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height="300"Oggi 19 ottobre, a Milano, si è tenuto il 2° incontro della procedura di confronto sindacale con Intesa Sanpaolo, per la riorganizzazione di Banca Monte Parma e per la sua integrazione nel Gruppo.
Intesa Sanpaolo ha confermato quanto già annunciato nell’incontro del 13 ottobre u.s., dettagliando in modo più preciso le misure che intenderebbe adottare per l’uscita di almeno 100 persone da Banca Monte Parma e per arrivare inoltre, da subito e in modo strutturale, a ridurre i costi di 14 milioni di euro.
Questo importo non è stato accompagnato da nessuna giustificazione che ne renda comprensibile origine e motivazione; non sono stati forniti i dati da noi richiesti, né rispetto ai costi né rispetto alla definizione del numero degli esuberi dichiarati.
Oltre al pensionamento ed all’accesso al Fondo di Solidarietà (Fondo esuberi), obbligatori per chi ha maturato o maturerà il diritto alla pensione, Intesa Sanpaolo ha proposto il licenziamento individuale di almeno 20 lavoratori con accesso al Fondo emergenziale (che presuppone, appunto, questa ipotesi).
In aggiunta, Intesa Sanpaolo ha declinato un "menù" (così lo ha definito) molto pesante, di ulteriori interventi di forte penalizzazione per i lavoratori di Banca Monte.

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