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Area Liguria: Le NON risposte dell’Azienda…

Care colleghe e cari colleghi,
La scorsa settimana il Parlamento ha approvato la proroga dello stato di emergenza per Covid19 al mese di ottobre e questo dovrebbe farci capire che è necessario tenere alta la guardia.
In qualità di Rappresentanti Sindacali Aziendali di tutti i lavoratori, non abbiamo mai abbassato la guardia, infatti, pur consapevoli di quanto fatto fino ad ora dall’azienda, il 6 luglio le abbiamo posto alcune domande per chiedere chiarimenti su come i colleghi dovessero operare in assenza di una normativa di riferimento e di disposizioni aziendali, quesiti reiterati il 15 luglio u.s. vista la mancanza di riscontro.
Finalmente il 23 luglio abbiamo ricevuto una “risposta” dall’azienda, tramite una comunicazione certamente cortese nella forma, ma completamente elusiva nel contenuto, se non in quelle poche righe in cui si mette in discussione il ruolo delle RSA, cosa che porterebbe inevitabilmente a valutare iniziative a difesa delle nostre prerogative che ricordiamo sono volte alla tutela di noi tutti all’interno delle unità aziendali.
Secondo voi l’azienda ha risposto ai nostri quesiti?!? Ovviamente NO!!!
Siamo amareggiati e dovrebbero esserlo tutti i dipendenti di questa azienda, il cui management si vanta di essere – ancor di più dopo il successo dell’OPAS Intesa UBI – un punto di riferimento non solo in Italia, ma in tutta Europa. Quando noi colleghi veniamo sottoposti a richieste e quesiti, l’azienda pretende sollecite e minuziose risposte, dettagliate relazioni anche quando contrattualmente non previste.

INAUDITE le pressioni psicologiche se qualcuno si azzarda a non rispondere o non lo fa celermente.

Ci dispiace constatare che quando sono i colleghi o chi li rappresenta a porre delle semplici domande, inerenti tra l’altro la salute e la sicurezza di tutti noi, è tutt’altra faccenda.

Questo dovrebbe farci meditare tutti…

Tra le domande che avevamo posto c’era quella relativa agli “accessi”, che tanto sta a cuore ai colleghi in filiale: l’azienda ha fatto una repentina retromarcia ripristinando gli appuntamenti per l’operatività di cassa, dopo la scellerata e insensata decisione di tornare “alla vecchia maniera” per un certo periodo di tempo.

Riteniamo, che per tutto il perdurare di questa emergenza sanitaria, sia indispensabile che gli accessi siano contingentati secondo le regole già note e solo previo appuntamento e che, per le filiali ubicate in zone a forte vocazione turistica, sia necessario un servizio di gestione degli accessi in filiale tramite steward anche al fine di evitare eccessivi assembramenti. In merito a pulizie straordinarie, impianti di condizionamento e barriere di plexiglas l’azienda ha preferito non esprimersi; stiamo seguendo con interesse alcuni RLS, i quali si sono rivolti direttamente all’Azienda Sanitaria competente per fare chiarezza.

Come sempre monitoreremo con attenzione l’evolversi della situazione e all’occorrenza non esiteremo a esercitare il nostro importante e delicato ruolo, a nostra e vostra tutela.

Imperia, 4 Agosto 2020

RR.SS.AA FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL PROVINCIA DI  IMPERIA

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IL SEGNO MENO

Lunedì 13 luglio si è svolto l’incontro annuale di Direzione Regionale previsto dal vigente Protocollo di Relazioni Industriali.

I dati mostrati dalla delegazione aziendale evidenziano come gli organici continuino a calare in maniera significativa, la formazione in aula sia ormai residuale e diminuiscano sempre più le filiali fisiche. In un anno l’organico è diminuito di 268 colleghi, le filiali chiuse sono state 137. Questi dati alimentano il dubbio di un evidente disimpegno nelle regioni meridionali, in spregio alle espresse previsioni contenute nell’Accordo del 21/12/2017 in tema di occupazione nel quale erano e sono previste 1.000 assunzioni a tempo indeterminato da realizzarsi entro il 31/12/2020 e con attenzione sia quantitativa che qualitativa alla Rete, al sud Italia, alle Aree svantaggiate ed ai nuovi mestieri”. In aggiunta a queste promesse assunzioni, altri 500 nuovi inserimenti con le modalità del “contratto misto” erano stati dichiarati in pompa magna. Abbiamo visto, parzialmente, solo queste ultime, che hanno comunque permesso a molti ragazzi meridionali di accedere al mondo del lavoro. Purtroppo, dalla fine dello scorso anno, queste assunzioni sono state dirottate sulle regioni del nord, Lombardia, Veneto, Emilia principalmente, depauperando il nostro territorio di energie e di ricchezza, quanto mai necessarie e vitali. Abbiamo sottolineato come tale scelta complichi la vita di questi colleghi che devono sopravvivere lontani da casa con un “fisso” pari ad otto giorni di lavoro. L’emigrazione di migliaia di giovani e laureati è la vera emergenza meridionale, che negli ultimi anni si è via via allargata anche al resto del paese, come evidenziato anche dal rapporto Svimez. Naturalmente la riduzione del personale non ha coinciso con una correlata riduzione dei budget. Malgrado questi numeri bisogna raggiungere gli obiettivi assegnati (ritenuti sfidanti per definizione aziendale), cautelare sé stessi e l’azienda dai numerosi rischi professionali presenti, mantenere elevata la qualità del servizio offerto, curare la propria formazione e assicurare la fruizione dei giorni di ferie.

Abbiamo evidenziato come malgrado le reiterate assicurazione del vertice aziendale sull’importanza di adottare comportamenti corretti in tema di proposizione commerciale, sulla Rete si registrano ancora atteggiamenti distonici, con interpretazioni talvolta autoritarie e scorrette del messaggio commerciale. Ciò accade nonostante il periodo emergenziale ed in netto contrasto con tutte le normative e gli accordi in materia ed anche con quanto disposto dalle Funzioni di Capogruppo a seguito della nota sanzione del Garante della Concorrenza. In un contesto emergenziale e in un clima già saturo di ansia, le pressioni commerciali sono inaccettabili e non ci si sta rendendo conto che lo stesso metodo sta diventando di per se’ un meccanismo di pressione commerciale, ad iniziare dal numero surreale degli appuntamenti attesi. Le OO.SS. saranno vigili e pronte ad denunciare ogni pressione commerciale indebita e ogni richiesta di reportistica impropria. A tal proposito abbiamo predisposto una nota a parte, che alleghiamo al presente documento, in cui invitiamo i lavoratori a seguire tutte le prescrizioni normative esistenti e ad evitare di realizzare vendite forzate, soprattutto in materia di polizze.

Difficile riuscire a fare tutto questo quando però si deve dirigere, oltre alla propria, anche un’altra filiale (cd. sportello distaccato), quando a fronte di un organico di sei persone nella realtà, e senza considerare ferie e/o malattie, si è presenti in tre, quando si è l’unico collega in servizio sullo sportello e solo per poter aprire bisogna attendere l’arrivo del nucleo di manovra (che non esiste), quando bisogna turnare e tale onere grava solo su pochi colleghi, quando lo straordinario è sparito, ma solo nel riconoscimento di fatto da parte dell’azienda e considerando che l’attuale sistema di complessità delle Filiali non rende merito e gratificazioni professionali.

Alla luce dell’aggiornamento dell’accordo ruoli e percorsi professionali vigileremo con attenzione sulle valutazioni di UPPER e siamo pronti ad utilizzare tutti gli strumenti a tutela di una corretta valutazione dei ricorsi avverso le note di qualifica.

E fin qui siamo alla rappresentazione della normalità.

Su questo quadro è piombata l’emergenza COVID che ha imposto la necessaria astensione dal lavoro dei colleghi appartenenti alle categorie a rischio, con nuovi compiti caduti sulla rete filiali in tema di finanziamenti e con l’estensione dello Smart Working (la cui gestione necessita di una nuova e puntuale regolamentazione nazionale affinché possa risultare un’opportunità per tutti). Da tempo denunciamo che, specialmente alla periferia dell’impero, se i risultati arrivano vuol dire che si è sottratto tempo alla formazione, alla tutela dei rischi, che si è lavorato più o molto più del dovuto, che non si è potuto gestire correttamente il post vendita, che si va avanti sulla forza dei nervi, che sempre più spesso lo stress diventa il compagno di lavoro più assiduo e che si lavora sempre più in maniera meccanica e senza entusiasmo.

Nel quadro dato, in mancanza di nuovi inserimenti, assicurare il raggiungimento del budget, garantire un livello adeguato di servizio alla clientela e fruire dei turni di ferie senza rischiare livelli di stress lavoro correlato non compatibili con la salute è impossibile!

Abbiamo poi affrontato altri argomenti, tra cui in primis, le regole a tutela della salute dei colleghi. L’Azienda ha voluto sottolineare l’attenzione riservata alla salute e sicurezza nel periodo di maggior diffusione del contagio da Covid-19, ringraziando i lavoratori per quanto da loro profuso. A tal riguardo abbiamo evidenziato che, in tema di sicurezza, non vi sono state risposte pronte, degne di un’Azienda che è la prima Banca del paese. Le nostre filiali hanno patito una escalation di ritorsioni e atti vandalici verso colleghi e strutture. Per questo riteniamo necessario un aumento del ricorso agli steward per disciplinare gli accessi nelle filiali. Di fronte alla solita litania sul “necessario controllo dei costi” abbiamo ribadito la nostra ferma contrarietà a taluni lavori di ristrutturazione, quali ad esempio quelli previsti per l’inserimento nell’ex Direzione Generale del Banco di Napoli di un ristorante e di una caffetteria, in un momento in cui i costi per il personale sono ferocemente presidiati.

Abbiamo con forza ribadito ad Intesa Sanpaolo la necessità di rimandare i cantieri in corso al fine di non restringere gli spazi utili ad assicurare il necessario distanziamento ed in attesa di definire congiuntamente un nuovo modello di servizio e di layout costruito alla luce dell’esperienza COVID; abbiamo sottolineato come, a maggior ragione quest’anno, la funzionalità degli impianti di climatizzazione sia essenziale, che è improponibile lasciare filiali con apparecchi fermi per mancanza dei pezzi di ricambio una o due settimane e che è inaccettabile la dichiarazione aziendale che il ricambio dell’aria può essere assicurato da ventilatori e/o “Pinguini”! Rimarchiamo il notevole ritardo con cui l’azienda affronta le problematiche climatiche, quest’anno più che mai.

Abbiamo stigmatizzato un modello commerciale in continua evoluzione che porta a ristrutturare e successivamente accorpare filiali senza neanche attendere l’ammortamento dei costi.

In un momento dove il mondo bancario è stato al servizio del paese per assicurare servizi essenziali, rischiando la salute dei propri dipendenti e quella delle proprie famiglie ,è impensabile che i lavoratori debbano sentirsi umiliati per carenza di adeguati presidi sanitari (cfr. barriere plexiglas), per pressioni commerciali senza precedenti, per premi decurtati del 60%. I lavoratori vanno ringraziati, ma con i fatti, e non solo con le parole, con giusti ed esigibili riconoscimenti che possano effettivamente rinnovarne la motivazione e la crescita professionale.

In estrema sintesi il tavolo aziendale non è stato in grado di articolare risposte soddisfacenti, rimandando ai tavoli centrali la maggior parte dei temi, costringendoci ad una seria riflessione sull’utilità di questi incontri decentrati, in una banca che tende sempre più ad accentrare ogni minima decisione.

Perdurando tale stato dei fatti, in mancanza di riscontri significativi per tematiche degne della giusta attenzione per una Banca che si prefigge di essere leader nel panorama europeo, le scriventi OO.SS. dovranno valutare ogni strumento a tutela dei nostri colleghi, dei nostri clienti e del nostro territorio.

Lettera ai Lavoratori

Napoli, 31 luglio 2020

COORDINAMENTI RSA INTESA SANPAOLO CAMPANIA CALABRIA PUGLIA E BASILICATA

 

INCONTRO ANNUALE ERM: “A BUON INTENDITOR, POCHE PAROLE!”

Alcuni giorni fa si è tenuto, in forma di Conference Call, l’incontro annuale della Direzione ERM tra le OO.SS e l’Azienda. L’incontro è iniziato con i saluti del Direttore Regionale, Cristina Balbo, ed è proseguito con l’analisi del primo semestre del 2020.

Come Organizzazioni Sindacali abbiamo, unitariamente, rappresentato gli aspetti più critici della situazione lavorativa, già anticipati nel volantino pubblicato prima dell’incontro. Ci aspettavamo pertanto delle risposte concrete a quei bisogni reali che abbiamo raccontato e la volontà di entrare nel merito delle problematiche per costruire delle soluzioni, ma purtroppo non è andata così. Ci limitiamo pertanto a riportare gli aspetti più rilevanti, facendo presente, nel caso non fosse stato sufficiente dichiararlo nel corso dell’incontro, che ci piacerebbe sapere che cosa intende fare questa Direzione Regionale per ridurre la distanza tra la narrazione che la Banca fa di sé e la realtà vissuta in prima linea dai Colleghi.

SITUAZIONE DELLE FILIALI

Seppur rassicurati dal Capo del Personale della nostra DR sul rispetto delle programmazioni dei piani ferie approvati, constatiamo con rammarico una distonia tra la realtà e la narrazione aziendale. Abbiamo notizia di giornate di SVL, autorizzate nel piano ferie, annullate per esigenze organizzative.

Quindi, in questa Direzione Regionale, da un lato si dice di dare applicazione agli Accordi di Gruppo, dall’altro si annullano le SVL che i Colleghi pianificano in un’ottica di Conciliazione dei Tempi Vita Lavoro, più che mai necessaria in questo momento, sia per poter recuperare il grandissimo stress lavorativo ed emotivo che l’emergenza ha portato con sé, sia per esigenze di natura famigliare, non essendo ancora i servizi di supporto alle famiglie completamente ripristinati.

RINNOVI PART TIME E CARENZE DI ORGANICO

Abbiamo rappresentato chiaramente all’Azienda che le uscite per esodo non possono andare a discapito della concessione dei PT; l’Azienda sostiene che non ci sia correlazione tra i due fatti, ma noi OO.SS. constatiamo la mancata concessione di rinnovi e nuovi PT che interessa tutta la Direzione Regionale, con particolari criticità nelle aree Emilia Est e Romagna.

Le carenze di organico sono evidenti. Anche se l’Azienda si ostina a sostenere che i problemi “…non sono strutturali, ma ci possono essere momenti di tensione e criticità…”, nella pratica viene smentita dalle sue stesse scelte; esempi lampanti sono la chiusura delle attività di cassa di alcune filiali per poter provare a rispettare la pianificazione delle ferie, o la richiesta di svolgere operatività di cassa a colleghi che da oltre 20 anni hanno altre mansioni e che contemporaneamente devono continuare a gestire il proprio portafoglio assegnato,

La percezione, più che di una pianificazione consapevole ed organizzata del lavoro e degli organici, è che ci si affanni a tamponare le carenze di organico.

In ogni caso, se i problemi non sono strutturali, i PT possono essere concessi. Dalla Gestione del Personale ci aspettiamo quindi un atteggiamento conseguente, visto anche che il CCNL recentemente rinnovato non pone limiti massimi percentuali alle quote di PT concedibili.

TRASFERIMENTI e FOL

Abbiamo fatto presente come dalla Rete ci siano stati numerosi trasferimenti in FOL, soprattutto nell’Area Emilia Ovest.

Ci è stato risposto che, durante il periodo Covid, le FOL hanno ricoperto un ruolo strategico per l’assistenza alla clientela (e quest’affermazione getta più di un’ombra sulla massiccia chiusura degli sportelli) e che i trasferimenti servono per rafforzare una struttura che sempre più, nell’ambito del Gruppo, avrà un ruolo fondamentale.

Abbiamo fatto notare che le numerose assegnazioni alla FOL sono state nella maggior parte dei casi gestite come semplici comunicazioni di trasferimento agli interessati, senza tener conto delle loro situazioni personali e professionali e che l’inserimento ha presentato diverse difficoltà e, in alcune situazioni specifiche, eccessiva velocità nell’ingresso in ruolo in autonomia, senza tener conto dello stato di apprendimento. Abbiamo anche segnalato casi di inopportune sollecitazioni da parte di Responsabili FOL rispetto a tempi e modi dello svolgimento dell’attività operativa, anche relativamente agli aspetti di natura commerciale.

L’Azienda si è impegnata a verificare la situazione e ad effettuare gli opportuni interventi correttivi.

In merito ai trasferimenti tra filiali, l’Azienda ha dichiarato che gli stessi sono stati frutto di scelte consapevoli e che successivamente verranno rilevate le scoperture e criticità, con il pensiero sottostante, ed esplicitato, che non è automatica la sostituzione dei colleghi trasferiti; l’unica certezza è che i portafogli non saranno lasciati scoperti.

Auspichiamo che i portafogli non vengano redistribuiti, scaricandone semplicemente il peso lavorativo tra chi rimane, come mezzo di copertura di questa ulteriore falla organizzativa.

BARRIERE IN PLEXIGLASS E STEWARD

Sul controverso tema delle barriere in plexiglass, nessuna risposta sensata ci è pervenuta dalla DR e dalla funzione di Salute e Sicurezza Aziendale, anche essa presente all’incontro, rispetto alle motivazioni che hanno determinato il clamoroso e inspiegabile dietrofront della Banca. Decisione che a questo punto appare più una presa di posizione ideologica, piuttosto che il frutto di scelte organizzative; una posizione grave, soprattutto quando il tema centrale è, e resta, LA TUTELA DELLA SALUTE DEI COLLEGHI!

Sempre da Salute e Sicurezza ci è stato poi rappresentato il dato degli eventi criminosi nella Rete, sia di tipo predatorio, come le rapine, sia le aggressioni fisiche o verbali da parte dei clienti; il trend drammatico è che gli eventi a danno del patrimonio sono in calo, mentre quelli a danno della salute psico-fisica dei colleghi sono in pericoloso aumento.

Chi lavora deve sentirsi al sicuro nel proprio ambiente di lavoro! Non è tollerabile che il malcontento dei clienti, dovuto al contesto generale e ai ritardi nella lavorazione delle innumerevoli pratiche generati da decisioni aziendali non sempre appropriate, metta a repentaglio l’incolumità dei colleghi; occorre attuare una maggiore azione di prevenzione in tal senso.

E’ di tutta evidenza come il numero degli steward sia insufficiente: 12 steward per tutta la DR, per un totale di 143 settimane di copertura, in un territorio che conta 273 filiali retail, di cui 20 filiali complessità 4 ICE, 24 filiali complessità 4. Abbiamo quindi chiesto maggiore presenza di steward a presidio dell’intero territorio.

Evidenziamo anche come l’ennesimo e repentino dietrofront della Banca in tema di appuntamenti per l’attività di cassa abbia creato non poco scompiglio. Cambiare indicazioni in un lasso di tempo così breve significa creare disagi ai clienti e ai colleghi che devono poi gestirne le ricadute.

PRESSIONI COMMERCIALI

Abbiamo con forza evidenziato le eccessive pressioni, in particolare sul “mondo” Tutela, esercitate quotidianamente e che non tengono assolutamente conto del contesto emergenziale che ancora oggi sta coinvolgendo tutti i colleghi. Si stanno “sollecitando” risultati, come se gli organici delle filiali non avessero subito una forte riduzione(60% presenza dei colleghi nelle filiali per via delle assenze immunodepressi, patologie croniche, congedi parentali, uscite per esodo ecc.), come se i vari DPCM Covid non avessero portato una mole di lavoro consistente (sospensione rate, prestiti 25.000/30.000, anticipazioni CIG ecc.), come se i clienti non telefonassero continuamente ai propri gestori per richieste ed esigenze più disparate e come se il periodo di lockdown non avesse segnato ognuno di noi; insomma come se nulla fosse accaduto e nulla stesse ancora accadendo.

INDEBITE RICHIESTE DI REPORT SUI RISULTATI COMMERCIALI

Rispetto a questo tema, lungamente trattato in occasione dell’incontro, il Direttore Regionale ha confermato: “…un assoluto impegno ad evitare qualsiasi forma di monitoraggio o di report fuori da quelli già disponibili… vi è un indirizzo chiaro della Banca e anche da parte mia…”

In merito alle rimostranze rivolte da parte sindacale all’Azienda sui comportamenti messi in atto dalla stessa con le iniziative di “crash program”, la DR ha tenuto a precisare, che non hanno una finalità inquisitoria, ma hanno l’obiettivo di supportare le filiali in difficoltà. Infine, viene confermato che i budget non sono stati assegnati e che l’Azienda ragiona su obiettivi commerciali mensili, che durante il lockdown sono stati sospesi. Attendiamo che vi sia un riscontro coerente con queste affermazioni nell’ atteggiamento aziendale, rispettoso dell’impegno e della professionalità quotidianamente profusi dai colleghi.

Abbiamo domandato se le “CHAT DI FILIALE”, con cui si richiede il resoconto giornaliero delle vendite, fossero corrispondenti alle disposizioni della Banca che vieta ogni forma di monitoraggio “artigianale”.

L’Azienda ha convenuto che si tratta di una prassi in PALESE VIOLAZIONE ALLE DISPOSIZIONI DELL’ISTITUTO e pertanto sanzionabile:

“A buon intenditore poche parole!”

VOLANTINO  A buon intenditor…

 

 

Incontro Trimestrale di Direzione Regionale Lazio Sardegna Sicilia Abruzzo Molise

In data 17 luglio si è tenuto il primo Incontro Trimestrale di Direzione Regionale Lazio Sardegna Sicilia Abruzzo Molise dell’anno in modalità a distanza e posticipata a causa dell’emergenza Covid-19.

Tanti gli argomenti trattati: dall’emergenza Covid alle pressioni commerciali, dalle carenze di organico a quelle organizzative.

Come al solito il clima percepito dalle parole dei rappresentanti aziendali nonché quello vissuto nell’incontro è totalmente diverso da quanto rappresentato dalle OOSS e da quello vissuto giornalmente dalle lavoratrici e dai lavoratori.

Clicca qui per leggere e/o scaricare la versione integrale del comunicato

GRAZIE A TUTTE LE LAVORATRICI E LAVORATORI DELLA NUOVA DIREZIONE REGIONALE LAZIO SARDEGNA SICILIA ABRUZZO MOLISE

In data 17 luglio si è tenuto il primo Incontro Trimestrale di Direzione Regionale Lazio Sardegna Sicilia Abruzzo Molise dell’anno in modalità a distanza e posticipata  a causa dell’emergenza Covid-19.

Presenti oltre le OOSS, il Direttore Regionale Pierluigi Monceri, i Direttori Commerciali Exclusive, Retail ed Imprese, il Responsabile del Personale Giorgio Sartori nonché i Responsabili del Personale delle varie aree, il Responsabile della Gestione del Personale FOL Mirella Dellavalle, Relazioni Industriali, Tutela Aziendale ed Immobiliare.

Il Direttore Regionale ha illustrato i dati sull’andamento del primo semestre, significativamente influenzati dall’emergenza sanitaria: molto brillanti a gennaio e febbraio, soddisfacenti a marzo, in stasi e sotto alle aspettative ad aprile, maggio e giugno; molto buone, secondo l’azienda,  le performances sui finanziamenti ad imprese ed aziende, tengono i collocamenti mentre appaiono sotto le attese i risultati legati al settore assicurativo; infine, ha espresso soddisfazione per l’andamento molto positivo del NPS, espressione del gradimento da parte dei clienti e del lavoro di qualità fatto dalle lavoratrici e dai lavoratori di questa Direzione Regionale.

A tal proposito Monceri ha provveduto ad elogiare il personale per aver lavorato in condizioni difficili, nonché per l’impegno profuso e per i sacrifici sopportati.

Come OO.SS., pur apprezzando le parole di elogio ascoltate, abbiamo rappresentato che la realtà vissuta è ben altra rispetto a quanto descritto dall’azienda con le criticità di organici, acuite da assenze imputabili a varie causali: astensione cautelare, genitorialità, ferie, nonché alle consistenti uscite per esodo, il perdurare delle indebite pressioni commerciali da parte di diversi Direttori di Area ed in generale di tutte le funzioni commerciali coinvolte, fatto particolarmente grave in questo  momento dove si assiste ad una riduzione della presenza nelle filiali nelle ultime settimane, quantificabile in circa il 60/65% degli organici e in presenza dell’atteggiamento della clientela, spesso scarsamente propensa ai contatti commerciali ed in alcuni episodi anche aggressiva per gli inevitabili disagi nati dall’attesa a volte anche fuori dalle filiali. Le pressioni alla vendita non sono mancate neanche durante la lavorazione dei cosiddetti 25K quando i colleghi delle filiali si sono ritrovati a gestire l’enorme mole di lavoro ed anche le pressioni dei Capi Area che chiedevano di abbinare all’erogazione i prodotti di tutela.

Come delegazioni territoriali abbiamo esposto le varie criticità locali ed è emersa ampia convergenza di problematiche su tutte le aree coinvolte. L’argomento della chiusura/accorpamento di filiali in zone disagiate non ha avuto risposte anche se siamo consapevoli che in tale sede ci fosse ben poco da dire in merito alle scelte (peraltro per noi e per le comunità interessate molto importanti) di piano industriale. Ad ogni modo le OOSS hanno richiesto di porre l’attenzione nel monitorare le ricadute su personale e clientela e sulla riallocazione delle persone interessate.

Crediamo che non possa accettarsi il fatto di mettere sullo stesso piatto della bilancia le eccedenze di personale (tutte da verificare) in alcune aree con la carenza sempre più incancrenita e crescente in altre. Posta l’impossibilità di mobilità inter-area le problematiche relative alla carenza vanno affrontate e risolte alla luce delle specifiche esigenze dei diversi territori e degli accordi sulle assunzioni nella aree disagiate del Paese, cosa che in Sardegna dove in alcune zone le filiali hanno perfino problemi ad aprire, sollecitiamo ormai da tempo immemorabile.

Il dichiarato aziendale di eccedenze di personale in Sicilia frutto dell’acquisizione di Banca Nuova ha in realtà provocato “eccedenze” solo territoriali ed a macchia di leopardo  peraltro colmate dalle Fol su Palermo e Trapani. Le filiali della rete sono ridotte all’osso, sottodimensionate per scelta conseguente anche al modello di servizio che ha visto sparire portafogli e di conseguenza gestori con la creazione dei cosiddetti portafogli sviluppo che vanno comunque gestiti, e l’emergenza Covid lo ha dimostrato con la necessità di seguire anche le migliaia di clienti non assegnate ai gestori per erogazione 25k e anticipo CIGD. I pochi colleghi rimasti sono stremati ed oppressi da continue e fantasiose pressioni alla vendita con taluni Direttori di filiale che al mattino e alla sera mettono i colleghi in fila davanti la loro stanza chiedendo agli stessi di mostrare loro l’agenda! Chissà  magari  aprendo un po’ il cordone della borsa si potrebbero redistribuire meglio sul territorio le eccedenze di personale dichiarate evitando così di lasciare addirittura ruoli di direzione vacanti.

Sul fronte dell’annoso problema delle pressioni commerciali e dei carichi di lavoro, lamentato dalle OOSS come già in precedenti occasioni, il Direttore Regionale ha invitato per l’ennesima volta a segnalare tutti i casi al fine di prendere gli opportuni provvedimenti. In merito a ciò gli è stato evidenziato come le segnalazioni sui “soliti nomi” sono state già eseguite e che continueranno ad essere svolte sia sugli stessi nominativi, che sui nuovi che dovessero presentarsi, con auspicio che ci possa essere una soluzione definitiva e non un inasprimento proveniente da un livello più elevato delle varie funzioni commerciali aziendali. Su questo punto val la pena di sottolineare che le continue sollecitazioni a “fornire i nomi” oltre a rispondere a una personalizzazione poco condivisibile è anche scarsamente credibile perché appare di tutta evidenza che le responsabilità non sono individuali ma rispondono inevitabilmente ad input quantomeno poco chiari. Non è accettabile che si scarichi il peso di quelle responsabilità sulle spalle del singolo e non su chi manda messaggi che alla luce dei fatti peccano almeno di fraintendibilità.

Riguardo alla consegna dei computer per lo smart working/learning, si prevede che questa si concluda per fine agosto dando precedenza a coloro che sono interessati dall’accordo sulla genitorialità e ai colleghi in astensione, in modo tale da poter operare in questa modalità anche qualora lo stato di emergenza dovesse protrarsi.

In merito alla Ferie aggiuntive di 6 giorni l’azienda ci ha comunicato che l’assegnazione prevista per il Personale che, nella fase straordinaria di emergenza, ha continuato a prestare servizio presso il proprio luogo di lavoro, non avendo la possibilità di ricorrere allo smart working, sarà completata nei prossimi giorni.

Sul piano della sicurezza fisica l’Azienda ha ribadito la sua posizione riguardo la questione relativa alle barriere in plexiglass, non ritenendole necessarie in considerazione del rapporto 1 a 1 in presenza tra clienti e dipendenti e ritenendo sufficientemente adeguate le misure adottate finora (mascherine, distanziamento). Le OOSS hanno evidenziato nuovamente (a maggior ragione per gli attuali problemi di distanziamento) le carenze di spazi adeguati in molte filiali/uffici ed è stato sollecitato, per quanto possibile, l’Immobiliare ad una puntuale ricognizione per procedere nell’immediato quanto meno agli interventi più urgenti.

Sono stati infine forniti i dati relativi ai contratti misti attivati: attualmente 44 sulla Direzione Regionale, di cui 33 sulla piazza di Roma.

Le OOSS hanno richiesto dei correttivi al calcolo delle complessità dei Portafogli di Gestione: in merito la Direzione Regionale ha rinviato ai contenuti della negoziazione ancora in corso tra le Parti presso la Direzione Centrale, concretizzatasi poi nell’accordo sui Ruoli Professionali del 21 u.s..

Infine, vista la presenza del Responsabile della Gestione del Personale della FOL, abbiamo chiesto notizie in merito al primo passaggio di colleghi ISP Casa in FOL a seguito dell’accordo del 27 maggio 2020. La risposta su questo passaggio, che vede come prima atto formale la conciliazione con l’ABI il giorno 23 luglio dalle ore 12 a Roma in Via del Corso 226, è che sarà previsto per questi colleghi un periodo di formazione e di affiancamento svolto prevalentemente in modalità di smart working all’interno del turno che è stato a loro assegnato come previsto dal suddetto accordo. Attualmente, le sedi FOL presenti nella Direzione Regionale presentano il seguente organico:

  •  Roma            40 in sala e 13 Gestori Remoti
  •  Cagliari         30 in sala
  •  Palermo        36 in sala e 8 Gestori Remoti
  •  Trapani         71 in sala

Il clima percepito dalle parole dei rappresentanti aziendali nonché quello vissuto nell’incontro è totalmente diverso da quanto rappresentato dalle OOSS e da quello vissuto giornalmente dalle lavoratrici e dai lavoratori. Pertanto, invitiamo i vertici di questa Direzione Regionale a rendere attuale quello che dicono, a dare segnali concreti e diretti di cambiamento e di attenzione alle persone affinché gli elogi fatti dal Direttore Regionale su come si è lavorato in questo periodo, non rimangano soltanto dichiarazioni prive di sostanza ma diventino il punto di partenza per un “nuovo modo di fare squadra”.  

FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UILCA – UNISIN

RR.SS.AA. DIREZIONE REGIONALE LAZIO SARDEGNA SICILIA ABRUZZO MOLISE

DC TORINO – Emergenza Covid19: facciamo il punto

Nella giornata del 14 luglio scorso, le scriventi Organizzazioni Sindacali hanno incontrato (virtualmente) l’azienda per fare il punto della situazione sulle Strutture Centrali ISP di Torino e Moncalieri; vi riportiamo, di seguito, una sintesi di quanto discusso.

Emergenza COVID19 

Continua da parte dell’Azienda il monitoraggio degli ingressi presso i palazzi di sede centrale. Come sappiamo in questa fase è previsto un rientro volontario, anche parziale durante la settimana, dei colleghi che lo richiedano, nel rispetto delle regole sul distanziamento sociale. Attualmente la media di ingressi giornalieri presso il Polo Tecnologico di Moncalieri è all’incirca pari all’11% del totale del personale residente nel palazzo, mentre siamo all’incirca al 10% per quanto riguarda il NCD. Complessivamente ben sotto la soglia del 20% che l’Azienda si auspicava di raggiungere.

Per il mese di Agosto, dato che è tradizionalmente mese di ferie e di assenze pianificate, non vi sono cambiamenti previsti rispetto alla situazione di luglio.

Proprio per la ridotta presenza di personale nei palazzi, l’apertura di Bar e Mense aziendali è stata posticipata alla seconda settimana di settembre, sempre che le condizioni sanitarie e di sicurezza permetteranno di ampliare la platea dei colleghi presenti fisicamente sul luogo di lavoro.

Sul periodo autunnale sarà probabile che gli accessi ai Bar e alle Mense verranno comunque contingentati per garantire la distanza interpersonale all’interno delle strutture; a tal proposito verranno installati dei tornelli all’ingresso delle mense con la sola funzione di conteggiare il numero di persone presenti contemporaneamente all’interno dei servizi di ristorazione.

Abbiamo ricevuto assicurazione da parte delle funzioni aziendali competenti che i sistemi di aereazione/condizionamento dei palazzi rispettino le norme di sicurezza previste delle attuali normative ivi compresi i DPCM relativi all’emergenza COVID19.

Abbiamo richiesto che l’azienda continui a tenere massima l’attenzione affinché i rientri sui luoghi di lavoro avvengano nel massimo rispetto delle norme vigenti in materia di emergenza COVID19.

Sempre per consentire, in questa fase, gli accessi in sicurezza nei palazzi, ricordiamo che rimane la volontaria possibilità per i colleghi di gestire una flessibilità di ingresso dalle 07:00 alle 10:00 (con relativo slittamento dell’orario di uscita) così come resta la volontarietà nella eventuale richiesta del collega di ridurre contestualmente la durata della propria pausa pranzo.

Attualmente, per quanto riguarda il servizio Navette, confermiamo che non è stata apportata alcuna modifica al servizio (in termini di orari e passaggi), fermo restando l’applicazione delle vigenti norme in materia di distanziamento fisico all’interno dei mezzi.

Cantieri aperti 

Le funzioni immobiliari hanno relazionato sull’evoluzione dei cantieri in corso d’opera su Torino e Moncalieri.

Per quanto riguarda il CCM prosegue il cantiere per la barriera fonica che interesserà i refrigeratori da F a B.

Nel rispetto del documento previsto per i rischi interferenziali il cantiere è chiuso con percorsi e servizi separati dal resto delle strutture lavorative.

In PSC proseguono i lavori per la Filiale New Concept con compartimentazione degli stessi ed operatività in corso nella sezione già innovata.

Nel palazzo di Via Monte di Pietà sono in corso due interventi segregati dal resto dello stabile che interessano un Impianto elevatore e la sostituzione dei trasformatori della cabina elettrica.

Micromobilità 

L’azienda ci ha comunicato che per agevolare e alleggerire le problematiche connesse al trasporto pubblico locale ha avviato la realizzazione, in particolare al NCD, di uno stallo bici elettriche pieghevoli posizionato al piano -1 lato corridoio mensa est. Accogliamo favorevolmente l’iniziativa, anche ecologica, auspicando un’implementazione e la predisposizione di torrette per la ricarica.

Anche in PSC sono state applicate delle rastrelliere per le biciclette nel cortile di presidenza di Via XX Settembre con lo stesso obbiettivo di ridurre in parte l’utilizzo dei mezzi pubblici.

Varie 

L’epidemia che ha determinato l’emergenza sanitaria tuttora in corso ha evidenziato che lo svolgimento delle attività lavorative non possono prescindere dalla garanzia di salubrità dei luoghi di lavoro.

Nei palazzi sono stati resi operativi per la fase di rientro desk di accoglienza per la fornitura Dpi e sostituzione delle mascherine con quelle di tipo chirurgico.

Tutti gli stabili sono dotati di termo scanner e gli impianti di climatizzazione sono soggetti a sanificazione ed utilizzano aria esterna.

Sono disponibili manuali di utilizzo degli spazi ed accesso alle strutture del Gruppo.

Le postazioni di lavoro sono segnate con sigilli. Dopo l’utilizzo vengono igienizzate insieme alle altre che si trovano di fronte e sui fianchi.

Alcune riflessioni 

L’emergenza COVID19 ha accelerato e consolidato, in maniera forte ed estesa, il ricorso allo Smart Working come strumento di organizzazione del lavoro. Per stessa dichiarazione dei vertici aziendali, la  modalità  del  lavoro  a  distanza  ha  permesso  il  mantenimento  di  altissimi  standard  produttivi nonostante il difficile momento, passato e presente. Tutto questo grazie soprattutto alle capacità di adattamento e alla forte professionalità delle colleghe e dei colleghi. Immaginiamo che il futuro vedrà lo Smart Working come importante elemento della organizzazione del lavoro che comporterà un cambiamento di mentalità e di approccio anche da parte di quei responsabili che, secondo noi errando, hanno avuto in passato qualche ritrosia nei confronti di questa nuova e moderna modalità di lavoro. Gli ingenti investimenti aziendali per allargare la platea dei destinatari e rendere sempre più stabile l’attività in remoto ci dice che la strada è segnata.  Come  OO.SS. rileviamo  una forte soddisfazione  dei  colleghi  nell’operare  in  questa modalità  che  permette, tra  l’altro, una  migliore gestione dei tempi di vita-lavoro di ognuno di noi senza che però ciò si trasformi in un sistematico “allungamento”  dell’orario  di  lavoro  richiesto  dai  responsabili.  A tal  proposito  ricordiamo  a  tutti  i colleghi che anche in regime di Smart Working vi è la possibilità di richiedere il riconoscimento dello straordinario  nel  rispetto  delle  regole  già  in  essere  prima  dell’inizio  dell’emergenza  Covid19. Naturalmente, in questo nuovo scenario, si dovrà provvedere a riscrivere e migliorare le regole sullo Smart  Working  e  questo  sarà,  dal  nostro  punto  di  vista,  una  delle  prossime  sfide  normative  che dovremmo affrontare appena la situazione sanitaria nazionale ce lo permetterà in serenità.

Torino/Moncalieri, 22/07/2020

RSA ISP – Torino e Moncalieri

Area Liguria: in cassa di nuovo su appuntamento?!?

IN INTESA SANPAOLO DAL 22 LUGLIO TORNANO GLI APPUNTAMENTI PER IL SERVIZIO DI CASSA

L’Azienda, solo lo scorso 8 giugno (e il 29 giugno nelle filiali piccole) aveva unilateralmente abolito il sistema degli appuntamenti in cassa.

Il ritorno da domani agli appuntamenti, senza quasi preavviso e senza una adeguata campagna informativa nei confronti di clienti sempre più disorientati è – se possibile– una pezza peggiore del buco che si intende tappare.

Una scelta talmente intempestiva, dettata da dilettantismo, pressapochismo e mancata conoscenza di quanto avviene nelle filiali, che si commenta da sola.

Le ricadute, come sempre, saranno su chi in Filiale ci lavora.

Le RSA FISAC CGIL della provincia di Imperia

fai click per visualizzare il comunicato della provincia di Imperia

DR Toscana Umbria: Si salvi chi può…

Fino a stamani i colleghi comunicavano correttamente alla clientela che non era più necessario fissare appuntamenti per operazioni di cassa ma – colpo di scena – pochi minuti dopo lo scenario è drasticamente cambiato.

Filiali con carenze di organico causa lunghe assenze, covid, ferie, trasferimenti in extremis per coprire le uscite per esodo – che hanno ulteriormente dimagrito gli organici – gestori del personale che si dimenticano di coprire le assenze: definirla la sagra dell’improvvisazione ci sembra addirittura riduttivo.

Nel frattempo i telefoni squillano incessantemente, le truffe aumentano, i budget rimangono: ma l’Azienda davvero non è in grado di valutare le ricadute di tali scellerate scelte organizzative?

click qui per il volantino

Torino: PER CERTE COSE CI VUOLE “TESTA”

Siamo arrivati al punto di rottura, o più realisticamente l’abbiamo appena superato.

In economia aziendale raggiungere e superare il punto di pareggio tra costi e ricavi è preceduto da analisi strategiche e azioni correttive di recupero, come ci può ben insegnare il nostro Direttore Regionale di Piemonte Liguria e Valle d’Aosta, più volte definitosi “uomo di impresa”. Invece è proprio lui a dare il colpo di grazia alla sopportazione dei colleghi.

Per colleghi si intendono i gestori, i direttori di filiale, i direttori di area e i molti appartenenti alle strutture di Direzione che hanno avuto pochi giorni fa occasione di ascoltare le sue parole.

La dedizione, l’etica professionale, la sensibilità ai bisogni del cliente sono i fattori che, sino ad ora, hanno garantito l’attività di filiale.

Sia chiaro, la nostra Direzione Regionale ha tolto quell’ultimo velo posticcio al re, ora più nudo che mai: durante l’emergenza COVID-19 (emergenza che è ancora in corso, ricordiamocelo!) non è stata in grado di supportare il lavoro dei colleghi e definire con chiarezza le priorità offrendo soluzioni adeguate.  Si fa avanti solo ora, con atteggiamenti e toni non accettabili, perché preoccupata dell’immagine aziendale e del dato relativo alla soddisfazione della clientela che, incredibile a dirsi (ma solo per i nostri vertici), è nettamente in calo.

Come se non bastasse, assistiamo alla vecchia cara tecnica di scaricare le responsabilità su coloro che il lavoro lo svolgono sul serio, tra le difficoltà quotidiane e i cambiamenti normativi ed organizzativi, tra clienti inferociti o anche solo disorientati, che cercano nella loro banca un punto di riferimento per le proprie esigenze.

Ed ecco la lync ai direttori per ribadire quanto sia importante tenere in ordine la filiale e fondamentale rispondere al telefono, non ricordando che quest’ultimo fosse uno dei punti che come OO.SS abbiamo evidenziato in occasione dell’incontro annuale: o si parla con il cliente che si ha di fronte riservandogli la necessaria attenzione oppure si risponde continuamente al telefono rendendo meno incisiva la nostra consulenza fisica. Peraltro la scelta – appena trapelata – di ripristinare il servizio di cassa solo su appuntamento non potrà che incrementare esponenzialmente questo problema: più la coperta è corta più la si tira e più si strappa.

Forse queste nostre dichiarazioni non sono state recepite e ci troveremo nuovamente di fronte alla vecchia regola in cui ci sentiremo dire “c’e stato un problema di comunicazione”.

Per fortuna alcuni direttori non si sono prestati al gioco irrispettoso di mortificare i colleghi costringendoli a trovare soluzioni impossibili.

Sminuire i problemi, le difficoltà organizzative, la carenza di organico, perché non si è in grado (o non si vuole) trovare una soluzione, facendo leva sulla sensibilità e sul senso di inadeguatezza delle persone, è un mestiere fin troppo consolidato ai vertici della nella nostra azienda.

Ma stupirsi della degenerazione dei problemi annunciata e delle ricadute sulla clientela (il cui “bene” riveste sicuramente maggior interesse che non quello dei colleghi), pretendendo di ottenere soluzioni da chi le sta chiedendo costruttivamente da tempo, è assolutamente inaccettabile.

La soluzione dei problemi non sarà possibile senza un ripensamento degli organici: come Organizzazioni Sindacali di questo territorio (che non ha beneficiato delle banche venete, che non ha visto una significativa razionalizzazione della rete distributiva, che vede la più alta percentuale di adesione all’esodo su territorio nazionale) sono anni che segnaliamo il problema della carenza di personale.

Non accetteremo più il rimprovero dai toni da caserma, proprio di chi non ha reale consapevolezza della complessità dei problemi e del periodo che stiamo vivendo: senza un cambio di direzione, utilizzeremo tutti gli strumenti messi a disposizione dalla contrattazione aziendale.

qui il documento in pdf

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Area Liguria: sollecito….

Mentre l’OMS certifica il nuovo record di contagi nel mondo e in Italia due Ministri e il Premier confermano la necessità della linea della prudenza, ipotizzando anche la proroga dello stato di emergenza, ci dispiace constatare che la nostra Azienda sembra stia cominciando ad abbassare il livello di attenzione, pensando forse che il Covid-19 non sia più un problema.
E’ per questo che, più di una settimana fa, il 6 luglio, avevamo posto alcune domande a cui non abbiamo ricevuto ancora risposta e che per Vostra comodità Vi riproponiamo :

• Qual è la corretta modalità di gestione degli accessi?
• Sono richiedibili dalla clientela operazioni contabili dopo l’intervallo ?
• E’ possibile per la clientela accedere agli sportelli MTA interni dopo l’intervallo ?
• E’ nuovamente utilizzabile la postazione di accoglienza “greeter” ?
• Nelle filiali senza steward è previsto che si faccia accoglienza all’esterno della banca?
• Sono stati adeguatamente informati i preposti sul fatto che il recente accordo per il sostegno a genitorialità e famiglie prevede per la platea destinataria ,a fronte di semplice richiesta, il diritto individuale alla fruizione di almeno una giornata di lavoro flessibile alla settimana (incluso il personale non dotato di Pc Aziendale) ?
• in quali filiali e quando sono state effettuate pulizie straordinarie ?
• gli impianti di climatizzazione centralizzati presenti nelle filiali sono stati messi in funzione nel rispetto delle raccomandazioni presenti nel Rapporto ISS COVID 19 n.33/2020 “Indicazioni sugli impianti di ventilazione /climatizzazione in strutture non sanitarie e in ambienti domestici in relazione alla diffusione del virus SARS-CoV-2” vers. 25/5/2020 ?

Siamo oggi a sollecitare una tempestiva risposta scritta, per consentire alle filiali di lavorare con omogeneità ed in sicurezza in uno dei periodi dell’anno che, nelle nostre zone, registra un notevole incremento delle attività in un contesto molto difficile anche a causa della ormai cronica carenza di organici. Anche per questo motivo insistiamo perché si proceda con l’installazione delle barriere in plexiglass per le postazioni di cassa e di accoglienza, a cui l’azienda avrebbe dovuto già provvedere, ma che incomprensibilmente sembrerebbe non si ritenga più una necessità.

In assenza di risposte, ci vedremo costretti a rivolgerci agli RLS e agli Enti preposti per richiedere una puntuale verifica dell’adeguatezza degli interventi finora effettuati, riservandoci inoltre qualsiasi azione contro eventuali condotte dirette ad impedire o limitare l’esercizio dell’attività sindacale.
RR.SS.AA FABI – FIRST CISL FISAC CGIL
Arma – Imperia – Sanremo – Ventimiglia

fai click qui per leggere il sollecito

INCONTRO DI TRIMESTRALE D.C. MILANO E PROVINCIA

INCONTRO DI TRIMESTRALE

DIREZIONI CENTRALI MILANO E PROVINCIA 

Nella giornata del 3 luglio si è tenuto l’incontro in call-conference tra Azienda e OO.SS. delle Direzioni Centrali di Milano e provincia di ISP in cui abbiamo trattato i seguenti argomenti:

  • Ampliamento del lavoro flessibile
  • Misure adottate in relazione all’emergenza Covid-19 e dati relativi
  • Rivisitazione organizzativa nell’ambito dell’Operations
  • Mensa e Mobility

L’incontro, a partire da un discorso propedeutico sulla tutela salute dei lavoratori, ha evidenziato   gli impatti gestionali e organizzativi nella fase emergenziale, in linea con quanto stabilito di volta in volta dai DPCM.

Clicca qui per leggere tutto il Comunicato

INCONTRO ANNUALE DIREZIONE REGIONALE VENETO FRIULI TRENTINO A.A. – POST EMERGENZA COVID…TUTTO E’ CAMBIATO…TRANNE LE PRESSIONI

Martedì 7 luglio si è potuto finalmente svolgere l’incontro annuale di Direzione Regionale Nord Est, con la ormai ricorrente modalità “a distanza”, alla presenza del Direttore Regionale Renzo Simonato, della Responsabile del Personale di DR Valeria Villicich e della FOL Mirella Dellavalle, di tutti i Direttori Commerciali e CT PAR e del responsabile delle relazioni sindacali Panaghiotis Meletis.
Abbiamo potuto affrontare una serie di problemi irrisolti…LEGGI TUTTO

Cordiali saluti

Coordinamento Regionale Fisac CGIL

VERSO UNA NUOVA NORMALITÀ?


I giorni 2 e 3 luglio abbiamo saggiato una nuova modalità di svolgimento delle assemblee dei lavoratori, quattro appuntamenti via Skype che hanno raggiunto i colleghi delle diverse realtà cagliaritane, Direzione d’Area, Imprese, FOL, lavoratori delle filiali della città.

Vi ringraziamo tutti per la partecipazione, avevamo la necessità di presentarvi la nuova RSA di Cagliari, con l’ingresso di Antonio Madeddu subentrante a Sandro Gallittu, che continuerà a rivestire il ruolo di Coordinatore Area Sardegna insieme a Laura Urgeghe.

Ci potremmo fermare qua, ma la discussione che si è sviluppata in maniera spontanea merita di essere portata all’attenzione dei colleghi iscritti che non hanno potuto prendere parte all’evento, anche perché fortemente improntata sulla serie di criticità che hanno caratterizzato il periodo di emergenza che abbiamo vissuto e stiamo tutt’ora vivendo.

Smart Working

Introdotta con gli accordi di Gruppo del 2014 e 2015, la modalità flessibile è divenuta uno strumento fondamentale per l’Azienda per organizzare il lavoro con il diffondersi del COVID-19, conciliando la tutela della salute dei lavoratori con quella dei cittadini in generale, nel rispetto delle disposizioni dei vari DCPM.

Il limite massimo di otto giornate mensili fruibili è stato derogato con buona pace e apprezzamento da parte dei lavoratori (a proposito, presto diverranno dieci). Questo gradimento lascia però spazio alle criticità quando il periodo si tramuta in settimane, mesi consecutivi.

Ognuno di noi fa parte di un gruppo e la mancanza di condivisione, dello scambio di informazioni immediato, del confronto necessario nei momenti critici, fa venir meno il supporto reciproco che ci diamo.

Aggiungiamoci che gli strumenti a disposizione si rivelano insufficienti: molti lavoratori infatti sono ricorsi all’acquisto di schermi di dimensioni accettabili, sedie ergonomiche e altro ancora per poter mitigare i disturbi fisici manifestati.

Questo nonostante la disponibilità, per quanto non codificata da accordi, a fornirle a seguito di segnalazione alle funzioni aziendali di Area.

Secondario forse quando si parla di emergenza sanitaria, ma ugualmente importante il trasferimento di costi dall’azienda al lavoratore: il venir meno del buono pasto, il consumo energetico per i dispositivi utilizzati e il condizionamento dell’abitazione, l’adeguamento della linea telefonica/dati, tutti costi che hanno percentualmente un certo peso.

Lavoro in filiale

Giunge conferma da parte di tutte le filiali di episodi di pesanti aggressioni verbali, a volte conclusi grazie all’intervento delle forze dell’ordine. Tra gli episodi raccontati annoveriamo l’incendio del cestino porta carta nell’area self e l’imbrattamento di un ATM con cibo umido per animali a guisa di sterco.

Per quanto non giustificabili tali atti, non hanno certo aiutato i comunicati stampa e gli articoli pubblicati sui tempi di delibera dei prestiti garantiti dallo Stato o sull’inesistente ritorno alla normalità, che ha spinto i clienti a recarsi in filiale senza appuntamento mettendo in difficoltà chi poi doveva gestirli.

Infine, la soppressione dell’appuntamento per i servizi di cassa, con la conseguente costrizione per i clienti a stare in fila sotto il sole al di fuori delle filiali, non si rivela certo una strategia che possa migliorare lo stato di cose addolcendo gli animi.

I recenti pensionamenti e i lungo assenti hanno evidenziato un problema cronico dell’Isola e che finora aveva solo sfiorato Cagliari che è quello della carenza di personale. I carichi di lavoro stanno diventando insopportabili e sono a rischio i servizi di cassa o addirittura l’apertura di alcune filiali.

Il problema si presenterà amplificato, prevedibile e previsto, in periodo di turnazione per le meritatissime ferie.

Registriamo purtroppo qualche caso di ripresa di pressioni commerciali indebite quale, ad esempio noi consideriamo tale, la pretesa di appuntamenti con la presenza imposta dello Specialista Tutela “virtuale”, che dovrebbe comparire ed essere di supporto durante il colloquio tra i gestori e i clienti. Anche no, grazie.

Ci chiediamo inoltre cosa ci sia di così complicato da capire che le classifiche sono fastidiose, inutili e vietate.

Tutto quello che ci è stato rappresentato è sotto i nostri occhi dall’inizio di questa pandemia, come lavoratori, come colleghi, abbiamo vissuto e stiamo vivendo situazioni emergenziali: ai problemi cronici se ne sono aggiunti altri ai quali tutti stiamo cercando di far fronte con le nostre capacità.

A titolo di esempio potremmo parlare degli sforzi profusi da parte dei colleghi chiamati a lavorare i finanziamenti garantiti, con i continui cambiamenti normativi che hanno dovuto fronteggiare. Ancora, le sospensioni dei prestiti e dei mutui con le continue richieste di aggiornamento da parte dei clienti. I colleghi della FOL chiamati ad uno sforzo eccezionale per gestire le frodi sempre più sofisticate, sopperire ai colleghi assenti delle filiali chiuse.

La prossima settimana si terrà l’incontro con la Direzione Regionale e crediamo che i temi da voi sviluppati potranno essere un utile contributo per il tavolo unitario che incontrerà le funzioni aziendali.

Come Fisac Cgil stiamo vigilando sui cambiamenti in corso, consapevoli e certi che molte delle questioni che appartengono al “prima” vanno ripensate profondamente per tutelare meglio i lavoratori in futuro.

“NON TORNEREMO ALLA NORMALITÀ,
PERCHÉ PROPRIO LA NORMALITÀ ERA IL PROBLEMA”

 

RSA DI CAGLIARI
Stefano Piredda e Antonio Madeddu

Emergenza… Occupazionale!

COORDINAMENTI RSA INTESA SANPAOLO SARDEGNA

Il 3 dicembre 2019 si è svolto l’ultimo incontro trimestrale dell’Area Sardegna: purtroppo l’emergenza Covid19 non ha consentito lo svolgimento della prima trimestrale del 2020 che, a seguito di nostra sollecitazione, è convocata per il 17 luglio.

Vogliamo riportare all’attenzione dell’Azienda il tema dell’occupazione che già nella precedente trimestrale era stato l’argomento principale. Ribadiamo pertanto quanto già detto in quella occasione.

Il tema dell’occupazione è assolutamente centrale per il nostro territorio e per i colleghi: è il filo conduttore nelle problematiche quotidiane e lo strumento indispensabile per affrontare ogni cambiamento.

E di cambiamenti, in questi primi mesi dell’anno, ne abbiamo affrontati e ne stiamo affrontando tanti, ad iniziare da quelli attuati dall’azienda con l’ennesimo Nuovo Modello di Servizio e la conseguente creazione dei portafogli Exclusive nel “mondo Personal per il futuro”, cosa che ha suscitato notevoli problemi nella ridistribuzione della clientela con le filiali retail.

Ma l’evento traumatico della pandemia è stato ciò che più di ogni altra cosa ha fatto emergere la già carente mancanza di personale nella rete e nella FOL.

Per non esporre il personale al contagio si è giustamente lavorato su turni, si sono lasciati i lavoratori a rischio salute a casa e, anche utilizzando quanto previsto dai DPCM, sono stati supportarti i lavoratori portatori di problematiche legate alla chiusura delle scuole ed al lavoro di cura.

Lavorando nelle filiali a ranghi ridottissimi, si sono accentuate le difficoltà che più volte abbiamo denunciato: in molte filiali sono mancati gli operatori di cassa, nell’emergenza si sono dirottati i clienti nelle filiali dove l’operatore era presente (cosa che  la gestione per appuntamento ha reso di più difficile gestione), sono tuttora a casa diversi gestori a cui solo recentemente è stata data la possibilità di lavorare in smart working, con pesantissime ricadute su chi turnava che ha dovuto far fronte allo stress derivante dalle pressioni che i clienti, i media, il Governo e la banca stessa esercitavano. È facile immaginare che l’ulteriore riduzione di personale che seguirà agli imminenti esodi renderà questa situazione ancor più critica.

Nella filiale FOL di Cagliari la ormai cronica carenza di personale – che abbiamo denunciato fin dalla sua nascita in tutti gli incontri avuti con l’Azienda – nell’emergenza causata dalla crisi sanitaria è diventata insostenibile: code di telefonate che hanno raggiunto anche le 100 chiamate hanno reso impossibile una corretta gestione del lavoro già precaria in periodo pre-Covid.

A tutto questo si aggiunge la mancanza del turn over: alle uscite che hanno coinvolto circa 40 colleghi negli ultimi due anni e a quelle ormai imminenti non si è fatto fronte con nuove assunzioni se non con quelle risicate delle c.d. categorie protette (al solo fine di rispondere ad un obbligo di legge) che non hanno risolto affatto il problema.

Non si può pensare neanche che il piano di razionalizzazione degli sportelli sia una delle possibili soluzioni: far confluire tutti i clienti di due o più UOG su un’unica filiale lascia il numero dei lavoratori della filiale accorpante pressoché invariato, aumentando i disagi per i clienti e lo stress per i colleghi.

Il futuro piano di acquisizione di UBI sappiamo già che nel nostro territorio non porterà alcun beneficio in termini di aumento del personale (non essendo UBI presente in Sardegna) ma subiremo invece gli effetti di un nuovo esodo, che accentuerà ancor di più la riduzione degli occupati ormai da tempo sotto le 1000 unità: un film già visto in occasione dell’acquisizione delle Banche Venete.

Vi chiediamo pertanto, ancora una volta, di assolvere a quanto dichiarato negli accordi in capogruppo, dove si garantivano nuove assunzioni con particolare attenzione alle aree economicamente disagiate, nelle quali, ahinoi, rientriamo a pieno diritto. Quegli accordi prevedevano un rapporto di 1:4 tra nuovi ingressi e uscite di personale: non ci sembra velleitario chiedere quantomeno il rispetto di quel rapporto considerando anche le uscite già avvenute.

Oltre ad un necessario ricambio nella rete, è urgente che si proceda ad un significativo aumento di organico nella FOL, che non può che avvenire con nuove assunzioni. Un piano di nuove assunzioni nella FOL del quale potrebbero beneficiare anche altri territori, oltre quello del capoluogo, col ricorso a postazioni in filiali presenti nell’isola ma a riporto della FOL di Cagliari: una soluzione che non ci appare affatto fantasiosa considerato che in tempi di pandemia i colleghi FOL hanno lavorato in smart working ed hanno quindi già sperimentato un modello di questo tipo.  Solo così si potrà far crescere una realtà lavorativa che dal suo nascere si è volutamente lasciata al limite della sopravvivenza, con manifestazioni di insofferenza ogniqualvolta il Sindacato evidenziava le criticità in essa esistenti: non rappresenta una vittoria affermare che i fatti ci hanno dato ragione.

Cagliari, 8/07/2020

Area Liguria: Alcune domande…

Spett.Banca Intesa Sanpaolo Direzione Regionale Liguria

Stiamo monitorando con preoccupazione quanto avviene nelle filiali di nostra competenza, dopo l’entrata in vigore delle nuove disposizioni per l’accesso al servizio di cassa..
Osserviamo infatti che tali regole, proprio per la loro vaghezza, non vengono interpretate in modo omogeneo.
A titolo di esempio, relativamente alla gestione della porta d’accesso, abbiamo filiali in modalità manuale per tutta la giornata, altre in automatico al mattino e in manuale al pomeriggio ed altre ancora sempre in automatico.
Vi elenchiamo altre criticità da noi rilevate, per le quali, così come per la modalità di gestione degli accessi, vi preghiamo di fornirci per iscritto la corretta procedura, anche a tutela dei preposti.
• Sono richiedibili dalla clientela operazioni contabili dopo l’intervallo ?

• E’ possibile per la clientela accedere agli sportelli MTA interni dopo l’intervallo ?

• E’ nuovamente utilizzabile la postazione di accoglienza “greeter” ?

• Nelle filiali senza steward è previsto che si faccia accoglienza all’esterno della banca?

• Sono stati adeguatamente informati i preposti sul fatto che il recente accordo per il sostegno a genitorialità e famiglie prevede per la platea destinataria ,a fronte di semplice richiesta, il diritto individuale alla fruizione di almeno una giornata di lavoro flessibile alla settimana (incluso il personale non dotato di Pc Aziendale) ?
Siamo inoltre a richiedervi :

• in quali filiali e quando sono state effettuate pulizie straordinarie

• se gli impianti di climatizzazione centralizzati presenti nelle filiali sono stati messi in funzione nel rispetto delle raccomandazioni presenti nel Rapporto ISS COVID 19 n.33/2020 “I ndicazioni sugli impianti di ventilazione /climatizzazione in strutture non sanitarie e in ambienti domestici in relazione alla diffusione del virus SARS-CoV-2 ” vers. 25/5/2020

Certi di un vostro sollecito riscontro alle domande da noi poste, vi salutiamo cordialmente.
RR.SS.AA FABI – FIRST CISL FISAC CGIL Arma – Imperia – Sanremo – Ventimiglia

fai click qui per leggere le nostre domande

AREA VICENZA E VERONA – COVID O NO, LE PRESSIONI CONTINUANO…

COVID O NO LE PRESSIONI CONTINUANO: La coperta è davvero ormai troppo corta! Chi si aspettava un miglioramento – o perlomeno di trarre dall’emergenza “Covid19” una positiva lezione, resterà deluso. I costanti cambiamenti effettuati dalla Banca rappresentano l’ennesimo mutamento senza contenuti. Eppure non avevamo bisogno di gesti eclatanti, solo di un po’ di coerenza… LEGGI TUTTO

DR ERM 1° INCONTRO ANNUALE : LE NOSTRE RICHIESTE

Il 7 luglio p.v. incontreremo ufficialmente, per la prima volta dalla data del suo insediamento, il nuovo Direttore Regionale, Cristina Balbo.

La riunione, nel corso della quale l’azienda dovrà fornire una visione integrata delle attività delle Direzioni Commerciali Retail, Personal e Imprese oltre alle informative su Organici, Formazione, Orari di Lavoro, Distribuzione Territoriale delle Filiali, Sicurezza e Andamento Economico e Produttivo, sarà anche l’occasione per confrontarsi sulle problematiche esistenti nella Direzione Regionale e su tematiche di primario interesse per le colleghe e per i colleghi.

Proprio per questo motivo, anticipiamo alcuni argomenti, che poi integreremo e aggiorneremo durante la riunione, sui quali ci aspettiamo risposte chiare e in linea con gli impegni aziendali assunti.

Il principio più volte enunciato, e ribadito anche a livello di management aziendale, che pone la SALUTE DEI COLLEGHI AL PRIMO POSTO, deve trovare concreta applicazione nei comportamenti aziendali.

A tal proposito:

Situazione delle filiali

Dal 6 luglio l’Azienda ha deciso di non applicare più la misura cautelativa, che continuiamo a ritenere necessaria, della presenza massima in filiale del 75% dell’organico, per garantire il distanziamento sociale, decisione che risulta, considerato il periodo estivo e di ferie, di difficile comprensione.In considerazione di ciò, chiediamo che, come affermato dalla Capogruppo, venga garantito il pieno rispetto della fruizione delle ferie e anche delle SVL programmate che, peraltro, ci risulta siano state concesse con il contagocce.

Barriere in Plexiglass

Non condividiamo e, soprattutto, non comprendiamo la retromarcia inaspettata ed ingiustificata sulla decisione di installare le barriere di plexiglass, dopo che la stessa era già stata formalmente comunicata alle Delegazioni Sindacali, agli RLS e ai colleghi; ribadiamo all’Azienda la richiesta di fornire le postazioni di sportello di tale indispensabile presidio di prevenzione e protezione.

Stewart

Dopo che l’azienda ha sostituito la modalità di accesso alle casse con appuntamento con gli ingressi contingentati, è necessario incrementare il numero delle filiali presidiate da stewart (o guardie), per evitare file davanti alle dipendenze (che, vista la stagione, portano al rischio di malori per la clientela) ed assembramenti, spesso disordinati e caotici, all’interno delle aree self.Ciò anche in relazione ai diversi episodi di aggressioni verbali e fisiche, riportate anche dalla stampa, fatti non sporadici e comunque indicativi della necessità di valutare la situazione reale, al di là dei dati statistici sull’andamento medio degli afflussi della clientela, che può avere dei picchi all’interno della settimana, o delle fasce orarie di una stessa giornata, e intervenire di conseguenza.

Nuove Procedure informatiche

La situazione determinata dal COVID-19 avrebbe reso necessario nuove procedure per velocizzare l’operatività e ridurre al minimo i tempi di permanenza della clientela; ciò che è invece accaduto è stato un inauspicato rallentamento dei tempi di esecuzione delle attività operative, esattamente il contrario di ciò che sarebbe stato necessario.Una situazione che richiede un intervento risolutivo in quanto determina disagi per la clientela che si riverberano negativamente sui dipendenti, oltre ad una cattiva ricaduta sull’immagine dell’Azienda.

 Indebite richieste di report sui risultati commerciali

Non vorremmo che prevalesse la frenesia dei risultati ad ogni costo, come se tre mesi di “lockdown” ed una pandemia mondiale tuttora in corso non avessero cambiato nulla nelle priorità e nei comportamenti.Siamo pertanto a chiedere dovute spiegazioni sulle iniziative di “crash program”, rivolte ad alcune filiali della nostra DR.Stiamo cercando faticosamente di uscire da un periodo di emergenza nel quale tutte le filiali hanno lavorato in situazione di grande difficoltà, gestendo, oltre alle attività ordinarie, migliaia di richieste di anticipazione sociale, sospensione mutui, finanziamenti garantiti dallo Stato e ulteriori disparate attività legate all’applicazione dei decreti ministeriali.Nonostante ciò, e anche dopo la comunicazione pervenuta da Banca dei Territori a tutti i Direttori (commerciali, area e filiale) rispetto alla sanzione amministrativa inflitta all’Azienda nel mese di marzo, continuano a verificarsi richieste indebite di reportistica attraverso canali non autorizzati (es. chat di filiale…) che sottopongono i colleghi a situazioni inaccettabili di stress e di difficoltà.Riportiamo di seguito la comunicazione aziendale sul tema delle rendicontazioni, che richiediamo venga rispettata:

“…SONO VIETATE le richieste di rendicontazione delle vendite ai colleghi di rete: l’unico monitoraggio di riferimento per le performance commerciali dei prodotti e servizi collocati, ai fini delle usuali attività di analisi sulla redditività e sulle strategie commerciali da attuare, è quello messo a disposizione dalla Direzione Pianificazione e Controllo di Gestione nella intranet aziendale sul portale dedicato “PIÙ”.
Altre forme di rendicontazione possono configurare un’indebita pressione commerciale sulla rete di vendita per il raggiungimento degli obiettivi di budget e sono, di per sé, censurabili;”.

Invochiamo, pertanto, un’ulteriore azione di sensibilizzazione tra le figure del “middle management” sulla necessità di rispettare le regole; no a indebite pressioni commerciali, la salute dei colleghi viene prima di ogni altra cosa.

Dotazione dei Pc e Accordo sulla genitorialità

L’accordo sulla genitorialità necessita di immediata attuazione, sia per l’effettuazione delle giornate di Smart Working sia per la fruizione della Banca del Tempo.In attesa di conoscere il piano di distribuzione dei pc per i colleghi di tutta la Rete, e in via prioritaria per i destinatari dell’accordo sulla genitorialità, chiediamo chiarezza e tempestività sulle modalità per poter effettuare, in via temporanea nelle more della consegna, il lavoro flessibile tramite “device” personali, in particolar modo rispetto ai riferimenti ai quali rivolgersi e all’iter autorizzativo previsto, anche in termini di tempistiche.

 Rinnovi Part time e carenze di organico

Ci giungono notizie di difficoltà da parte dell’Azienda ad accogliere alcune richieste di rinnovo dei Part time, motivate dalle problematiche organizzative e di organico legate alle uscite per esodo e pensionamento dei colleghi a Giugno, che ci portano a riaffermare le necessità delle nostre colleghe.E’ inaccettabile che da una parte si sottoscrivano accordi per la genitorialità e dall’altra si pensi di negare il rinnovo dei Part Time; soprattutto in questo contesto, dove le informazioni sulle riaperture delle scuole sono ancora vaghe e incerte.Chiediamo quindi che tale approccio aziendale venga modificato e che si favorisca al massimo la concessione dei Part Time, sia in termini di rinnovo che di accoglimento di richieste in attesa.

6 luglio 2020                            

                        COORDINATORI SINDACALI

  FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA/UIL – UNISIN

 DIREZIONE REGIONALE EMILIA ROMAGNA E MARCHE

 

Le ns rich

Niente potrà essere come prima. Nemmeno in DR Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta

Il 23 giugno si è finalmente potuto tenere l’incontro annuale di Direzione Regionale Piemonte Liguria e Valle d’Aosta che ci ha permesso di:

  • fare il punto sulla situazione di questo territorio e avanzare le nostre richieste sui temi più urgenti,
  • consentito di conoscere il nuovo Direttore della Direzione Regionale Teresio Testa e il Responsabile del Personale Luca Calvi.

È stata un’occasione importante perché abbiamo rimarcato quanto siano numerosi e seri i problemi in questo territorio e abbiamo chiesto esplicitamente se ci possa essere l’intenzione di cercare soluzioni concrete e condivise.

Con l’azienda abbiamo affrontato i seguenti argomenti:

Organici in rete e mobilità
Questo è di gran lunga il principale problema nel nostro territorio e richiede soluzioni urgenti prima di dover registrare il collasso psicofisico dei colleghi e dell’intero sistema di servizio alla clientela. Occorre prestare attenzione alle profonde diversità organizzative e logistiche di un territorio che è molto meno omogeneo di quanto si possa immaginare:

    • In alcune zone il problema principale è stato legato alla mobilità, anche a causa di una massiccia e concentrata presenza di Filiali e Direzioni delle ex Banche Venete che ha dovuto essere integrata e riorganizzata con tutte le ovvie ricadute; più in generale la ripresa dei trasferimenti post blocco Covid, anche in ragione delle nuove esigenze generali di riduzione della mobilità, in tutti i territori dovrà andare in una direzione di avvicinamento casa lavoro e non allontanamento come troppo spesso accaduto finora.
    • In altre zone (la maggioranza) la totale assenza della Rete ex Venete ha generato un problema opposto di carenza sempre più strutturale di organici, peggiorata:
      • dalle adesioni massicce ai vari esodi che si sono succeduti nel tempo e che in questi giorni hanno prodotto l’uscita di altre centinaia di colleghi,
      • da una riorganizzazione della rete filiali estremamente lenta e farraginosa.

Flessibilità individuali
Nel contesto appena descritto occorre prestare molta attenzione a una corretta e condivisa gestione delle flessibilità individuali rispetto a ingressi, pause pranzo, part time e tutta la strumentazione di conciliazione tempi di vita e tempi di lavoro che sempre di più deve essere qualcosa di applicato per via naturale e non come concessione da strappare faticosamente. Sui part time apprezziamo e verificheremo sul campo gli impegni del Responsabile del personale “i criteri saranno sempre di attenzione al singolo caso a prescindere dalle necessità organizzative”. Risulta ancora di più indispensabile un completo ripensamento e una drastica riduzione degli orari estesi anche post emergenza sanitaria e pausa estiva.

Pressioni commerciali
Abbiamo segnalato come in questa fase si stanno manifestando i primi segnali di una volontà di “recuperare” in qualsiasi modo i risultati dei 3 mesi “persi” per il Covid: non lo accetteremo in nessun modo e invitiamo tutti i colleghi a segnalarci i comportamenti scorretti, le pressioni indebite e tutte le storture che continuano ad esserci!

Sviluppo professionale dei colleghi
Le continue evoluzioni del modello di servizio lasciano sconcertati e in difficoltà organizzative i colleghi. Ci sono stati effetti negativi per un certo numero di Direttori che hanno visto interrompersi o ridursi il loro percorso di consolidamento in modo del tutto slegato dalle loro performance. Ci sono Gestori che sono stati spostati da una filiera all’altra in modo spesso per loro incomprensibile. È in corso la trattativa su un nuovo sistema di Ruoli e Percorsi che non sarà più basato sulle complessità dei portafogli: è fondamentale che qualsiasi sia il nuovo meccanismo vengano salvaguardati i colleghi e le loro professionalità con un’attenzione maggiore di quanto non è stato fatto finora, mettendo in atto anche i necessari correttivi gestionali per “recuperare” le penalizzazioni ingiustificate che si sono verificate.

Direzioni Centrali
Le Direzioni centrali sono una parte fondamentale e un asset di straordinario valore per tutta l’azienda. In questo territorio c’è una parte importante e strategica dei sistemi informatici del gruppo, verrà collocato uno dei due Hub ISP in partnership con TIM per l’accesso ai servizi cloud di Google, viene svolta una parte importante dell’attività di advanced data analysis, c’è la sede dell’Innovation Center, uno dei principali incubatori di Start Up in Europa. Le esigenze e le aspirazioni dei colleghi che svolgono queste e altre mansioni è in buona parte sconosciuta alla stessa azienda. Il processo di Titling professionale che si sta avviando è un primo passo verso una certificazione più oggettiva delle professionalità dei colleghi, ma servirà a poco se l’azienda non sarà disponibile ad accompagnarla a una fase negoziale che produca effetti concreti per tutte le persone delle Direzioni.  Inoltre, e fin da subito, bisogna affrontare, anche gestionalmente, la questione dello Smart Working e della dichiarata intenzione aziendale di accelerare sul rientro in ufficio dei colleghi. L’adesione allo Smart Working è e deve continuare ad essere una scelta individuale. Allo stesso tempo lo Smart Working ha dimostrato di essere una modalità lavorativa molto profittevole per l’azienda e quindi deve essere garantito e tutelato come un interesse reciproco e non “elargito” come la graziosa concessione di un benefit per il lavoratore.

FOL
Capiamo l’esigenza aziendale di tenere traccia dell’andamento del servizio con una lunga serie di dati statistici su numero di telefonate, telefonate perse, velocità di risposta e… durata della telefonata con il cliente. Il governo di un servizio passa attraverso la sua conoscenza. E poi perché altrimenti non si saprebbe cosa mettere in tutte quelle belle presentazioni in Powerpoint che tanto piacciono nelle riunioni. C’è un enorme “però”. I dati raccolti non devono MAI essere utilizzati per trasformare il lavoro “a cottimo” e tantomeno per fare pressioni “di performance”, ad esempio, sulla durata della telefonata. Perché altrimenti ci avviciniamo pericolosamente al concetto delle infauste “pressioni commerciali”. E siamo sicuri che non sia questo lo scopo aziendale, vero? Inoltre, non è da sottovalutare il fattore “soddisfazione del cliente”. Non vorremmo trovarci nella situazione di dover gestire reclami ufficiali verso i colleghi perché magari sono stati “troppo scortesi nel chiudere la telefonata”, “sembrava avesse fretta di chiudere” e simili. Le soluzioni al problema di troppo carico sulla FOL sono affrontabili nel solo modo possibile: potenziando il servizio. Magari assumendo (che parola difficile da pronunciare) oseremmo suggerire… anche senza troppe analisi di dati.

Monte Pegni di Torino
Apprendiamo al momento della stesura del comunicato che la data di cessione a Pronto Pegno dovrebbe essere il 13 di luglio. In questo periodo di pandemia i colleghi del Monte Pegni hanno dimostrato a tutti cosa significa professionalità. Pur sapendo da mesi che l’azienda aveva deciso di venderli hanno continuato a lavorare con la massima professionalità e sacrificio in questo periodo di COVID-19 nonostante le difficoltà che stanno affrontando in questo particolarissimo ambito: clientela “difficile” e disperata, presenza massiccia di forze dell’ordine tutti i giorni per mantenere l’ordine pubblico, assembramenti, minacce, blocco delle aste. Tanto da ricevere visita quotidiana da tutte le televisioni e testate giornalistiche. E non dimentichiamoci i problemi di salute che hanno falciato anche loro, come successo nelle altre filiali del Gruppo. 
Abbiamo segnalato e continueremo a farlo fino all’ultimo le problematiche che riscontreremo in questo difficile passaggio.

Questi i punti principali che abbiamo esposto alla Direzione Regionale.

Abbiamo anche chiarito che non ci accontenteremo di un atteggiamento che scarichi su altre funzioni o su uno sfuggente e astratto concetto di Azienda che prende altrove le decisioni. Certamente molte situazioni sono “date”, ma:

  • da un lato è un preciso compito delle funzioni aziendali decentrate far sentire la propria voce per chiedere i correttivi e gli interventi necessari per far funzionare la macchina;
  • dall’altro ciò che trasforma una situazione complessa in una realtà organizzata e compatibile oppure in un mondo caotico e oppressivo sono la capacità gestionale e la volontà di cercare soluzioni utili per tutte le parti invece di esercitare strappi e forzature. In questo senso il ruolo di tutte le Funzioni del personale è centrale e tanto più lo è quanto più i Gestori del personale sono a diretto contatto con i colleghi, i loro problemi, le loro aspirazioni.

Insomma, per capire le reali intenzioni dell’azienda in questo territorio non ci vorrà molto: basterà verificare nel tempo (un tempo ragionevolmente breve) e sul campo come verranno affrontare nel concreto le criticità che abbiamo evidenziato.

Un primo passaggio importante che suggeriamo all’Azienda è di incontrare le Organizzazioni sindacali a stretto giro con le riunioni di trimestrale, per poterci focalizzare sulle specificità dei singoli territori di questa Direzione Regionale.

qui il documento in pdf

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INCONTRO TRIMESTRALE DELLA D.R. MILANO CITTA’ E PROVINCIA

RIPARTIAMO DAL RISPETTO DELLE REGOLE

Martedì 23 giugno si è svolto, in modalità a distanza, il primo incontro trimestrale della DR Milano Città e Provincia alla presenza della nuova Responsabile del Personale Mara De Mauri e del nuovo Direttore Regionale Gianluigi Venturini, il quale ha sinteticamente illustrato i risultati da inizio anno, definiti positivi e di tenuta, in un contesto eccezionale e straordinario

click qui per il comunicato

Comunicato unitario dopo la trimestrale in Direzione Regionale Lombardia ISP

Se qualcuno non se ne è ancora accorto dopo il panico,

il pianto e la rabbia ORA siamo nella fase dello sfinimento,

QUI, dove lavoriamo, nella rete, in Lombardia.

2020 06 La cornice è emergenza5

Intersindacale Direzione Regionale Lombardia Intesa Sanpaolo

 

La cornice è l’emergenza

 

Il giorno 16 giugno via Skype abbiamo avuto il consueto incontro trimestrale con la Direzione Regionale di Intesa Sanpaolo alla presenza, per la prima volta, del direttore Tito Nocentini e di tutto lo staff di Direzione Regionale con la presenza di Stefano Tura per le Relazioni Industriali.

 

Confronto che è durato oltre cinque ore e che ha segnato un dibattito serrato su tutti gli argomenti che, nel periodo attuale, sono all’ordine del giorno sui territori, nella rete, nelle Fol e nelle strutture centrali.

 

Una doverosa premessa: durante l’emergenza i colleghi hanno continuato quotidianamente il servizio alla clientela, nelle difficoltà legate alla complessiva riorganizzazione del periodo, al panico iniziale e spesso di fronte ad una clientela esasperata e inferocita i cui atteggiamenti di accentuata insofferenza a volte sono sfociati in colluttazioni fisiche; le filiali si sono dimostrate centrali rispetto alla fase, sul piano della tenuta sociale, come tutta la Banca dei Territori.

  • Stewart: abbiamo sottolineato la necessità di incrementarne il numero considerando il fatto che su alcune piazze non è sufficiente il solo parametro utilizzato dall’azienda della grandezza della filiale; in alcune casi esiste una REALE necessità dovuta a fattori che, se osservati semplicemente senza gli occhi della burocrazia e delle scelte calate dall’alto, cambierebbero sicuramente il tipo di intervento.
  • Lavoro da casa: il grande sforzo organizzativo è stato riconosciuto da tutti; sicuramente non è stato semplice definire protocolli, fare accordi e organizzare tutti i reparti del Gruppo seguendo i DPCM che di volta in volta venivano emanati; alfine l’applicazione, su tutto il territorio nazionale, delle regole condivise ha consentito un miglior controllo della delicatissima situazione dei tre mesi appena trascorsi; su questo punto sottolineiamo che l’esperienza è dentro la cornice Emergenza e quindi sicuramente non definitiva nelle regole attuali.
  • Dotazioni dei PC e accordo genitorialità: a questo proposito la Responsabile del personale della Direzione Regionale Lombardia ha sollecitato da parte di colleghe/i che lo richiedessero l’invio delle proprie candidature allo smart working agli specialisti del personale. Abbiamo sottolineato come completare la dotazione a tutto il personale, in via prioritaria sul territorio lombardo, di strumenti per lo smart working sia cruciale per il prossimo futuro. Ci è stato confermato che entro fine mese arriveranno i pc per i colleghi destinatari del recente accordo sulla genitorialità che, ricordiamo, assicura almeno una giornata di lavoro da casa per chi ha figli di età inferiore ai 14 anni. La dott.ssa Mantica ha fatto presente che è possibile avanzare richiesta per utilizzare, in attesa della dotazione di strumenti aziendali, i propri device personali.
  • Turni: abbiamo evidenziato che la presenza massima del 75% dell’organico dovrebbe consentire a tutti di turnare (anche per smaltire lo stress della continua attenzione a mascherina, distanze ecc.), in realtà si traduce per alcune figure professionali in una presenza del 100%, in particolare per i cassieri e gli addetti imprese. Questa impostazione, anche laddove dettata dalla necessità di smaltire carichi di lavoro eccezionali a nostro parere non è conforme alle regole che l’azienda stessa si è data.
  • Sanificazione, pulizie dei locali, dispositivi di protezione individuali: è esperienza comune, in tutti i territori, di come i protocolli stabiliti dall’azienda riguardo la sanificazione e la pulizia dei locali siano ampiamente disattesi. La sanificazione non è affatto periodica, mentre le pulizie quotidiane, già inadeguate prima della pandemia, sono del tutto insufficienti. Abbiamo inoltre sollecitato una più puntuale consegna delle mascherine, evidenziando che la fornitura di quelle chirurgiche, previste per il periodo estivo, potrebbe essere insufficiente.
  • Pressioni commerciali: nonostante la disposizione inviata dalla Direzione del Personale e Compliance a tutti i Direttori di Area e di Filiale sul divieto di produrre report non ufficiali continuano ad essere presenti in alcuni territori quelli “fai da te”; la risposta dell’azienda è stata che “in Lombardia le pressioni commerciali non ci sono”, una bizzarra e un po’ ingenua affermazione rispetto a quello che ci viene segnalato dai territori. Roberta Benedicenti, direttore commerciale del territorio Retail, ha dichiarato che non ha mai chiesto, né chiederà mai alcuna reportistica e rendicontazione differente da quanto già messo a disposizione a livello di portali ufficiali in ABC, aggiungendo che sensibilizzerà ulteriormente al riguardo i Capi Area Retail. L’azienda su questo punto si è comunque resa disponibile ad intervenire su segnalazioni specifiche per intervenire e stigmatizzare comportamenti fuori dalle regole.
  • Uscite di fine giugno e tensioni occupazionali: ampia rilevanza ha avuto la discussione circa l’ormai cronico sottodimensionamento degli organici rispetto ai carichi operativi che, nonostante l’ennesima revisione del modello distributivo di inizio 2020, tendono all’incremento esponenziale. La Lombardia è una delle regioni che vede il maggior numero di uscite (Bergamo 40, Como-Varese 47, Pavia 34, Brescia 15, Cremona 11, Mantova 5, Uffici di direzione 30) e quindi abbiamo rappresentato come siano indispensabili assunzioni e/o trasferimenti manifestando le nostre preoccupazioni circa la perdita di ulteriori e importanti figure professionali da ricostruire nel tempo. Ribadiamo che NON SIAMO MACCHINE, il continuo bombardamento normativo, commerciale e operativo genera alti livelli di stress e di demotivazione e porta ad un modo di lavorare pericoloso, sia per noi dipendenti (perché il nostro è pur sempre un lavoro di responsabilità che richiede competenze e concentrazione, mentre qualcuno vorrebbe ridurci a dei semplici macina numeri) sia per la stessa azienda, basti pensare al caos creatosi nei frequenti spostamenti di clientela tra portafogli imprese ed aziende retail, con il rischio di smarrimento documentazione, che in futuro potrebbe pregiudicare il recupero del credito in caso di contenzioso; purtroppo siamo sempre meno e non è umanamente possibile avere tutto sotto controllo!

L’emergenza relativa al Covid-19 si è inserita poi in un contesto aziendale caratterizzato da diverse criticità, già da tempo evidenziate della OO.SS., in particolare il presidio del territorio, l’affinamento del modello organizzativo, la qualità della formazione.

Sul tema organici però la discussione si è subito arenata, con la direzione che ha messo in campo l’incognita dell’impatto dell’operazione UBI sullo scenario attuale.

Sappiamo bene però che le tempistiche di una fusione non sono certo quelle che servirebbero per risolvere i problemi attuali!

 

Parole di riconoscenza e gratitudine ai colleghi NON bastano, alle parole seguano i fatti. Se qualcuno non se ne è ancora accorto dopo il panico, il pianto e la rabbia ORA siamo nella fase dello sfinimento, QUI, dove lavoriamo, nella rete, in Lombardia.

 

 

FABI – FIRST/CISL – FISAC CGIL – UIL CA – UNISIN

Intesa Sanpaolo

Intersindacale Regionale Lombardia

 

25 Giugno 2020

 

Area Liguria: La normalità che non c’è

La progressiva riapertura del Paese identificata con la Fase 2 dell’emergenza ha portato
novità nell’organizzazione del lavoro della nostra azienda.
Come OO.SS. riteniamo doveroso segnalare le criticità evidenti di questi giorni che non
consentono alle lavoratrici e ai lavoratori di svolgere le attività in sicurezza.
La scelta di consentire ai clienti, nelle filiali grandi, di accedere ai servizi di cassa senza
appuntamento sta causando gravi disagi e continui assembramenti alle porte delle filiali. Si
è reso necessario, con cadenza quotidiana, l’intervento delle forze dell’ordine presso
moltissimi punti operativi al fine di tutelare i colleghi che sono spesso uno dei bersagli del
disagio sociale crescente nel nostro Paese, ma con dedizione e senso del dovere si
espongono al confronto con i clienti anche al di fuori delle filiali laddove non sono stati
assegnati gli steward, svolgendo di fatto una mansione non prevista.
E’ indispensabile incrementare il servizio di guardiania fornendolo a tutte le filiali
con maggior afflusso di pubblico e per tutto l’orario di lavoro facendo cessare la
scorretta prassi di impiego delle colleghe e dei colleghi.
Dobbiamo nuovamente sottolineare che all’interno dei locali della banca il servizio di
pulizia è rimasto carente e se non viene incrementato l’orario delle addette e degli addetti
al servizio non arriveremo mai ad una soluzione efficace.
Non sono ancora presenti gli schermi in plexiglass e attendiamo la distribuzione dei kit per
la sanificazione delle postazioni di ricevimento del pubblico, tranne laddove i colleghi
hanno provveduto con interventi “fai da te” impiegando come sempre la buona volontà e il
buon senso per adeguare il layout della filiale alla situazione di emergenza. Peraltro
queste due misure erano già presenti nelle linee guida per la riapertura delle attività
individuate dalla Conferenza delle Regioni a metà Maggio.
Chiediamo quindi, la verifica del corretto posizionamento dei presidi anti-Covid
all’interno delle filiali e degli uffici e di vigilare sul loro corretto utilizzo.
Oltre a queste mancanze denunciamo che l’approvvigionamento di mascherine e guanti
non è tempestivo come dovrebbe e che l’utilizzo degli schermi facciali, ancor più se
abbinato agli occhiali, rende improbabile visualizzare correttamente i monitor dei pc.
L’estate è alle porte, con i presidi di sicurezza che stiamo indossando è impensabile
continuare a lavorare con temperature elevate nelle filiali, il ricambio e la corretta
filtrazione dell’aria sono requisiti previsti da tutte le disposizioni di legge e, purtroppo, le
pessime esperienze degli anni passati ci destano forti preoccupazioni.
L’assetto organizzativo delle filiali con la presenza massima consentita del 75%
dell’organico vede la sua applicazione in maniera disomogenea nelle singole realtà:
riteniamo fondamentale garantire la rotazione delle presenze coinvolgendo tutte le
colleghe e tutti i colleghi in maniera equa e nel rispetto dei diritti derivanti
dall’accordo per il sostegno a genitorialità e famiglie.
In questa situazione in cui si ostenta un rapido ritorno alla “normalità” i colleghi continuano
ad affrontare carichi di lavoro crescenti e repentini cambi procedurali che rendono
ulteriormente difficoltosa la relazione con i clienti.
Per le attività legate ai finanziamenti covid manca ancora una risposta dall’azienda in
merito alla “lettera di manleva”, che sarebbe una doverosa tutela per tutte quelle lavoratrici
e tutti quei lavoratori coinvolti nel processo di erogazione, e che sono fortemente sollecitati
dai clienti e indebitamente pressati dall’azienda.
Sono assolutamente deprecabili i tentativi di alcuni capi di riproporre indegne modalità di
pressione nella gestione del lavoro, prospettando il ritorno ad una “normalità” di cui
nessuno ha nostalgia.
Le competenze e il senso del dovere delle colleghe e dei colleghi, fin qui dimostrate,
sono un adeguato supporto al rilancio dell’economia e incarnano lo spirito del
servizio essenziale che la Banche sono state chiamate a prestare nell’emergenza.
Visto l’impegno profuso per sostenere il Paese in questo difficile momento,
riteniamo doveroso, da parte dell’Azienda uno sforzo maggiore per garantire la
salute e la sicurezza in tutti i luoghi di lavoro.

fai click qui per leggere il comunicato completo

RLS ERMAM: Ritorno alla normalità? Non ci sembra proprio

Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza 
Ritorno alla normalità? Non ci sembra proprio
Nella video intervista pubblicata sulla web tv il 28 di maggio, il Dott. Barrese parla di un graduale ritorno alla normalità nelle Filiali, di un traffico spontaneo della clientela, ma sempre con accessi selettivi per evitare gli affollamenti.
Nella stessa intervista, il Resp. Della Banca dei Territrori ribadisce anche come il tema del distanziamento e della protezione individuale ci accompagnerà a lungo.
Ciò che purtroppo però sta accadendo nella maggior parte delle Filiali grandi e sprovviste di steward è esattamente il contrario: file di clienti disorientati che si accalcano all’interno delle Aree Self, pronti ad entrare in Filiale non appena le porte si aprono, tensioni con i colleghi, insulti, minacce. Insomma, il caos.
Abbiamo chiesto invano ai responsabili di Tutela Aziendale e di Sicurezza Fisica di fornire alle Filiali senza steward indicazioni precise su come gestire le code dei clienti che senza appuntamento si presentano davanti alle nostre Filiali, mescolandosi e creando confusione con i clienti che invece hanno preso appuntamento.
Di seguito le indicazioni da seguire per quanto riguarda l’accesso della clientela nelle Filiali senza steward, così come riportate nel documento “Regole di Sicurezza Fisica”:
“Ne consegue che i clienti in attesa dovranno aspettare il proprio turno all’esterno della Filiale, possibilmente organizzati in due gruppi (clienti con appuntamento, che seguono l’ordine temporale di prenotazione; quelli che non hanno appuntamento e devono servirsi dell’esclusivo servizio di cassa e cassa self, che seguono l’ordine di arrivo) al fine di limitare possibili elementi d’incomprensione tra le persone in attesa.”
Ma i clienti come si organizzano, da soli? Non esistono cartelli e nessun altro tipo di indicazione.
Inoltre, come già più volte ripetuto dal Responsabile di Sicurezza Fisica, i colleghi non devono recarsi all’esterno della Filiale. Chi dovrebbe allora svolgere tale ruolo informativo e organizzativo esterno? Solo uno steward, che però non c’è.
Tutto ciò non può accadere nel nostro territorio, nella prima Banca italiana! Soprattutto se ci si rapporta al nostro principale competitor, nelle cui Filiali è presente uno steward che misura la temperatura ai clienti prima dell’accesso con uno termo scanner.
Lo stesso competitor che da tempo ha dotato le postazioni di lavoro delle Filiali di barriere protettive di plexiglass. Dopo mesi di richieste, finalmente l’Azienda ci ha confermato l’intenzione di procedere all’acquisto di plexiglass per le sole postazioni di cassa e di accoglienza. E i gestori? Forse non lavorano a contatto con il pubblico? Ci aspettiamo che tali barriere arrivino celermente nelle nostre Filiali.
Per quanto riguarda il tema della sanificazione dei locali aziendali, continuiamo a denunciare la generale carenza delle pulizie quotidiane, ma la situazione non sembra essere affatto migliorata: gli operatori continuano, nella maggior parte dei casi, a svolgere pulizie superficiali ed in tempi contingentati.
Anche in materia di climatizzazione, da tempo abbiamo chiesto al Servizio di Prevenzione e Protezione di fornirci il dettaglio degli impianti presenti nella nostra Direzione e le specifiche sul loro funzionamento; stiamo attendendo l’incontro previsto con la Direzione Immobili.
Ricordiamo brevemente cosa prevede la normativa di legge a riguardo:
  •  Nei luoghi di lavoro chiusi, è necessario far sì che tenendo conto dei metodi di lavoro e degli sforzi ai quali sono sottoposti i lavoratori, essi dispongano di aria salubre in quantità
  • sufficiente anche ottenuta con impianti di aereazione.
  •  Se viene utilizzato un impianto di aerazione, esso deve essere sempre manutenuto funzionante. Ogni eventuale guasto deve essere segnalato da un sistema di controllo, e ciò è necessario per salvaguardare la salute dei lavoratori.
  • Se sono utilizzati impianti di condizionamento dell’aria o di ventilazione meccanica, essi devono funzionare in modo che i lavoratori non siano esposti a correnti d’aria fastidiosa e dannosa.
  • Gli stessi impianti devono essere periodicamente sottoposti a controlli, manutenzione, pulizia e sanificazione per la tutela della salute dei lavoratori.
  • Qualsiasi sedimento o residuo di sporco che potrebbe comportare un pericolo immediato per la salute dei lavoratori dovuto all’inquinamento dell’aria respirata deve essere eliminato rapidamente.
Invitiamo le Colleghe ed i Colleghi ad aprire tempestivamente i ticket a fronte dei problemi di malfunzionamento climatico e di segnalare ogni problematica relativa alla condizione di salute e sicurezza sul luogo di lavoro.
I Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza della Direzione Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo e Molise restano a disposizione per ogni supporto e intervento.

Un abbraccio virtuale…..la Fisac c’è!

Cari colleghi e care colleghe,

in questo ormai lungo periodo “emergenziale”, i rapporti di vicinanza fisica si sono necessariamente rarefatti….

Sono stati, sono e saranno giorni di lavoro intensi e molto spesso esposti alle “pressioni” rispetto all’evasione delle richieste sia da parte dei clienti sia da parte dell’Azienda.

Noi ci siamo sempre stati, ci siamo e ci saremo per intervenire e sostenervi nel rispetto delle normative vigenti.

Fisac Cgil Area Firenze e Prato

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COORDINAMENTI RSA E RLS INTESA SANPAOLO SARDEGNA

SI RIPARTE COME SE NIENTE FOSSE ACCADUTO?
(NELLA NOSTRA AREA SI È SMARRITA LA MEMORIA A BREVE)

Poco più di un mese fa abbiamo denunciato le pressioni che le lavoratrici ed i lavoratori stavano subendo
relativamente alla lavorazione delle pratiche di liquidità previste dal DPCM, alle quali si aggiungevano le
pressioni commerciali per la vendita di prodotti a distanza.

Se queste problematiche si stanno attenuando, non lo dobbiamo certo a un ravvedimento nelle politiche
commerciali delle funzioni preposte (capi area, direttori, coordinatori). Al contrario, siamo ormai nella
fase di superamento di qualsiasi limite imposto dall’emergenza Covid-19.

Nei briefing si chiede ai gestori la “Pianificazione pro attiva orientata alle priorità”, si stabilisce il passo
giornaliero per il raggiungimento degli obbiettivi con la pretesa di recuperare le perdite di questi tre mesi,
come se anche gli stessi clienti non abbiano subito e non stiano subendo le pesanti conseguenze
economiche del periodo appena trascorso, e che attualmente attraversano una crisi devastante che si
somma ad una ripresa che nella nostra isola non si è mai realmente manifestata?

Si pretende la piena operatività commerciale come se niente fosse accaduto.

Ma quel che più sconcerta è il comportamento che rasenta il patologico di alcuni responsabili che con
grande veemenza sollecitano i colleghi al raggiungimento di obbiettivi a loro dire sfidanti con richiami al
non essere distratti, citando le altre filiali che hanno fatto meglio ed evidenziando che non ci si può
permettere di fare come nei tre mesi precedenti ma bisogna ritornare al passo di febbraio.

È come se si fossero trascorsi questi tre mesi in filiale a bighellonare!

Lavorando a ranghi ridottissimi, i colleghi hanno dovuto far fronte allo stress derivante dalle pressioni
che i clienti, i media, il Governo e la banca stessa hanno esercitato su di loro.

A questo si aggiunge la confusione sulle nuove regole previste per il rientro della forza lavoro fino a un
massimo del 75% in tutte le filiali: siamo al fai da te.
In assenza di indicazioni precise, ogni direttore dispone sulle turnazioni: chi decide di lasciare più spesso
a casa chi ha già le abilitazioni per lo smart working, chi favorisce la genitorialità, chi suddivide i turni in
base al ruolo favorendo i comparti con più lavoratori, chi chiede deroghe per superare la percentuale del
75% delle presenze in filiale.
A questo si aggiunge, soprattutto nelle filiali New Concept, l’utilizzo di postazioni condivise da più
lavoratori, che gli stessi regolamenti aziendali proibiscono.
È necessario che si faccia al più presto chiarezza, e si diano delle linee guida univoche da rispettare senza
se e senza ma, che garantiscano la massima prevenzione del contagio, in una virtuosa alternanza fra lavoro
in filiale e smart working, programmando le turnazioni in modo da garantire una identica diminuzione del
rischio per tutti i colleghi coinvolti.

La gestione degli ingressi nelle filiali sta dando luogo a situazioni di pericolo per la salute e la sicurezza
fisica di dipendenti e clienti. Gli assembramenti davanti all’ingresso delle filiali sono ormai fuori
controllo, specialmente dentro le aree self: il distanziamento sociale e l’uso corretto delle mascherine è
pura utopia; troppo frequentemente i clienti assalgono i colleghi con violenza verbale e, talvolta, perfino fisica. In diverse filiali si è denunciato queste criticità, ed in alcune è dovuta intervenire anche la forza pubblica. Eppure, solo in pochissime si è provveduto ad intervenire con la vigilanza all’ingresso. Spesso gli stessi responsabili delle filiali minimizzano il problema, venendo meno al loro obbligo di segnalare nella procedura Megarete ogni episodio di aggressione.
L’ultimo, fumoso aggiornamento, che prevede che nelle filiali grandi “possa essere previsto l’ingresso contingentato in sostituzione dell’appuntamento”, sta già generando ancora più confusione e tensione.

Non ultimo per importanza, denunciamo una scarsa attenzione nelle pulizie. Nella cosiddetta “fase 1” del Covid-19 abbiamo riscontrato un aumento delle ore da dedicare per una puntuale sanificazione. Nella “fase 2” prima e nella “fase 3” adesso, con le filiali popolate da un maggior numero di colleghi e clienti, constatiamo un paradossale ritorno agli standard pre-Covid, palesemente carenti e non conformi a quanto stabilito nei DPCM.
Dopo mesi di insistenti richieste, l’azienda sta finalmente pensando di fornire dei kit per consentire a colleghi e clienti di sanificare le superfici anche durante la giornata e, in alcuni casi, persino le famigerate barriere in plexiglas, che ormai sono diffuse in qualsiasi attività a contatto col pubblico ma non in Intesa Sanpaolo.
Tuttavia, questo non può prescindere da un doveroso irrobustimento delle attività di pulizia e sanificazione dei luoghi di lavoro, con particolare attenzione alle superfici di lavoro e agli impianti di trattamento e condizionamento dell’aria.

Per quanto esposto, auspichiamo che questo nostro comunicato aiuti tutti a ritrovare la memoria a breve, affinché si possa realmente realizzare quella coralità che alcuni evocano a parole ma non realizzano nei fatti.

L’impatto sanitario, sociale ed economico di questa terribile pandemia è sotto gli occhi di tutti noi e Intesa Sanpaolo non può comportarsi come se nulla fosse.
È necessario che le funzioni del personale intervengano al più presto ribadendo e specificando in maniera univoca quali sono i comportamenti corretti, ma soprattutto ricordando che le pressioni commerciali indebite che prepotentemente si stanno attuando, non solo sono fuori luogo e non ammesse, ma sono controproducenti per il raggiungimento dell’obbiettivo atteso.

Siamo pronti a denunciare con le segnalazioni nella casella “io segnalo” e con interventi specifici chi, non ritrovando la memoria, eserciterà pressioni indebite e comportamenti fuori dalle regole stabilite, ma siamo anche determinati ad aprire una vertenza se questi atteggiamenti continueranno ad attuarsi.

Cagliari, 12/06/2020

 

ISP Area Puglia: la vicinanza della Fisac

A TUTTE LE ISCRITTE E GLI ISCRITTI DELLA FISAC CGIL NEL GRUPPO INTESA SANPAOLO IN PUGLIA.

Questo periodo di emergenza sanitaria ha avuto profonde ripercussioni sulla vita personale e lavorativa di ognuno di noi.

Sul piano dell’attività sindacale, la crisi ci ha impedito di potervi incontrare fisicamente presso le filiali.

Lo spirito di servizio e la voglia di non mollare mai, anche in questo periodo, ci ha portato ad utilizzare tutti gli strumenti utili per fornire a chi ne aveva bisogno tutta la nostra vicinanza, sia pure “a distanza”, sempre con l’obiettivo dell’ascolto e dell’assistenza.

Innanzitutto nella speranza di poterci rivedere quanto prima fisicamente, ci teniamo a confermarvi tutta la nostra disponibilità anche in modalità “a distanza”.

A tal fine, vi riportiamo di seguito i riferimenti dei nostri Coordinatori RR.SS.AA. di Area del Gruppo Intesa Sanpaolo in Puglia, ossia di quei sindacalisti che sono rimasti sempre coerenti a quel quadratino rosso, simbolo della nostra Organizzazione, e a tutto l’universo di valori che esso rappresenta:

COORDINATORI RR.SS.AA. DI AREA – PUGLIA

DE LEO FRANCO                                347 5605887

FIORINO EMANUELE                         333 5885536

LOPEZ ROSALIA                                 345 3651350

VERGARI ELISA                                   347 6875820

 

Area Liguria: Gestione accessi filiale Sanremo

GESTIONE ACCESSI FILIALE SANREMO 474
In considerazione degli innumerevoli episodi in cui l’Agenzia di Sanremo di Intesa San Paolo è finita sui giornali per la pessima gestione dei flussi della clientela, vedi articoli delle ultime settimane e la nostra denuncia dei rischi di tale situazione lanciata pubblicamente in data 15/05 ma già esposta anche con lettera al prefetto del 30/03/2020 e volantino unitario della provincia del 13/05/2020 che per comodità Vi alleghiamo:

Vi diffidiamo
dall’ esporre i colleghi lavoratori ad ulteriori rischi personali, offese ed ingiurie in considerazione a quanto riportato.
È evidente che l’ azienda deve trovare modalità organizzative differenti per evitare di amplificare un rischio salute già di per sé estremamente alto e soddisfare le naturali e normali esigenze dei clienti anche alla luce del prossimo avvio dell’operativita’ di cassa senza appuntamento.
Vi rammendiamo che il protocollo firmato in data 28/04/2020 Vi obbliga ad informare chiunque entri in banca dell’“l’impegno a rispettare tutte le disposizioni delle autorità e del datore di lavoro nel fare accesso in azienda (in particolare mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro, osservare le regole di igiene delle mani e tenere comportamenti corretti sul piano dell’igiene)”.
Evidenziamo inoltre che bisogna mantenere il piantonamento con guardia giurata o steward muniti dei nominativi dei clienti che hanno appuntamento e  che in altri Istituti si procede a rilevare all’ingresso temperatura corporea e si effettua igienizzazione obbligatoria  della mani (oltre ovviamente all’obbligo della mascherina).

DOVE ERAVATE ??

Abbiamo letto con enorme piacere la mail che la Responsabile nazionale del personale ISP ha indirizzato ai direttori commerciali, di area e di filiale in merito alle pratiche commerciali scorrette a causa delle quali la nostra azienda è stata sanzionata per 4,8 milioni di euro dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Nel testo apprezziamo il richiamo alla correttezza e alla reportistica vietata ma ci sorge spontanea una domanda: negli ultimi anni, durante i quali la FISAC e le altre organizzazioni sindacali di questo gruppo hanno denunciato instancabilmente, attraverso i volantini e negli incontri trimestrali, le pressioni commerciali a cui i colleghi sono sottoposti, le funzioni preposte esattamente dov’erano?

Perché, nonostante la nostra azienda sia stata la prima nel 2015 a negoziare con i sindacati un accordo sulle politiche commerciali ed i comportamenti consentiti, ripreso anche nell’accordo nazionale del 2017, in quella mail non se ne fa alcun accenno?

Nessuno può far finta di non sapere quello che succede, tanto è evidente, tanto è stato ripetutamente denunciato.

E men che mai ricondurre la responsabilità di tutto a “forme di rendicontazione” difformi  e “azioni commerciali autonome”, scaricando così la responsabilità sui singoli e auto-assolvendosi.

Inascoltati, abbiamo sempre rappresentato la realtà, negata dai vertici aziendali ed i risultati sono evidenti a tutti, anche alla Autorità Garante delle Concorrenza e del Mercato.

Ad oggi, in molti casi, questi comportamenti non sono cessati e, anzi, la crisi determinata dall’Emergenza COVID-19, viene talvolta presa a pretesto per spinte alla vendita di prodotti assicurativi.

Siamo in attesa dei prossimi sviluppi:

– l’Azienda ha intenzione di provvedere alla rimozione dal ruolo di chi, senza rischiare alcuna sanzione perché civilmente e penalmente non responsabile (a differenza dei direttori di filiale), si è mostrato particolarmente solerte nelle richieste di obiettivi commerciali, minando clima e salute dei luoghi di lavoro?

– gli effetti della multa saranno ancora una volta spalmati sui lavoratori, insieme agli effetti del Covid-19, in termini di budget irraggiungibili, di artifici contabili, balzelli sui premi variabili con utilizzo di altre fantasiose modalità di controllo e pressione?

-si interverrà prontamente per bloccare i comportamenti scorretti a fronte delle denunce di colleghi ed organizzazioni sindacali?

Noi abbiamo una sola certezza: continueremo a monitorare e denunciare, in forza delle norme e dell’etica professionale, in difesa di chi lavora secondo le regole e la coscienza.

Ci auguriamo che questa sanzione milionaria sia di insegnamento ai vertici di questa azienda e di monito per il futuro o meglio per il presente!

Noi saremo sempre dalla parte del lavoro, delle regole, della dignità, dell’etica e della verità.

FISAC CGIL Coordinamenti delle RSA ISP
Direzione Regionale Toscana-Umbria

Firenze…pressioni e minacce alla vendita: e il ruolo di servizio pubblico?

In un momento in cui il sistema bancario in quanto settore essenziale, diventa un veicolo fondamentale per l’erogazione del credito a imprese e famiglie, assistiamo sgomenti alla ripresa di fenomeni a noi purtroppo ben noti: priorità della vendita commerciale, pressioni per fissare appuntamenti in filiale, richiesta di tabelle a fine giornata, perfino con minacce verbali. E ciò, nonostante la lettera inviata dalla dirigenza della banca per richiamare i direttori tutti, di filiale, di area e commerciali, a comportamenti in linea con le regole di Compliance e gestione del personale che la banca stessa si è data.

Anche nel capoluogo toscano non mancano episodi gravi, da noi puntualmente denunciati con nomi e cognomi alla Direzione regionale, in cui si registrano comportamenti irrispettosi della dignità personale e pressioni a lavoratrici e lavoratori già provati da carichi di lavoro insostenibili e da una situazione psicologicamente pesante a causa della pandemia.
Ci aspettiamo che tali comportamenti siano censurati e ricondotti nell’alveo della correttezza. Diversamente non ci esimeremo dal fare i medesimi nomi e cognomi a ben altri livelli. Più alto è il ruolo più alta è la responsabilità.

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ASSEGNI PER IL NUCLEO FAMILIARE: PUBBLICATI I NUOVI LIVELLI DI REDDITO

Come FISAC Area Torino vi ricordiamo che con la circolare n. 60 del 21 maggio 2020 l’Inps ha trasmesso le tabelle valide per la corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2021.

La domanda di Assegni Familiari deve essere presentata per ogni anno a cui si ha diritto.

A decorrere dal 1° aprile 2019, la domanda di Assegno per il Nucleo Familiare dei dipendenti privati deve essere presentata direttamente all’Inps in modalità telematica tramite il proprio PIN dispositivo.

Come al solito, potete rivolgervi direttamente ai nostri Patronati dislocati sul territorio (clicca qui) o contattare i vostri sindacalisti di riferimento sul territorio (clicca qui).

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EMERGENZA FASE 2 _ I COORDINATORI RRSSAA AREA CAMPANIA E AREA NAPOLI E PROV_29 MAGGIO 2020

L’emergenza da Covid-19 partita come crisi sanitaria, ma ormai diventata anche una crisi sociale ed economica, sta producendo effetti devastanti anche per i nostri colleghi.

L’assenza di steward, pochi e distribuiti male sul territorio, esaspera i problemi connessi con l’ordine pubblico: sono sempre di più le filiali in cui si verificano aggressioni fisiche e verbali. L’azienda dichiara che denuncerà chi ha comportamenti violenti, ma non chiarisce chi deve procedere all’identificazione delle persone che si comportano in modo sbagliato.

Nelle filiali new concept continua a persistere un modello sbagliato di incontro col cliente, con le postazioni che vanno sanificate continuamente dopo il loro utilizzo per permettere altri appuntamenti.

La fornitura di dpi continua a non essere sufficiente e omogenea. Le pareti di plexiglass, tanto richieste, continuano ad essere una chimera.

Il tutto aggravato dalla fruizione forzata di 8 giorni di ferie entro giugno (mai applicata in passato) e dalla mancata elargizione, ad oggi, dei 6 giorni promessi dai vertici aziendali.

A questo si aggiunge il caldo incombente, e l’assenza di manutenzione ordinaria degli impianti di condizionamento, ormai purtroppo divenuta consueta.

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