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Ogni anno l’argomento delle ferie ha il suo solstizio a febbraio e ad inizio autunno:

  • prima con la stesura dei “piani ferie” e il gioco degli incastri giustamente nel periodo estivo; non siamo una fabbrica o il parlamento che chiude tutto agosto, siamo, come un ospedale, aperti tutto l’anno; (I turni delle ferie debbono essere fissati tempestivamente dall’impresa, confermati al lavoratore/lavoratrice e rispettati; solo in casi eccezionali si possono variare di comune intesa tra l’impresa ed il lavoratore/lavoratrice – C.C.N.L. 8/12/2007 art. 49 comma 4)

  • poi con la corsa a fare i periodi di riposo ad ogni costo, perché i residui ferie pesano sui bilanci. Sono ben altre le voci di spesa da ridurre, sempre le solite ormai arcinote (incentivi, stock options, gettoni di presenza).

Le cause che generano questa “anomalia” sono almeno due:

  • o i piani ferie sono redatti in modo incompleto, cioè non viene data la possibilità ai colleghi di programmare vacanze estive  (L’impresa, solo per particolari esigenze di servizio, può dividere le ferie in due periodi, uno dei quali non inferiore a 15 giorni lavorativi – sempre art. 49 ma comma 5);

  • oppure non si riesce a fruire di quanto pianificato per sopperire all’incurabile carenza di personale….

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