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Con la solita puntualità, ogni anno, a prescindere dalla loro reale ed effettiva efficacia, ci vengono riproposte come usuale sistema di comunicazione, come abitudine consolidata, come normale ed ordinario abuso di potere le pressioni commerciali, con modi e metodi che nulla hanno a che fare con la sana comunicazione ed il confronto.

Questa odiosa prassi ci viene ripresentata come una puntuale pratica di relazione nei rapporti tra capo area e capi mercato da un lato e direttori, gestori, assistenti alla clientela, lavoratori delle agenzie, dall’altro.

Tale situazione risulta insopportabile, anche perché dimentica le situazioni di estremo disagio in cui versano i punti operativi del Lazio, con organici da anni inadeguati, ruoli e portafogli clienti non assegnati, colleghi usciti e mai rimpiazzati.

L’azienda, negli incontri ufficiali, ha sempre ridimensionato la portate degli eventi, sostenendo che i pochi casi distonici denunciati, sono, evidentemente, riconducibili ad iniziative di singoli soggetti. Invece, ci viene da pensare che nella nostra area certi atteggiamenti inaccettabili vengano, comunque, consentiti, anziché decisamente condannati.

Sollecitiamo il Capo Area ad intervenire rapidamente, affinché cessino quei comportamenti che nulla hanno a che fare con una corretta metodologia etico   commerciale.

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