
Di seguito trovate il prospetto con il calendario delle Assemblee che si svolgeranno in Area Torino e Provincia per la presentazione della Piattaforma rinnovo CCNL.
Le assemblee si svolgeranno nel pomeriggio (con orario dalle 14.30 alla fine del turno di ciascun collega) oppure al mattino (con specifica indicazione dell’orario di inizio e termine nel calendario).
Le assemblee si intendono convocate per tutti i colleghi di qualsiasi società del Gruppo ISP presenti in ciascun comune, con la sola eccezione di Torino. Per quanto riguarda Torino le assemblee sono state articolate in diverse giornate e per ciascuna giornata sono stati indicati per esteso quali punti operativi (Retail, Exclusive e relativi distaccamenti, Imprese, Terzo settore, Agribusiness) sono stati coinvolti. Tutti i punti operativi Private e Fideuram sono stati convocati presso l’assemblea di Torino.
Nei comuni dove sono ubicati fino a 7 persone, si dovrà garantire il servizio di apertura della filiale.
Assemblee Rete (ISP, Private e Fideuram)
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10 GIUGNO |
c/o UCI CINEMA MONCALIERI
Dalle 11.00 alle 13.30 |
Tutti i Part-time convocati delle filiali convocate nelle assemblee pomeridiane |
| c/o UCI CINEMA MONCALIERI
Dalle 14.30 a fine turno |
Carignano, Carmagnola; Cavour, Chieri, La Loggia, Luserna San Giovanni, Moncalieri, Vado’, Nichelino, Orbassano, Perosa, Pinerolo, Piossasco, Poirino, Riva, Torre Pellice, Trofarello, Vigone, Villar Perosa, i centri imprese annessi alle filiali, Banca Private. Filiali Exclusive e relativi distaccamenti. | |
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11 GIUGNO |
c/o UCI LINGOTTO
Dalle 11.00 alle 13.30 |
Tutti i Part-time convocati delle filiali convocate nelle assemblee pomeridiane |
| c/o UCI LINGOTTO
Dalle 14.30 a fine turno |
1,3,4,6,8,10,13,14,16,17,18,19,22,23,25,500,700,
Banca Private, Banca Fideuram e Filiali Terzo Settore Torino Centro, Agribusiness, Audiolesi, F.I. Piazza San Carlo, Avigliana, Borgone, Collegno Giaveno, Grugliasco, Oulx, Rivoli, Susa e i relativi centri imprese e filiali Exclusive e relativi distaccamenti. |
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12 GIUGNO |
c/o filiale IVREA Dalle 11.00 alle 13.30 | Tutti i Part-time convocati delle filiali convocate nelle assemblee pomeridiane |
| c/o filiale IVREA
Dalle 14.30 a fine turno |
Castellamonte, Cuorgnè, Ivrea, Rivarolo, centro imprese, Banca Private, Banca Fideuram, Filiale Terzo Settore e filiali Exclusive e relativi distaccamenti. | |
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18 GIUGNO |
c/o THE SPACE CINEMA
(Parco Dora – Via Livorno) Dalle 11.00 alle 13.30 |
Tutti i Part-time convocati delle filiali convocate nelle assemblee pomeridiane |
| c/o THE SPACE CINEMA
(Parco Dora – Via Livorno) Dalle 14.30 a fine turno |
7,9,12, 20, 27,28, Caselle t.se, Chivasso, Ciriè, Lanzo, Mappano, San Mauro, Settimo t.se, Venaria e i relativi centri imprese, filiali Exclusive e relativi distaccamenti. |
Assemblee Direzioni Centrali Torino città, Filiale Digitale Moncalieri, Polo Tecnologico Moncalieri: Strutture Centrali di Governo DC Torino e Provincia, Strutture Centrali di BDT, Innovation Center, Neva SGR, Isybank
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29 GIUGNO |
ON LINE (TEAMS)
dalle 10.30 alle 13.00 |
Dipendenti delle DC Torino e Moncalieri: NCD-PSC-VMP-CCM-Fil. Digitale secondo il proprio orario di lavoro. Colleghi audiolesi delle strutture in elenco |
| ON LINE (TEAMS)
Dalle 14.30 alle 17.00 |
Dipendenti delle DC Torino e Moncalieri: NCD-PSC-VMP-CCM-Fil. Digitale secondo il proprio orario di lavoro |
Per collegarsi all’assemblea utilizzare il link: https://teams.microsoft.com/meet/316902182028674?p=bG98edDY2yxWzXBhkn che verrà inviato a cura dell’azienda sull’indirizzo di posta aziendale
Eccezionalmente, per questa tornata assembleare i colleghi che lavorano per Banca dei Territori ma sono distaccati presso le filiali (ad esempio: distaccamenti della filiale digitale) sono convocati per l’assemblea online del 29 giugno.




Tra i vari problemi che affliggono i GA, oggi si torna ad affrontare quello annoso della portafogliazione e, in particolare, degli allineamenti familiari.
Il termine per la registrazione e la sottoscrizione della polizza volontaria Long Term Care è stato prorogato al
Il nostro esperto Raffaele Bosco ha aggiornato la
Il nostro esperto Edoardo Lagatta ha aggiornato la Guida 
Buongiorno, si sente parlare spesso di extra profitti delle banche da parte del governo sui quali vogliono metterci le mani; io credo e ne sono convinto matematicamente, che buona parte di questi profitti abbiano origine dalla decennale perdita di potere d’acquisto dei nostri stipendi a seguito di anni di contrattazioni nelle quali parlare di aumenti di stipendi era un tabù per l’ABI. Oggi impoveriti da anni di sacrifici per un bene superiore a fronte di utili miliardari distribuiti ai soci, credo si possa dire giù le mani dagli extra profitti, restituite ciò che per anni non avete riconosciuto a vostri lavoratori.
Buongiorno Pierpaolo,
ci scusiamo per il ritardo con cui ti diamo un riscontro, ma come puoi vedere abbiamo ritenuto che fosse opportuna una risposta articolata che, proprio per gli impegni di questo periodo che vedono anche lo svolgimento delle assemblee per il rinnovo del Contratto, ha richiesto qualche giorno in più.
Veniamo quindi alle tue considerazioni.
La riflessione che proponi tocca un tema reale, ossia il rapporto tra gli straordinari risultati economici registrati dal settore bancario negli ultimi anni e il contributo fornito dalle lavoratrici e dai lavoratori che quei risultati hanno reso possibili.
Vi sono però delle regole che presiedono al rinnovo dei Contratti nazionali e in particolare al riconoscimento degli aumenti, criteri che attribuiscono al CCNL la sola funzione di strumento volto a compensare l’inflazione.
La misurazione dell’inflazione non è prerogativa delle Organizzazioni sindacali, ma dipende da soggetti (in Italia l’ISTAT) e dall’applicazione di criteri di cui si può più che legittimamente pensare che non consentano di misurare la reale perdita del potere di acquisto.
In alcune circostanze la CGIL si è apertamente opposta all’adozione di determinati criteri.
Per esempio, è dell’ormai lontano 2008 una riforma del modello contrattuale voluta da Confindustria che prevedeva l’adozione del c.d. “IPCA depurato”: in base all’adozione di tale indicatore – da quel momento in avanti – non si sarebbe dovuto tener conto per il calcolo dell’inflazione dell’incremento del costo dell’energia importata. La CGIL all’epoca (unica fra le Organizzazioni sindacali) aveva proclamato uno sciopero generale, perché quel modello rischiava di dilagare, oltre che in ambito confindustriale, anche in altri settori, riducendo le possibilità del Sindacato di rivendicare e ottenere aumenti adeguati in caso di incremento dei costi energetici (che è proprio la situazione che si sta verificando in questi mesi).
Nel nostro settore va però sottolineato come, in occasione della predisposizione delle piattaforme per il rinnovo del CCNL, le rivendicazioni di parte sindacale (pur in presenza di regole che, come scrivevamo, imporrebbero di limitare la richiesta al recupero inflattivo) sono andate ben al di là delle percentuali di aumento correlate a tale recupero, e hanno incluso anche la richiesta di riconoscimento di quote di produttività.
Infatti il Sindacato non ha mai considerato gli straordinari risultati economici del settore come un elemento estraneo alla contrattazione. Al contrario, proprio perché tali risultati sono stati realizzati anche grazie all’impegno, alla professionalità e alla disponibilità dimostrata dalle lavoratrici e dai lavoratori nel corso degli anni, le piattaforme rivendicative hanno progressivamente richiesto non soltanto il recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione, ma anche il riconoscimento di una quota della ricchezza prodotta.
Non solo.
Contrariamente a quanto in generale avviene in altri settori, anche grazie all’elevato grado di sindacalizzazione della nostra categoria, alla fase rivendicativa è seguito, in particolare in occasione degli ultimi rinnovi, l’ottenimento da parte sindacale dell’aumento richiesto (sostanziale o addirittura nell’esatta misura indicata in piattaforma).
Con l’accordo di rinnovo 19 dicembre 2019 a fronte di una richiesta per il livello medio di 200 euro l’aumento è stato pari a 190 euro.
A seguito dell’ultimo rinnovo contrattuale del 23 novembre 2023 la richiesta di 435 euro (che molti fra gli stessi colleghi nelle assemblee di presentazione della piattaforma dichiaravano di considerare irrealistica e pertanto irraggiungibile) è stata accolta senza modifiche.
La richiesta che al termine dell’iter assembleare in corso sarà presentata ad ABI sarà ancora più elevata e pari a 518 euro.
È una rivendicazione estremamente ambiziosa e richiede che vi sia da parte di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori piena consapevolezza del fatto che il risultato è tutt’altro che scontato: infatti l’incremento percentuale richiesto comprende anche la rivendicazione di una quota dei risultati e della produttività espressa dal settore ed è quindi di gran lunga superiore al mero recupero inflattivo nonostante (riprendendo i concetti espressi sopra):
– secondo le logiche delle controparti datoriali l’inflazione dovrebbe essere l’unico elemento oggetto di recupero con il rinnovo;
– non è facoltà del Sindacato definire quale sia stata la perdita del potere di acquisto, perché occorre rifarsi ai dati degli enti preposti alla misurazione e alle previsioni dell’inflazione.
Proprio per questo motivo il risultato potrà essere raggiunto soltanto attraverso una categoria informata, partecipe e pronta a sostenere la piattaforma rivendicativa.
Buongiorno, dove trovo la piattaforma?
Buongiorno Francesca,
a questa pagina del sito della FISAC Nazionale è disponibile sia la versione integrale della Piattaforma rivendicativa sia una sua sintesi.
https://www.fisac-cgil.it/158348/la-piattaforma-del-ccnl-abi-documento-integrale