nazionale ogni attività produttiva che non sia strettamente NECESSARIA, CRUCIALE, INDISPENSABILE a garantirci beni, servizi essenziali…….abbiamo stilato una lista dettagliata in cui sono indicate le filiere produttive delle attività, dei servizi di pubblica utilità, quelli che sono più necessari per il funzionamento dello Stato in questa fase di emergenza……………… ..continueranno a venire assicurati …..I SERVIZI BANCARI”.

Nella più grave emergenza sanitaria del paese dal secondo dopoguerra, “alcuni bancari” sono tenuti a prestare un indispensabile servizio pubblico essenziale.

La richiesta dei sindacati di categoria di chiudere per 15 giorni gli sportelli in tutto il territorio nazionale è stata respinta da ABI, nonostante siamo convinti che la frequentazione degli sportelli bancari contribuisca alla diffusione del contagio.

In questa situazione è necessario che l’azienda adotti in tutte le strutture operative, con particolare attenzione in quelle APERTE AL PUBBLICO, tutte le cautele previste dai decreti governativi e dal protocollo congiunto ABI – OO.SS.

Denunciamo che, dall’inizio dell’emergenza, in molte filiali:

  • non sono ancora pervenuti tutti i possibili presidi utili a difendere dal contagio lavoratrici e lavoratori;
  • non sono state effettuate le pulizie straordinarie e le sanificazioni periodiche

CON GRAVE RISCHIO PER LA SALUTE DI CHI LAVORA IN FILIALE E DEI RISPETTIVI FAMILIARI.

Inoltre denunciamo che, contrariamente a quanto praticato da altre banche che stanno ricercando ulteriori e urgenti misure tecnico-organizzative per ampliare il più possibile il “lavoro agile”, fino a modificare in pochi giorni l’organizzazione del lavoro, in Intesa Sanpaolo ci siano ancora un elevato numero di colleghi costretti a recarsi presso le Filiali di assegnazione pur potendo di fatto assicurare quel servizio pubblico essenziale anche da remoto. Ci riferiamo a buona parte dei nostri gestori dotati di un computer portatile, come ad esempio (ma l’elenco non è da considerare esaustivo) ai gestori imprese, soprattutto dopo l’introduzione della contrattazione a distanza per le sospensioni dei mutui e per i finanziamenti urgenti di liquidità, ai gestori exclusive, ai lower, ai gestori delle filiali new concept, ecc., insomma come detto a tutti quelli dotati di pc portatile.

Con questa emergenza sanitaria straordinaria per il mondo intero, ci siamo infatti accorti che i lavoratori costretti oggi in banca ad avere contatto con il pubblico, per assicurare il servizio essenziale, sono:

I COLLEGHI DELLE FILIALI, TRA CUI IN PARTICOLARE I “VITUPERATI” CASSIERI. SI’, PROPRIO LORO,

quelli che, a detta di molti, non servivano più, quella ”razza in via di estinzione”.

Oggi INVECE SERVONO!! …Costretti a tenere in servizio i bancomat e a garantire l’attività di sportello, maneggiando banconote, considerate dall’OMS possibile veicolo di contagio.

Chiediamo oggi all’Azienda di predisporre, specialmente per l’ormai imminente fine/inizio mese, un servizio di vigilanza che regoli gli accessi alle filiali, previsti in aumento a causa del pagamento delle pensioni. NON FACCIAMO RICADERE ANCHE QUEST’ONERE SULLE SPALLE DEI COLLEGHI ALLO SPORTELLO!

Inoltre ci pervengono numerose segnalazioni su alcuni responsabili commerciali che LAVORANO TRANQUILLAMENTE DA CASA in smart working e da questo luogo protetto esercitano INACCETTABILI e IRRESPONSABILI PRESSIONI COMMERCIALI sui loro collaboratori CHE STANNO RISCHIANDO LA PROPRIA VITA E QUELLA DEI LORO FAMILIARI.

VISTO CHE IL DOVERE DI SVOLGERE ESCLUSIVAMENTE UN SERVIZIO PUBBLICO ESSENZIALE NON CONTEMPLA:

  • ESITARE CAMPAGNE IN ABC,
  • FARE GRADUATORIE, REPORT
  • PRESSIONI DI BUDGET….

 FACENDO FINTA DI NIENTE!

DENUNCEREMO OGNI FORMA DI PRESSIONE COMMERCIALE !

Questi comportamenti, non tollerabili già da tempo ma ancor più oggi, SARANNO DENUNCIATI PUBBLICAMENTE AI MEDIA E ALLE AUTORITÀ GIUDIZIARIE DEL PAESE.

Un plauso invece a tutti quei capi “illuminati”, in particolare a quei direttori e coordinatori di Filiale, che con coraggio personale e tanto buon senso, hanno interpretato al meglio le direttive provenienti dal Governo, anteponendo la salute di colleghi e cittadini a qualsiasi altra cosa, andando addirittura a gestire in prima persona gli accessi alle filiali.

Altra situazione peculiare è quella delle FILIALI ON LINE. Oltre ai problemi comuni anche alla rete delle filiali fisiche sulla mancanza e/o sul ritardo di adeguati presidi igienico/sanitari, in queste realtà i colleghi sono costretti a lavorare in postazioni fisse, che non consentono l’osservanza delle distanze previste dai DPCM e dal protocollo siglato con ABI, senza che nemmeno siano stati installati separatori in plexiglas. Il tentativo di risolvere il problema con la riduzione del numero dei turni non è efficace essendoci, inevitabilmente, fasce orarie in cui i diversi turni si sovrappongono con impossibilità per i lavoratori e le lavoratrici di osservare le dovute distanze.
In Puglia sono PIÙ DI UN CENTINAIO le persone che lavorano in queste condizioni. Chiediamo innanzitutto la più rapida fornitura del materiale igienico sanitario e dei separatori in plexiglas e monitoreremo il puntuale rispetto delle previsioni di legge e di accordi ma, soprattutto, che anche nelle FOL di Bari e di Cavallino venga largamente adottato lo smart working già utilizzato con successo in Filiali On Line di altri territori.

Ci stanno arrivando da molte filiali segnalazioni di pressioni, più o meno velate,  finalizzate a non far esercitare alle lavoratrici ed ai lavoratori i diritti previsti dal decreto “Cura Italia”. Ci riferiamo in particolare agli incrementati permessi L.104 e ai congedi “Covid-19”. Queste pressioni, laddove provate, sarebbero gravissime ed OGGETTO DI DENUNCIA.

 All’esito, che speriamo arrivi quanto prima, di questa emergenza sarà necessario ripensare anche al REALE CONTRIBUTO DI OGNUNO, non solo sul piano commerciale ma anche su quello del servizio pubblico essenziale…..e questo ce lo dovremo ricordare quando parleremo di premi ai cassieri e ai colleghi tutti delle filiali e, soprattutto, quando qualcuno si permetterà di non riconoscerne l’effettivo apporto!

Bari, 23 marzo 2020

I COORDINATORI RR.SS.AA. FISAC CGIL ISP PUGLIA

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