Archivio News dai Territori

COORDINATORI RRSSAA DI ROMA E DEL LAZIO: AI CLIENTI XME PROTEZIONE, E ALLE LAVORATRICI E AI LAVORATORI ?

Abbiamo iniziato con un gioco di parole fin troppo banale. Sappiamo tutti che il “mantra” viene ripetuto quotidianamente in maniera ossessiva al fine di ricordare a tutti i colleghi che i risultati commerciali da raggiungere continuano ad essere gli obiettivi principali del nostro lavoro.
Ma siamo sicuri che la banca abbia capito in quale contesto siamo? L ‘emergenza Covid non appartiene al passato, il virus circola nel nostro paese e si succedono le normative nazionali/regionali per contenere e ridurre I contagi. Nel frattempo i colleghi si ammalano sempre più, e sono sempre di più coloro che sono in allontanamento cautelativo dal servizio.
QUALE PROTEZIONE VIENE ASSICURATA AI LAVORATORI?
I messaggi che l’azienda diffonde sono coerenti con i comportamenti attuati nella organizzazione quotidiana del lavoro? Come si possono conciliare le dichiarazioni del Top Management sulla centralità della persona con le continue pressioni commerciali? Come si possono garantire la salute e la sicurezza delle persone quando in molte postazioni dei gestori non è possibile mantenere il distanziamento previsto con il cliente, mancano i kit di igienizzazione e mancano  totalmente gli stewards? Questi ultimi sarebbero fondamentali per impedire gli assembramenti, nella gestione degli ingressi e delle uscite, e per far rispettare il numero delle presenze massime all’interno dei locali aziendali.

In questi giorni, grazie alla nostra tenacia, abbiamo ottenuto dalla banca l’impegno di installare i pannelli di plexiglass in cassa e nelle postazioni di accoglienza… ma questo non può bastare. Serve, senza più indugiare, che le barriere di protezione vengano installate in corrispondenza di tutte le postazioni dei colleghi a contatto con il pubblico, per poterci preservare da un eventuale contagio.
Eppure, di fronte ad una inevitabile crescita continua di tensione ed ansia dei clienti e dei colleghi servirebbe calma, prudenza e ponderazione. Vorremmo un’azienda presente accanto ai lavoratori in grado di accogliere e gestire le loro esigenze. Invece i lavoratori sono abbandonati a sé stessi, sempre più frequentemente destinatari di minacce e aggressioni verbali e/o fisiche provenienti dai clienti. Nello stesso tempo, da remoto, i capi area sollecitano le richieste più assurde, come quella inqualificabile di riempire le agende con appuntamenti commerciali, anche inventati, pur di inserire qualcosa e quindi non fare una cattiva figura con i propri capi, dimostrando la totale assenza di buonsenso. Ma costoro lo sanno che in questo periodo di emergenza gli incontri devono essere limitati il più possibile, se non del tutto inibiti?
Telefonate, mail, messaggi internet e continue riunioni via Skype. Questo è il contributo fattivo di molti responsabili commerciali. Niente altro!
E di più, altre domande ancora: le strutture di governance della banca lo sanno come si vive nelle filiali? Sanno in quali condizioni lavorano i colleghi? Lo sanno quale eroico impegno ci voglia per gestire giorno per giorno le paure, le ansie, le inquietudini dei milioni di cittadini italiani nostri clienti affrontando disagi, difficoltà, stanchezza, stress?
Ma in questa fase ed in  questo momento era il caso di continuare a disporre trasferimenti, dettati dalle sole logiche commerciali? Ma non era meglio e più utile, per le colleghe e i colleghi, adoperarsi concretamente per fornire il maggior numero di PC portatili necessari per lo Smart Working?
Piuttosto che le chiamate o le mail per ricordare loro di pianificare le ferie e di terminare i corsi, le lavoratrici e i lavoratori avrebbero preferito un aiuto concreto per fare fronte al fiume delle telefonate che quotidianamente sommerge le filiali, magari distribuendo diversamente le risorse a disposizione o assumendo finalmente nuovo personale sulla rete.
Dove è il sostegno delle strutture di assistenza alla rete? Dove è questo aiuto?
Ed ancora: come si giustifica la mancata verifica sulla conformità alle norme anti-contagio degli impianti di climatizzazione e dei prodotti per la sanificazione utilizzati dalle ditte incaricate delle pulizie? Richieste fatte dai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza ormai dall’inizio della pandemia. Perchè non sono state fatte le verifiche? Cosa si aspetta?
Infine, siamo sicuri che stiamo gestendo il cd “triage”, la procedura interna di individuazione dei possibili casi o contatti COVID, in modo opportuno? Tra la segnalazione fatta dai colleghi in caso di possibili sintomi e la prese in carico del problema dalle strutture deputate a svolgere questa delicata mansione, passano giornate intere. In che modo questi colleghi, che fanno un lavoro encomiabile, sono costretti ad effettuare le indagini costretti come sono a lavorare fino a tarda sera o nei fine settimana, con il rischio di non eseguire con la necessaria scrupolosità e il dovuto rispetto della privacy questo compito fondamentale, proprio nel momento in cui assistiamo alla preoccupante recrudescenza
dell’epidemia?
Pensiamo che molte, troppe cose siano da cambiare. Subito. Non ci possiamo più permettere superficialità e disorganizzazione. Non possiamo più consentire condizioni di lavoro insopportabili fatte di stress e paura. Non possiamo più tollerare che alle quattro del pomeriggio arrivino delle telefonate del tipo “non avete ancora capito che se non vendete i prodotti sono guai grossi per tutti?…”. Con la salute non si scherza ed il Covid non è un gioco.

Piantiamola con questi comportamenti. Piantiamola con la protervia dei toni, con il pressapochismo delle affermazioni, con il menefreghismo degli atteggiamenti. Siamo straordinariamente seri nel dirlo. Siate straordinariamente seri nel farlo.

Roma 30 ottobre 2020

COORDINATORI RRSSAA DI ROMA E DEL LAZIO

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Stavolta noi non ci stiamo! Le ragioni di un rifiuto.

COORDINAMENTI RSA INTESA SANPAOLO SARDEGNA

Già da luglio, alla luce delle enormi difficoltà in cui stavano lavorando i colleghi, avevamo richiesto un incontro trimestrale urgente.

Lo abbiamo richiesto per poterci confrontare di persona, nel pieno rispetto dei protocolli anti Covid, perché sappiamo che le difficoltà tecniche e la distanza avrebbero tolto efficacia alle rimostranze che dovevamo riportare da parte dei colleghi.

Nel frattempo la situazione è peggiorata, la Sardegna ed i suoi lavoratori, abbandonati nelle difficoltà, per la nostra Direzione Regionale, sono solo il mezzo per “conquiste commerciali”.

Il 30 settembre abbiamo scritto un comunicato sulle “pretese commerciali”, dove abbiamo espresso tutta la rabbia dei nostri colleghi, che ci hanno manifestato il loro apprezzamento perché si riconoscevano in quel documento.

Abbiamo segnalato le problematiche che riguardano l’Area Sardegna ma nessuna di queste è stata risolta.

In questi mesi di assoluta emergenza i lavoratori sono stati sottoposti ad uno stress mai visto prima. La carenza di personale aggravata dalle assenze dovute all’emergenza sanitaria e fuoriuscite per esodi ed il contemporaneo aumento dei carichi di lavoro, ha costretto a i lavoratori a condizioni non sopportabili nel lungo periodo. Talvolta con una formazione in modalità “col cliente davanti”, o tralasciando aspetti amministrativi che si sono accumulati.

Perfino in questi giorni ci sono casi di qualche Capo Area, che peraltro era tra quelli segnalati nel nostro comunicato “pretese commerciali”, che staziona più giorni in filiale affiancando i gestori nei colloqui con i clienti , oltre che “vigilare” sulle agende e sull’andamento delle vendite.

Il 15 ottobre ci è giunta la convocazione per l’incontro trimestrale, previsto per giovedì 29.

A Luglio, agosto, settembre ed inizio Ottobre c’erano tutte le condizioni per incontrarci e confrontarci, invece solo silenzio…

Il ritardo nel convocarci denota la scarsa, se non assente, attenzione dell’azienda alle problematiche che già in sede di trimestrale regionale del 17 luglio avevamo esposto e che con la nostra immediata richiesta di trimestrale di area volevamo ribadire.

Questa volta non intendiamo renderci partecipi, occorrono risposte efficaci e contenuti adeguati ai problemi dei lavoratori che rappresentiamo, pertanto saremo presenti solo per consegnare questo documento alla Delegazione Aziendale.

Per queste ragioni intendiamo ribadire le nostre richieste relative alle oramai improrogabili assunzioni ed alle pressioni commerciali, se l’Azienda non darà risposte soddisfacenti utilizzeremo tutte le modalità previste dai protocolli e dalle norme di legge.

Le Colleghe ed i Colleghi Sardi non possono più aspettare!

Cagliari, 29 ottobre 2020

TEMPO SCADUTO.

Care colleghe e cari colleghi,
dopo l’ispezione da parte dell’ASL presso la filiale di Bologna di via Marconi, sempre su richiesta degli RLS, è stata disposta dall’ASL anche l’ispezione presso la filiale di
Via Rizzoli a Bologna e la filiale di Casalecchio di Reno (BO). Abbiamo segnalato queste agenzie come campione esemplificativo di ciò che purtroppo accade anche  elle altre del nostro territorio: da mesi infatti denunciamo parecchie criticità relativamente alle precauzioni igienico sanitarie previste dai protocolli di sicurezza Covid-19. In particolar modo:
– nelle postazioni di cassa, di accoglienza e di consulenza non
risultano installate barriere di separazione (plexiglass o altro);
– in molte postazioni dei gestori non è possibile mantenere il distanziamento previsto
con il cliente;
– le singole postazioni non sono provviste di kit di igienizzazione; servirebbe
l’implementazione di dispenser per garantire la corretta igienizzazione delle mani del
cliente ogni volta che tocca un tablet o una penna per firmare;
– nella maggior parte delle filiali continuano ad entrare clienti senza appuntamenti,
creando difficoltà nel contingentamento delle presenze;
– la clientela, riscontrando grosse difficoltà nel rintracciare telefonicamente la Banca
per fissare un appuntamento, si riversa direttamente nelle filiali per fissarlo. Siamo al
paradosso!
– la mancanza della presenza fissa di uno steward crea situazioni di assembramenti
nella gestione degli ingressi e delle uscite e rende difficile il rispetto delle presenze
massime all’interno dei locali aziendali;
– le igienizzazioni quotidiane vengono svolte in maniera superficiale a causa dei tempi
stretti (in genere mezz’ora) a disposizione del personale addetto alle pulizie.
La “promessa” da parte aziendale dell’installazione di barriere in plexiglass per i
cassieri e per le postazioni di accoglienza non ci soddisfa. Gli RLS chiedono barriere
protettive per tutti i colleghi, per tutti i gestori (come peraltro accade già in tutte le
filiali di UBI Banca)!
La salute e la sicurezza devono essere garantite a tutti i Lavoratori!
Gli RLS di questo territorio rimangono come sempre a disposizione delle Lavoratrici e dei Lavoratori per qualsiasi problematica e criticità.

RLS ISP TERRITORIO DI BOLOGNA

Leggi il volantino –> RLS BOLOGNA

AREA LOMBARDIA SUD: SIAMO ALLO STREMO

Più volte abbiamo rappresentato all’azienda le serie criticità caratterizzanti la nostra Area.

La situazione è diventata assolutamente insostenibile, col rischio che “sfugga di mano”.

Tali problematiche, purtroppo, non hanno ancora trovato una soluzione da parte dell’azienda, gli organici nelle filiali sono ormai ridotti ai minimi termini, rendendo praticamente impossibile lo svolgimento del lavoro nel rispetto delle varie normative.

La recrudescenza della epidemia in atto, inoltre, non fa altro che aggravare una situazione già notevolmente compromessa.

E’ del tutto irragionevole pensare che pochissime persone possano contemporaneamente far fronte, oltre alle già troppe incombenze ordinarie quotidiane:

  • alle sollecitazioni delle varie strutture della banca;
  • alle continue riunioni Skype;
  • alla richiesta di preparazione degli appuntamenti delle giornate successive che in alcune filiali assume connotazioni “maniacali”;
  • alla gestione degli ingressi della clientela inferocita per le lunghe attese e per la crescente difficoltà a contattare le filiali;
  • ad ottemperare ai fondamentali obblighi formativi;

giusto per citarne alcune.

Lavorare in questo modo del tutto caotico espone a troppi rischi (per dipendenti, banca e clienti), ai quali si aggiunge il pericolo di non prestare sufficiente attenzione al rispetto delle disposizioni di sicurezza anticontagio, a causa del vortice ansioso creato dalla continua e affannosa rincorsa di obiettivi di vendita ed efficienza operativa.

DEVE ESSERE CHIARO IL MESSAGGIO CHE I COLLEGHI SONO ALLO STREMO

Questa situazione non si addice assolutamente al primo Gruppo Bancario italiano.

E’ necessario che l’Azienda intervenga al più presto per:

  • colmare le carenze complessive di organico, ricordandosi anche dei cassieri, che, alla luce delle prossime uscite per esodo, sono in estinzione, sebbene ancora indispensabili;
  • rafforzare le misure di sicurezza anticontagio a tutela dei colleghi, quali l’incremento dei preziosissimi steward, la turnazione nelle filiali, la fornitura di mascherine FFP2, l’installazione di barriere in plexiglass per tutte le postazioni di lavoro e non solo per accoglienza e cassieri, le pulizie più accurate dei locali (purtroppo ancora effettuate superficialmente e in troppo poco tempo);
  • porre fine alla pressione commerciale da parte di soggetti incuranti delle gravi problematiche sopra esposte, avulsi dalla difficile realtà delle unità operative e responsabili dell’ulteriore deterioramento di un clima lavorativo già compromesso. In nessun caso è ammissibile quella sottile e subdola modalità di comunicazione utilizzata col preciso scopo di “instillare il senso di colpa” per il mancato raggiungimento degli obiettivi quotidiani, specialmente se il collega ha passato la giornata a cercare di risolvere mille problemi di tipo operativo e organizzativo per tenere alto il nome della nostra Banca. A tal proposito l’azienda deve garantire, a tutti i livelli gerarchici, il rispetto dei principi contenuti nell’accordo del 7 Ottobre 2015 in tema di Politiche commerciali e clima aziendale, nonché nel vigente CCNL;
  • fornire i PC portatili a coloro che ancora non ne dispongono, permettendo l’accesso al lavoro agile, con particolare attenzione alle situazioni di difficoltà. 

Le forze dei colleghi, che si sono sempre contraddistinti per cercare di soddisfare la clientela con spirito di appartenenza e sacrificio, sono ormai al limite.

E’ dovere dell’azienda tutelare la salute dei colleghi e metterli in condizione di poter lavorare in sicurezza e serenamente, non facendoli sentire abbandonati a loro stessi, come ultimamente troppo spesso accade.

Pv-Lo-Cr, ottobre 2020

COORDINATORI E RRSSAA AREA LOMBARDIA SUD

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

RIASCOLTI DELLE TELEFONATE : MODALITÀ DA REMOTO E TUTELE PER I COLLEGHI

La fase di lock down e di Smart Working generalizzato ha fatto sì che un gran numero di riascolti in FOL seguenti a reclami non siano stati ancora svolti, creando una situazione di potenziale rischio per i colleghi. Nei giorni scorsi l’azienda ha proposto di attivare una nuova metodologia di tutti i riascolti da remoto, con l’utilizzo di una piattaforma online, in modo da non rendere necessario il rientro in sala del collega interessato.

Riteniamo positivo non obbligare il collega a rientrare in sala appositamente in questo momento di aggravamento della situazione sanitaria, ma nel contempo riteniamo che i processi di digitalizzazione del  lavoro vadano affrontati in modo organico e tutelante per i colleghi.

Come FISAC-CGIL ci siamo quindi fortemente impegnati affinché non si introducesse il riascolto a distanza come nuova e unica metodologia valida anche dopo la fase di emergenza.

Unitamente alle altre OO.SS abbiamo quindi stabilito limitatissime modifiche all’accordo di Gruppo per l’applicazione dell’art. 4 della legge 300 in tema di controlli a distanza, in modo da garantire ai colleghi le massime tutele anche a fronte dell’utilizzo di questo nuovo strumento.

Abbiamo ottenuto che:

  • Si ricorra al riascolto a distanza unicamente in caso di condizioni tecnico-procedurali e organizzative che non lo consentano in presenza, che rimane la regola.
  • Tutte le persone coinvolte nel processo di riascolto devono garantire la massima riservatezza ed hanno l’obbligo di non registrare né diffondere le informazioni ottenute.

Con queste previsioni, di fatto l’utilizzo della nuova metodologia viene ampiamente ristretto.

Rileviamo inoltre che tutto l’accordo, come ogni altra normativa in vigore nel Gruppo, dovrà essere interamente ridiscusso nella trattativa di armonizzazione con UBI.

La Segreteria di Gruppo

 

I COORD RRSSA FISAC CGIL LA SALUTE PRIMA DI TUTTO 26 10 2020

Apprendiamo con soddisfazione la decisone dell’Azienda di installare il plexiglass sulle postazioni di cassa e accoglienza, tenuto conto che abbiamo continuamente sollecitato la stessa in tal senso.

Restiamo perplessi sul fatto che sulle postazioni consulenziali non sia stato previsto lo stesso accorgimento, in virtù del fatto che il cliente staziona per periodi lunghi e che la mascherina unitamente alla visiera rendono impossibile la gestione di una consulenza efficace.

CLICCARE QUI PER LEGGERE IL DOCUMENTO

Un lavoratore autonomo ma non troppo

La figura del collega con contratto misto è rinchiusa nella stretta maglia e del lavoro subordinato e del lavoratore autonomo.

Da un lato gode delle tutele connesse al rapporto da dipendente, dall’altro può scegliere e organizzare, in base alla metodologia che ritiene più opportuna, l’altra parte del proprio lavoro.

È del tutto vero?

La figura del promotore finanziario abilitato all’offerta fuori sede non è sovrapponibile a quella del consulente finanziario. Il primo, infatti, colloca i prodotti del proprio mandatario. Nel caso di specie Intesa Sanpaolo.

La libertà di organizzare i propri mezzi e la propria attività è tale?

Alla domanda in esame si può rispondere in parte. Promuovere la figura di gestore a contratto misto ha la finalità di sviluppare e coinvolgere una nuova rete di clientela, nonché di mantenere la preesistente andando incontro ad esigenze mutevoli.

Sempre nell’ottica di sostenere questa figura, è onere del gestore costruire un portafoglio che raggiunga un limite di redditività tale che gli consenta di far fronte a tutte le spese connesse alla propria attività (partita iva; iscrizione all’albo; imposte; aggiornamenti professionali; spostamenti), acquisendo clientela dalla propria filiale di appartenenza.

È davvero utile blindare questo portafoglio una volta raggiunto il limite di redditività previsto? Può il gestore scontare la scelta, del tutto legittima, del cliente che decide di lasciare l’istituto per i motivi più disparati? Può essere scontata come una colpa?

Lasciare aperto il portafoglio consentirebbe ricambi, allineamenti, sviluppo della clientela nel tempo, più veloci e, soprattutto, consentirebbe di far fronte alle scelte più drastiche dovute agli eventi sopravvenuti.

C’è di più.

Il cliente Intesa Sanpaolo è ancorato in prima battuta all’appoggio di una filiale fisica, ragione per la quale un gestore a contratto misto è tenuto ad avere una marcia in più. Egli, infatti, deve abituare ed educare il cliente a ricevere un servizio evoluto.  La sua banca diventa a portata di mano ma lui ancora non lo sa. Può riceverla a casa, può valutare meglio le sue esigenze e, soprattutto, può esserci sempre e non solo a giorni e ad orari fissi.

Il gestore è dotato, però, di tutto il supporto necessario a consentirgli di svolgere al meglio questa parte di lavoro? Se avesse la possibilità di appoggiarsi nei locali della banca a tal fine abilitati, potrebbe lavorare meglio? Imporsi con la clientela in un periodo fatto di emergenze e di salvaguardia della salute, gli permette di fare profitto?

Inoltre, il gestore a contratto misto ha a disposizione strumentazione tecnologica e operatività adeguata per soddisfare in tutto e per tutto la sua clientela fuori sede? La risposta è “Ni”.

Se da un lato si comprendono le difficoltà dovute al rapido adeguamento degli strumenti tecnologici all’operatività fuori sede; dall’altro lato non fa sicuramente bene alla professionalità di un consulente finanziario l’impossibilità di compiere alcune procedure che dovrebbero essere la base per il lavoro di un promotore (primo fra tutti l’apertura di un D.A.). Infine, non per ordine di importanza, al gestore a contratto misto è fatta salva la possibilità dopo due anni di convertire il proprio rapporto di lavoro nella formula full time. Ponendo sulla stessa bilancia la sua duplice esperienza, tirerà le somme e opterà per una scelta definitiva ed irripetibile, senza costrizioni e senza condizioni.

Ma è veramente così?

Alla fine tutte queste domande si riassumono in una sola: la banca vuole davvero che questo progetto funzioni? Ognuno di noi ci ha investito molto: tempo, applicazione, entusiasmo, competenze. Ognuno di noi sicuramente crede in questo progetto e sta cercando le risposte individuali per portarlo avanti. Ma le risposte individuali non bastano più: bisogna che Intesa Sanpaolo faccia una vera scelta a favore di questa modalità lavorativa e che decida di fornirci gli strumenti adeguati per gestirla in modo efficace e sostenibile.

Noi, per usare un’espressione antica, siamo tutti giovani di belle speranze. Ma con le sole speranze non si va da nessuna parte.

qui il documento in pdf

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LA FILIALE DEI MIEI SOGNI…

Stanotte ho fatto un sogno bellissimo:

“La mia filiale era diventata un posto in cui io mi sentivo al sicuro, dove al primo posto c’è sempre la mia salute e quella dei miei colleghi, nessuno escluso.

Lavoravo in filiale a giorni alterni, i clienti entravano solo su appuntamento e non dovevo uscire per visitarli, poi la postazione era solo mia: ci sentivamo al sicuro tutti, Noi che lavoriamo e anche i clienti.

Il plexiglass era montato in tutte le postazioni: accoglienza, cassa, scrivania, salottino, perché la mia Banca ci tiene alla mia salute e a quella dei clienti.

Gli spazi di coworking erano delle giuste dimensioni, avevano il giusto distanziamento con i miei colleghi e le barriere di protezione, perché la mia Banca ci tiene alla mia salute e a quella dei miei colleghi.

Lavoravo con la mascherina ma durante l’incontro con il cliente non dovevo indossare la visiera di plexiglass con cui non riesco a leggere il video perché tutto è organizzato affinché la distanza di 2 metri venga sempre rispettata.

 

 

 

 

 

Dopo ogni incontro potevo igienizzare la mia postazione e il tablet con il mio kit personale, tutto era a portata di mano.

 

Nessuno mi faceva fretta tra un appuntamento e l’altro, nessuno mi chiedeva di fare 5, 6, 7,8,10 appuntamenti al giorno perché per la mia Banca la salute viene prima del business!

A fine giornata, a filiale chiusa, all’igienizzazione quotidiana di tutta la mia filiale ci pensava la mia Banca.

MA ERA SOLO UN SOGNO, DIVERSO DALLA REALTA’ CHE VIVO TUTTI I GIORNI…

MI SONO SVEGLIATO, ED E’ RICOMINCIATO IL MIO INCUBO!”

LEGGI IL VOLANTINO –> La filiale dei miei sogni

LA MISURA E’ STRACOLMA …

In data 20 ottobre si è svolto in videoconferenza l’incontro di trimestrale dell’Area Piemonte Sud. Presenti all’incontro tutte le OO.SS., il Responsabile del Personale della Direzione Regionale Piemonte – Valle d’Aosta Liguria, Calvi, il Responsabile del Personale del Coordinamento, Facchini, il Gestore del Personale, Bravetti, i Referenti per le Relazioni Industriali, Vozza, Lembo, Poggi e Porta, il Direttore Commerciale Retail, Lubatti.

In relazione alle evidenti criticità (di cui anche l’Azienda si dice consapevole) che riscontriamo quotidianamente contattando le Lavoratrici e i Lavoratori della totalità delle filiali e alle difficoltà che affrontano quotidianamente le Colleghe e i Colleghi che da sempre spendono tutte le proprie risorse per il buon funzionamento della banca, le OO.SS. richiedono con forza:

  • L’aumento del Personale d’Area: questa richiesta non è assolutamente inedita ma sta diventando veramente drammatica. Le uscite per esodo del 2019 e giugno 2020, oltre a quelle già in previsione per dicembre 2020, non hanno portato sufficienti ingressi in Area, anzi le sostituzioni sono state fatte, nella maggioranza dei casi, nell’ottica di tappare un buco per crearne un altro probabilmente più sostenibile. Le Colleghe e i Colleghi di rete non ce la fanno davvero più, preoccupati da una situazione sanitaria che non concede tregua, stremati da situazioni di filiali ridotte all’osso e bistrattati da Clienti nervosi e insofferenti per le nuove Chiediamo con forza assunzioni, utilizzo delle liste, mobilità tra sedi e filiali e porteremo questa richiesta ai tavoli di contrattazione aziendale. Nel contempo ricordiamo a tutti i Colleghi il rispetto dell’orario di lavoro: se non c’è l’autorizzazione a fermarsi a lavorare in filiale al termine della giornata lavorativa, si deve uscire. Le funzioni aziendali ribadiscono che il fermarsi dopo l’orario di lavoro deve rimanere una situazione eccezionale e autorizzata.
  • La conferma dei parttime in essere, la concessione di quelli in sospeso e la possibilità di usufruire di tutti i permessi legati alla situazione sanitaria attuale, nonché delle ferie residue, senza dover elemosinare i diritti, in particolar modo per le mamme e per l’assistenza di familiari in difficoltà.
  • La riduzione delle pressioni commerciali che stanno minando la salute delle Colleghe e dei Colleghi e la fiducia dei Clienti nei riguardi della Banca. Riteniamo assurde le iniziative, già in uso in alcune zone dell’Area, come quella dei “teatrini” per simulare e migliorare la vendita dei prodotti di tutela. I Lavoratori hanno tutte le professionalità necessarie per affrontare e risolvere le esigenze dei Clienti, quello che occorre è la serenità di lavorare senza l’assillo delle telefonate, delle chat in Skype, delle richieste martellanti, ultimamente anche fatte al singolo in videoconferenza di gruppo, così da creare i “bravi”, da portare ad esempio, e i “cattivi” da riportare sulla retta
  • La sicurezza: richiediamo con forza l’aumento delle misure di sicurezza e, in particolar modo, l’utilizzo dei plexiglass, mascherine FFP2, steward agli ingressi, pulizia e igienizzazione dei

Altresì le OO.SS. respingono il voler attribuire unicamente alla direzione delle filiali le carenze organizzative derivanti da insufficienza di personale e malfunzionamenti procedurali.

Il Covid 19 sicuramente ha ridotto la presenza di persona dei Sindacalisti nelle filiali, ma le OO.SS. sono ben consce delle difficoltà della categoria in generale e dei dipendenti di Intesa SanPaolo della nostra Area. La condivisione con tutte le Colleghe e i Colleghi dell’evolversi della situazione è la base per ottenere risultati a favore di tutti.

Tutti i problemi evidenziati saranno oggetto di valutazione a livello di tavolo negoziale della delegazione trattante di Intesa SanPaolo.

Le OO.SS. rimangono a disposizione per ogni vostra segnalazione.

FABI- FIRST/CISL-FISAC/CGIL-UILCA-UNISIN
INTESASANPAOLO AREA PIEMONTE SUD

 

IL TEMPO DELL_ATTESA E_ FINITO _ I COORD RRSSAA NAPOLI E PROVINCIA CHIEDONO RISPOSTE IMMEDIATE 21 10 2020

 

Constatiamo che la situazione è ormai fuori controllo, è completamente assente una gestione corrente dei processi legati dell’emergenza.

Il tempo dell’attesa è finito. E’ giunto il momento che ai lavoratori siano date risposte atte a misurare il grado di affidabilità del primo Gruppo italiano.

L’Azienda deve trovare il coraggio di affrontare la paura che ormai dilaga tra i lavoratori che non si sentono più al sicuro.

L’Azienda deve assumersi la responsabilità delle innumerevoli chiusure delle Filiali che dimostrano l’inefficacia delle misure poste in atto.

I lavoratori hanno il diritto di sapere una volta per tutte perché l’Azienda non decide di mettere in atto tutte le misure che possono aumentare il grado di sicurezza nei luoghi di lavoro: dal plexiglass agli steward, dalla chiusura delle casse pomeridiane alla estensione dello smart working e alla turnazione nelle filiali così come è stata strutturata durante il lock down, dalla pulizia dei PP.OO. alle pressioni commerciali.

cliccare qui per leggere il documento

Torino: LA SICUREZZA NON È UNO SLOGAN

La tanto temuta seconda ondata è arrivata, la curva dei contagi (e dei ricoveri e dei decessi) ha ripreso a salire in modo molto consistente e certamente preoccupante. Ormai abbiamo superato la soglia dei 10.000 nuovi contagi giornalieri.  La comunità scientifica è in allerta e lancia appelli sempre più accorati per l’attuazione di misure di prevenzione più stringenti. Il Governo ha smesso di escludere ipotesi di lockdown più o meno generalizzati.

Inevitabilmente le nostre filiali – che sono inserite a pieno titolo nel tessuto sociale e partecipano della rischiosità crescente per i luoghi ad intensa frequentazione sociale – stanno tornando a registrare una crescita massiccia dei casi di contagio tra i colleghi. Il tutto in una situazione sempre più incomprensibile dal punto di vista organizzativo e di carenza ormai clamorosa di personale.

In questo contesto è inaccettabile che il primo gruppo bancario italiano – che ama così tanto vantarsi della propria responsabilità sociale – sia sordo alla richiesta delle OO.SS. e dei suoi lavoratori di incrementare gli apprestamenti a tutela della salute di colleghi e clienti. Occorre attivare senza ulteriori indugi l’installazione delle barriere in plexiglass come elemento aggiuntivo del distanziamento fisico e degli altri dispositivi di protezione all’interno dei propri locali. Inoltre, si deve garantire la presenza di un adeguato numero di steward che rendano possibile una gestione realmente ordinata ed efficace degli accessi alle filiali mediante un presidio costante delle porte di ingresso (cosa impensabile se lasciata ad esclusivo carico di organici sempre più ridotti che non sono certamente in grado di rispondere al telefono, presidiare le porte, servire i clienti, raggiungere il budget, eccetera).

È necessario definire con nettezza quali sono le priorità: soprattutto in un periodo di emergenza come quello che stiamo vivendo, i criteri organizzativi devono essere condivisi, enunciati chiaramente e le segnalazioni di criticità devono essere gestite con tempestività e con la giusta attenzione. I colleghi, con gli strumenti attualmente a disposizione, non sono in grado di affrontare la situazione quotidiana di forte stress, nonostante il costante spirito di servizio.

Continueremo a denunciare ogni situazione e a intervenire per garantire le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori.

qui il documento in pdf

LE RRSSAA FISAC CGIL E UNISIN DI MUGNANO SULLA TUTELA DELLA SALUTE DEI LAVORATORI 19 10 2020

I numerosi casi di contagio tra i colleghi delle filiali della provincia di Napoli, con le recentissime chiusure tra le altre delle filiali di Giugliano, Marano, Arzano, Nola, Frattamaggiore 2 e Mugnano, evidenziano che la pandemia ha raggiunto anche nei nostri territori una dimensione allarmante e manifestano la necessità che le misure messe in atto finora a tutela della salute dei lavoratori siano implementate e migliorate.

 

Posto in primis l’accento sull’importanza del rispetto individuale di norme e comportamenti adeguati all’emergenza sanitaria in essere nella regione Campania, non possiamo d’altro canto tacere le peculiari difficoltà ad operare nel tessuto sociale dei nostri territori in questo particolare contesto, con clientela non del tutto avvezza all’uso dei mezzi elettronici di pagamento, poco abituata a modalità di consulenza digitale o alternativa, e che pertanto si accalca all’ingresso, specie delle filiali hub, nella speranza di poter fare una operazione di cassa o di avere un colloquio col gestore anche senza appuntamento.

LE RRSSAA FISAC CGIL E UNISIN DI MUGNANO SULLA TUTELA DELLA SALUTE DEI LAVORATORI 19 10 2020

“METODO E PROATTIVITÀ” … NELLE MISURE DI PREVENZIONE

I LAVORATORI CHIEDONO URGENTI TUTELE CONTRO LA SECONDA ONDATA DEL VIRUS COVID-19

 

RAPIDAMENTE!  E’ così che si sta diffondendo il virus in questa seconda, pericolosissima, ondata dell’epidemia.

RAPIDAMENTE  chiediamo all’Azienda di reagire a tutela della salute dei Lavoratori.

 

NON BASTANO LE MISURE IN ESSERE!

OCCORRE CHE LE STESSE SIANO SUBITO RAFFORZATE!

 

OCCORRE CON OGNI URGENZA:

  • IL SERVIZIO FISSO DI STEWARD: i dipendenti delle Filiali non sono dei vigilantes!
  • LA CHIUSURA DEI SERVIZI DI CASSA POMERIDIANI;
  • RIPRISTINARE LA TURNAZIONE DEL PERSONALE;
  • INSTALLARE SCHERMI PLEXIGLASS: siamo in attesa da marzo!
  • FORNIRE MASCHERINE FFP2;
  • LA RIDUZIONE DRASTICA DEL NUMERO DI INCONTRI IN FILIALE;
  • I TERMOSCANNER A PIANTANA o misurazione della temperatura da parte dei vigilantes.
  • LA SOSPENSIONE DI TUTTI I BUDGET e….della solita rincorsa di fine anno!
  • PIU’ ATTENZIONE ALLE FILIALI NEW CONCEPT, il cui modello oggi è del tutto inapplicabile quanto a promiscuità di postazioni e a percentuali di presenze;
  • SOSPENDERE TUTTE LE RIUNIONI COMMERCIALI/LAVAGNE IN PRESENZA nelle filiali, tutelando così i partecipanti e adempiendo alle nuove prescrizioni dei recenti DPCM;
  • MIGLIORARE LA CRONICA CARENZA DEI SERVIZI DI PULIZIA.

 

L’Azienda chiede continuamente ai lavoratori l’applicazione del metodo e la proattività verso i clienti.

Noi chiediamo all’Azienda di essere “metodica” nel tutelare i Lavoratori, reagendo con velocità alla diffusione del virus.

L’Azienda ci chiede di fornire ai clienti un servizio da prima Banca del Paese.

Noi chiediamo che la nostra Banca ci tuteli da dipendenti della prima Banca del Paese.

 

Altri Istituti hanno adottato i presidi richiesti in modo più tempestivo.

Non è stata rapida, ma è arrivata solo “in zona cesarini”, la proroga del termine di rientro per i lavoratori “fragili”.

Smart working: l’Azienda riconosca a chi lavora da casa un indennizzo, o almeno il buono pasto, che tenga conto dei vari costi sostenuti come connessione internet, riscaldamento e corrente elettrica.

 

I Lavoratori si sentono “in guerra” e noi li dobbiamo difendere dal nemico vero, il Covid-19, e non dalle odiose pressioni commerciali indebite.

LA PRIORITA’ DI OGGI NON E’ RIEMPIRE LE AGENDE, SMARCARE GLI INCONTRI, LAVORARE LE LISTE, MA SUPERARE “CON SUCCESSO” LA SECONDA ONDATA DEL VIRUS MORTALE.

COORDINATORI RR.SS.AA DELLA PUGLIA
GRUPPO INTESA SANPAOLO

AREA LIGURIA: PRESSIONI COMMERCIALI E SICUREZZA IN FILIALE

DI SEGUITO TROVATE DUE COMUNICATI DELLA PROVINCIA DI IMPERIA:

IL PRIMO AFFRONTA IL PROBLEMA DELLE PRESSIONI COMMERCIALI CHE STANNO RIEMERGENDO

IL SECONDO RIGUARDA LA SICUREZZA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI

SE MI RILASSO COLLASSO

“Burn out ” è un termine di origine inglese che letteralmente significa “bruciato”, “esaurito” o “scoppiato”.

Secondo l’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il burnout è una sindrome derivante da stress cronico associato al contesto lavorativo, che non riesce ad essere ben gestito.
Da qualche anno la stragrande maggioranza dei colleghi è entrata a far parte della categoria dei “gestori di portafoglio”, e attraverso questa mutazione hanno cercato di convincerci che il nostro lavoro sia cambiato.
Bisogna adeguarsi al cambiamento, è necessario avere una mente aperta e flessibile, non guardare l’orologio, avere tanta resilienza(che va molto di moda) e sentirsi drammaticamente in colpa se in una giornata non si è riuscito a PIAZZARE niente.

RICHIESTA DI INCONTRO CON L’AZIENDA

Il nuovo DPCM appena emanato, nella sezione dedicata agli uffici aperti al pubblico

ordina che l’attività di front office per gli uffici ad alto afflusso di clienti esterni sia
svolta esclusivamente in postazioni dedicate e dotate di vetri o pareti di protezione

invita alla rilevazione della temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di
temperatura > 37,5 °C.

chiede di rafforzare ulteriormente le misure per il ricambio d’aria naturale e/o attraverso l’impianto, e di garantire la pulizia dei filtri dell’aria di ricircolo correla l’affollamento alle portate effettive di aria esterna.

dispone l’accesso dei clienti solo tramite prenotazione, consentendo la presenza
contemporanea di un numero limitato di clienti in base alla capienza dei locali

Esattamente ciò che le OO.SS. di questo Istituto chiedono da tempo, ricevendo risposte
vaghe in alcuni casi, netti rifiuti in altri casi

Abbiamo pertanto richiesto un incontro urgente in area.
In caso di mancata convocazione o di risposte inadeguate procederemo ad ulteriori iniziative nel rispetto del mandato fornitoci dai Lavoratori, garantendo sempre una costante informativa.

 

SOS FILIALI. Una richiesta di aiuto sempre più forte arriva dalle nostre Filiali!

SOS FILIALI

Una richiesta di aiuto sempre più forte arriva dalle nostre Filiali!

Siamo a metà ottobre e, dopo molti mesi complicati e difficili, nelle nostre Filiali la situazione è sempre più preoccupante. Mentre i Responsabili di Banca dei Territori parlano da mesi di “ritorno alla normalità”, di fatto la normalità non esiste.

O meglio, esiste solo per i colleghi della Rete che devono fissare appuntamenti e incontrare clienti come se nulla fosse, come e più di prima.

Da lungo tempo le OO.SS. denunciano le criticità delle Filiali, in primo luogo la mancanza di organici e il caos del modello organizzativo sempre più disorganizzato, e ciò che è accaduto in questi mesi non ha fatto altro che amplificare tali problematiche.

I colleghi delle Filiali si sentono soli, completamente soli.

Soli a destreggiarsi in un modello organizzativo che fa acqua da tutte le parti;

soli a fronteggiare delle disposizioni aziendali inapplicabili, come la gestione e il contingentamento di una clientela nervosa e arrabbiata;

soli senza le barriere protettive che ormai tutti hanno come il plexiglass;

soli nella pulizia e nell’ igienizzazione del proprio ambiente di lavoro;

soli ad interpretare norme confuse e difficilmente reperibili;

soli all’interno di Filiali, svuotate di personale.

Come se non bastasse, c’è chi tenta, poi, con discorsi più o meno velati, di scaricare sui colleghi le responsabilità di un calo dell’NPS.

Un vero atto di responsabilità sarebbe invece mettere mano finalmente a questo disordine, con un’organizzazione più funzionale e con un riequilibrio degli organici.

La nostra Azienda è vicina ai lavoratori solo attraverso news aziendali e contatti Skype, ma non offre soluzioni concrete che possano sostenere le difficoltà quotidiane dei colleghi.

Occorre intervenire per agevolare il ritorno ad un clima migliore, anche alla luce dei numerosi casi di colleghi che esprimono preoccupazione e malessere.

Questa richiesta di aiuto non può essere più ignorata da chi ha un ruolo Dirigenziale in questo territorio, gli interventi devono essere fatti e adesso, non esistono altre risposte.

Le OO.SS. e gli RLS di questo territorio continueranno nel denunciare queste criticità all’Azienda e agli Organi Competenti, nella speranza di riuscire a riportare un poco di normalità, quella vera, ai colleghi nelle nostre Filiali.

VOLANTINO SOS –> SOS FILIALI

 

 

 

AREA LIGURIA: LE RESPONSABILITA’ DELL’AZIENDA PER LA SICUREZZA DI TUTTI

Sin dall’inizio dell’emergenza COVID 19 le OO.SS nazionali di settore hanno avuto incontri con ABI e Aziende per definire le misure di protezione per i lavoratori bancari.
Anche le nostre Segreterie di Coordinamento hanno formulato richieste a Intesa Sanpaolo circa le misure di prevenzione e protezione da adottare tempo per tempo per mitigare il rischio di contagio tra i colleghi.
Analogamente anche noi come Coordinatori Territoriali abbiamo più volte sollecitato i responsabili dell’Area Liguria ad attuare tempestivamente tali misure quando ci sembrava che i tempi di esecuzione subissero eccessivi ritardi.
Lo abbiamo fatto con volantini, lettere e anche con semplici, ma dirette, richieste verbali.
A questo punto vogliamo ancora denunciare le carenze che rendono impossibile lavorare in sicurezza:
Pulizie
Già da prima dell’emergenza sanitaria abbiamo denunciato che il tempo concesso alle/agli addette/i è insufficiente per consentire l’adeguata igienizzazione degli ambienti di lavoro e gli interventi straordinari fin qui eseguiti non compensano le carenze quotidiane.                                                                              Installazione pannelli in plexiglass
Nelle filiali UBI (banca del Gruppo) e, a seguito di un intervento dell’Autorità Sanitaria, anche in una filiale di ISP della Liguria, sono già stati installati i pannelli in plexiglass.
E nelle altre?!? Perché queste differenze di trattamento?!?
Accesso alle filiali
Non è ancora stata chiarita dall’Azienda una modalità omogenea per regolare l’accesso del pubblico alle filiali: troppo spesso troviamo colleghe e colleghi all’esterno costretti ad animati confronti con la clientela. Il numero degli steward assegnati alla nostra regione è assolutamente insufficiente a garantire la copertura nelle piazze più critiche.
L’accesso solo su appuntamento ai locali è uno strumento fondamentale per tutelare la salute di tutti e va seguito in maniera rigorosa per evitare assembramenti e situazioni rischiose.
Per trovare delle soluzioni praticabili sul nostro territorio abbiamo richiesto l’incontro Trimestrale all’Azienda.
Infine non possiamo accettare che l’Azienda scarichi sulle lavoratrici e sui lavoratori la responsabilità di sanificare i locali e renderli sicuri per sé stessi e per la clientela.
Genova, 13 Ottobre 2020
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN
INTESASANPAOLO LIGURIA

fai click qui per leggere il comunicato

VOLANTINO UNITARIO DEI COORD RRSSAA AREA NAPOLI E PROV_RAFFORZARE MISURE SALUTE E SICUREZZA 12 10 2020

La recentissima proroga dello stato di emergenza sanitaria da parte del Governo non solo è la prova che la pandemia è ancora una minaccia, ma mette in risalto le contraddizioni e le imperfezioni di un insieme di misure messe in atto ad oggi, a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

Riteniamo che la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro non passi solo attraverso il rispetto di un insieme di comportamenti, che ovviamente condividiamo; riteniamo piuttosto che le misure in essere vadano rafforzate, tenuto conto delle condizioni in cui versano le Filiali, anche in virtù degli inevitabili effetti che sono scaturiti dall’apertura delle scuole.

Crediamo fermamente – anche alla luce del preoccupante andamento epidemiologico nella Regione Campania – che ai lavoratori vada riconosciuto concretamente lo sforzo, l’impegno e il senso del dovere unito al senso civico, con cui hanno affrontato sin dall’inizio questa pandemia. Pertanto, chiediamo all’Azienda che le FILIALI siano dotate senza ulteriore indugio di:

  • schermi plexiglass per le postazioni di cassa, accoglienza e gestori, trattandosi di luoghi esposti a massimo rischio di contagio;
  • steward in tutte le Filiali medie e grandi, tenuto conto delle difficoltà (spesso tradottesi in aggressioni) che i colleghi incontrano nella gestione quotidiana degli ingressi; a tal riguardo, stigmatizziamo episodi intollerabili verificatisi in numerose Filiali, in cui clienti occasionali hanno offeso, maltrattato e umiliato i lavoratori;
  • termoscanner a piantana in tutte le Filiali che consentano, in automatico, la rilevazione della temperatura di lavoratori e clienti per una migliore sicurezza.

A nostro avviso è poi necessario ripristinare la turnazione del personale attraverso un’estensione dell’utilizzo dello smart working, in coerenza con la distribuzione massiva dei computer portatili in questi ultimi mesi.

COMUNICATO UNITARIO DEI COORD RRSSAA AREA NAPOLI E PROV_RAFFORZARE MISURE SALUTE E SICUREZZA 12 10 2020

Area Torino: piovono martelli

La scorsa settimana si sono verificati due episodi decisamente “sgradevoli” nelle filiali dell’Area Torino. In un caso una collega è stata sfiorata da un martello diretto contro la sua auto parcheggiata nei pressi della filiale dove lavora. Peraltro la stessa auto era già stata oggetto di precedenti e ripetuti atti vandalici, sempre e solo nei pressi della filiale. Nelle stesse ore in un’altra filiale qualche “cliente” scriveva insulti irripetibili e accuse contro le banche e i bancari su un modulo che poi lasciava in bella vista nella zona di “accoglienza”.

Questi sono solo gli ultimi eventi di un crescendo di aggressioni verbali e anche fisiche, danneggiamenti alle proprietà dei colleghi, molestie e intimidazioni. La situazione è veramente grave e va affrontata con la dovuta attenzione.

Da un lato è ovvio che tali comportamenti sono irresponsabili quando non direttamente criminosi e non possono essere giustificati da alcuna scelta aziendale sulle modalità di servizio.

Dall’altro però è altrettanto evidente e innegabile che modalità di servizio basate sulla drastica e indiscriminata riduzione dei servizi transazionali, sulla chiusura dei punti operativi accompagnata dalla riduzione degli organici in quelli rimanenti, su informazioni confuse e contraddittorie fornite alla clientela, e sull’oggettiva impossibilità di presidiare in modo dignitoso gli accessi contingentati nelle filiali, le risposte al telefono per fissare gli appuntamenti, l’erogazione del servizio con ranghi ormai al di sotto di qualsiasi sostenibilità operativa esasperano gli animi già tesi di clientela problematica o in difficoltà.

Per quanto ci si possa esercitare in distinzioni dialettiche, la questione non eludibile è una sola: le scelte aziendali in tema di servizio e organici non giustificano in alcun modo le azioni aggressive, ma sono certamente una causa del loro incremento, soprattutto nella difficile contingenza sociale ed economica collegata al Covid. Questo è un fatto e non è in discussione.

Stando così le cose chiediamo:

Ai colleghi di segnalare prontamente e senza alcuna remora qualsiasi evento, vandalismo, minaccia, atto aggressivo anche solo verbale, molestia che li coinvolga individualmente o collettivamente o riguardi beni di loro proprietà o della banca. La segnalazione al proprio Gestore del Personale fa parte di uno specifico protocollo aziendale per la gestione degli eventi aggressivi in vigore dal 2018. Ve ne avevamo parlato qui. Vi chiediamo di mettere il vostro sindacalista in copia di tali segnalazioni. Il formale censimento di tutti gli eventi avrà il duplice risultato di impedire tentativi di minimizzazione del fenomeno e di attivare i previsti interventi mirati sui singoli episodi.

All’azienda di ripensare le modalità dell’erogazione del servizio e di ripristinare livelli di organico sufficienti per poter prestare un servizio decoroso alla clientela e per poter lavorare in modo dignitoso e sicuro.

Coordinatori FISAC/CGIL  Area Torino Intesa Sanpaolo

qui il documento in pdf

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Accordo uscite volontarie Gruppo ISP – UBI, la consulenza della Fisac Cgil

ACCORDO USCITE VOLONTARIE GRUPPO ISP – UBI, LA CONSULENZA DELLA FISAC CGIL

 
In collaborazione con INCA e FISAC PUGLIA i servizi che la FISAC CGIL ISP propone ai propri iscritti.

  • ESODO 

    La FISAC/CGIL è in grado di fornirti tutte le informazioni e calcolare la tua finestra pensionistica e l’importo del tuo assegno di esodo.Le adesioni dovranno pervenire all’Azienda entro il prossimo 9 Novembre.Per avere calcoli sull’assegno straordinario di esodo è sufficiente che tu ci faccia avere:–   il tuo Estratto conto previdenziale / Ecocert completo a tutto il 2019 (lo puoi ottenere facilmente tramite sito INPS ovvero tramite il Patronato CGIL);
    –   una busta paga successiva ad Aprile 2020.

Invia la tua richiesta tramite mail al seguente recapito, indicando in oggetto “ESODO”:

fisacisppuglia@gmail.com

 

  • PENSIONAMENTO INCENTIVATO (VECCHIAIA / ANTICIPATA E QUOTA 100)

Le adesioni dovranno pervenire all’Azienda entro il prossimo 9 Novembre; è previsto un premio di tempestività per chi aderisce entro il 20 ottobre.

Possiamo calcolare l’importo provvisorio della pensione.

Per i calcoli relativi al pensionamento, è sufficiente che ci invii:

–   il tuo Estratto conto previdenziale / Ecocert completo a tutto il 2019 (lo puoi ottenere facilmente tramite sito INPS ovvero tramite il Patronato CGIL);
–   una busta paga successiva ad Aprile 2020, copia di carta identità e codice fiscale.

Invia la tua richiesta tramite mail allo stesso recapito, indicando in questo caso in oggetto “PENSIONAMENTO …….. (indica quale opzione Vecchiaia, Anticipata o Quota 100, ) ”:

fisacisppuglia@gmail.com

Ti ricordiamo che i nostri sindacalisti sono a disposizione per darti consulenza.

FISAC GRUPPO INTESA SANPAOLO PUGLIA

COMUNICATO UNITARIO DEI COORD RRSSAA AREA NAPOLI E PROV SUL RAFFORZAMENTO DI MISURE SALUTE E SICUREZZA 07 10 2020

La preoccupante curva dei contagi in aumento, i casi COVID registrati tra i lavoratori che prestano servizio nel Palazzo di Via Toledo, la collocazione da parte dell’Azienda di un numero significativo di colleghi (Help Desk) in smart working richiedono una attenta riflessione sull’opportunità di rafforzare con urgenza le attuali misure poste a tutela della salute e sicurezza dei luoghi di lavoro.

Cliccare qui per leggere il documento

 

 

COMUNICATO RRSSAA NOCERA INFERIORE 06 10 2020

Segnaliamo l’ennesimo episodio di esasperazione della clientela che si è tradotto in minacce ed insulti ai lavoratori della Filiale, e solo il buon senso di questi ultimi ha impedito che la situazione degenerasse.

Siamo stanchi!!!

A rendere questa situazione ormai esplosiva sono le varie scelte effettuate nel corso del tempo.

Vedi chiusure sportelli, eliminazione servizio di cassa su molti punti operativi, che sono esclusivamente dettate dal mantra della continua contrazione dei costi, senza tener conto delle ricadute che queste decisioni hanno sulla salute e sicurezza dei lavoratori. Con pesanti ricadute sulla qualità del servizio offerto alla clientela, anch’essa stressata da ondivaghe scelte dagli effetti irrazionali.

Tali decisioni vengono poi smentite nei fatti, tant’è che spesso vengono adottate soluzioni diametralmente opposte a quelle stabilite.

cliccare qui per leggere il comunicato

ACCORDO USCITE VOLONTARIE GRUPPO ISP – UBI, LA CONSULENZA DELLA FISAC CGIL.

ACCORDO USCITE VOLONTARIE GRUPPO ISP – UBI, LA CONSULENZA DELLA FISAC CGIL 

In collaborazione con INCA e FISAC BO i servizi che la FISAC CGIL ISP propone ai propri iscritti.

ESODO 

La FISAC/CGIL è in grado fin da subito di fornirti tutte le informazioni e calcolare la tua finestra pensionistica e l’importo del tuo assegno di esodo.

 Le adesioni dovranno pervenire all’Azienda entro il prossimo 9 Novembre.

Per avere calcoli sull’assegno straordinario di esodo è sufficiente che tu ci faccia avere:

  • il tuo Estratto conto previdenziale / Ecocert completo a tutto il 2019 (lo puoi ottenere facilmente tramite sito INPS o richiederlo direttamente a noi)
  • una busta paga successiva ad Aprile 2020
  • se sei titolare di un’invalidità superiore al 74%, inviaci anche tutti i verbali di riconoscimento della percentuale superiore al 74%.

Invia la tua richiesta tramite mail ai seguenti recapiti, indicando in oggetto “ESODO”:

fisactutele.bo@er.cgil.it                                                                        

mariaadele.mezzanotte@er.cgil.it

PENSIONAMENTO INCENTIVATO (VECCHIAIA / ANTICIPATA, OPZIONE DONNA E QUOTA 100)

 Le adesioni dovranno pervenire all’Azienda entro il prossimo 9 Novembre; è previsto un premio di tempestività per chi aderisce entro il 20 ottobre.

Possiamo calcolare l’importo provvisorio della pensione.

Per i calcoli relativi al pensionamento (Fornero, Quota 100, Opzione Donna) è sufficiente che ci invii:

  • il tuo Estratto conto previdenziale / Ecocert completo a tutto il 2019 (lo puoi ottenere facilmente tramite sito INPS o richiederlo direttamente a noi)
  • una busta paga successiva ad Aprile 2020, copia di carta identità e codice fiscale
  • se sei titolare di un’invalidità superiore al 74% inviaci anche tutti i verbali di riconoscimento della percentuale superiore al 74%.

Inoltre bisogna segnalare sempre queste situazioni specifiche:

  • per le donne: indicare sempre le date di nascita di eventuali figli
  • per gli uomini: indicare se hanno svolto il servizio militare ed il relativo periodo
  • segnalare se si percepisce l’assegno ordinario di inabilità triennale
  • eventuale riscatto in corso di periodi di aspettativa, laurea (à Se non hai ancora effettuato il riscatto ma sei interessato a farlo puoi richiederlo direttamente a noi)

Invia la tua richiesta tramite mail ai seguenti recapiti, indicando in oggetto “PENSIONAMENTO …….. (indica quale opzione Fornero, Quota 100, Opzione Donna) ”:

fisactutele.bo@er.cgil.it

 mariaadele.mezzanotte@er.cgil.it

 Ti ricordiamo che i nostri sindacalisti sono a disposizione per darti consulenza.

FISAC TUTELE, I SERVIZI

TORINO: CONTEGGI E CONSULENZE ACCORDO DI ESODO ISP-UBI

Le adesioni dovranno pervenire all’Azienda entro il prossimo 9 Novembre.

Se sei interessato a questo esodo/pensionamento, la FISAC/CGIL è in grado fin da subito di fornirti tutte le informazioni.

In particolare, i nostri esperti sono in grado di calcolare la tua finestra pensionistica, l’importo del tuo eventuale assegno di esodo e in caso di opzione per il pensionamento incentivato (anche con Quota 100 e Opzione Donna) l’importo provvisorio della pensione.

Per avere calcoli sull’assegno straordinario di esodo è sufficiente che tu ci faccia avere:

  • il tuo Estratto conto previdenziale / Ecocert completo a tutto il 2019 (lo puoi ottenere facilmente tramite sito INPS)
  • una busta paga successiva ad Aprile 2020
  • se sei titolare di un’invalidità superiore al 74%, inviaci anche tutti i verbali di riconoscimento della percentuale superiore al 74%.

Per i calcoli relativi al pensionamento (Fornero, Quota 100, Opzione Donna) è sufficiente che ci invii:

  • il tuo Estratto conto previdenziale / Ecocert completo a tutto il 2019 (lo puoi ottenere facilmente tramite sito INPS)
  • una busta paga successiva ad Aprile 2020, copia di carta identità e codice fiscale
  • se sei titolare di un’invalidità superiore al 74% inviaci anche tutti i verbali di riconoscimento della percentuale superiore al 74%.

Inoltre bisogna segnalare sempre queste situazioni specifiche:

  • per le donne: indicare sempre le date di nascita di eventuali figli
  • per gli uomini: indicare se hanno svolto il servizio militare ed il relativo periodo
  • segnalare se si percepisce l’assegno ordinario di inabilità triennale
  • eventuale riscatto in corso di periodi di aspettativa, laurea.

Il servizio è riservato agli iscritti alla FISAC/CGIL di Torino e dell’intera provincia.

Manda tutti i documenti via mail a (barrera@fisac.net) e ti risponderemo al più presto.

NOTA BENE. Le richieste di conteggio dovranno pervenire tassativamente entro venerdì 30 ottobre. Non possiamo garantire la lavorazione delle richieste pervenute dopo tale data.

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L_EMERGENZA CONTINUA _ I COORD FISAC CGIL RRSSAA AREA NAPOLI E PROV E AREA CAMPANIA 02 10 2020

La decisione aziendale di riaprire le casse al pubblico nel pomeriggio, anche per le sole filiali hub, appare quanto meno improvvida, alla luce dell’aumento dei casi di covid-19, in particolare nella nostra regione.

Tanto più che le filiali hub sono le più grandi e quindi sono quelle che hanno il maggior affollamento di utenza.

Tale decisione cade, per giunta, in un momento di grande confusione e disorganizzazione aziendale, in cui le filiali sono gravate dal problema della misurazione della temperatura alla clientela e devono fare i conti con una drammatica carenza di organici.

 

Cliccare qui per leggere il documento

Pretese commerciali in tempo di Covid!

Il 2020 è un anno completamente diverso da quelli che lo hanno preceduto a causa della diffusione del Coronavirus.

La progressiva chiusura di attività commerciali e la limitazione degli spostamenti, culminati con il confinamento casalingo hanno prodotto un enorme disagio in tutti noi, prima di tutto come cittadini, ma anche come lavoratori ed utenti.

Le Banche hanno dovuto adattare repentinamente l’organizzazione del lavoro ed il servizio alla clientela all’emergenza sanitaria in corso.

Nelle Direzioni Generali si è fatto ricorso in forma massiccia al lavoro agile o comunque a distanza, mentre nella rete delle filiali, pur con limitazioni e turnazioni si è comunque continuato a lavorare in condizioni difficilissime.

I colleghi hanno dovuto sostenere uno stress enorme!

Alle angosce e preoccupazioni dovute alla pandemia della sfera familiare e personale si sono sommate le condizioni di lavoro per chi è rimasto in prima linea.

Sia chiaro che non si sta contestando la scelta di tutelare i soggetti ad alto rischio per immunodepressione, le donne in gravidanza e puerperio o chi è soggetto a gravi patologie.

È però vero che ci preoccupano i “superstiti” rimasti in ufficio, perché lavorare a ranghi ridotti è molto pesante! Anche perché ricevere la clientela per appuntamento significa dover gestire moltissime telefonate di clienti che legittimamente, anche solo per richiedere gli appuntamenti, chiamano in filiale.

Per non considerare poi il crescente nervosismo da parte della clientela, spesso sfociato in episodi di rabbia ed aggressività nei confronti dei colleghi “colpevoli” di non servirli come essi si aspettano a causa delle restrizioni dovute al contenimento dei contagi.

Ebbene cosa sta facendo la Banca?

Da inizio estate, o meglio da quando il governo ha riaperto la possibilità di spostarsi senza limitazioni, è stato veicolato il messaggio che “siamo come a febbraio” come se la pandemia non esistesse…

 

Leggi il volantino unitario dei Coordinamenti RSA INTESA SANPAOLO SARDEGNA

 

 

 

FINO AL 9 OTTOBRE SI PUÒ RICOMPILARE “TETI”: È FONDAMENTALE PER I PERCORSI PROFESSIONALI

Come vi avevamo preannunciato qui, ieri è stata riaperta – fino al 9 ottobre – la possibilità di compilare l’autorilevazione delle competenze (TETI).

Sottolineiamo ancora una volta che TETI è uno degli elementi fondamentali per il raggiungimento degli indicatori che consentono l’avvio e/o il completamento del proprio percorso professionale, nonché dell’erogazione di 100€ per i 3A4L e QD1 con complessità “A” e offerta fuori sede.

Un’autorilevazione realizzata in modo “superficiale” o distratto può precludere il proprio percorso professionale.

Per tutti gli approfondimenti tecnici potete consultare la nostra Guida ai Ruoli Professionali

Ricordiamo ai colleghi interessati dell’Area Torino e provincia che siamo a disposizione per consulenze personalizzate rispetto alla compilazione TETI.

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MA QUALE VELOCITÀ?

Reattività, flessibilità, velocità”: Intesa Sanpaolo ci vuole così!

A ribadirlo è stato il Dott. Barrese nell’ultimo livecast del 24 Settembre, con riferimento all’auspicato modus operandi dei lavoratori della Banca. Quanto alla reattività e alla flessibilità, per ora ci limitiamo ad esternare un paio di riflessioni, ma ci ripromettiamo di entrare nei dettagli nel prossimo futuro.

Riteniamo arduo immaginare un lavoratore più flessibile e reattivo del dipendente Intesa Sanpaolo, il quale durante la sua giornata lavorativa deve: occuparsi di lavorare le liste dei clienti, contattare la clientela, programmare gli incontri (per i gestori di filiale almeno 5, secondo quanto “suggerito” dall’azienda), partecipare alle frequenti e spesso improvvise riunioni Skype, occuparsi di tutte le incombenze amministrative, spesso foriere di insidiosi pericoli di perdite patrimoniali (ci riferiamo a successioni, disconoscimenti carte, operazioni internet, risposte ai reclami in esponenziale aumento), rispondere al telefono (altrimenti il KPI soffre….), lavorare pratiche di mutuo o finanziamento, proporre investimenti, studiare il funzionamento dei prodotti che propone e delle procedure operative, leggere la normativa e “studiare” i corsi, e non farli scorrere senza ascoltarli o leggerli durante la giornata lavorativa perché, appunto, manca il tempo….. Il tutto, poi, in un ambito lavorativo in cui il personale è sempre più risicato, a seguito dei continui e cospicui tagli (la solita e più volte ribadita CARENZA DI PERSONALE).

Reattività e flessibilità, però, possono ben poco quando manca la velocità (ovviamente il Dott. Barrese si riferiva a quella dei dipendenti….. Ça va sans dire!).

Ci sfugge quale tipo di credibilità possa avere una Banca nel parlare di velocità quando i suoi dipendenti sono costretti a barcamenarsi tra procedure che si bloccano in continuazione, tempi biblici di risposta dei programmi, rotelle che girano all’infinito sullo schermo fino a quando l’immancabile faccina rossa dall’espressione dispiaciuta segnala la mancata conclusione delle procedura….il tutto con la clientela che assiste impotente e rassegnata alle falle tecnologiche del gruppo bancario più importante d’Italia.

Abbiamo invitato i lavoratori a segnalare le disfunzioni tecnologiche all’Help Desk con apertura ticket seguendo il percorso: La mia scrivania – Applicazioni – Applicazioni Web oppure La mia scrivania – Postazione di lavoro – PC fisso. 

I colleghi del supporto tecnologico fanno ciò che possono e, dopo aver provveduto all’inutile pulizia del pc dai files non utilizzati e dai cookies, rispondono immancabilmente che “il problema della lentezza dei pc è in analisi”, in alcuni casi riferiscono espressamente che il modello del pc utilizzato dai colleghi è obsoleto, e poi chiudono il ticket – naturalmente senza risolvere il problema – con l’immancabile frase che l’azienda ha disposto di utilizzare: “A seguito di analisi effettuate il pc ha evidenziato un rallentamento con conseguente degrado delle performance legato alla necessità di innalzare i requisiti di sicurezza dei sistemi. Si stanno valutando delle soluzioni atte a mitigare il degrado da applicare all’intero parco PC”.

In un quadro generale di riduzioni continue di organico, la Banca ci chiede di essere reattivi, flessibili e veloci ma ci lascia andare allo sbando di fronte alle richieste dei clienti, facendoci lavorare con macchine che, allo stato attuale, risultano più somigliare a vecchie caffettiere che a moderni PC funzionanti.

“Una Banca “campione d’Europa per valore di borsa e per capacità di generare utile netto” (Messina dixit!), non può far lavorare i propri dipendenti con mezzi inadeguati soprattutto quando la stessa Banca pretende velocità e si affida a società di consulenza per sminuzzare l’operatività quotidiana del dipendente, analizzarla ed assegnare ad ogni attività una presunta tempistica massima di esecuzione. Che senso ha programmare nel dettaglio un insieme di attività e procedure se il presupposto del corretto funzionamento delle attività (ovvero il funzionamento dei PC) viene meno?

Verrebbe da chiedersi se non sia il caso che i vertici aziendali, prima di occuparsi della velocità dei dipendenti, operino  un’attenta analisi sulla propria reattività e velocità nel risolvere le fondamentali problematiche che non ci permettono il normale espletamento dell’attività lavorativa: dal problema tecnologico all’inopportuna introduzione di nuove  procedure (NAG, NUOVO ABC, CRUSCOTTO POTERI tanto per fare degli esempi), dal funzionamento delle task force al gestore remoto, dalla rivalutazione del ruolo degli specialisti all’inadeguatezza dei presidi sanitari (ricordate la vicenda PLEXIGLASS?), dalle pressioni commerciali alla programmazione della formazione, fino ad arrivare all’ormai improcastinabile carenza di personale.

 

COORDINAMENTO RSA FISAC – LOMBARDIA NORD

 

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