Archivio News dai Territori

NOVITA’ IN MERITO ALL’OBBLIGO DI TIMBRATURA IN ENTRATA/USCITA

In occasione della riunione dello scorso Venerdì l’azienda ha comunicato l’intenzione di voler procedere, per tutto il personale del Gruppo ISP e con decorrenza già da Lunedì 12 aprile, alla sospensione dell’obbligo di timbratura in entrata/uscita per la rilevazione delle presenze, come già in uso nel Gruppo UBI. Le nuove regole operative, secondo quanto affermato, saranno emanate a breve.

Si tratta di una decisione unicamente aziendale in merito alla quale come FISAC nutriamo forti riserve, nei prossimi incontri infatti richiederemo all’azienda di definire chiaramente le norme di raccordo con le previsioni del CCNL in materia di prestazioni eccedenti l’orario di lavoro, per garantirne il riconoscimento.

In attesa dei suddetti chiarimenti, anche in considerazione dei gravosi impegni derivanti dall’integrazione/migrazione di UBI che caratterizzeranno i prossimi giorni, raccomandiamo a tutte/i le/i colleghe/i di prendere scrupolosamente nota degli impegni lavorativi eccedenti il normale orario di lavoro, comunque timbrando.

FISAC CGIL GRUPPO INTESA SANPAOLO
COORDINAMENTO RR.SS.AA. AREE LOMBARDIA SUD E LOMBARDIA EST

12 APRILE 2021: INCORPORAZIONE DI UBI IN ISP

12 APRILE 2021: INCORPORAZIONE DI UBI IN ISP

Un benvenuto alle colleghe e ai colleghi!

Tante ancora le criticità irrisolte!

 

Diamo innanzitutto il nostro benvenuto a tutte le colleghe ed i colleghi ex UBI con cui da oggi condivideremo il percorso di vita lavorativa!

Auguriamo buon lavoro al nuovo Direttore Regionale e a tutto il suo staff di Collaboratori.

Auspichiamo che i rapporti con la Fisac e le altre Organizzazioni Sindacali siano improntati, nel rispetto dei ruoli, ad ottenere le migliori condizioni di lavoro per tutti i colleghi della Puglia.

 

Tante sono le situazioni che continuano a destare forti preoccupazioni tra i lavoratori.

Ad oltre un anno dall’inizio della pandemia, siamo ancora in attesa di:

  • plexiglass per le postazioni dei gestori;
  • termoscanner a pianata in tutte le filiali;
  • mascherine FFP2;
  • INDISPENSABILE E IMPROCRASTINABILE SERVIZIO CONTINUO DI VIGILANTES, specialmente nelle filiali con maggior afflusso di clientela;
  • adeguata formazione per i colleghi ex Ubi.

Forte allarmismo continua a destare l’incessante processo di pressioni commerciali indebite, che continueremo a contrastare senza “se” e senza “ma”!

A tutto ciò si aggiunge oggi la fortissima preoccupazione per il c.d. “New Way of Working” (New WOW) ossia il nuovo modello organizzativo che l’azienda intende attuare nelle filiali con un numero di lavoratori superiore a dieci. In dette filiali, le postazioni di lavoro saranno in numero ridotto, in termini percentuali, rispetto al numero delle persone assegnate. E’ dall’inizio della pandemia che diciamo che è divenuto anacronistico e travolto dagli eventi il modello “new concept” che la Banca, pre-crisi sanitaria, voleva estendere a tutte le filiali. Adesso l’Azienda, con un colpo di spugna ancora più anacronistico, vuole estendere di fatto alla stragrande maggioranza delle filiali un modello che estremizza ancora di più tutte le criticità emerse per le New Concept. Non si tratterà più solo di un uso promiscuo dei salottini e degli uffici di “co-working”, ma di una vera e propria “lotta” a trovare una postazione di lavoro libera.

Non solo. Assistiamo in questi giorni di recrudescenza della epidemia covid-19 e delle sue varianti, alla creazione di uffici pollaio in cui vengono sostituite le scrivanie con delle postazioni uniche che andranno condivise tra numerosissimi lavoratori, il tutto con evidenti maggiori pericoli sulla salute dei colleghi. Uffici in cui mancheranno adeguati spazi per riporre le pratiche in lavorazione e da archiviare ed in cui è facile prevedere un inquinamento acustico fonte di ulteriore stress da lavoro correlato.

Ancora! I diffusi e spesso per noi incomprensibili accorpamenti già preannunciati, aumenteranno il sovraffollamento delle filiali residue e la soluzione individuata (condivisione di postazioni inferiori al numero dei colleghi) potrà solo aumentare i pericoli sulla salute dei lavoratori connessi sia al rischio contagio che all’equilibrio psico-fisico (stress da lavoro correlato).

 

A fronte di tutte queste preoccupazioni, vigileremo affinché nei nostri territori siano nel concreto rispettate leggi, normative aziendali e protocolli, denunciando sempre e comunque comportamenti illegittimi che ledano la salute delle lavoratrici e dei lavoratori.

A questo riguardo, Vi invitiamo a segnalarci subito qualsiasi abuso o situazione di irregolarità che dovesse manifestarsi sul vostro luogo di lavoro.

Questo periodo di emergenza sanitaria ci impone molta prudenza per tutelare la salute dei lavoratori e non essere fonte involontaria di ulteriori contagi. Il nostro rigoroso rispetto dei protocolli di sicurezza, ci ha impedito di potervi incontrare fisicamente tutte le volte che avremmo voluto.

Siamo però sempre vicini ad ognuno di voi. Vi confermiamo tutta la nostra disponibilità ad ascoltarvi ed assistervi anche in questo periodo così difficile.

Proprio per consentire a tutte e tutti di avere dei pronti riferimenti Fisac nel Gruppo Intesa Sanpaolo, vi riportiamo di seguito i nomi e i numeri di telefono dei principali referenti Fisac CGIL in Puglia:

ANTEZZA GIANCARLO           338 3388445

DE LEO FRANCO                      347 5605887

FIORINO EMANUELE              333 5885536

LOPEZ ROSALIA                       345 3651350

VERGARI ELISA                        347 6875820

VILLASMUNTA ROBERTA      338 5718898

Coadiuvati dalla rete di RSA e dirigenti provinciali.

 

12/04/2021  FISAC CGIL INTESA SANPAOLO PUGLIA

DA LUNEDI’ 12 APRILE E’ SOSPESO L’OBBLIGO DI TIMBRATURA IN ENTRATA ED USCITA’ PER TUTTO IL PERSONALE DEL NEO GRUPPO ISP: E’ NECESSARIO FARSI AUTORIZZARE PREVENTIVAMENTE E PRENDERE SCRUPOLOSAMENTE NOTA DELLO STRAORDINARIO.

In occasione della trattativa relativa all’ armonizzazione ISP UBI e al rinnovo del CC2L di Gruppo, che, a far data da lunedì 12 aprile, E’ SOSPESO L’OBBLIGO DI TIMBRATURA IN ENTRATA ED USCITA’ PER TUTTO IL PERSONALE DEL NEO GRUPPO ISP, come già in uso nel Gruppo UBI.

L’Azienda ha dichiarato che rispetto a questa novità le regole operative saranno diffuse nei prossimi giorni.

Come FISAC CGIL abbiamo espresso le nostre riserve rispetto all’introduzione di questa novità, per i tempi e le modalità: nei prossimi giorni l’impegno della nostra organizzazione è di definire chiaramente le norme di raccordo con le previsioni del CCNL in materia di prestazioni eccedenti l’orario di lavoro, per garantirne il riconoscimento.

In attesa di procedere ai necessari e doverosi chiarimenti, anche in considerazione dei gravosi impegni che i colleghi dovranno affrontare nei prossimi giorni, INVITIAMO TUTTI I COLLEGHI A FARSI PREAUTORIZZARE LO STRAORDINARIO E A PRENDERE SCRUPOLOSAMENTE NOTA DEGLI IMPEGNI LAVORATIVI ECCEDENTI IL NORMALE ORARIO DI LAVORO PERCHE’ NON VERRANNO PIU’ RILEVATE IN AUTOMATICO LE MAGGIORI PRESTAZIONI (MAG).

 FISAC CGIL GRUPPO INTESA SANPAOLO – AREA EMILIA EST

STOP TIMBRATURE DAL 12 APRILE

 

 

Nuova modalità di rilevazione presenze

Vi comunichiamo le informazioni che abbiamo avuto in relazione alla prosecuzione del confronto del 9 aprile sull’integrazione di UBI in ISP.

Durante l’incontro l’azienda ha rassegnato le proprie posizioni, che presentano ancora distanze rispetto alle richieste avanzate.

Nel corso della riunione l’azienda ha inoltre comunicato l’intenzione di voler procedere comunque alla sospensione della timbratura per la rilevazione delle presenze, come decisione unicamente aziendale in quanto il tema è stato escluso da quelli che faranno parte di un eventuale accordo di armonizzazione.

L’azienda ha sostenuto che il nuovo processo avrà decorrenza per tutto il Gruppo già dal 12 aprile e che nei giorni immediatamente successivi verranno emanate le regole operative.

La FISAC CGIL ha ribadito le sue forti riserve in materia. Nei prossimi giorni verrà comunque affrontata la materia con la richiesta all’azienda di definire chiaramente le norme di raccordo con le previsioni del CCNL in materia di prestazioni eccedenti l’orario di lavoro, per garantirne il riconoscimento.

Nelle more di questi doverosi chiarimenti, anche in considerazione dei gravosi impegni che i colleghi dovranno affrontare nei prossimi giorni di migrazione, invitiamo tutti i colleghi a prendere scrupolosamente nota degli impegni lavorativi eccedenti il normale orario di lavoro.

La trattativa riprenderà nella mattinata di lunedì 12.

.

.

COMUNICATO UNITARIO RRSSAA AV BN SA SULLA OPERAZIONE DI FUSIONE UBI_ISP 9 APRILE 2021

A poco più di 72 ore dall’integrazione di UBI in ISP, il segnale che l’azienda lancia ai dipendenti è quello di una profonda e radicale disorganizzazione, oltre che di una scarsa attenzione alla salute delle risorse. Un anno di pandemia e di morti per Covid nel settore bancario avrebbe dovuto insegnare qualcosa a questa azienda, che invece sembra interessata più agli aspetti di facciata, all’andamento dei mercati e dei profitti, che a proteggere i propri dipendenti dal rischio di contagio per coronavirus. A oggi, infatti, a oltre un anno dall’inizio della pandemia, la maggior parte delle filiali e le sedi di lavoro risultano essere ancora sprovviste dei pannelli plexiglass e dei termoscanner promessi. Probabilmente l’obiettivo del management, in un’ottica di contenimento dei costi, è quello di aspettare l’immunità di gregge o magari la fine della pandemia, piuttosto che investire nell’acquisto di schermi protettivi!! L’assenza dei plexiglass e la scarsa igienizzazione dei luoghi di lavoro sono però solo la punta di un iceberg di problemi che interessano il nostro territorio e che come OO.SS non siamo più disposte a tollerare.

cliccare qui per leggere il comunicato

Area Liguria: Domande dalla zona rossa

A distanza di oltre nove mesi dalla nostra prima lettera del 6 luglio, torniamo a interpellarVi per fare chiarezza sull’applicazione di alcune norme che, per la loro vaghezza, si prestano purtroppo alle interpretazioni più varie.

TURNI: come è noto la nostra Provincia (e in precedenza alcuni suoi distretti) è stata oggetto di misure restrittive –c.d. Zona rossa e Zona Arancione rafforzata –che hanno comportato nelle filiali sopra i 12 addetti, il lavoro su turni. La relativa comunicazione al personale è avvenuta in tempi e modi disomogenei: alcuni  colleghi lo hanno saputo la sera prima, altri la mattina stessa prima di uscire di casa, altri ancora hanno scoperto se erano in turno o meno solo quando sono arrivati in Filiale (vanificando peraltro il senso della turnazione, che prevede assenza di contatti tra turni).

DOMANDA: non essendo purtroppo una sorpresa il possibile ritorno in zona rossa, non e’ piu’ pratico formare a priori le squadre stabilendo gia’ chi fara’ il primo turno in caso di necessita’?

ATTIVITA’ CONSENTITE: sempre in caso di zona rossa, la Banca ha dettagliatamente elencato l’operatività di cassa effettuabile su appuntamento. Sorgono a questo punto diversi problemi,

legati al mancato turnover e a scelte gestionali: in diverse filiali non ci sono più almeno due cassieri

DOMANDA: nelle giornate in cui non è presente un cassiere, le suddette attività non vengono effettuate oppure si obbliga un altro gestore che normalmente non svolge tali mansioni a compierle, assumendosi i relativi rischi operativi  ?

ATTIVITA’ CONSENTITE/2: oltre alle annose questioni “porta in manuale o in automatico” e “accesso ai TARM interni” anch’esse declinate nelle modalità più varie, abbiamo assistito in questi giorni a interpretazioni fantasiose delle altre motivazioni per le quali i clienti potevano accedere alla Filiale (era un appuntamento già fissato, le campagne scadono, anche un investimento o la stipula di una polizza Xme Salute possono essere urgenti).

DOMANDA: potreste  portare a conoscenza di tuttoil personale quali sono le operazioni effettuabili extra cassa nei periodi di c.d. Zona Rossa e le modalità di accesso della clientela ?

SMART SOMETHING: nelle giornate di non presenza i colleghi possono svolgere alternativamente attività formative o lavoro da casa. Ad alcuni colleghi è stato  chiesto di fare entrambe le cose.

DOMANDA: è legittima tale richiesta?

SMART LEARNING:  Ad alcuni colleghi è stato  chiesto di relazionare la Direzione sulla quantità di ore svolte durante la giornata a casa.

DOMANDA: i Responsabili di Filiale non hanno uno strumento per verificare tale dato, o si tratta di una –a questo punto inutile e indebita –forma di pressione e di controllo a distanza?

TERMOSCANNER: mentre siamo ancora in attesa da oramai un mesedei plexiglas per tutti, stiamo assistendo in questi giorni all’installazione dei termoscanner.

DOMANDA: nelle filiali senza guardia (quasi tutte!) chi dovra’ verificare che i clienti all’ingresso si misurino correttamente la temperatura?

TRASFERIMENTI 12 APRILE: purtroppo ci sono alte probabilita’ che anche la prossima settimana la nostra provincia cada ancora in zona rossa.

DOMANDA: si effettueranno ugualmente i trasferimenti preventivati o non sarebbe piu’ coerente ed opportuno rinviarli?

Infine un’ultima domanda non inerente alla zona rossa, ma di stretta attualita’:

COLLOQUI DI VALUTAZIONE: in diversi colloqui di restituzione della valutazione, abbiamo constato la presenza in remoto del Gestore del Personale. Si è trattato, almeno inizialmente, di colloqui su valutazioni in peggioramento. Il manuale della Banca attribuisce alla Funzione del Personale un’attività di presidio metodologico e di supporto/consulenza, ma non parla di presenza al suddetto colloquio, che riteniamo sarebbe da evitare in quanto potenzialmente in grado di alterarne lo svolgimento  sotto l’aspetto psicologico

DOMANDA: è lecita la presenza di un soggetto terzo rispetto a quelli elencati nel manuale e, in caso positivo, è possibile chiedere con anticipo al colloquiato se intende avvalersi della presenza di un Rappesentante Sindacale ?

Fai click per leggere il comunicato unitario della provincia di Imperia

LE ESIGENZE DELLA SARDEGNA AL TAVOLO DI CONTRATTAZIONE DI GRUPPO

Nella mattinata del 31 marzo, si è tenuta la riunione tra i coordinatori di Area Sardegna e le Segreterie di Gruppo, che si è conclusa con la condivisione unitaria di portare al tavolo aziendale le ormai insostenibili difficoltà che le lavoratrici ed i lavoratori  ISP di questo territorio affrontano da troppo tempo.

A seguire si è tenuto l’incontro con l’Azienda nel quale le OOSS unitariamente hanno riportato quanto emerso dalla precedente riunione.

Le delegazioni di Gruppo hanno evidenziato quanto già denunciato nei numerosi comunicati del Coordinamento di Area Sardegna:

le pressioni commerciali sono ulteriormente aumentate in tutta Italia, nonostante la pandemia, e aggravate dalla nuova organizzazione aziendale che ha portato ad un inasprimento del carico di lavoro sulle tutte le filiali del gruppo;

il passaggio della clientela al  portafoglio dinamico e la creazione non ancora chiara delle filiali Agribusiness, dove viene spostato il personale che seguirà quel segmento di clientela, sta creando un ulteriore impoverimento del personale delle filiali retail, con un impatto insostenibile in termini di trasferimenti e svilimento anche dei ruoli.

Tutto questo pesa ancora di più per l’assenza da troppo tempo di assunzioni, a fronte invece di esodi che gravano sui colleghi rimasti in servizio e ormai allo stremo.

Le dichiarazioni aziendali di circa 10 nuove assunzioni nella FOL di Cagliari, benché lascino ancora irrisolta la questione della mancanza di personale nelle filiali tradizionali, rappresentano un primo timido ma positivo segnale per provare ad affrontare il problema.

Pertanto la delegazione sindacale unitariamente ha ribadito l’urgenza di nuove assunzioni in tutta la Sardegna, nel rispetto degli accordi sottoscritti che dichiarano prioritarie le assunzioni al Sud e nelle aree disagiate (la Sardegna rientra in entrambe le casistiche!).

Ci aspettiamo che nei prossimi incontri l’Azienda dia credito a quanto richiesto.

Come Coordinamento di Area Sardegna, insieme alle Delegazioni Trattanti, siamo pronti a proseguire il confronto fino al raggiungimento degli obbiettivi e, anche dopo la chiusura della trattativa in corso per la fusione con UBI, a proseguire unitariamente con ogni azione utile al conseguimento di nuova occupazione qualora le nostre richieste risultassero inascoltate.

Questa nostra rivendicazione ha la forza del sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori del nostro territorio: con questa forza, in attesa di ulteriori segnali concreti da parte dell’Azienda, valuteremo insieme tempestivamente come portare avanti una eventuale mobilitazione su un tema fondamentale per questa regione.

La data di scadenza della procedura contrattuale che impegna il nostro tavolo è il 12 Aprile siamo certi che la ricorrenza, proprio in questa data, dello scudetto del Cagliari del 1970 ci porterà fortuna!

Cagliari, 02 Aprile 2021

 

Delegazioni Trattanti Gruppo Intesa Sanpaolo

Coordinatori Area Sardegna Gruppo Intesa San Paolo

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIM

ESIGENZA SARDEGNA 02 04 2021

Agli iscritti al Fondo di Previdenza CRFirenze

Il Fondo di Previdenza per il personale della Cassa di Risparmio di Firenze trae origine dall’art. 15 della Legge 20/2/1958 n. 55, che autorizzava alcune aziende bancarie a costituire enti previdenziali sotto forma di Fondazioni esonerandole nel contempo dall’obbligo di iscrivere i dipendenti all’Inps e di versarvi quindi i relativi contributi previdenziali (da qui la definizione di Fondo ex esonerativo). Fu così che nel 1959 veniva raggiunto un accordo fra la Cassa di Risparmio di Firenze e le OO.SS. per la definizione dello Statuto e delle prestazioni del Fondo la cui operatività fu poi autorizzata con il successivo D.P.R. 14/2/1963 n. 439.

In sostituzione dell’iscrizione all’Inps fu concessa quindi la possibilità di costituire un Fondo di Previdenza Esonerato, sotto forma di Fondazione sottoposta alla vigilanza del Ministero del Lavoro, con bilancio separato e autonomo rispetto all’Azienda, comunque responsabile in solido delle obbligazioni del Fondo stesso, amministrato da un Consiglio di Amministrazione a composizione paritetica (composto cioè da un numero uguale di rappresentanti dell’Azienda e del personale).

Per effetto della Legge 218/90 e del successivo d.lgs. 357/90, a far data dal 1/1/1991, il Fondo: cessava di essere esclusivamente sostitutivo – dipendenti e pensionati venivano quindi iscritti all’Inps in una apposita Sezione Speciale -; e veniva trasformato in Fondo Integrativo a prestazione definita. Tale trasformazione manteneva comunque in carico alla Banca le garanzie per il trattamento riservato al personale che vi era stato iscritto fino al 1990.

Alla luce delle modifiche di legge e della adeguatezza patrimoniale del Fondo nonché delle sue prospettive di rendimento a far tempo dal 1/1/1991 è cessata la contribuzione a favore del Fondo di Previdenza sia a carico aziendale che degli iscritti

A oggi sono iscritti al Fondo di previdenza coloro che erano stati assunti in Cassa di Risparmio di Firenze fino al 31 dicembre 1990.

Il Fondo di Previdenza ex-Esonerato dal 1991 ha quindi la funzione di integrare la pensione erogata dall’Inps al fine di garantire, con un massimo di 35 anni di anzianità contributiva:

  • l’85% dell’ultimo stipendio (ragguagliato ad anno) per Ausiliari, Impiegati e Quadri di 1°, 2° e 3° livello (no ex Funzionari)

  • semplificando, perché il nuovo statuto in vigore dal 2011 ha introdotto una diversa definizione basata sui livelli di retribuzione, l’82% per Quadri di 3° e 4° livello (ex Funzionari) e per i Dirigenti diventati tali dopo il Ccnl dell’11/7/1999, nonché all’82% per i Dirigenti diventati tali prima del Ccnl 11/7/1999 e con 37 anni di anzianità contributiva.

Lo scopo del Fondo dunque era ed è quello di assicurare un trattamento previdenziale complessivo (Inps + Fondo) nel rispetto delle regole sopra indicate.

L’art. 7 dello Statuto del Fondo prevede la possibilità di richiedere modifiche statutarie su proposta di almeno 500 iscritti (attivi o pensionati). L’Associazione Pensionati ha presentato una serie di modifiche che sono state valutate dal CdA del Fondo di Previdenza che ne ha approvate alcune. Le modifiche proposte dall’Associazione Pensionati che sono state anche deliberate dal C.d.A del Fondo, per divenire operative previa presentazione alla Vigilanza, ai sensi dello Statuto dovranno anche essere approvate dalla maggioranza assoluta degli iscritti al Fondo, mediante referendum.

Le modifiche statutarie che saranno sottoposte a Referendum non più tardi del mese di maggio 2021, consistono in:

  • richiamo delle norme di Legge e statutarie sulle garanzie a carico della Banca con riferimento alla prestazione anche in caso di fusione del Fondo in altro Fondo pensione;

  • in caso di fusione del Fondo, possibilità di prevedere l’erogazione, a richiesta dell’iscritto e previa opportuna informativa individuale, di uno zainetto al posto della rendita;

  • indicazione dei criteri necessari a stabilire il capitale dello zainetto, sulla falsariga di quanto già attuato per precedenti accordi di confluenza nel Fondo a Prestazione definita del Gruppo Intesa Sanpaolo

In caso di approvazione dei quesiti referendari, lo Statuto del Fondo risulterà modificato con l’introduzione delle nuove previsioni che pertanto saranno il riferimento in caso di future trattative di confluenza nel Fondo a prestazione definita del Gruppo. In tal caso quindi sarà già lo Statuto che prevedrà, in caso di fusione del Fondo, la possibilità, a scelta di ogni singolo lavoratore/pensionato, di poter trasformare la propria rendita integrativa (in pagamento o attesa), in un capitale, il c.d. zainetto, come peraltro anche i precedenti accordi di confluenza avevano comunque previsto.

La confluenza nel Fondo a Prestazione definita di Gruppo con accordo sindacale operata nel corso degli anni ha sempre previsto il mantenimento delle prestazioni come definite dagli Statuti dei fondi confluenti nonché la conservazione delle eventuali garanzie come originariamente pattuite.

La gestione del patrimonio del Fondo a Prestazione definita di Gruppo, come pure del Fondo CRF è regolata dalla Legge e deve essere affidata a gestori indipendenti tramite gara pubblica nel rispetto dei limiti sul conflitto di interessi. Il C.d.A del Fondo a Prestazione definita del Gruppo è parimenti a composizione paritetica con presenza di rappresentanti degli iscritti (in servizio e pensionati) da questi eletti.

Come di consueto. vi terremo informati non solo del progredire delle operazioni referendarie ma anche dell’eventuale avvio di trattative sindacali finalizzate alla confluenza del Fondo di previdenza CRF nel Fondo a Prestazione definita di Gruppo.

Le RSA Fisac Cgil Intesasanpaolo Firenze

Non bisogna fomentare la tensione

Ieri e questa notte alcune filiali di ISP sono state oggetto di atti vandalici da parte di un’organizzazione ambientalista che anche attraverso queste azioni intende portare l’attenzione sulla grave situazione ambientale generale e sul perdurare di politiche di finanziamento delle fonti di energia fossile da parte di molte istituzioni finanziare tra cui appunto ISP.

Il tema ambientale è assolutamente centrale nel percepito sociale e la FISAC stessa, in coerenza con le scelte della CGIL, ha assunto da tempo un preciso, pubblico e concreto impegno rispetto alle questioni del rinnovamento energetico. A partire – ad esempio – dal farsi promotrice di specifiche linee di investimento sostenibile nell’ambito dei fondi previdenziali per i colleghi del Gruppo.

Tuttavia non possiamo che prendere le distanze da iniziative come quelle che hanno coinvolto le filiali dove lavorano i nostri colleghi. Per quanto si sia trattato di atti sostanzialmente non violenti e che non hanno coinvolto direttamente i dipendenti, questo tipo di iniziative aumenta inevitabilmente il clima di tensione in cui i lavoratori delle banche sono costretti a garantire il servizio essenziale che hanno svolto quotidianamente, anche nei momenti più duri della diffusione del virus, peraltro – è doveroso ricordarlo sempre – con gravi rischi per la salute personale.

Le sempre più difficili condizioni sociali ed economiche determinate dalla pandemia, unite a politiche aziendali di gestione del servizio improntate al più estremo contenimento dei costi rendono il lavoro dei colleghi estremamente difficile, stressante e pericoloso. In questo clima non c’è causa che possa giustificare un’ulteriore innalzamento della tensione. Così come è necessario che l’azienda ripensi radicalmente le proprie modalità di erogazione del servizio.

FISAC/CGIL Area Torino Intesa Sanpaolo

.

LA BANCA TIENE AI NUMERI… MA CI SONO NUMERI E NUMERI

Venerdì alcuni colleghi delle filiali Exclusive hanno ricevuto l’invito a lavorare la campagna commerciale “Contatta i clienti che cambieranno gestore” che li esortava a salutare i clienti del loro portafoglio perché non sarebbero più stati i loro gestori, senza peraltro potergli comunicare chi sarebbe subentrato.

Tutto questo senza aver ricevuto nessuna comunicazione da nessuna funzione aziendale in merito a quali (eventuali) ripercussioni avrebbero potuto esserci in termini di assegnazione.

Alla luce di tutto ciò, chissà se anche ai gestori del Personale stanno arrivando le liste dei colleghi “non contattati” (scelti da chi? In base a cosa?) e chissà se in caso di mancato contatto i malcapitati gestori vengono ripresi con frasi lesive della dignità personale, frasi come: “sono solo scuse e alibi?”, “è ingiustificabile!”, “è inaccettabile!”, “se non volete chiamare basta cambiare mestiere, avete solo da dirlo!”? Noi scommettiamo di sì, perché davanti alle pressioni non si guarda in faccia a nessuno.

Che la schizofrenia del Commerciale pretenda una buona relazione per mantenere la clientela o forse solo per evitare i reclami ma non si preoccupi di come ciò sia realmente possibile, ormai è un dato di fatto.

Che la valorizzazione delle persone e delle professionalità, così come l’attenzione alle risorse che stanno tanto a cuore alla nostra azienda, sia svilita in maniera tanto superficiale, è un duro colpo da parare se la stessa Banca dei Territori lo sferra alla sua funzione che proprio a questo dovrebbe essere preposta.

Dopo questa ulteriore conferma prendiamo ancora una volta coscienza che le persone non sono altro che numeri.

La dignità lavorativa interessa soltanto nelle dichiarazioni alla stampa, dove la funzione Commerciale si può permettere di vantare dati e omettere il modo in cui li ottiene!!

qui il documento in pdf

La nuovissima Infografica Lavoro Misto

Nei giorni scorsi abbiamo aggiornato la Guida al Contratto Misto, evidenziando come non sia più necessario sostenere l’esame EIP per l’assunzione.

Con l’occasione abbiamo redatto una nuovissima infografica che sintetizza le caratteristiche principali del Lavoro Misto, sia nella sua compenente “Dipendente” sia in quella “Autonoma”.

Abbiamo anche evidenziato il diritto individuale alla eventuale trasformazione in Contratto Full Time Dipendente.

I vari temi relativi al Contratto Misto possono essere approfonditi consultando la versione integrale della nostra Guida.

Inoltre i nostri esperti Linda TROISI e Gigi PORCHIA sono a vostra disposzione per consulenze individuali.

.

.

 

 

 

 

.

.

.

 

SW, Congedi, Bonus Baby Sitter: poche soluzioni, tanta confusione e ancor più rischi

La recente pubblicazione del “Decreto 30/21 – interventi a favore dei genitori con figli minori in dad” (ne avevamo parlato qui) rende indispensabile tornare ancora una volta ad analizzare gli intrecci tra SW, Congedi parentali, Bonus baby sitter nella fase pandemica, e più in generale della concezione e della gestione dello SW in quella che in qualche modo sarà la nuova normalità lavorativa post pandemia.

Innanzitutto il nuovo Decreto del Governo non ha chiarito fino in fondo le compatibilità/incompatibilità tra SW, Congedi parentali, Bonus baby sitter: a dieci giorni dalla pubblicazione del Decreto siamo – purtroppo come sempre – ancora in attesa delle circolari interpretative INPS.

Ma forse è ancora più incredibile che il Decreto continui a proporre una sorta di sovrapponibilità tra lo SW e il lavoro di cura, come se lavorare da casa non fosse in fondo un vero lavoro, ma una specie di permesso, un momento ibrido in cui occuparsi dei propri figli tra una call e l’altra, mentre si gestisce una pratica o un progetto. Tutto questo senza che sia ben chiaro a chi toccano gli scampoli di tempo rubati a casa: ai figli o a lavoro? Nella realtà, questa contraddizione molto spesso si risolve nel “solito” (peraltro inaccettabile) modo: poiché i figli devono essere accuditi comunque, e il lavoro deve essere svolto comunque, il tempo rubato diventa quello libero, che sempre più spesso e per porzioni sempre più ampie viene dedicato al completamento delle incombenze lavorative.

È poi particolarmente grave la discriminazione che esclude i dipendenti dal Bonus baby sitter, lasciando come unica alternativa (peraltro solo dove lo SW non è praticabile) i Congedi straordinari Inps. Congedi che però sono retribuiti solo al 50%, determinando tutta una serie di disparità di accesso sulla base delle condizioni individuali.

In tutto questo, chi ne fa le spese più gravi sono ancora una volta le donne, il cui lavoro professionale continua ad essere considerato sacrificabile e su cui viene scaricato il grosso del lavoro di cura. Il che è un problema enorme, visto che in un modo o nell’altro la pandemia è un fenomeno destinato a passare, ma non le trasformazioni del lavoro che porta con sé, a partire appunto dall’utilizzo strutturale dello SW che si sta profilando.

Fin qui le contraddizioni, i ritardi culturali e le gravi discriminazioni economiche e di genere che sottendono la filosofia del recente Decreto.

Non da meno sono le piccole e grandi resistenze (quando non vere e proprie furbate) che contraddistinguono la gestione dello SW nella nostra azienda. Come definire altrimenti il continuo rifiuto di prendere in considerazione il pagamento dei buoni pasto, il ristoro delle maggiori spese, la reale vigilanza sul benessere fisico e psicologico, così come la salvaguardia del tempo libero dei propri dipendenti coinvolti nello SW? E che dire del continuo rimandare ad altri momenti e ad altri decisori l’avvio di una gestione realmente flessibile ed estensiva dello SW anche nella Rete, dove finora vi è stato un utilizzo del tutto marginale anche quando sarebbe stato possibile un ricorso decisamente più ampio?

Sono domande molto serie e chiamano in causa l’azienda che molto velocemente dovrà uscire allo scoperto e decidere come affrontare – negoziandola nel merito, concretamente e certificando la volontarietà – una questione così radicale e decisiva per lo sviluppo professionale e la qualità di vita dei colleghi.

FISAC/CGIL Grattacielo Intesa Sanpaolo

.

Area Liguria: Quo usque tandem

Fino a quando, ci chiediamo, dovremo assistere a pressioni commerciali sempre più pressanti in piena terza ondata Covid?!?
Non vengono risparmiate ai colleghi riunioni quotidiane, lynch, richieste di ogni tipo e addirittura si pretende dai gestori la previsione del futuro: Cosa farai la prossima settimana? Bisogna quindi non solo aver l’agenda piena per la settimana successiva, ma è richiesto già l’inserimento di preventivi tutela o proposte di investimenti. Ma come si possono conoscere le necessità del cliente prima di averlo
incontrato?

…Con incredibile ritardo stanno finalmente arrivando nelle filiali i nuovi dispositivi anti Covid, a cominciare dai termoscanner. Bisogna spiegare ai clienti come funzionano! Ma chi li deve gestire? Chi controllerà che tutti li usino? Cosa succede se disgraziatamente qualcuno risultasse con febbre? Chi convincerà i clienti a uscire dalla filiale?

…Negli ultimi giorni è emerso un nuovo problema: la gestione delle telefonate inevase.
Quotidianamente viene prodotta una lista delle chiamate non risposte dalla filiale e allora, Direttori e Coordinatori (a loro volta stressati dai loro capi) sono obbligati a premere sui gestori, incitandoli a richiamare IMMEDIATAMENTE il cliente che compare sulla lista.
Vogliamo anche sottolineare che il cellulare aziendale è molto utile per gestire l’attuale periodo, ma come al solito gli aspetti gestionali sono fondamentali per un uso corretto dello strumento:
Il cellulare aziendale non è un cercapersona, non obbliga ad alcun tipo di reperibilità fuori dall’orario di lavoro e non esclude il sacrosanto diritto alla DISCONNESSIONE.
Ci preme informare che NON E’ UN OBBLIGO AVERE IL TELEFONO AZIENDALE e che è comunque possibile fruire dello Smart Working, in quanto StrongAuth può essere installato anche sul proprio telefono, una volta abilitati dal Servizio del Personale.

Come già denunciato riteniamo inopportune tutte quelle iniziative volte ad aumentare la presenza dei clienti nelle filiali, e riteniamo pericoloso l’utilizzo promiscuo delle postazioni di lavoro.
Infine, alla vigilia dell’integrazione con Ubi ci auguriamo si possa coniugare l’operatività con le aspettative di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori a prescindere dalla provenienza, così come auspichiamo un’informativa preventiva da parte dell’Azienda sul prossimo futuro…

fai click qui per leggere tutto il comunicato

Aggiornamento Guida al Lavoro Misto: non occorre più l’Esame EIP

I nostri esperti Gigi Porchia e Linda Troisi hanno aggiornato la Guida al CONTRATTO MISTO, in particolare nel capitolo dedicato agli Stage propedeutici all’assunzione. A seguito di una delibera Consob non è più necessario sostenere l’esame EIP, ma l’azienda procederà all’assunzione a seguito del superamento dell’esame OCF e dell’avvenuta iscrizione all’Albo. Questo comporterà però un allungamento dell’attività tutorata post assunzione prima di poter operare in autonomia.

Come sempre le parti variate sono evidenziate in giallo in questo modo e Gigi e Linda sono a vostra competa disposizione per chiarimenti e consulenze.

Vi ricordiamo che potete contattare anche i nostri sindacalisti sul territorio (qui trovate tutti i loro riferimenti).

.

DALLE ASSEMBLEE UN MESSAGGIO CHIARO E FORTE: ASSUNZIONI O VERTENZA!

Voto UNANIME, mandato chiaro alle Organizzazioni Sindacali.

Nel ciclo di Assemblee che ha visto coinvolti colleghe e colleghi di tutta la Sardegna, le lavoratrici e i lavoratori hanno manifestato un fortissimo interesse ed il bisogno di esprimere tutto il loro malessere e le loro difficoltà.
Hanno partecipato oltre il 60% dei lavoratori nominalmente in organico e votato all’unanimità per l’avvio di una vertenza Sardegna in caso di mancate assunzioni.

Questa straordinaria partecipazione non si è realizzata solo sul piano numerico, ma anche negli interventi e nei contributi di coloro che vivono la quotidianità in prima linea, sia a voce che tramite le chat della videoconferenza.

Gli interventi hanno evidenziato che ci sentiamo abbandonati e poco considerati da un’Azienda che, in un anno difficilissimo, non accenna a diminuire le pressioni (meglio dire le pretese) e continua a “sfornare” riorganizzazioni ed accorpamenti, incurante della pandemia, delle carenze croniche di organico, delle difficoltà operative, della conseguente irritazione dei clienti, sempre più spesso aggressivi e, soprattutto, delle condizioni psicofisiche in taluni casi drammatiche dei suoi collaboratori, sfiancati da una emergenza continua. Ci sentiamo delusi e trascurati come persone, prima ancora che come lavoratrici e lavoratori.

L’Azienda ascolti la voce di chi lavora!

Il progressivo ed inevitabile invecchiamento di tutti noi, la mancanza di nuove assunzioni dal lontano 2009 (ben 12 anni!!), la stanchezza accentuata dalla pandemia, ci hanno portato ad avere una qualità di vita lavorativa molto bassa. Questa situazione ha spesso ripercussioni sulla sfera extra lavorativa.

I continui stravolgimenti organizzativi sono fonte di incertezza.

Alla cronica carenza di organico ed alle pressioni commerciali si sono aggiunti il cambio di Direzione Regionale, con l’accorpamento al Piemonte Nord ed alla Val D’Aosta che genera incertezza anche nei Servizi di Direzione.

Vista la distanza geografica non se ne comprendono i criteri come non si comprende la scelta di attuare una nuova riportafogliazione nella rete ed accorpamenti selvaggi di filiali. Questi fatti non fanno che aggravare il quadro.

Dalle assemblee è emersa chiara la richiesta di attenzione e la necessità di un ricambio generazionale.

Intendiamo raccogliere questo messaggio e mettere in atto ogni azione negoziale o, se necessario vertenziale, per raggiungere l’obbiettivo di nuove assunzioni.

Questo ci hanno chiesto all’unanimità i colleghi e questo faremo.

Cagliari, 19 marzo 2021

 

COORDINAMENTI RSA INTESA SANPAOLO SARDEGNA

Volantino unitario

 

CHIAMATE INEVASE: RISPONDIAMO AGLI ACCORDI, NON SOLO AL TELEFONO

È tutto scritto in uno degli accordi che ci stanno maggiormente a cuore:

L’ACCORDO NAZIONALE SU POLITICHE COMMERCIALI E ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO sottoscritto l’8 febbraio 2017 da ABI e OO.SS.

Ecco alcuni passaggi:

Le Parti intendono:

rafforzare la reputazione complessiva e la fiducia verso le imprese del settore e valorizzare il ruolo fondamentale dei lavoratori;

– individuare principi e valori che risultino di indirizzo e prevenzione per il miglioramento costante della qualità dei rapporti fra banche, personale e clientela e del clima lavorativo;

– affermare la necessità di un’organizzazione del lavoro trasparente e sostenibile (…) e che sia coerente con le finalità del presente Accordo;

diffondere (…) la cultura delle regole e della prevenzione dei comportamenti eventualmente non conformi, individuando misure che assicurino sintesi efficaci fra obiettivi delle imprese ed attese dei lavoratori in tema di clima aziendale e relazioni interne

Le Parti si riconoscono nei seguenti principi e valori:

(…)

-il rispetto della persona quale principio imprescindibile e condiviso cui orientare l’azione commerciale, da perseguire a ogni livello dell’organizzazione, attraverso soluzioni e modalità di lavoro finalizzate a favorire un clima aziendale positivo in cui (…) si rafforzino il rispetto e la professionalità e si migliori la collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti;

(…)

-comunicazioni aziendali improntate al rispetto della normativa vigente, senza messaggi che possano risultare fuorvianti o vessatori nei confronti dei lavoratori e lesivi della loro dignità e professionalità;

 

L’accordo è firmato anche dalla nostra azienda; la stessa che oggi invia le liste di telefonate inevase con tanto di illuminanti istruzioni per correggere la grave mancanza di cuiproprio nel periodo in cui la nostra clientela aveva più bisogno i colleghi di filiale si sono “vergognosamente” macchiati.

Se l’obbiettivo è migliorare il servizio, non è certo l’ennesimo file lo strumento risolutivo, ma anzi l’ennesima incombenza incomprensibile che si aggiunge e che toglie tempo e risorse alla assolutamente condivisa necessità di offrire un buon servizio alla clientela.

Non aggiungiamo altro, è tutto chiarissimo.

Possiamo, però, proprio grazie a quell’accordo, segnalare il Responsabile “di comportamenti non conformi” e, a cascata, i co-responsabili a tutti i livelli dell’organizzazione.

Concludiamo sottolineando che:

“Le Parti si danno atto che il mancato raggiungimento degli obiettivi quantitativi commerciali di per sé non determina una valutazione negativa e non costituisce inadempimento del dovere di collaborazione attiva ed intensa ai sensi, rispettivamente, degli artt. 75 e 38, comma 2, del CCNL 31 marzo 2015.”

Non chiediamo altro che il rispetto di ciò che è stato firmato da noi, con il vostro aiuto e le vostre segnalazioni, possiamo far aprire gli occhi a questa Azienda che fa finta di non vedere il danno che sta provocando ai colleghi, loro “preziosa risorsa”.

19/03/2021

 

COORDINATORI TERRITORIALI – TORINO E PROVINCIA

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA/UIL – UNISIN

MEZZA ITALIA TORNA ROSSA…MA L’AZIENDA CONTINUA A CONVOCARE I CLIENTI IN FILIALE!!!

Da lunedì 15 marzo e fino al 6 Aprile, la Regione Emilia Romagna sarà in zona rossa.

La notizia, arrivata il 12 marzo, non è certo giunta inaspettata, visto l’esponenziale aumento dei casi di COVID 19 e l’impennata dell’indice che misura la velocità di contagio (RT).

Nei nostri territori si è arrivati nuovamente alla chiusura delle scuole ed a forti restrizioni tra le quali oltre alla chiusura di attività non essenziali:

  • –  non si può uscire dalla propria abitazione se non per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute;
  • –  sono vietate le visite a parenti e amici;
    Le filiali rimangono aperte, SOLO IN QUANTO SERVIZIO PUBBLICO ESSENZIALE.
  • –  E’ per tale ragione che sono ammesse solo alcune operazioni (Operazioni di cassa, pagamenti prestiti/mutui, rimborsi anticipati, richieste carte, gestione vincite, Cassette di sicurezza, pagamento pensioni, stipule mutui),
  • –  le filiali ricevono solo su appuntamento e previo screening telefonico, con ingresso contingentato,

– gli Specialisti operano nella sede di assegnazione e i Capi Area individuano una filiale; seguendo la turnazione dell’unità produttiva e nelle filiali con organico superiore a 12 riprendono le turnazioni.

Tutto questo avviene perché nel pieno della TERZA ONDATA, con le strutture ospedaliere in grave difficoltà, i ricoveri anche nelle terapie intensive che aumentano giorno dopo giorno e centinaia di decessi quotidiani, occorre ridurre il più possibile ogni forma di mobilità delle persone per tutelare la salute pubblica e di ogni singolo individuo, tra i quali anche colleghi e clienti.

Il tema delle pressioni commerciali è purtroppo un refrain, con il quale ci si trova a fare i conti tutti giorni, da un po’ di tempo a questa parte, ma in una situazione come questa sono necessari comportamenti finalizzati ad evitare il diffondersi del virus e a garantire nel migliore dei modi e con la massima attenzione l’attività di servizio pubblico essenziale.

Invece purtroppo, a partire da lunedì e fino al 26 marzo, l’URGENZA per i colleghi è stata quella di chiedere ai clienti di recarsi in filiale per la sottoscrizione delle nuove obbligazioni in dollari, non collocabili tramite OAD ed internet banking.

Una campagna commerciale che, nel pieno della TERZA ONDATA ci appare assolutamente INOPPORTUNA per la tutela della salute dei colleghi e dei clienti.

Per quel che riguarda il nostro territorio, questo non è che l’ultimo esempio di come si continui a chiedere ai colleghi di invitare i clienti in filiale nonostante la zona rossa, dando sempre massima priorità agli obiettivi di vendita: PREVENTIVI, COLLOCAMENTI, POLIZZE, LAVORAZIONE LISTE ecc….

A queste URGENZE/PRESSIONI SUI COLLEGHI in piena pandemia, si aggiunge un’altra novità in fatto di pressioni: “LE TELEFONATE INEVASE”.

Proprio su quest’ultimo tema, da inizio mese sono stati diffusi dei report contenenti anche i dati sensibili dei clienti e il numero delle telefonate inevase in capo a ciascun collega, il quale dovrà procedere a ricontattarli tutti, in brevissimo tempo, oltre il lavoro quotidiano.

La reportistica sulle telefonate inevase si configura come una forma di controllo a distanza e definisce implicitamente il mancato raggiungimento di obiettivi individuali relativamente al presidio della qualità del servizio, uno degli elementi cardine del sistema di valutazione del personale della Rete, e introduce la possibilità di raffronti individuali.

CHIEDIAMO AI COLLEGHI DI SEGNALARCI OGNI SOLLECITAZIONE VOLTA A CONVOCARE I CLIENTI IN FILIALE PER OPERAZIONI NON NECESSARIE, IN VIOLAZIONE DELLE DISPOSIZIONI DELL’ULTIMO DECRETO APPENA EMESSO DAL GOVERNO, CHE POTREBBE COMPORTARE RESPONSABILITA’ ANCHE IN CAPO AL GESTORE E OGNI ULTERIORE FORMA DI INDEBITA PRESSIONE.

Parma, 18 marzo 2021

Coordinatori territoriali Area Emilia Ovest
FABI FIRST-CISL FISAC-CGIL UILCA-UIL UNISIN

 

Allegato 1

ACCORDO POLITICHE COMMERCIALI E CLIMA AZIENDALE MODULO SEGNALAZIONE iosegnalo@intesasanpaolo.com
Spett.le

Intesa Sanpaolo S.p.A.
Comitato Welfare, Sicurezza e Sviluppo Sostenibile
(c/o Relazioni Industriali) Piazza Paolo Ferrari, 10 20121 MILANO COORDINATORI TERRITORIALI AREA EMILIA OVEST

Area tematica – Reportistica OGGETTO: TELEFONATE INEVASE E CONTROLLO AGENDE

Viene diffusa reportistica con cadenza giornaliera contenente il numero di telefonate inevase in capo al singolo collega, relative ai due giorni precedenti, “in un arco temporale più ampio dell’orario di apertura al pubblico”. Nella fattispecie ravvisiamo una modalità di controllo a distanza, in quanto il dato aggregato è già presente sul SEI OK di filiale.

Inoltre, tale reportistica definisce anche il mancato raggiungimento di obiettivi individuali relativamente al presidio della qualità del servizio, uno degli elementi cardine del sistema di valutazione del personale della Rete.
La “misurazione” del disservizio, non può essere imputabile in alcun modo all’operato del singolo collega come invece lascerebbero presupporre questi report, lasciando margini per una valutazione sull’operato del collega basata su elementi puramente quantitativi e aleatori oltre che a raffronti impropri tra i colleghi di una stessa filiale.

In più, vengono segnalati comportamenti che tendono al controllo a distanza nel monitoraggio costante delle Agende dei gestori che, qualora non soddisfino il requisito minimo del Capo Area, si trovano interventi esterni sulla propria agenda senza che loro ne siano a conoscenza.

Coordinatori territoriali Area Emilia Ovest
FABI FIRST-CISL FISAC-CGIL UILCA-UIL UNISIN

 

NESSUNA SOLLECITAZIONE A CONTATTARE I CLIENTI IN ZONA ROSSA!

NESSUNA SOLLECITAZIONE A CONTATTARE I CLIENTI IN ZONA ROSSA

E’ da un anno che l’Epidemia COVID-19 è entrata a far parte delle nostre vite ma da lunedì gran parte del Paese è ritornato in zona rossa per rimanerci fino al 6 aprile.

Le Banche essendo servizi essenziali rimangono aperte, le filiali sono accessibili solo su appuntamento e per un numero limitato di operazioni in cassa; MA GUARDATE UN PÒ CHE STRANO, proprio a partire da lunedì 15 e fino al 26 marzo l’urgenza commerciale per la banca, non é, certamente, quella della gestione della vita quotidiana, messa già a dura prova dalle forti restrizioni e dalla chiusura delle scuole, ma contattare i clienti per collocare le nuove obbligazioni in dollari.

In questi giorni, ci sono arrivate molteplici segnalazioni di invito a contattare i clienti per farli venire in Filiale a sottoscrivere l’obbligazione Medio Banca a Tasso Fisso Step Up In dollari americani. Questo prodotto ha un periodo di collocamento che va dal 15 marzo al 26 marzo e non può essere sottoscritto tramite Offerta A Distanza (OAD) o canale Internet Banking.

Questo non ci fa rimanere a bocca aperta anzi ci aiuta a constatare l’assoluta inopportunità della scelta del momento e la totale mancanza di interesse nel garantire, come un qualsiasi buon padre di famiglia fa, la tutela della salute dei colleghi e dei clienti.
Non rendiamoci complici della diffusione del VIRUS con atteggiamenti assolutamente discordi con quelle elementari regole atte a contenere la PANDEMIA.

Ricordiamo ai colleghi che convocare i clienti in filiale per operazioni non indispensabili può essere una violazione delle disposizioni dell’ultimo Dpcm Draghi del 2 marzo 2021 all’art. 40 e può comportare responsabilità in capo al gestore.

Pertanto, sollecitiamo i colleghi e le colleghe, in caso di indebite pressioni, a segnalarci prontamente tali comportamenti in palese violazione delle disposizioni di Legge.

COORDINATORI TERRITORIALI – PIEMONTE SUD
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA/UIL – UNISI

CONTATTARE I CLIENTI IN ZONA ROSSA

E’ da un anno che l’Epidemia COVID-19 è entrata a far parte delle nostre vite ma da lunedì gran parte del Paese è ritornato in zona rossa per rimanerci fino al 6 aprile.

Le Banche essendo servizi essenziali rimangono aperte, le filiali sono accessibili solo su appuntamento e per un numero limitato di operazioni in cassa; MA GUARDATE UN PÒ CHE STRANO, proprio a partire da lunedì 15 e fino al 26 marzo l’urgenza commerciale per la banca, non é, certamente, quella della gestione della vita quotidiana, messa già a dura prova dalle forti restrizioni e dalla chiusura delle scuole, ma contattare i clienti per collocare le nuove obbligazioni in dollari.

In questi giorni, ci sono arrivate molteplici segnalazioni di invito a contattare i clienti per farli venire in Filiale a sottoscrivere l’obbligazione Medio Banca a Tasso Fisso Step Up In dollari americani. Questo prodotto ha un periodo di collocamento che va dal 15 marzo al 26 marzo e non può essere sottoscritto tramite Offerta A Distanza (OAD) o canale Internet Banking.

Questo non ci fa rimanere a bocca aperta anzi ci aiuta a constatare l’assoluta inopportunità della scelta del momento e la totale mancanza di interesse nel garantire, come un qualsiasi buon padre di famiglia fa, la tutela della salute dei colleghi e dei clienti.

Non rendiamoci complici della diffusione del VIRUS con atteggiamenti assolutamente discordi con quelle elementari regole atte a contenere la PANDEMIA.

Ricordiamo ai colleghi che convocare i clienti in filiale per operazioni non indispensabili può essere una violazione delle disposizioni dell’ultimo Dpcm Draghi del 2 marzo 2021 all’art. 40 e può comportare responsabilità in capo al gestore.

Pertanto, sollecitiamo i colleghi e le colleghe, in caso di indebite pressioni, a segnalarci prontamente tali comportamenti in palese violazione delle disposizioni di Legge.

18/03/2021

COORDINATORI TERRITORIALI – TORINO E PROVINCIA

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA/UIL – UNISIN

 

LAVORO AGILE…MA PERICOLOSO

 

Apprendiamo con preoccupazione del nuovo modello organizzativo che l’azienda intende attuare.

Si fa riferimento al nuovo progetto che prevede, nelle filiali con un numero di lavoratori superiore a dieci, la dotazione di postazioni di lavoro in numero ridotto, in termini percentuali, rispetto al numero delle persone assegnate.

Il nuovo modello organizzativo, cosi come si sta cercando di attuare, ci sembra inopportuno e pericoloso perché istituzionalizza la precarietà del posto di lavoro  ed è calato in un contesto particolare come la crisi pandemica che stiamo attraversando e che ha acuito alcune problematiche ed ha anticipato ed accelerato diversi cambiamenti nel mondo del lavoro.

LAVORO AGILE…MA PERICOLOSO

L’idea geniale

Ci ritroviamo di nuovo a dover affrontare l’annosa questione delle telefonate inevase, inevitabilmente aggravatasi nel corso della pandemia. Ma lo facciamo con un spirito nuovo perché, finalmente, dopo un’attenta riflessione, l’Azienda ha trovato una soluzione;

L’idea geniale, che nessuno di noi avrebbe nemmeno osato immaginare…

click qui per il comunicato

Area Torino: le filiali tra SW e congedi

Venerdì è stato emanato il DL che ha definito la nuova tranche di Congedi al 50% per i genitori senza accesso allo SW e con figli in DAD (ne abbiamo parlato qui) e da oggi anche il Piemonte rientra ufficialmente in zona rossa, con la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado.

Al Decreto mancano ancora le circolari applicative, ma sembra pacifico che l’unica limitazione alla richiesta dei congedi sia l’impossibilità di accedere allo SW. Bisogna poi ricordare che in azienda l’anno scorso è stato firmato l’accordo Genitorialità che – ancorché scaduto il 30/09/2020 – viene tuttora applicato in via di fatto e che garantisce il diritto di fruire di almeno un giorno alla settimana di SW a tutti i dipendenti del Gruppo con figli di età fino ai 14 anni indipendentemente da ruoli e mansioni.

Quindi alla luce del nuovo Decreto e in applicazione delle normative aziendali in continuità di applicazione (in attesa tanto delle circolari applicative INPS, quanto delle eventuali modifiche degli accordi sia nazionali sia aziendali), invitiamo i colleghi interessati a concordare con i loro Responsabili le giornate di SW e a utilizzare i Congedi Straordinari per le giornate in cui lo SW non verrà autorizzato.

Quel che è certo è che i Responsabili non potranno sollevare questioni infondate rispetto alla concessione dello SW eventualmente richiesto dai colleghi, perché l’attenzione alla persone deve essere al primo posto. Sempre e tanto più in un momento di così grave e generale difficoltà.

.

La sua soddisfazione è il nostro miglior premio

La sua soddisfazione è il nostro miglior premio”

o dell’arte “di girarsi i pollici”

Ci risiamo.

In più di un’occasione abbiamo denunciato per iscritto l’inverecondo livello di pressioni commerciali a cui da tempo sono sottoposti i colleghi e le colleghe della rete; a volte l’abbiamo fatto raccogliendo il malessere generale da più parti espresso, altre volte in riferimento a specifici episodi, come il caso dei quattro colleghi della filiale di Barletta, dimessisi dalla nostra azienda per migrare in lidi più tranquilli (ce lo auguriamo per loro).

Sapevamo anche che ci sarebbe stata la necessità di continuare in queste denunce per ottenere dei risultati, stante la conclamata sordità degli alti vertici aziendali quando si affrontano questi temi.

Ma non ci saremmo aspettati un’ulteriore, assurda, iniziativa, che ancora una volta testimonia la siderale lontananza, misurabile in anni luce, tra coloro che “su alti scranni son seduti” e la base dei lavoratori e lavoratrici.

E’ di qualche giorno fa la comunicazione, indirizzata ai direttori di filiale e da girare poi a tutti i colleghi, avente per oggetto “New report clienti da ricontattare a seguito di chiamate senza risposta” e in cui si dice che giornalmente arriverà all’indirizzo e-mail del direttore un report con nome, cognome, telefono, data e ora della chiamata, gestore di riferimento.

Negli allegati abbiamo poi potuto leggere delle vere e proprie chicche, una fra tutte quando l’azienda afferma che “nei mesi scorsi il numero delle telefonate inevase è aumentato significativamente, proprio mentre la clientela più aveva bisogno di essere assecondata”

Anche noi ci siamo chiesti come mai questo possa essere avvenuto, come mai nei mesi scorsi si è stati meno solleciti nel rispondere alle telefonate?

Forse perché, oltre al cronico sottodimensionamento degli organici, è in corso una pandemia?

Forse perché in alcune filiali, per la sacrosanta turnazione tesa a tutelare la salute degli addetti, si è lavorato con meno del cinquanta per cento dell’organico?

Forse perché tanti colleghi si sono pure ammalati di Covid-19?

Forse perché mancavano i lavoratori fragili rimasti a casa per legge visto che ammalarsi per loro sarebbe stato quasi fatale?

Forse perché su questi organici ridotti i carichi di lavoro sono aumentati a dismisura a causa delle moratorie per mutui e prestiti e dei finanziamenti agevolati legati proprio alla pandemia?

Forse perché i colleghi in tante filiali hanno dovuto regolamentare l’afflusso della clientela e fronteggiarla visto l’assoluta scarsità di steward messi a disposizione?

Forse perché contingentare l’afflusso di clientela spesso si è tradotto in aggressioni anche fisiche da parte di clienti non proprio pazienti e ciò ha portato via tempo ed energie?

Ecco, nel mentre l’azienda, che evidentemente ha sede su un altro pianeta dove ignorano cosa sia il Covid-19, sembra ignorare che tutto questo sia avvenuto e continui ad avvenire, noi siamo fermamente convinti che la risposta affermativa a tutte queste domande spieghi ampiamente perché il numero delle telefonate inevase negli ultimi mesi sia aumentato.

Ed ora,

-alle continue pressioni per vendere tot prodotti di tutela, tot di risparmio gestito etc,

– alle risposte da dare ai capi che chiedono rendicontazioni quotidiane di quello che si è fatto, monitoraggio utile solo a esercitare ulteriore pressione, non certo per avere dati immediatamente disponibili a sistema,

-alla gestione della propria agenda con appuntamenti a brevissimo intervallo l’uno dall’altro e spesso fissati autonomamente dai clienti,

-alla gestione delle richieste dei clienti, delle loro lamentele, a volte dei loro attacchi,

– alla partecipazione a riunioni in pausa pranzo o alla fine dell’orario di lavoro,

-nel mentre si rischia la propria salute e quella dei propri cari visto che per gli addetti di filiale è più difficoltoso ottenere lo smart working,

e questo elenco è solo esemplificativo e non esaustivo,

ora si aggiunge la pressante richiesta, definita prioritaria, di ricontattare i clienti le cui telefonate non hanno avuto risposta!

Ma certo, care colleghe e cari colleghi, smettiamola di girarci i pollici e usiamo le mani per rispondere al telefono! Suvvia!

Interesseremo i nostri uffici giuridici se nel caso dei report sulle telefonate inevase non si configuri un’illegale azione di controllo a distanza.

E poi basta.

Basta veramente.

Chiediamo a tutti i lavoratori e le lavoratrici di segnalarci ogni comportamento che si ravvisi come impropria richiesta e indebita pressione.

Interverremo caso per caso ma riteniamo anche che sia arrivato il tempo di dare segnali forti all’azienda non solo con le parole ma anche con azioni di mobilitazione.

E ora per divertirci, anche se con una punta di amarezza, spieghiamo perché abbiamo usato il titolo “La sua soddisfazione è il nostro miglior premio”, mentre dell’arte di girarsi i pollici abbiamo già scritto.

Questo titolo potrebbe essere la parafrasi di quello che viene affermato pubblicamente e ripetutamente dal top management del nostro Gruppo: le “persone” sono “la miglior risorsa” della Banca ed è per questo che vi è grande attenzione nei confronti dei dipendenti – definiti appunto “le nostre persone” – al loro benessere, alla loro soddisfazione.

Ma a noi questa frase riporta alla mente un film del 1982 “Vieni avanti cretino” con Lino Banfi in cui la scena più famosa è quella che si ritrova in rete su Youtube appunto con la frase “La sua soddisfazione è il nostro miglior premio”.

Consigliamo a tutti e a tutte la visione di questo video della durata di poco più di dieci minuti, molto divertente, ancora valido a distanza di quarant’anni, generatore per noi, appunto, di risate amare.

Viene descritta una realtà paradigmatica e attuale ancora oggi.

Vi è l’ipocrisia aziendale nel dire che la soddisfazione del personale è ciò che le sta più a cuore; il Direttore che assegna via via sempre più compiti al collaboratore e che a sua volta è pieno di tic dovuto allo stress da pressioni di cui anch’egli è vittima; l’impiegato a cui viene chiesto sempre di più, sempre di più; ci sono anche lì telefonate a cui dovrebbe rispondere ma che alla fine rimangono inevase per le troppo incombenze da assolvere; il malessere psico-fisico da stress lavoro-correlato evidenziato anche nell’impiegato da numerosi tic e, infine, il riferimento alla scopa infilata in una parte anatomica che non è elegante identificare con il suo nome per iscritto!

Non appena abbiamo letto dell’iniziativa sulle telefonate inevase non sappiamo dire perché ma immediatamente nella nostra memoria si è affacciata questa scena…

I COORDINATORI TERRITORIALI FISAC CGIL PUGLIA

TERZA ONDATA, MENTRE MEZZA ITALIA TORNA ROSSA … IN FILIALE L’EMERGENZA E’: “URGENTE: Emissione Mediobanca da lunedì 15 marzo”

L’epidemia di coronavirus corre, spinta dalle varianti, e la nuova impennata della curva impone una stretta. La mappa del nostro Paese è sufficientemente eloquente, META’ DEL PAESE DAL 15 MARZO AL 6 APRILE È ZONA ROSSA, metà del Paese deve rispettare le seguenti restrizioni:

  • non si può uscire dalla propria abitazione se non per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute;
  • sono vietate le visite a parenti e amici;
  • bar e ristoranti solo d’asporto e molte attività e negozi chiusi;
  • scuole materne e nidi sono chiuse e l’attività di svolge in Dad.

Le filiali rimangono aperte e, per disposizione della Banca stessa, dovrebbero essere accessibili solo su appuntamento e per un numero limitato di operazioni; invece, a partire da lunedì e fino al 26 marzo, l’URGENZA per i colleghi sarà chiamare i clienti in filiale per collocare le nuove obbligazioni in dollari, non collocabili tramite OAD e internet banking.

Una campagna commerciale che, nel pieno della TERZA ONDATA, non contempli la sottoscrizione tramite OAD e internet banking ci appare assolutamente INOPPORTUNA per la tutela della salute dei colleghi e dei clienti.

Per quel che riguarda il nostro territorio, questo non è che l’ultimo esempio di come si continui a chiedere ai colleghi di invitare i clienti in filiale nonostante la zona rossa, dando sempre massima priorità agli obiettivi di vendita: PREVENTIVI, COLLOCAMENTI, POLIZZE, LAVORAZIONE LISTE ecc.…

A queste URGENZE/PRESSIONE SUI COLLEGHI in piena pandemia, si aggiunge un’altra novità in fatto di pressioni: “LE TELEFONATE INEVASE”.

Proprio su quest’ultima emergenza, da inizio mese sono stati diffusi dei report contenenti i dati sensibili dei clienti e il numero delle telefonate inevase in capo a ciascun collega.

Ancora una volta a fare le spese della scarsa qualità del servizio, derivante dalle inefficienze tecniche ed organizzative che si aggiungono all’atavica carenza di personale sono i colleghi, che vengono “invitati” a farsi contattare dai clienti esclusivamente sul cellulare, per non far emergere disservizi all’esterno.

La reportistica sulle telefonate inevase si configura come una forma di controllo a distanza e definisce implicitamente il mancato raggiungimento di obiettivi individuali relativamente al presidio della qualità del servizio, uno degli elementi cardine del sistema di valutazione del personale della Rete, e introduce la possibilità di raffronti individuali.

CHIEDIAMO AI COLLEGHI DI SEGNALARCI OGNI RICHIESTA DI SOLLECITAZIONE A FAR VENIRE I CLIENTI IN FILIALE, IN VIOLAZIONE DELLE DISPOSIZIONE DEL DECRETO APPENA EMESSO DAL GOVERNO E DENUNCIAMO COME LA REPORTISTICA SULLE TELEFONATE INEVASE VIOLI GLI ELEMENTARI PRINCIPI DELLA PRIVACY, INTRODUCENDO ALLO STESSO TEMPO ELEMENTI QUANTITATIVI INDIVIDUALI IN RELAZIONE AL SERVIZIO ALLA CLIENTELA.

LEGGI –>TERZA ONDATA, PAROLA D’ORDINE COLLOCAMENTI e segnalazione

 

 

AREE LAZIO E ROMA: INTESA SANPAOLO È VERAMENTE IL MIGLIOR POSTO DOVE LAVORARE?

Ce lo siamo chiesti assistendo al sorprendente entusiasmo con cui un altissimo numero (assai superiore alle attese) di colleghi ha deciso di aderire al fondo esuberi.
Ce lo siamo chiesti anche osservando il morale a terra dei colleghi che per motivi anagrafici o previdenziali non sono riusciti ad approfittare della finestra di uscita.
Insomma, qualche dubbio su una eventuale risposta affermativa ci è venuta. E siamo andati a chiederci il perché di questi dubbi.

ORGANICI
Tutte le filiali sono pesantemente sotto organico, essenzialmente a causa dei tanti colleghi fuorusciti per esodi o pensioni e non adeguatamente sostituiti.
I gestori base sono divenuti ormai introvabili e molte filiali sono nell’impossibilità di assicurare il servizio di cassa, con conseguenti gravi disagi per la clientela, per il personale e per le filiali limitrofe dotate del citato servizio. A questa incontrovertibile ed ineluttabile carenza di personale non è seguita una contestuale analoga riduzione dei carichi di lavoro, anzi!

PRESSIONI COMMERCIALI
Si è arrivati al punto di pretendere che vengano fissati degli appuntamenti sulla Tutela condivisi, in video conferenza, con i clienti, lo specialista ed il Direttore di Area. Addirittura, si richiede che il Gestore, il giorno precedente l’appuntamento, debba condividere con lo Specialista l’approccio da avere con il cliente. In molti casi, per quanto riguarda gli strumenti finanziari, oltre all’impostazione dell’approccio, si fa esplicito pressante riferimento ai prodotti da collocare prima dell’incontro con il cliente. E allora la domanda è: come si fa a predisporre una proposta che vada incontro alle esigenze assicurative e finanziarie del cliente senza che questi sia presente per manifestare le proprie necessità? Come viene considerata, o meglio non considerata, la professionalità del Gestore che viene, di fatto posto sotto Tutela? E quanto tempo viene sprecato in questo modo? A tutto ciò dobbiamo aggiungere il fatto che i Gestori non sono ormai più in grado di gestire la propria agenda
che è sommersa, senza alcun tipo di filtro, da incontri fissati autonomamente da clienti e da non clienti (spesso per richieste banali risolvibili in autonomia) e dalla FOL che frequentemente fissa appuntamenti di soli quindici minuti per questioni che ne richiederebbero il quadruplo, creando accavallamenti, disagi e potenziali reclami.

PULIZIE E SISTEMI DI PROTEZIONE
La pandemia continua ad avere un forte impatto sulla vita, lavorativa ed extra-lavorativa, di ognuno di noi. E quali sono le misure assunte dalla prima banca italiana per ridurre il pericolo sul personale? Le agenzie hanno, mai come ora, necessità di pulizie approfondite per ridurre il rischio di contagio a tutela della salute di colleghi e clienti. Peccato che gli addetti alle pulizie, nelle poche ore che hanno a disposizione, non riescano neppure ad assicurare un decente normale servizio di pulizia quotidiana.

Altra scelta incomprensibile, superata in questi ultimi giorni grazie alle incessanti pressioni delle OO.SS., dopo quasi un anno dallo scoppio della pandemia, era stata quella di dotare di barriere di plexiglass nonché la promessa di mascherine FFP2 soltanto alcune delle figure presenti in filiale, pretendendo, però, che tutto il personale indistintamente incontri la clientela per la proposizione commerciale, di fatto incrementando i rischi di diffusione del virus.
La situazione insomma non è più sostenibile.

E allora ritorniamo alla domanda iniziale:
“INTESA SANPAOLO È VERAMENTE IL MIGLIOR POSTO
DOVE LAVORARE?

Cliccare qui per leggere e/o scaricare la versione completa del comunicato cliccare qui

X